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Il Dialogo14

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il dial

PERIODICO DELLA ZONA 4 / mensile anno ventitreesimo - numero

dizione in abbonamento postale gruppo III - (70%)

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SandroPertini tra gli abitanti della zona 4

BENVENUTO PRESIDENTE !

INTERVISTA A CARLO TOGNOLI

QUATTRO DOMANDE AL SINDACO

Signor Sindaco, tra poco più di un mese i cittadini saranno chiamati a rinnovare, assieme a quelli della Regione e della Provincia, anche il Consiglio Comunale di Milano. Come si presenta a questo appuntamento la giunta di sinistra da lei diretta? Qual è, in sintesi, il consuntivo di questi cinque anni?

Direi che si presenta con un gruppo di realizzazioni di tipo innovatore e destinate a incidere a lungo sul futuro della città. Abbiamo portato a termine il nuovo Piano regolatore, che è il quarto di questo secolo. Un lavoro difficile in una città profondamente segnata, per la quale abbiamo previsto uno sviluppo equilibrato delle funzioni che eviti il caos, la speculazione selvaggia, l'industrializzazione idiota. E' stato approvato un Piano dei Trasporti eccellente, che perfeziona un sistema già di per sé efficiente. Con la terza linea della metropolitana, i passanti ferroviari e le protezioni alle linee di forza, realizziamo quella integrazione su scala comprensoriale e regionale che è sempre stato di ogni programma'socialista e che è passata, in questi anni, dalla carta ai fatti. In quattro anni sono stati investiti 274 miliardi fra ATM e MM, senza tener conto delle spese per la viabilità. Sul piano culturale il rilancio è palpabile. Le istituzioni della cultura escono consolidate da questi anni di giunta di sinistra. Nel campo dell'edilizia popolare abbiamo

realizzato, entro il 1979, e consegnato 11.037 vani, pari a 7.348 alloggi e c'è un imponente bilancio di lavori pubblici per 450 miliardi già investiti. Il verde è stato esteso di un terzo, rispetto a quello del periodo 1965-1975. Ai tradizionali campi gioco, che sono 320, ne sono stati aggiunti 11 lo scorso anno con attrezzature complete e sedi al coperto, mentre altri 12 sono in progettazione. Infine, il Bilancio comunale è tornato in pareggio.

ro?

I problemi di una città com Milano sono vari e complessi Se dovessi, ora, a grandi linee dettare una serie di direttrici entro le quali mi muoverò e imposterò la mia azione futura, dovrei dire, prima di tutto, che intendo avvalermi, per le grandi scelte amministrative, del sistema del referendum. Chiedere, in pratica alla città che si esprima sulla quarta linea metropolitana, sulla costruzione di una sopraelevata Linate-Porta Vittoria, sulla introduzione di misure viabilistiche in tutto il centro cittadino. Accanto a questo, voglio potenziare il servizio di assistenza domiciliare aprire diversi centri ricreativi culturali per gli anziani. Dei luoghi, cioè, dove possano leggere i giornali, giocare a scacchi o a dama o alle bbcce, avere dei libri a disposizione, una mescita e una sala dove riunirsi. Bisognerà, poi, anche pen-

sare alle casalinghe offrendo loro servizi ricreativi, culturali e sportivi e aumentando la disponibilità dei servizi sociali: dalle scuole materne agli asili

«Sandro, Sandro, Sandro», cosi è stato accolto il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, la mattina del 25 aprile dalla popolazione della zona 4. Il Presidente ha inaugurato il cippo con la lapide che intesta il parco di Via Monte Cimone/Bonfadini/Varsavia al giudice Emilio Alessandrini.

nido, alle scuole a tempo pieno. Accrescere il numero degli impianti sportivi e combattere decisamente il caro vita sono altri due impegni ai quali -non si può disattendere. Proseguire, infine, nel settore delle grandi manifestazioni culturali, sulla linea sin qui portata avanti: concerti di massa per i giovani, da Branduardi alla musica sinfonica; conferenze di aggiornamento culturale; spettacoli teatrali di prosa e di balletto.

Uno dei pròblemi che preoccupano i cittadini detlle grandi città è quello della sicurezza nei quartieri. Delinquenza, droga, terrorismo costringono tutti a chiudersi in casa; la vita sociale è ridotta al lumicino. Come si intende affrontare questo problema?

Credo che sia ehncliato dipingere ire I-1-1oLio apocalittico la

situazione milanese. Non corrisponde alla realtà, ne rappresenta invece una mistificazione. Milano non è Chicago e neppure Francoforte. Non è nemmeno Torino. Milano ha i suoi problemi di emarginazione e di nuova emarginazione. Ha quelli della violenza e della droga. Ma è una città dal tessuto solido, nella quale il nostro compito dovrà essere rivolto al recupero e al reinserimento di frange della cittadinanza che sono escluse. Per la sicurezza, daremo vita (se il Governo ce ne concederà, come abbiamo chiesto i mezzi) al Vigile di quartiere e abbiamo chiesto una maggior presenza di uomini e mezzi da parte delle forze dell'ordine. Occorrerà, poi, aumentare l'illuminazione pubblica. Ma, ripeto, non dobbiamo esagerare con la paura. Una città che si rassegna alla violenza e si getta nell'apatia, è una città sconfitta. Non si tratta, ovviamente, di fare dell'ottimismo o di nascondersi la realtà, ma di guardarla con occhi sinceri e senza secondi fini.

L'8 giugno si eleggeremmo per la prima volta direttamente anche i Consiglieri di zona. Nuovi poteri stanno per essere affidati ai consigli di circoscrizione. Come verranno impostati i rapporti tra Palazzo Marino e i nuovi Consigli di zona? Come reagirà la macchina comunale a questa nuova realtà?

Una cerimonia semplice che, per espressa volontà di Pertini, doveva essere un incontro con la popolazione di un quartiere: cosi è stato ed il calore (moltissimi i giovani) con il quale è stato accolto non è sfuggito a Pertini. L'intestazione di questo parco che, come si ricorderà è stata voluta dai lettori e dai redattori de II Dialogo fatta propria dal Consiglio di zona 4 ed approvata dalla Giunta Comunale, è il coronamento di una lunga serie di battaglie condotte appunto dalla popolazione per preservare quell'area e destinarla a luogo pubblico.

Anche nella lapide, che due giovani della zona hanno scoperto davanti a Pertini, è ricordato questo fatto. Ne riportiamo il testo:

La popolazione della zona che ha rivendicato quest'area perché venisse destinata a parco pubblico dedica questo segno al ricordo del giudice

Emilio Alessandrini

che in questi pressi dimorò nell'annuale del suo barbaro assassinio ad opera di sicari del terrorismo eversivo follemente spinti a cancellare le sue alte virtù di strenuo difensore di libertà e democrazia.

in seconda

La data dell'8 giugno è molto segue

Al suo arrivo in via Monte Cimone Sandro Pertini è stato accolto, come si è detto, dai moltissimi cittadini presenti con battimani e grande entusiasmo. Ricevuto dal Presidente del Consiglio di zona e dal consigliere Vello Piccioni, che segue in seconda

Quali i progetti per il futu- Il sindaco Carlo Tognoli
- — _

2 il dialogo

dalla prima

TOGNOL1

importante. Per la prima volta, infatti, verranno eletti direttamente dal popolo i consiglieri di zona. Alle zone, per altro, il Comune ha già concesso ampi poteri da tempo. Ad esempio, uno stanziamento di 70 miliardi per i loro bilanci. I nuovi rapporti dovranno, nei limiti imposti dalla legge, essere improntati alla massima snellezza e alla più aperta collaborazione. Stiamo già preparando la macchina comunale in questo senso, che verrà sveltita e modernizzata in tutte le sue strutture. Certo, noi il decentramento lo attueremo sul serio. Non come fa Roma che tende, al contrario, a togliere potere e ad accentrarlo tutto a sé.

dalla prima PERTINI

aveva curato tutti i preparativi e la cerimonia, Pertini ha salutato i Consiglieri di zona e l'intera redazione de Il Dialogo, promotrice dell'iniziativa. Il Presidente ha salutato poi una rappresentanza dei magistrati ed infine, con un commosso abbraccio, il padre del giudice

Emilio Alessandrini, appositamente giunto da Pescara per assistere alla cerimonia.

Sandro Pertini e l'avvocato Gerardo Alessandrini, visibilmente commossi, hanno presenziato allo scoprimento del cippo.

Il Presidente, nel lasciare il parco, ha stretto la mano ai moltissimi cittadini presenti, baciando qualche bambino. Si è soffermato davanti agli striscioni di qualcune organizzaÅ zioni di zona (F.G.C.I. - N.A.S.Il Dialogo) ed in particolare davanti ai cartelli di una fabbrica occupata (le Fonderie Milanesi ex AMSCO) intrattenendosi con gli operai.

Erano presenti le bandiere di molte organizzazioni politiche e l'Associazione Nazionale

Partigiani d'Italia con il medagliere. L'A.N.P.I. è stata anche la prima organizzazione che ha deposto una corona di fiori sul cippo. Ancora acclamato dalla popolazione, il Presidente ha lasciato la zona 4 per continuare il programma della sua visita alla città in occasione del trentacinquennale della Liberazione.

