INSERTO PER IL REFERENDUM
ANNO II - N. 15 - GIUGNO 1978
L. 300
MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA
in questo LA STANGATA DELLO IACPM numero La "cara" bolletta Aumenti delle spese, degrado degli alloggi suscitano proteste degli inquilini, ma l'autoriduzione non è il metodo migliore per risolvere il problema, arma più efficace pub essere la partecipazione popolare.
La Spina centrale nel Gallaratese pag. 3
Che scandalo la ginnastica mista pag. 5 SIT-SIEMENS bersaglio delle BR pag. 6
Due giorni con lo sport pag. 7
Le recenti notizie sul deficit dello IACPM (Istituto Autonomo Case Popolari di Milano) e sulla morosità accompagnate agli aumenti delle bollette delle spese giunti negli ultimi tempi hanno suscitato tra gli inquilini delle case popolari della nostra zona reazioni a volte diverse, ma sempre motivate dal risentimento di chi vede ulteriormente assottigliarsi la busta paga, già oggetto di continui assalti della speculazione e dell'aumento del costo della vita. Questo risentimento, a quanto abbiamo potuto accertare nel corso di un veloce sondaggio che abbiamo svolto nella nostra zona, dove tra l'altro è assai alta la presenza di alloggi IACP, è in gran parte motivato anche dal fatto che, gli aumenti delle spese sarebbero stati presi passando sopra le teste degli inquilini e non sarebbero sufficientemente giustificati. Ci è parso quindi di cogliere una diffusa esigenza di una maggiore partecipazione dei cittadini alla gestione del vastissi-
mo patrimonio dello IACPM, che attualmente amministra circa 130 mila appartamenti, dà lavoro a 2 mila dipendenti ed ha un bilancio annuo di 56 miliardi di lire. Un patrimonio imponente. come si vede, che tuttavia corre gravi pericoli. I 90 miliardi di deficit, la morosità dell'inuilinato (17 miliardi), le manutenzioni ordinarie effettuate con gravissimi ritardi rischiano di produrre danni irreparabili, sia attraverso un decadimento degli immobili, sia a causa di una totale sfiducia dei cittadini verso chi gestisce il patrimonio pubblico. Questo pericolo deve essere scongiurato impegnandosi nel risanamento dell'Istituto per uscire da una situazione che non consentirebbe neppure la salvaguardia degli immobili esistenti. Tale impegno deve basarsi su una giusta politica dei canoni, un rigoroso controllo delle spese, lo sviluppo del processo di democratizzazione dello IACPM.
Gestione democratica dello IACPM Se attraverso l'accordo sul canone sociale si è usciti, come si afferma, dalla vecchia giungla dei canoni (prima ce n'erano 150 diversi) e si sono create le condizioni per la lotta alla morosità e per invertire il processo di dissesto dell'Istituto, sia sotto il profilo finanziario, sia sotto quello del rapporto con l'utenza, molto deve essere realizzato, a nostro parere, in termini di gestione demo-
cratica dello IACPM. Una serie di battaglie condotte dalle organizzazioni degli inquilini. dalle organizzazioni sindacali e dai partiti democratici hanno portato, dopo una non facile contrattazione, alla costituzione di Commissioni di Gestione Democratica dello IACPM cui partecipano le organizzazioni sindacali degli inquilini, rappresentanti della Federazione Sindacale Unita(segue in seconda)
IN VIA QUARENGHI
Uno strano e opinabile STOP
Quando l'esser nuda è più grave dell'esser morta L'8 maggio una giovane prostituta viene uccisa nella nostra zona nei pressi della stazione metropolitana in costruzione al Gallaratese. Ecco un esempio di come ne è stata data la notizia: «Trovata nuda nel cantiere del metrò a S. Siro ragazza torturata e finita a colpi di pietra». Con queste parole un noto quotidiano del mattino ci trasporta idealmente in un mondo oscuro e peccaminoso di sesso e sangue. Le prime parole sono: «Trovata nuda...» Pare in questo modo che l'esser nuda fosse per la ragazza uccisa ben più grave che l'esser morta dato che la notizia della sua nudità precede quella della sua morte. Senza fare il processo ai quotidiani che non informano la gente per opera di bene e quindi intendono colpire il lettore, stimolarne la curiosità e l'interesse, anche morbosi, affinché compri il giornale, addentriamoci anche noi nel «caso». La storia di questa giovane prostituta ci interessa perché è stata vissuta nella nostra zona fra altre migliaia di storie di casalinghe, impiegati, studenti, giovani, vecchi...
Troppe volte molte di queste persone si sentono migliori delle prostitute che aspettano clienti, momentaneamente ex-benpensanti, nei prati un po' più distanti dagli isolati, guardandole dal finestrino di un autobus con uno stupore e un disprezzo volutamente esasperati e significativi. Gli uomini allo stupore sostituiscono una punta di curiosità appena mitigata dall'indifferenza quasi a far intendere quanto «certe cose» le conoscano ma su di un autobus, specialmente se affollato, ne siano al di sopra. L'articolo su cui abbiamo appreso la notizia dà fastidio per il tono paternalistico e morbosamente particolareggiato. Sembra riflettere la direzione in cui è rivolto l'interesse di tante persone che non tentennerebbero nel definirsi «brave e oneste»: allo svolgimento dell'assassinio attraverso una ricostruzione fondata su un «probabilmente» che nasce dalla volontà di raccontare una storia di malavita, di donne «perdute» che vanno notoriamente a finir male. Un fatto esasperatamente costruito sul «come» tra particolari che ritornano (segue in seconda)
L'incroc)o di via Kant Sapete tutti come succedono queste cose: un bel mattino arrivano in una via del quartiere 3 o 4 addetti ai lavori, con un carico di birilli di plastica bianchi e rossi ed una efficiente macchinetta in grado di segnare strisce e parole candide sull'asfalto. l birilli vengono piazzati opportunamente a formare contorte gincane per automezzi, forse per vivacizzare un po' la circolazione stradale altrimenti tanto monotona, e dopo qualche ora o qualche giorno appaiono sul terreno strisce e segnali vari. Così e nato quello strano segnale di «STOP» sulla via Quarenghi all'angolo e all'incrocio con la via Kant. Perché strano? Il fine che il suddetto segnale si proporrebbe sarebbe quello, vedi codice della strada, di «arresto all'incrocio con una strada che gode del diritto di precedenza». Qui entriamo nella stranezza del caso: questo diritto di precedenza è stato attribuito, non si sa come e perché, ad una via traversale secondaria (via Kant) nei confronti della via principale e di maggior
traffico, la via Quarenghi, battutissima anche per i vari intoppi causati dai lavori della metropolitana. Chiediamo quindi lumi ai preposti alla segnaletica urbana: per ora la svista si evidenzia in un'alta media di incidenti, fortunatamente non gravi. Pensiamo che un controllo in luogo dei preposti suddetti non sarebbe del tutto inutile; mentre da parte nostra attendiamo fiduciosi un intervento nel senso del ritrovato buon senso, per una più corretta disposizione di questo discutibile e discusso segnale di «arresto all'incrocio» di via Quarenghi con via Kant, al quartiere Gallaratese. Non vogliamo credere d'altronde che la segnalazione in questione sia stata posta per scoraggiare i Lauda e Regazzoni della zona, per i .quali si dispone di altri mezzi di dissuasione quali le salatissime multe per eccesso di velocità: una segnalazione corretta al posto giusto ci sembra pertanto la miglior soluzione del caso che abbiamo segnalato. A. C.