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Il megafono2

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Bollettino dei Consigli di Fabbrica della Borletti

Respingere con la lotta l'attacco di Borletti al salario, all'occupazione, alle condizioni dei lavoratori

PRESENTAZIONE

In quuto numero de " IL MEGAFONO", publíchíamo deí mun-t degLL íntetventí dei lavo/Lato/mi della. Bot/ettí dí Mí/ano, che 4í 4ono avuti, netVauemb/ea de/ 6 Ottobte .

Lo 4copo dí que4ta pubb/ícazíone è que//o dí mocítate /a dí3cu43íone gta í lavotatoAí mlí gto4í tomi pxuentí.

Alcune opíníoní non .sono condíví3e dalla iledazíone del Sollettíno, abbJamo t-L-tenuto comunque dí pubbUcakie, a/ /Sine dí un con6tonto deUe po4ízíoní per aktívate a una 4íntuí unítatía che 25.í. petmetta dí ínthaptendete ínízíatíve peto modígcaAe ín 3en4o poítívo /a pedante 4í tua zíone eAí4tente a/ /a sot/ettí a danno dj. /avotatotí.

Da più di un anno, i lavoratori e il movimento sindacale sono .sottoposti ad un autentico tiro incrociato es si vedono mettere sul banco degli accusati quali responsabili della crisi che sta attraver sando il sistema economico italiano .

Tutta questa campagna, è stata messa in piedi dal padronato del nostro paese per dare ad altri responsabilità che, invece sono sue e dalle forze di destra che lo sostengono .

Chi sta attuando lo sciopero degli investimenti già da diversi anni in Italia con la conseguenza di non avere uno svilu£ po , la diminuzione dell'occupazione e del mancato sviluppo di intere regioni ?

Chi si sta battendo con tutte le forze per impedire l'attuazione delle riforme; casa, sanità, trasporti ecc .. , nel nostro paese ?

Chi sul piano internazionale si è le-

ottobre 1971 «M> o
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CONTINUA IN 2.

DALLA PRIMA

fiato mani e piedi agli USA (dollaro) con le conseguenze negative che la decisione di Nixon porta all'economia italiana,solo per fare alcuni esempi ?

Siamo in grado di rispondere che sono stati i padroni e quindi sono loro i responsabili dell'attuale situazione.

Fatta questa premessa, dobbiamo domandarci perché hanno messo in piedi tut ta quella campagna contro i lavoratori e le loro Organizzazioni Sindacali, ciò può essere spiegato solo in questo modo: mi metto a gridare : il lupo , il lupo;Qe lotte di questi anni per migliorare le condizioni della classe operaia che sono la causa di tutti i mali). I lavoratori prendono paura , rinunciano alle loro lotte nella fabbrica e nella società, così io,padrone , riesco a stare tranquillo, sono in grado di ristrutturare la fabbrica, facendo la stessa produzione con molti lavoratori in meno, di risolvere le mie difficoltà anche nei rapporti interna zionali , di aumentare i prezzi delle merci perché oltre a padrone della fabbrica sono padrone dei supermercati e controllo la distribuzione, attacco le strutture unitarie che i lavoratori sono riusciti a costruirsi , ecc ..

A questo disegno padronale, noi siamo chiamati a rispondere ing generale e in ogni fabbrica dove mette in pratica la sua strategia d'atta di decurtazioni salariali, con la riduzione dell'orario, della riduzione dell'occupazione e dell'intensificazione dei ritmi e dello sfruttamento dei lavoratori .

Ciò è presente alla Borletti in misura grave e i lavoratori sono costretti a pagare .

Bisogna organizzare la risposta unitaria da dare a Borletti, per non pagare in futuro conseguenze ancora più gravi da parte di tutti i: lavoratori; contro l'intensificazione dello sfruttamento nei reparti,nelle linee, negli uffici: per il salario previsto dal contratto senza decurtazioni; per la Salvaguardia dei livelli di occupazione.

Risposta che può essere data solo con la lotta superando ogni remora o difficoltà, non certo tramite referendum che lascia il tempo che trova a tutto vantaggio del padrone, per respingere l'attacco padronale per soluzioni positive a vantaggio dei lavoratori.

PROPOSTE E OBIETTIVI

Nell'introduzione,il sindacalista ha fatto un quadro ampio della situazione che si é venuta a creare in Italia in seguito alla "crisi" del dollaro.

E' necessario dare però anche degli obiettivi per contrastare tutta la manovra padronale tendente a far pagare ai lavoratori la sua ristrutturazione .

