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LaColata bollettino 11bis

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1. 5 R. M. o. Sesto S. -Milano fondod.4 •.62.4 BOLLETTINO SELLA SEZIONE SINDACA LE AZIENDALE FIOM-CGIL FA LCK Sesto S. Giovanni

FERMA RISPOSTA OPERAIA ALLE MANOVRE DEL PADRONE

IN PIENO SVILUPPO LA LOTTA NELLE FABBRICHE DEL GRUPPO FALCK INCALZARE NELL' AZIONE FINO AL SUCCESSO! Mentre scriviamo è in pieno sviluppo ,in modo compatto, la lotta unitaria articolata negli stabilimenti di Sesto, Arcore e Porta Romana. I motivi che stanno alla base di questa azione sindacale sono noti, e più volte abbiamo avuto occasione di illustrarli sulle nostre pagine, ma tuttavia riteniamo necessario richiamare l'attenzione dei lavoratori sugli elementi di fondo della vertenza, che devono e possono trovare soluzione solo a livello aziendale. E' naturale che problemi come: l'estensione degli incentivi a tutti gli impianti produttivi; la definizione degli organici, dell'orario di lavoro; dell'eliminazione delle sperequazioni ai vari livelli; la regolamentazione delle Commissioni Interne, il trattamento dei siderurgici e così via, non possono essere risolti nè con il contratto nazionale, nè a livello del settore siderurgico, ma bensì si affrontano e si risolvono con la contrattazione aziendale.

Eravamo e siamo tuttora coscienti della vastità e complessi. tà dei problemi in discussione, ma, d'altra parte, la. responsabilità di una tale situazione va ricercata nella politica padronale aziendale portata avanti in tutti questi anni da Falck e dai suoi massimi dirigenti. E' la continuazione di questa politica padronale che ha porta— to alla rottura delle trattative e che costringe i lavoratori alla lotta. Infatti abbiamo, purtroppo, dovuto constatare durante le trattative che la linea della direzione generale continua ad essere quella vecchia, logora superata dalla nuova realtà; cioè tentare di eludere le richieste di ,fondo per la modifica del rapporto di lavoro, sia dal punto di vista normativa che economico-strutturale, offrendo « quattro ptalanchette ». Tale atteggiamento non poteva che trovare l'opposizione unitaria e decisa da parte di tutti i sindacati, anche perchè, nell'azienda, esistono tutte le condizioni per risolvere questi problemi. La nostra convinzione che Falck può e deve accogliere le richieste dei lavoratori ha avuto un'ulteriore conferma — .se era necessario — dai dati resi pubblici — con il bilancio della Società — sabato 25 maggio, dai quali risulta che, nel 1967, la pro-

duzione d'acciaio è aumentata del 18% e i laminati del 20%, e che, nei primi 4 mesi del 1968, la produzione di acciaio è aumentata ulteriormente del 7,6%, e il fatturato — sempre nei primi 4 mesi del 1968 — ha raggiunto la cifra record di 36 miliardi e 785 milioni. Se aggiungiamo che tutto ciò è stato realizzato con centinaia di lavoratori in meno, si vede come Falck può abbondantemente pagare le richieste dei lavoratori. Inoltre i lavoratori non sono più disposti a continuare la loro vita in fabbrica in condizioni tali che li fa continuamente « maledire » il modo e le condizioni in cui sono costretti a lavorare. Ecco perchè anche Falck si deve rendere conto che non può più sfuggire da questa nuova realtà; ma deve affrontarla e risolverla concretamente così come e già avvenuto alla FIAT, Ercole e Magneti Marelli, Innocenti, Breda, ecc. Il nostro invito è che per farlo non si attenda prima l'effettuazione di tanti scioperi e manifestazioni come è avvenuto in quelle aziende. Comunque è certo che, per il modo unitario con cui si sviluppa l'azione articolata, per il grado di combattività e presa di coscienza dei problemi che i lavoratori dimostrano ogni giorno di più, la lotta andrà avanti sino alla conquista di un positivo accordo che dia soluziotie ai problemi.


