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Il Diciassette13

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PCI

La flessione del P.C.I. rappresenta un'amara sorpresa, e non credo soltanto per i militanti ed i suoi elettori. A tutti coloro cui stanno a cuore realmente gli interessi dei lavoratori, la difesa della democrazia, lo sviluppo economico e sociale del paese, non dovrebbe sucscitare molti entusiasmi l'arretramento del maggiore partito della sinistra italiana. In secondo luogo, la crescita dei partiti laici minori, tutto sommato, è misurabile ancora in decimali o in centesimali, per cui non deve assumere una rilevanza politica sproporzionata rispetto alla sua effettiva entità. Ai segretari di questi partiti andrebbe forse ricordato che, in alcuni paesi occidentali, da loro spesso additati a modelli di democrazia, con le percentuali che si ritrovano, difficilmente avrebbe-

mensile dipolitica cultura attualità della zona 17

Ilvoto nella Zona 17

ro l'onore di venir rappresentati in parlamento. I socialisti, dal canto loro, sono riusciti a superare appena la barriera del 10%. Veramente pochino, se si conderano le ambizioni terza-forziste di Craxi e le manifeste pretese di riequilibrare i rapporti di forza all'interno della sinistra. Se è solo questo il risultato di certe strategie, sarà opportuno che i compagni socialisti meditino più a fondo sulla loro collocazione, sui compiti e le responsabilità che gravano sull'intero schieramento della sinistra italiana. Intanto, sarà il caso che consiglino il loro segretario a trascorrere tranquillamente le ferie estive, evitando "temporali ideologici" e susseguenti "rivisitazioni filosofiche". Forse neppure il buon

Proudhon starebbe più al gioco! I radicali: c'era qualcuno che, in sede di pronostico pre-elettorale ipotizzava per loro addirittura la maggioranza relativa!

A parte queste sparate (in verità condivise solo da Pannella che, si sa, ambisce alla presidenza del consiglio...) molti "bookmakers" elettorali prevedevano per il P.R. un considerevole aumento,

che lo avrebbe qualificato quale quarto partito italiano. Con il tre virgola qualcosa per cento, per il momento può ottenere soltanto la ben più modesta patente di "forza laica intermedia". C'è da sperare che l'aumentata consistenza parlamentare suggerisca un diverso atteggiamento e un diverso rapporto con le istituzioni. Forse la Bonino sarà meno Gianburrasca e Pannella meno Brancaleone di prima. La D.C. si ferma: questo è un dato, forse l'unico, per noi comunisti positivo e consolante. Se la D.C. fosse andata avanti, come pronosticavano (e speravano) ampi settori moderati, sia politici che economici, sarebbero stati "tempi duri" i prossimi non solo per il P.C.I. ma per tutte le categorie sociali popolari (lavoratori, donne, disoccupati ecc.); insomma, una vera iattura. Certo, così come si è delineata, la situazione non è rosea; comunque le elezioni hanno confermato la grande forza del P.C.I., fedele espressione degli interessi e delle speranze di cambiamento di milioni di lavoratori e cittadini. È con queste attese che biso-

gna fare i conti:^se qualcuno spera di governare senza o contro i comunisti si illude. Anche all'opposizione faremo valere la nostra forza e le nostre capacità di "governo".

Donato Paoletti (capogruppo PCI al C.d.Z.)

DC

Agostino Arduin (capo gruppo D.C. al C.d.Z. Il primo sconfitto delle Pecenti elezioni è stato senz'altro "l'illuminismo" statistico. Le previsioni delle varie indagini si sono infatti avverate solo in minima parte; tanto da far sospettare che le interpretazioni errate della vigilia siano state politicamente effettuate ad arte. Dai dati definitivi risultano chiaramente: una perdita lieve della D.C. (cir-

ca 1'1% del' proprio elettorato 1976); una perdita più consistente per il P.C.I. (circa il 12% del proprio elettorato 1976), che'punisce i comunisti per aver voluto le elezioni anticipate; una perdita del M.S.I., che continua così la sua fase calante; un buon incremento del P.S.D.I. e del P.L.I., che personalmente ritengo un buon segno, come del resto il contenimento dell'estremismo di sinistra; il P.S.I. è rimasto al palo. Gli scontenti hanno votato per il partito Radicale portando voti eterogenei che non saranno facili da gestire e mantenere. Se a livello nazionale i giovani sembrano aver seguito le orme dei "genitori", a livello cittadino questo non è avvenuto: i grandi partiti li hanno delusi? In ciò ha giocato senza dubbio il fattore "disoccupazione", ma buona parte delle delusioni va addebitata alla mancanza di una "testimonianza credibile" e di una informazione adeguata, estranea al clima di violenza instauratosi da tempo nelle scuole. Ci sarebbe molto da rifietsegue a pag. 2

CGE in lotta per difendere il posto di lavoro

I lavoratori del gruppo CGE stanno lottando da molti mesi contro la ristrutturazione selvaggia che le aziende italiane del colosso americano General Electric stanno attuando, infischiandosene degli accordi sottoscritti - a conclusione

di una dura vertenza - il 15 luglio 1977. Quell'accordo prevedeva che - attraverso un rilancio delle attività di progettazione, marketing e produzione, il livello della occupazione aumentasse e si consolidasse sulle 4.020 unità.

Ma anzichè far fronte ai suoi impegni, la CGE dopo pochi mesi metteva in atto una politica di ridimensionamento delle proprie attività, soprattutto nella divisione elettronica. Con una azione di incentivazione del-

le dimissioni, con duri attacchi al sindacato e ai lavoratori in lotta per difendere il posto di lavoro (si contano a centinia i provvedimenti disciplinari antisindacali) la azienda è riuscita a ridurre le segue a pag. 2

CONTRATTI PAG. 3 Festa della Gioventù PAG.7 PARTITO COMUNISTA ITALIANO Comm. Stampa e Propaganda Via Volturno n. 33 20124 - MILANO Spedizione in abbonamento postale gr. III - (70%) ette
III
5
1979
300
ANNO
- N.
GIUGNO/LUGLIO
L.
Esce il primo di ogni mese
PCI PDUP NSU DP MSI DN POE PPI PRI PLI PSDI PSI DC PR U. VAL. TOTALI LORENTEGGIO-INGANNI (Lorenteggio alta - Inganni - ZurigoPrimaticcio - Giambellino alte) SENATO '79 7.014 (30,04) 355 (1,52) 1.397 (5,98) 106 (0,45) 1.322 (5,66) 911 (3,90) 887 (3,79) 3.339 (14,30) 6.750 (28,90) 1.280 (5,48) SENATO '76 7314 (34,46) 479 (2,13) 1.498 (6,69) con II MSI 1.145 (5,11) 483 (2,15) 885 (3,95) 3,282 (14,66) 6.505 (29,06) 393 (1,75) CAMERA '79 7.702 (28,31) 413 (1,54) 550 (2,05) 1.605 (6,00) 152 (0,56) 18 (0,067) 9 (0,030) 1.370 (5,12) 935 (3,49) 1.061 (3,96) 3.580 (13,39) 7.484 (27,99) 1.864 (6,93) CAMERA '76 9.087 (34,76) con DP 861 (3,29) 1.671 (6,39) con il MSI 23 (0,087) 1.232 (4,71) 368 (1,40) 963 (3,68) 3.764 (14,39) 7.586 (29,02) 585 (2,23) EUROPEE '79 6.808 (27,40) 235 (0,94) 389 (1,56) 1.486 (5,98) 61 (0,24) 1.112 (4,47) 1.799 (7,24) 1.154 (4,64) 4.064 (16,35) 6.112 (24,60) 1.557 (6,26) 68 (0,27) TOTALI GIAMBELLINO (Giambel lino bassa - F rattlniLorenteggio bassa - TolstojBolivar - P.zza Napoli) SENATO '79 6.073 í25,20) 296 (1,22) 1.500 (6,22) 112 (0,46) 1.757 (7,29) 1.344 (5,57) 994 (4,12) 3.223 (13,37) 7.234 (30,02) 1.558 (6,46) CAMERA '79(1) 5.705 (24,65) 368 (1,59) 365 (1,57) 1.423 (6,14) 119 (0,51) 8 (0,030) 5 (0,020) 1.484 (6,41) 1.085 (4,68) 1.037 (4,48) 2.949 (12,74) 6.806 (29,40) 1.789 (7,73) CAMERA"76(2) 21.882 (29,74) con DP 2.165 (2,94) 4.834 (6,57) con il MSI 45 (0,060) 5.345 (7,26) 1.495 (2,03) 2.629 (3,57) 9.300 (12,64) 24.021 (32,64) 1.877 (2,55) EUROPEE '79 5.418 (22,02) 239 (0.97) 295 (1,19) 1.414 (5,74) 61 (0,24) 1.525 (6,20) 2.547(10,35 1.291 (5,24) 3.945 (16,03) 6.069 (24,67) 1.654 (6,72) 37 (0,15) PERCENTUALI NAZIONALI SENATO '79 31,5 0,1 5,7 0,6 3,4 2,2 4,2 10,4 38,3 2,5 0,1 SENATO '76 33,8 0,2 6,6 con il MSI 2,7 1,4 3,1 10,2 38,9 0,8 0,1 CAMERA '79 30,4 1,4 0,8 5,3 0,6 3,0 1,9 3,8 9,8 38,3 3,4 0,1 CAMERA '76 34,4 con DP 1,5 6,1 con il MSI 3,1 1,3 3,4 9,6 38,7 1,1 0,1 EUROPEE '79 29,6 1,1 0.7 5,4 0,4 2,6 3,6 4,3 11,0 36,5 3,7 0,5 mancano 6 seggi dati relativi al totale della zona 17

Contratti: informazione, programmazione, Contratto =più lavoro

Il contratto nazionale di lavoro dei chimici è ormai scaduto da 2 mesi. La piattaforma rivendicativa presentata al padronato contiene numerosi punti in comune con quelle dei meccanici e grafici, anch'essi in lotta per il rinnovo, a significare che unico è l'obiettivo da raggiungere, unica è la lotta.

