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Impegno unitario23

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Bollettino del Consiglio di fabbrica della Breda Siderurgica

SCONFIGGERE CON L' AZIONE UNITARIA il disimpegno dell'IRI e le manovre FIAT

Dopo l'approvazione del decreto di scioglimento dell'E.G.A.M., si è aperta la FASE cruciale della lotta dei lavoratori delle aziende ex E.G.A.M.

Ciò deriva da un dato semplicissimo, cioè dal fatto che calmatosi il polverone che gli attacchi irragionevoli e strumentali dí alcuni giornali di cui la FIAT è voce in capitolo, contro l'azienda pubblica e contro l'intervento dello Stato nell'economia; si è passati a fare pacatamente i conti anche intorno alle aziende ex E.G.A.M. Si sono scatenati quindi gli interessi e gli appetiti soprattutto di alcuni grandi gruppi privati i quali stanno tentando di portare in porto l'operazione dí accaparrarsi la « polpa » delle aziende ex E.G.A.M. (tra questa si trovano in posizione strategica particolare la Breda Siderurgica e la Cogne), scaricando sullo Stato e comunque a carico dell'intervento pubblico il resto.

Improvvisamente fabbriche che alcuni giornali, alcuni personaggi della politica e dell'economia del nostro Paese, definivano come « decotte », sono improvvisamente diventate oggetto dell'attenzione e della richiesta di alcuni grandi monopoli privati i quali notoriamente badano esclusivamente al profitto.

Questo interesse dei gruppi monopolistici privati, l'incertezza delle scelte di governo in questa fase, le contraddizioni interne all'I.R.I. nel cui ambito sono attivamente presenti gruppi dirigenti che — dopo avere con.Iribuito alla bancarotta di diverse aziende pubbliche — agiscono ora sostenendo gli interessi e gli appetiti dei gruppi monopolistici privati ai quali vorrebbero affidare le aziende ex E.G.A.M. che offrono prospettive di ripresa produttiva e dí creazione di nuovi margini di profitto, la stessa crisi mondiale della siderurgia al cui interno ha un rilievo particolare la crisi della siderurgia europea (che í gruppi privati tedeschi, olandesi, belgi, francesi ed

anche italiani vorrebbero superare facendo pagare i maggiori costi alla siderurgia pubblica del nostro Paese, alle aziende siderurgiche I.R.I.); rappresentano il quadro dei problemi entro cui si colloía la lotta dei lavoratori delle fabbriche ex E.G.A.M.

Il decreto di scioglimento dell'E.G.A.M. garantisce fino al 31 Ottobre 1977 la continuità della produzione e del salario, insieme ai livelli occupazionali ed IMPEGNA IL GOVERNO E L'I.R.I. A PRESENTARE UN PIANO DEGLI ACCIAI SPECIALI NEL CUI CONTESTO DEVE ESSERE ATTUATO IL RIASSUNTO DELLE AZIENDE EX E.G.A.M. In vista della scadenza di questo impegno e della elaborazione del PIANO DEGLI ACCIAI, diventa necessario INTENSIFICARE LA LOTTA DEI LAVORATORI per RESPINGERE i vari tentativi di regalare la Breda Siderurgica e la Cogne alla FIAT, ASSICURARE E GARANTIRE LA PERMANENZA DI QUESTE FABBRICHE NELLA PARTECIPAZIONI STATALI, GARANTIRE I LIVELLI DI OCCUPAZIONE ed il rispetto degli accordi, soprattutto degli impegni di investimento nelle aree meridionali

LE PROPOSTE DELLA F.L.M. E DELLA FEDERAZIONE C.G.I.L. - C.I.S.L. - U.I.L.

