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Il Costruttore28

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Consiglio di Fabbrica della Fit - Ferrotubi - giugno '78

LE TESI DEL SINDACATO

E' da ritenersi, che i rischi incombenti di peggioramento della situazione, in termini di occupazione e di reddito reale dei lavoratori, devono essere scongiurati con una decisa volontà, nell'affrontare i principali problemi di scelta nella politica economica.

Le lotte che abbiamo portato avanti in questi ultimi periodi, in particolare quelle sul piano generale e •aziendale, indicano quale grossa insoddisfazione e preoccupazione esiste fra la classe lavoratrice.

Gli obiettivi principali che sono presenti nelle nostre rivendicazioni, sono quelli di andare verso la piena occupazione della forza lavoro, in particolare il recupero di grosse sacche di disoccupazione nel mezzogiorno, tra i giovani e le donne. Per realizzare tali obiettivi, occorre determinare le condizioni per una reale ripresa produttiva ben più elevata e stabile di quella realizzata negli ultimi anni.

Bisogna spingere per incentivare il tasso di produzione e degli investimenti e dare quindi risposte concrete al crescente numero di giovani che si affacciano al mercato del lavoro, altrimenti si rischierebbe di rendere insopportabile il problema della disoccupazione e di privare questo potenziale produttivo dì ogni possibilità innovativa e di crescita economica, creando anche momenti di confusione, di degenerazione e di ribellione sul piano sociale e politico.

In questo caso dobbiamo sempre costruire dei momenti che si aggancino coerentemente con la politica sindacale emersa in particolare dalla assemblea dell'EUR, cogliendo gli elementi di novità in atto nel paese e utilizzando le prossime scadenze contrattuali come momento di realizzazione di aspetti qualificanti, in materia di sviluppi settoriali, di politica per l'occupazione giovanile, e di perequazione salariale .

C alandoci all'interno della fabbrica, non si può non valutare l'ultimo accordo raggiunto e vederlo per i suoi contenuti, per il travaglio che ha su-

bìto e per le prospettive che andiamo a creare, nel senso di una nostra maggiore possibilità nell'affrontare e risolvere i punti principali che nell'accordo sono previsti, ma non dati per acquisiti in modo definitivo.

E' però da ritenere che siamo usciti (e bisognerà rimanerci) da una spirale che ci ha bloccati con non poche difficoltà, relegandosi ad un ruolo difensivo nei confronti della direzione e creando così un rallentamento nella nostra capacità di iniziative nell'affrontare le questioni.

Ora si tratta, partendo da questi risultati raggiunti, mantenere intatto il potenziale che abbiamo costruito nelle discussioni attraverso le assemblee (le quali ci hanno permesso con maggiore concretezza di individuare le vie obbligate che la fabbrica deve percorrere) di saper sfruttare questi momenti ed adoperarli come un trampolino di lancio per il ruolo che abbiamo assunto, proiettandoci con capacità di iniziativa nella gestione di questo accordo.

Pur con tutte le difficoltà e carenze, va anche detto che siamo riusciti a mantenere valide le nostre posizioni, a mantenere intatto il nostro potenziale di contrattazione e di lotta e, sosoprattutto, a sconfiggere il tentativo della direzione di ridurre ulteriormente i posti di lavoro e costringendo la stessa a riaffermare le scelte di sviluppo produttivo verso la specializzazione del prodotto.

Dobbiamo però impegnarci nell'accrescere la fiducia in noi stessi, considerare questo accordo come qualcosa di nostro e muoverci per applicarlo fino in fondo, altrimenti creeremmo degli spazi entro i quali la direzione cercherà di entrare, ponendoci nuovi problemi, magari strumentali, ma nell'intento di vanificare I' applicazione dei contenuti previsti.

In questo senso, già si colgono le prime avvisaglie, da parte della direzione che mira a spostare l'asse del confronto su nuove richieste (recupero turni persi sulla produzione, al sa-

bato), prima ancora di aver applicato nei tempi previsti, le soluzioni concordate recentemente per quanto riguarda gli interventi sulle macchine di produzione e per quanto riguarda l'organizzazione del lavoro, come momenti di reale recupero della produttività e competitività della fabbrica. Comunque non intendiamo estraniarci dai problemi, se questi sono reali, ma bisogna, parimenti, uscire dalla logica di affrontare le cose giorno per giorno, ma collocarle in una visione più ampia, legandole alle esigenze dei piani produttivi In un'ottica di garanzia di quelle che Sono le aspettative dei lavoratori, previste negli accordi.

Quindi dobbiamo prendere posizione se la direzione intende perseguire questa strada del ricatto, ricollegare i lavoratori sul piano della mobilitazione, chiedere soluzioni immediate ai problemi che diventano sempre più urgenti (turn-over. organizzazione del magazzino spedizioni, sviluppo reparto trafila) e dimostrare che gli obiettivi sui quali ci siamo già battuti non intendiamo farli diventare delle generiche affermazioni, ma dei punti sui quali costruire le nostre iniziative.

Nell'ambito delle iniziative per dare concretezza ai nostri obiettivi, grande importanza deve assumere il ruolo dell'organimo sindacale, nelle sue branche di attività.

Le commissioni di lavoro esistenti, devono appropriarsi di un ruolo operativo, per contribuire a rendere più agevole e positiva la risoluzione delle questioni aperte.

Devono diventare momenti di partecipazione dei delegati e di responsabilizzazione alla vita politica in fabbrica.

Siamo in una fase delicata, nei confronti dei lavoratori, che non può consentire momenti di smarrimento o di rincorsa a spinte individuali, ma dobbiamo ricercare un terreno comune di impegno, sulle cose che contano e dimostrare nel concreto che si fanno passi in avanti negli interessi della fabbrica.

IL C.d.F.

DALLE COMMISSIONI

Riunione della commissione sanitaria

Si è riunita la commissione sanitaria. Presenti oltre i membri della commissione stessa, Messina dell'esecutivo, il medico di fabbrica dott. Cislaghi e il medico della Smal dott. Mantovani. Ordine del giorno: utilizzo dell'infermeria.

Questa volta si è deciso in un unico ordine del giorno l'utilizzo dell'infermeria legato alla disponibilità di 3 infermieri e delle attrezzature che negli anni precedenti abbiamo fatto acquistare (aspirometro e audiometro).

Già da tempo era stato detto che queste due apparecchiature abbastanza sofisticate, dovevano servire per fare delle indagini di massa all'interno dello stabilimento. L'aspirometria è un tipo di esame che dovrebbe diagnosticare se esiste una insufficienza respiratoria e per poter decidere poi se è il caso di fare altri esami.