La prima parte delle rivendicazioni riguarda per tutti gli investimenti e l'occupazione nelle fabbriche e nel territorio: vuole essere un freno affinchè il padrone non decida più da solo quale produzione fare, dove farla, come e con quanti operai occupati.

Milioni di lavoratori nel Paese vogliono contare anche su queste cose. La piattaforma dei chimici contiene inoltre elementi di contrattazione importanti sulla riforma del salario e sulla professionalità operaia: elementi che da sempre sono serviti al padrone per discriminare lavoratore da lavoratore.

Un capitolo a parte — per la sua estrema importanza — merita l'ambiente di lavoro. Crediamo inutile ricorare i tragici avvenimenti di Seveso, Manfredonia; gli inquinamenti dei fanghi rossi di Scarlino: basti dire che negli ultimi due mesi sono morti nelle fabbriche chimiche 5 operai ed i feriti si contano a decine. Il tutto mentre al tavolo delle trattative i padroni negano l'esistenza di problemi sull'ambiente di lavoro e dicono: "le fabbriche chimiche sono sicure!". Fino ad ora le trattative — e sono 3 mesi — sono arenate per l'intransigenza padronale che preferisce "il dopo" elezioni sperando in una involuzione politica per trarne poi i vantaggi maggiori.

Con 50 ore di sciopero articolato e a livello nazionale,Ñ ilÑÑsindacato.-ha dimostrato la sua intenzione di battersi fin da subito per entrare nel merito della piattaforma senza attendismi tattici.

Valutiamo ora come i chimici della nostra zona hanno risposto alla lotta in questo periodo. Facendo questo dobbiamo tener conto anche della particolare distribuzione delle fabbriche: accanto a grossi complessi quali Farmitalia - Recordati - Durbans - H. CurtisSieroterapico, dove il dibattito contrattuale è vivace, esistono decine di piccole e piccolissime aziende dove purtroppo la capacità di discussione dei lavoratori è ancora troppo bassa.

Questo fatto ha inciso, inizialmente, sulla partecipazioen dei lavoratori: è stato necessario dare a tutti il massimo dell'informazione sul contratto e sull'atteggiamento duro del padronato, per recuperare la totale partecipazione dei lavoratori alla lotta.

Certo, stampa e TV non hanno sicuramente aiutato i chimici a far conoscere gli obiettivi della lore, lotta! Non una parola, non una riga è stata spesa in favore di chi lotta per cambiare la società.

Riteniamo necessario alla ripresa delle lotte, dopo le elezioni, uscire il più possibile dalle fabbriche, andare nei mercati, nei luoghi pubblici, fare la più amlia propaganda fra la popolazione, dele nostre rivendicazioni.

La lotta continua e si farà più dura fino alla conquista degli obiettivi.

Gualtiero Gover Operatore FULC della zona

Ad alcuni componenti del Consiglio di Fabbrica e lavoratori Farmitalia abbiamo posto alcune domande.

"Il Diciassette": i lavoratori chiedono che i loro contratti siano strumento di programmazione economica, cioè di rilancio produttivo finalizzato alle esigenze del mezzogiorno e dell'occupazione.

I lavoratori della Farmitalia hanno colto l'importanza di questa innovazione?

- Oggioni: solo la parte più politicamente attiva ha colto questo segno innovatore. Purtroppo la gran parte dei lavoratori tende a muoversi ancora sulla spinta del "Vecchio modo" di fare il sindacato in fabbrica, ma ciò è principalmente imputabile allo scarso lavoro qualitativo operato dal Consiglio di Fabbrica.

- Fumagalli: credo che i lavoratori non abbiano compreso fino in fondo questo dato politico della piattaforma specialmente per quanto riguarda l'ampliamento dell'occupazioen, anche perchè la ripresa produttiva e le altre richieste sull'occupazione devono essere maggiormente collegate al controllo da parte dei C.d.F. nella fabbrica, della mobilità, del ripristino del turn-over ed il controllo rigido degli straordinari.

- Tosin: penso che i lavoratori non abbiamo compreso il significato politico delle richieste contrattuali, privilegiando la richiesta salariale; credo che solo

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una buona programmazione (controllata e gestita) sia la base di un rilancio produttivo ed economico che consenta maggior occupazione.

- Forenza: credo che i lavoratori Farmitalia abbiamo colto l'importanza di Ñ questa innovazione, anche se molti ritengono debba essere accompagnata da una parallela accettazione da parte delle forze politiche, altrimenti rischia di diventare solo un momento di scontro tra le componenti sindacali e politiche del Paese.

- Feretti: non credo che tutti i lavoratori abbiamo recepito l'importanza di questa innovazione sindacale e questo per vari motivi: il primo fra tutti è che innovazioni di questa portata senz'altro storica hanno bisogno di tempo per essere colte in tutta la loro importanza. Il secondo motivo è che la Farmitalia in questi anni (senz'altro infelici per molti lavoratori chiusure di fabbriche, cassa integrazione, ecc.) non ha avuto nessun grosso problema nè di occupazione nè di salario.

- Santini: credo di no. I lavoratori mirano più al fattore salariale che a quello dell'occupazione; questo in parte è imputabile al fatto che i lavoratori non sentono ancora la minaccia del proprio posto di lavoro. "Il Diciassette": gli imprenditori, per impedire l'ampliamento dei diritti sindacali di informazione, "confondono" il diritto di informazione con il diritto al segreto professionale. Che ne pensi?

* Via

- Oggioni: non mi meraviglia questa posizione del padronato: è la risposta ad un sindacato che giustamente chiede più potere di fronte ad una classe industriale che si rivela sempre più impotente a risolvere i mali che ci affliggono.

- Tosin: il padronato tende a non far conoscere le sue linee decisionali perchè questo consente di mantenere inalterato il suo potere in fabbrica. L'informazione è riferita ai programmi di produzione e di investimento, il segreto professionale riguarda il campo della larevettualità" e non mi sembra che il sindacato intenda riferirsi a questo.

- Forenza: bisogna cercare di non confondere i due principi. È giusto che si abbia un ampliamento dei diritti sindacali di informazione perchè investono direttamente la vita della fabbrica (programmazione, sicurezza, ambiente, ecc.) ma questo diritto deve anche tener conto del segreto professionale quindi necessita forse di nuovi strumenti di controllo.

- Ferretti: gli imprenditori secondo il mio parere non confondono niente, vorrebbero soltanto parlare sempre più di doveri dei lavoratori e sempre meno dei loro diritti.

- Santini: penso che l'informazione sia utile, i lavoratori devono entrare nel merito dell'organizzazione del lavoro; a mio avviso ciò farebbe crescere anche lapartecipazione del lavoratore ad una migliore produzione.

"Il Diciassette": la volontà padronale che rimanda la chiusura dei contratti a dopo le elezioni ti sembra una posizione plausibile o strumentale in-attesa di un arretramento dei partiti di sinistra?

- Oggioni: la risposta non ha dubbi: chiaro ed esplicito è il tentativo di chiudere i‘contratti a dopo le elezioni, sperando in un arretramento dei partiti della classe operaia.

F galli: la evidente scelta padronale e delle forze conservatrici di puntare verso un eventuale spostamento dell'asse politico verso il centro-destra renderebbe molto più difficile peri lavoratori conquistare un contratto positivo.

Tosin: non è da sottovalutare che il padronato si voglia assicurare il quadro politico. Credo però che dipenda molto dalle scelte sindacali. Credo ad una autonomia dai partiti.

- Forenza: Considerando l'attuale situazione politica e la crisi economica e sociale non sembra plausibile; d'altra parte i rinnovi contrattuali sono sempre stati considerati dei momenti della vita politica, oltre che economico-sociale del Paese. Perchè scinderli prorio ora? Può sembrare una domanda cattiva e capziosa, ma è frutto di una situazione tutta italiana.

- Santini: il sindacato si è posto il problema di raggiungere gli obiettivi richiesti nella piattaforma al di fuori dell'esito che i partiti otterranno nelle elezioni. Certo che un calo delle "sinistre" deve far riflettere i lavoratori.

- Ferretti: una volta sciolte le Camere, la cosa più ovvia, o meglio mi sembrava scontato, il fatto di andare ai rinnovi contrattuali dopo le elezioni, comunque non credo che si potesse sperare un arretramento talmente forte delle sinistre da compromettere la conclusione positiva dei contratti; se la volontà padronale era questa, bene non è andata così. "Il Diciassette": Donne e Contratti: il

rinnovo dei contratti di lavoro ha tenuto conto delle esigenze specifiche della donna, la sua condizione, il suo diritto al lavoro? Su quali particolari rivendicazioni ha realmente coinvolto le lavoratrici ?