La Federazione Lavoratori Metalmeccanici, insieme alla Federazione CGIL, CISL, UIL, ed ai Coordinamenti Sindacali ITALSIDER ed EGAM, ha elaborato una proposta che, — partendo dalla constatazione che l'attribuzione delle aziende siderurgiche ex EGAM all'I.R.I. offre l'occasione perchè questo Ente di gestione realizzi una profonda riorganizzazione ed una programmazione dl tutto il settore siderurgico;

‘554‘. 05)9 50-c luglio 1977
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LA LOTTA DEI LAVORATORI DELLA BREDA SIDERURGICA PER LO SVILUPPO IN UN SETTORE STRATEGICO « ACCIAI SPECIALI »

partendo dalla constatazione che l'ingresso della Breda Siderurgica e della Cogne nell'I.R.I. rappresenta l'occasione per un riassetto ed un coordinamento programmato del comparto degli acciai speciali; partendo dalla constatazione più generale della necessità di attuare un riassetto ed una riforma della struttura delle Partecipazioni Statali che si articoli intorno ai piani di settore, intesi come strumenti efficaci della programmazione oltre che come strumenti di razionalizzazione e riorganizzazione dell'intervento pubblico nell'attività economica;

partendo dall'affermazione del VALORE STRATEGICO degli acciai speciali che è dato dal fatto che questi sono destinati essenzialmente alla produzione di beni di investimento (impianti elettronucleari, impianti industriali, macchinario agricolo e per lavori stradali, costruzioni ferroviarie, navali e di trasporto, ecc.) e quindi il loro sviluppo è generatore del « nuovo modello di sviluppo « economicosociale;

il controllo della politica e della produzione degli acciai speciali rappresenta quindi anche uno strumento di controllo e di condizionamento dello sviluppo degli altri settori e dell'intera politica di riconversione industriale;

offrono maggiore possibilità di impiego di manodopera e realizzano un maggior valore aggiunto; la domanda di essi si prevede in costante ascesa; consentono lo sviluppo della ricerca e la acquisizione di nuove tecnologie ed esperienze nella metallurgia;

consentono lo sviluppo di nuove capacità e conoscenze imprenditoriali (Acciaierie elettriche, colate continue, ecc.);

— partendo infine dalla constatazione che LE PARTECIPAZIONI STATALI devono esaltare ed accentuare il ruolo di INDIRIZZO dello sviluppo economico che è proprio della impresa pubblica, anzichè rinunciare a tale ruolo.

TALE PROPOSTA QUINDI E' ORIENTATA AL SUPERAMENTO DELLA CRISI DELLE AZIENDE EX EGAM, a salvaguardare la permanenza di queste aziende nelle Partecipazioni Statali in ragione del ruolo strategico della loro produzione ed a realizzare un riassetto del Settore siderurgico a Partecipazione Statale sulla base di un PIANO DI SETTORE che NON ESCLUDA, ma anzi renda necessaria una collaborazione ed un coordinamento delle politiche di ricerca scientifica, di commercializzazione del prodotto, di razionalità produttiva con le imprese private (e non con la sola FIAT) una volta che con chiarezza sia affermato e realizzato il RUOLO PREMINENTE DELL'IMPRESA PUBBLICA in materia di progettazione, ricerca, produzione e commercializzazione del prodotto.

Il punto fondamentale della proposta sindacale è costituito dal progetto di creare PRESSO LA FINSIDER una DIVISIONE DEGLI ACCIAI SPECIALI CHE RAGGRUPPI: la Breda Siderurgica, la Nazionale Cogne di Aosta e Vittuone, l'Acciaieria di Piombino, la Terni, la S.B.E. di Monfalcone, la TUBI GHISA di Cogoleto, la Nuova Utensileria Italiana, la S.I.A.C. di Genova-Campi e gli stabilimenti ITALSIDER di Darfo, Lovere, S. Giovanni Valdarno; ED

UNA DIVISIONE ACCIAI COMUNI CHE RAGGRUPPI: gli stabilimenti ITALSIDER di GENOVA, SAVONA, NOVI LIGURE, MARGHERA, BAGNOLI, TARANTO, la S.I.S.M.A. di Villadossola, l'ACCIAIERIA DI MODENA, L'ACCIAIERIA DI MILAZZO e di attribuire un ruolo preciso alle aziende ausiliarie quali la PROMEDO, la COGNE di Castellamonte, le RIVOIRA, la PANTOX, it CE.RI.MET. ed il C.S.M.

Ovviamente alle DIVISIONI istituite presso la FINSIDER, compete l'onere di realizzare gli impegni di investimento

nelle aree meridionali (GIOIA TAURO, SIBARI, AVELLINO, MILAZZO) nei comparti di competenza.

