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El Caminun14

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ANNO 4- N. 1

MILANO — FEBBR %10 1958

Redadione: Corso Lodi 58

Una copia L. 15

Abbonamento so-tenitore L. 300

Periodico dei lavoratori dell'O. M. - Milano

DI LIBERTÀ' HA SITUAMMO 111SOPPORTABILO

Qualcuno ci chiederà perchè la vita di questo giornale sia stentata e precaria e tuttavia vi sia gente che non rinuncia alla speranza di farlo vivere, non accetta la comoda soluzione ( dal punto di vista personale) di chiuderne pei sempre l'esistenza e di andare finalmente, la sera, -a fare lo scopone come fanno tutti gti uomini bennati.

L'idea di avere un giornale di fabbrica che sia degli operai e degli impiegati, dove ognuno possa scrivere, nei termini della correttezza e dell'urbanità, quello che pensa, fare le proprie proposte, suggerire ad uomini ed organizzazioni, quello che vorrebbe vedere realizzato, è una idea buona e di utile prospettive per i lavoratori. Essa potrebbe dare tutti i suoi frutti naturalmente in una situazione in cui la libertà di parola e di pensiero, non fosse falcidiata dalla libertà di persecuzione che il grande padronato italiano si è riconquistata in questi ulitimi anni.

Tuttavia anche in queste condizioni, anzi proprio per queste condizioni, guai ai lavoratori se rinuciasséra alla libertà di parola. D'altro canto nella nostra epoca non si può godere di questa libertà senza strumenti adeguati, fra i quali appunto la stampa

Perchè dunque abbandonare il campo, lasciare cadere anche questo strumento che può tenerci collegati, informati, che può contribuire a comprenderci tra di noi ad unirci nel momento del bisogno o del pericolo?

L'esperienza di questi ultimi anni ci deve pure insegnare qualcosa. Chi può dirsi contento della situazione di fabbrica?

Cottimi, trasferimenti, lavoro straordinario, problemi di reparto, del costo della vita...

Da questi fatti noi vediamo confermata la necessità di continuare a stampare il nostro « Carninun », col proposito di farne sempre più strumento di unità dei lavoratori.

Indispensabile per realizzare questa nostra aspirazione è il sostegno e la collaborazione di tutti i lavoratori.

E noi la chiediamo ancora una volta, non ci spaventa la diversità di opinioni, sappiamo che l'unità si ritrova con la discussione fraterna fra lavoratori.

E se si affermerà questo metodo le cose' andranno meglio per tutti..

Si lavora di pia, si guadagna di meno - Mancata azione della C. I. - Sola difesa : l'azione comune di tutti i. lavoratori

Non solo ogni lavoratore, ma chiunque segua l'evoluzione della situazione nelle fabbriche, sa che oggi la questione dei tempi di lavorazione, è una tra le questioni fondamentali degli operai, ed è quindi logico che attorno a questo grosso problema si manifestino e si sviluppino lotte di cui è piena la storia del movimento operaio.

Una delle forme, ormai tradizionali, con le quali il padronato cerca di comprimere il potenziale di lotta dei lavoratori e ,di decimarne la capacità di resistenza, è quello dell'istaurazione di metodi di sfruttamento sempre più raffinati, ricorrendo peraltro ad alcuni artifici formali per mascherare la brutalità dell'operazione.

Ogni operaio sa per diretta esperienza che il cottimo ha due aspetti: da un lato esso permette

di arrotondare il salario base, dall'altro però il cottimo, qualora sia regolato in modo unilaterale dal padrone, si trasforma in un feroce strumento per spremere al massimo e senza riguardo la forza lavoro dell'operaio e qualsiasi aumento salariale, qualsiasi beneficio può infatti essere annullato.

Di questo ultimo aspetto ne ha fatto tesoro la direzione dell'O.M. e a seguito di questo si sono create condizioni di lavoro per gli operai, che non è esagerato definire insopportabili.

E così gli operai confrontando i listini paga di qualche tempo fa con quelli attuali vanno ripetendo che oggi si lavora molto di più e si guadagna molto meno.

M M DIFESA E Ed M

In un importante Convegno di delegati delle principali fabbriche di Milano e provincia, tenuto a Sesto nei giorni scorsi, è stato posto al centro della discussione un problema di fondo della vita politica italiana, quello della garanzia del posto di lavoro.

