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La Campana14

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la Campana

BOLLETTINO UNITARIO DEI CONSIGLI DI FABBRICA DEL GRUPPO BREDA DI SESTO

Una scelta democratica per I' unità sindacale

Rinnoviamo il Consiglio di Fabbrica

ESAME DELL' ATTIVITA' DEL C.I.F.

Il C.d.F. eletto nei primi mesi del 1974 si trovava di fronte ad una serie di compiti da svolgere non indifferente. Era ancora fresca la piaga della imminente chiusura del reparto fonderia ed inoltre si doveva gestire il C.C.N.L. del '73 che prevedeva l'applicazione dell'inquadramento unico. Alla costituzione delle varie commissioni previste precedentemente e già al lavoro, il nuovo C.d.F. decideva di costituirne un'altra: quella dello inquadramento unico, ritenuta più che necessaria al fine di approfondire la materia del contratto per andare ad una migliore applicazione possibile. Nel. frattempo, e precisamente nel Novembre '4, dopo una dura lotta di quasi 5 mesi]con 80 ore di sciopero, si raggiung4va un accordo ndal_e nel quale, oltre che ad un sostanziale aumento del premio di produzione e dell'accantonamento, si riconosceva pagamento a tutti i lavoratori bisognosi di cure termali, con 40 ore complessive retribuite, si ottenevano degli impegni scritti sugli investimenti da effettuare, sull'aumento degli organici sulla verifica periodica degli accordi e sull'avanzamento del programma sottoscritto dalle parti. Veniva inoltre a slittare la chiusura del reparto fonderia al settembre '75, operazione che, pur lasciando amareggiati perchè non convinti della giustezza del provvedimento sia sotto i] profilo economico che politico, veniva poi compiuta attraverso trattative tra il C.d.F., i singoli lavoratori e la direzione aziendale, cercando ed ottenendo per ciascun lavoratore una dignitosa collocazione nell'ambito aziendale, tenendo conto della professionalità acquisita da ciascun lavoratore. Nel contempo, tra l'autunno del '74 e la primavera del '75 il movimento sindacale veniva impegnato nella lotta per la soluzione della "vertenza

o tto bre 1976 C3-

generale" articolata su due punti qualificanti:

i) richiesta di modifica del trattamento in caso di messa in cassa integrazione guadagni (con il raggiungimento della copertura di circa il 94% del salario per tutte le ore non lavorate)

2) modifica del meccanismo della contingenza, unico per tutte le categorie di lavoratori (con l'agganciamento alla quota più alta, gradualmente, entro il febbraio 1977)

La conquista di questi due punti è stata di considerevole importanza poichè è andata di fatto, visto lo andamento galoppante della crisi economica, a ttutelare in misura molto maggiore del passato, il potere di acquisto dei lavoratori. Nel 1975, intanto all'interno della fabbrica il C.d.F. tramite le sue commissioni andava affrontando con una serie di riunioni aziendali, i problemi del contratto. Si consolidava e prendeva gambe proprie il corso delle 150 ore, permettendo ad un notevole numero di lavoratori di conseguire il diploma di 342' media.

Il problema degli investimenti e dell'occupazione venivano affrontati in azienda (dagli incontri periodici mensili si ottenevano impegni scritti - vedi_giugno e novembre 1975 - su varie tematiche in discussione) e diventavano sempre più di difficile attuazione per il cambiamento che nella nostra fabbrica si andava prefigurando: capannoni abbattuti, caponnoni rifatti, utilizzo della ex fonderia conglobamento della lavorazione giunti, oltre che a scelte produttive nuove, che impegnavano in continuazione tutto il C.d.F.

E' evidente che l'impegno continuo su questi problemi che ritenevamo di primaria importanza andassero a scapito di altri problemi: sullo ambiente di lavoro, ad esempio, non siamo riusciti ad essere incisivi e determinanti come nel passato, e molto lavoro ci aspetta; il C.d.F. uscente ritiene di poter indicare obiettivi prioritari in questo campo, delle indagini sia in quei luoghi di lavoro ristrutturati, sia a

