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MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'
ANNO III - n. 7 SETTEMBRE 1977
LE RUSPE SPAZZANO VIA "LA TRECCA" La lotta democratica degli inquilini ha dato i frutti desiderati. La gente è già in via Salomone.
Nell'ultimo numero di "Milano domani" abbiamo parlato della situazione dei nuovi alloggi del lotto 64 e delle loro assegnazioni agli inquilini delle case minime della "Trecca". In due mesi molte cose sono cambiate. Le case di via Salomone (lotto 64) sono state assegnate nella quasi totalità agli ex abitanti del quartiere Zama. Il trasferimento è
avvenuto senza traumi grazie all'impegno del Consiglio di Zona, del S.U.N.I.A., della parrocchia e dei giovani dì C.L., delle A.C.L.I., della cellula del P.C.I. "E. Longo" e soprattutto grazie al serio e disciplinato impegno degli stessi abitanti. L'abbattimento delle vecchie case prosegue a ritmo accelerato rispettando in pieno i programmi stabiliti.
Non tutto comunque è andato liscio. Alcune difficoltà si sono verificate nell'organizzare i trasferimenti degli anziani, perchè il Comune, che su richiesta del Consiglio di Zona ha mandato un camion per i traslochi, ha messo a disposizione un solo autista e un operaio. Con il camion del Comune sono
SECONDO UN'INDAGINE CONDOTTA NELLA ZONA
Troppo facile procurarsi la droga in viale Ungheria Il 65% dei giovani ha "fumato" almeno una volta, il 10% si è "bucato". Che la diffusione della droga nella nostra zona stia crescendo non ce lo siamo sognato noi. "Milano domani" nei mesi scorsi si è limitato a denunciare la gravità del fenomeno invitando le forze di polizia ad un'azione più decisa nella lotta agli spacciatori e sottolineando che tutti i cittadini devono impegnarsi in prima persona a bloccare questo traffico. Una conferma delle nostre denuncie è venuta del resto anche dalla "Conferenza sui problemi giovanili" che si è svolta il 21 maggio scorso al Centro civico. Numerosi giovani hanno infatti sottolineato la gravità del fenomeno e la sua pericolosa diffusione. Riprendiamo pertanto il discorso anche perchè dalla Conferenza è uscito l'impegno a sviluppare la mobilitazione fino ad arrivare a creare un "Comitato di lotta contro la droga" che dovrà vedere co-
me principali protagonisti tutti i giovani della zona indipendentemente dalle loro tendenze politiche o ideologiche. Concentriamo quindi la nostra attenzione su quanto avviene in V.le Ungheria. Qualche tempo fa è stata fatta da alcuni giovani una indagine sulla diffusione delle droghe nel quartiere. Da essa risulta che almeno il 65% dei giovani di V.le Ungheria - Via Bonfadini ha fumato almeno una volta marjuhana e il 10% si è `:bucato" con droghe "pesanti". Ciò non vuol dire che tutti questi giovani siano tossicomani, ma sta a significare che in questa parte della nostra zona è terribilmente facile pocurarsi droga, eroina compresa. Alcuni bar di Viale Ungheria (ben noti alla polizia oltre che ai cittadini) sono infatti frequentati da tossicomani che, per procurarsi il denaro per acqui-
stare la droga, fanno a loro volta gli spacciatori. L'eroina arriva generalmente da piazza Gabrio Rosa (altro punto importante di spaccio a Milano) o direttamente dai "corrieri della droga" (di solito piccoli) che vanno periodicamente a rifornirsi in Olanda. In Viale Ungheria abita poi un grosso spacciatore: si tratta di una persona già nota alla olizia che pare entri ed esca perioicamente dalla prigione. La nostra richiesta è che, se la sua colpevolezza è dimostrata, in prigione ci resti il più a lungo possibile! Ci rendiamo conto che le nostre denuncie non bastano a spazzare gli spacciatori della zona: bisogna, lo ripetiamo, creare un ampio movimento di lotta alla droga per farla finita con questo pericolti. A questo lavoriamo e intorno a questo obbiettivo chiamiamo i giovani e i cittadini tutti, a mobilitarsi.
stati fatti più di 70 traslochi, grazie anche all'aiuto dei giovani delle parrocchie che hanno aiutato gli anziani a pulire la casa nuova e sistemare le loro masserizie. Il S.U.N.I.A. invece si è fatto carico dell'organizzazione, della vigilanza e delle pratiche allo I.A.C.P.M. e all'assessorato edilizia popolare, insieme alla Commissione Urbanistica del C.d.Z. e ad alcuni militanti della Cellula "E. LONGO" del P.C.I. Molti sono stati gli inquilini che hanno dato il loro aiuto sia nella fase delle preassegnazioni che in quella della vigilanza e del trasferimento, grazie alla quale nessun alloggio è stato occupato abusivamente. Chi non si è mai visto in questa fase così difficile e delicata sono state le assistenti sociali del Comune che pure sono pagate per svolgere appunto "attività sociali". Non pochi allo I.A.C.P.M. erano scettici. Sulla possibilità di organizzare gli abitanti della "TRECCA" in un'operazione così complicata "Non riuscirete ad organizzare quella gente - E' gente che non dà retta a nessuno - Avranno paura di pagare l'affitto; lì non pagavano niente o pagavano assai poco, ma nonostante tutto avevano un sacco di arretrati". Ebbene, dignitosamente, la stragrande maggioranza di essi alla firma del contratto, ha portato all'I.A.C.P.M. tutti i soldi in contanti. Molte famiglie hanno pagato il primo mese di affitto, alcune anche il secondo. Lo I.A.C.P.M. a sua volta si è impegnato ad applicare il canone sociale sin dal primo giorno di locazione e gli inquilini, col S.U.N.I.A., faranno sicuramente rispettare questo impegno. Effetti-
vamente un grosso sforzo sociale ed economico è stato fatto dagli ex abitanti di Via Zama per arredare gli alloggi nuovi in maniera civile ed elegante. Purtroppo sono da segnalare le azioni di alcuni teppisti che si divertono a rompere tutto, vetri, porte ecc. E' necessario che la maggioranza delle famiglie si organizzi al più presto per isolare e mettere in condizione di non nuocere questi delinquenti! Le cantine allagate, l'area da spianare per i giochi, il verde da finire, le bacheche da installare, il funzionamento degli ascensori e, importantissimo, l'approntamento dei locali, sono compiti che spettano all'Impresa ed allo I.A.C.P.M. Si raccomanda al Consiglio di Zona di definire al più presto con le forze politiche e sociali del quartiere, e con gli inquilini stessi l'utilizzo, la scelta e l'assegnazione dei locali riservati alle attività sociali, politiche culturali. Gli ex abitanti delle case minime chiedono inoltre che l'area delle vecchie costruzioni sia messa in condizioni di agibilità e gli zingari vengano allontanati. Essi hanno imparato molte cose in questi anni di lotte e mobilitazioni, altre ne dovranno apprendere ancora. Dovranno fare tutti gli sforzi necessari per educarsi ad una prassi di lotta politica intelligente e costante, non solo per mantenere le nuove case civili ed efficienti, ma anche per contribuire allo sviluppo democratico della nostra zona e della città. Angelo D'Ameno
In questo numero Il 1. ottobre l'apertura del Consultorio
pag. 3
Inevitabile il ritocco delle tariffe dell'ATM
pag. 4
L'INfORMAT1ITTO DELLA ZONA13
pag. 6-7
Incontro col regista Anghelopulos
pag. 10