- Oggioni: siamo ancora agli inizi di un reale coinvolgimento della donna. L'obiettivo però di dare spazio professionale alle lavoratrici è già un passo in avanti in questa direzione.

- Tosin: l'esigenza della donna va molto più in là di ciò che si chiede nel contratto. Tutto ciò può essere legato ad una buona comprensione programmatica ed economica in generale.

- Forenza: ritengo che sia stato fatto un notevole sforzo per inquadrare la figura della donna nella classe lavoratrice, principalmente nella parte politica del contratto; non ho però notato da parte delle lavoratrici della nostra fabbrica una identificazione su particolari rivendicazioni.

"Il Diciassette": se in occasione delle elezioni politiche le forze di sinistra dovessero arretrare complessivamente, come pensi che verranno chiusi i contratti?

- Oggioni: certament la possibilità di chiudere i contratti "bene e presto" diventerà senz'altro più difficile: occorrerà perciò una lotta più intensa ed incisiva del movimento sindacale.

- Fumagalli: è evidente che uno spostamente dell'elettorato verso i partiti di centro-destra provocherebbe un pesante condizionamento per una positiva chiusura dei contratti.

- Tosin: credo non si debba pensare ad una eventualità negativa per la soluzione dei contratti, ma si tenga conto che comunque si debba giocare il ruolo che compete al sindacato.

- Forenza: non credo che l'esito delle elezioni influenzerà la chiusura dei contratti, perchè come al solito in Italia le variazioni saranno minime o tali da non cambiare drasticamente il quadro politico.

- Santini: pur ritenendo che il calo di potere delle sinistre sia pericoloso, ritengo che i contratti si chiuderanno positivamente se i lavoratori riusciranno a sostenere le linee che il sindacato ha posto per l'interesse della classe lavoratrice.

- Ferretti: se ci fosse stata una avanzata complessiva delle sinistre è certo che si sarebbero potute portare avanti con forza maggiore tutte le tematiche contrattuali ottenendo anche buoni risultati; comunque non credo che per quanto riguarda i contratti succederà il contrario.

Per quanto riguarda la domanda "Donne e Contratto" vorrei far rilevare alcuni punti positivi inclusi nella piattaforma e forse non sufficientemente rilevati e dibattuti perchè è stata data la priorità di discussione ai grossi problemi dell'occupazione e della programmazione. '

Nel capitolo che riguarda la salute e la sua tutela, oltre alla richiesta di libretti sanitari e di rischio per tutti, vi è una richiesta riguardante una scheda di maternità che dà alle lavoratrici delle conoscenze tali che le con,sentono di potersi tutelare dalla nocività in caso di gravidanza, rapportandosi in particolare, con i consultori e con le ultime leggi approvate (riforma sanitaria e 382).

Inoltre, leggendo attentamente la piattaforma, di ogni punto si può fare un momento specifico: la richiesta di conoscenza del tipo e della qualità degli investimenti può determinare più ampi livelli occupazionali quindi maggiore possibilità per le donne (che spesso sono le prime ad essere costrette ad abbandonare le fabbriche) di trovare lavoro.

La seconda parte della piattaforma, imperniata sull organizzazione del lavoro e conseguenti riparametrazioni, rappresenta per noi donne un terreno sul quale si può costruire una diversa professionalità attraverso la rotazione in gruppi, rompendo anche con la tradizionale divisione del lavoro maschile e femminile.

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Da Via Narcisi alla Sicilia

Da un anno i bambini della V F della scuola di via dei Narcisi erano in grande agitazione. Con la loro insegnante Angela Caltagirone, avevano programmato addirittura un favoloso viaggio in Sicilia. E per un anno si sono dati un gran daffare a raccogliere di qua e di là i soldi necessari per il viaggio ed a preparare itinerari non soltanto turistici, ma soprattutto istruttivi.

Finalmente è arrivato il momento e sono partiti, carichi di entusiasmo. Ecco le loro impressioni, quelle della loro insegnante e quelle del sindaco di Agrigento, che li ha cordialmente ricevuti al loro arrivo in Sicilia.

Le impressioni dei ragazzi

Fin dalla III elementare, quando inizia lo studio sistematico della storia, avendo conosciuto il nascere della democrazia come concetto greco, abbiamo portato avanti fino alla V uno studio particolareggiato sulle democrazie e sulle forme di governo non democratiche.

Quest'anno, come verifica di quanto abbiamo appreso dai libri, abbiamo pensato di recarci ad Agrigento, città siciliana costruita dagli antici greci. I resti archeologici dell'antica "Akragas" ce ne avrebbero dato conferma. Akragas ha vissuto un periodo di grande splendore perchè tutti i cittadini partecipavano alla vita civile e quindi tutti erano responsabilizzati: tutto questo circa 500 anni avanti Cristo.

Per realizzare un viaggio così lungo, occorrevano molti soldi e insieme all'insegnante abbiamo pensato di vendere il -giornale della nostra zona "IL DICIASSETTE" sul quale, ogni mese hanno scritto la nostra "Unità di Lavoro".

Andando di casa in casa abbiamo raccolto le opinioni degli adulti sul nostro viaggio, eccole: Siete matti ad andare in Sicilia: La vostra maestra vi porta fra i marocchini. Perchè non andate a fare lezione? andate a vedere i terrun! Sono sporchi, ladri, mafiosi, aspettan la manna dal cielo. Non spendo un soldo per quella gente". Sono parolacce disgustose. Per fortuna, non tutti la pensano cosi. C'è stata molta gente che ha capito il valore della nostra esperienza ed ha contribuito con piacere alla nostra raccolta di fondi. Abbiamo cosi potuto recarci in Sicilia. Qui, non riuscivamo quasi più a parlare per la meraviglia. I siciliani sono gente cordiale, aperta che non serba rancore. Conoscono l'amicizia e la vivono pienamente; fino a tarda ora passeggiando per le strade della città. Non dimenticherò mai le parple che ci ha rivolto il sindaco di Agrigento: "Basta con il Nord e il Sud"! Siamo tutti fratelli. Ma verrà mai il giorno in cui l'Italia sarà veramente unita? Ma questo dipende solamente da

noi, dobbiamo sgomberare i nostri pregiudizi ed imparare molto da loro: la cordialità, la gentilezza, la generosità e l'ospitalità di cui sono tanto capaci.

"Si vegnì senza paura, num ve slargherem la man"... Abbiamo loro cantato e vorremmo che queste parole non rimanessero soltanto scritte o canticchiate nei momenti di euforia.

In Sicilia abbiamo ricevuto soprattutto gentilezza: scendendo dal treno, un gruppo di ragazze, studentesse delle magistrali, si sono offerte di portarci le valigie fino all'albergo. Una famiglia ci ha intrattenuti in una villetta al mare, suonando, cantando e giocando insieme a noi.

Con grande cordialità ci ha ricevuti un consiglio di circolo di Agrigento, lodando l'iniziativa e definendola valida e pionieristica per un reale rapporto di scambio umano e culturale.

L'amministrazione comunale si è messa a nostra disposizione per tutto quello di cui avremmo avuto bisogno e per renderci più agevole il soggiorno ha messo a nostra disposizione, per gli spostamenti anche fuori provincia, un pulmino e due autisti; il che ci ha consentito di visitare i luoghi più incantevoli in minor tempo e con minor fatica risparmiando tanti soldi per il trasporto.

Doni e ricevimenti ci hanno colmato di gioia. Queste sono alcune constatazioni che abbiamo fatto.

La gente è molto unita, passeggia fino a tarda ora per le strade senza paura, le strade sono molto pulite, ci sono molti turisti.

L'aria è respirabilissima, la primavera è scoppiettante di fiori e di colori, cielo e mare azzurrissimi.

Tanto buon cibo genuino! Certo, i problemi sono tanti anche là, il sindaco ce ne ha parlato, ed anche noi ce ne siamo resi conto. Ci sembra che Sicilia e Lombardia

potrebbero scambiarsi i loro caratteri, mischiandoli: la Sicilia darebbe amicizia e ospitalità, la Lombardia responsabilità e voglia cii sapere.

Siamo tutti fratelli nel mondo, ma prima dobbiamo raggiungere la fratellanza in Italia.

Gli Alunni della V F di Via Nardsi 2 Incontro con il Sindaco di Agrigento

Ecco cosa ci ha detto il sindaco durante il nostro soggiorno ad Agrigento: "Io devo ringraziare voi tutti per aver dato a me personalmente, ma soprattutto alla città di Agrigento, l'opportunità di questo incontro così spontaneo e così carico di significato per quelle che sono le sorti generali del nostro Paese in questo momento.

Devo ringraziare la signora Caltagirone che, essendo siciliana, continua ad attuare in quel di Milano l'avvicinamento a questa nostra terra che, rispetto alla realtà in cui vivete, ha dei grossi problemi.

Problemi che sono quelli caratteristici del sud Italia, con tutte le cose positive e quelle negative che ha il sud. Il fatto che abbiate deciso di venire in questa sede, posta nell'estremo sud, è indicativo della vostra capacità di riportare a Milano la nostra visione delle cose.