Queste iniziative di carattere aziendale, non hanno senso se non sono legate da un punto di vista organiz-

zativo e politico allo Smal, che, per le responsabilità che gli sono state affidate dal Comitato Sanitario di Zona, con la nuova legge 37, deve assumersi la responsabilità della gestione della salute dei lavoratori nel territorio perciò anche a livello di fabbrica.

Altro punto della discussione è come stabilire un giusto rapporto politico e, se vogliamo, anche tecnico tra le iniziative sanitarie in fabbrica e lo Smal. E' chiaro per tutti che se all'interno della fabbrica queste iniziative non vengono collegate e non vengono chiariti i rapporti che devono esistere fra il medico di fabbrica, Smal e C.d.F., tutte le iniziative che noi abbiamo preso o che prenderemo (tipo visite per l'assunzione: idoneità lavorativa per i lavoratori che presentano certificazione per cui non sono più in grado di svolgere le mansioni alle quali erano stati destinati), puzzeranno di corporativismo e l'operaio ha

UIL

QUALITÀ ELIA VITA

tutte le ragioni di contestarle. Pertanto e stato discusso questo tipo di collaborazione che dovrebbe esistere fra queste tre unità che agiscono nello stesso settore.

Il dott. Mantovani ha precisato che non è certo con un tipo di controllo « poliziesco » da parte dello Smal, sul comportamento del medico in fabbrica, che si risolverà il problema di una corretta gestione delle iniziative sanitarie all'interno della fabbrica, ma è un giusto rapporto di collaborazione e un giusto rapporto di forza all'interno della fabbrica che il più delle volte garantiscono un giusto comportamento da parte del medico di fabbrica che, nelle fabbriche dove non esiste un controllo politico da parte del C.d.F., è facile venga strumentalizzato dalla direzione. Per cui li dott. Mantovani ha ribadito che è il controllo costante e politico dello Smal e dell'organizzazione di fabbrica che può garantirci un corretto funzionamento delle iniziative all'interno della fabbrica. E' stato rimarcato il concetto che noi non possiamo delegare i problemi dell'ambiente di lavoro né al medico aziendale né allo Smal, ma che alla base di tutto esiste la soggettività dell'operaio. Per soggettività intendiamo i sintomi che il gruppo omogeneo esprime di intolleranza verso un certo ambiente. E' solo questa soggettività dell'operaio che deve essere la guida del comportamento dell'iniziativa del CdF, gli altri dati di natura medica, di natura anche tecnica, non devono subordinare la soggettività dell'operaio. Altro punto all'ordine del giorno è la gestione, perlomeno da un punto di vista burocratico, dei libretti sanitari, di rischio e dei dati biostatici. Ormai da tempo alla Fit Ferrotubi abbiamo adottato questi libretti: oggi abbiamo la possibilità, nel giro di qualche settimana, di averne un tipo approvato dalle autorità comunali competenti, sul quale iniziare la trascrizione di quelle che sone le indagini ambientali già fatte all'interno della fabbrica ((rivestimento, decapaggi, forni a campana. reparto tubi saldati per lavorazioni di tubi zincati e alluminizzati). Nella prima parte di questi libretti dovrà essere riportata quella che è la soggettività dell'operaio, che dovrà scaturire dopo una riunione dei gruppi omogenei. Per cui ci aspetta un gros-

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C(41.051.
NUOVA

so lavoro che deve essere iniziato al più presto. Si è parlato di organizzare una prima prova campione al rivestimento, per la compilazione di questi libretti. La scelta è caduta sul rivestimento perchè forse è l'unico reparto del quale abbiamo la situazione iniziale dell'impianto appena trasferito da Milano (ne abbiamo rilevato tramite l'Enpi la situazione a livello ambientale); abbiamo le analisi fatte dopo la revisione quasi completa degli impianti che ha dato dei risultati che abbiamo giudicato positivi. Possiamo pertanto partire da questi due rilievi per poter vedere esattamente quella che è oggi la realtà del rivestimento. E' stato chiarito che il libretto deve essere anche un collegamento tra il medico aziendale e il medico privato della mutua, cioè questo libretto sanitario deve essere un punto di riferimento dove viene descritta la soggettività dell'operaio, gli infortuni che l'operaio ha avuto durante tutta la sua vita lavorativa, la registrazione delle

condizioni ambientali nelle quali si trova ad operare.

Ancora una volta, in occasione di questa riunione, è stato rimarcato dai vari componenti della commissione sanitaria che occorre una grossa opera di politicizzazione dei lavoratori, i quali devono rendersi conto che il concetto dell'utilizzazione dell'infermeria deve essere rivisto. Non possiamo pensare di far gestire l'infermeria come un distaccamento aziendale del medico della mutua. Sappiamo che molti operai utilizzano l'infermeria per comodità. facendosi rilasciare ricette o chiedendo prestazioni che non hanno niente a che vedere con il ruolo che noi vogliamo dare all'infermeria di fabbrica. Un ruolo che sia collegato essenzialmente alla prevenzione e all'ambiente di lavoro. Noi vorremmo che il medico di fabbrica trovasse più tempo per entrare nei reparti e poter di volta in volta rendersi conto delle condizioni in cui l'operaio si trova a lavorare.

Lo spaccio

Dopo aver preso in esame la possibilità di rendere sempre più competitivi i prezzi del nostro spaccio e rendere anche legale tutto quanto era inerente alla sua gestione (partita iva e codici fiscali), la commissione convivenza, dopo aver investito l'esecutivo il Consiglio di fabbrica, ha deciso la formazione di una cooperativa interna per I spaccio di generi alimentari l'aftiliazione alla Coop., anche come conseguimento di un obiettivo politico.

Partendo dal dato di fatto che il nostro spaccio era qualcosa di abusivo illegale e che quindi non avrebbe dovuto esistere a rigore di legge perché poteva essere esposto a gravi sanzioni da parte della finanza, si è deciso di interpellare la COOP per sapere quali erano le strade da intraprendere per il conseguimento del fine che ci eravamo preposti.

Nonostante lo spaccio abbia sempre avuto una contabilità propria interna, una registrazione cronologica delle fatture e dei pagamenti dei debiti verso i fornitori, non poteva rendere pubblici i Propri bilanci di fine anno (nonostante fgssero compilati anno per an-

no e potevano essere visti da chiunque in C.d.F.), per evitare che questi potessero essere utilizzati contro lo spaccio stesso se fossero finiti in mani sbagliate.

Tutto quello che riguardava la vecchia gestione dello spaccio doveva avere termine, anche le scorte dovevano essere smaltite prima che la nuova gestione iniziasse, e la nascente cooperativa dveva partire da zero, come se prima non fosse esistito niente.

Per la fondazione di questa cooperativa servivano un presidente e dei sindaci (consiglieri) che presentandosi ad un notaio legalizzavano la formazione della cooperativa presso la cane presidente sono quelli provvisori che dovranno essere rieletti o sostituiti dall'assemblea dei soci che verrà convocata all'indomani della registrazione della cooperativa press la cancelleria del tribunale.

