ANNO 4. N. 2 MILANO — MARZO 1958 Redazione: Corso Lodi 58 Una copia L. 15 Abbonamento sostenitore L. 300
Periodico dei lavoratori dell'O. M. - Milano
via del progresso
OCCORRE RINSALDARE L'UNITA' DEI LAVORATORI
La
Le teorie del cosidetto « neo capitalismo » secondo le quali la lotta di classe, non sarebbe la via giusta per la salvaguardia degli interessi dei lavoratori, ha subito una sonora smentita alla O.M. davanti alla prova dei fatti. La Direzione, si è data parecchio da fare per convincere i propri dipendenti che non si va avanti nel progresso sociale se non prospera prima il padrone. Da quì vi sarebbe la strada comoda e liscia della convivenza fra capitale e lavoro. Di questo avviso naturalmente sono pure i vari tipi di servitorelli che combattevano con l'appoggio padronale contro la FIOM, unico sindacato che intendeva e intende lottare per la conquista di migliori condizioni di vita. I lavoratori dell'O. M. conoscono sulla loro pelle qual'è il, ritmo di lavoro, ed il regime di caserma che vi è nella fabbrica. Il cottimo e la salute fisica del lavoratore sono ogni giorno minacciate a causa del ritmo di lavoro, si minaccia il licenziamento per scarso rendimento e via di questo passo. Del resto anche il fascismo in camicia nera, aveva tentato di seguire la stessa strada. Oggi siamo di fronte a quello di Valletta, che tende al solito obbiettivo, elevare al massimo il profitto del capitale a danno dei lavoratori applicando ogni forma di coercizione. Oggi, però, i lavoratori hanno le loro organizzazioni politiche e sindacali, che sono in grado di raccogliere attorno a se 'stésse grandi forze per proseguire la lotta con successo. Il voto dato alla FIOM è garanzia non solo di difesa degli accordi sindacali e del loro miglioramento, ma di migliori prospettive di progresso per il popolo italiano.
Bilancio dì un anno Nessun impegno portato a termine da CISL e UIL La di. scriminazione e le trattative separate - L'azione della FIOM
I lavoratori che hanno avuto modo di leggere i programmi elettorali esposti dalla CISL e dall'UIL nelle scorse elezioni per la C. I., oggi devono amaramente constatare che neanche il più piccolo impegno preso davanti ai lavoratori è stato mantenuto. Alla CISL e all'UIL non sono certo mancate le occasioni per tener fede ai loro impegni, i lavoratori dell'O. M. hanno dovuto soltanto subire tutti i soprusi padronali senza avere mai la sensazione di essere difesi dall'organismo preposto a tale bisogna, nel quale CISL e UIL detengono la maggioranza assoluta. L'attacco della Direzione e la discriminazione nei confronti
PER EVITARNE LA RIPETIZIONE
Documentazione su un grave errore Il monopolio FIAT non si smentisce. E ancora una volta è confermata la validità della politica unitaria condotta dalla FIOM. Un sindacato di comodo, uno strumento di difesa degli interessi padronali: questo è l'obbiettivo pervicacemente perseguito dai Valletta e dagli Arrighi. In questo gioco è caduta la CISL. Ecco cosa scriveva l'organo della D. C. a proposito delle diverse elezioni alla FIAT: « Popolo », 23 marzo 1955 « L'alibi dell'ingerenza della Direzione, con la quale i comunisti intendono giustificare un eventuale insuccesso, non trova rispondenza nella realtà dei fatti ».
E ancora: « Popolo », 31 marzo 1955: « L'on. Fanfani, segretario politico della D. C., ha dichiarato: "01-
I cani da tartufi e le elezioni della C.I. All'OM c'è qualcuno che stà facendo la figura del cane da tartufi. Come questi graziosi animaletti, alcuni titolati nostrani sentono l'odore: quello delle elezioni. Non si spiegherebbe diversamente, l'interessamento dell'Ing. Marolli per le condizioni in cui lavorano gli operai tubisti nella » fossa ». Solo oggi ci si è accorti che mancano gli scarichi dell'acqua. Come diversamente non si spiegherebbe l'anticipata festa pasquale. La nostra direzione ha infatti riformato il calendario in modo da far avere agli operai, che il 2 aprile dovranno votare per la C. I., il pranzo speciale e la colomba con alcuni giorni di anticipo. In omaggio alle riconosciute qualità olfattive della direzione, pensiamo di poter dire che sente » odore di bruciato ». Infatti con il prossimo voto, brucerà la politica del compromesso, dell'accordo separato, dell'acquiescenza al padrone. 1111.116.