La nostra è una città che, come vi ha spiegato la vostra maestra ha subito una lunga serie di dominazioni: dai greci, agli etruschi, ai romani, ai normanni, ecc: quindi ha subito una serie di civiltà diversissime, che hanno influenzato notevolmente la nostra comunità.

Abbiamo quindi ancora da risolvere problemi grossissimi collegati a questa eredità culturale a cui si aggiungono problemi nuovi: speriamo comunque di avviarci ad una soluzione positiva.

Sono toccato da questa cerimonia e

Uso e abuso dei farmaci

I farmacisti hanno iniziato il loro discorso evidenziando che:

"una giusta terapia ha bisogno di una giusta diagnosi e per emettere una giusta diagnosi il medico ha bisogno di una accurata esposizione dei sintomi. Il foglio illustrativo allegato ad ogni medicinale richiede un'attenta lettura e la posologia medica va scrupolosamente rispettata".

Dopodichè si è passati ad una rapida trattazione degli argomenti in programma. Al di là dell'esposizione teorica, vivace è stato il dibattito sugli interessi concreti che ogni genitore esponeva. Prendiamo ad esempio l'aspirina. Quanti di noi sapevano che questo farmaco, preso comunemente ed efficace per una serie di disturbi quali la febbre ed il mal di testa, come coadiuvante dell'influenza, anti reumatico eccetera, deve essere assunto con alcune cautele e presenta talvolta delle controindicazioni? Infatti, come tutti gli antidolorifici, deve essere preso sempre a stomaco pieno e possibilmente con il latte. Un uso massiccio può provocare l'ulcera e pertanto, per coloro che già soffrono di questo disturbo, è controindicata. Altre controindicazioni sono la fragilità capillare e l'epistassi (sangue da naso). È anche sconsigliata durante il periodo* mestruale.

Vivace reazione ha suscitato l'apprendere che l'optalidon, se preso re-

golarmente, annulla l'efficacia della pillola antifecondativa.

Data l'ora ormai tarda il problema dell'alimentazione è stato trattato brevemente anche se è causa di preoccupazioni quotidiane per i genitori. È stata spiegata in linea generale la composizione dei vari alimenti e l'importanza delle singole sostanze grassi-proteinecarboidrati per il nostro organismo, indicando nel contempo le calorie necessarie a seconda dell'età e dell'attività svolta. Si è accennato a come la pubblicità sia causa di errori inducendo a preferire determinati prodotti a scapito di altri.

Vista la sensibilità dimostrata dai farmacisti comunali nell'accogliere l'invito della scuola Nazario Sauro, e constatato con quanto calore essi siano stati accolti (applausi all'inizio e alla fine del loro intervento) riteniamo necessario che per il prossimo anno i singoli argomenti vengano trattati separatamente, dedicando a ciascuno un'intera serata.

È chiaro, e i farmacisti lo hanno puntualmente sottolineato, che sempre e solo il medico deve decidere quale sia la cura più adatta per ciascun caso.

Ci sembra però che data la vastità degli argomenti non basti l'intervento sporadico del medico ad insegnarci un uso corretto della salute. È urgente che quanto promessoci dall'assessore alla sanità Sirtori nel quaderno N. 5 del set-

tembre 78 (Linee di politicas sociosanitaria del Comune di Milano) dove si afferma l'impegno a: "l'utilizzazione di tutti gli operatori sanitari del Comune in modo da poter modificare il tradizionale concetto di intervento di polizia sanitaria, in quello di ?romozione della salute divenga realtà' . Anche la legge N. 833 del 23.12.78 indica come prioritaria: "La formazione di una moderna coscienza sanitaria sulla base di una adeguata educazione sanitaria dei cittadini e delle comunità".

Questo obiettivo non può essere lasciato alla buona volontà dei singoli, come avvenuto in questo caso, ma programmato con una linea di interventi concreti su tutto il territorio, non solo con dibattiti informativi serali ma anche attraverso i canali della scuola. La richiesta di varie scuole, appoggiata dal Consiglio di Zona 17, di istituire corsi di educazione sanitaria nelle ore del mattino per classi parallele, alla presenza degli insegnanti, è stata momentaneamente sospesa per un palleggio di responsabilità tra il presidente della Azienda Farmacie Municipali e l'assessore Sirtori. Vogliamo sperare che per il prossimo anno scolastico la situazione venga chiarita e si possa dare inizio a questa lodevole iniziativa. Un grazie quindi agli amici farmacisti.

desidererei vivamente che questo scambio di esperienze fra nord e sud venisse realizzato anche dai nostri ragazzi. Avrebbero così modo di confrontare dal vivo le notevoli differenze che esistono fra il nostro modo di intendere le cose e il nostro modo di affrontare il lavoro. Diciamolo chiaro: noi, per la nostra visione della vita, non abbiamo lo stesso senso del dovere e del lavoro che avete al nord ed a questo va aggiunta tutta la serie di problemi che travagliano il mezzogiorno d'Italia. Non dobbiamo nemmeno dimenticare che il governo non è mai riuscito ad impostare una politica di programmazione capace di elevare le condizioni del sud a livelli accettabili.

Tuttavia la realtà è questa ed è bene che voi la conosciate personalmente. Questo scambio di esperienze sarà sicuramente positivo per la vostra forma-

zione personale e può essere anche di stimolo nei confronti della classe politica. Sono quindi disponibile ad aiutare altri scambi di esperienze fra i circoli di Agrigento e quelli del Nord, in modo da rendere edotti i nostri bambini delle differenze di vita, di abitudini e di ambiente".

Il parere dell'insegnante

Come insegnante della V F, avendo vissuto assieme ai mieialunni una esperienza altamente interessante e positiva soprattutto per il futuro dei ragazzi, rivolgo ad altri colleghi di Milano l'invito del sindaco di Agrigento a programma. Ö re e realizzare scambi culturali fra regioni diverse e a prendere atto della buona volontà del primo cittadino della meravigliosa "Valle dei Templi".

OTTICA FOTO VOLPATI /bib 01111CA \lois" VIA ZURIGO. 14 - 20147 MILANO - TEL 4156833 - MM - INGANNI IL DICIASSETTE/SC uCDLA
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Scuola serale: bilancio di un anno

La scuola serale di Via dei Narcisi ha avuto anche quest'anno un buon successo. Tra gli iscritti c'erano, oltre a vari giovani che non avevano superato l'obbligo scolastico per i motivi più diversi e che vedevano in questi corsi comunali l'occasione buona per avere l'istruzione media minima richiesta, anche iscritti non più giovani, motivati a frequentare la scuola serale per acquisire la licenza media, per avere cioè la preparazione sufficiente per portare avanti da soli la contabilità del proprio negozio o per poter partecipare a dei concorsi interni all'azienda dove lavorano, per migliorare la propria cultura di base, dopo che era stata abbandonata da molti anni la scuola per necessità di lavoro o, ancora, per acquisire nell'ambito del proprio ambiente un ruolo più qualificato.

Si sono avuti, ad esempio, casi di donne che hanno frequentato i corsi della media serale per potersi presentare in famiglia in una forma migliore epiù intelligente nei confronti dei figli più istruiti e del marito, tentando così di arrichire con nuovi argomenti le discussioni e la vita di casa, molte volte noiosa e fatta di solitudine. Occorre elogiare lo sforzo di tutti i partecipanti alle lezioni che iniziavano alle 18.30 e finivano alle 22.30 con un intervallo alle 20.30 da ottobre a giugno: tutti hanno sacrificato molti loro impegni per essere presenti alle lezioni, ottenendo alla fine dei buoni risultati nello studio, nonchè nuove amicizie e relazioni.

C'è stato anche un grado di notevole collaborazione nelle classi tra gli iscritti e i professori. Si è in-

fatti rotta la separazione esistente nelle scuole diurne fra gli iscritti e il docente, anche perchè l'insegnante doveva molte volte "condurre per mano" gli iscritti per far meglio comprendere un certo procedimento o un concetto. Infatti molti degli iscritti sono persone che da vari anni ormai non prendono una penna in mano, non leggono un libro, non fanno dei calcoli. In pratica, la preparazione iniziale era molto lacunosa. La riuscita dei corsi è dovuta anche all'impegno del Preside e della Vice-Preside, che hanno continuamente seguito l'andamento dei corsi e l'evoluzione della preparazione degli alunni. Se c'è da dire qualcosa di negativo, è il fatto che questi corsi rapidi portano ad un certo soffocamento delle materie che, dato il poco tempo, devono essere presentate pre-

valentemente sul piano della tecnica di esecuzione degli esercvizi, e non come patrimonio di notizie utilizzabili immediatamente nella propria esperienza. È il caso di dire che, per i prossimi anni, i programmi delle materie devono essere snelliti per poterli rendere sfruttabili al momento dell'uscita dell'alunno della scuola.

Un altro elemento negativo è il fatto che le ricche problematiche del lavoro svolto quotidianamente da ogni iscritto si sono smorzate di fronte all'ampiezza dei temi e dei programmi da affrontare.

Anche gli insegnanti si devono considerare arricchiti da un'esperienza simile perchè, oltre ad avere avuto nuovi rapporti, hanno potuto constatare l'importanza crescente di collegare la problematica delle

materie al campo dell'esperienza quotidiana degli alunni, invece di privilegiare l'aspetto tradizionale delle materie.