La redazione de II Dialogo, in un indirizzo di saluto fatto affiggere nella zona, diceva

Il Dialogo - periodico della zona 4 saluta il Presidente della Repubblica Sandro Pertini che in visita alla nostra città ha voluto onorare la zona 4 della sua significativa presenza alla cerimonia di intestazione del parco di via Monte Cimone alla memoria del Giudice Emilio Alessandrini, abitante della zona e barbaramente assassinato dai nemici della democrazia.

L'intestazione del parco, voluta dai lettori e dai redattori de «Il Dialogo», approvata dal Consiglio di zona 4 e dalla Giunta Municipale, deve divenire un'occasione di rinnovato impegno a sempre migliorare la convivenza civile degli abitanti la zona stessa. Nel piacevole ricordo della visita che la redazione de «Il Dialogo» ha reso al Presidente Pertini al Quirinale lo scorso novembre e delle parole di plauso e di incitamento che lo stesso Presidente ebbe per la nostra attività, invitiamo i lettori de «Il Dialogo» ed i cittadini tutti a partecipare alla cerimonia alle ore 11 del 25 aprile 1980 in via Monte Cimone.

L'invito è stato massicciamente raccolto e la popolazione della zona 4 ha potuto, anche se brevemente, stringersi attorno al Presidente di tutti gli italiani. Molti applausi, molti occhi lucidi, un significativo momento della vita del nostro quartiere che resterà per molto tempo nel ricordo dei suoi abitanti.

a proposito di una candidatura

Sicuramente alcuni tra i lettori si chiederanno perché il direttore de IL DIALOGO si presenti come indipendente nelle liste del P.S.I. per la elezione dei Consiglio di zona dell'8 giugno. Ritengo perciò sia mio dovere dare una risposta a questo ipotetico interrogativo.

E' dal 1958, da quando II Dialogo nacque, che dirigo (meglio sarebbe dire «coordino») il giornale della zona 4 esplicando così, assieme a molti altri abitanti la zona, un importante impegno civile e sociale: garantire, in modo democratico e pluralista, il diritto e la possibilità a tutti di far conoscere il proprio pensiero agli altri ed agli altri, lettori, di conoscerlo. Dedicarsi, anche se nel tempo lasciato libero 'dal proprio lavoro, alla conduzione di un giornale di zona, ed a tutte le attività culturali e di partecipazione ad esso collegate, non è cosa da poco: bisogna far di tutto per conoscere fino in fondo i problemi della propria zona, come si sono formati e spiegarsi il perchè, come si va modificando la realtà sociale e politica, quali i centri decisionali e come sono governati, garantire l'imparzialità e l'indipendenza del giornale, assicurarne la regolare uscita mensile. La nostra zona poi in questi ultimi vent'anni si è completamente trasformata: da periferia quasi abbandonata a parte più viva della città. Il Dialogo è passato dalle 4.000 alle 25.000 copie mensili. Si aggiunga poi che il giornale, e con lui tutte le persone che lo hanno redatto, sono divenuti «l'archivio storico» della zona

4, della sua gente, delle sue realizzazioni, dei suoi problemi vecchi e nuovi, delle cose ancora da fare, ecc.

Era allora importante verificare se tutte le esperienze acquisite in questi anni dovessero o meno entrare nel «nuovo» Consiglio di zona, se la nuova fase del decentramento non avesse bisogno anche di esperienze

«vissute» direttamente dai cittadini, sa le civili battaglie condotte in tutti questi anni non dovessero servire come base per quelle da condurre nel, futuro.

L'occasione era offerta dall'elezione diretta dei consiglieri da parte dei cittadini (non più nominati dai partiti).

Bisognava pensare che, oltre alla pressante azione di stimolo e critica svolta dal giornale, era forse il tempo di portare esperienze dirette in Consiglio: bisognava forse cominciare a «sporcarsi le mani!»

Ho ritenuto perciò di sottoporre il problema della mia candidatura, come «veterano» del giornale, alla discussione della redazione, del Comitato di Redazione e della Cooperativa Editrice. La proposta è stata giustamente vista e discussa anche come possibilità di un nuovo modo di far giungere il pensiero del giornale e dei suoi lettori nel Consiglio di zona. Ma perchè proprio nel P.S.I.? Scartata per coerenza e convinzione l'idea di una lista autonoma de II Dialogo, ho ritenuto di accettare tra i vari inviti rivoltimi quello del P.S.I. per comunione di intenti, per le lunghe e civili battaglie condotte e vinte insieme (due esempi, i più recenti: il parco Alessandrini ed il Teatro Quartiere), per la comune e ferma convinzione nel decentramento e nella partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, per la volontà di portare avanti con vigore alcuni tra i problemi che hanno formato in questi anni l'impegno de II Dialogo (anziani, attività culturali decentrate, ricostruzione del tessuto sociale locale, uso intelligente degli spazi e del verde, intervento deciso sui problemi dei giovani, l'informazione completa e corretta della popolazione, la scuola, gli handicappati, ecc.).

P.S.I. nel presentarmi come «indipendente» nelle sue liste. E a II Dialogo?

Ritengo che ove i cittadini della zona ed in particolare i lettori riterranno con la loro fiducia di farmi entrare nel Consiglio di zona 4, nessun riflesso negativo potrà giungere a II Dialogo. Mantenendo, sin che la Cooperativa editrice lo riterrà opportuno, la direzione del giornale, sarà anche il Comitato di Redazione, già da tempo operante, a garantire continuità, indipendenza, imparzialità, irnpegno e metodo di lavoro del Dialogo. Sono sicuro però che, unitamente a quanto detto, la garanzia più completa derivi dall'immagine e dalla linea di vero e completo pluralismo realizzatosi concretamente, e non solo a parole, in tutti questi anni qui alla redazione de II Dialogo.

Chi tentasse, in primis il direttore, di modificare questa linea otterrebbe l'effetto contrario a qualsiasi logica: il distacco ed il disinteresse dei lettori. Avuto ciò, neppure il «suo messaggio» potrebbe più giungere. A chi interessa un giornale senza íl seguito dei lettori? Importante allora per tutti mantenere uno strumento che deve essere a disposizione di tutti.

Il Dialogo è divenuto una realtà per la zona 4 e per la città: punto di riferimento e di stimolo.

Dunque il nostro Direttore si presenta candidato alle prossime elezioni: è una decisione importante che indirettamente coinvolge il nostro giornale, e quindi, su richiesta e con la presenza dell'interessato, ci siamo riuniti per scambiarci qualche opinione in proposito. In discussione non era certo se dare o meno una sorta di beneplacito alla candidatura — chi partecipa al giornale o alle attività della cooperativa è liberissimo di aderire o partecipare ad altre associazioni o partiti politici — ma di valutare se l'adesione esplicita del nostro direttore ad un partito potesse in qualche modo modificare «Pirnmagine pubblica» del Dialogo.

Riteniamo che la Cooperativa Editrice, il Comitato di Redazione, ma soprattutto la vasta partecipazione che si verifica alle attività della Cooperativa e del giornale, garantiscano oltre ogni ragionevole dubbio dell'immagine, della linea indipendente e del ruolo di quest'ultimo, che non rischiano in alcun modo di essere modificati; è doveroso ricordare che quanto detto vale per i lettori di più recente acquisizione: per gli altri, come per noi che partecipiamo direttamente all'attività di redazione, l'esempio ormai ventennale di lealtà e dedizione verso il Dialogo di Gian Mario Maggi è garanzia più che sufficiente.

E così, in assoluta autonomia di giudizio il nostro Direttore ha deciso di candidarsi: approfittiamo dell'occasione per esprimere a Gian Mario i nostri auguri più sentiti, sicuri che anche in Consiglio di Zona saprà portare l'impegno e l'esperienza di partecipazione che tutti gli riconoscono e nella speranza che i nuovi, probabili impegni, non ci privino troppo della sua presenza che era e rimane insostituibile.

Chi è il terrorista? Forse il vicino di casa, dottore con moglie e figli, che conduce una vita regolata, ha una doppia vita, forse pratica una perfetta clandestinità: conformista in pubblico, terrorista in privato. O forse è una terrorista la ragazza non sposata del piano di sotto, che ogni tanto riceve in casa amici capelloni, che legge giornali di sinistra e libri impegnati. I vicini dicono di averla vista a qualche manifestazione e si sa che «nel casino c'è sempre chi ci pesca».

Conformisti, benpensanti, anticonformisti, operai, delegati sindacali o non delegati, giovani studenti o professori, magistrati di sinistra, poliziotti che vogliono il sindacato: ognuno può essere parte della colonna terrorista. Il sospetto...