All'interno della fabbrica, da sei mesi migliaia di operaie sono in cassa integrazione , con lo scopo preciso di mettere le operaie le une contro le altre creando quel clima necessario per far passare l'aumento dei ritmi; infatti, questo é successo e tutti possono constatare che questo é avvenuto.

ALL'esterno della fabbrica l'aumento del 20% del costo della vita, ha ridotto ulteriormente il nostro salario.

Pertanto, partendo da questa realtà, si de vono dare obiettivi agli operai che vadano nel senso della difesa del posto di lavoro e del salario, quindi:

I) Lotta alla cassa integrazione(strumento di divisione), chiedendo la parità operai impiegati in modo da assicurare il salario anche se ci lascia a casa;

2) Lotta al costo della vita chiedendo aumenti consistenti del salario, in modo da recuperare quello che il costo della vita con il suo vertiginoso aumento aveva diminuito.

Data la generale situazione di attacco da parte del padronato é necessario stendere e generalizzare questi obiettivi di lotta in modo da fermare le mani ai padroni.

Modo Pasquale

IL PROFITTO!

OBIETTIVO DEL. PADRONE

Faccio presente alle colleghe come la ristrutturazione messa in atto da Borletti abbia colpito particolarmente le lavoratrici.

Sono sette mesi che é iniziata-la riduzione dell'orario di lavoro e lo stillicidio verso le operaie affinché si dimettessero consensualmente ; vi sono stati licenziamenti illegali e si fa la caccia alle streghe pur di raggiingere lo scopo, diminuire- la forza , in particolare la manodopera femminili .

Cie sta a dimostrare come il lavoro femminile sia considerato dai padroni come marginale e non come diritto acquisito, perciò, ciò che interessa Borletti é il profitto.

Il modo di raggiungere questo obiettivo passa attraverso l'aumento dei ritmi, il taglio dei tempi, con le discriminazioni delle categorie, con la disciplina poliziesca e l'allontanamento dalla fabbrica dopo averci sfruttate ai fini del profitto. Occorre che prendiamo una profonda coscienza della nostra condizione .

E' la prima fase per una effettiva mobilitazione per salvaguardare il posto di la-

voro e per garantirci il salario come quello degli impiegati.

Dobbiamo essere convinte che a Borletti dà assai fastidio una effettiva politicizzazione, la politica per noi significa contestare l'organizzazione del lavoro,non accettando passivamente l'imposizione auto ritaria , ma tutte insieme, rispondere unite .

Occorre che prendiamo parte attiva alle discussioni, non solo sui problemi che riguardano strettamente la fabbrica, ma su tutti i problemi politici e sociali imposti dal capitale, sia nazionali che internazio nali.

Nelle riforme la risposta al padronato

Prima di poter arrivare a parlare dei problemi che travagliano la nostra fabbrica, è necessario partire a fare una analisi per poter stabilire se la crisi monetaria inter nazionale colpisce e in quale misura l'ecoà. nomia italiana. Innanzi tutto , il capitalismo italiano, sta attraversando una crisi che poi é una loro incapacità di rinnovarsi tecnologicamente e tecnicamente nei macchinari, infatti la produzione e la competitività dei prodotti l' no potuta.k realizzare adottando da sempre un forte sfruttamento sugli operai e un regime di bassi salari. ( Questa loro politica, ha subito un colpo con le lotte operaie contrat tuali e per le riforme ) .

Questa loro incapacità ed egoismo a rinnovarsi hanno subito un ulteriore duro colpo anche per il servilismo verso l'imperialismo U.S.A., infatti dopo la decisione di Nixon con la crisi economico finanziaria del mese di agosto e con le misure protenzionistiche adottate sulle Perci in entrata negli USA, abbiamo visto fallire decine di piccole industrie e licenziare così gli operai, mentre da parte lorosi grossi monopoli invece di dare una soluzione ai problemi nelle esigenze del paese, tentano una manovra per portare un attacco alla democrazia e alle conquiste operaie. Infatti, mentre hanno portato e investito i loro miliardi all'estero at.tuando in Italia un vero e proprio sciopero degli investimenti, ristrutturano le fabbriche licenziando o mettendo un cassa integrazione numerosi operai mentre aumenta no i ritmi di lavoro mantendendo così pressoché inalterata la produzione . Attuano una politica che fa salire vertiginosamente i prezzi( negli ultimi 5 mesi del del 7%),

Fatte queste considerazioni si tratta di de cidere come gli operai debbano rispondere a questa contro-offensiva reazionaria del padronato, penso che non ci si debba chiudere in una battaglia difensiva, ma che si debba attaccare e per questo dobbiamo chiedere che il sindacato organizzi e riproponga con forza una battaglia per le riforme affinché con la nostra lotta e mc., bilitazione sia possibile imporre un nuovo corso economico.

