ANNO II - N. 14 - MAGGIO 1978
MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA
L. 300
SI RINNOVANO I CONSIGLI DI ZONA
in qu
numero Gallaratese: una cronaca dal di dentro pag. 3
Più poteri per u a maggiore partecipazione Intervista esclusiva di Milano 19 ad Antonio Taramelli assessore al decentramento al Comune di Milano
Un polmone verde pag. 4 Non c'era una volta un bosco
pag. 5
La scuola media "Casati" pag. 6
Entro la metà giugno verranno rinnovati a Milano i 20 Consigli di Zona. Anche se le elezioni dirette per tali organi di decentramento sono state rinviate, da una legge del Parlamento, al 1980, questo rinnovo riveste un carattere cii particolare importanza perchè da esso avrà inizio l'applicazione del nuovo regolamento approvato dal Consiglio Comunale. Regolamento che non prevede soltanto aspetti che potremmo anche definire formali quali l'aumento da 400 a 592 consiglieri complessivamente (con zone al di sotto di 75 mila abitanti che avranno 26 consiglieri, ed altre con oltre 75 mila abitanti, come la nostra, i cui consiglieri verranno aumentati a 32), ma comprende anche aspetti di notevole importanza assegnando alle Zone poteri
non più soltanto consultivi, ma anche decisionali. Per questo riteniamo che i cittadini debbano considerare questo rinnovo non un fatto burocratico, ma un momento di maggior partecipazione per un modo nuovo di governare la città. Proprio in questa visuale abbiamo ritenuto opportuno rivolgere, per conto dei nostri lettori, alcune domande all'Assessore Antonio Taramelli. Milano 19: Assessore, alla vigilia del rinnovo dei Consigli di zona ci sembra oppurtuno fare una specie di bilancio e pertanto ci facciamo interpreti della prima domanda che si pongono molti cittadini: in questi nove anni di esperienza il decentramento si è dimostrato uno strumento valido?
Chiude l'unico La scuola privata è un'alternativa? cinema pag. 7 della zona? Procreazione libera e consapevole pag. 9
Un nuovo circolo a San Siro pag. 10 25 Aprile nella nostra zona pag. 12
il cinema Alpi è chiuso "per restauri". Dalla fine di marzo al posto dei cartelloni pubblicitari solitamente affissi ai lati dell'entrata del cinema Alpi di via Ricciarelli, c'è un cartello con scritto "Chiuso per restauri". A prima vista si puà pensare ad imminenti trasformazioni del locale per portare l'Alpi dai circuiti cinematografici di ultima visione a quelli superiori. Una speculazione economica perciò: elevando il tono del locale si ha la possibilità di aumentare il prezzo del biglietto. Una operazione che decine di cinema hanno fatto a Milano e che si può constatare aprendo un qualsiasi quotidiano alla pagina degli spettacoli. I locali di prima visione sono circa il 35% del totale delle sale cinematografiche. ll prezzo del loro biglietto si è stabilizzato a 2500 lire, che sono indubbiamente una cifra molto alta per qualsiasi pellicola e per qualsiasi locale, anche se questo afferma di assomigliare più a un salotto che a un cinema. Solo pochi anni fa le prime visioni rappresentavano il 15-20% del totale delle sale cinematografiche ed il costo del biglietto era attono alle 1500 lire; ci si può ricordare le polemiche insorte alcuni anni fa quando all'uscita del film "Il Padrino" di Francis Ford Coppola le sale che lo avevano in proiezione aumentarono il prezzo a lire 2000. Nonostante tale aumento, peraltro ingiustificato perchè tale pel-
licola, lanciata da una forte campagna pubblicitaria, non aveva certo costi di noleggio superiori ad altre, si vide che il numero degli spettatori non diminuiva. Tale aumento fu solo l'inizio: negli anni successivi 15-20 sale passarono dalle seconde e dai proseguimenti alle prime visioni, aumentando gradualmente il prezzo del biglietto fino alle attuali 2500 lire. Altre addirittura vennero inaugurate. Ma cosa rimane al di là delle prime visioni ora a Milano? II restante 65% delle sale cinematografiche dislocate per la maggior parte in periferia ha serie di programmazioni solitamente scadenti: sesso, violenza, film comici o gialli di terzo ordine. Questa era anche la situazione di un cinema come l'Alpi, situato in un quartiere popolare, San Siro, dove chi voleva vedere un buon film doveva recarsi in centro spesso in prima o in uno dei pochi cinema d'Essai presenti a Milano. Ora abbiamo saputo "da fonti solitamente ben informate" che il Cinema Alpi chiude e verrà trasformato in autorimessa. Non abbiamo parlato con il proprietario del locale per avere conferma di ciò. in caso di risposta affermativa sarebbe stato interessante sapere il perchè di tale trasformazione, probabilmente dovuta al fatto che il cinema non era più economicamen(segue a pag.