La cosa più tremenda a cui ha portato il terrorismo è la eliminazione di quella naturale simpatia e cordialità con cui si guardava la gente e persino la rottura anche se parziale,di quella solidarietà tra i militanti di partiti e organizzazioni di sinistra. Chi è più contiguo al terrorismo: chi voleva tentare una trattativa per salvare Moro e chi no? La spirale si avvolge su se stessa: ieri l'assassinio, l'attentato, oggi il «blitz» delle forze speciali dell'ordine, il posto di blocco, la legge repressiva. Il cittadino guarda impotente. A lui è assegnato solo un compito: sospettare. II suo sospetto, anche vigliacco, anche anonimo, non responsabile, può diventare denuncia penale e all'occorrenza, prova. Questa è la logica delle lettere ano-

L'accettazione della candidatura è avvenuta poi a seguito delle garanzie di libertà e di autonomia assicuratemi dal nime. Ben diversa è quella della mobilitazione, della vigilanza di massa, della denuncia responsabile, e pubblica non dei presunti sospetti, ma di chi compie atti criminosi, terroristici.

La redazione è una palestra di democrazia, partecipazione e pluralismo. Il Dialogo, e con lui la Cooperativa Editrice, sono un «volano» per le innumeveroli attività che attorno ad essi si realizzano: compito ed impegno è quello di ricostruire in tempi brevi — ma senza premura! — quel tessuto sociale di zona e di quartiere attraverso il quale amministrare e vivere la vita della zona e della città in un modo diverso e più civile. Chi può assumersi la negativa responsabilità di cancellare o solo incrinare questa realtà? Questa è la migliore delle garanzie.

IL SOSPETTO (ovvero sul clima

E' ben evidente, ormai, il disegno di certe forze potenti: siccome i terroristi, esigui ma pericolosi, fanno il loro «lavoro politico e militare» nelle fabbriche, nei quartieri, nelle scuole, allora gli operai, gli inquilini, gli studenti, sarebbero i veri colpevoli. La loro opposizione alle ingiustizie sociali, la loro conflittualità permanente vengono indicate come il terreno del terrorismo. C'è chi vuole tornare ai rapporti di forza, politici e sociali, precedenti al '68, anche se in forma nuova, con un sistema più integrato, chiuso e sordo a lotte sociali emarginate e non più incidenti complessivamente, con una sinistra che forse ha più potere, più uomini nella stanza dei bottoni, ma che complessivamente sia subordinata e colpevolizzata rispetto al problema della violenza sociale e politica. lo sono uno che ha vissuto profondamente, personalmente e come momento collettivo il '68 e insieme a tanti altri, a tanti cittadini che su queste cose vogliono ancora pensare, mi chiedo: che fare allora?

Nessuno ha in mano una risposta definitiva, mi sento solo di dire alcune cose. Nessuno di sinistra può accettare di essere in qualche modo colpevole di quello che sta accadendo, del terrorismo in particolare. Dal '68 in avanti noi abbiamo un patrimonio da difendere: il no-

GianMario Maggi stro slancio ideale per una trasformazione radicale e dal basso di questa società. Questo è un patrimonio da esaltare nonostante la ingenuità, gli errori commessi nel corso del nostro impegno. La nostra democrazia per la soddisfazione dei bisogni popolari, di base della gente, non ha nulla a che vedere con la logica autoritaria di BR e gruppi clandestini vari, dal cui progetto la gente comune è tagliata fuori. E proprio quando questa nostra democrazia di base, queste lotte di massa così significative sono venute rifluendo per il clima generale di restaurazione, allora terrorismo e repressione militare sono esplosi sulla ribalta politica. Questa società, così priva di valori morali e ideali a cui partecipare, così ingiusta sul piano sociale ed economico, ha prodotto il terrorismo. E ne ha bisogno per appellar-

)

Il Comitato di Redazione si all'ordine, alla disciplina, e alla conservazione dell'esistente. Ma noi qualche cosa possiamo fare: riportare nella gente e nella sinistra un senso di solidarietà umana e politica: ripartire dalla condizione quotidiana delle classi oppresse, nella sua complessità (lavoro, casa, studio, rapporto uomo-donnafamiglia, etc.) per riverificare con modestia la nostra strategia politica ed ideale e per imporre anche minimi cambiamenti di trasformazione e di democrazia; e possiamo anche non accettare la condanna a priori di nessuno senza dimostrazione effettiva di reati commessi. Rifiutando il sospetto e la sua logica.

Enrico Grazzini del Consiglio dei delegati Ortomercato

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«DUE RETROSPETTIVE»

Recital di GIORGIO GABER

FOTO ALLA CALVAIRATE

Si è conclusa il 3 maggio la seconda mostra fotografica collettiva presso la biblioteca «Calvairate», indetta dal Consiglio di Zona per i fotoamatori del quartiere.

Notevole è stata la partecipazione degli autori, nonostante la manifestazione, sviluppatasi sulle basi di una precedente, avesse come tema il paesaggio.

Unica nota di rammarico il fatto che queste esposizioni non siano momento di incontro fra i fotoamatori della zona che nella maggior parte dei casi neppure si conoscono, mentre sarebbe sostanziale un avvicinamento che permettesse utili scambi di idee, di esperienze e magari un'intesa per la ricerca di temi nuovi da sviluppare collettivamente.

La partecipazione, giustamente libera e gratuita, ha però ri-

Parco Alessandrini: un'area «vera» grande otto volte piazza del Duomo, vicina a casa tua, tutta da inventare! Questo l'invito che il Consiglio di Zona 4 e in particolare le commissioni urbanistiche, cultura, scuola e sanità hanno rivolto, nel mese di marzo, a tutti i bambini della zona 4 che frequentano le scuole, inviando ad ognuno una lettera. Un invito volto a leggere il proprio quartiere e lo spazio del quotidiano non come anonimo territorio di passaggio, ma come parte di noi stessi, come realtà che ci appartiene, dove noi possiamo essere protagonisti della nostra storia. E i bambini di tutte le età hanno risposto e con loro hanno dibattuto insegnanti e genitori; ne è uscita una grande, lucida ricerca sul territorio come è oggi, sui bisogni dei ragazzi e sulle risposte che il sociale può dare. Il Teatro Quartiere ospita, in questi giorni, tutti i disegni, i testi, le pianimettie che hanno prodotto le classi delle scuole materne, elementari e media C. Manara. La partecipazione questa volta possibile perché fondata su premesse concrete, su un'area esistente e su esigenze reali, ha permesso a tutti i cittadini un'espressione collettiva fondata sul contributo di ogni individuo, ha permesso agli «adulti» di leggere i bisogni dei giovani come «non diversi» dai propri, ha permesso la crescita di una coscienza collettiva che ha espresso non solo la propria volontà di rinnovamento, ma soprattutto ha indicato le risposte e la strada da percor-

rere per una città diversa. Cosa indicano i ragazzi del quartiere come importante nel quotidiano di ognuno di noi?

Prima di tutto spazio, spazio vitale, dove star bene tutti. Le parole, i disegni, i colori testimoniano che i bambini vogliono la presenza di tutti, dei piccoli e grandi, delle mamme e dei papà, dei nonni, garantendo ad ognuno la libertà di essere, delineando un sociale percorribile autonomamente, comprensibile anche ad un bambino;'senza pericoli in agguato.

Un sociale possibile, realistico dove ci sia lo spazio per esplorare, che diventi quindi fonte di conoscenza di una realtà non manipolata, non indiretta, dove così scrive una bambina «i fiori siano profumati», «ci sia un campo di fragole», «un albero di ciliege». Non è certo un ritorno demagogico a culture diverse, ma una precisa volontà di non perdere la propria identità e di essere tanto aderenti alla realtà da poter prevedere ed esigere nella città di Milano vicino a casa, spazi dove si può ancora scoprire. Bisogno di comunicazione quindi e di esplorazione, bisogno di movimento: emerge da tutti la voglia di stare e giocare ritrovare l'acqua, la voglia di correre, sia sui pattini che sul campo da calcio, per stradine viottoli e pendii, sul campo da pallacanestro e perché no sulle piste per ballare. Bisogno di «movimento, ma anche bisogno di un posto dove «manipolare e costruire» con gli altri: «vorrei la sabbionaia» «la va-

sca con i pesci e le barchette», «vorrei una piccola casa» «una tenda» e i più grandi «un laboratorio di pittura», di «teatro sperimentale, di cinema, di musica». Nell'attuale sistema sociale-la vicenda evolutiva del bambino soffre delle più gravi restrizioni. Il processo di socializzazione si sviluppa attraverso relazioni molto ridotte, la famiglia è nucleare, ha scarse possibilità aggregative, il bambino deve adattarsi ai ritmi di vita ansiogeni degli adulti, le stesse esperienze cognitive subiscono l'incidenza dei mass media che determinano la contrazione e il condizionamento degli interessi, a questo si aggiunga l'assetto urbanistico inaccessibile ad un bambino, Io spazio abitativo ristretto. Tutta l'infanzia ne è coinvolta, in modo particolare la popolazione proveniente da situazioni socioà economiche deprivate o portatrice di handicaps. La compressione di questi bisogni trova origine in una dimensione pubblica e, come tale, deve essere risolta a livello pubblico. Solo attraverso un progetto che abbia determinato i propri obiettivi sulla base delle reali esigenze dei cittadini e che da questi venga controllato, può essere avviato e condotto quel processo di cambiamento che tanti di noi auspicano e che ben va delineandosi nella coscienza individuale e collettiva della popolazione.

badito la realtà della situazione.

