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La Campana13

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la vamp n a

BOLLETTINO UNITARIO DEI CONSIGLI DI FABBRICA DEL GRUPPO BREDA DI SESTO

DENUNCIA DEL C. d. F. SUL MANCATO

RISPETTO DEGLI

ACCORDI RIGUARDANTI:

investimenti riconversioni produttive Miglioramenti ambientali

Per le Partecipazioni Statali Per una gestione ed un controllo democratico

-"q
Novembre 1914

Partecipazioni Statali alla sbarra

Milano, 16 aprile 1975

Spett.le INTERSIND - Milano e p.c.Spett.le EFIM

Spett.le Direzione BREDA FUCINE

Al Consiglio di Fabbrica

F.L.M. Nazionale - Roma

F.L.M. Provinciale - Milano

La scrivente Organizzazione Sindacale é con la presente ad invitarvi a voler fissare un incontro con la Vs. associata in indirizzo, per discutere i seguenti problemi:

- verifica delle decisioni contenute nel documento EFIM e Direzione Breda Fú cine del 15 ottobre 1973.

- verifica dell'accordo aziendale del 21 novembre 1974 (sottoscritto a Roma) con riferimento all'allegato A) dell'accordo stesso.

In attesa di una sollecita risposta, che ci comunichi la data dell'incon trò, distintamente salutiamo.

N.B. - Vi alleghiamo il documento elaborato dal C.d.F. della Breda Fucine

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INTESA DI ROMA

In relazione al piano produttivo generale della Società illustrato alle 0.S.L. con nota aziendale allegata all'accordo 12.11.1973 ed alla successiva nota allegata all'accordo 16.10.1974, si conferma la validità del piano stesso nelle sue articolazioni e nei suoi contenuti.

Premesso che la attuazione del predetto piano impegna la Breda Fucine in una sostenuta azione di riconversione di alcune sue attività (Fonderia) mediante il potenziamento delle altre (macchinario e forgia. e che tale attuazione richiede oltre al previsto intervento in investimenti, anche una idonea utilizzazione del personale in forza, si ren de necessaria per il conseguimento degli obiettivi di cui sopra una puntualizzazione del le strutture organizzative, tecnica ed operativa in genere, da realizzarsi anche attraverso un opportuno impiego delle risorse disponibili rispetto ai flussi dei carichi di lavoro.

Va rilevato che la programmata cessazione dell'attività di fonderia non ha ancora AiRtuto aver luogo a causa di coincidenti esigenze obiettive e che le stesse hanno in gran rte favorito l'aspirazione del personale addetto a ritardare la riconversione dell'attività medesima, in rapporto a talune difficoltà di riutrizzazione in altri settori aziendali di personale anziano avente lunga esperienza professionale specifica.

Alla fissazione dei tempi tecnici necessari per la fermata definitiva dei forni di fonderia ed alla determinazione delle fasi di reimpiego del personale disponibile che si conferma ammontare a 90 unità, presiedono criteri di razionale utilizzazione della forza lavoro in rapport. alla disponibilità dei mezzi operativi occorrenti per rendere armonico ed efficiente l'intero contesto produttivo in fase di ampia ristrutturazione.

Pertanto, in presenza di sfasature dei cicli produttivi conseguenti a quanto sopra indicato, le parti si danno atto della importanza di addivenire ad intese in sede sinda cale al fine di superare i problemi contingenti in materia.

In relazione a quanto sopra le parti procederanno a verifiche periodiche sullo sta to di avanzamento del programma di riorganizzazione e riconversione e per quanto concerne la migliore utilizzazione degli impianti e dei relativi organici.

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Documento del Consiglio di Fabbrica della Breda Fucine

Agli inizi del 1975, il Cmsiglio di Fabbrica inviava all'azienda un ordine del giorno, dove si chiede,a una verifica dettagliata sia dei documentifir mati (1973 e successivi), .ia dell'ambiente di lavoro, poichè si era constatato una notevole carenza nel rispetto di questi impegni, sotto il profile degli investimenti, d,lla riconversione produttiva, del miglioramento dell'ambiente di lavoro.

