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Milano domani 10

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L.200

ANNO III - n. 4 APRILE 1977

In edicola il 15 del mese (luglio e agosto esclusi)

MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'

In questo numero SLITTA DI QUALCHE MESE LA COPERTURA DELLA ROGGIA CERTOSA

Che cosa succede al bar Toledo? EROINA E SPARI "FACILI"

pag. 2

EPISODI DI TEPPISMO COSTRINGONO A DEVIAZIONI LA "45"

pag. 3

MANIFESTAZIONI ALL'IACP DEGLI ABITANTI DI VIA ZAMA

pag. 4

PROVOCATORIO ATTENTATO IN VIALE UNGHERIA

pag. 5

MIGLIAIA DI FIRME PER IL CONSULTORIO FAMILIARE

pag. 5

LA "TAZZINA" DI CAFFE' A 250 LIRE?

pag. 6

LA POSTA DEI LETTORI

pag. 11

Bar Toledo, in via Zante 21; ore 2,30 circa della notte fra Sabato 5 e Domenica 6 marzo. Quattro spari, quattro fori ben visibili nelle saracinesche, che rompono anche una vetrina e colpiscono un lampadario all'interno del bar. Chi è stato? Pcrchè? Omertà. 11 gestore dà risposte evasive a chi gli chiede che cosa è successo: "Sono stati i bambini mentre giocavano con i sassi", si è sentito rispondere un signore. Ma i fori provocati dalle pallottole sono ben evidenti nelle saracinesche. Chi, o che cosa, si nasconde dietro questo bar? Perchè riceve ogni tanto minacce di attentati, o, come in questo caso, li subisce? Il bar Toledo, purtroppo, è famoso nella nostra zona, e non solo qui "l'Espresso" del I agosto 1976 infatti ha pubblicato un apticolo denunciando il bar Toledo come punto da cui parte lo spaccio d'eroina nella zona Ungheria): c'è chi dice che si tratta di un bar frequentato da consumatori e spacciatori di droga, di un posto dove si può fumare indisturbati l'hashish e dove si può anche avere l'opportunità di farsi un "buco di ero". Ma se tutto ciò si sa, perchè non si fa niente, perchè le autorità non fanno nulla per bloccare questo vergognoso

spaccio di droga? Quest'estate, ad esempio, pare che ci fossero dei poliziotti incaricati di controllare che non venisse consumata droga all'interno del bar. Sembra invece che si siano verificati strani episodi di connivenza tra poliziotti, drogati e spacciatori. "Una ragazza è uscita del gabinetto del bar dopo essersi fatta un "buco" di eroina, e i poliziotti le hanno visto uscire da una tasca dei pantaloni un cucchiaino e una siringa. Le si sono avvicinati e le hanno detto: "Per questa volta non ti facciamo niente, ma la prossima...",..mi ha raccontato un ragazzo che ha assistito a questa scena. Francamente a noi sembra si tratti di un episodio incredibile, perciò proprio per far cessare queste "voci" è necessario un intervento deciso. C'è chi racconta ancora che proprio i poliziotti incaricati di sorvegliare i presunti drogati e di sorvegliare i posti dove la droga viene spacciata o consumata, dicano in giro: "Noi conosciamo benissimo tutti i posti dove i drogati vanno a "t'arsi", e potremmo anche sorprenderli e arrestarli, ma a noi non ce ne frega niente." Se queste cose vengono riferite - e con quale danno per la polizia stessa è facile immaginario - può darsi che qualche cosa di vero ci sia.

Se quindi lo spaccio di droga all'interno del Toledo si verifica veramente, è probabile che l'attentato subito la notte fra il 5 e il 6 marzo sia da attribuire a un "regolamento di conti", come si dice nel gergo della malavita, tra spacciatori d'eroina. F' necessaria perciò una mobilitazione da parte dei cittadini del nostro quartiere affinchè si faccia piena luce su quello che accade all'interno del Toledo, e questi fatti non rimangano più avvolti da una cortina fumogena, e perchè ci sia una reale azione da parte delle autorità competenti. V' chiaro del resto che una semplice azione della polizia non basta: il bar potrebbe essere chiuso, un po' di gente arrestata, ma questo non serve, o per lo meno non basta. Per combattere la grande piaga dell* droga, per chiudere realmente bar come Toledo, è necessario creare all'interno del quartiere, e in tutti i quartieri conte il nostro della periferia milanese, strutture sociali nelle quali i giovani si possano riunire per maturare e crescere, senza doversi ritrovare in squallidi bar dove si può anche correre il rischio, per cercare di vincere la propria solitudine, di cadere tra le braccia della droga. 4-*

