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Porta Venezia(10)

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2 SPECIALE ELE PERIODICO DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA MENSILE ANNO 3 - N.4 MAGGIO 1979

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Un voto ragionato I problemi e i diritti Il 3 e 4 giugno 1979 gli elettori italiani saranno nuovamente chiamati alle urne per eleggere il Parlamento della Repubblica. Come si sa si tratta del terzo scioglimento anticipato consecutivo delle Camere, dopo quelli del '72 e del '76. Come si è potuto verificare tutto ciò? E per quali responsabilità?

Le elezioni del 20 giugno 1976 hanno portato ad uno sconvolgimento di fondo del panorama politico italiano; un rafforzamento contemporaneo dei due maggiori partiti

italiani: la DC al 38% dei voti ed il PCI al 34%. Si rendeva così evidente e tangibile ciò che anche prima del voto era stato detto e scritto da diverse parti: il nostro Paese non era più governabile senza e contro il PCI. D'altro canto là sinistra non poteva contare su suffragi sufficienti a rendere possibile la formazione di un governo senza la DC. L'unica ipotesi ragionevole per governare il Paese, per affrontare ed iniziare a ri-

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degli anziani Si impone immediatamente un confronto con gli anziani sui loro problemi della salute, dell'assistenza, della pensione. È necessario recepirne le esigenze, stimolarne le lotte, perchè per essi non vi sia più l'emarginazione sociale e psicologica, perchè vedano realizzati i loro diritti. Quello dell'anziano, oggi, è un grosso problema. L'allungamento della vita, conseguente alla diminuzione della mortalità, è un dato statistico reale di ampie proporzioni. Si pensi che nei primi 75 anni di questo secolo, la mortalità annuale è scesa dal 40 al 16 per nill3. Le persone sopra i sessantanni, sono passate nello stesso perioso, dal 6 al 18 per cento della popolazione, e oggi in Italia vi sono ben 9 milioni e mezzo di ultrassessantenni e in Lombardia quasi 1 milione e mezzo. La vita media è passata da 63 a 74 anni. A questo dato confortante se ne aggiunge però subito uno contrastante. Questo allungamento biologico della vita, si è tradotto infatti, in un peggioramento della qualità del-

Esemplare atto di solidarietà civile in zona 3

Per un'Europa democratica Il 10 giugno, una settimana dopo le elezioni per la Camera e il Senato, ci recheremo nuovamente a votare. Non essere riuscito ad unificare in una sola tornata le elezioni per il Parlamento nazionale e per quello europeo, è l'ultimo pasticcio combinato dal Governo Andreotti - Nicolazzi. Un pasticcio che costerà sva-

La Redazione di "Porta Venezia", data l'importanza della duplice scadenza cui sono chiamati gli elettori, ha dedicato ampio spazio su questo numero al tema delle elezioni politiche ed europee. La novità rappresentata dall'elezione a suffragio diretto del Parlamento europeo e la gravità della crisi del Paese che richiederebbe una collaborazione senza preclusioni tra tutte le forze democratiche, richiedono anche ad un periodico di zona come il nostro, un impegno straordinario volto ad Informare e a far discutere i cittadini.

riate decine di miliardi a tutti noi e che rischia di non far comprendere pienamente il significato delle elezioni europee. Il 10 giugno si recheranno a votare per un Parlamento comune inglesi e irlandesi, francesi e olandesi, belgi e danesi, italiani e tedeschi.

( segue in ultima ) Riteniamo in questo modo di fornire il nostro contributo, anche se limitato, alla realizzazione di un obiettivo che sempre abbiamo perseguito nella nostra azione: quello di stimolare la riflessione tra la gente sulle questioni di rilevante interesse nazionale, cittadino e di zona. Per meglio assolvere a questo compito e al fine di raggiungere il maggior numero possibile di cittadini, abbiamo deciso, nonostante il notevole costo finanziario, di uscire con un numero speciale a 12 pagine con una tiratura molto alta, da diffondere gratuitamente agli abitanti della nostra zona.

Francesca D. è una bambina che clinicamente viene definita "microcefala" cioè in parole povere è nata con una massa di materia cerebrale inferiore alla norma. A 10 mesi di età la bimba non regge ancora la testina, non riesce a stare seduta da sola, non corre carponi per la casa come tutti gli altri bambini della sua età. I genitori sin dai suoi primi mesi di vita hanno seguito quel doloroso iter che sono i ricoveri in ospedale, gli esami ambulatoriali, gli appuntamenti dallo specialista in una altalena di speranze, di delusioni, di disperazione che il parere di un medico o dell'altro suscitavano per il futuro della loro bambina. Dopo un lungo mese di attesa la visita da una dottoressa considerata una delle migliori se non "la migliore" per il caso di Francesca; la dottoressa imposta un programma di una speciale ginnastica da eseguirsi per due ore ogni giorno e consiglia di cercarsi un aiuto. Perchè non possiamo farlo noi? Si chiedono i genitori di Francesca; la mamma signora Carla, con l'aiuto del marito e della madre iniziano a far fare alla bambina gli esercizi prescritti ma, due ore al giorno di esercizi pesanti sia per la bambina sia per chi glieli fa fare, oltre alle normali cure che si dedicano ai bimbi di pochi mesi sono veramente tante, troppe; non si tratta di un sacrificio limitato nel tempo che dura pochi mesi, queste terapie per dare buoni risultati devono protrarsi per molti anni. Dopo tre mesi dall'i-