Già dai primi incontri, in:ziando la discussione sul reparto macchinario,a precise richieste circa le prospettive del futuro del reparto in generale (piccolo e grosso macchinario, aste, giunti, ecc.) per quanto concerneva l'impiantistica, l'ambiente, i carichi di lavoro nelle varie linee, al di là di una panoramica molto generalizzata,prospettataci da chi si dichiarava portavoce del gruppo dirigente, non si andava oltre.

Anzi, alle nostre insistenze per avere delle precisazioni su qiali aree di lihroro si andava ad operare e in che maniera, poichè, dati alla mano, face varco notare all'azienda come negli ultimi mesi avesse preso delle posizioni contrastanti con quanto si era sottoscritto negli accordi (vedi ad esem pio le continue e sempre maggiori quantità di tonnellate di materiale che venivano inviate fuori azienda a lavorare) non solo non si volle entrare nel merito, ma alla richiesta di avere i carichi di lavoro, ricevemmo un net to rifiuto, e ciò in contrasto con quanto verbalmente concordato nell'ultima vertenza.

Era chiaro, che sotto covava qualche cosa di più grave. Infatti, continuar_ do nell'esame della materia, non appena si iniziava a discutere della forgia e della fonderia, la prima risposta fù la dichiarazione della chiusura nei tempi previsti della fonderia.

A questo punto, il Consiglio di Fabbrica, velutando l'andamento delle trat tative degli ultimi incontri, sia sotto l'aspetto delle risposte (e sull'ara biente e degli investimenti), ritenne di non avere avuto, da chi in quei Ihenti rappresentava l'azienda, delle risposte serie e responsabili,chean dassero cioè a sviluppare in concreto quanto stabilito dai documenti sotto scritti.

Pertanto, il Consiglio di Fabbrica decideva di portare a conoscenza di tut ti i lavoratori come si erano sviluppati gli eventi in questi ultimi tempi.

MATERIALE PETROLIFERO

a) settore aste leggere

Nelle verifiche che si sono sesseguite dalla stesura del documento roma noalioggi,abbiamo potuto constatare come in effetti il settore sia in fa se di espansione.

Da questo ne derivano però tutta una serie di considerazioni che necessita evidenziare.

L'azienda stà, in queste momento, allestendo un'altra macchina saldatri ce con la quale, stando alle ultime notizie, formare una nuova linea di lavoro, la cui entrata in funzione dovrebbe essere in grado di fornire una doppia produzione di aste, passando così ad un carico potenziale di circa 4.000 aste mensili.

Questo rende ancor più necessario uno stretto collegamento con l'area di lavoro del reparto Forgia, delle trafile dei giunti, in, quanto ogni asta abbisogna di due giunti (che sono quindi circa 8.000 mensili).

Ora questa trafila, attualmente in funzione, vecchia di decine e decine di anni, soggetta a ricorrenti poriodi di fermi per la incessante opera di manutenzione a cui va soggetta, con una meccanica di lavorazione,che definire artigianale è farle ancora un onore, dovrebbe produrre in continuazione, senza pause un numero di giunti grezzi tali da alimentare questa doppia richiesta: se pensiamo che tutt'ora riesce difficilmente a soddisfare una linea di lavoro, se si pensa che l'azienda Ha dichiara to che nessun investimento o potenziamento è attualmente previsto in for gia, viene spontaneo domandarsi con quali provvedimenti l'azienda inten de far fronte a questo problema.

Ad aggravare tale stato di cose sta poi il fatto, che è questa una area di lavoro dove Vi è un'alta percentuale di noolirità dovuta a ristrettez za di spazio, di fumi e gas, e calore che i lavoratori a più riprese han no denunciato e che l'azienda finora ha quasi del tutto ignorato.