Una lotta -per le riforme significa oltre che la risoluzione! dei problemi( scuola, casa, prezzi fisco, sanità ecc . ) anche una lotta per il sostegno e lo sviluppo dell'occupazione .

Un'altro momento importante per dareuna risposta al padronato deve essere uni continuo collegamento alle fabbriche maggiormente colpite dalla ristrutturazione padronale per prendere inziative comuni. Invece per individuare e per meglio valutare la risposta da dare a Borletti sarà necessario aprire all'interno della fabbrica una discussione che non é possibile fare in due ore; da qui una proposta che il Consiglio di Fhbbrica prepari a mezzo volantini una conferenza di produzione (da tenersi alla sera o al sabato ) che deve essere oltre che un momento di discussione sui nostri problemi all'interno della fabbrica, di verifica sulla volontà di lotta degli operai, di decisione per gli obiettivi di lotta da intraprendere .

Deve essere anche un momento in cui gli operai discutono e prendono coscienza sullo sfruttamento e sull'organizzazionedel lavoro all'interno della Borletti.

DOVE ANDREMO A FINIRE?

I Sindacati e il Consiglio di Fabbrica hanno richiesto il parere dei lavoratori sulla attuale situazione e sugli atteggiamenti da prendere .

Un dibattito, un confronto di idee, per essere costruttivo, deve svolgersi in un clima disteso e sereno . Poiché nessuno è nato col dono della infallibilità, il vero democratico é colui che espone e porta avanti le proprie idee e ascolta attentamente quelle degli altri per confrontarle con le proprie .

I lavoratori che in ultima analisi ricavano i benefici dalle azioni bene impostate, ma pagano di persona le conseguenze di azioni avventate giudicheranno e decideranno quale strada prendere . Ed io, data la confusione che c'è in giro, sostengo che di fronte a decisioni di una certa importanza non c'è migliore sistema che indire un referendum segreto se si vuole veramente sapere cosa vogliono i lavoratori.

Chi è convinto che le proprie idee sono giuste non dovrebbe avere paura del giudizio libero e sincero dei lavoratori;altrimenti non si riesce a capire che significato può avere il continuo ripetere che si vuole fa re la volontà dei lavoratori.

Fatte queste premesse cercherò di illustra re i motivi principali che mi hanno spinto ad intervenire nel dibattito tenuto in mensa durante l'assemblea del 6 Ottobre u.s

Mi sembra che tutti, in un modo o nell'altro, hanno ammesso che nel corso della vertenza aziendale del 1970, che è costata circa 200 ore di sciopero, sono stati commessi parecchi errori che potevano essere evitati. Sicoome oggi ci Moviamo in una situazione, per certi versi analoga a quella della primavera dell'anno scorso ,:ritengo che sia utile aprire un dibattito serio tra i lavoratori perché ciascuno prenda coscienza della realtà e assuma le sue responsabilità, onde evitare il ripetersi di certi errori . Si tratta di decidere se alcuni grossi problemi li rimandiamo al prossimo contratto, oppure come dice il CUB, li affrontiamo subito, nella situazione di lavoro nella quale ci troviamo . ( quasi tutti i reparti di produzione e i montaggi a orario ridotto ). Con questo non intendo dire che tutto quello che dice il C.U.B. è falso . Parecchie analisi sono vere perché la situazione è li

con la sua cruda realtà a confermarle . Che preoccupa è il modo, la strada che si vuole seguire per affrontare e risolvere questi problemi, che denota una superficialità che fa paura e che rischia di portare molti lavoratori allo sbaraglio.I problemi nei quali si dibatte oggi la società ( politici, economici, sindacali, sociali) sono molto più seri, profondi e complessi di quanto voglia fare apparire il C.U.B. i cui aderenti, magari in buona fede, facendosi forti di alcuni problemi molto sentiti dai lavoratori stanno portando i lavoratori di parecchie aziende verso avventure che si fananno sempre più drammatiche . Naturalmente, ad aggravare la situazione concorrono gli errori e la scarsa sensibilità di molti industriali e di buona parte dei "politici".