Gli esami vengono fatti presso altre scuole e con altri professori. A questo riguardo mi sembra sia il caso di fare due proposte pratiche: durante le inierrogazioni, i docenti dovrebbero essere coscienti del lavoro e dello sforzo compiuto dagli iscritti;

gli esami dovrebbero essere svolti dai professori che hanno condotto il corso durante l'anno; se ciò non fosse possibile, fare in modo che i professori che hanno seguito e insegnato, siano inseriti all'interno del consiglio di classe che esamina i candidati.

L'alfabetizzazione degli adulti

"I lavoratori che, al fine di migliorare la propria cultura..., intendono frequentare, presso istituti pubblici e legalmente riconosciuti, corsi di studio, hanno diritto..., a usufruire di permessi retribuiti a carico di un monte ore triennale messo a disposizione di tutti i dipendenti".

Così inizia uno degli articoli del contratto collettivo nazionale dei lavoratori metalmeccanici del 1973. L'attuazione di tale articolo ha, a nostro avviso costituito uno dei fatti più importanti degli ultimi anni per ciò che concerne l'educazione degli =adulti.- , L'utilizzazione di orè comprese nel normale orario di lavoro per poter frequentare dei corsi e l'enorme partecipazione di massa che le 150 ore hanno stimolato sono solo alcuni degli elementi importanti delle 150 ore. Un altro importante elemento è dato da una parte dalla gestione collettiva che di tale istituto contrattuale si è fatta e, dall'altra, dal tipo di obiettivi che le

Progetto UNICEF

150 ore si sono poste: il rapporto tra formazione e mercato e organizzazione del lavoro è l'asse portante di tale conquista, ma non più in termini di adeguamento della formazione ai processi di trasformazione e di razionalizzazione dell'organizzazione del lavoro, in termini pertanto di subalternità. Le 150 ore, invece, nelle intenzioni delle organizzazioni sindacali e delle altre forze sociali e politiche che le hanno attivamente sostenute, si sono oste come un elemento di modifica e di contestazione dell'attuale organizzazione del lavoro.

L'acquisizione delle conoscenze di base e di conoscenze supplementari, tanto più se queste sono sviluppate in un contesto in cui sono le stesse organizzazioni dei lavoratori e gli stessi lavoratori i protagonisti di tale processo di crescita culturale, determina il rafforzamento del potere di controllo dei lavoratori stessi sulle condizioni di lavoro all'interno della fabbrica, sulle fasi del processo produttivo, ecc. ciò costituisce un fatto tutto diverso dall'adeguarsi passivamente al tipo di organizzazione del lavoro esistente.

città di Milano, si rileva che sono circa 175.000 gli adulti analfabeti e semianalfabeti.

Cause di varia natura (la degradazione del tessuto produttivo, la permanenza di una situazione di bassa scolarizzazione per un lunghissimo periodo della storia nazionale anche recente, il perdurare della selezione scolastica tra le classi meno abbienti, una "vita culturale" ancora troppo poco estesa, ecc.) determinano negativamente qualsiasi stimolo di crescita culturale. Milioni di lavoratori rimangono in tal modo esclusi dal processo formativo e culturale.

perchè fino a questo momento si è fatto, quando si è fatto, a livello di adulti culturalmente svantaggiati, un recupero scolastico e basta. A nostro avviso, è urgente, pertanto, riesaminare il problema dell'alfabetizzazione degli adulti su nuove basi e nuovi contenuti, creare nuove strutture all'interno delle quali sviluppare il processo di partecipazione, rivedere i modi, dellaolitica culturale fin qui svolta, rifo p rmare le attuali strutture educative.

tuito da donne. Le ditticoltà di partecipazione ai corsi aumentano notevolmente per le donne e ciò, oltre che per "motivi particolari" relativi ai problemi dei figli, del lavoro casalingo, della mancanza di servizi sociali, anche per un fatto di ordine generale costituito dalla attuale condizione della donna nella società.

L'alfabetizzazione degli adulti, in altri termini, è un problema da vedere in relazione e contestualmente ad altri nodi della società italiana, ricostruendo un nuovo sistema di educazione degli adulti, che sia da una parte strettamente legato (e non in maniera subalterna) al cambiamento del processo produttivo e dall'altra capace di condizionare un senso innovativo e progressivo l'organizzazione della "vita culturale" nel suo significato più ampio.

- il progetto UNICEF, studiato, approfondito, discusso e redatto è stato inviato a:

- Provveditorato degli Studi di Milano

- Segretario UNICEF - Consiglio di Circolo ed è stato approvato.

- La documentazione del lavoro svolto è in visione presso la direzione didattica di via U. Pisa n° I

- Alcune attività relative al progetto UNICEF avranno ulteriore sviluppo.

Seguono 21 firme di insegnanti

Questa breve premessa generale ci è parsa necessaria per introdurre il discorso sull'afabetizzazione degli adulti e ciò in quanto la conquista delle 150 ore ha influito positivamente anche su quest'ambito di intervento. Partiamo dai dati sull'analfabetismo. Secondo il censimento del 1971, gli analfabeti che si dichiarano tali sono due milioni e mezzo, mentre coloro che non hanno alcun titolo di studio sono circa 8 milioni e mezzo: in totale perciò circa 11 milioni di persone, cioè il 23% del totale della popolazione italiana (i dati si riferiscono naturalmente alla popolazione in età superiore ai 14 anni).

A questi poi vanno aggiunti una larga fascia di persone che, pur possedendo il diploma di licenza elementare, sono da considerarsi bisognose di una ulteriore fase di alfabetizzazione.

Per quanto riguarda, invece, la

Di fronte a una tale realtà, la risposta che si è data è stata quella dell'istituzione di semplici corsi popolari a-b-c da parte del Ministero della Pubblica Istruzione e recentemente, dopo le 150 ore, si sono sviluppati, soprattutto da parte degli Enti Locali e delle Regioni, nuovi interventi, con il tentativo di avviare nuove fasi e nuove direzioni. Si deve infatti rilevare che, mentre, da una parte, la mancanza dell'alfabeto relega milioni di persone in una condizione di "emarginazione culturale" (che ha indubbiamente dei riflessi sulla loro attività sociale), dall'altra parte, però, il possesso dell'alfabeto non significa di per sè stimolo ad usare socialmente tali capacità strumentali. Pertanto, il salto che esiste tra acquisizione di capacità di base e di conoscenze culturali e uso di tali capacità deve essere riempito attraverso la messa in atto di una serie di iniziative e strumenti che diano all'adulto la possibilità di utilizzare le strutture esistenti e non (da creare) per una sua più attiva ed incisiva presenza nella vita sociale e culturale del paese. In altri termini, l'alfabetizzazione degli adulti non può ridursi ad un fatto esclusivamente didattico: se cosi fosse, non si eliminerebbe il distacco di cui parlavamo tra il momento dell'apprendimento di alcune capacità e il loro uso; se così fosse, non si eliminerebbe il fenomeno grave dell'analfabetismo di ritorno che si riproduce anche

Le iniziative sull'educazione degli adulti, intraprese e da intraprendere, devono a nostro parere. avere in sè questo riferimento generale e non possono porsi come un semplice rimedio a una situazione di sottosviluppo. Sulla base dei dati esistenti, di ricerche empiriche e dell'esperienza di questi ultimi anni, analizziamo ora chi sono gli utenti dei corsi di alfabetizzazione:

Gli insegnanti delle scuole elementari zyxwvutsrqponmlkjihgfedcbaZYXWVUTSRQPONMLKJIHGFEDCBA "U. Pisa" e "Anemoni", che hanno partecipato alla stesura Pd alla attuazione del progetto UNICEF, cui fa riferimento la lettera "Tanti soldi e poche idee?" pubblicata sul vostro giornale, precisiamo quanto segue:

la maggior parte di analfabeti e persone senza alcun titolo di studio sono donne.

un elevato tasso di analfabetismo, soprattutto parziale, è presente anche tra la popolazione giovane;

i lavoratori analfabeti sono presenti all'interno di ogni settore produttivo, sia pure in maniera diversa. La loro presenza è notevole fra gli edili, lavoratori di alcuni settori del commercio (imprese di pulizie, mensa ecc.), tra i braccianti, i netturbini, tra i metalmeccanici (soprattutto manovali e addetti alla catena di montaggio), ecc.

all'interno dei vari settori produttivi i lavoratori analfabeti svolgono i lavori più pesanti e dequalificati.

La realtà che emerge da questi dati chiarisce le difficoltà che si incontrano nel reperimento dei corsisti. Sinteticamente possiamo così riassumere i motivi di tali difficoltà:

In primo luogo gli analfabeti si vergognano della loro condizione e pertanto si dimostrano più riluttanti ad iscriversi ai corsi, pur essendo teoricamente quelli con maggiori motivazioni in tal senso.