Alcuni dei partecipanti, soprattutto nella prima mostra a tema libero si sono presentati con le solite foto ricordo. L'incontro fra queste persone ed altre di maggiore conoscenza ed esperienza, porterebbe certamente le prime a staccarsi da queste immagini devianti, dallo spirito proprio del linguaggio fotografico e ad accrescere, con l'apprendimento di nuovi soggetti e, di più precise tecniche di ripresa. Per questo ribadiamo la necessità di un'appendice alle manifestazioni; sicuramente valida e costruttiva per tutti coloro che si dedicano con passione a quel nuovo mezzo di espressione che è la fotografia.

Redazione aperta anche la domenica

Per migliorare il contatto tra la redazione de «IL DIALOGO» ed i suoi lettori, si comunica che la redazione di viale Molise 5 (interno scala E piano terra) è aperta anche tutte le domeniche mattina dalle ore 10.30 alle ore 12.30.

Ritorna nella nostra zona il gruppo «l'Albero del Riccio», che terrà per tutto il mese di giugno (sabati e domeniche compresi) un laboratorio aperto di animazione per bambini presso il T.Q.

La buona riuscita delle iniziative già promosse dalla zona in collaborazione con gli animatori dell'Albero del Riccio ha infatti stimolato la comm. cultura del C.d.Z. a ripetere l'esperienza condotta lo scorso anno di un laboratorio espressivo per ragazzi nell' spazio del TQ-Parco Alessandrini.

Le attività proposte saranno assai diverse: in parte continueranno esperienze già avviate l'anno scorso, in parte rappresenteranno delle novità per la nostra zona.

Il programma dettagliato sarà pubblicato su <‹II Dialogo» di giugno: per il momento anticipiamossolo che durante la festa di Calvairate si terrà il grande laboratorio «Un pezzo di pupazzo pazzo» per la realizzazione di una spettacolazione con grandi pupazzi di stoffa, legno e gommapiuma, mentre nella seconda metà di giugno saranno frequenti le uscite di ragazzi ed animatori nelle piazze e vie del quartiere per tenervi spettacolazioni di burattini, clowns, pupazzi ecc.

Il primo appuntamento con l'«Alttiero del Riccio» è comunque fissato per il pomeriggio di domenica 1 giugno per la grande festa di apertura dell'attività, sull'area del TQParco Alessandrini.

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F.G.

CRESCE LA CASA PARCHEGG IO

Sabato 22 Marzo al cinema dell'isolato e a lavori ultimati Fiamma in corso 22 Marzo si è saranno riassegnati gli appartenuta una assemblea pubbli- tamenti tenendo conto dell'inca sui criteri che saranno se- dagine anagrafica che sarà guiti nella ristrutturazione svolta, per evitare che famiglie dell'isolato tra c.so 22 Marzo, poco numerose alloggino in via Calvi e via Fiamma, appena appartamenti troppo grandi. diventato proprietà del Comu- Per quanto riguarda invece il ne, e l'utilizzazione della casa trasferimento di commercianti parcheggio che vi sta sorgen- e artigiani il Consiglio di Zonai do di fronte. Gli inquilini che sta compilando un questionaabitano le case da ristrutturare rio per conoscere le esigenze saranno trasferiti nella casa particolari di ognuno di essi e parcheggio per un periodo di sta studiando la possibilità per due anni circa, dopo che i lavo- alcuni di essi di mantenere l'atri di costruzione saranno ulti- tività commerciale in loco anmati entro la primavera del che durante i lavori di ristruttu1981. razione. Da parte del pubblico Poi si procederà ad un risana- ci sono stati interventi generaimento dell'interno e della fac- mente positivi perchè si perciata, riducendo al minimo metta ai cittadini residenti in l'abbattimento delle pareti, zona di non allontanarsi da esverranno istituiti i servizi igieni- sa. Un invito è stato rivolto ci e l'impianto di riscaldamen- all'Amministrazione Comunale to (autonomo o collettivo sarà perchè continui con iniziative da decidere). Si creerà un am- di questo genere ad arginare le pio spazio verde all'interno manovre speculative della pro-

sulla vertenza I.A.C.P.

prietà privata a danno dei ceti popolari, manovre attuate con le armi classiche della vendita frazionata e della mancanza di manutenzione. Alla assemblea era presente l'Assessore all'Edilizia Popolare Rossinovich, che ha illustrato la politica della casa seguita dal Comune e che prevede la costruzione di 5000 alloggi nel prossimo biennio: entro la fine dell'anno verrà effettuata la preassegnazione degli alloggi in casa parcheggio e ha spiegato che per i commercianti si sta studiando la possibilità o meno di realizzare un mercato coperto provvisorio sul tipo di quello in p.zza S. Stefano. Comunque 18 esercizi pubblici saranno ospitati nella casa parcheggio e si terrà quanto prima una assemblea dedicata esclusivamente a commercianti ed artigiani.

La lunga vertenza che gli inquilini delle case popolari del quartiere Calvairate contro l'I.A.C.P. di cui il Dialogo ha riportato le fasi precedenti, è arrivata al Consiglio di Zona.

E' stato infatti presentato un documento nel quale vengono indicati i punti della vertenza: degrado degli immobili, carenze dei servizi igienici, deratizzazione, problema delle portinerie, installazione degli ascensori, etc. etc.

In proposito il Consiglio di Zona nella seduta del 9.4-80 ha approvato a maggioranza quanto segue:

il Consiglio di Zona 4, sentite le giuste lagnanze degli inquilini delle case popolari della zona; esaminate le rivendicazioni degli stessi e ritenutele giuste e fondate; ritenuto altresì che la morosità colpevole va giustamente perseguita e recuperata a difesa dell'inquilinato solvente;

CHIEDE

all'Amministrazione Comunale il suo intervento affinchè le rivendicazioni degli inquilini siano soddisfatte dagli organi competenti;

IMPEGNA

la Commissione competente ad assistere i cittadini.

Sonovenutia fard visita

Sono venuti in redazione a farci visita gli scolari della 3' D della scuola elementare di via Colletta. Hanno voluto informazioni sul quartiere e sulla zona 4 per poter completare la ricerca che ha occupato il loro anno scolastico. Hanno lasciato in redazione un messaggio per tutti gli abitanti che volentieri pubblichiamo.

Nella ricerca sul nostro quartiere, in seguito ad una indagine fatta presso le famiglie, abbiamo rilevato che quasi tutti sentono, come noi, la mancanza di: asili nido che possano aiutare le mamme che lavorano fuori casa; parcheggi per autotreni ed automobili che spessissimo vengono

lasciati in sosta sui marciapiedi, impedendo così il passaggio a pedoni, a mamme con carrozzine ed a bambini con biciclette; cessi per cani perchè, se per caso camminando per le strade o sui parciapiedi, ci si dovesse distrarre per un attimo... sorpresa!!! ospedali; giardini pubblici ed impianti sportivi, dal momento che anche la nostra scuola ne è sprovvista; piante e verde; un ambiente di ritrovo per gli anziani; scuole medie. Si ringraziano tutte quelle persone che vorranno impegnarsi alla soluzione dei suddetti problemi. Ciao a tutti.

Gli alunni della classe Illa D

Negli ultimi numeri del Dialogo si è parlato molto di «Case popolari» soprattutto perché gli inquilini che li abitano hanno cominciato a muoversi ed organizzarsi.

Democrazia Proletaria ha già espresso pubblicamente solidarietà agli inquilini, non solo a parole (come altri hanno fatto) ma appoggiando le loro richieste in Consiglio di Zona, in Consiglio Comunale ed in quartiere. E' veramente scandaloso l'immobilismo della Giunta di Milano su questo problema.

L'assessore all'Edilizia Pubblica è Rossinovich (PCI). Non solo, la presidenza dello IACP è stata assegnata a Nuccio Abbondanza (PSI), lo stesso che si è presentato alle ultime elezioni e poi non è stato eletto, evidentemente gli inquilini delle case popolari non lo amano

molto. Possibile che le Presidenze (in questo caso IACP) di sinistra che dovrebbero servire a far contare di più i lavoratori ed i pensionati ed a difenderne gli interessi ed i bisogni primari, siano solamente dei titoli onorifici? Comportarsi in questo modo provoca delusione in coloro che 5 anni fa avevano sperato in un cambiamento con la nuova giunta. Cambiamento che poi non c'è stato. Nel nostro quartiere verranno spesi centinaia di miliardi per la ristrutturazione dei mercati generali, perché invece non si dà la priorità alla necessità di migliaia di persone di avere una casa decente? E magari fare qualche cosa per chi la casa non ce l'ha?

Mentre negli articoli a cui facciamo riferimento lo IACP viene definito con il termine «Gestione democratica» e il PCI e

PSI dicono di lavorare «per un accrescimento del potere contrattuale nella partecipazione degli inquilini...» non si può far altro che constatare che lo IACP è totalmente assente nei confronti degli inquilini che vivono in condizioni veramente disastrose. Quando gli inquilini decidono di partecipare alla gestione facendo delle richieste precise si risponde loro facendo finta di niente.

Lo IACP deve accogliere subito le richieste degli inquilini ed avviare un piano urgente per rendere più abitabili le case popolari del quartiere Calvairate.