della FIOM non hanno avuto soste e così operai rei soltanto di non pensarla come il padrone sono stati brutalmente gettati sul lastrico. Come al solito la CISL e l'UIL hanno appoggiato questo aspetto grave della politica padronale, sfruttando queste illegalità per i loro fini propagandistici e di lotta contro la FIOM. Infatti è continuato il metodo della trattativa separata con la Direzione, spezzando in modo permanente l'unità della C. I., annientandoe da funzionalità e il prestigio pur sapendo che questo va tutto ai danni dei lavoratori. Sui programmi CISL e UIL ap-
tre che ad esprimere cordiali rallegramenti, i risultati invitano ad una azione sistematica e continua che accresca in tutti i lavoratori la fiducia nella efficacia operante del regime di libertà. E' questo un obiettivo che la Democrazia cristiano persegue: i risultati di Torino ci incitano a moltiplicare i nostri sforzi in tal senso" ». « Popolo », 11 aprile 1957: « L' on. Fanfani ha dichiarato: "Il successo dei sindacati democratici, e in modo speciale il trionfo della CISL, è stato pieno. Esso conferma i meriti dei dirigenti sindacali democratici" ».
Mentre Di Vittorio rispondeva: « Alla Fiat non ha vinto la CISL, non ha vinto la UIL, non ha vinto nessun sindacato. Soprattutto, on. Saragat, non ha vinto nessuna democrazia. Ha vinto il prepotere padronale ».
Oggi le affermazioni della CGIL, convalidate in modo clamoroso dai fatti, non possono più essere respinte. Chi divide i lavoratori fa il gioco dei padroni i quali, attraverso i colpi sferrati ad un sindacato, ad un attivista, a un dirigente politico della fabbrica, intendono sempre colpire tutta la classe operaia. Ci auguriamo che la lezione serva anche per la nostra fabbrica e che le prossime lotte vedano uniti tutti i lavoratori.
inoltre a grandi lettere : « diritto al lavoro e difesa del posto di lavoro », sappiamo noi, ma soprattutto sanno come sono stati difesi quei 50 operai ricattati e licenziati l'estate scorsa perchè ritenuti non più idonei alla produzione. Non parliamo poi dei problemi inerenti al cottimo, dopo l'accordo separato con la Direzione del 4 ottobre 1955, possiamo affermare che oggi la direzione fa quello che vuole in materia di fissazione delle tariffe e revisione delle stesse. Nel quadro degli ormai permanenti spostamenti di operai da un reparto all'altro non è stata fatta un'azione seria tendente a tutelare qualifiche acquisite dopo tanti ani di lavoro e a difendere operai adibiti a certi lavori che per motivi di salute non possono pienamente svolgere. Potremmo continuare per un pezzo, ma voi lavoratori sapete più di noi certamente come vanno le cose. E così un altro anno è trascorso sotto l'insegna CISL-UIL, anno che vede in attivo soltanto il padrone, lasciando invece i lavoratori in una situazione di aggravato disagio. A nostro avviso è giusto invece riconoscere la coerenza e la tenacia con la quale la FIOM sí è sempre battuta per rinsaldare i vincoli dell'unità operaia per una migliore difesa degli interessi di tutti i lavoratori. pariva
la recessione americana Con un screscendo impressionante ci giungono giornalmente le notizie sulla recessione americana. Le condizioni dell'economia degli Stati Uniti si vanno facendo ogni giorno più precarie. Lo dicono i massimi economisti, lo ha confermato lo stesso Eisenhower, lo dice il nostro ministro del commercio estero, l'indipendente prof. Carli che ha auspicato l'allargamento degli scambi con l'Est. Finalmente si comincia a capire che la politica governativa è sbagliata. Occorre cambiarla. Soltanto cambiando politica potremo garantire il lavoro e contribuire a far uscire l'umanità dal dilemma: « Crisi economica o pazzesche spese militari ».