In secondo luogo, il 60-70% della popolazione analfabeta è costi-

L'analfabetismo, poi, è relativamente più esteso nel "sociale", tra le donne appunto, tra gli anziani, fra i lavoratori precari e sottoccupati ecc. Questo è un ambito in cui nonostante i passi avanti notevoli compiuti soprattutto in quest'ultimo decennio, l'esistenza di strutture e momenti di partecipazione popolare (fondamentale per l'attività di reperimento) è ancora scarsa, se messa in confronto con il settore delta produzione. Vi sono difficoltà dovute all'esistenza di grossi agglomerati urbani caratterizzati dalla mancanza di strutture di vita associativa, di servizi sociali, ecc. In generale, poi, la divisione realizzatasi fra il "momento produttivo e momento non produttivo" ha determinato un "ritardo" di questo secondo momento nel processo di emancipazione collettiva degli strati subordinati di popolazione. Si sono prima citate alcune categorie di lavoratori — occupati in cui più alto è il tasso di analfabetismo (edili, braccianti, imprese di pulizia e mense ecc.). Questi settori produttivi sono caratterizzati dalla presenza di una miriade di aziende di piccole dimensioni, con poche decine di dipendenti. Una simile realtà non permette l'utilizzazione del diritto delle 150 ore, dato il meccanismo che le regola.

Per questa fascia di lavoratori e per altri la non utilizzazione di massa delle 150 ore significa veder restringere le proprie possibilità di accedere all'istruzione: ad essi rimarrebbero aperti dei corsi serali ma ciò limita ugualmente l'accesso all'istruzione, in quanto la frequenza ad un corso serale in genere determina un maggiore spreco di energie psico-fisiche, il restringimento del tempo libero, e così via, fino a originare in moltissimi casi un calo di motivazione.

Il quadro che abbiamo delineato è, come si vede complesso e per certi aspetti contraddittorio: è comunque un quadro in movimento e suscettibile di nuovo balzi in avanti sulla base dell'acquisizione di quanto si è costruito e conquistato.

È necessario però, su questa via, un impegno costante delle organizzazioni sindacali, degli operatori, delle forze sociali e politiche degli enti locali.

IL DICLASSETTE/ zyxwvutsrqponmlkjihgfedcbaZYXWVUTSRQPONMLKJIHGFEDCBA SCUOLA 5
sobrea solventi, vernici e affini Sede e Stab.: 20080 ZIBI DO SAN GIACOMO (MI) Via F. Martelli, 75 Telef. 90.57.071- 90.57.167 -90.57.155
Attilio Silipo operatore culturale del Comune di Milano

Le grandi riforme di Maria Teresa d'Austria e di Giuseppe 2°, lasciarono una traccia profonda e duratura nella vita di Milano e nella stessa formazione mentale dei milanesi.

Dopo il censimento e il catasto, l'unificazione del debito pubblico, le riforme finanziarie e quelle degli organi del governo, un'altra forte virata verso l'accentramento fu la divisione dello Stato in otto provincie rette da prefetti (1786); ma fu questa una acerba ferita per l'autonomia cittadina; (eppure nel 1780 Milano ebbe una milizia urbana; vestivano di verde e bianco, colori già in uso sotto la Spagna, con colletti e paramani rossi). Nello Stesso 1876 la sede del Comune fu trasferita da Palazzo di Piazza Mercanti al Palazzo che era stato del Carmagnola in Via Broletto.

Si attua la riforma giudiziaria della quale vanno ricordate la limitazione della pena di morte ai soli delitti contro lo Stato (1785) e l'abolizione della tortura (1789); in entrambi i provvedimenti caldeggiati dall'Austria, furono ostacolati dal Senato di Milano, da dove si era pure diffuso nel mondo, incontrando grandi consensi, il pensiero forte e inumano di Cesare Beccaria, che fin dal 1764, a ventisei anni aveva scritto "Dei delitti e delle pene" contro la pena di morte. Per dare un assetto definitivo e stabilire una autenticità storica alla nobiltà milanese, nacque il tribunale Araldico per stabilire i titoli necessari a fare parte dei nobili - l'aristocrazia milanese fosse nobiltà di origine feudale, militare o patriziato di origine civile, ebbe una sistemazione definitiva acquistando una sua fisionomia omogenea pienamente italiana dandone prova in seguito nel Risorgimento con autentico pattriottismo.

Con Giuseppe 2° succeduto a Maria Teresa si attuano le riforme ecclesiastiche che colpirono il clero con durissimi colpi, contenute in primo tempo entro i limiti del concetto che i diritti della Chiesa e dello Stato sovrani entrambi si potessero ragionevolmente conciliare,

ma in seguito prevalse l'impero dello Stato sulla Chiesa. Viene soppressa la compagnia del Gesù, l'imperatore falciò i monasteri, destinandone i beni agli ospedali; opere pie, istituzioni culturali, e anche ad erigere nuove parrocchie e a sussidiare il clero più povero. Spinse il controllo statale nelle regole monastiche, nel calendario, nelle feste, perfino nella liturgia. Per il popolo venne l'abolizione graduale delle corporazioni. Sovrastate sul piano economico e produttivo dalla concorrenza straniera e anche di quella locale, ottenuta con una più razionale organizzazione ed utilizzazione del lavoro. In luogo delle medioevali botteghe sorgevano i primi opifici industriali che impiegavano diversi tipi di mano d'opera e le prime macchine. Corollario della soppressione delle Corporazioni, fu la liberalizzazione degli scambi nell'ambito del territorio di Milano. L'efficacia delle riforme che l'Austria attuò contro i privilegi diede al territorio milanese il volto di uno stato ordinato e civile, con una finanza e una Amministrazione efficienti. L'Austria volle un popolo capace di produrre e amministrarsi, non di governarsi beninteso, ma un popolo capace di pensare e vivere modernamente. Dopo i rottami della dominazione spagnola questi risultati non possono essere sottovalutati. Certo l'Austria rimaneva pur sempre un paese occupante e tutto andava bene se si ubbidiva e se non si aveva la pretesa di essere italiani come piaceva agli italiani; nei milanesi vi era un certo senso di malessere, solo in alcuni però, perché non erano ancora sorti i moti rivoluzionari del Risorgimento. Quali erano alla fine del settecento la cultura e l'arte e i caratteri della città di Milano?: le barriere di classe tendevano ad abbassarsi fra patriziato e borghesia, i più umili erano ancora esclusi dal convito. Oltre al collegio di Giureconsulti che aveva ancora come regola per essere ammessi la più pura nobiltà — a datare dal 1764 Milano aveva delle otti-

BANCHE

me scuole. Al vertice l'Università di Pavia — con i due fertili e prestigiosi collegi fondati l'uno da S. Carlo Borromeo, l'altro da Pio V. Ghislieri — ebbe maestri di scienza A. Volta, Spallanzani, Mascheroni — poi a livello di poco inferiore le Scuole Palatine passate da Piazza Mercanti a Brera dopo la soppressione dei Gesuiti (1777) con 14 cattedre tenute da: Cesare Beccaria (economia pubblica e Commercio), da Frisi (meccanica, idrostatica e idraulica), da Panini (eloquenza e belle lettere), da Moscati (chirurgia, ostetricia e chimica), da Boscovich (astronomia) senza contare a Brera la Biblioteca aperta al pubblico (1770) l'orto botanico e l'Accademia di Belle Arti (1775) per iniziativa personale di Maria Teresa, mentre la Pinacoteca venne poi ai primi dell'800. Altre istituzioni culturali accademiche: l'Arcadia il gruppo dei redattori del "Caffè" che portava avanti un discorso anti provinciale ed anti tradizionale in senso evolutivo. La società Patatina ispirata dal Muratori e dall'Argelati. Nasce la biblioteca Tribulziana; nelle

Belle Arti a Milano non vi furono spinte in avanti; passarono dal Barocco settecentesco al Barocco fiorito, finché non si impose l'incolore gusto del Piermarini, Palazzo Belgioioso, Villa Arciducale e poi reale di Monza, Teatro della Scala. Nella pittura tra il 1730 e il 1743 lasciò le sue traccie il Tiepolo in alcune case patrizie (Archinto, Clerici ed altre); ma solo sul finire del secolo si staccò dagli altri un vero artista milanese Andrea Appiani. Il culto dei milanesi per il melodramma diede vita al teatro della Scala inaugurato il 3 agosto 1778, a suggello di una tradizione teatrale che risaliva al periodo spagnolo. La città aveva dai 125.000 ai 130.000 abitanti disegualmente distribuiti in 5.314 case nel 1786; caratterizzata dagli antichi corsi irradianti dal Duomo alle antiche Porte: quello aristocratico di Porta Orientale (Corso Venezia), meno aristocratico il corso di Porta Romana e meno ancora quello di Porta Tosa, fiancheggiati dagli umili Borghi della Vigentina e della Fontana. Vi era sempre grande animazione in centro al-

l'ombra del cantiere del Duomo, sul quale e sulla città si levò infine nel 1774 la guglia maggiore con la protettrice Madonnina modellata dallo scultore Perego ed eseguita in bronzo tutta coperta d'oro dall'orefice Bini. Ma l'idea pare risalisse all'Amadeo contemporaneo di Leonardo, e avesse più tardi interessato anche il Bernini. Animavano allora ancora come oggi il centro cittadino, uomini d'affari, commercianti grandi e minuti, forestieri in visita, italiani e stranieri e affollavano sulle lunghe stagioni delle intemperie, la loggia dei Mercanti, quella degli Osii e il coperto dei Figini in Piazza del Duomo, sul lato sinistro di chi guarda la Cattedrale dove si affacciavano le seducenti mostre dei negozi.