Deve quindi ripristinare il portierato, mettere i servizi igienici, l'ascensore, ecc...) in modo che per l'affitto che viene pagato si abbia una casa abitabile.

Democrazia Proletaria Zona 4

Prosegue il ciclo di manifestazioni dedicato alla cultura orientale intitolato «Sulle orme di Marco Polo», organizzato dal Consiglio di Zona 4 e darla Biblioteca Calvairate, in collaborazione con il Centro di Cultura Italia-Asia G. Scalise.

Rimangono due incontri che si svolgeranno, come gli altri, presso la Biblioteca Calvairate:

Mercoledì 7/5/80 Sud-Est Asiatico: La via delle spezie serie di diapositive presentate da G. Soravia

Mercoledì 1116180 Corea: Passato e presente serie di diapositive presentate da V. Anselmo

L'ingresso è alle ore 20,45 ed è, come sempre gratuito.

43 111 ° 41: „. ; il 4 a 02 41100,1101» 0:3,X.:
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13 maggio alle ore 20.45 presso la Biblioteca Calvairate (Via Ciceri Cisconti) Alessandro Quasimodo legge le poesie del padre Salvatore Quasimodo. Il programma è da chiedere in Biblioteca.

UN BUON LAVORO SULLA DROGA La scuola oggi

-In marzo mi è capitato di essere avvicinato da una ragazza ed un ragazzo della scuola media Tito Livio e di essere intervistato sul problema della droga. La buona qualità delle domande mi hanno spinto a chiedere loro un incontro con la classe quando il lavoro fosse finito.

In aprile sono andato a scuola per discutere i risultati dell'inchiesta con la professoressa Di Nardo e la classe 2a B. Abbiamo avuto due ore di discussione a cui hanno partecipato, nella seconda ora, anche i ragazzi della 3a B che avevano svolto un lavoro simile l'anno Scorso.

II lavoro fatto dalla 2a B ha avuto come traccia una pubblicazione del Provveditorato sulla droga integrata da articoli di giornali e notizie prese da altre fonti; le domande del questionario sono il risultato di un lavoro «dialettico» tra l'insegnante ed i ragazzi.

Questi ultimi hanno fatto rilevare le difficoltà incontrate du-

rante l'inchiesta perchè buona parte delle persone che incontravano erano di una certa età per cui le risposte erano spesso superficiali e sbrigative del tipo «va abolita la droga!».

L'atteggiamento delle persone intervistate in generale non era molto positivo: vi era chi aveva paura di parlare, chi era disinteressato, chi tendeva a colpevolizzare il drogato, chi pensava di risolvere il problema con le prediche e chi auspicava metodi piuttosto drastici e violenti di repressione contro drogati e spacciatori senza differenze. La parte di discussione dedicata alla valutazione del problema droga da parte dei ragazzi è stata molto utile ed interessante. I raaazzi concordano che è necessario parlare di più nella scuola della droga perchè loro stessi hanno verificato quanta disinformazione esista tra la gente. Tutti gli allievi sono convinti che per loro adesso sarebbe quasi impossibile sce-

gliere di drogarsi proprio perchè hanno scoperto quanto la scelta della droga sia dovuta alla non conoscenza dei vari aspetti della cosa.

A conclusione del dibattito è emerso chiaramente che questa nostra società va migliorata e molto. non solo Derchè così i giovani non scelgano il vi colo cieco della droga, ma anche perchè coloro che desiderano uscirne possano trovare un ambiente che desidera aiutarli nel momento più difficile del reinserimento.

Le iniziative nelle scuole promosse dal Consiglio di Zona, i lavori della 2a e 3a B della Tito Livio, il lavoro sulla droga fatto anche alla Manara in questi anni da alcuni insegnanti, rispetto alla vastità del problema sono certo una piccola cosa, ma ritengo che dobbiamo essere soddisfatti di come la nostra zona sta passando dalle parole ai fatti.

Fabrizio Eva

Non è facile sicuramente parlare di scuola oggi. Però qualcosa vorrei dire, legata alla mia breve esperienza come coordinatrice della commissione educazione del C.d.Z. 4. Non voglio entrare nel merito dei problemi della scuola come struttura, perchè parlerei ancora delle vecchie aule fatiscenti, degli spazi che mancano, dei refettori inadeguati e perchè credo che tanti di questi problemi li risolveremo quando incominceranno ad essere operanti le scelte fatte con i fondi che il Comune ha dato attraverso i bilanci sociale di area al C.d.Z. grazie alle quali sono programmati interventi per le scuole che ammontano a diversi milioni. Mi preme qui esprimere un giudizio sulle reali possibilità di un rapporto che secondo me si deve ricercare con tenacia fra studenti, genitori, gli operatori tutti e l'istituzione. Penso che il C.d.Z. e la Commissione educazione debbano essere i più validi e più vicini organismi decentrati capaci di recepire e fare da tramite tra le esigenze della popolazione e gli organismi competenti per cercare di risolvere i problemi. Credo di poter affermare con serenità di giudizio che all'interno della commissione ci si è mossi con questo spirito e vorrei dire che c'è stato un inte-

resse nuovo e abbiamo costruito tutti insieme un modo diverso di lavorare e diconfrontarci. Sono sicura che in un momento di generale riflusso siano da gaurdare con attenÑ zione, fiducia e speranza, le presenze di quella parte di gente che ha portato nel nostro lavoro contributi, suggerimenti, proposte, critiche o elaborazioni che ci hanno permesso di svolgere un'attività, magari anche burocratica, ma vivendo dal di dentro i problemi. credo che non dobbiamo gestire solo l'esistente, ma essere più propositi e fantasiosi, dobbiamo essere capaci di iniziative concrete che aprano sempre di più le scuole al quartiere. Sono convinta che la scuola oggi attraversa una grave crisi, comunque crisi di crescita e che spetta ad ognuno di noi nel proprio ambito far si che leggi sbagliate, (vedi decreti delegati) vengano rimesse in discussione e nel parlamento e fra la gente. Dobbiamo lottare contro il qualunquismo e il disinteresse, dobbiamo trovare il modo per riempire di contenuti il nostro lavoro e soprattutto non dibbiamo lasciare ancora una volta spazio alle forze più conservatrici del nostro paese.

Nel dare questa riflessione critica di due anni di lavoro nel Comitato di gestione del Consultorio, abbiamo cercato di evitare il taglio burocratico che si usa generalmente per dire dell'attività di un organismo in cui si è esecutori spersonalizzati di una funzione pubblica. Vogliamo dire, invece, che il bilancio della nostra attività non può prescindere dalla nostra esperienza di partecipazione in questo organismo in quanto rappresentanti di organizzazioni femminili e femministe, delle organizzazioni sindacali, del Distretto scolastico, del Consiglio di zona, degli operatori socio sanitari e delle utenti del Consultorio stesso, ma soprattutto in quanto donne.

L'apporto in questo lavoro è stato segnato dalle aspettative date dalla realtà sociale di ognuno e dalla partecipazione consistente di donne alla gestione di un servizio socio sanitario che la legge nazionale aveva definito in modo limitativo odi assistenza alla famiglia e alla maternità» e che il movimento di emancipazione della donna, protagonista in primo piano nel conquistarlo, ha contribuito ad estenderne le finalità, con una visione più ampia e reale della condizione femminile del nostro tempo.

Dire consultorio oggi, significa comprendere nei suoi compiti, oltre l'assistenza alla famiglia e alla maternità, anche un'opera di prevenzione della salute della donna per una attività sessuale serena, secondo le proprie necessità, e per una maternità libera e consapevole. Il nostro compito era quindi di adeguare questo servizio, nella sua struttura politica, tecnica ed amministrativa, all'esigenza che parte da ogni singola donna, o da gruppi appartenenti alla stessa comunità, e di suscitare questa esigenza, di guidarla, elaborarla e farsene carico con adeguate risposte che tenessero conto del livello di maturazione individuale, del condizionamento più o meno pesante di situazioni ambientali, economiche, e del peso di tradizionali modelli culturali.

Un compito difficile, dunaue, e dire oggi con due anni di gestione, se vi abbiamo adempiuto interamente o solo in parte o per nulla, è molto controverso, secondo le aspettative di ognuno.

Le difficoltà sono state innumerevoli, date sia dall'impegno che comporta una simile partecipazione, sia dalle carenze che abbiamo incontrate nella amministrazione pubblica e nella mancanza di una volontà politica che la migliorasse.

La realtà mette in discussione ad ogni momento la qualità del servizio ed oggi il tentativo di tornare a fare dei consutori dei grossi baracconi ambulatoriali .8 presente più che mai nel progetto di istituire nelle stesse strutture dei centri sanitari polivplenti, ad onta dei nostri sforzi di voler qualificare di più il servizio nella sua specificità, di comprendere fasce di utenza più vaste, di migliorarne le prestazioni, soprattutto qualitativa-

mente in un r apporto ideale tra operatore e utente. Nell'amministrazione e nella gestione politica le maggiori difficoltà le abbiamo avute nella mancanza di interlocutori diretti a cui trasmettere la conoscenza dei bisogni del Consultorio. La carenza organizzativa seguita al decentramento dei poteri nella gestione dei servizi pubblici, non ha mai investito i Consigli di zona di poteri esecutivi, mentre l'assessorato o si defilava o non era in grado di far fronte a quelle responsabilità.