La seconda parte della proposta sindacale che merita essere messa in luce è costituita dagli interventi specifici che prevedono per la Breda siderurgica la sostituzione dei forni Martin con un forno elettrico (così da non alterare nè la struttura nè il ruolo della fabbrica e non ridurre, ma anzi qualificare la produzione) e prevedono per la Cogne un utilizzo alternativo dell'altoforno (produzione di ghise speciali) collegato alla valutazione della miniera e l'installazione di forni elettrici (così da ottenere per la Cogne gli stessi risultati di intangibilità della fabbrica e della sua produzione come alla Breda).

L'obiettivo di tali indicazioni di intervento è quello di MIGLIORARE DECISAMENTE LA OUALITA' ED INCREMENTARE CONTEMPORANEAMENTE LA QUANTITA' DI ACCIAIO SPECIALE PRODOTTO; ma insieme a ciò le proposte sindacali garantiscono:

LA PERMANENZA DELLE AZIENDE EX EGAM NELLE PARTECIPAZIONI STATALI, con un ruolo produttivo che è di carattere STRATEGICO nell'economia del Paese, l'attribuzione di un RUOLO PRIMARIO ED UNA FUNZIONE TRAENTE alle PARTECIPAZIONI STATALI nella determinazione della politica industriale e nel superamento della crisi anche attraverso una più organica POLITICA DELL'ACCIAIO, i livelli occupazionali, insieme al rispetto degli accordi e soprattutto degli impegni di investimento nelle aree meridionali.

IL COSIDDETTO PIANO TEKSID-FIAT

Approfittando della crisi che ha investito I'EGAM e si è riversata sulle aziende del gruppo, strumentalizzando la campagna di stampa che soprattutto i giornali da essa controllati hanno scatenato contro le Partecipazioni Statali e l'intervento pubblico nell'economia, la FIAT ha proposto all'IRI (con cui è associata al 500/o nell'Acciaieria di Piombino) ed al Governo, un suo cosiddetto « piano » tendente ad ACQUISIRE » la Breda Siderurgica e la Nazionale Cogne, utilizzando i fondi previsti dalla legge di riconversione.

Le proposte principali e più significative sono le seguenti:

riduzione della produzione di acciaio speciale BREDA SIDERURGICA e COGNE (130.000 tonnellate all'anno in meno alla Breda, 200.000 tonnellate all'anno in meno alla Cogne),

abbattimento dei forni Martin alla Breda Siderurgica e dell'altoforno alla Cogne.

ALLA BREDA SIDERURGICA NESSUNA SOSTITUZIONE DEGLI IMPIANTI DEMOLITI, alla Cogne sostituzione dell'altoforno con forni elettrici in modo però da ridurre la produzione di 200.000 tonnellate 'all'anno.

Ciò comporta naturalmente una netta dequalificazione sia della struttura, che del ruolo delle due aziende che, una volta mutilate di una larga fetta della produzione in fase liquida (acciaieria), sono destinate a diventare aziende di pura trasformazione di semiprodotto, per le quali una larga quota delle strutture ausiliarie (laboratori, servizi di qualità, uffici o servizi di direzione, approvvigionamenti, alcuni servizi SEM ecc.) è destinata a diventare superflua o comunque ad essere nettamente ridimensionata, riduzione di 700 posti di lavoro alla Breda Siderurgica e di 1.200 posti di lavoro alla Cogne, revisione degli accordi e dei trattamenti — soprattutto normativi — in atto per i lavoratori.

LA PROPOSTA DELLA S.I.A.S.

Malgrado sia stata sciolta, con il decreto di scioglimento dell'EGAM, S.I.A.S. ha presentato all'I.R.I. ed al Ministero delle Partecipazioni Statali un suo « piano '. Il punto di partenza di tale piano è costituito dalla constatazione che la Breda Siderurgica e la Cogne sono due aziende che hanno una struttura impiantistica, hanno personale, hanno servizi ausiliari propri di aziende produttrici di acciaio speciale della gamma medio-alta, mentre in •realtà la loro produzione è caratterizzata in buona misura da acciai speciali della gamma medio-bassa. Ciò a causa della presenza di forni Martin-Siemens alla Breda Siderurgica e dell'altoforno alla Cogne.