Crediamo che Ormai, ognuno possa rendersi conto che le cose vanno male in questo vasto settore; il posto di lavoro è oggi affidato al beneplacito del padrone. Il potere dei monopoli (Fiat, Falck, Pirelli, ecc.) è tale, in Italia, che non rispetta le leggi vigenti.

Basta vedere i licenziamenti di rappresaglia, fisiologici, per scadenza di contratto, ecc... A questi si aggiungono quelli tecnologici.

Quale è la conclusione?

Il « padrone del vapore » ignora completamente la legge foiidamegtale del nostro Paese: la Costituziohe.

Si spremono i lavoratori come dei limoni, poi si mandano via ; si assume quel tanto che- necessita fra la mano d'opera giovanile a contrattò a termine. Con questi

Ma l'aspetto più grave è- che gli operai si sentono indifesi di fronte allo scempio che ogni giorno la direzione fa delle, tariffe di ed altri cento espedienti si aumenta la produzione impiegando-meno lavoratori e operai senza qualifica.

In questo modo il progresso è solo nel volume del portafoglio del magnate.

A tanto si è arrivati, favorendo i capitalisti che hanno trovato via libera con la rottura dell'unità della classe operaia e coll'appoggio del governo.

Occorre ritrovare l'unità nella lotta contro il padrone e contro i suoi strumenti di direzione politica attorno alle giuste rivendicazioni : garanzia del posto di lavoro con la giusta causa.

Regolamentazione delle assunzioni a termine. , Riduzione dell'orario di lavoro a parità salariale.

Queste principali questioni debbono e possono essere poste anche al Parlamento. Crediamo che alle parole dei vari schieramenti politici debbano seguire i fatti. Nella fabbrica e nel. Paese. Coi mezzi della lotta Sindacale e di quella politica.

cottimo. Viene chiesto ripetutamente alla C. I. un'azione energica volta a tutelare il salario dei lavoratori. Questa azione è mancata fino a questo momento, mentre basterebbe impugnare il Contratto di Lavoro ed esigere che sia rispettato Operai, esigendo questo siete nel vostro pieno diritto, siate vigilanti e ricordate che esiste una sola difesa contro i sistemi in atto all'O.M., l'azione comune di tutti i lavoratori per ottenere che la revisione dei tempi avvenga solo sulla base di effettive modifiche e che l'eventuale taglio, sia operato dopo contrattazioni con l'organo rappresentativo dei lavoratori.

Altro fatto che suscita viva preoccupazione e un costante moto di sdegno è il criterio seguito dalla direzione nei confronti di una- numerosa categoria di lavoratori : alludiamo agli operai di una certa età che, dopo anni di scrupoloso servizio e di costante attaccamento al proprio lavoro, una volta logorati nel Asico, si vedono oggetto di <t ari*, revoli cure » che li sospingqno verso la porta del licenziamento,. Si incomincia con afferma7i0ni di supposta inidoneità, si prosegue con spostamenti a lavorazioni di cosiddetto minore impegno fisico, si continua con pres• sioni di ogni genere e con allettamenti extra contrattuali.

Il risultato è l'avvilimento, la umiliazione di uomini (quasi seni, pre di elevata qualifica operaia) che vengono sacrificati sul più ignobile degli altari : quello ,del profitto del padrone.

Questo problema ha evidenti aspetti umani, economici e sociali. Aspetti umani che sono regolati dalle semplici ed eterne norme del vivere civile, aspetti morali, economici, sociali the sono affrontati e risolti da Leggi e da precisi accordi.

Tutto questo può avere scarso> valore per chi è in grado sdi,•as•servire alla propria •politica ntonopolistica anche le forze dello,Stato, per chi intende porsi gdg • sopra di tutti e di tutto] ma anche i Golia possono essere abbattuti dai Davide.

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STRUMENTO 11. PROBLEMA Dì1:1 COTTIMI E QUELLO DEI LAVORATORI ANZIANI

Gli spostamenti da un settore all'altro

Da oltre un mese a questa parte, nella nostra fabbrica si sono verificati centinaia di spostamenti di operai da un settore all'altro.

