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Milano 19(15)

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Anno II - n. 16/17 - Luglio/Agosto 1978

L. 300

MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA

EQUO CANONE: in questo prepariamoci alla sua applicazione numero La festa del Circolo Trevisani a pag. 3

La legge sull'equo canone prevede una serie di complicati conteggi per stabilire il "valore locativo" degli immobili ed il canone d'affitto applicabile nei singoli casi specifici.

La legge sull'Equo Canone, già approvata dal Senato, non ha potuto essere approvata in via definitiva dalla Camera, sia a causa dell'ostruzionismo praticato da forze conservatrici, sia a causa dell'interruzione dei lavori

La riforma della secondaria superiore a pag. 4

del Parlamento per l'elezione del nuovo presidente delle Repubblica, in seguito alle dimissioni del Sen. Leone, ma si prevede che la sua approvazione possa avvenire entro la fine di luglio. Si tratta di un provvedimento piuttosto complesso che cercheremo di riassumere per i nostri lettori. Innanzitutto esso si divide in due parti, una fornisce i criteri per calcolare il valore della casa, l'altra ci dice a quale canone una casa di un certo valore può essere affittata.

del Consiglio di Zona. Altre tre aule verranno divise da pareti per creare spazi adatti ad attività di gruppo per i giovani e per gli anziani, inoltre verrà riattivata l'abitazione del custode, comprendente la guardiola al piano terreno e l'alloggio per lui e la sua famiglia al primo piano. Il costo preventivato è di circa 280 milioni di lire e il Consiglio di Zona, come ha deliberato nel giugno 1977, nominerà ogni anno un consiglio di gestione del cen-

vo» dell'appartamento. Elenchiamo qui di seguito le caratteristiche prese in considerazione dalla legge: tipologia: il coefficiente varia da 2 a 0,60 a seconda che la casa sía di lusso, popolare, rurale, ecc. classe demografica dei Comuni: il coefficiente varia da 1,20 (comuni superiori ai 400.000 abitanti) a 0,80 (comuni inferiori ai 10.000 abitanti). ubicazione: i coefficienti variano da 1,30 a 0,85 a seconda che la casa si trovi nel Centro Storico, in zona semiperiferica, in periferia o in zona rurale. Livello di piano: se l'appartamento è nel piani intermedi, il costo sin qui calcolato non subisce altre variazioni. Dovrà invece essere moltiplicato per 1,20 se è un attico, per 0,80 se è un seminterrato, per 0.90, se è al pian terreno. vetusta: si applica un coefficiente di riegrado per ogni anno di decorrenza dal 6° anno successivo alla costruzione dell'immobile. Il coefficiente è pari a 1 per i successivi 15 anni, pari a 0,50 per gli ulteriori 30 anni. Ad esempio, una casa costruita 20 anni fa ha un coefficiente di degrado pari a 14: il suo costo verrà quindi diminuito del 14%. stato di conservazione: se lo stato è buono il costo non subisce variazioni, se lo stato è discreto si moltiplica il costo per 0,80, se è scadente per 0,6. Dopo tutti questi calcoli sappiamo quanto costa un metro quadro di abitazione; moltiplicando per la superficie complessiva dell'alloggio (e la legge

(segue a pag. 2)

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CALCOLO DEL VALORE LOCATIVO La legge stabilisce un valore base di L. 250.000 al mq per le case situate nel Centro nord, e di L. 225.000 per quelle del sud e delle isole. A seconda delle caratteristiche dell'abitazione, questo costo di base viene poi moltiplicato per una serie di coefficienti, i quali possono essere superiori a 1 (nel qual caso il costo aumenta) oppure inferiori a 1 (il costo diminuisce). Alla fine di tutte queste moltiplicazioni si ottiene il »valore locati-

I servizi sociali nella nostra zona Proposte per iniziative culturali e sanitarie nella zona