Tutto ciò avrà un grosso rilievo politico se l'adesione dei lavoratori sarà massiccia, tenendo presente che, anche per avere diritto ad alcune esenzioni fiscali rispetto ad altre cooperative, la nostra potrà vendere la merce solo ai soci.

In conclusione, noi riteniamo che non è possibile pensare di evitare di affrontare i problemi dell'ambiente di lavoro anche se ci rendiamo conto che una situazione come quella che stiamo attraversando (di grosse difficoltà all'interno dell'azienda per i problemi che il C.d.F. è stato chiamato a discutere, tipo la ristrutturazione, la garanzia della piena occupazione), non lascia molti spazi per la risoluzione di questi problemi. Occorre comunque trovare una soluzione per i problemi più urgenti che ancora ci sono all'interno della fabbrica e in modo particolare a quelli del decapaggio, dove ancora una volta il medico di fabbrica denuncia il continuo presentarsi dei lavoratori di quel reparto che denunciano irritazione delle prime vie respiratorie e agli occhi. Pertanto ci auguriamo che questa volta gli impegni che si è assunta la direzione di modifica dei decapaggi, non sia la solita promessa, ma sia effettivamente un risolvere i problemi.

Noi intendiamo con questo salvaguardare sempre di più il potere di acquisto dei lavoratori ed educare i lavoratori stessi ad una nuova politica dei consumi che non tenga conto delle indicazioni del mass media (Tv, giornali, pubblicità, ecc.) ma dei bisogni reali di ogni uomo. Comm. Convivenza

Comm. Sanitaria
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TEMPO LIBERO

La commissione culturale con questo articolo desidera ancora una volta richiamare l'attenzione dei lavoratori sul problema del tempo libero, con suggerimenti ed iniziative varie.

In base all'esito del questionario inerente a suggerimenti per acquistare nuovi libri per arricchire e aggiornare la nostra cultura, la commissione ha preso atto di questo esito ed ha già iniziato la campagna d'acquisto dei libri richiesti nei questionari.

Nel frattempo continua l'iniziativa di vendita di libri all'interno della fabbrica e tra questi consigliamo l'acquisto di:

« Da galeotto a generale » di A. Vaia a L. 2.500 (prezzo di copertina 4.000).

• Contro il terrorismo e la violenza • a L. 2.500 (prezzo di copertina 3.000).

Tra ie iniziative intraprese c'è quella di far nascere un vero Cral all'interno della fabbrica, con tutte quelle caratteristiche inerenti ad attività ricreative, come sport, teatro, cinema, caccia, pesca, ecc.. Facciamo richiamo ai lavoratori affinché diano un contributo con suggerimenti e partecipazione diretta e con obiettivi che siano a vantaggio di tutti.

Un rapido giudizio sulla gita sociale In Jugoslavia, dove c'è stata una grande partecipazione dei lavoratori con i propri familiari.

Credo si possa dire che nel complesso non sia andata male. E' chiaro però che questa esperienza ha evidenziato delle anomalie organizzative che potrebbero però venir fuori da qualsiasi gita. Con questo non vogliamo scaricarci di colpe che involontariamente sono dovute a noi, ma è col prendere atto di quelle voci negative che noi cercheremo di evitare che si verifichino nella programmazione delle prossime gite.

Comm. Culturale

CUCINA E MENSA

Si è riunita la commissione convivenza per discutere la situazione attuale relativa alla cucina e mensa. Da questa riunione ne sono scaturiti alcuni aspetti negativi che noi ci auspichiamo di risolvere in maniera positiva, contando soprattutto sulla partecipazione di tutta la fabbrica perché siamo convinti che con la partecipazione a qualsiasi problema le risoluzioni sono più efficaci.

Il primo problema che a noi preme è quello della salvaguardia della salute. Ci siamo posti il problema di cosa potremmo fare riguardo l'alimentazione, perché il sapere come e cosa si mangia è molto importante se si tiene anche conto che il tempo riservato ai pasti è molto limitato. Perciò è molto opportuno che si mangino cibi che siano allo stesso tempo nutrienti e digeribili.

Di tutto ciò dobbiamo discutere tenendo anche presente quelli che sono i suggerimenti dei dietologi e con essi proporre delle tabelle mensili o settimanali per avere un'alimentazione più giusta e idonea.

Dobbiamo tener conto anche dei prodotti che vengono usati e, a nostro avviso, è necessario che ci sia un controllo igienico-sanitario che garantisca prodotti sani. Questo soprattutto per cibi di prima necessità, vale a dire ohi, carni, latte, burro, insac-

cati e scatolame in genere, evitando così conseguenze che in alcuni casi si possono rivelare gravi.

Un altro problema è l'ambiente dove i cibi vengono cotti e preparati che dovrebbe essere un ambiente idoneo, con i requisiti e le attrezzature necessarie.

Ma anche qui i problemi esistono, sia a livello igienico sia per la mancanza di attrezzature. Ad esempio la mancanza di aspiratori fa sì che la condensa del vapore si trasformi in acqua che gocciola sulle teste di chi in questo ambiente lavora e gli crea parecchi disagi. Questo è un aspetto negativo che ci auspichiamo venga risolto, sarà di minor peso se noi appoggeremo i lavoratori di questo settore perché riescano a far valere i propri diritti.

Abbiamo esposto sin ora vari problemi, ma tutto questo deve essere strettamente collegato con l'igiene, proponendo all'uopo una pulizia generale almeno una volta al mese per evitare spiacevoli sorprese come quella degli insetti rendendo così la mensa un ambiente veramente igienico.

Questi sono alcuni aspetti a grandi linee della situazione che con la collaborazione di tutta la fabbrica, con suggerimenti e proposte riusciremo a risolvere.

Comm. Convivenza

GIORNALINI '77

Nel mese di luglio '78 sarà effettuata a ciascun lavoratore la trattenuta di L. 1500 per il pagamento dei numeri stampati nel '77

Comm. Giornale

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COOP EDIL CORRETTA

Il consiglio di amministrazione della Coop. Edil Corbetta si è riunito per fare il punto della situazione della coop., riguardante la graduatria per avere la possibilità di accedere al finanziamento.

La Feder. Coop., alla quale noi come coop. siamo affiliati, ha promesso e confermato che la nostra sarà una delle prime coop. ad accedere al finanziamento agevolato.

L'amministrazione Edil Corbetta si è subito data da fare interpellando l'architetto Baccalini (lo stesso che ha

progettato le scuole nuove di Corbetta che si trovano di fronte al terreno che la giunta comunale ci ha assegnato), il quale ha approntato un progetto di massima ed un piano di finanziamento di massima per avere la possibilità di valutare i costi di costruzione e tramutarli in affitto.