[Cronaca delle trattative Alfine di permettere a tutti i lavoratori di rendersi conto dell'andamento della vertenza riteniamo opportuno fare una succinta cronistoria delle trattative. A distanza di circa tre mesi, da quando i Sindacati hanno presentato le richieste, il 19 aprile ha avuto luogo all'Assolombarda, il primo incontro fra Sindacati e direzione, con la partecipazione delle Commissioni Interne. Un nuovo incontro si è tenuto il 30 aprile, al termine del quale si convenne di effettuare degli incontri, presso ogni stabilimento, fra Commissione Interna e direzione per puntualizzare i problemi particolari. Le trattative dovevano poi proseguire in Assolombarda il 9 maggio ma, all'ultimo momento, venivano rinviate. Di fronte alla proclamazione dello sciopero, le stesse furono riprese 1'1 I maggio e continuarono il 15 maggio. Purtroppo i 4 incontri all'Assolombarda, più gli incontri fra direzione e Commissioni Interne non hanno permesso di trovare una positiva soluzione ai problemi a causa della posizione negativa della direzione.

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LE RICHIESTE DEI SIND In questi giorni qualcuno ci ha chiesto: « Quali sono le richieste presentate dai Sindacati, e che risposta ha dato la Direzione? ». Al fine di evitare distorsioni, riassumiamo sia le richieste che le risposte della direzione.

Inoltre si è richiesto l'estensione ,con propri congegni, dell'incentivo a tutti i reparti produttivi con produzione collettiva, come ad esempio ai reparti di laminazione, alla fonderia, al Vulcano, al Concordia, al Bliss del Vittoria, ad Arcore, ecc., con un valore iniziale di lire 30 per la prima piazza e scalare per gli altri.

COTTIMI

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Si è richiesta la revisione dei cottimi in modo da sbloccarli e affinchè, attraverso dei sistemi di cottimo corrispondenti alla nuova realtà tecnica produttiva, gli stessi aumentino proporzionalmente con l'incremento del rendimento del lavoro. • La Direzione ha respinto la richiesta, dichiarandosi disponibile solamente a fornire delle informazioni -alle C.I. sull'andamento dei cottimi.

PONDERALE

La Direzione ha respinto in blocco la richiesta.

ORARIO Si è richiesto l'applicazione dell'orario settimanale di lavoro settoriale trovando le opportune soluzioni tecniche per i diversi reparti e settori produttivi. • La direzione ha respinto le diverse proposte formulate, limitandosi a dichiarare che farà il possibile per far• godere i conguagli.

LAVORO FESTIVO

In connessione con i cottimi si è posto il problema della « ponderale » alla quale sono collegati i concottimisti e economisti. Si è richiesto l'aumento della stessa di 5 piatti e il suo collegamento agli incentivi di produzione in modo che aumenti con l'aumentare della produzione. La direzione ha dichiarato la sua disponibilità ad aumentarla, di un certo valore ma respinge il suo collegamento agli incentivi in modo da darle una dinamica.

In particolare per gli addetti alla manutenzione si è richiesto una regolamentazione del loro orario sotto tre aspetti: orario di lavoro settimanale settoriale; una domenica sì e una no per lavoro domenicale. raddoppio del compenso libera; à La direzione si è dichiarata disponibile a vedere il problema del lavoro festivo nell'arco dell'anno ed a rivedere il compenso per lavoro domenicale.

INCENTIVI

MENSA

Si è richiesto la revisione dell'incentivo dell'Acciaieria dell'Unione, relativamente: alla estensione a tutti i posti di lavoro, nonchè alla scala valori per le diverse piazze di lavoro.

Si è richiesto il miglioramento del servizio mensa esistente, sia come qualità del pasto, sia con l'istituzione del servizio mensa in tutti i luoghi di lavoro, nonché l'istituzione dell'indennità di mensa di lire 20 orarie (160 al giorno).

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ACATI E . LE RISPOSTE DI FALCK La direzione ha detto che e minerà il problema del seri zio mensa, mentre ha propor sto un'indennità di mensa di lire 5 orarie ( 40 al giorno).

TRATTAMENTO SIDERURGICI Esito negativo ha pure avuto la richiesta dì estendere aì lavoratori esclusi il trattamento economico e normativo dei siderurgici.

PAGHE DI POSTO, QUALIFICúE IMPIEGATI Si è richiesto la revisione delle paghe di posto del 1" gruppo (fissate nel 1947) per adeguarle alla nuova realtà tecnico-produttiva ed alle prestazioni dei lavoratori. Per gli operai del 2" gruppo, gli equiparati ed impiegati il riesame dell'inquadramento professionale in modo che ad ogni lavoratore sia assegnata la qualifica o categoria corrispondente alle mansioni svolte nel processo produttivo, ed a tale scopo far funzionare il Comitato Paritetico previsto dal contratto.