lavoro ultimato, nei nuovi capannoni, al fine di salvaguardare la salute psicofisica dei lavoratori. Per i problemi dell'occupazione, mentre nel resto del Paese e anche nella nostra città si avevano gravi crisi (es. Innocenti, Faema, ecc.) si notava all'interno della nostra fabbrica una tendenza inversa. Infatti si è ;passati dai circa 250 lavoratori del 1974 agli attuali oltre 1030, senza subire nessuna ora di cassa integrazione, anzi respingendo le continue richieste di straordinari che l'azienda ci andava richiedendo. E' necessario però mettere in guardia i'lavoratori da eccessivi ottimismi, poichè sappiamo che se a questo aumento dell'organico ( che in buona parte è costituito da laureati e tecnici) non corrispondono poi carichi di lavoro adeguati sia in quantità che in qualità nuove, come preannunciateci dall'azienda, potremmo trovarci di fronte a situazioni tipo Italtrafo. Occorre quindi una continua vigilanza dei lavoratori che del C.d.F., che deve continuamente incalzare l'azienda per avere tutti quei dati che gli permettano di avere una visione chiara dell'insieme della situazione. Riteniamo inoltre necessario ricordare che intanto, tra il settembre del '75 ed il maggio del '76, siamo stati impegnati dal problema della scadenza contrattuale nazionale. Molte assemblee sono state fatte per discutere la piattaforma da presentare, con discussione sui punti prioritari da richiedere, per passare poi ai primi del '76 alle varie fasi di lotta che ci ha impegnato per quattro mesi, sino alla firma del nuovo contratto nazionale, qua-

lificante sia sotto il profilo della nostra possibilità di intervento sul tipo di investimenti da fare, sul controllo dell'uso della forza lavoro, sul decentramento produttivo, sulla mobilità e riqualificazione professionale (per citare solo

i più importanti) oltre che su risultati significativi dal punto di vista economico e normativi. Nei restanti mesi del '76, il C.d.F. continuava a portare avanti i problemi aziendali che si andavano man mano evidenziando. Alcuni risultati si

sono conseguiti, esempio la revisione della percentuale dei concottimisti, portandola dal minimo de11180% al 90% , mentre è ancora in discussione il cottimo di area nel reparto aste leggere.

Sull'inquadramento unico, in una lunga e sfibrante serie di incontri, che ancora non si sono conclusi, siamo riusciti a raggiungere accordi sui profili professionali per i gruisti di alcune aree del macchinario e della forgia con lo sbocco del 4° livello, così come si sono definiti altri profili professionali su vari punti della lavorazione aste leggere. Abbiamo avuto nel frattempo una fluttuazione nei livelli che possiamo sintetizzare in questa tabella:

In questa breve,succinta, incompleta esposizione di fatti, vissuti da tutti noi, il C.d.F. ritiene si debbano fare profonde riflessioni da parte di tutti i lavoratori: ciascuno di noi deve fare serenamente un ampio esame di coscienza, tanto più necessario in quanto i limiti, le carenze, che indubbiamente si sono evidenziate in questi anni che vanno dall'ultimo C.d.F. al rinnovo del nuovo, sono il frutto della partecipazione più o meno sentita di ciascuno di noi, in particolar modo, dato il notevole peso in numero e qualità di nuovi lavoratori impiegati e tecnici, riteniamo porre all'attenzione di questi la necessità di esprimere dei delegati che portino avanti con maggior forza e determinazione i loro problemi.

Il C.d.F. è l'espressione dei lavoratori, e laddove le pecche e le carenze ci sono state, sono le pecche e le carenze che noi lavoratori abbiamo contribuito a creare con le nostre stesse mani. Ecco perchè insistiamo continuamente alla attenta valutazione nella scelta del delegato del proprio gruppo omogeneo, espressione dei lavoratori nel C.d.F., e quindi Portatore delle loro necessità, del grado di maturità politico-sindacale raggiunta che prefigurerà il nuovo C.d.F. voluto dai lavoratori e struttura di base più che mai necessaria per la forza e l'unità del sindacato.

Il Consiglio di Fabbrica

1974 1976(agosto) categoria ' operai impiegati totale operai impiegati totale 7° - 11 11 - 21 21 6° - 23 23 - 24 24 5°s - - - - 45 45 5°(csI) 33 73(2) 108 98 51(2) 151 4°(csII) 173 173 225 40(3) 268 3" 367 46(3) 367 394 4 398 2° 142 5 147 113 3 116 1° 75 - 75 7 - 7 totale 790 163 953 837 190 1027
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Proposta dei gruppi omogenei per I' elezione dei delegati

STATUTO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA

BREDA FUCINE

Premessa

La 2° Conferenza Nazionale Unitaria dei metalmeccanici (Roma 4-7 marzo

1971) ha sancito nelle sue risoluzioni una serie di norme inerenti le strutture sindacali, l'autonomia ,l'incompatibilità nonchè le linee di politica rivendicativa e gli orientamenti sul piano internazionale.