Nel prossimo futuro questo problema dovrebbe trovare una soluzione nell'applicazione della delibera quadro inerente ai poteri attribuiti ai Consigli di zona nel settore dei servizi socio sanitari. Fino ..ìd oggi questo isolamento ha influito molto sulla nostra capacità di controllo dell'attività del Consultorio, provocandoci inoltre una crisi di collocazione. Una iniziativa importante a fronte di questo problema è stata la scelta di aderire al Comitato di coordinamento cittadino dei consultori, istanza in cui abbiamo sommato esperienze, problemi, e attinto nuove forze. Altra importante iniziativa, tutt'ora in corso, è la convinzione con l'ospedale Regina Elena, per avere personale sanitario a tempo pieno e per avvalerci di tale struttura. Interventi qualificanti nel corso di questi due anni sono stati diretti nel territorio.

Tuttavia gli incontri e i collegamenti avuti con le fabbriche e le scuole della zona non sono andati oltre i preliminari dell'informazione, per i limiti di cui si è accennato. Sono state promosse e organizzate le assemblee periodiche tra le utenti, per la verifica del lavoro degli operatori.

Un'idea della attività del Consultorio la diamo nei seguenti dati: in 6 mesi 663 utenti hanno usufruito del servizio. Le caratteristiche di questa utenza sono in percentuale le seguenti: 31% di casalinghe e 28% di impiegate; il 59% settentrionali e il 52% coniugate. Sempre per una valutazione statistica, in sei mesi di attività le prestazioni date sono:

42% per la contraccezione, 36% per l'interruzione volontaria della gravidanza, 10°/ci per la patologia ginecologica, 4% per i problemi della gravidanza, 2% per l'informazione prematrimoniale. Abbiamo inoltre favorito e aderito noi stesse alla formazione di diversi gruppi ai studio per affrontare tematiche come la contraccezione, la maternità, la sessualità, con la consulenza dei tecnici del Consultorio, oltre che quella di alcuni esperti esterni, come nel caso di un sessuologo di cui abbiamo avuto un valido contributo. Non possiamo comunque dissociare gli sforzi fatti in questa gestione dal buon lavoro svolto dal l'eq u ipe socio sanitaria e in particolare dalle assistenti sociali che hanno avuto un compito importante di collegamento tra noi e la realtà del servizio da cui, altrimenti, la nostra estraneità sarebbe stata incolmabile. Straordinaria è stata invece, al di là di un giudizio del nostro operato, che come abbiamo detto non può ignorare i condizionamenti oggettivi subiti, la nostra partecipazione e il nostro modo di essere in questo organismo. E' straordinario che noi, come gruppo di donne abbiamo potuto resistere autonomamente e conseguire tanto. Partite da una propria realtà, o collocazione politica e sociale, ci troviamo oggi arricchite di una esperienza in cui abbiamo potuto superare le posizioni di principio per essere unite in questo rapporto, nuovo per noi, di incontro-scontro con le istituzioni.

Difficilmente vorremo rinunciare a questo ruolo, pure nella pesantezza che esso talvolta comporta. Purtuttavia non è possibile confidare unicamente nella buona volontà. Né servono sollecitazioni morali se restano l'unico stimolo di una partecipazione su cui pesa invece un vuoto politico sempre più drammaticamente grande.

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alla media tifo liuto
Due anni di attività del Comitato di Gestione del Consultorio

da IldialogoConvegno su [inserimento nella scuola degli

hanclieappati

Sabato 24 Maggio, nella sede del Teatro Quartiere nel parco E. Alessandrini (Pie Cuoco), si svolgerà un convegno sul problema dell'inserimento dei ragazzi handicappati nella scuola. L'iniziativa è promossa dalla Cooperativa «Il Dialogo - Informazione e Cultura» in collaborazione con il Sindacato Confederale della Scuola delle zone 4, 14 e 15 ed ha come scopo quello di riunire tutti gli organismi e le persone coinvolte nel problema, nel tentativo di individuare nelle sue articolazioni tutto il sistema di assistenza e di supporto preposto all'inserimento nella scuola e nella società di questi ragazzi.

Al convegno verranno invitati il Provveditorato agli Studi, le ripartizioni Sanità ed Assistenza Sociale e Scuole ed Educazione del Comune, le commissioni Scuola e Sanità del Consiglio di Zona, i Distretti Scolastici ed i vari organismi di gestione della scuola, il SIMEE (Servizio Igiene Mentale Età Evolutiva), insegnanti, genitori e chiunque altro possa essere interessato.

La necessità di un incontro plenario di questo tipo è stata verificata negli incontri che il Sindacato Scuola ha avuto sano ad oggi con alcuni di questi organismi, occasioni in cui è risultata una evidente mancanza di coordinamento; per rendere l'incontro più produttivo possibile si sono svolte già alcune riunioni presso il CUZ (Consiglio Unitario di Zona), per analizzare le normative ed i progetti esistenti sino ad oggi in questo settore: legge 833 di riforma sanitaria, progetto «H» del Comune di Milano, legislazione scolastica, Piani di Lavoro della Regione. Da questi incontri preparatori usciranno una serie di «schede di lavoro», che riguarderanno appunto i vari aspetti della situazione attuale e verranno distribuite ai partecipanti per dare ad ognuno la necessaria base di conoscenze.

Invitiamo tutti gli interessati a partecipare, per continuare l'opera di informazione ed il dibattito iniziato nei numeri scorsi del giornale, con il paginone centrale dedicato agli handicappati e con l'intervista all'assessore Carlo Cuomo.

L'INTERVENTO DELLA REGIONE

Sempre sul problema degli handicappati, abbiamo rivolto alcune domande a Giovanni D'ALFONSO, consigliere regionale del P.S.I. e presidente della commissione d'indagine sugli handicappati.

Cosa sta facendo la Regione in favore degli handicappati?

La «Commissione d'indagine e studio sui soggetti handicappati» del Consiglio regionale della Lombardia, istituita nel novembre del 1978 sulla base delle risultanze di un importante Convegno sull'argomento, ha presentato in questi giorni un p.d.l. (piano di lavoro) regionale (firmato dal sottoscritto e dai Consiglieri Belgrano, del P.C.I., e Colombo Svevo, della D.C.) per il riordino degli interventi a favore dei soggetti handicappati.

Perché questa iniziativa?

Perché questa iniziativa? Perché è necessario mettere fine a tutti gli interventi scoordinati e settoriali che portano a un continuo spreco di risorse, per dare finalmente un quadro di riferimento preciso a tutte le iniziative assistenziali della Regione.

Una legge quadro regionale per l'assistenza, in mancanza di quella nazionale, impedirà la corsa alle singole e piccole conquiste di ogni categoria più o meno forte e più o meno «appoggiata» in sede di Governo regionale, avviando invece una difficile ma improcrastinabile, riforma dell'assistenza in Lombardia.

Questo punto di vista non è affatto scontato, come parrebbe a prima vista: il Consiglio dovrà infatti discutere congiuntamente a questo p.d.l., un altro p.d.l. della Giunta che si ispira proprio a quei criteri parziali ed episodici che si vuole invece rigettare.

Il p.d.l. della Commissione da me presieduta, prevede uno stanziamento complessivo di oltre tre miliardi per il 1980: questo stanziamento però, dal lato delle entrate deve raggruppare tutti i finanziamenti previsti dalle altre normative regionali (legge sul diritto allo stu-

ziali e socio-riabilitativi, per iniziative di inserimento lavorativo per i soggetti portatori di handicap, per realizzare il diritto allo studio. Forse il non creare queste occasioni clientelari è il limite di questo p.d.l., nel senso che ciò ne ritarderà l'«iter», mancando in molti l'interesse ad approvarla rapidamente: ma crediamo che, anche con l'aiuto dei cittadini lombardi, ai quali tutti spetta il dover farsi carico di questi problemi, questo p.d.l. potrà essere approvato subito all'inizio della prossima legislatura regionale e potrà portare la Regione Lombardia all'avanguardia nella fornitura moderna ed efficiente di questi servizi.

N.B.: Maggiori informazioni possono essere richieste alla Commissione regionale ed al suo Presidente telefonando al 6975 - Via U. Bassi, 2, sede del Consiglio regionale della Lombardia.

dio, piano sanitario ecc.) — e ciò allo scopo di evitare duplicazioni dispendiose in termini di tempo e denaro pubblico — e dal lato delle uscite vede come destinatari le unità socio-sanitarie volute dalla riforma ed i Comuni, vale a dire quelle unità territoriali che concretamente possono controllare la situazione e spendere effettivamente e a ragion veduta il finanziamento regionale.

Ma non si favorisce così il clientelismo?