Avendo la possibilità di costruire su quel terreno n. 44 alloggi formati da 3 locali + doppi servizi, ripostiglio, posto macchina e cantina, l'affitto dovrebbe approssimativamente essere di L. 900.000 annue.

Violenza

Violenza, parassitismo. eversione e guerriglia urbana. Come riuscire a passare indenni in mezzo a tutto questo, in un momento così travagliato della nostra repubblica?

Un paese dove la violenza si manifesta anche negli apparati sociali, a chi con il mercato delle braccia gioca sulla pelle dei lavoratori, con la disoccupazione delle donne, contro i lavoratori delle zone più depresse, andando cosi a formare quel grande esercito di emarginati e con il pericolo di predisporli alla delinquenza o al formarsi di quelle frange estremiste degeneri che, manipolate da potenti organizzazioni antidemocratiche. cercheranno di infiltrarsi in tutte le istituzioni con un disegno ben preciso che è quello di creare disordine fratture, quindi arrestare quel processo di rinnovamento in atto nel paese.

Guardiamo gli apparati dello stato, che dovrebbero essere predisposti per la difesa delle libertà democratiche, ma che invece, in diverse occasioni, hanno dimostrato inefficienza connivenza con il movimento piu reazionario e conservatore del nostro paese (processo di Catanzaro, processo Lockheed e per ultimo il tragico avvenimento di via Fani, con la barbara uccisione della scorta prima dell'or. Moro poi).

Certo, tutto questo ci lascia un po' perlessi e facendo un'analisi ci si rende conto che per uscire da questa spirale di inefficienza degli apparati dello stato, e di violenza in

generale, è necessaria la unione e la partecipazione di tutte le forze politiche e sociali che vogliono un vero rinnovamento del nostro paese. Altro elemento indispensabile sarà l'attuazione di una politica economica nei settori tradizionalmente più arretrati (agricoltura) e più colpiti (chimica, siderurgia, ecc.) perché

Non vorremmo illudere troppo i soci i quali, sono anni che stanno aspettando quel finanziamento che purtroppo, per fattori politici ben noti che da anni travagliano il nostro paese. non ci è ancora pervenuto e che non ci ha permesso di operare prima. Il finanziamento dovrebbe coprire il costo dell'opera per circa il 90%. Il rimanente 10% dovrà essere a carico di ogni socio che si vedrà assegnato l'appartamento e bisognerà trovare insieme una formula valida per quanto riguarda l'anticipazione di questo 10 %.

questo significherebbe sottrarsi ad una egemonia dei paesi capitalistici più avanzati e significherebbe anche creare nuovi posti di lavoro, nell'interesse delle fasce più emarginate e nell'interesse di tutto il paese come contributo per sconfiggere la violenza.

Un Lavoratore

LA MATERNITA' NEL LAVORO: PARITA' DI DOVERI TRA UOMO E DONNA

La piena cooperazione e una uguale responsabilità del padre e della madre nella cura dei figli stabilita nel nuovo diritto di famiglia trova una concreta attuazione nella legge di parità.

Essa garantisce ad ambedue i genitori, a scelta, il diritto di assentarsi dal lavoro quando il bambino, nei primi tre anni di vita, si ammali. Quando la madre non usufruisce del congedo di maternità facoltativo e obbligatorio, questo può essere ottenuto dall'altro genitore. Si favorisce così nella famiglia, nei rapporti tra uomo e donna e nei rapporti fra genitori e figli, un cambiamento nel costume, una nuova corresponsabilità.

L'uguaglianza tra i sessi si attua anche con il riconoscimento alla lavoratrice del diritto di opzione nella riscussione degli assegni familiari, alle stesse condizioni previste per il lavoratore.

REVERSIBILITA' DELLA PENSIONE ED ETA' PENSIONABILE

I contributi previdenziali versati per la lavoratrice non andranno più perduti nel caso della sua morte. Il marito avrà diritto alle prestazioni erogate dalla assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità e la vecchiaia, alle stesse condizioni previste per la donna vedova dell'assicurato o del pensionato.

PARITA' NELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

La legge vieta anche nel campo del, l' orientamento e dell' aggiornamento professionale ogni forma di discrifnh nazione.

Non potranno essere svolti corsi con contenuti e materie di studio divisi per sesso, che relegano le donne in occupazioni marginali o le privano di ogni sbocco.

Le donne hanno diritto di essere ammesse a tutti i corsi di formazione, aggiornamento e perfezionamento professionale necessari per accedere ai livelli più alti di professionalità, a qualifiche ed attività tradizionalmente cervate agli uomini.

PARITA' DI RETRIBUZIONE, DI QUALIFICA, DI CARRIERA

Quando vengono violati i diritti di parità nelle assunzioni, la legge prevede nel suo art. 15 che la donna, o per sua delega, le organizzazioni sindacali, possa ricorrere alla giustizia valendosi di procedure che hanno un particolare carattere di urgenza e che reintegrano la lavoratrice nei diritti colpiti.

E' stabilita per la donna la posibilita di scegliere, quando lo ritenga opportuno, di andare in pensione a 60 anni come gli uomini, fermo restando il diritto di andarvi a 55, come oggi è previsto per molte categorie di lavoratrici.

LA MITA' UOMO - DONNA CO LA NUOVA LEGGE

FAIN PASSO AVANTI

La legge vieta tutte le discrimif zioni fondate sul sesso per Faccet al lavoro; essa è quindi uno strume to di cui le donne possono avvale per accedere in settori e in attivi produttive da sempre considerate schili; per vedere riconosciuta la pt fessionalità, per non essere discrimiti te dalle mansioni più qualificate e 0 l'avanzamento della carriera.

Non sarà più permesso chiedere al donna in cerca di lavoro « test di gl vidanza » per dimostrare che non è i cinta; o richiedere con esami e mande requisiti tali da escluderla partenza da ogni possibilità di assd zione.

Né sarà consentita negli annunci ' conomici dei giornali la domanda appartenenza all'uno o all'altro se5 come requisito per ottenere il lavot

La legge compie un nuovo passo avanti nel riconoscimento del valore sociale della maternità, con la fiscalizzazione delle due ore di permesso quotidiano per la madre nel primo anno di vita del bambino.

Un passo abbiamo detto. Infatti una maggiore parità nel costo del lavoro degli uomini e delle donne che favorisca lo sviluppo dell'occupazione femminile, potrà essere conquistata fiscalizzando al più presto tutti gli oneri di maternità.