Oltre a ciò, e sempre nel reparto Forgia, strettamente attinente è il pro blema del rifornimento dei blocchetti di ferro necessari per essere tra filati, e che sono forniti dal reparto segantini, che guarda caso, pur lavorando su due turni, e sotto la continua ed assillahte pressione per aumentare il ritmo di lavoro (senza tener conto che la maggior parte dei lavoratori di questa area sono quelli trasferiti dagli altri reparti per le loro cattive condizioni di salute,quando non addirittura invalidi) è nettamente insufficiente ad alimentare la trafila.

Evidenziati così questi due punti nevralgici della Forgia, domandiamo a chi di dovere, sentite le dichiarazioni che nulla verrà innovato in que sto settore, delle garanzie fattive e controllabili, sia sotto l'aspetto del potenziamento che sotto l'aspetto del miglioramento ambientale, indispensabile se si vuole operare in tale settore: altrimenti qui si stendono solo cortine fumogene.

Ritornando quindi al reparto aste, oltre al problema dei rifornimenti, alche a tutt'oggi il problema di saldare i giunti alle aste, visto Wche al momento attuale abbiamo quasi quotidianamento attese lavoro dovu te in maggior parte alla pessima organizzazione del lavoro.

Secondo una valutazione fatta dai lavoratori e dal C.d.F.,vi sono quattro posizioni di lavoro, dove più che in altre vengono evidenziate queste mancanze.

1) Il riporto di stellite su un tipo di giunti (femmina) è attalmente in sufficiente a soddisfare il fabbisogno di una linea di saldatura: ci domandiamo perciò cosa intenda fare l'azienda quando entrerà in funzione la seconda linea, visto che la dispostione delle macchine,instanate in un reparto, è stato da noi più volte contestato per l'as soluta mancanza delle più elementari norme di igiene ambientale, per la mancanza di spaziò dovuto alla presenza J. altre macchine atte ad altra produzione, per la poca sicurezza che offre a chi lavora; la somma di tutti questi fattori negativi è att.ilmente la fonte principale delle fermate di lavoro a cui sono costretti i lavoratori del reparto aste e quindi è necessario avere una diversa sistemazione di questo reparto. t

oio

2) I lavoratori addetti alla saldatura delle aste sono costretti ad atte sa di lavoro, causa la mancanza di rifornimento delle aste stesse, in modo particolare divelta evidente la disorganizzazione esistente se si pensa che spesso le az-,te sono sul piazzale antistante il reparto, men

tre i lavoratori sono sulla macchina ad attenderle.

La sgrossatura dei gi nti, che è stata spostata in nuovo reparto a sè stante, nonostante le nostre precedenti osservazioni e suggerimenti dati sulla maniera pi idonea per il nuovo piazzamento, che tenesse conto sia del miglion mento ambientale e della diminuzione di perico sità, sia di un più moderno sistema organizzativo, non ha conseguito nessun risultato, si è riportato un vecchio e superato sistema di la vorazione in un nuovo ambiente, senza nemmeno prendere in considerazione quanto da tempo andavamo a dire, ci si domanda di che cosa han no paura; delle idee dei lavoratori?

La finitura dei giunti, che in un primo momento doveva essere spostata, rimane ora nella medesima posizione provocando un peggioramento dell'ambiente di lavoro che verrà evidenziato in modo particolra quan do entrerà in funzione la seconda linea.

Come abbiamo tentato di evidenziare in queste sintetiche note, riteniamo di trovarci di fronte ad una riorganizzazione di un reparto trainante che va peggiorando la situazione esistente, sia sotto l'aspetto tecnico-orga nizzativo che sotto l'aspetto ambientale.

b) Settore aste pesanti

Attorno a questo reparto, siamo a registrare un diverso discorso: gli in vestimenti che si sono fatti in linea con i nuovi ritrovati tecnologici, risultano attalmente inutilizzati o quasi, mentre prima si l avorava su tre turni, ora, causa la mancanza di lavoro, si lavora, e solo parzialmente, su un solo turno. Quali sono stati i criteri, le valutazioni che hanno spinto l'azienda ad investimenti attualmente improduttivi? Quali sono le prospettive di quetso settore?