• Da questa premessa che si intuisce presente nel « piano della S.I.A.S., derivano le proposte che qui sintetizziamo: creazione di una società autonoma, nell'ambito della FINSIDER, che unifichi le aziende Breda Siderurgica e Cogne, h) eliminazione dei forni Martin alla Breda Siderurgica e dell'altoforno alla Cogne e loro sostituzione con forni elettrici in modo tale da garantire ed aumentare i livelli di produzione ed elevare notevolmente la qualità del prodotto (acciaio speciale della gamma medio-alta), una lieve contrazione dei livelli occupazionali tra Breda Siderurgica e Nazionale Cogne, il sostanziale abbandono degli impegni di investimento nelle aree meridionali.

LA POSIZIONE DELL'IRI

Nei due incontri che si sono svolti al Ministero delle Partecipazioni Statali, sono emerse due posizioni contraddittorie:

nell'incontro del 15 giugno il Direttore Centrale dell'I.R.I. comunicava che lo stesso non solo non poteva presentare neppure una ipotesi di ristrutturazione delle aziende ex EGAM e di Piano degli Acciai; ma addirittura non era in possesso dei dati relativi alle varie aziende così che si trovava nell'impossibilità di discutere anche i criteri generali.

in quella stessa riunione lo stesso direttore centrale delaffermava che il cosiddetto piano Teksid-Fiat poteva essere considerato tutt'al più come una specie di piattaforma rivendicativa della FIAT, rispetto alla quale era estraneo e si riservava di esaminarla, — nella riunione avvenuta 20 giorni dopo e cioè il 6 luglio, lo stesso Direttore Centrale dell'I.R.I. comunicava che aveva pronto un « piano » suo proprio: cioè lo stesso identico piano TEKSID-FIAT (che 20 giorni prima era stato definito « una piattaforma rivendicativa della FIAT, rispetto alla quale era estraneo).

Anche infatti propone che le aziende pubbliche riducano la loro produzione per far spazio alle iniziative in cui la FIAT è presente al 50% del capitale (Acciaieria di Piombino) o sono totalmente di sua proprietà (TEKSID) e quindi anche propone di ridurre

700 posti di lavoro alla Breda Siderurgica, 1.200 posti di lavoro alla Nazionale Cogne, e ciò è la conferma di quanto affermato dal direttore centrale dell'I.R.I. e cioè che il piano che è stato reso noto come piano della FIAT, in realtà è IL PIANO ELABORATO D'INTESA TRA

LE CONSEGUENZE IMMEDIATE E FUTURE DEL COSIDDETTO PIANO FIAT E DELLA PROPOSTA IRI

Il piano elaborato dall'I.R.I. e dalla FIAT ha conseguenze drammatiche per i lavoratori: molte aziende ex EGAM rischiano di essere poste in liquidazione se — come ha detto il direttore centrale dell'I.R.I. — « non si trova qualche imprenditore privato che le acquisti », gli investimenti al SUD vengono definitivamente cancellati, la Breda Siderurgica e la Nazionale Cogne vengono avviate ad un definitivo declassamento e nella prospettiva rischiano di diventare aziende di pura trasformazione del semiprodotto fornito dalla FIAT, 700 lavoratori alla Breda Siderurgica e 1.200 alla Cogne perderanno il posto di lavoro, gli accordi sindacali rischiano di essere sostanzialmente cancellati, le condizioni di lavoro sono destinate a diventare più gravose per tutti, IL CONTROLLO ED IL CONDIZIONAMENTO DELLA POLITICA DI RICONVERSIONE, DELLO SVILUPPO DEI SETTORI FONDAMENTALI DELL'ECONOMIA DEL PAESE VIENE CONSEGNATO NELLE MANI DI UNA MULTINAZIONALE, LA QUALE AVENDO COME OBIETTIVO IL MASSIMO PROFITTO, SARA' IN GRADO DI DECIDERE GLI INVESTIMENTI E L'OCCUPAZIONE ANCHE FUORI DAL NOSTRO PAESE, OVE RISCONTRI INTERESSI AD INVESTIRE ALL'ESTERO.

LA RISPOSTA DELLA F.L.M. E DELLA FEDERAZIONE CGIL - CISL - UIL.