Ora, é sempre più evidente che la crisi nella quale ci dibattiamo, non è una delle solite crisi congiunturali, che si superano con alcuni provvedimenti( restrizione del credito, riduzione delle vendite a rate, ecc .. ) ma è una crisi economica di fondo, e una crisi di fiducia, Siccome alla fine saranno i lavoratori a farne le spese, sono i lavoratori che per primi hanno interesse ad uscirne al più presto.

In questo contesto, va collocato il mio intervento del 6 Ottobre e il mio accenno che siamo tutti su di una barca ( e che è stato frainteso da parecchi che hanno parlato dopo di me). Si molte " barche aziendali stanno andando a fondo e porteran no alla rovina datori di lavoro, lavoratori, politici ecc .

in lo so che presto o tardi si uscirà da questa situazione, ma a che prezzo ? E chi pagherà di più? Noi lavoratori oppure chi ha capitali e fabbriche all'estero?

Mi rendo conto di avere solamente introdot to il dibattito, poiché occorrerebbe avere molto più spazio per fare una analisi più profonda della realtà che ci circonda. Non mi illudo di avere convinto gli utopisti del C.U.B. ma sono convinto di avere interpretato il pensiero e le preoccupazioni di molti , forse della maggioranza dei lavoratori.

Allora, se la realtà è questa, é giunto il tempo di agire. Come? Il mugugno, la protesta di carattere personale non cavano un ragno dal buco.io,•per quanto mi riguarda, ho presentato "un ordine del giorno " abbastanza chiaro e preciso, int2.

so a cambiare strada . E' necessario che tutti, operai e impiegati si facciano coraggio, assumano le relative responsabilità e dicano ai delegati di Reparto e di Ufficio come la pensano, in modo che alla prossima riunione del Consiglio di Fabbrica, assieme al loro parere personale i

Delegati portino l'autentico, seppure vario, pensiero dei lavoratori . Poi, come DEMOCRAZIA vuole , o vorrebbe, si dovrebbero prendere decisioni tenendo conto della volontà della maggioranza, qualunque sia .

Egidio Negrini

UNITA' CONTRO LE MANOVRE PADRONALI

In questo momento di repressione violenta, è necessario dare una risposta dura ai padroni che dicono di essere in crisi, di non guadagnare abbastanza e quindi di non essere in grado di aumentare la produzione con gli investimenti.

In realtà i capitalisti non sono affatto in crisi, vogliono invece guadagnare sempre più ed è per questo che licenziano; nello stesso tempo investono per produrre prodot ti di lusso e materiale bellico.

I capitalisti producono auto costosissime, moto potenti, motoscafi, carri armati, aerei, ecc.., producono beni di lusso che possono ascuistare solo loro .

Nello stesso tempo, il governo Colombo ha aumentato i prezzi del 20% per favorire la politica di impoverimento assoluto, mes-

sa in atto dai padroni.

Iprezzi infatti sono destinati a salire e dal primo Gennaio 1972 con l'IVA, i prezzi subiranno un ulteriore rialzo dal 6 al 12%.

Gli operai della Pirelli, Magneti Marelli, Ercole Marelli, Redaelli, Falck ecc ..., hanno dimostrato che le armi migliori per cementare l'unità dei lavoratori contro i capitalisti sono : scioperi e manifestazioni unitarie.

Lavoratori della Borletti, esigiamo uno sciopero generale di tutti il lavoratori contro il piano di miseria dei capitalisti e del loro governo, contro il governo Colombo, contro i licenziamenti e l'aumento dei prezzi, contro il disegno dei padroni.

DI CHI LA COLPA ?

Con la crisi del dollaro che si è ripercossa sulla nostra economia, è peggiorata la situazionee economica nelle quale eravamo.

A questo dato si aggiunge che il padrona to italiano sta portando avanti la ristrut turazione delle aziende, che significa abbandono dei rami secchi ( vedi macchina Per cucire ) aumento dei ritmi e della Produttività, con conseguenze disastrose per l'occupazione, con migliaia di lavoratori in cassa integrazione, licenziamenti volontari ecc ..

Quale alternativa si puó dare a questa situazione :

I) Rilanciare gli investimenti - siamo uno dei pochi paesi che esportiamo manodopera e capitali ; Se ci sono dei rami secchi, vediamo se la colpa è degli operai o dei dirigenti: le direzio ni scaricano la colpa sulle spalle dei lavoratori (accusati di assenteismo, di costare troppo, ecc ) pretendendo di tenere sempre salari bassi ed essere autorizzati a far fare ore di lavoro straordi nario a più non posso, mentre dall'altra

parte non si preoccupano di investire. Di questa politica si pagano ora le conseguenze, ma sia ben chiaro che non debbono essere i lavoratori a pagarle.

