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Milano dodici14

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MILANO DODICI FELTRE -CIMIANO LAMBRATE ORTICA

ANNO III - N. 31 MARZO-APRILE 1 980

L. 300

MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA' Intervista ad A. Frigerio

"Dobbiamo parlare anche dei nostri errori" «Devi pubblicarle queste cose: le critiche che faccio ai socialisti, anche le critiche che faccio ai comunisti». Sto intervistando Anna Frigerio, militante dell' Udi e del Pci, consigliere di zona. Prima di lei ho intervistato Bafunno capogruppo del Pci in Cdz e Spinazzola, socialista, presidente del Consiglio di zona. Ho cominciato chiedendole da quanti anni lavora nel Consiglio di zona, quali sono le sue responsabilità. Da cinque anni, dal '75. Da quando abbiamo formato le commissioni, qualche mese dopo; sono coordinatrice della Commissione assistenza e sanità. Allora la commissione era numerosa, erano una cinquantina i partecipanti; c'era in loro una spinta, ci credevano al nuovo modo di governare. Adesso siamo rimasti in pochissimi, io, i rappresentanti dei pensionati, Prini e Voltolina, l'équipe del Sime. Si sono accorti che abbiamo chiacchierato tanto, ma che abbiamo avuto pochi frutti. Bafunno e Spinazzola avevano cominciato parlando del Piano regolatore. dei nuovi poteri che la Giunta di sinistra ha dato alle circoscrizioni. La Anna Frigerio parte invece da qui, dai limiti, dagli errori, dalle divergenze che si è trovata ad avere con altri componenti del Consiglio di zona. Mi chiedi chi partecipava alla commissione? Cittadini di tutte le estrazioni: donne, uomini, di media età prevalentemente; pochi giovani i rappresentanti dei pensionati. Qualcuno veniva per incarico di partito, ma la maggior parte erano cittadini che credevano ad un'attività sociale. Magari fanno ancora delle attività, per esempio si occupano dei tossicomani. Ma alla commissione non vengono più. Si sono accorti che non abbiamo avuto niente, cosi poco alla volta si sono stancati. Qualcuno adesso lo si ritrova su determinati problemi, per esempio alle assemblee per il consultorio. Ma perchè non avete avuto risultati? L'ho detto tante volte in Consiglio di zona. Come Consiglio siamo troppo fermi. Sul problema sanità e assistenza, intendo. Questo problema è stato posto in secondo ordine; per il momento probabilmente: forse se saremo ancora lì... Voglio dire che sono state fatte delle scelte di priorità che a mio parere sono sbagliate. È stata data priorità all'urbanistica: è vero c'era il Piano regolatore, c'erano delle scadenze. Si doveva farlo. Ma poi... per esempio il Psi ha. fatto delle scelte buttandosi sullo sport. La Dc, basta che si parli (segue in ultima)

Cara «Milano I2», la nostra cara vecchia Ortica, i suoi prati, le cascine, il traffico quasi inesistente! Un mare di biciclette e, dopo la guerra, un po' di »Vespe e di Lambrette», e la vecchia cara autobus che passava ogni ora circa (e anche di più) e che si lamentava «M» (noi la chiamavamo Mariuccia) diventata poi 205 ed infine 75. Questo, come nella favola: c'era una volta... Poi i nuovi insedia menti abitativi, via le cascine e su le case, nuove facce di gente nuova, via le biciclette per far posto alle auto. Si chiude «el ferèe» (ferrava i cavalli in via Ortica 12) e si aprono officine meccaniche, carrozzerie, elettrauto. A qualche «nostalgico»

Il semaforo di via Bistolfi Trentacoste è ormai una realtà

L'installazione del semaforo è uno degli ultimi interventi dcl Comune nel nostro rione. Credo lo si possa considerare come un successo di tutti quei cittadini del quartiere che hanno sempre creduto e credono nella partecipazione alla vita democratica della nostra zona e della nostra città. Ringraziamo tutti perchè questa ferma convinzione e tenacia ha fatto in modo che venissero finalmente riconosciute le giuste richieste ormai da tempo sottoposte al Comune. Dobbiamo inoltre riconoscere che l'impegno assunto dall'Assessore Korach (vice sindaco del Comune di Milano) è stato mantenuto e quindi lo ringraziamo, anche perchè oltre al semaforo di via Bistolfi-Trentacoste è già stato realizzato quello del cavalcavia Buccari ed è stata cominciata l'installazione (ormai a buon punto) di quello angolo via Rubattino-Pitteri. Tali realizzazioni danno la dimostrazione della volontà di soddisfare le richieste e le aspettative che i cittadini hanno atteso da anni (prima invano). Alberto Prini

del vecchio quartiere viene in mente di disegnarne la storia sul muro della scuola di via Trentacoste: quello che era, quello che è, quello che vorremmo diventasse. Ma il progresso... bumm... il muro non c'è più, e col muro il nostro murales. È vero che in cambio si amplia la scuola del turismo,si costruisce la palestra e probabilmente la mensa. E poi i semafori, sul cavalcavia, (finalmente!!!) all'incrocio Pitteri-Rubattino, in via di allestimento, quello Bistolfi-Trentacoste. Quante cose in questo quartiere da qualche anno a questa parte. Però... che nostalgia per il murales che mi ricordava i prati, le cascine... Nostalgie senili dirà qualcuno. Comunque: addio vecchia Ortica, ciao Ortica nuova. Angelo Frigerio

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sommario pag. 2: Festa popolare alla Cascina Biblioteca pag. 3: Un 25 aprile di lotta per la democrazia contro il terrorismo pag. 4: Analisi del Bilancio di zona 1980 pag. 6: Concluse le consultazioni "elettorali" del Pci pag. 7: Festa popolare all'Ortica, anno zero pag. 8: l'otto marzo in zona 12


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