I bambini raccontano a pag. 8

Psichiatria nella zona a pag. 9

Ruolo dell'anziano nella società a pag. 9

Estate in collina

a pag. 10

Il festival della gioventù a pag. 11

La zona 19, ricca di edifici scolastici, di impianti sportivi a livello europeo, di verde pubblico, manca di strutture sufficienti ad ospitare alcuni servizi sociosanitari essenziali. Si fa riferimento, ad esempio, al Servizio igiene mentale comunale (SIME), che ha ancora sede in zona 6, ad un servizio ambulatoriale e domiciliare per gli anziani, al servizio psichiatrico dell'Amministrazione provinciale (anche in applicazione della legge che prevede la chiusura degli ospedali psichiatrici), al servizio di medicina pediatrica di base, alla stessa sede del Consiglio di zona. divenuta ormai insufficiente. Il Dipartimento gestioni sociali del Consiglio di zona (Commissioni cultura sport e tempo libero, Educazione e servizi scolastici, Sicurezza sociale igiene sanità ed ecologia) ha approntato una proposta che possiamo definire l'embrione di una rete di servizi socio-sanitari del territorio della Zona 19. Sì sono individuati spazi nella zona sottoutilizzati o mal utilizzati e si sono formulate proposte per un loro recupero alle esigenze dei cittadini e della zona. Per prima cosa si è proposto il recupero della rotonda di via Pogatschnig 34, nel giardino antistante la sede del Consiglio di Zona, che con una spesa preventivata di non oltre 11 milioni di lire potrebbe essere ampliata e sistemata come sede della biblioteca, attualmente situata nei locali del Consiglio di zona. Con il recupero del locale attualmente adibito a biblioteca, e con un eventuale ampliamento di 3 - 4 metri sul retro (spesa preventiva sui 18 milioni di lire) il Consiglio di zona potrebbe cosi avere un nuovo salone al piano terreno ed altri uffici al piano superiore anche in vista di un loro eventuale futuro uso come centro sociale e culturale del QT8.

Altro spazio di intervento è stato individuato nella scuola materna di via Betti, attualmente vuota per carenza di utenza, che, secondo la proposta del dipartimento gestioni sociali, potrebbe essere utilizzata per servizi socio-sanitari quali il Servizio igiene mentale, il Servizio psichiatrico provinciale, la seconda sede del Consultorio, l'ambulatorio per gli anziani ed il servizio medicina pediatrica di base. Sempre per il servizio ambulatoriale per gli anziani potrebbe essere utilizzata, secondo la proposta, anche la palazzina già dell'OMNI ora utilizzata come scuola materna, con calo continuo di utenza, posta in piazzale Segesta. Questa potrebbe funzionare anche come centro per il servizio di assistenza domiciliare agli anziani, trovandosi a ridosso del quartiere popolare di San Siro, dove la percentuale delle persone oltre i 60 anni è molto alta. Sempre nel quartiere popolare di San Siro il consiglio di zona attende dall'Istituto autonomo case popolari una risposta circa la destinazione delle docce di via Tracia, attualmente chiuse ed in fase di smantellamento, di cui si richiede il ripristino e la riapertura, magari affidandone la gestione alla Federazione Italiana Pensionati. Vi è poi il centro comunitario dì Lampugnano, già in fase di ristrutturazione per farne un centro culturale pubblico, in cui non vi saranno più sedi fisse per alcun tipo di organizzazione, come da una precisa scelta del Consiglio di Zona concordata con le forze politiche e sociali di Trenno e del Gallaratese: il centro comprenderà una biblioteca pubblica, un salone adatto a proiezioni cinematografiche, ad attività treatrali, a dibattiti ed eventualmente anche a sedute

COME HA VOTATO LA ZONA 19 Finanziamento partiti S151,9% NO48,8% Ordine pubblico SI 27,6% NO 73,3%

Alle pagg. 6 e 7 i risultati nelle singole sezioni elettorali


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