Con questa legge non si favoriscono nuove tentazioni di clientelismo, ma si danno a entità operative i mezzi per fcrnire l'assistenza domiciliare alle famiglie degli invalidi, la creazione di centri residen-

Tornano a funzionare i bagni pubblici di via Etruschi 5/9

Sabato 19 aprile sono stati riaperti i bagni pubblici in Via Etruschi 5/9 con le seguenti tariffe: L. 1.200 per una doccia, L. 1.600 per un bagno e L. 300 per l'uso dello asciugatoio. Per ora, i bagni resteranno aperti il sabato per tutta la giornata e la mattina di domenica; in relazione alla affluenza di pubblico, potranno essere aumentate le giornate di apertura. L'affluenza registrata nei primi giorni di apertura è stata buona ma sono ricorrenti le lamentele per le tariffe giudicate troppo elevate.

BURRO O CANNONI?

In seguito agli articoli sugli handicappati pubblicati sul nostro giornale, riportiamo alcuni indirizzi utili di centri ed enti che trattano tale problematica:

Ufficio H: Largo Treves, 1. Assessorato Assistenza

A.N.F.F.a.S.: Associazione Nazionale Famiglie Fanciulli Subnormali (ente privato). Via Monviso, 10/8. Tel. 3189905-317201

A.I.A.S.: Associazione Italiana Assistenza Spastici (ente privato).

Via Mantegazza, 10. Tel. 325355325124 — Centro Encefalografico Infantile (ente comunale). Via Faravelli, 31. Tel. 342864-389793 Centro Recupero Don Orione (Piccolo Cottolengo) (ente privato).

Via S. Caterina da Forlì, 19. Tel. 474689-474642 Centro Pilota Riabilitazione Don Gnocchi (ente privato). Via Capecelatro, 66. Tel. 406892 Centro De Breme (ente comunale). Via De Breme, 59. Tel. 30838223084860 Centro Neuropsichiatrico Infantile (ente pubblico) ora S.I.M.E.E.

Via Faravelli, 31. Tel. 342864313710 Scuola G. Negri (ente pubblico).

Via Sant'Erlembardo, 4. Tel. 2575265-2576604 Scuola Treves-De Sanctis (ente pubblico). Via Colleoni. Tel. 381508 Scuola P. e L. Pini (ente pubblico). Via Stefardo da Vimercate, 14. Tel. 2573204 Scuola per Handicappati Sensoriali «Tarra» (ente pubblico). Via Ragusa, 5. Tel. 603685 Scuola per Handicappati Sensoriali «Scarpa» (ente pubblico). Via Clericetti. Tel. 2360047-235824 Centro Studi Ricerche Consulenza, presso: Istituto dei Ciechi. Via Vivaio, 7. Tel. 701018

Il grottesco dilemma imposto al popolo italiano 45 anni or sono e che credevamo spazzato via per sempre alla fine dell'ultimo tragico conflitto, ha invece influito pesantemente e continuamente sulla vita economica e sociale del nostro popolo in tutti gli anni del dopo guerra. Dall'una e dall'altra parte dei due blocchi contrapposti (USA-URSS, e satelliti), ad una corsa agli armamenti si è risposto con una pari corsa ad altri armamenti, col risultato che dopo 35 anni di folli spese, di alleanze strategiche, di piani e contro-piani, il Mondo vive (o sopravvive...) nell'equilibrio del terrore. Espressione agghiacciante che bene esprime quanto lontano dalla siJurezza sia un simile stato di cose e come non sia stato realizzato il mito dei «cannoni» pur avendo dovuto rinunciare al «burro» cioè ad una esistenza più civile e dignitosa. E allora?... Constatato il fallimento di una politica di supremazia militare non resta altro che sedersi attorno ad un tavolo e tutti accordarsi per arrestare, almeno per il momento, questa pazzesca corsa al più forte e poi iniziare un cammino a ritroso per un graduale disarmo e per una reciproca fiducia.

E proprio su questo tema i Rappresentanti di 54 Paesi, ex Combattenti, Mutilati, Partigiani, Vittime della guerra, ecc. si sono riuniti a Roma per porre all'attenzione del Mondo la gravità e l'importanza di una grande battaglia in difesa della vita e per un più intelligente ed umano impiego delle risorse economiche esistenti e che convolgono interessi politici e sociali di fondamentale importanza per tutti. L'inizio di questa mobilitazione si è avuta a Milano alla «Casa del Mutilato» con l'intervento dei Rappresentanti di tutte le Organizzazioni combattentistiche della città: Combattenti, Mutilati, Familiari di Caduti, Partigiani, ecc. ed è stato ribadito l'impegno per il lancio di una grande canpagna nazionale tesa a chiedere l'arresto di questa corsa suicida al riarmo e la ricerca con ogni mezzo per una graduale riduzione delle spese militari. Eguale iniziativa è stata presa e si sta svolgendo in molti altri Paesi del Mondo e siamo sicuri che il prestigio e l'alto livello civile rappresentato dai promotori sarà compreso da tutti gli uomini senza distinzione di fede politica o religiosa, di condizione economica e sociale e diventerà una forza che inciderà fortemente nelle decisioni dei dirigenti dei rispettivi Paesi

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

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La presentazione della Città Annonaria alla Commissione Distribuzione del Consiglio di zona avvenuta il mese scorso non ci aveva convinto, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto viabilità lasciata in ombra in quella occasione. Perciò su questo e altri punti abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con i progettisti della SOGEMI. Nostro interlocutore è stato l'architetto Arrighett i, coordinatore del gruppo di progettazione. La prima puntualizzazione è stata sul mandato affidato ai progettisti. Abbiamo chiarito che ad essi spetta non solo la ristrutturazione dei mercati generali ma anche il suo inserimento nel tessuto urbano. Perciò è prevista la trasformazione della rete stradale e la costruzione di nuove arterie di collegamento con i nuovi mercati generali riuniti. Il problema del traffico si pone su due livelli e riguarda il traffico in arrivo e quello in uscita dai mercati. In arrivo il problema è quello delle dimensioni degli autotreni, da cui nasce la necessità di isolarlo dal normale traffico cittadino. A questo scopo sarà costruita una strada sopraelevata che dal fondo di via Varsavia si collegherà direttamente alla Nuova Paullese e alla tangenziale est. E' importante che i lavori di questo sovrappasso procedano di pari passo con quelli &L la Città Annonaria e arrivino a conclusione insieme, altrimenti l'efficacia dell'opera sarebbe nulla.

La SOGEMI è disposta a prendersi l'incarico anche della costruzione di questo cavalcavia. Parallelamente alla risoluzione del problema del traffico su gomma, che è il 90% del volume in arrivo ai mercati generali, è prevista una politica di incentivazione del trasporto su ferrovia in collaborazione con le Ferrovie dello Stato. A questo proposito è prevista la possibilità di potenziamento della rete interna ferroviaria dell'ortomercato.

L'altro aspetto del problema è lo stazionamento dei TIR nelle vie della nosfra zona. Per le decine di autotreni è prevista una zona attrezzata con i necessari servizi ricettivi alle spalle dell'ortomercato della capacità di 150 posti, il massimo consentito dalle dimensioni fisiche. La progettazione è stata affidata all'Ufficio Tecnico del Comune, che ha già stanziato 1350 milioni a questo scopo. Si tratta, per in-

ciso, di 150 extra-mercato, cioè per autotreni che non servono i mercati generali perchè per questi ultimi i parcheggi sono interni. Veniamo ora al secondo livello del problema traffico, quello in uscita. Esso ò eccessivamente frazionato perché lasciato all'iniziativa privata degli acquirenti che provvedono in proprio al trasporto delle merci al punto di vendita. La soluzione sarà affidata ad una nuova possibilità di collegamento con la città attraverso un passante stradale sopra viale Molise che si collegherà direttamente con via Monte Ortigara. Si cercherà poi di migliorare la percorrenza di piazza Capelli con una semaforizzazione opportuna. Inoltre con modalità da stabilire sarà costituita una agenzia di consegna della merce ai dettaglianti, che permetterà di ridurre notsiolmente il volume di traffico in uscita e di far viaggiare automezzi con carico completo. L'acquirente si potrà servire perciò del telefono per le ordinazioni effettuate sempre in maggior misura su campione e se desidera essere presente sul posto potrà usare i mezzi pubblici. L'ATM prevede un potenziamento delle linee che transitano nei pressi e le Ferrovie dello Stato hanno in progetto un passante ferroviario che collegherà le due stazioni di P.ta Vittoria e P.ta Garibaldi. Saranno costruite delle pensiline con collegamenti diretti con l'interno dei mercati generali attraverso sottopassaggi pedonali. Si cercherà poi di organizzare orari di vendita nei vari mercati a scacchiera per evitare congestione, anche se in effetti l'obiettivo a lungo termine è l'apertura illimitata. Il punto di forza della ristrutturazione del traffico sarà però proprio la

EducazioneSanliarla

consegna a domicilio organizzata. Basta pensare per esempio che il macello comunale non viene sfruttato a dovere anche per la mancanza di un servizio di questo genere. Per quanto riguarda le case del mercato dei polli la SOGEMI si è offerta di costruire, per esempio su aree vincolate dalla legge 167, alloggi sostitutivi a quelli che saranno abbattuti e da essi non troppo lontani. Il mercato invece non sarà per ora toccato dato che diversi commercianti che vi lavorano hanno costruito da poco attrezzature per migliorarne il servizio. Una volta poi avvenuto l'abbattimento l'area si renderà libera e potrebbe essere utilizzata per opere pubbliche, come ad esempio la costruzione di un teatro io sostituzione dell'attuale Teatro Quartiere. Questo è tutto. Non si prospettano soluzioni invece per v.le Molise, una arteria già molto battuta e che costituisce un vero e proprio solco di divisione tra i mercati generali e il resto della città. Ci domandiamo cosa succederà quando verrà aperto il nuovo svincolo con la tangenziale est in fondo a via Varsavia. E' molto improbabile che esso venga usato esclusivamente dagli autotreni diretti all'interno dei mercati generali e quindi sarà prevedibile un aumento del traffico in transito. Cosa succederà alle nostre strade? Su questo punto è necessario battersi per avere chiarimenti e assicurazioni, salvaguardando però il concetto di fondo che porta alla concentrazione dei mercati generali e cioè la razionalizzazione del commercio. Vale la pena perciò di spendere di più, ma con lo scopo di trovare a lavori ultimati un organismo completo in tutte le sue parti.