Questi operai, che hanno profuso tutte le loro energie nel corso dell'anno, si trovano ora nella precaria situazione di essere adibiti a lavori di manovalanza oppure messi in produzione in altri reparti con mansioni non aderenti alle proprie capacità. IIIIIIIIIIIIIII111111114

In entrambi i casi significa — perchè messi ad « economia » ,t per il periodo cosidetto di « apprendistato » — una diminuzione immediata del salario e ripercussioni, in seguito, sulle ferie e sulle 200 ore.

Pur prendendo atto dell'assicurazione da parte della direzione che il lavoro non verrà a mancare per il 1958 e che quindi per gli attuali operai messi « a disposizione » non vi sarà pericolo di so-

Avanti cun l'unità de tucc

Quand i padrun del « Meani » s'en sentu a post, perchè el nost giurnalétt, (el Caminun)

l'é vegnu pu foera; han fa i cunt senz'ost.

'Tel chi ancamò per runpegh i cu...riandul.

El turna pussee frèsch e pussee arzill cume semper, a sustégn di lavuradur.

Per digh ai sfruttadur : — 'Ste no tranquill, vesinn l'è el dì, che cambiari culur.

Ma no el culur de la vostra cuscienza nera, quéll de la camisa. Nient de tutt quést.

Ve végnerà la tinta del gallétt in capunera, sperand ch'el coli vel tirenn no tropp prést.

Però i lavuradur, devenn minga fa' difétt de esprim i magagn, anca in furma elementar, su i cottim, rappresali, licenziament. Gh'è el giurnalétt ch'el denunzia tucc 'sti prublema de métt in ciar. Forza, lavorador, andém avanti cun't l'unità de tucc. Nessun ch'el spétta che cambia i robb, per « opera dei santi » e démegh ossigen al Caminun, sganciand 'na quai lirétta.

ELEMENTI PER UN ROMANZO GIALLO

IL MISTERO DEI CAMPANELLI

Il mistero dei campanelli. Questo potrebbe essere il titolo di un racconto sulla realtà romanzesca dell'O. M.

Chissà che la direzione non voglia prendere l'iniziativa di stamparlo.

In fiduciosa attesa, noi le forniamo gli elementi. Si tratta di questo:

Come tutti sappiamo, all'inizio del lavoro, mancando una sirena per tutti, vari squilli di campanelli risuonano ovunque.

Il perentorio richiamo è l'arrogante invito a non perdere un secondo nel produrre ricchezza per i padroni.

Infatti, puntualissimo come se fosse collegato con Brera, mai che (all'inizio del lavoro) si guasti o ritardi anche di pochissimo.

Quésto miracolo di perfezione tecnica ha però la incredibile proprietà di' trasformarsi alla cessazione del lavoro.

Da gioiello di perfezione si tra«orma in patacca arrugginita e spesso solo quando è abbondantemente scaduto il tempo si ricorda di emettere una specie di lamento.

Questo è il mistero. In omaggio

Direttore Responsabile L. Banfi Antorizz, Tribunale Milano 3763 tip. I'Aretina - milano - tel. 63.50.13

spensione e tanto meno di licenziamento (così almeno è stato assicurato), alcuni operai ci hanno chiesto che cosa intende fare la C. I. per evitare che ogni anno si ripeta la solfa degli spostamenti in danno di centinaia di lavoratori.

« Perchè — ci è stato chiesto — nel corso dell'ultima campagna elettorale per la C. I. tutte le correnti sindacali rivendicavano le 40 ore settimanali pagate 48 e ora non ne parlano più? Era solo uno slogan elettorale? ».

Noi pensiamo che l'applicazione di questa rivendicazione possa indubbiamente risolvere la questione degli spostamenti ed alleviare sensibilmente il superfruttamento in atto nella nostra fabbrica.

Sul lavoro straordinario

Con recente sentenza la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito il principio che il computo del compenso del lavoro straordinario va fatto sull'intera paga oraria e non soltanto sulla paga base.

Con questa sentenza, i lavoratori vedono affermarsi un criterio per tanto tempo difeso dalla FIOM e che ora dovrà essere applicato.

Anche la Fiat ha dovuto applicare queste disposizioni; ma per accordi con la CISL e l'UIL, si appresta a pagare nel modo dovuto solo in avvenire e si dimentica del passato.