Dette linee ed orientamenti-che sono vincolanti-costituiscono la base per la costruzione e l'attività del C.d.F.

articolo 1° - il delegato

a) GRUPPO OMOGENEO - il delegato è l'espressione diretta e democratica del gruppo omogeneo. Il criterio per individuare il gruppo omogeneo è quello riferito al processo produttivo e all'organizzazione del lavoro, e a questo livello viene realizzata l'elezione del delegato, indipendentemente dalla qualifica di appartenenza; spetta di dovere al gruppo omogeneo tutelare il proprio delegato.

Orni gruppo omogeneo elegge un solo delegato, e solo per casi limitatis-

FORGI: n. delegati da eleggere Segantini, magazzino ferro 1 Fucinatura a mano, magli a stampare, controlli, molatori 1 Trattamenti termici 1 Manutenzione forgia, fonderia, edile, compressori 1 EX FONDERIA Aste leggere dalla molatura alla verniciatura 1 :Torrette 1 MACCHINARIO Manutenzione macchinario 1 Giunti: tutti i settori di lavorazione inerenti,nuovo reparto 2 Aste leggere; dalla saldatura alla tornitura 1 Aste pesanti 1 Attrezzeria, utensileria, controlli esterni 1 Sala prova, segantini, tracciatori, distribuzione materiali, torneria piccola e grossa, torni verticali 2 Trapani, frese, pialle, stampi 1 Montaggio (compreso parte torrette) e magazzino 1 Servizi (fattorini, portieri, guardia, autisti) 1 IMPIEGATI Direzione palazzina 2 Uffici tecnici e amministrativi macchinario,sala prova e collaudo 1 Tecnici di reparto macchinario, magazzini, collaudi ester. 1 Ufficio tecnico, ex fonderia, forgia, trattamento termico, manutenzione forgia, fonderia macchinario 1

simi ed eccezionali, dovuti a ragioni oggettive di carattere tecnico e produttivo, si eleggono più delegati.

b) FUNZIONI E COMPITI - compito del delegato è quello di dirigere la politica sindacale sul gruppo omogeneo che l'ha eletto, esercita un potere di controllo e di intervento in merito alle condizioni di lavoro nella squadra, nel reparto, nell'ufficio, nell'ambito di una linea sindacale decisa dal Consiglio concorrendo nel contempo a determinare e realizzare la politica sindacale di tutta l'azienda, della zona, della categoria, della Federazione.

Dovere del delegato inoltre è di convocare con sistematica periodicità l'assemblea del proprio gruppo omogeneo.

c) ELEZIONE - il delegato viene eletto su scheda bianca con voto diretto e segreto da parte di tutti i lavoratori appartenenti al gruppo omogeneo.

Il lavoratore eletto ha il dovere, qualora non lo fosse, di iscriversi al sindacato. Il delegato, per essere eletto, dovrà aver ottenuto almeno il 50% dei voti validi.

Nel caso nessuno raggiunga il 50% + 1 dei voti si procederà al ballottaggio fra i due lavoratori che avranno ottenuto il maggior numero di voti.

- Nei casi eccezionali di gruppi omogenei di cui, per ragioni oggettive di carattere tecnico e produttivo, si devono eleggere più delegati, ogni lavoratore potrà esprimere sulla scheda bianca, un numero massimo di preferenze nella misura dei 2/5 dei delegati da eleggere (in caso di frazione si arrotonda sempre per difetto), fermo restando il principio di un "quorum" minimo di voti, così determinando: 100

Nel caso nessuno o qualcuno non ottenga il "quorum" previsto si procederà ad un'ulteriore votazione di ballottaggio fra i primi non eletti in numero doppio a quello dei delegati da eleggere.