Continua con: Milano nell'orbita Francese, capitale della Repubblica Cisalpina, capitale del Regno d'Italia.

Un programma culturale per la zona 17

Il Consiglio di Zona 17, richiamandosi allo stanziamento complessivo di 100 milioni da attribuire alle zone cittadine per la promozione di iniziative culturali nel corrente anno e con particolare riferimento alla lettera del 9 aprile sottoscritta dagli Assessori Taramelli e Ogliari, inoltra richiesta per l'ottenimento della sovvenzione prevista, allegando il relativo programma di massima.

Detto programma, da precisare ulteriormente nei dettagli, che verranno successivamente comunicati, si articola principalmente in cinque settori di intervento, ritenuti prioritari rispetto alle esigenze della zona, priva, tra l'altro, di sufficienti strutture culturali e di adeguate iniziative pubbliche nel settore.

Ci preme sottolineare quindi la necessità di far precedere la programmazione degli spettacoli da "incontri propedeutici ' che assolvano il compito di informare e di coinvolgere attivamente i cittadini nelle nostre iniziative e di coordinare su tali proposte gli organismi di base esistenti in zona, utilizzandone — laddove possibile — i rispettivi spazi (biblioteca, centri sociali, consiglio di zona, scuole, organismi parrocchiali, ecc.).

Ciò allo scopo di suscitare interessi specifici nel quartiere, promuovendo altresì la formazione di gruppi autonomi che possano, in prospettiva, "produrre cultura", collegandosi anche alle particolari caratteristiche della nostra zona. Un tentativo, limitato fin che si vuole, di rovesciare la tradizionale logica della "fruizione" passiva dei prodotti culturali.

1) SETTORE "ANIMAZIONE TEATRALE" corso propedeutico di "mimo" e di "gestualità teatrale" (è previsto l'intervento di gruppi cittadini - "Quelli di Grock", "L'arsenale ecc. - e zonali e l'allestimento di uno spettacolo conclusivo) spettacolo del "Teatro del Buratto" (coinvolgimento diretto delle scuole elementari e medie zonali).

2) SETTORE "MUSICA" corso propedeutico sull'origine, le caratteristiche, l'uso degli strumenti musicali (chitarra, archi, fiati e tastiere) collegato ad una serie di piccoli concerti dal vivo. concerto della "Camerata di Cremona" (musica rinascimentale e barocca - strumentale e vocale) "Rassegna di musica rock e pop in Italia dal '60 ad oggi" (con l'ausilio di filmati e l'allestimento di alcuni concerti) "Il canto corale": manifestazione con i cori "Città di Milano" e "La Roccia" di Trezzano (le esibizioni saranno precedute da interventi illustrativi).

3) SETTORE "ARTI VISIVE" corso propedeutico sulla "realizzazione della serigrafia" a cura del pittore Nani Razetti (con particolare riguardo alle scuole) al) mostra delle opere di Nani Razetti (articolata in incontri e dibattiti) corso propedeutico di tecnica fotografica

bl) mostra fotografica sul tema "Storia e Realtà della Zona 17".

4) SETTORE "CONOSCENZA DEL TERRITORIO"

a) proposta per un corso monografico sulle caratteristiche storicourbanistiche della Zona 17 (è prevista la collaborazione di alcuni settori della facoltà di Architettura).

5) SETTORE "FOLKLORE E COSTUMI REGIONALI"

a) contatti con Circoli, Associazioni, "Famiglie" Regionali esistenti a Milano per la realizzazione di manifestazioni tendenti al recupero dei valori etnico-culturali delle varie Regioni d'Italia (con particolare rilievo per le componenti d'immigrazione più numerose nella zona).

P.S. La realizzazione delle proposte sarà rapportata ai limiti dello stanziamento e alle eventuali disponibilità dei gruppi artistici interessati. Il Presidente del Consiglie di Zona 17

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CINQUE
PER AMARE MILANO
Villa Grandocale e poi Reale di Monza - Piermarini.
Carlo M. de' Flumeri Il Coordinatore Commissione CULTURA A. Sandi 49....7ciworrorm

IL DICIASSETTE

I Servizi Socio-Sanitari

Uffici Pubblici Diversi

- Commissariato di P.S. Porta Genovav.le Papiniano

- Carabinieri - via Montecatini, 14

- Vigilanza Urbana Presidiov.le Legioni Romane, 54

- Anagrafe - via Caccialepori, 4

- IPAB (ex ECA) - via A. Ponti, 7

- INAM Poliambulatorio - via Inganni, -15

tel. 8353242 tel. 4229557 tel. 4157961 tel. 4076943 tel. 479894 tel. 410959

Direzione Centri Rieducazione Minorenni: Tribunale per i minorenni: via G. Spagliardi, 1 - 20152 tel. 4158441 (5 linee con ricerca aut.)

Procura della Repubblica presso il Tribunale Minorenni via G. Spagliardi, I - 20152 tel. 4120605 (5 linee con ricerca aut.)

Direzione dei Centri Rieducazione Minorenni di Milano, Brescia, Torino, Genova via G. Spagliardi, I - 20152 tel. 4121260 - 4121270

Ufficio Distrettuale di servizio sociale minorenni via G. Spagliarini, 1 - 20152 tel. 4121255 - 4121280 - 4121290

Istituto Nazionale "C. Beccaria" - via Calchi Taeggi, 20 tel.

4150042

Denominazione

Condotta Medica n. 6 via G. Bellini, 15 tel. 479300 - 1 medico - 1 infermiera

Condotta Medica n. 7 via Trivulzio, 6 tel. 4694796 - 1 medico - 1 assistente sanitaria - 1 capo gruppo assist. sanitarie - I infermiera

h. 14,30-15,30 escluso

h. 13,30-17 tutti i giorni escluso sabato

S. Gimignano, 10

4155854

4236834

479002 via Tito Vignoli, 42

- 2 assistenti sociali

di Zona vie Legioni Romane 54 - tel. 4153496

via S. Paolino, 18 tel. 8431963 - 2 medici - 1 tecnico

Centro Igiene Mentale (C.I.M.) plurizonale h.

Servizio Igiene

via S. Gimignano, 9/a - tel. 4156821

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h. 14,30-15,30 dal lunedì al venerdì

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h. 14-15,30 martedì

h. 13-14,30 mercoledì

h. 14-15,30 giovedì

h. 11,45-13,15 venerdì

h. 16,30-19,30 nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì e giovedì

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/ 14,30-16

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I ostetrica

2 impiegati

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4159675 via Inganni, 40

Farmacie Private: piazza Bolivar, 11

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Mercati Rionali coperti via Brunelleschi ang. via Giambellino via Odazio ang. Lorenteggio

Via Rondoni (martedì) via Bruzzesi (mercoledì) via Segneri (giovedì) via Osoppo (giovedì) via Tonezza (giovedì) via della Rondine (sabato) via Osoppo (sabato)

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Programmi e informazioni presso: NET - Nuove Esperienze Turistiche - via Rondoni, 20 - 20146 Milano

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Via Rondoni, 20 20146 Milano tel. 4236663 - 4223824

del Comune martedì ore 15-19 martedì ore 15-19 martedì ore 15-19 mercoledì ore 15-19 giovedì ore 15-19 giovedì ore 15-19 venerdì ore 15-19 , Acconciature per signora SERVIZIO ACCURATISSIMO E PREZZI MODICI Via Zurigo, 24 - Tel. 416933

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- 1 medico - 1 assistente sanitaria - 1 infermiera h. 14,30-15,30 h. 8,30-10,30 h. 13,30-17 Servizio Jonoforesi
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via Lorenteggio, 174 tel. 4121996
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tel. 4152388
Sociale
h. 8,30-12,30
Servizio Medicina Ambiente Lavoro (SMAL n. 2) plurizonale h. 8,30-17,30
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1 °Torneo di scacchi Impariamo a giocare a scacchi

Mi è stato chiesto di scrivere due righe in merito a questo torneo. Mi rendo conto che non è certo cosa semplice saper cogliere quelle note salienti vissute in prima persona assieme ad un gruppo iniziale di 35 ragazzi. Desidero innanzi tutto ringraziare quanti hanno permesso l'attuazione di questo torneo: il Consiglio di Istituto della G. Ferraris, il Preside, la Signora Mapelli, il Signor Palladino che ci ha prestato i giochi e le scacchiere, il Signor Del Monte che ha invitato le "Distillerie Ramazzotti" a offrirci le targhe e le medaglie. Voglio invece scusarmi con quei ragazzi che, mio malgrado, sono stato costretto a squalificare, ma questo purtroppo è avvenuto per la semplice applicazione del regolamento F.S.I, che appunto prevede l'espulsione dal torneo dopo tre assenze ingiustificate. Detto questo passiamo subito ad una domanda: perchè primo Torneo? La risposta è semplice: vorrei proseguire, nell'intento di effettuare un torneo scolastico negli anni a venire, (confidando anche nella collaborazione di genitori e insegnanti), perchè sono appassionato a questo gioco, desidero dare modo ai ragazzi di questo quartiere di appassionarsi ad uno svago che permetta loro un sano e istruttivo passatempo. Questi tornei avrebbero lo scopo di preparare i ragazzi ad un Campionato a squadre ben più impegnativo, che si svolge ogni anno al Castello Sforzesco nella "Sala della Balla" fra tutte le scuole di Milano e provincia.