Ultimo, ma non per questo meno importante, è il rapporto che si è instaurato tra i capi reparto e gli operai. Da tempo abbiamo fatto presente all'azienda, come in questi reparti le carenze tecnico-organizzative, va dano ad influire sul comrortamento e le iniziative da prendere, il caos degli ordini dati agli uni ed i contrordini dati da altri, rendono l'am biente piuttosto teso. Noi riteniamo e già l'abbiamo fatto presente, che la figura del capo reparto non deve essere quella del controllore, del portaordini, ma invece quella di coordinare tecnicamente le varie o perazioni.

c) Settore valvole varie

E' questo il settore che ha più sentito il passaggio fella produzione dal fuso al forgiato; infatti, mentre la fonderia, ora, poichè il materiali questa, dato il mancato potenziamento le richieste, si la vora su forgiato, brica„ in spregio a quanto dichiarato

prima si ricevevano le valvole dal dovrebbe provenire dalla forgia,e non è in grado di soddisfare tutte che proviene dall'esterno della fab nel documento romano.

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Inoltre, il fenomeno delle lavorazioni fuori ditta, viene maggiormente evidenziato nel reparto montaggio in quanto, almeno la metà del materia le che detto reparto preparava per la spedizione, anzichè provenire dal nostro settore macchinario, proviene direttalente dall'esterno, venendo così a mancare uno dei presupposti del documento che parlava con insistenza di investimenti anche in questo settore.

MACCHINE INDUSTRIALI

In questo settore, notiamo un ulteriore peggioramento rispetto al 1973, in quanto in questo reparto vengono a mancare sempre più le macchine da monta re (presse, molini, ecc.) con una forte diminuzione del personale occupato; si ha la netta impressione di un reparto in lenta estinzione, pronto a tra sformarsi in magazzeno spedizioni.

MATERIALE BELLICO

Sono interessati a questo particol are tipo di materiale tutti i reparti della nostra azienda, ed è anzi il settore che ha subito il maggior increOrto quantitativo (vedi torretta).

A ciò peri ha fatto riscontro una serie di problemi di tale gravità che ha trovato il gruppo dirigente senza volontà politica e impreparato a ricolver lo in maniera da rendere l'ambiente di lavoro alla sbavatura, già gravemen te compromesso, in grado di sopportare le nuove e varie serie di nocività che inevitabilmente per la natura stessa del lavoro si sarebbero accumulate in quel reparto.

Infatti, per il tipo particolare di acciaio con cui vengono fuse le torret te del carro armato"Leopard", per i particolari sistemi da usarsi per la fi nitura dei getti, per l'inerzia dimostrata dall'azienda nel prendere i pre ventivi provvedimenti, assistiamo ad un forte peggioramento ambientale, con conseguente ekevata nocività e rischio per i lavoratori.

Qui, più che altrove, si è dimostrata la mancanza di capacità tecnica dei dirigenti: sapendo di dover lavorare per anni con lo stesso tipo di getti

Wper lo meno elementare che si prendessero le misure necessarie per ren e il reparto accettabile sia sotto l'aspetto ambientale che per i ritro vati tecnici atti ad alleviare le fatiohe dei lavoratori. Invece, ben poco si è fatto di tutto ciò.

Al giusto rifiuto dei lavoratori di prestarsi in queste condizioni, a certe lavorazioni che andavano ad aggravare la loro già malandata salute, l'a zienda ha risposto inviando le torrette fuori azienda, ad una impresa appai tatrice.

Ora noi sentiamo il dovere di denunciare tali perchè riteniamo che i lavoratori di detta impresa sono anch'essi uom3ni e non robot, ed essendo il sindacato difensore di tutti coloro che lavorino, riteniamo necessario farci carico di questo problemi come nostri.

Sul materiale bellico nessun incremento invece sl è registrato nel reparto forgia, mentre il reparto lavorazione meccanica ton utilizza pienamente la propria capacità produzionale in quanto alcuni materiali vengono inviati fuori a lavorare (vedi esempio giacchette, cilindri, freno e sforzo).

