I. S. R. M. O. Sesto S. G.-Milano ìbt- ot
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Il conflitto arabo - israeliano : una guerra che puzza di petrolio Pag. 3
Tregua sociale? Una menzogna con un secondo fine Pag, 4 A CURA DELLA SEZIONE DEL P. C. I. FABBRICA INNOCENTI
1973
Il festival nazionale de I' Unità
Il CILE DEVE FARCI RICORDARE che il fascismo è la reazione più dura e bestiale del capitalismo ALLE CONQUISTE DEI LAVORATORI La tragedia del Cile è entrata nel cuore di un numero sempre più grande di uomini, donne, giovani del nostro paese. I morti sotto la feroce repressione dei generali gorilla, le notizie sempre più precise e sicure sullo strangolamento economico cui il Cile è stato condannato dai padroni degli Stati Uniti attraverso banche, giochi al ribasso del prezzo del rame, boicottaggio economico, hanno fatto aprire gli occhi anche a chi s'era ormai abituato a tenerli chiusi, non leggendo, non ascoltando, non informandosi, non discutendo, non pensando. La tragedia cilena ha creato e crea nei cattolici e nei veri cristiani dei ripensamenti, che non possono essere soffocati da chi, come l'on. Fanfani, mette sullo stesso piano Solgenitzin e Sakharov ancora e giustamente vivi ed Allende morto. In Cile ci sono democristiani che ammettono d'aver aiutato i militari a fare il colpo di stato e sono già pronti a collaborare con i generali assassini, se questi lo volessero, magari mettendo al muro o in carcere quella parte di democristiani assolutamente di parere opposto. Chi sta con i generali ha inventato la menzogna che era Allende a preparare un « golpe »: quando anche i ciechi hanno potuto constatare che Allende non ha mai voluto usare violenza o violare le istituzioni, preferendo la morte insieme ai suoi sostenitori. 'Il problema non può bruciare la coscienza -di ogni democristiano italiano: proprio per questo chi classifica i democristiani italiani tutti uguali ai democristiani collaborazionisti del Cile sbaglia. Bisogna imparare a non fare di ogni erba un fascio. Certo, anche tra i nostri dc ci sono quelli che si troverebbero più a loro agio con Almirante « servo dei nazisti » che con socialisti e comunisti: ma non tutti sono così. Le condizioni italiane ed i rapporti di forza sono assai diversi, per cui si vince la battaglia per la libertà convincendo gli onesti all'unità ed isolando i disonesti. Dire infine, come ha fatto qualcuno, che anche in Italia bisogna tener d'occhio i generali è provocatorio: è quell'estremismo parolaio che finisce per non spingere alla vigilanza nè sui generali nè su altri ancor più pericolosi, ma che denuncia in chi lo agita un senso di paura e la certezza che, se venissero tempi duri, lui non ci sarà.
tardi — io ritengo assai presto — si apriranno di nuovo le grandi strade dove passeranno gli uomini degni, per costruire una società migliore. ...La storia è nostra, sono i popoli che la fanno... Viva il Cile!
Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole ed io ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano, io ho la certezza che sarà almeno una lezione morale che condannerà la fellonia, la viltà, il tradimento ».
I DUE LEADERS PELA PC CILENA: MEI E AYIWIN 17 settembre 1973. Nella cattedrale di Santiago, il cardinale Raul Silva Enriquez celebra solennemente il 163° anniversario dell'indipendenza cilena. Nella navata centrale, accanto al generale Pinochet ed agli altri militari traditori che si sono impadroniti del Cile con un golpe sanguinoso, c'è anche Eduardo Frei, il democristiano presidente della Repubblica dal 1964 al 1970, lo stesso che garantì solennemente ad Allende, fino a pochi giorni prima del colpo di stato, la collabora-
RICORDO DI SALVADOR ALLENDE « Ha detto ai poveri la verità, per questo i ricchi l'hanno assassinato ». Sono due versi di Bertolt Brecht e pensiamo che meglio di ogni altra parola possano onorare la memoria di Salvador Allende e ricordarne l'opera per l'emancipazione della classe operaia cilena. Commossi profili dell'eroico ed indimenticabile Presidente del Cile sono stati pubblicati su molti giornali e non potremmo certo fare di meglio: vogliamo perciò ricordare la grandezza, la nobiltà, la lealtà, il coraggio di questo nostro compagno martire del so-
cialismo riportando le parole conclusive del suo ultimo appello al popolo cileno, mentre il Palazzo della Moneda stava bruciando sotto le bombe dei golpisti. Pochi istanti dopo Salvador Allende, legittimo Presidente del Cile, tacerà per sempre, assassinato dai sicari dei generali traditori. « Lavoratori della mia patria, io ho fede nel Cile e nel suo destino. Altri cileni verranno dopo di noi. In questi momenti oscuri ed amari in cui il tradimento pretende di imporsi, sappiate che presto o
zione del proprio partito. Sono passati pochi giorni dall'assassinio di Allende. « Te deum laudamus » canta il cardinale; « lunga vita al nuovo governo cileno » invoca l'alto prelato, quello stesso che fino a poco prima si compiaceva di farsi fotografare mentre stringeva la mano ad Allende. Poco dopo Frei, insieme agli altri due ex-presidenti della Repubblica Alessandri e Gonzales Videla — anch'essi presenti nella cattedrale accanto ai golpisti as-