Anche la G. Ferraris quest'anno ha partecipato, ma ovviamente il risultato è stato molto mediocre. La squadra vincente può avere la fortuna di fare un magnifico viaggio: negli anni scorsi le squadre vincenti sono andate in viaggio Premio a Mosca e a N. York. È. chiaro quindi che per arrivare ad un livello di preparazione così elevato si devono iniziare i ragazzi fin dalle elementari. La Scacchistica "G. Ferraris" si vuol prolorre ciò. L'anno prossimo, con la colaborazione della Scacchistica Milanese e del Comune di Milano, con molta probabilità vi sarà il primo Torneo Internazionale fra ragazzi dagli undici ai tredici anni; (a questo proposito prendo l'occasione per informare chi desiderasse ospitare un bambino straniero per 8 - IO giorni di comunicarlo telefonando al n. 593937 di Milano chiedendo del Sign. Palladino, Presidente della Scacchistica Milanese, oppure a me direttamente, Cattaneo, al n. 4156968). Veniamo ora a tutti questi bravi ragazzi, più brave ancora le uniche due bambine: Leccese 4° D, e Cilona 4° C. Ora essere obiettivi è molto difficile, i futuri campioni ci sono, tutto sta a perseverare. Alle medie quelli che formeranno sicuramente le squadre della G. Ferraris sono: CATTANEO I G - BERNARDINI 2 D - PATRIGNANI 1 E - TOMASETTA 2 D - CAZZAVILLANI 2 FGIANNI 2 G- DI FRANCO I F- e ROSA B. 5 A (l'anno prossimo sarà in prima media); ma attenzione a: CILO-

NA I G - ALBANO I G - DEL MONTE

5 A - VERGANI 5 A - ELIA 5 B - potrebbero soffiar loro il posto se durante le vacanze si allenano con meticolosità. Intanto in pentola bollono per la cottura SERTURINI 4 E - CALCABRINI 4 B - KNOCHE 4 F - BISOGNI 4 E - PEDO L 4 F - CARAFFA 4 E - LECCESE 4 b- PAGLIARA 4 D - ZACCARIA 4 Fe CILONA 4 C. Perciò ragazzi sotto! allenatevi durante le vacanze, a Settembre ci rivedremo davanti alle scacchiere ed allora si vedrà chi sarà più qualificato a rappresentare la G. FERRARIS alPVIII CAMPIONATO DI SCACCHI A SQUADRE che si svolgerà in Aprile 1980.

Lucio CATTANEO

Danze popolari in zona 17

DANZE POPOLARI IN ZONA 17

La zona 17 presenta dal punto di vista delle attività ricreative (e in genere di aggregazione) rivolte ai giovani, tutte le lacune presenti in molte altre zone di Milano: non solo mancano i cinema, le discoteche e tutto ciò che a Milano è principalmente concentrato nelle zone centrali, ma anche tutte quelle strutture che riescono a riunire e a far comunicare la gente (centri sociali, circoli culturali etc).

Come riempire anche solo in parte questi vuoti culturali e non?

Da sempre una delle forme di comunicazioni più vive è la danza, il ballo in tutta la sua varietà (liscio, disco, feste popolari), questo grazie all'immediatezza e relativa semplicità del ballare rispetto ad altre forme espressive (musica, teatro, etc.) ed è proprio in questo campo che il "LABORATORIO DANZA" vuole intervenire.

CRONISTORIA

Dal settembre 1978 un gruppo sempre più consistente di giovani (ormai si aggira intorno al centinaio) sotto la spinta di diverse motivazioni sta conducendo una esperienza di "divertimento" collettivo utilizzando materiale popolare assunto da diverse parti, (per chiarire cosa intendiamo per danza popolare occorre Fare memoria alla festa di via Odazio o più semplicemente basta venire alla prossima festa del-

l'Unità). All'interno di questo gruppo piuttosto eterogeneo unito principalmente dal divertimento si è venuto enucleando un gruppo dipersone, noi per l'appunto, dando vita al "LABORATORIO DANZA", che si propone una attività di ricerca nel campo finora pressoché inesplorato della danza popolare (si è tra l'altro avviata una collaborazione con altri momenti, istituzionalizzati, di studio del mondo popolare).

Tra le ipotesi del nostro lavoro quella che praticamente ci ha stimolato di più è stato il pieno convincimento di un possibile riuso di questo materiale, legato ad un'altra cultura, per nuovi momenti di socializzazione (possibilità verificata dal fin eccessivo entusiasmo dei 100 "danzerini autogestiti").

Per questo sentiamo l'esigenza di affiancare all'attività di ricerca quella della riproposta, non solo per far conoscere una tradizione scarsamente considerata, ma anche e soprattutto come attività ricreativa che riesce ad aggregare e divertire.

ZONA 17

Questa riproposta acquista maggiormente significato nel momento in cui non viene fatta dove già esistono delle attività più o meno aggreganti, come avviene in centro, (dove finirebbe in pasto ad una élite che avverte il problema del divertirsi solo in termini di cosa scegliere) ma proprio in quartieri da sempre abbandonati dall'industria

Visto l'entusiasmo che ha avuto il primo torneo "G. FERRARIS" svoltosi nel mese di maggio u.s. presso la scuola media "Galileo Ferraris in via Ugo Pisa 5 / 2, penso di fare cosa gradita dedicando mensilmente uno spazio a questa rubrica.

Questo primo impatto lo dedico a tutti coloro che volessero iniziare a capire il gioco dando le prime regole elementari. Certo è che, una volta conosciuti i principi fondamentali, si consiglia l'acquisto di uno dei tanti ottimi libri sugli scacchi o l'iscrizione ad un circolo.

Prima parte

L'origine del gioco degli scacchi è molto antica: circa 2000 anni. Fare una partita a scacchi significa essere un generale d'annata in una piccola guerra. Lo scopo del gioco è di bloccare il re avversario.

Come giocare

La partita si gioca su una scacchiera composta di 64 case a colori alternati chiari e scuri. I due giocatori hanno ciacuno 16 pezzi: un re, una regina, 2 torri, 2 alfieri, 2 cavalli e 8 pedoni.

Il diagramma qui sotto esposto mostra i simboli dei vari pezzi e la giusta posizione di partenza della partita.

Noterete che la giusta disposizione dei pezzi è data dalla casa la che è sem-

del divertimento.

PRATICAMENTE

Vorremmo creare una attività composta di due momenti funzionali l'uno all'altro: IL CORSO e FESTA.

Perché e come un corso? Perché per riuscire ad esprimersi (e questo in ogni campo) occorre conoscere il "vocabolario", che nella tradizione popolare viene assunto come parte integrante dell'educazione. Con il venir meno dei metodi di trasmissione tradizionali si impone la necessità di sopperire a questa mancanza fornendo per qualche altra strada questo "vocabolario" (per evitare feste oceaniche stile Palalido ed altre circostanze simili dove il più elevato livello di espressione è un girotondo caotico).

Perché la festa? Perché il nostro fine è quello del riutilizzo di questo materiale; la festa non tanto intesa come casino "una tantum" (stile capodanno o carnevale), quanto come momento di divertimento e di incontro.

Quanto alla struttura dei corsi è ancora, evidentemente, in via di progetto: indicativamente pensiamo a corsi di venti persone predisposti in modo tale da fornire inizialmente i passi base di gran parte delle danze che possono essere riproposte e cercando poi di sviluppare più nello specifico questo o quel tipo di danza. Per discutere meglio di tutte queste cose venite alla festa di ... il ...

pre nera (, al contrario del gioco di dama che è sempre bianca) e i pezzi bianchi sono disposti lungo le traverse le 2, mentre i neri sono disposti lungo le traverse 7 e 8.

Questo è molto importante perchè, se doveste diventare campioni, le mosse andrebbero sempre scritte come risulta da questo diagramma. La regina occupa sempre la casa del proprio colore.

La prima mossa è del bianco, i pezzi si muovono sulle case libere, salvo che per procedere ad una cattura. In tal caso essi prendono il posto del pezzo catturato. Il cavallo è l'unico pezzo che possa spostarsi scavalcando una casa occupata. Ci sono comunque due eccezioni: prendere un pedone "al varco" e "arroccare" che vi spiegheremo più avanti.

La cattura del pezzo avversario consiste nel toglierlo dalla casa che occupa ed in essa metterci il peno catturante. Tutte le catture sono facoltative a meno che non si tratti di evitare lo "Scacco Matto".

C'è "Scacco matto" quando il re, messo sotto scacco (attaccato cioè da un qualsiasi pezzo avversario) non può nè parare lo scacco nè sfuggire in altra (usa.

Qui ha termine questa prima parte. Spero di essere stato abbastanza chiaro, la prossima volta vedremo il movimento dei singoli pezzi.

Festa della Gioventù

Per un sabato e una domenica di maggio, nei giardini di Via Odazio c'è stata una grande animazione. Giovani, bambini e adulti della zona si sono trovati tutti assieme per divertirsi e per discutere. Un argomento non poteva mancare, quello della droga, purtroppo così diffusa in zona. Se n è discusso a lungo e sono uscite anche molte proposte per affrontare questo tema scottante. Ma forse, non bisognerebbe iniziare a stare tutti più insieme e più frequentemente?

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