La lavoratrice ha diritto a una retribuzione pari a quella dell' uomo quando la sua prestazione di lavoro è di pari « valore ». Il lavoro svolto dalle donne è stato fino ad oggi ingiustamente valutato, quali che fossero gli effettivi contenuti professionali. Non si capisce perché ad una tessitrice o ad una filatrice che volga le fasi centrali e più importanti del processo produttivo sia assegnata la seconda categoria, mentre all'operaio meccanico che svolge un lavoro di uguale e talvolta minore contenuto professionale venga riconosciuta la terza o la quarta categoria.

La legge dà alle donne e alle organizzazioni sindacali la possibilità di rivendicare il diritto ad una giusta valutazione del lavoro e dei criteri di classificazione professionale.

BRrrrr BRrrrr

BR: perchè? per chi?

BR: comparse o protagonisti?

BR: da dove e verso cosa, chi?

BR: gruppo esitante, alla ricerca di una via d'uscita, di un'affermazione clamorosa o • avversario • deciso, forte, ben organizzato?

Queste ed altre ancora sono le domande che mi sono posta in questi 54 giorni in cui si è svolta ed è stata consumata la tragedia Moro.

Scrivo tragedia mentre mi viene da pensare farsa, commedia, perché anche se macabra, ho avuto, e ho tuttora più che mai, l'impressione di aver assistito ad una di quelle tante opere drammatiche scritte e sceneggiate da maldestri autori in cerca di gloria.

11 dramma, se tale si può definire, è semmai rappresentato dalla situazione socio-politica ed economica in cui il Belpaese si trova (suo malgrae che ha avuto come « sbocco », v:icrei dire naturale, il rapimento e l'uccisione dell'on. Moro.

Moro come epilogo della storia e non come prologo.

Moro non come la prima mossa di una partita a scacchi appena iniziata. ma semmai, l'ennesima pedina manovrata in una partita che ha avuto il sui inizio in un ormai lontano dicembre del '69.

Come disse quel re « l'etat c'est moi •, cosi il governo, la stessa DC potrebbero dire le BR c'est moi, nel senso che questa ondata di terrorismo è stata resa possibile da una serie di strutture inesistenti, da una parte, e da una serie di malcostume, malgoverno e strutture marce, vecchie e corrotte, dall'altra.

Una cosa sembra perciò certa: la DC non dirà mai che l'état c'est moi, sarebbe troppo ammettere l'identificazione con uno stato gabbato (vedi il cadavere portato a due passi dalla sede DC in una zona più che presidiata, sotto controllo, solo per tare un esempio), reso impotente (o volutamente impotente?!?); sconfitto da un « commandos », uno stato la cui unica dimostrazione di forza e di fermezza è stata la decisione di non trattare con gente a cui loro stessi hanno (e non del tutto involontariamente) fornito la linfa vitale per crescere e prosperare.

Non dimentichiamo poi, guarda caso, che le BR, con una puntualità impressionante, si ricordano maggior-

mente della loro lotta nei momenti cruciali della vita del paese, anni fa rapendo un Sossi in piena campagna elettorale e adesso, combinazione vuole, in piena crisi economica, in un momento politico particolarmente delicato. E in base a quale logica Moro e non Piccoli, Forlani, Fanfani, Andreotti, anche se è stato annunciato che Moro è solo il primo di una lista?

E comunque perché per primo proprio quel Moro fautore del centro sinistra, quel Moro piu aperto a un incontro, a un dialogo con il PCI?

E' morto il re, W il re.

Hanno ammazzato Moro. W la DC (e i risultati del 16 maggio dovrebbero far riflettere).

E poi francamente non credo in un secondo della lista, a un nuovo o comunque abbastanza immediato colpo delle B.R.

Ormai le quasi quotidiane sparatorie alle gambe, in fondo, non fanno più cosi tanto scalpore e servono appena per non farci dimenticare troppo in fretta.

In ogni caso fra poco sarà giugno e con giugno, si spera, ritorneranno: week-end di sole con le autostrade intasate e i mondiali di calcio a fare la parte del leone.

La moglie di un dipendente

TASSE, FURTI, AVVENTURIERI

Che siano i poveri a pagare le tasse è noto ormai a tutti.

Non sarà certo il professore di latino nei Licei bresciani a farle pagare in modo equo a chi, finora, seppur ricco a miliardi, non le ha mai pagate.

Come siano poi spesi i soldi ricavati con le tasse, è altrettanto noto.

Non è a tutti noto come una « elite » di pseudo-imprenditori, o meglio, avventurieri, affondi le fauci su questi soldi.

Parliamo un po' di esportazioni di capitali, bilanci in deficit, aiuti statali a fondo perduto alle aziende cosidette in crisi.

La strada più battuta dagli esportatori di capitale è la cosidetta tecnica della sovrafatturazione o della sottofatturazione.

Facciamo un esempio banale.

L'imprenditore acquista in Germania 3000 tonn, di ferro.

Il prezzo pattuito sulla carta è di L. 280.

In effetti il prezzo reale è di L. 250. La differenza di L. 30 al Kg. rimane in Germania a disposizione dell'imprenditore.

Costui ha così esportato L. 30 x Kg. 3.000.000 = L. 30.000.000.

L'inverso avviene esportando con sottotatturazione.

Queste operazioni comportano una serie di reati:

Esportazione di capitali

Truffa nei confronti degli azionisti rappresentati dall'imprenditore, Truffa allo Stato Italiano per mancata imposizione sugli utili delle aziende

Tutta una serie di reati minori che tralasciamo.

II punto più importante. L'imprenditore denuncia bilanci in passivo accusando sindacati, assenteismo, alte paghe, ecc. e minacciando cassa integrazione, licenziamenti, ecc. Ottiene così finanziamenti agevolati a fondo perduto, aiuti di ogni genere ed il cerchio si chiude, lo scopo è raggiunto.

Miliardi dallo Stato (cioè dalle tasche dei poveri cristi) e miliardi dirottati su conti segreti in Svizzera o Germania.

Al pseudo-imprenditore avventuriero basta prendere il primo treno per Chiasso e scomparire nella nebbia dalla quale era improvvisamente emerso qualche anno prima. Chiaro?

Un Lavoratore

S M C

A fasi alterne la drezione ha chiesto che rimanesse a Milano o che venisse trasferita a Corbetta e di questo comportamento non ha mai saputo darcene dei motivi validi.

Ancora oggi con la ultima proposta di inserimento della S.C.M. nel capannone in precedenza destinato ad ospitare i tubi rivestiti, la direzione ha cercato di fare molto fumo per cui dell'arrosto non se ne è vista traccia.

Alla domanda perché la SCM a Corbetta, si sono addotti futili motivi tipo quello di risparmiare portineria, infermeria, mensa, ecc., che sono cose irrilevanti, non è possibile pensare che la SCM venga trasferita solo per questo.