MATERIALE DIVERSO

Questo tipo particolare e diversificato di materiale, che abbiaccia una gam ma svariatissima di prod&;ti che investe in particolar modo il reparto gros sa torneria, ha subito ancllesso strane vicissitudini. Mentre, a causa del la mancata produzione di 1- cchine industriali non si lavorano più i particolari direttamente ineren- i, e quindi vengono ad essere libere alcune gros se macchine, si assiste allo strano fenomeno di una fuoriuscita sempre,più rilevante di materiali rso che potrebbe coprire il fabbisogno macchine che invece rimangono ferme o dimezzano i turno di lavoro.

Quale logica spinge l'azienda ad un comportamento del genere? O sarebbe for se più pertinente dire quali interessi gravitano intorno a queste operazio ni?

Riassumendo, da questa enunciazione particolareggiata, di fatto, emergono a nostro parere alcune osservazioni critiche:

REPARTO FONDERIA: preso atto della chiusura di una parte della fonderia,ri 17a 7,17ZUThe il restante reparto, nonostante il forte incremento di produzione a cui è e sarà soggetto, è rimasto fermo, anzi ha peggiorato sia sotto il profilo dell'ambiente di lavoro che dell'organizzazione stessa.

REPARTO FORGIA: il documento romano poneva in questo reparto, aumento dei carnet di lavoro, legati alla chiusura della fonderia, e in modo particola re, dopo uno studio del mercato, anche a prospettive di enorme sviluppo. Nulla di tutto ciò si è avverato: anzi, la fucinatura delle aste pesanti è cessata del tutto (manca il lavoro) l'ambiente non ha subito sostanziali mi glioramenti, l'aspetto organizzativo è carente, (tant'è che quasi quotidia namente i capi sostituiscono gli operai, quando non è addirittura il capo servizio a farlo), le prospettive di soddisfare il lavoro, che altri repar ti richiederanno, sono desattese per la mancanza di nuovi investimenti in macchine ed uomini, lo stesso magazzeno ferro, dove vi è l'area di lavoro del taglio con ossitemi, risente di forti scompensi per la mancanza di un operaio (è stato rovinato nella salute dell'ambiente) sostituito per alcu*lavori dal capo.

REPARTO MACCHINARIO: riteniamo che le varie puntualizzazioni già fatte abbaino messo in evidenza le carenze macroscopiche di cui soffre questo reparto: disorganizzazioni2 investimenti sbagliati (vedi macchine per aste pesanti) mancanza (o non possibilità) di avere idee avanzate nell'organizzare il reparto, peggioramento e disinteresse per quanto concerne l'ambien te di lavoro. A èiò si aggiunga che le assillanti richieste di fare ore straordinarie sono concentrate quasi tutte in quei posti laddove ì lavoratori sono in attesa lavoro: è evidente che questi altro non è che il ri, - te sto per non impegnarsi seriamente e diventare perciò fortemente strumenuale tale richiesta.

Ritengono i nostri dirigenti essere questa la strada della soluzione celle gravi carenze che abbiamo messo in luce? Cosa ne pensa l'EI'LM?

Resta fermo che qualora non si abbiano garanzie di mutamenti sostanziali, il Consiglio di Fabbrica ed i lavoratori delle Fd.cìne non si riterranno im pegnati a discutere e ad effettuare gli spostamenti del personale della fonderia.

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RICHIESTA PER LA REALIZZAZIONE DI UN "CIPPO• AI CADUTI PER LA LIBERIA'

Milano, 25 Marzo 1975

Al Ministro delle Partecipazioni Statali

Breda Finanziaria

Breda Finmeccanica

Egam

Efim

Breda Termomeccanica

Italtrafo

Breda Fucine

Breda Servizi Comuni

Istituto Ricerche Breda

Breda Heurtey Bergeon

Breda Siderurgica

OlOgetto: . Richiesta di partecipazione alla realizzazione di un "Cippo" commemorativo dei caduti per la "li bertà" da localizzare nell'area delle Officine delle Aziende Bre da.