Negativamente ha pure risposto la direzione ai problemi particolari posti per gli impiegati.

COMMISSIONI INTERNE Inoltre la direzione ha dichiarato di essere disponibile, solo dopo la fine della vertenza, ad esa-

Entrambe le richieste hanno avuto risposta negativa da parte della direzione.

minare il problema del funzionamento delle Commissioni Interne. Queste sinteticamente le richieste presentate dai sindacati e le risposte della direzione che hanno determinato la rottura delle trattative. Su richiesta della direzione i sindacati hanno inoltre precisato che il costo globale medio orario, per tutti gli stituti, si aggira sulle 34 lire, mentre la direzione ha proposto globalmente e mediamente circa 11 lire (5 sulla mensa e le restanti per la pon-. derale e lavoro festivo). La direzione deve quindi modificare il suo negativo atteggiamento sia_ per quanto concerne la parte normativa che quella economica poichè la vertenza si concluderà solo con la soluzione globale di tutti i problemi.

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ORGANICI Si è richiesto che gli organici degli impianti produttivi siano esaminati preventivamente e rivisti in modo che gli stessi siano sempre adeguati alle esigenze produttive, e che si istituiscano adeguate percentuali di lavoratori di riserva in grado di sostituire, in ogni momento, i lavoratori assenti. La richiesta è stata respinta dalla direzione. TRASFERIMENTI Si è chiesto di regolamentare tutto il problema relativo ai trasferimenti da reparto o posto di lavoro sotto i diversi aspetti: qualifica, trattamento economico (paga, cottimo, incentivo, scatti biennali, ecc.) con la salvaguardia delle condizioni di miglior favore. • La direzione ha risposto negalvamente.

« Non sopporto di vedere un nostro dipendente con un salario così basso... vi licenzio! i..

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LA LEGGE STABILISCE: Tre giorni pagati agli scrutatori e rappresentanti di lista Ci risulta che la direzione la rifiutato il pagamento del permesso di tre giorni ad alcuni lavoratori che in occasione delle recenti elezioni politiche hanno fatto i rappresentanti di lista o scrutatori. Ricordiamo a tutti gli interessati che la legge stabilisce che le aziende devono corrispondere il salario pari a 3 giornate lavorative a tutti coloro che hanno prestato la loro opera ai seggi (presidenti, scrutatori, rappresentanti di lista) in occasione delle elezioni.

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Pertanto invitiamo i lavoratori che hanno fatto gli scrutatori o rappresentanti dì lista ai quali la direzione rifiutasse il pagamento delle tre giornate, a rivolgersi immediatamente all'Ufficio legale della F.I.O.M. - Via Villa, 6 - Sesto S. Giovanni, tutti ì sabati alle ore 14,30, o nelle Sedi F.I.O.M. Già in occasione delle elezioni politiche del 1963 Falk perse tutte le cause fatte dalla F.I.O.M. e dovette pagare, oltre alle tre giornate ,anche le spese giudiziarie. Un vecchio detto dice: « La volpe perde il pelo ma non il vizio


Il padrone delle ferriere e la sua corte hanno fatto i conti del nostro lavoro UN BRINDISI DI MILIARDI ALLA FACCIA DEI LAVORATORI

PRIMt 4 MESI DEL 1968 99 MILIARDI

FATTURATO: ACCIAIO

5,6 ( + 15 )

FATTURATO 7,6 14,4,•*ipiir

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di utile netto

per il 1967

Manca qualche cosa. ... ma non cercatela, non c'è; non si tratta di dimenticanza ma di una cosa che per il padrone non conta niente. Nella relazione sul bilancio aziendale fatta da FALCK non troverete un cenno al contributo dato dai lavoratori alla produzione e al « buon » andamento dell'azienda, troverete abbondantemente il verbo « abbiamo ». Abbiamo investito; abbiamo ammodernato; abbiamo prodotto e alla fine anche « l'abbiamo incassato »; era giusto che fosse così, perchè noi tutti sappiamo con quale sudata fatica i nostri padroni sì prodi-

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ACCIAIO:

1 MILIONE e 154.314 tonnellate (+19%)

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979.866 tonnellate ( 4. 20 %)