All'indomani dell'incontro del 6 luglio la Federazione CGIL-CISL-UIL, nel corso di una riunione della Segreteria, insieme ai Segretari della FLM ed ai Coordinamenti ITALSIDER-EGAM, ha emesso il seguente comunicato:

« Nell'incontro che si è svolto il 6 luglio al Ministero delle Partecipazioni Statali, sotto la Presidenza del Sottosegretario Castelli, sul settore siderurgico ex EGAM, i Sindacati e l'IRI hanno illustrato i rispettivi orientamenti e proposte per il risanamento e lo sviluppo del settore. Le organizzazioni sindacali, partendo dal valore strategico della produzione di acciai speciali, chiedono un programma di sviluppo del settore che interessi tutte le aziende pubbliche e non solo quelle ex EGAM; affidano alle Partecipazioni Statali un RUOLO PREMINENTE DI INDIRIZZO produttivo e di iniziativa; rivendicano quindi come FONDAMENTALE LA GARANZIA DEL CARATTERE PUBBLICO DEL SETTORE, pur non opponendosi a forme di collaborazione con l'industria privata, sia in materia di approvvigionamento, commercializzazione, ricerca, sia definendo forme comuni di utilizzazione degli impianti per evitare sovrapposizioni e sprechi, indicano la necessità di definire strutture istituzionali-organizzative adeguate .e coerenti ai compiti che spettano alle Partecipazioni Statali e propongono di conseguenza la creazione di una DIVISIONE ACCIAI SPECIALI FINSIDER, al cui interno, oltre alle aziende primarie siano collocate quelle vertic-a-lizzate; ribadiscono che la DIFESA DELL'OCCUPAZIONE E LA CONFERMA DEGLI INVESTIMENTI PREVISTI NEL MEZZOGIORNO SONO ELEMENTI PREGIUDIZIALI.

Da parte sua dopo alcune inconsistenti affermazioni di principio, ha esposto PURAMENTE E SEMPLICEMENTE IL PIANO TEKSID-FIAT, collocandosi in una logica

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L'I.R.I. E LA FIAT.
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ESPLICITAMENTE RIDUTTIVA, rinunciando ad ogni ruolo strategico dell'industria pubblica all'interno del settore, prevedendo un consistente abbassamento della produzione con le relative conseguenze sui livelli di occupazione, indicando per le aziende minori una prospettiva di liquidazione o di privatizzazione.

Di fronte a queste proposte inaccettabili e consapevolmente provocatorie, la Federazione CGIL, CISL, UIL e la FLM hanno preso atto che non esistevano le condizioni per continuare il confronto ed hanno abbandonato la riunione » dopo aver fatto notare “ al Sottosegretario Castelli che la situazione determinata dall'incontro del 6 luglio coinvolge direttamente il Governo in RESPONSABILITA' MOLTO GRAVI «.

La FLM, la Federazione CGIL, CISL, UIL ed i Coordinamenti Sindacali Italsider ed Egam, hanno deciso che:

1) i problemi relativi al Piano siderurgico ed al riassetto delle aziende ex EGAM, verranno affrontati unitariamente come parte essenziale della PIATTAFORMA ITALSIDER,

nella ipotesi in cui l'atteggiamento dell'I.R.I. (e sostanzialmente dello stesso Governo che in questa fase si è limitato a tacere dopo gli impegni assunti a marzo ed aprile) non si modificasse, si arriverà ad una MANIFESTAZIONE NAZIONALE, poichè soltanto la proposta sindacale garantisce il carattere pubblico del settore siderurgico e la permanenza delle aziende ex EGAM nelle Partecipazioni Statali, attribuisce alle Partecipazioni Statali un RUOLO TRAENTE e DI INDIRIZZO del settore, assicura insieme il consolidamento e l'incremento dei livelli produttivi, la qualificazione e specializzazione della produzione INSIEME ALLA SALVAGUARDIA DELL'OCCUPAZIONE, del rispetto degli accordi sindacali e degli impegni di investimento nelle aree meridionali.

TUTTA LA QUESTIONE E' ANCORA APERTA, E' UN IMPEGNO DI TUTTO IL MOVIMENTO SCONFIGGERE CON LA LOTTA LE PRETESE DELLA FIAT E LA POLITICA RINUNCIATARIA E SUBORDINATA DELL'I.R.I.