Le elezioni sono organizzate e curate dal Comitato Elettorale designato dal Consiglio di Fabbrica uscente, comunque rappresentativo delle forze

E ALLORA COME. MAI NOI SUNVII0 ANCORA POVERI VOI AVE-TEL PERSO
ESEMPIO Delegati da eleggere 1 26 % 1 17,5 % 1 13,5 % 2 11 %
2 3 5 nr. delegati
Voti di preferenza o Quorum minimo
x 2
RAPPR aS E-NT0 LA COA,VVI I SS ON a CONTADINA PER. ABOLiZio• Na DELLA POVERTAR. VOGL. I O SAPERE PERCHÉ NON AVETE DICHIARATO GUERP-A ALLA /VII SERIA.

reali sindacali presenti in fabbrica.

Hanno diritto al voto e sono eleggibili tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti al sindacato, appartenenti al gruppo omogeneo.

DIMISSIONI DEL DELEGATO

Qualora il delegato, risolva il rapporto di lavoro, rassegni le dimissioni dal mandato oppure per sopravvenuti impedimenti a svolgere le sue funzioni richieda di essere sostituito, si dovrà procedere alla rielezione - entro trenta giorni -

- con nuove elezioni nel caso ohe sia l'unico delegato del gruppo omogeneo - con l'inserimento del primo dei non eletti purchè abbia raggiunto il quorum necessario, nel caso eccezionale di un gruppo omogeneo che prevede più delegati.

Se nessuno ha_raggiunto il quorum si procede a nuove elezioni.

REVOCA DEL DELEGATO

Il delegato di gruppo omogeneo può essere revocato in qualsiasi momento, dopo un dibattito nell'assemblea del gruppo che lo ha eletto e con una votazione palese che sancisca la revoca con una maggioranza pari ai 2/3 degli aventi diritto al voto.

La richiesta di assemblea per la revoca, avanzata al Consiglio di Fabbrica, deve essere sottoscritta da un'entità pari al quorum previsto per l'elezione.

articolo 2 - consiglio di fabbrica

COMPOSIZIONE: - il C.d.F. è composto dai delegati eletti dai vari gruppi omogenei dell'azienda

- Spetta al Consiglio di Fabbrica uscente, d'intesa con il Sindacato, proporre sulla base delle esperienze maturate, la quantità e la composizione dei gruppi omogenei, ed i delegati da eleggere.

L'assemblea discute e decide sulle proposte del Consiglio di Fabbrica uscente.

- L'assemblea è un momento democratico essenziale del rapporto sindacato- lavoratori e va utilizzata in modo da consentire al maggior numero di lavoratori di prendere la parola per discutere e partecipare effettivamente alle decisioni.

POTERI E COMPITI

Il Consiglio di Fabbrica, struttura di base del sindacato nel luogo di lavoro, realizza la politica globale della F.L.M. e della Federazione CGIL-CISL-UIL e ha poteri di iniziativa e di contrattazione dentro e fuori la fabbrica.

Imposta l'azione rivendicativa e la gestisce, dirige la politica sindacale nella fabbrica.

Ricerca la sintesi dei problemi che riguardano tutti i lavoratori, risponde a quelli specifici di reparto o ufficio, li affronta decidendo e coordinando le azioni di mobilitazione dei lavoratori.

Promuove le iniziative necessarie per la sensibilizzazione e la crescita politica dei lavoratori e contribuisce efficacemente per la concreta partecipazione degli stessi alle scelte politiche ed alle decisioni dell'azione del sindacato sui problemi generali.

Il Consiglio di Fabbrica deve inoltre garantire l'attività del padronaim.

to, anche attraverso la nomina di appositi incaricati.

Il Consiglio di Fabbrica è il solo organismo cui spetta di eleggere e nominare:

Il Comitato Esecutivo di coordinamento del Consiglio

La delegazione ufficiale che, unitamente all'Esecutivo, partecipa alle trattative con la direzione

I propri rappresentanti negli Enti sociali aziendali e nei vari comitati ed organismi ove è prevista la partecipazione di rappresentanti sindacali.

Sede

La sede del C.d.F. è presso l'azienda, in locali che la stessa deve mettere a disposizione a norma dell'art. 27 dello Statuto dei diritti dei lavoratori.

VERIFICA DEL CONSIGLIO

La durata del mandato del C.d.F. viene indicato, salvo casi eccezionali in due anni, al termine del quale si procederà alla elezione di tutti delegati. articolo 3 - strutture del C.d.F.

a) COMITATO ESECUTIVO - Il Consiglio di Fabbrica eleggerà con voto palese, nel suo ambito, un comitato esecutivo con compiti operativi e funzionali, coordinando le attività ed iniziative decise dal Consiglio di Fabbrica. Si riafferma il criterio della rotazione periodica, preceduta da una valutazione politica, ogni 6 mesi di1/3 dei componenti l'esecutivo, in modo da realizzare una più ampia responsabilizzazione dei delegati.