Allora salta fuori la tavoletta dello sviluppo della stessa. La direzione trasferisce qui a Corbetta la SCM per dargli una possbilità di svilupparsi.

Se quella panzana di prima era difficile da credersi, questa è addirittura impossibile. Come fare a credere che si tende ad andare allo sviluppo della SCM se trasferendola qui si riduce innanzitutto lo spazio operativo (a Milano erano disponibili circa 4000 mq. mentre invece a Corbetta sono circa 3000).

Dai piani di investimento che sono stati consegnati al C.d.F. inerenti alla SCM, compaiono solo innovazioni tecniche e sono solamente attrezzi che eventualmente (non essendoci più la SCM) potrebbero usare tranquillamente quelli della manutenzione.

Anche qui, come fare a credere ad uno sviluppo quando nelle previsioni di acquisto di nuovi macchinari, non ce n'e nessuno che possa far credere a tutto ciò.

Per cui la risposta rimane una sola. Tutto questo voler trasferire la SCM è legato solamente alla possibilità di fare un grosso colpo con la vendita del terreno di Montecuccoli. Questa poca chiarezza della direzione, questo non voler tirar fuori quali sono i veri motivi del trasferimento, non possono nascondere altro che la possibilità di realizzare un bel mucchietto di quattrini, magari con qualche speculazioncella edilizia. (Anche se l'area di Milano è vincolata metà a servizi pubblici e metà a piccola industria, potrebbe succedere che con le prossime elezioni la giunta attuale non venga rieletta, per cui quell'antico progetto di far diventare la Fit Frt oltre che produttrice di tubi anche una società (magari con un altro nome) palazzinara, verrebbe tranquillamente rispolverato. Per cui togliamo dalle balle la SCM, che se fosse ancora a Milano per quel periodo ci potrebbe impedire un progetto del genere e quindi avremmo spianata time parte della strada.

Certo che nessuno è contrario che l'azienda riesca a recuperare un po' di soldini, ma non crediamo che sia una speculazione edilizia il modo più idoneo.

Per cui l'azienda prima di trasferire la SCM deve gettare la maschera. UN LAVORATORE

IL MIO ORTICELLO

O che bello!!!

O che bello!!!

Mi coltivo il mio orticello che mi fa sembrare più bello (bravo) (licenza poetica). Questo succede nella fabbrica.

Ogni reparto fino ad oggi ha rappresentato qualcosa di a se stante dei riguardi della ditta. Ogni reparto è un reparto autonomo e non è qualcosa che unitamente agli altri settori collabora per il buon andamento della fabbrica. Ogni capo settore è in antagonismo con l'altro. Ciascuno di loro cerca di fare bella figura alle spalle degli altri. Nonostante nella organizzazione generale del lavoro in fabbrica ci siano molte « disorganizzazioni », nessuno si sogna di farle

presenti e mettere fine a tutto ciò, ma questo significherebbe mettere in piazza i propri limiti e significherebbe anche finalmente collaborazione fra tutti i reparti, ma significherebbe anche dire addio alla gloria (personale).

Per scendere più nel concreto, la programmazione all'atto della preparazione del programma di produzone, non tiene affatto conto della capacità di stoccaggio del magazzino spedizioni, per cui succede che per determinati montaggi durante l'anno bisogna prevedere una determinata quantità di produzione che permetta di andare avanti fino al prossimo montaggio della stessa dimensione. Succede spesso che vengano prodotti dei

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tubi spedibili nell'arco di un anno e quindi ecco che il magazzino trabocca di materiale.

ll magazzino spedizioni, per quel che gli compete, non si è mai sognato di far presente alla produzione, o che per essa, che un certo tipo di montaggio poteva pregiudicare gli spazi esistenti.

ll settore trafila e ricottura, non avendo spazi dove collocare i materiali da trafilare e ricuocere, li lascia giacenti in magazzino e li ritira solamente quando non gil creano impaccio al proprio interno, senza tener conto di quello che sono i programmi di produzione (la trafila ha altri programmi che non collimano con quelli della produzione).

Per cui può essere vero che in qualche misura esiste l'assenteismo, ma forse è anche il caso di parlare di far collaborare finalmente i responsabili dei vari settori per evitare che queste rivalità tra i capi servizio si ripercuotano negativamente sui reparti stessi.

Un Lavoratore

GLI HANDICAPPATI

Nell'ambito del discorso sulla salute, la branca che è stata maggiormente strumentalizzata da parte del sistema politico, è quella della malattia mentale.

Infatti colui che non riusciva a inserirsi all'interno di un sistema sociale, veniva estromesso e con una falsa giustificazione terapeutica, veniva chiuso dentro un ospedale psichiatrico o in un istituto.

Chi non si assoggettava a tempi e metodi di lavoro, era automaticamente considerato diverso e in quanto tale allontanato.

Gli ospedali psichiatrici hanno sempre rappresentato una sacca di • gente non dadatta •, risolvendo così le contraddizioni del sistema sociale. Infatti il matto è descritto dal sistema come colui che è aggressivo (nei confronti degli altri), che nuoce alla società e allora giustamente allontanato. Questo allontanamento veniva mistificato tecnicamente dicendo che dentro questi ospedali veniva curato. Ma come veniva curato? O attraverso scariche elettriche, o procurandogli un corna insulinico, o stordendolo con psicofarmaci, o attraverso altri strumenti di assoggettamento ricorrendo anche

ad interventi di lobotomia (eliminazione della volontà con una operazione chirurgica, per cui l'uomo diventava solo un automa), senza un effettivo lavoro di recupero e di riabilitazione.

La malattia mentale è in gran misura in disadattamento sociale, che deve essere recuperato all'interno della società che ne è stata l'origine. Il malato mentale è colui che non riesce ad adattarsi alle strutture così rigide, che non riesce ad esprimere i propri sentimenti, che ha difficoltà a comunicare; e in una società che non ha tempo per gli altri, che vive in maniera individuale, è chiaro che viene emarginato.

Da alcuni anni attraverso una lotta politica e la coscienza del problema dell' emarginazione (anziani, giovani hffildicappati) si è cercato di battere altre strade (tipo le esperienze dei manicomi di Gorizia, Trieste, Arezzo, Napoli).

Nella zona sanitaria Ticino 2 si è creato in centro di riabilitazione che serva come momento di passaggio tra l'ospedale e la zona per un futuro inserimento sociale e lavorativo di ( -meste persone. Questi frequentano alcune fabbriche del proprio paese, ac-

compagnati da personale competente, e vivono nell'ambiente normale a contatto con gli altri lavoratori, svolgendo mansioni abbastanza semplici.

A poco a poco si è verificato un inserimento totale nell'ambiente da loro frequentato e, gli operai, prendendo coscienza di questo problema. diventano i veri gestori di questa esperienza che fa da terapia per queste persone e per tutti i lavoratori diventa un momento di crescita sociale.