In occasione della ricorrenza del XXX della liberazione, rivolgiamo a nome di tutti i lavoratori la richiesta di un incontro a livello congiunto aziende e finanziarie affinché si possa realizzare il "Cippo Commemorativo" che raccolga tutti i nominativi dei dipendenti Breda Caduti per la libertà.

Riteniamo che non vi siano difficoltà all'incontro che potrebbe avvenire presso qualunque sede riteniate più opportuna e che si realizzi nel più breve tempo pos sibile.

Detta richiesta del "Cippo" fu già avan zata in altre ricorrenze (XX e XXV) e che per ragioni diverse non é stato possibile portare a termine.

I lavorai:ori non intendono che si eluda ulteriormente questo tipo di richiesta e chiedono la Vostra fattiva partecipazio ne a ricordo di quanti hanno combattuto per la libertà e la salvaguardia delle Of ficine stesse.

Cordiali,saluti.

E voi imparate che occorre vedere e non guar dare in aria; occorre agire e non parlare Questo mostro stava una volta, per governa re il mondo l

I popoli lo spensero, ma ora non cantiamo toria troppo presto grembo da cui nacque ancora fecondo .

( B.Brecht )

25 aprile '75

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IL COMITATO DEI C.D.F. delle Brede per la ricorrenza del XIX° anniversario

XX X ANNIVERSARIO DELLA lì BERAZIONE

Il XXX° della liberazione che tutta Italia e le forze democratiche ed antifasciste si apprestano a celebrare, d- v rappresentare oltre che il giusto riconoscimento per tut ti coloro.che hanno combattb contro il nazi-fascismo per la libertà e l'indipendenza d'Italia, un momento di seria iflessione sugli avvenimenti del dopoguerra, che consenta di individuare e precisare gli obbiettivi da realizzare perché la resistenza sia completa mente realizzata.

I lavoratori come lo é stato per le lotte antifasciste e partigiane devono partecipare alle iniziative celebrative da protagonisti.

Questo impegno dei lavoratori é richiesto dalla grave situazione politica attuale, dalla necessità di un'ampia ed unitaria azione contro la violenza e l'eversione fascista lik e colpisce le istituzioni, e per la piena realizzazione degli ideali di,giustizia L. di progresso che furono la base della resistenza, non ancora realizzati in conseguenza della politica e delle scelte fatte dai governi post liberazione a sostegno degli interessi di profitto del grande padronato industriale ed agrario e del capitale finanziario specu

In questi trenta anni,con la lotta dei lavoratori e delle masse poi3elari in difesa pace, della democrazia e per migliori condizioni di vita, il paese é avanzato, iso i;ndo e battendo ogni tentativo autoritario e conservatore. Dalle prospettive lasciate Aperte dalle lotte del passato, deve partire con più forza l'azione rinnovatrice in un 'atrecciarsi di iniziative in difesa della democrazia cs_ntro loeversione fascista, per L realizzazione di riforme politiche e sociali e di nuove scelte ecenomiche.

La lotta popolare e il coraggio di alcuni giudidi ha cens:rtito negli ultimi duí- ap ni di intaccare i centri della violenza.e della eversione, individu,Ado esecutori,. mandanti, ed i legami esistenti in alcuni settori dei corpidell(1 3TP1.0 e dei s. r segreti.

Avvenimenti e decisioni di: cui sono stati protagonisti. i', govern3 e la stratura, hanno impedito una tempestiva conclusione della battagliaaantifascisea e ' •,:ta no forti preoccupazioni.

Potere politico - Magistntura, nel rispetto della Costituzione Repubblicana, ,;.tbono operare per la giusta condanna dei colpevoli e per determinare le condi:joni sarie ed impedire il ripetersi di tali atti.

I lavoratori debbono vigilare e battersi per la realizzazione di questi iikportt..ti obiettivi.

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