[ESPORTAZIONI

+ 26 %

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ghino tutto il giorno vicino ai forni, ai treni di laminazione ecc.; ne parlano i giornali dei padroni: morti per infortunio, al sanatorio; di tanto in tanto sui muri di Sesto appare la scritta in nero « morto per troppo lavoro ». Essi sono soliti a dire: « Ma chi sono questi lavoratori? chi mai li ha visti? che cosa vogliono? ». Sappiamo tutti quanta verità ci sia in queste parole! Infatti i lavoratori loro non li hanno mai visti perchè stanno alla larga da dove è facile incontrarli. La fabbrica l'hanno vista al cinema, op.

pure sulle riviste aziendali; loro, che i lavoratori non li conoscono, non potevano certo invitarli alla assemblea. Ma noi, pur se non invitati, a quella assemblea c'eravamo tutti. Per noi hanno parlato le cifre del nostro lavoro scandite con allegria dal « presidente » e mentre così faceva certo pensava alle piccole spese che si sarebbe fatto con gli spiccioli dei profitti che si sarebbe di li - a poco intascato. Ai lavoratori ci pensano quelli della « corte » e vari gregari che sono tutto il giorno in fabbrica

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teressi del « padroabbrica ci sono anti dei lavoratori e mi la fabbrica non è erchè da 4 mesi sì riccoglimento dì alcune i richieste sindacali.

azione dice che il bilanLa cio è s ato approvato, ma i conti sono da rifare perchè i lavoratori hanno votato contro e chiedono una revisione del bilancio per aggiungere la voce mancante... Occorre aggiungere l'aumento delle paghe e tatto il resto come richiesto dai sindacati_

ADESSO CHE IL TEMPO PER LO SPETTACOLO E' SCADUTO, PARLIAMO DI COSE SERIE.


F-TDx--"- COLATA . . UNA MEDICINA CHIAMATA SCIOPERO Cara Colata! Vogliamo pregarti di pubblicare questo nostro breve scritto, che sta a significare la protesta e il malcontento dei lavoratori dell'Acciaieria dell'Unione, derivato dalla nuova unilaterale modifica dell'incentivo messa in atto dalla Direzione, si dice, su suggerimento di Portanuovo e di". Mascalzone.

DI POSTA-I

Ma gli operai dicono che è giunto il. .momento di far sentire i sordi, e far vedere i ciechi della Direzione, mediante la ben conosciuta medicina, che si chiama SCIOPERO! In conclusione, che sia chiaro anche per Bermone Portanuovo e Mascalzone che i lavoratori sono stanchi e sono decisi a far valere i loro diritti. , Grazie se ci pubblicherai questa lettera. Un gruppo di operai dell'Acciaieria Unione

I due sopra nominati hannopensato di fare i furbi, cercando di mettere zizzania fra gli operai, e gli uni contro gli altri. Sí sbagliano di grosso, perchè la revisione della scala dei valori dell'incentivo rimane una richiesta, non solo valida, ma da realizzare. L'incentivo va esteso A tutti í posti di lavoro dell'acciaieria, come ad esempio: i fabbri, gli, addetti ai carboncini, ai gruisti della fossa ecc. Inoltre la scala valori deve essere rivista in modo che ogni posto di lavoro abbia una giusta quota d'incentivo, pari al contributo, che ognuno dà alla produzione. Vi sono inoltre tutta una serie di sperequazioni salariali che vanno eliminate, ad esempio il ponte° cassetta, fra gli addetti di un forno e l'altro, e così via... Vi è poi il problem adegli organici, che sono sempre più insufficienti, come ad esempio la situazione esistente alla gru 100 tonnellate. Benchè tutti riconoscano l'esigenza di un altro operaio questo non arriva mai... non viene mai assunto. La stessa situazione Vale per le gru di 45 tonnellate e potremmo continuare a lungo... Il vecchio proverbio dice: non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire... o più cioco dí chi non vuol vedere.

Una Commissione Interna per le imprese E' da tempo che vengono segnalazioni del lavoro che certe imprese svolgono nell'ambito del nostro complesso. Prima di tutto è bene precisare che è ormai giunto il momento di mettere un freno a questi impresari e alla ditta Falck che non osservano la legge.