3) Se ci sono delle difficoltà interne si cominci a far rientrare il lavoro svolto fuori azienda ( vedi i contachilometri fatti in Francia per il mercato italiano) e si pongano in atto tutte quelle misure atte a normalizzare l'orario di settore .

D'altro canto, il Consiglio di Fabbrica ed i Sindacati devono prendere tutte quelle misure atte al raggiungimento di questo obiettivo.

In questo senso, la rivendicazione del salario garantito è giusta ma trova la sua giusta collocazione nella prossima piattaforma rivendicativa contrattuale . Altro grosso problema da affrontare è quel lo della sottoccupazione, grosso strumento di pressione e di paura del padronato che, richiede dalle Organizzazioni Sindacali una chiara risposta generale.

PRENDERLE O REAGIRE

Voglio intervenire in merito alle polemiche suscitate in questa assemblea, in particolar modo da parte di Negrini, in quanto coinvolto direttamente essendo membro del C.U.B.

Noi partiamo dall'analisi della situazione che lo stesso Negrini definisce giusta.

I) Abbiamo 3.000 operaie a riduzione d'orario ;

Abbiamo i ritmi che aumentano;

Abbiamo i prezzi che sono aumentati del 20%.

Tutto questo vuol dire che 3.000 operaie perdono dalle 25alle 30mila lire agni mese e si trovano a lavorare di più.Negrini dice che i padroni sono in crisi;ma vediamo la realtà; Borletti ha aumentato i ritmi es: al Reparto Grisardi e dopo tre giorni ha ridotto l'orario di lavoro, così dicasi perS.Giorgio dove li ha addirittura raddoppiati e poi ha messo a 24 ore settimanali le operaie .

Allora il lavoro c'è !

La realtà è che i padroni vogliono farci produrre di più con meno personale. Noi partiamo da questa realtà per dare delle indicazioni e fare delle proposte . Negrini dice che non bisogna fare niente perché i padroni sono in crisi. Ma queste sono proprio le tesi dei padroni che tendo no con le menzogne della crisi di farci stare buoni, spaventandoci e così far passare tutto quello che vogliono . OccorreYessere chiari di fronte a questo attacco che colpisce i nostri più elementa ri diritti: il salario, il posto di lavoro.

Non c'è che una cosa: reagire con la lotta, e siccome non si pulì' più lottare generica mente, indichiamo precisi obiettivi di lot ta. Obiettivi che se conquistati tolgono ai padroni l'arma del ricatto, l'arma del la paura cioè la riduzione dell'orario di lavoro _Questo obiettivo per noi è la garanzia del salario come per gli impiegati, in modo che se Borletti ci lascia a casa ad orario ridotto, ci deve garantire il salario completo. E sia chiaro che dal punto di vista economico , questo obiettivo NON COSTA NIENTE AI PADRONI, dal momento che chiediamo ci venga dato il

nostro salario di sempre . Accanto a questa richiesta fondamentale dobbiamo chiedere forti aumenti salariali per far fronte al caro vita. Queste posizioni potranno essere sbagliate o potremo cercarne di migliori, però bisogna tirarle fuori! Perché che proposte hanno fatto gli altri? Negrini ci dice di stare fermi e in pratica di lasciare passare tutto quello che il padrone vuole, altri dicono cosa dovrebbe fare Borletti: riportare in Italia la produzione che viene fatta in Francia ecc.. , ma non ci dicono che cosa dobbiamo fare noi %

Altri spostano lontano il problema sulle riforme.

Le nostre proposte partono dalla esigenza d dare una risposta ai problemi di oggi. Aspettare le riforme o il contratto significa:

I) Far passare le manovre dei padroni;

2) Significa arrivare al contratto in ginocchio , con un numero di disoccupati maggiore, con gente in cassa integrazione, ecc .

Cioè privi di forza!

Dobbiamo dare una risposta subito . Stare fermi, accontentarci della misera cassa integrazione é assurdo tantoi3iù che siamo ancora noi a pagarla, sono ancora soldi nostri.

Unendoci alle centinaia di fabbriche colpite ( I00 nella sola Milano ) come la nostra dobbiamo portare avanti tutti insieme gli stessi obiettivi.