Ci sono 5 anni di arretrati che ci spettano e che abbiamo diritto di pretendere.

«Bisogna farla»

« Non si può farne a meno » — gridò con voce stentorea — « bisogna farla. E quanto più se ne può. Sforzandosi al massimo, senza interruzioni. Capit000! ! ».

Le urla del capo investivano l'allibito operaio che non avrebbe mai immaginato tanto accanito interessamento per le sue normali funzioni fisiologiche.

Questa è l'opinione dei lavoratori dell'O. M.; è questa l'opinione che la C. I. dovrà interpretare di fronte alla Direzione senza ulteriori indugi. malcapitato compagno di lavoro.

« Perchè tu chi credi di essere. Tu peggio degli altri. Non puoi perdere mezz'ora per scendere e risalire » ribattè il capo.

« Eppure quando bisogna, bisogna » rispose il gruista.

alla tradizione dei gialli polizieschi non vi riveliamo il nome dei colpevoli in attesa che la Direzione stampi il libro e ci descriva la soluzione finale.

il funzionamento della mensa

La Direzione crede di avere dei diritti insindacabili sul funzionamento della mensa. Tanto per cominciare diciamo che è stabilito da contratto che la mensa ai lavoratori è parte integrale del salario ed è appunto per questo che la C. I. fra le sue prerogative ha quello di far rimarcare tutte le eventuali incongruenze che possonó avvenire: Qualità del cibo, personale di servizio, ecc.

Diciamo subito che la C. i. farebbe bene ad . intervenire non solo quando vi sono delle questioni da risolvere (esempio carne avariata ecc.), ma a vedere in quali condizioni lavora il personale addetto quando per ragioni diverse viene a mancare il numero indispensabile per fare un servizio regolare.

Ci sembra importante che la Direzione, ai fini del buon andamento della mensa pensi ad integrare il personale di servizio ogni qualvolta ciò si renderà necessario.

Toi-nava infatti, l'operaio, da quel luogo ove tutti ci rechiamo almeno una volta al giorno, e rispose che si, che quella era proprio la sua opinione e che appunto era andato... comunque ringraziava per i consigli anche se forse erano, come dire... superflui. In fondo sono cose queste, che si imparano sin da piccoli. A lui la mamma lo diceva sempre « non trattenerti inutilmente che ti fa male ».

A questo punto l'operaio ammutolì. Aveva visto apparire una strana smorfia sul viso del capo e, facendo ai si con la testa come si fa con gli inquilini di Mombello, stava per allontanarsi da quello sconcertante individuo che, rosso come lo sputnik, sembrava stesse per scoppiare.

« E' qui che la devi fare » disse il capo indicando la macchina. A quel « qui » degno di Caruso, l'operaio tentò di obiettare che ci son cose che si fanno sulla macchina ed altre... « No » si sentì rispondere « Non c'è niente altro ».

« Anche per me? » — inter loquì il gruista che stando in cima alla torre di ferro voleva sottrarre alla furia del capo il

« Macchè bisogna d'Egitto. Se hai dei bisogni falli lì ». Questa volta il significato del « falli lì » era inequivocabile. Non si trattar va della produzione.

Fu così che, da allora, in quel reparto, ogni giorno, piove.

Ogni riferimento con fatti veramente accaduti è puramente casuale.

sordi cominciano a sentire

Il buon senso ha diritto di cittadinanza anche all'O. M.?

Recenti avvenimenti ci suggerirebbero di rispondere di si, visto che la direzione ha modificato le proprie decisioni a proposito del senso unico obbligatorio per l'uscita dalla fabbrica nell'intervallo di mezzogiorno.

Ora si può uscire anche dalla nuova portineria, le marce di trasferimento del passato possono essere evitate con notevole vantaggio per il risparmio di scarpe.

E' già qualche cosa. Si vede che a lungo andare anche i supposti sordi incominciano a sentire, e che le paroline non sempre tenere rivolte dagli operai alla direzione raggiungono il segno.

CINE SCO Pii

DUE SOLDI DI SPERANZA: l'aumentb ,di merito.

IL BIDONE : l'aumento di cui sopra, messb a confronto con la reale perdita registrata sulla paga oraria.

2 EI CAmINIUN
UN DANNO PER I LAVORATORI
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