In questa zona, già da 3 anni, queste persone fanno apprendistato all'interno delle varie fabbriche, tipo la Gentili e Brighi, la T.B.B. (Tecnomasio Brown Boveri), la Castiglioni, la Teporiti ed altre. Inoltre alcuni frequentano la scuola professionale Ferraris di Magenta.

Quest'anno, maturate alcune condizioni e attraverso l'appoggio dei lavoratori, sono stati assunti in alcune fabbriche 7 ragazzi con la legge sull'occupazione giovanile; questo ha permesso di dimostrare che possono trovare anche loro un giusto collocamento all'interno della società.

UN LAVORATORE LE CENTRALI

NUCLEARI

E' stato definito l'affare del secolo: la più gigantesca spesa pubblica mai effettuata nel nostro paese », ma da almeno tre anni viene portata avanti in punta di piedi, nel segreto. In tutto questo tempo, nessuna notizia è arrivata ai cittadini e al parlamento. Luciano Barca ha rivelato che si è tentato di fare passare il piano con un trucco, nella passata legislatura, in mezzo alle solite leggine.

Così quando nel novembre '76 la commissione industria iniziò l'indagine conoscitiva, molti passi erano già

stati fatti. Il più grave è stato l'approvazione della legge 393 con la quale il parlamento, prima ancora di conoscere il piano energetico, ha espropriato gli enti locali e le popolazioni dei diritto di disporre del proprio territorio e del proprio futuro. Oggi si capisce che è stata una mossa preventiva per ottenere la localizzazione delle prime quattro centrali, quando, non essendoci ancora un piano non potevano esserci opposizioni popolari.

Le venti centrali previste dal « piano energetico nazionale costeranno

20.000 miliardi di lire solo di impianti. Devono essere ordinate tutte entro il 1979 e saranno consegnate entro il 1985. Questi soldi l'Italia non li ha, e così se li farà prestare dagli U.S.A., L'uranio che serve a far funzionare questi aggeggi che 7 anni fa costava L. 7000 al kg., oggi ne costa gie 8500, e fra 10 anni quando le centrali funzioneranno tutte? Inoltre prima che una centrale cominci a produrre ener gia, ne consuma per essere costruita ed è stato calcolato che l'investimew to di energia per costruirla è uguale

all'energia che produrrà in due anni 'n di funzionamento cioè il 10% del suo ), tempo di durata (20 anni se tutto va bene). Quindi la soluzione nucleare non serve a dare in fretta nuova energia.

i- Scrive Giorgio Nebbia professore di merceologia all'Università di Bari: « Le prime centrali richiederebbero energia fornita da altre centrali esistenti energia sottratta da altre utilizzazioni. Una volta avviate, le centrali fornirebbero poi energia che servireb_ be per costruire centrali successive. Se il programma dovesse essere attuato, il paese non produrrebbe nuova energia netta utile per almeno 10 anni, nel corso dei quali, sarebbe necessario importare energia per costruire altre centrali (Mondo operaio - ottobre 76).

I sindacati ne vogliono 12 subito e i partiti della sinistra le difendono, basta vedere alcuni titoli di giornale « Dalla centrale di Montalto un impulso alla ripresa del Viterbese — Maa stodonte della tecnologia — fiore all'occhiello della Finmeccanica ».

3, Dunque le centrali costeranno 20 mila miliardi solo di impianti, poi ci sono le infrastrutture (strade, ponti, ri ecc.), la mano d'opera ed il combustibile per la partenza: così si arriva 40.000 miliardi.

Però da qui all'85, l'inflazione avrà

1- rosicchiato almeno il 10% e siamo a a 44. E ancora ci sono da calcolare gli investimenti per la ricerca sul ritrattamento e la eliminazione delle .scorie, le assicurazioni, lo smantellamento

1s delle filiere obsolete (cioè le filiere esaurite che dopo 20 anni devono essere buttate) e quindi la denucleariz3' zazione della zona. Tutti costi sconosciuti. Diciamo come minimo 6 miliari- di e fanno già 50. Ma non è finita, ci r- sono ancora le norme di sicurezza (si fa per dire) che costano al punto di 3' aver scoraggiato gli USA a fare altre centrali. Secondo l'on. Cocciari del PCI, la questione della sicurezza può E portare ad un raddoppio del costo del- le centrali.

E arriviamo a circa 100.000 miliardi. E chi li ha

Ma siccome questa è una comica che nessuno può prendere sul serio, allora ai giornalisti da sabato grasso, fanno scrivere 20.000 miliardi.

Ma in fondo anche le rapine sono un investimento. Fra di loro però, i grandi capi se la menano. Il presidente dell'Enel illustra ai suoi, la complessità e l'incertezza di una previsione economica per le difficoltà e la tenace opposizione che sta crescendo nei luoghi di ubicazione. L'on. Fortuna dice: In ultima analisi il criterio di convenienza della scelta nucleare, può anche essere configurata nell'ottica non dissimile dal criterio sul quale si fonda il budget del ministero della difesa, il quale punta al soddisfacimento di obiettivi puramente qualitativi, come la sicurezza del paese. Traduzio-

ne: le centrali costano un casino però ci danno la bomba atomica.

Di fronte a questo fiume di miliardi le filiere nucleari copriranno solo il 13,5% nel 1985, lo scrive il Piano Energetico ,Nazionale, ma tutti lo giudicano di un ottimismo galoppante.

Dopo il 1985 l'uranio sarà finito. Lo stesso presidente del Cnen ha dichiarato e lo si scrive da più parti che l'uranio finirà prima del 2000. Il prof. Drago dell'Università di Napoli dice che l'uranio finirà all'incirca al termine delle costruzioni delle centrali.

Dopo 20 anni le centrali verranno distrutte e coperte di cemento per paura che qualcuno vada a scavare avremo poliziotti a guardia di quei cimiteri per circa 600 anni senza contare tutti gli altri poliziotti e controllori che avremo durante la vita delle centrali stesse. Fiorirà il mercato nero del plutonio prodotto (succede aià anche in America) che sarà controllato sicuramente dalla mafia.

In caso di colpo di stato l'esercito di guardia alle centrali avrebbe in ma-

no automaticamente il paese. Allora se sul piano delle lire è una catastrofe, su quello dell'inquinamento una maledizione, su quello della sicurezza un disastro, allora perchè tutti i partiti democratici le vogliono?

I motivi io credo che siano che gli americani le vogliono per poterci legare mani e piedi definitivamente e anche perché accortisi della nocività cerchino di sbolognarle a noi; altro motivo è che con la scusa dell'energia si fabbrica la bomba atomica che farebbe entrare nel grande giro anche i paesi di r categoria come l'Italia; altro motivo ancora è la spartizione del bottino fra le imprese che parteciperanno alla costruzione e alla gestione dell'affare.