Da parte della Federazione Unitaria CGIL, CISL, UIL e della FLM, dopo gli esiti deludenti e negativi sia degli incontri in sede ministeriale per il riassetto delle aziende ex EGAM ed in sede INTERSIND per l'avvio della trattativa ITALSIDER; si era attribuita una importanza risolutiva alle verifiche delle politiche di settore che erano già state fissate con l'IRI e le singole finanziarie.

Il giorno 15 Luglio, si è svolto l'incontro per una verifica della politica siderurgica tra IRI, FINSIDER e Federazione Unitaria CGIL, CISL, UIL ed FLM. Dall'incontro sono emersi:

— la totale assenza di programmi e di proposte IRI;

-- la confusione e le contraddizioni che caratterizzano l'IRI e le finanziarie.

Al termine della riunione è stato emesso il seguente

COMUNICATO:

Si è tenuto oggi (15 luglio 1977) presso l'incontro previsto tra la Federazione Unitaria CGIL, CISL, UIL e la F.L.M. con la presidenza dell'I.R.I. e della FINSIDER, nel quadro del confronto già avviato al livello dei singoli settori sui problemi della politica siderurgica dell'I.R.I.

L'incontro non ha dato risultati soddisfacenti in ordine alle questioni più urgenti sul tappeto. In particolare per quanto riguarda la prevista localizzazione del V centro siderurgico a Gioia Tauro, da parte dei rappresentanti delle Partecipazioni Statali è stato espresso un atteggiamento contraddittorio, rivelatore di centrasti su proposte all'interno dell'I.R.I., ma nella sostanza negativo.

Infatti, mentre riconferma la decisione di inserire l'intervento di Gioia Tauro nel Piano Siderurgico da inviare agli organi comunitari, tutte le motivazioni espresse sono orientate a negarne la validità, per precostituire le condizioni di un veto comunitario.

E' questo un atteggiamento gravemente lesivo degli ~sal • nazionali del Paese.

Per quanto riguarda l'ammodernamento del centro siderurgico di Bagnoli sono stati confermati gli impegni previsti dal piano di sviluppo dello stabilimento già contrattato nel 1974 con il sindacato. C'è da rilevare però che tali ipotesi continuano ad essere condizionate da vincoli urbanistici e procedimenti amministrativi nei cui confronti non procede con la massima determinazione.

Per quanto riguarda gli Acciai Speciali, ed in particolare l'accordo ipotizzato in varie sedi tra la F.I.A.T.-TEKSID e e che concerne anche le aziende ex EGAM, le OO.SS. mentre rilevano che contatti in questa direzione procedono al di fuori di qualsiasi ipotesi di piano di settore, sottolineano l'importanza della dichiarazione esplicita resa nel corso dell'incontro che, in ogni caso, si opporrà a qualunque ipotesi di privatizzazione del settore e alla perdita di ruolo della direzione pubblica nel settore.

Rimangono da precisare le condizioni specifiche che concernono aspetti specifici dell'operazione nei cui confronti le OO.SS. mantengono le loro preoccupazioni e perplessità chè si riservano di verificare in sede politica con il Ministero delle Pp.Ss. al quale spetta il compito di illustrare in Parlamento le caratteristiche del piano di settore come previsto dalla legge di scioglimento dell'EGAM.

Le OO.SS. confermeranno in quella sede le considerazioni espresse negli incontri già avuti in sede ministeriale ed INTERSIND.

Per quanto riguarda i problemi relativi allo sviluppo delle seconde lavorazioni, della ricerca, dell'impiantistica, l'incontro non ha portato ad impegni precisi pur riconoscendo il valore ed il ruolo di un adeguamento di questo settore alle esigenze di sviluppo della siderurgia.

Per tutte queste ragioni le OO.SS. rilevano come nonostante le promesse che attribuivano a questo incontro un carattere conclusivo, perlomeno nelle questioni di interesse nazionale, si sia ridotto in un incontro interlocutorio in cui si è manifestata l'incapacità attuale dell'IRI di esprimere un orientamento preciso e definito sullo sviluppo della siderurgia pubblica.

LE VERIFICHE DELLE POLITICHE DI SETTORE

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