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inRetrr P Sui cartelli: Quanto siamo poveri! I sindacati sono ingiusti con noi I Ma chi sono? E' la delegazione padrona'e che si reca alla trattativa per il rinnovo del nostro contratto. (dalla stampa sindacale

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americana)

E' ora anche per gli impiegati Cara Colata! Chi ne capisce qualcosa riguardo al comportamento impiegati è bravo! Discutendo con quasi la totalità degli impiegati, sia individualmente che a gruppi è una continua lamentela e sono giustamente scontenti per la situazione in cui si trovano. I motivi delle loro lagnanze sono diversi, ne voglio citare alcuni: organici ridotti, qualifiche non riconosciute, stipendi rímasti fermi da anni e anni ed infine si sentono mal considerati. Vi è poi fa questione dello- sti-

pendio basato sulle 40 ore e le ore in più, non solo non vengono considerate straordinarie, ma nemmeno vengono pagate con la contingenza. Perciò se le cose stanno in questo modo a cosa serve solo mugugnare...! Non è ora che gli impiegati si decidano a prendere posizione a fianco degli operai? Impiegati... muovetevi... organizzatevi e decidetevi. Solo così potrete avere quanto giustamente vi spetta. Un lavoratore


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Per qùesto invitiamó tutti a segnalare con precisionejl lavoro che svolgono le diverse imprese esistenti alla Falck. Vi è poi la questione delle continue ore straordinarie, il lavoro domenicale (fino a 12 ore) senza riposo compensativo, operai assunti senza assicurazioni e senza il regolare contratto, e per di più costretti a lavorare senza i dovuti mezzi antinfortunistici. Non parliamo poi del modo in cui sono trattati gli operai: basta un nonnulla per metterli alla porta, abbiargli delle multe senza motivo e via di seguito. Per giunta gli operai non hanno nessuna difesa, non hanno il responsabile sindacale d'impresa e gli organismi di fabbrica della ditta Falck non possono interferire. Un invito rivolgiamo agli operai delle imprese: Primo: in collaborazione con gli organismi sindacali di fabbrica della Falck eleggere il responsabile sindacale d'impresa e riesaminare tutti i diritti che aspettano; Secondo: colaborare nella lotta con i compagni di lavoro della Falck per conseguire gli obiettivi che ognuno ha sul tappeto. Questa è la linea indicata per acquistare con §uccesso la libertà, il rispetto e le spettanze per il proprio lavoro. Questa è la linea indicata per acquistare con successo la libertà, il rispetto e le spettanze per il proprio lavoro.

IL " COMANDANTE „ DEL S. E. T. E. REPARTO SETE Non è la prima volta che la « stampa aziendale si occupa di questo reparto. Pensiamo che a renderlo così reclamizzato sia proprio la grande abilità del suo Capo. Questo abile capo (secondo chi ha avuto modo di discutere assieme) sembrerebbe il magnanimo, il 'comprensivo, il tollerante, ma purtroppo in pratica ha un

T

Minie lima» ~IP 4.5.

avoratore FA IL TUO DOVERE

po' « del voglio, posso, comando ». Questi suoi modi sembra che abbia saputo farli imparare anche ad alcuni suoi collaboratori, tanto che gli operai ne hanno piene... Un buon capo non deve solo e sempre parlare di multe, considerare inoperoso l'operaio perchè si è fermato un attimo a respirare, dopo aver sgobbato, e quello che lui dice è legge senza permettere all'operaio di difendersi. Ci vuole ben altro che il paternalismo di distribuire il regaluccio della reclam della Esso nella ricorrenza di Capo d'anno, ci vuole... Bisogna essere più comprensivi e più considerevoli, allora sì si potrà collaborare e rendere il clima più sereno a vantaggio di tutti.

Non parliamo poi delle gaff che commette. "Se manca un operaio di domenica, per un lavoro improvviso e urgente, corre alla ricerca: non importa dove e -come lo trova, se sia lecito o meno he entri, a lui non interessa la regge e la 'responsabilità, basta, che entri per dimostrare che se vuole fa quello che gli pare in barba a tutto ed a tutti. A dargli dei consigli pensiamo che sia inutile, ne ha avuti abbastanza, e tirate di orecchie ne ha avute da tutte le parti, ma anche questo per un cocciuto non servono. Perciò non rimane altro che dirgli di continuare pure così, ma la storia insegna che quando gli operai « hanno voluto », proprio al reparto dove tuttora c'è il SETE, hanno dato il foglio di via al comandante.