la vita stessa. Da una parte si sono evidenziate malattie nuove, di tipo degenerativo come l'arteriosclerosi, dovute all'invecchiamento, all'usura di una vita passata spesso in condizioni generali, lavorative e familiari precarie e gravemente carenti da ogni punti di vista. Tali malattie purtroppo non sono state ancora ben inquadrate e risolte dal punto di vista clinico. Dall'altra parte, però, non vi è stata alcuna preveggenza, anzi, addirittura colpevole incuria da parte degli organismi statali preposti, perchè non si è preparato al soggetto anziano un tipo di vita adeguato sotto tutti gli aspetti, economici ed assistenziali. Nella struttura capitalistica del nostro Stato, e nella sua ottica, evidentemente, chi, come l'anziano, è soggetto che non produce e che non può reclamare per difficoltà contingenti e con adeguate lotte unificate i propri diritti, è paternalisticamente commiserato, tollerato, lasciato indietro. Si è attuata insomma, anche per problemi siffatti, in questi 35 anni di

non governo, la politica del massimo risparmio da una parte, erogando pensioni da fame ed offrendo case ad alto affitto, e del minimo consumo dall'altro, predisponendo strutture sanitarie inadeguate, servizi carrozzoni di sottogoverno. Una politica, insomma, tesa all'emarginazione dell'anziano e a costruire un non dichiarato cordone sanitario intorno ad un quinto della popolazione del nostro Paese. Si aspetta insomma l'evento fisiologico: le malattie, con sempre più frequenti ricadute, i ricoveri ospedalieri non risolventi e sempre più ravvicinati, i cronicari, veri e propri ghetti legalizzati, la fine. Non si è capito o meglio, si è fatto finta di non capire che l'emarginazione è veramente la più grave malattia della vecchiaia. Ma gli anziani non devono arrendersi. Sappiano che con loro hanno lottato e lottano tanti democratici, sensibili ai loro problemi. È necessario per tutti però, soprattutto in questo momento di scelta elettorale,

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Il dramma di Francesca nizio della terapia, soprattutto per la signora Carla è il crollo sia fisico che psicologico, un momento difficile, di frustrazione per non riuscire a fare tutto ciò che bisognava fare e nello stesso tempo quasi un rigetto di tutto quanto è annesso e connesso alla situazione che sta vivendo. La situazione economica d'altronde non le permetteva di servirsi di una o più terapiste. In questo stato d'animo, quasi per caso, la signora Carla approda al SIMEE (Servizio Igiene Mentale in Età Evolutiva) della nostra zona che è sito in via Settembrini, 32. Certo, conosceva l'esistenza di questo servizio in quanto insegnante, ma non ci aveva mai pensato prima, non l'aveva collegato al suo caso. Al SIMEE, madre e figlia sono state seguite ed è stata confermata la necessità per Francesca di una terapia consistente in una particolare ginnastica per almeno tre ore al giorno. Il problema quindi di avere degli aiuti diventava più grave. La fisioterapista del SIMEE si è premurata di parlarne con alcune mamme che frequentavano il Centro ed a loro volta queste mamme ne hanno parlato con altre. Una decina alla fine si sono offerte di dare una mano alla signora Carla a svolgere il suo gravoso compito. Dopo aver appreso dalla fisioterapista come ed in che modo si dovevano fare questi esercizi, a turni hanno iniziato a frequentare la casa a conoscere Francesca ad aiutarla per quanto è possibile. "È una delle poche cose posl-

tive di questo lungo periodo" ci dice la signora Carla" vedere come queste persone che non ci conoscevano, ci danno un aiuto (nemmeno i parenti, gli amici, me lo avevano offerto) vederle trattare Francesca con naturalezza con gentilezza ed affetto mi rassicura, so che mentre le fanno fare gli esercizi posso rilassarmi, dedicarmi un po' a me stessa anche se in effetti finisco spesso per non farlo". "Ma la cosa più importante è che le altre persone garantiscano la cura a Francesca; da soli io, mio marito mia madre non potremmo farcela". Ci sembra abbastanza serena, disponibile al dialogo la signora Carla, certamente conscia della gravità della situazione in cui si trova Francesca ma, non disperata e probabilmente la presenza di queste persone che così numerose frequentano la sua casa ha contribuito a non isolarla a non farla rinchiudere in se stessa, a non lasciarla sola con il suo enorme problema. Disimpegno, qualunquismo non hanno significato per queste persone che aiutano Francesca, come non hanno significato per tutte quelle altre socialmente impegnate, anche se in modo diverso, che trovano il tempo per lavorare negli organi collegiali della scuola, nei Consigli di zona, nelle Associazioni varie insomma in tutti quegli organismi al servizio della collettività.


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