COMPITI ESECUTIVI - I compiti dell'Esecutivo sono di coordinamento operativo e funzionale, quindi limitati alla attuazione delle decisioni prese dal Consiglio di Fabbrica e della Assemblea dei lavoratori. Esso deve prendere parte al completo ed ogni incontro o trattativa con la direzione. In casi eccezionali e quando si è nella impossibilità di convocare il C.d.F., l'Esecutivo può eccezionalmente prendere decisioni, anche per la proclainazione di scioperi, sempre che sia nell'ambito della linea sindacale stabilita dal C.d.F. e dal sindacato.

COMMISSIONI

Applicando la decisione della Conferenza Nazionale F.L.M., con cui viene superata ogni forma di cooptazione, nelle grandi e medie fabbriche, i Consigli di Fabbrica, daranno vita a commissioni di lavoro su temi specifici, a cui possono essere chiamati a far parte, lavoratori non delegati, ma disponibili a partecipare alla elaborazione ed alla vita stessa del sindacato nell'azienda.

MONTE ORE E DISTACCHI

Il monte ore a disposizione del Consiglio di Fabbrica deve essere gestito collegialmente ed utilizzato da tutti i delegati in relazione alle esigenze e decisioni del Consiglio di Fabbrica e del Sindacato.

Articolo 4° - CONVOCAZIuNE DEL CONSIGLIO DI FABBRICA

a) Il Consiglio di Fabbrica viene convocato: dal Comitato Esecutivo, dal

Sindacato,oppure su richiesta di almeno 1/4 dei delegati o di una commissione di lavoro.

Il Consiglio di Fabbrica si riunisce ordinariamente una volta al mese e tutte le volte che si ritiene necessario.

Prima di ogni riunione del Consiglio, preventivamente, i delegati devono essere portati a conoscenza dell'ordine del giorno.

Le riunioni del Consiglio di Fabbrica sono presiedute e dirette dal Comitato Esecutivo e dai dirigenti sindacali. Il relatore, sull'ordine del giorno verrà. designato di volta in volta, dall'Esecutivo.

In apertura della riunione del Consiglio si fa l'appello dei componenti dello stesso.La riunione è valida - in prima convocazione - quando sono presenti almeno il 50% più uno dei delegati, ed in seconda convocazione - nei giorni successivi - qualunque sia la % dei presenti.

Le decisioni del Consiglio di fabbrica saranno prese a maggioranza assoluta (50% + 1) dei presenti.

Alla riunione possono partecipare tutti i dipendenti della azienda senza diritto di voto.Su invito del Consiglio di Fabbrica possono partecipare alla riunione rappresentanti esterni.

Articolo 5° - ASSEMBLEA

L'assemblea generale dei lavoratori della fabbrica è lo strumento di crescita e di partecipazione dei lavoratori stessi alle decisioni ed al controllo delle scelte sindacali e costituisce il momento di massima espressione di volontà e di democrazia sui problemi aziendali e generali.

L'assemblea generale dei lavoratori è il massimo organo decisionale a livello di azienda a cui deve rendere conto il Consiglio di Fabbrica.

L'assemblea può essere generale o di gruppi di lavoratori e le decisioni che in essa vengono prese devono essere approvate dalla maggioranza dei presenti.

Articolo 6° - BOLLETTINO UNITARIO D'AZIENDA

Il Consiglio di fabbrica provvede all'elezione del responsabile e della redazione di stabilimento del bollettino sindacale aziendale.

La redazione è impegnata a svolgere una funzione di stimolo verso i lavoratori affinchè collaborino alla stesura di articoli, notizie, ecc, da inviare alla redazione.

Articolo 7° - APPROVAZIONE E MODIFICA DEL REGOLAMENTO

Il regolamento viene elaborato dal Consiglio di Fabbrica che lo sottopone all'approvazione dell'assemblea generale déi lavoratori.

Il regolamento può essere successivamente modificato, su proposta del Consiglio di Fabbrica o dai lavoratori, dell'assemblea generale dei lavoratori.

Messo in approvazione all'Assemblea generale dei lavoratori

Approvato

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