Taramelli: Senza dubbio si. Basterebbe guardare da una parte alla crescita effettiva della partecipazione, come si può rilevare dai dati statistici. Ma ancor più mi pare importante sottolineare la mole di lavoro che ì C.d.Z. hanno svolto, sia quantitativamente che qualitativamente, per dimostrare non soltanto la validità, ma ancor più la necessità. importante è inoltre sottolineare il ruolo più generale che questi assolvono. I primi Comitati di Quartiere. poi istituzionalizzati in Consigli di Zona 9 anni fa, avevano al centro della loro attenzione questioni di tipo particolaristico riguardante una strada, ecc.. Oggi il salto di qualità è del tutto evidente basta scorrere gli Ordini del Giorno dei consigli per averne la conferma. Sono i temi della difesa
delle istituzioni democratiche, i problemi dell'occupazione in generale e quella giovanile in particolare ed altri ancora. Direi che proprio questa crescita sta a dimostrare la validità del decentramento. Milano 19: Quali sono i poteri reali dei C.D.Z.? Taramelli: Si arriva ora alla fase di dare contenuti alla partecipazione dando reali poteri (art. 12 pareri obbligatori, art. 13 poteri decisionali). Mano a mano, con gradualità sia nei tempi, sia per la quantità dei compiti da attribuire. verranno trasferiti ai Consigli di Zona i poteri previsti dal Regolamento approvato dal Consiglio comunale di Milano, che ha dato della legge un'interpretazione estensiva viva e originaria. Già alcune delibere (segue a pag.
Entrato in funzione il distretto scolastico Con notevole ritardo rispetto agli altri Consigli causa la ripetizione delle elezioni nella scuola "Cozzi" si è riunito il giorno 21 marzo presso la scuola di via Betti il Consiglio di Distretto Scolastico n. 42 corrispondente alla Zona 19. Il primo punto all'O.d.g. — Elezione del Presidente — ha visto al presentazione da parte di Comunità Educante del consigliere Vallery (genitore) quale candidato alla Presidenza. I profilo del candidato, tracciato dal consigliere Sig.ra De Palma, ha messo in evidenza l'estrema serietà e preparazione. Doti che, unitamente ad un buon grado di sensibilità, dovrebbero consentirgli di svolgere un'efficace e corretta opera di mediazione in modo da permettere al Consiglio, traendo il meglio dalle diverse posizioni, di produrre un proficuo lavoro nell'interesse di tutta la collettività. Il consigliere Formica ha peraltro dichiarato, a nome della lista Unitaria, che quest'ultima rinunciava a presentare un proprio candidato alla Presidenza quale dimostrazione della volontà di realizzazione in seno al Consiglio la massima collaborazione tra le diverse forze per addivenire. attraverso il necessario e corretto confronto dialettico, ad un positivo rinnovamento della scuola. Il candidato è risultato eletto con 33 voti favorevoli su 39 votanti, 4 schede bianche e 2 voti dispersi. Il Presidente, al
termine delle votazioni, nel ringraziare il Consiglio per la fiducia accordatagli si è augurato di riuscire ad essere veramente il Presidente di "tutto il Consiglio" ed ha ribadito la volontà di realizzare una gestione collegiale fondata sulla collaborazione tra le diverse forze e componenti. Successivamente. nonostante le ripetute richieste avanzate dai Consiglieri delle liste Unitarie ed una specifica mozione d'ordine presentata dal sottoscritto e respinta con 22 voti contro 17, non è stato possibile procedere immediatamente alla elezione del Vice Presidente, dei componenti la Giunta Esecutiva ed alla istituzione delle Commissioni di lavoro. Si è proceduto soltanto ad accertare la volontà del Consiglio di dar luogo a tali organismi rinviandone l'elezione e la costituzione ad altra seduta fissata per il venerdì successivo alle ore 19. Nella seconda seduta si è vista la contrapposizione di due schieramenti in merito al tipo di rapporto che avrebbe 'dovuto avere il Vice Presidente con la Giunta Esecutiva. Si è sostenuto, da parte dei consiglieri di Comunità Educante, la tesi che al vice Presidente fosse data facoltà unicamente di assicurare ai lavori della Giunta senza peraltro consentirne la partecipazione. Detta limitazione veniva decisamente rifiutata dagli altri (segue a pag. 2)