GIA' INIZIATI I LAVORI DI RIPARAZIONE DEL TETTO

Intervenire subito per salvare la cascina Monluè A colloquio con Giulio Polotti, Assessore al Demanio pubblico (a cura di Adriano Zagato) Contemporaneamente all'appello per salvare la cascina Monluè lanciato sul numero scorso di "Milano domani" si è mosso il nostro Consiglio di zona. Già il 23 febbraio è stata scritta una lettera all'Assessore al Demanio comunale Polotti con la richiesta di intervenire urgentemente per fare le riparazioni necessarie: il 14 marzo il Consiglio di zona ha inviato un fonogramma col quale declina ogni responsabilità per danni a persone derivanti dai possibili cedimenti che possono verificarsi nella stalla e il 16 marzo e stata inoltrata la richiesta di incontrare l'Assessore Polotti per discutere insieme gli interventi necessari. Qualche giorno prima inoltre c'era stato l'intervento del Circolo culturale "5 Giornate", mediante una lettera del suo Presidente E. Valieri al coordinatore della Commissione per Monluè Ezio Giovannetti, con la quale si sollecitavano tutti i possibili interventi per fare le urgenti riparazioni al tetto della stalla. Per quanto ci riguarda abbiamo ritenuto utile intervistare l'Assessore Giulio Polotti, dal cui Assessorato dipendono le cascine milanesi. Dalle sue dichiarazioni risultano evidenti le difficoltà che si dovranno superare per ottenere un rapido intervento riparatore. - Che cosa pensa di fare in relazione alla minaccia di crollo del tetto della stalla della cascina Monluè? - L'Assessorato ha istituito una commissione il cui compito è di studiare la situazione di tutte le 33 cascine di Milano. Tutte queste cascine sono già state vincolate nel Piano Regolatore, per cui non è più possibile fare

di esse ciò che si vuole. Per quanto riguarda la zona 13 non c'è solo la cascina Monluè, ma anche alcune cascine all'interno del parco Forlanini. Questo piano prevede una serie di interventi prioritari per il finanziamento dei quali stiamo proprio ora trattando con la Regione. - Queste trattative consentono di prevedere un inizio dei lavori di ristrutturazione abbastanza rapidamente? - I tempi -purtroppo non sono rapi' di. Ormai da 6 - 7 mesi stiamo cercando di ottenere un finanziamento regionale, o mediante una legge speciale o attraverso leggi già esistenti. Infatti finora non abbiamo presentato al Consiglio di zona il piano di ristrutturazione proprio perchè non sappiamo ancora quali saranno le disponibilità finanziarie per poter intervenire. - Nel bilancio 1977 ci sono finanziamenti per le cascine? - Non ci sono stanziamenti per le

cascine nel 1977; per questo le trattative con la Regione riguardano un programma di finanziamento poliennale. Nei prossimi giorni avrò un incontro con la Commissione culturale della Regione alla quale illustrerò il piano già pronto e richiederò i necessari finanziamenti. Ritornando alle cascine del parco Forlanini colgo l'occasione per rendere noto che la loro sistemazione si inserisce in un ampio progetto che vedrà il centro Saini "elevato" a facoltà universitaria per la formazione di insegnanti di educazione fisica e la creazione di un nuovo orto botanico in collaborazione con la faColtà di agraria: in questo modo l'orto botanico ora esistente nella zona Brera-Garibaldi sarà ceduto al Comune ed aperto al pubblico come giardino. In una delle cascine del Forlanini abbiamo poi intenzione di aprire una galleria d'arte contemporanea con opere che un privato ht intenzione di donare al Comune di Milano. Il progetto prevede anche la recinzione e l'illuminazione delle cascine in modo da garantirne il rispetto. Nella cascina Monluè in particolare pensiamo di collocare delle botteghe artigiane tradizionali (legno, pelle, ceramica), per cercare di stimolare la ripresa di queste attività. - Per quanto riguarda il piano a medio termine che Lei ci ha ora illustrato siamo perfettamente d'accordo. Ma la cascina Monluè minaccia ora di crollare. Che cosa pensa di fare? - Stiamo accelerando la nostra azione per iniziare i lavori di recupero. Se non abbiamo fatto interventi occasionali è solo per difficoltà finanziarie, tuttavia ogni lavoro che faremo dovra

essere un'anticipazione del piano generale, non semplice manutenzione ordinaria: ciò per non sprecare denaro pubblico. - Tuttavia nel caso specifico di Monluè il tetto della cascina sta crollando. Ci sono richieste di pronto intervento da parte del COnsiglio di zona. Come pensa di affrontare l'urgenza del problema? - Per evitare il pericolo immediato del crollo del tetto spero di poter far fare, in accordo con la Ripartizione

Edilizia residenziale, un intervento immediato. Come ho detto le grosse difficoltà derivano dalle scarse disponibilità finanziarie. Comunque proprio il 25 marzo scorso mi sono recato a visitare Monluè e il 5 aprile ho avuto l'incontro col Consiglio di zona al quale ho riferito in merito alle possibilità di intervento. Non faccio quindi promesse finchè non sarò sicuro delle disponibilità finanziarie: preferisco non parlare delle ultime "pietre" piuttosto che delle prime.


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