Finmeccanica - Consorzio elettronucleare (capitale Fiat) - Agip Nucleare. Ma oltre a queste aziende guadagneranno altre. E dietro i soliti amici del presidente a fare la parte del leone. Del resto il bottino fa gola e in confronto gli assegni di Tanassi sembreranno la mancia di un posteggiatore.

Un Lavoratore

INVITI

LA SIGNORIA VOSTRA E' INVITATA

ALLA FESTA, che si terrà alle ore 21,30 nella saletta riunioni il giorno 11 c.m., PER IL DEBUTTO IN SOCIETA' DELLA JUVENTUS ORMAI MAGGIORENNE.

Questi inviti sono stati diramati da alcuni lavoratori che avendo molto a cuore i problemi della fabbrica, hanno cercato di risolverli organizzando questa manifestazione popolare.

Non ci sarebbe niente di strano in una kermesse del genere. se queste persone che hanno organizzato il party, non pensassero altro che al calcio, alle carte e alla carriera, senza interessarsi effettivamente dei problemi della fabbrica, quasi che loro fossero di un'altra fabbrica. Ma quello che è più grave è che questi bravi lavoratori, pur non interessandosi mai di quello che succede in fabbrica, hanno criticato, anche aspramente, l'operato del C.d.F. uscendo con

la solita frase idiota: ' se ci fossi stato io!!!

Per cui invitiamo queste persone a non occuparsi solo di questa nuova maggiorenne, perché durante il periodo di ferie della stessa, rischierebbero di non parlarsi per mesi per mancanza di argomenti.

Ricordiamo a questi lavoratori che non sarebbe male se di tanto in tanto partecipassero un po' più attivamente alla vita della fabbrica, magari venendo anche a qualche assemblea, pur sapendo che per loro queste cose non sono affatto importanti o perlomeno non come la Juve (la maggiorenne), le carte o la carriera. UN

i. il il 3, e a a li a
LAVORATORE

DONATORI DI SANGUE

Sono uno degli ultimi lavoratori assunti, infatti è da circa un anno e mezzo che lavoro presso questa azienda e ho notato con molta soddisfazione che questa è veramente una fabbrica all'avanguardia.

Premesso ciò, vorrei esporre un problema che ritengo importante: la donazione del proprio sangue.

Sì compagni, sono un avisino e come me, so che qui alla Fit Ferrotubi, ce ne sono tanti.

La donazione del sangue è un problema molto grande e grave che colpisce molti ospedali, infatti ogni giorno cresce la richiesta di sangue. Vorrei sensibilizzare i miei compagni su questo argomento perché in futuro anche

noi potremmo avere bisogno di quel liquido così indispensabile per la vita.

Sarebbe utile creare un'associazione dove ogni lavoratore che desideri donare il sangue o avere chiarimenti in proposito può rivolgersi. Inoltre donare il sangue va a beneficio della propria salute; infatti il donatore è sempre sotto controllo medico ed ogni piccola malformazione che si può verificare nel sangue viene subito segnalata al donatore che potrà prendere provvedimenti del caso.

Le trasfusioni possono avvenire ogni tre mesi oppure a seconda delle proprie esigenze.

Un compito importante dell'associa-

MUNDIAL

Questi mondiali di calcio, che si stanno svolgendo in Argentina, sono come sempre una grossissima occasione per tare dei lauti affari.

Ma per il regime di Videla anche ciò passa in second'ordine; infatti al suo regime, il mundial serve soprattutto, struttando il calcio lo sport più popolare nei paesi Latino-Americani, per cercare tra il popolo il consenso necessario a legittimare quel regime che da due anni è basato su crimini ed errori.

Infatti con questo campionato Mondiale di calcio la giunta golpista, si prefigge di cercare anche all'estero credibilità e consensi.

Ma noi sappiamo benissimo che quella che ci propinerà la Televisione riguardo al Mundial non è la vera Argentina. Perché I' Argentina di oggi presenta un'altra realtà più drammatica, quella di migliaia di prigionieri politici scomparsi, della stampa imbavagliata e di un popolo oppresso.

Questa realtà deve far riflettere gli atleti, i visitatori e tutti coloro che nel mondo seguono queste mondiali. Anche perchè il pallone tra poche settimane si fermerà con la fine del Mundial 78, ma la sofferenza di un popolo continuerà finché la giunta fascista sarà al potere con le sue violenze, le uccisioni e le sue ingiustizie.

Questa sagra del calcio deve trasformarsi dunque per tutti i democratici in uno strumento di denuncia del .iime e di pressione affinché i priJaier politici e gli « scomparsi vengano restituiti alla libertà.

In caso contrario lo sport sarà solo Una maniera per distogliere gli occhi

della gente dai crimini della giunta fascista, conferendole queila parvenza di legittimità che è uno degli scopi che il regime si propone di raggiungere attraverso i Mondiali.

Un Lavoratore

zione consiste nel compilare una car tella, nella quale verranno segnate if date di ogni trasfusione per cui al l'approssimarsi di ogni scadenza mi' nima, un membro di questa associa zione avvertirà l'interessato.

Inoltre i donatori avranno diritt( (previa approvazione della società) un buono di . 1.500 - 2.000 (che gii esiste in altre aziende come l'Alf' Romeo), da consumare allo spaccio a ziendale, inoltre ogni donatore ha di ritto a una giornata di riposo retri buita.

Spero che questa mia proposta nor venga accantonata ma presa seria mente in esame dall'azienda.

Un Lavoratore

Le donne 'montino ai calciatori:

BUENOS AIRES — tU gruppo di donne, modo e spose di persone arte state e scomparse, ha le vinto una lettera a tue i giocatori partecipanti Pundiceolina edizione dei la Coppa del Mondo C calato ricordando che «P questo Paese migliaia t$ giovani come voi soie scomparsi «.

« Sentiamo il dovere avvertirvi, assi dei caldi 1P78, che questo Paese h un altro volto, ua vele tristissimo — si legge ne la lettera — e voglianI dirvi che la gloria do Torneo non dovrebbe se oseare 61i uomini che O oompeton0.

4, Noi valutiamo il tad che la Coppa del Mondi si svolge nel nostro Peo se, ma consideriamo bigit sto, non dignitoso e ire spettoso per le Nazio0 che vi competono, esed usate per offrire una 110, marine distorta della res i tà argentina ».

Da mesi le donne de, = n sia riuniscono «P davanti al I 0 lazzo del governo in Plo sa do Mayo chiedendo 0 17 *io dei loro conghiA richieste che sino a4 0 0 uno rimaste diaotteste.

Pietro gli . spolti del
« Non dimenticate il volto triste di questo Paese i

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