Per noi il problema è : i padroni stanno dando alla classe operaia una tremenda mazzata e di fronte a ciò, ci sono due alternative:

o stare fermi a prenderla e venire ricacciati indietro di IOanni;

o reagire tutti assieme su precisi obiettivi - Garanzia del Salario - Forti aumenti salariali per tutti - ritiro dei licenziamenti .

LE INDICAZIONI DI LOTTA DALLA DISCUSSIONE DI BASE

La stampa padronale ed i maggiori organi di informazione non mancano occasione per indicare nelle lotte dei lavoratori il male che colpisce il nostro sistema economico. Da dopo il 1969, gli scioperi sarebbero diventati la causa della attuale situazione economica non solo nazionale ma anche internazionale, nella quale ci troviamo. Un intervento ha fatto eco, anche se in forma non esasperata, a queste teorie padronali, ma ha dimenticato di sottolineare quale é il grosso sciopero che investe il nostro paese da un paio di anni a questa parte, uno sciopero chiaramente dichiarato dal padronato italiano: lo sciopero degli investimenti .

Da tempo, i capitalisti non reinvestono nel paese le ricchezze che i lavoratori producono. Aiutati in questo dalla mancanza di una chiara impostazione di linea economica da parte del Governo, i padroni non rinuncia no però ad accrescere il loro potere, così, mentre condizionano la politica del paese cercando e finanziando ogni possibile solu. zione a destra, ricorrono ai finanziamenti Pubblici ed alla drastica ristrutturazione delle loro aziende. E' di questo ultimo male che soffre in particolar modo il lavoratore della Borletti .

Ristrutturazione significa per il padrone Produrre di più a minor Prezzo, aumentare i ritmi, aumentare lo sfruttamento, ridurre l'orario di lavoro ricorrendo alla cassa d'integrazione ( ovvero soldi dei lavoratori), blocco delle assunzioni e avvio della spirale dei licenziamenti.

In Borletti, sono presenti tutti questi fatti anche se fino a pochi mesi addietro si effettuavano decine di assunzioni e molte ore di lavoro straordinario( condizio ne peraltro comune alla Zanussi e alla O.M. per fare i nomi più grossi ) .

Durante le ultime battute della nostra lotta dell'autunno scorso siamo stati conforta ti dall'aiuto morale di diversi impiegati "ben informati" che per via dei posti che occupano non perdevano occasione per sottolinearci le "condizioni disastrose" nelle quali l'azienda si trovava .Dalla chiusu ra della lotta non abbiamo più avuto questo "lume" e se ne guardano bene, oggi di venirci a dire la verità, perché dovreb bero dirci le gravi contraddizioni nelle quali sta vivendo la nostra azienda,dovreb bero dirci non solo che facevamo bene a

combattere lo sfruttamento alle catene ma che abbiamo sbagliato a disarmare dopo la firma dell'accordo perché é da quel momento che si é intensificato il contrattacco padronale.

Eppure anche la loro categoria, non loro in termini immediati,é interesaata a questi problemi che sono sempre più comuni fra operai e impiegati. Basti l'esempio dell'ufficio " Mano d'opera". In quell'ufficio da tempo il lavoro aumenta in modo sproporzionato rispetto il personale, le condizioni di lavoro vanno peggiorando e per quanto i singoli ci mettano buona volontà, il lavoro svolto é notevolmente in ritardo con le scadenze ed impreciso ( si arriva addirittura a licenziare per errore).

Viene spontaneo fare una analogia con la catena: importante é fare, non importa se si sa che il prodotto sarà uno scarto, importante é produrre .

La risposta a tutto ciò non può essere= fatto aziendale ma- deve assumere carattere generale in quanto investe direttamente il problema della garanzia del posto di lavoro, oltre che del salario. Il diminuito potere d'acquisto dei lavoratori deve trovare con le riforme una soluzione che investa l'equilibrio di potere oggi esistente. Una più efficace pIlitica riformatrice che si prefigga più potere ai lavoratori deve investire le direzione politica del. nostro paese . Anche questa però non può calare dall'alto deve essere discussa e maturata fra i lavoratori, deve muovere quelli che non soffrono questi mali e deve trovare in una strategia di lotta comune la risposta ad un padronato che ha abbandonato ogni etichet ta di più o meno avanzato per chiudersi a difesa del proprio potere economico e politico.

Di questo dobbiamo discutere in piccoli gruppi ove nessuno abbia timore di esporre le proprie opinioni .ASsieme dobbiamo trovare le forme di lotta che più costano al padrone e meno a noi, compresi momenti di lotta comune quali gli scioperi generali

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