I SOLITI "SERVI„ DEL PADRONE Per il « Corriere » e il « Giorno » poco importa della salute dei lavoratori, si preoccupano per il « danno » alla economia nazionale. 14 0/04,,v0 CORRIERE DELLA

SERA

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CONVEGNO

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IL CONGRESSO MEDICO A VENEZIA

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Ogni anno gli infortuni sul lavoro sono un milione e trecentomila in Italia

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Il danno per l'economia nazionale è di cento miliardi

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Con ti t\).z PM0 $4; /A , 18 7 Venezia 18 maggio, notte. prevenuto sul piano tecnico, ma ne del /n/eresse Si è concluso a Venezia, do- soprattutto su quello medico ». Aro«, i eiki 17 éigg./0 Oggi, infatti, è universal- IProtes po sette giornate di lavori, il nte inte -primo congresso internazionale mente riconosciuto il valore del SO1- eVO,ro, co della c._ , :ne. Yllest, fattore umano. del determinidi medicina profilattica, al repet, quale hanno partecipato più di smo degli. incidenti. Il cinquan- ' cli p :,SPeoiel, o Oplut , duecento specialisti provenien- ta-ottanta per cento degli in- I 4440ve, s..,1.2, co,. ti da ventisei paesi. Il successo fortuni sul lavoro trova il prin44174., .2 17ene• del congresso è sottolineato an- cipale motivo nella personalità, '19 •4,p 'i Ì e cone? ehe. dal -fatto—che sarà anoora nella capacità tecnica e nella jt:colf . 1:79°17 Venezia la sede del secondo salute fisica del lavoratore. Gli tica n ,alPti122 ,,,,°/ congresso fissato per il maggio infortuni sul lavoro che, in un Si. Pato anno, raggiungono l'impressio'il 91421`_9; 1969. Saranno approfonditi i nante cifra di un milione e tre- e del temi del tumore del polmone, . slieci<Vistie/ arrecano alla 5;?ty,,d2rty,-, Bella mammella e dell'utero. centomila casi, •

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Qui sopra riportiamo i titoli di due giornali, che mettono in primo piano il conto economico degli infortuni e nulla dicono del « conto » pagato dai lavoratori con fa salute e troppo spesso anche con la vita per un assurdo modo di produrre che ha trasformato le fabbriche in trincee, dove si muore con troppa facilità. La nostra non è meraviglia, ecsendoci noto il modo con il quale questi giornali trattano i problemi dei lavoratori, ma una conferma della loro mistione di portavoce degli interessi ,padronali. Non una riga è spesa sulle cause degli infortuni, che se sono una « spesa o un costo » per la economia sono prima di tutto una sciagura per i lavoratori. Non una riga è impiegata per rimuo-

vere le cause di tante sciagure. E' noto che gli infortuni hanno origine nel modo con il quale si lavora e si vive? Conta anche il modo di vivere; contano la mancanza di servizi di sicurezza, di trasporti, di case, di asili scuole e anche di un salario che permette di condurre una vita di soddisfazione. Il lavoratore entra in fabbrica che è già stanco perchè ha sulle spalle ore di viaggio e per le madri è ancora peggio perchè oltre a tutto detono accudire anche ai figli. Nella fabbrica non c'è un clima di comprensione, ma di compressione; la guardia, il capo, il tempista, ecc. sono in funzione di repressione. Quando inizia il lavoro tutti i noti elementi si scatenano in una sarabanda infernale, che prende il lavoratore e lo

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coinvolge in una bolgia tale per cui sono inevitabili gli infortuni. Non è il lavoro che uccide, ma il sistema con il quale si lavora. Le cure maggiori sono riservate dai padroni alle macchine, alla produzione, al profitto. Per cui dove c'è il lavoratore è nocivo, manca l'acqua, l'infermeria o gli infermieri, i ritmi di lavoro sono insopportabili, la mensa è uno schifo, mancano le pause per riposare; tutto ciò conta poco e quando succedono gli infortuni trovano sempre chi per un pugno di soldi scrive che la colpa è dei lavoratori, che non pensano sufficientemente al lavoro. . Ma le cose cambiano, e cambiano perchè sono i lavoratori, con le loro lotte che riescono ad imporre fra i conti del padrone quello delle misure di difesa della loro salute.


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