Il disegno di legge sulla riforma del sistema pensionistico è stato presentato qualche mese fa dal Governo al Parlamento. Ha avuto cosi inizio l'iter per l'approvazione di una riforma che con quella saniatria è tra le più attese.

Si tratta della seconda presentazione al Parlamento: la prima decadde a seguito della fine anticipata della passata legislatura avvenuta, come si ricorderà, lo scorso anno.

Le prime intese, per la preparazione delle bozze, tra Governo e parti sociali, sia del lavoratori che imprenditori, risalgono all'inizio del 78; cosi come a quell'anno risale il parere espresso sull'argomento dal C.N.E.L. (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) il quale, nella sua relazione, ritenne la riforma urgente, utile e necessaria. Attualmente, il nostro sistema pensionistico ha come punto di riferimento l'Assicurazione Generale Obbligatoria, gestita dall'INPS, a cui vengono iscritti i lavoratori dipendenti.

A questa norma debbono essere fatte salve numerose eccezioni. Sono eccezioni che riguardano i lavoratori alle dipendenze dello Stato ed altri Enti Locali; di aziende private e pubbliche (come il personale di alcune Cassa di Risparmio del Monte dei Peschi di Siena, dell'ENEL ecc.), nonchè determinate categorie di lavoratori (come i dirigenti industriali, i giornalisti professionisti e altri).

A chi rientra in queste eccezioni viene garantito un apposito trattamento di previdenza o quiescenza attraverso apposite casse o fondi che possono rientrare nelle forme di previdenza sostitutive, esclusive od esonorative dell'Assicurazione Generale Obbligatoria.

Queste forme di previdenza sono regolate da norme diverse sicchè quanto viene stabilito per l'Assicurazione Generale obbligatoria può non valere per la forme di assicurazione di cui abbiamo fatto cenno sopra. L'orientamento della ritorma è quello di omogeneizzare detti

istituti giuridici per ridurre certe sperequazioni in atto. Non si tratta quindi di realizzare una eguaglianza economica per tutti (le pensioni dovranno tenere conto del tipo di lavoro. della retribuzione e del periodo contributivo), ma di estendere alle varie forme assicurative certe normative come nel caso del cumulo tra retribuzione e pensione, dell'età pensionabile, il tetto riguardante l'età pensionabile ecc.

A questo aspetto va aggiunto la preoccupante condizione finanziaria che ha colpito il sistema previdenziale, tanto che si prevede che tra non molto nessuna gestione sarà più attiva. Da qui la proposta di iscrivere tutti i lavoratori dipendenti alla sola Assicurazione Generale Obbligatoria, con libertà per forme integrative senza onere per lo stato.

Questa proposta pone il problema di come fare salve le posizioni in atto, sia per quanto riguarda chi è già pensionato sia per chi attualmente è iscritto a una delle forme assicurative di cui si è fatto cenno prima. Sono trascorsi due anni da quando si è cominciato a parlare della bozza di riforma e in questo arco di tempo essa è stata oggetto di ripensamenti e di meditazioni e di proposte di modifiche, come quella riguardante la soluzone separata per i dirigenti industriali ed i giornalisti professionisti.

Non tutti i problemi quindi sono stati risolti, e come le ciliege si ha la sensazione che ne attirano degli altri.

La discussione che si aprirà in Parlamento sarà certamente difficile; si prevedono tempi lunghi prima di arrivare alla approvazione definitiva della riforma.

A conferma di questo stanno gli interventi, in attesa del dibattito parlamentare, rese dalle forze politiche che hanno messo in luce i loro diversi punti di vista pur concordando tutti nella necesità di intervenire per il riassetto del settore.

Malattie veneree: una minaccia sociale Roberto Riboldi

I marinai di C. Colombo, al ritorno dalla loro spedizione nel 1494, riportarono in Europa, oltre alla scoperta di un nuovo continente, una malattia contratta dagli indigeni americani chiamata Framboise (lampone). Questa era una malattia assolutamente benigna, però il germe responsabile, a contatto con organismi di una civiltà diversa, si trasformò nel Treponema Pallidum che è l'agente causale della sifilide.

La sifilide è la più temuta e conosciuta fra le «malattie veneree», termine che definisce tutte quelle malattie che si trasmettono per contagio sessuale. L'espressione «malattie veneree» fa immediatamente pensare alla donna come unica fonte di contagio, cosa che è assolutamente falsa, basta considerare che percentualmente queste forme morbose sono più frequenti fra gli omosessuali. Sarebbe meglio quindi parlare sempre di «malattie sessuali».

La sifilide non è l'unica e neppure !a più diffusa fra le malattie sessuali, ce ne sono altre, fra cui la blenorragia (o gonorrea) che è la più frequente in assofuto.

I dati ufficiali per l'Italia nel 1978 riferiscono 3018 nuovi casi di sifilide e 4500 di blenorragia; la malàttia però il più delle volte non viene denunciata, per cui questi dati rappresentano solo una minima parte della reale incidenza. Si può affermare che circa un milione di italiani (uno ogni 50 abitanti) hanno, o hanno avuto, la sifilide. Si può

quindi ragionevolmente ritenere che le malattie sessuali sono un grave problema sociale lontano dalla risoluzione anche dal punto di vista economico (per avere un'idea si pensi che i soli casi d'infezioni femminili di blenorragia in America sono costati nel 1972 circa 180 miliardi di lire al governo degli Stati Uniti). Abbiamo detto che queste malattie si trasmettono per contagio sessuale, in occasione cioè di un rapporto completo o talvolta di un semplice bacio. Non è possibile contrarre la malattia in altro modo (attraverso bicchieri, indumenti, od oggetti appartenenti ad una persona contagiata); i casi di questo genere sono talmente rari da essere segnalati come eccezionali su testi di medicina specializzati. La prevenzione delle malattie sessuali si può quindi basare solo su un'appropriata scelta del partner e sull'uso del «glorioso» profilattico di gomma. Da un punto di vista preventivo i mezzi più efficace attualmente a nostra disposizione, in attesa che la scienza trovi una vaccinazione adeguata, sono la diagnosi precoce e una terapia immediata sia per l'ammalato sia per le persone che hanno avuto rapporti con lui. Bisogna assolutamente evitare di curarsi da soli o di rivolgersi al farmacista; è fondamentale per la guarigione completa e la prevenzione della diffusione rivolgersi ad un centro specializzato: In Italia esistono nominalmente 230 dispensari di cui però solo 133 effPt-

tivamente in funzione a causa dell'insensibilità (consueta!) delle autorità in materia di prevenzione.

Nella nostra città funziona il Centro Antivenereo CAVE presso la Clinica Dermosifilopatica dell'università in via Pace 9 (tel. 541325) non è necessario un appuntamento, chiunque può farsi visitare dal lunedì al venerdì dalle 7,30 alle 11.

Quando è necessario un controllo?

Ogni volta che si abbia il sospetto di aver avuto un rapporto sessuale con una persona infetta o all'apparire dei primi e più banali sintomi locali (erosioni. ulcerazioni, secrezioni purulente e bruciore agli organi sessuali). Il pericolo di un'evoluzione grave della malattia e della sua diffusione esiste soprattutto per chi pretende di guarire senza rivolgersi allo specialista, dato che queste sono patologie curabilissime se affidate a mani esperte. Il punto fondamentale, come sempre, rimane una buona educazione sanitaria e sessuale che comprenda anche le malattie che si contraggono per contagio sessuale e che non devono essere considerate diversamente da altre malattie.

L'educazione deve incominciare nelle scuole, esistono a questo proposito filmati e documentari che si possono affittare a scopo didattico; al CAVE si possono chiedere informazioni anche a questo riguardo.

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preoccupa
9 il dialogo
è in Parlamento
Quello che
è il traffico in zona
PENSIONI: la riforma
Sergio Della Sala Roberto Berrini

sul paginonedi marzo

Caro Maggi, consentimi un intervento sul problema degli handicappati, cui «Il Dialogo» ha deriiriatn il «naninoneii centrale del numero scorso (ndr il numero di marzo). Un intervento ampiamente critico. Ma vediamo subito perché. Se l'intenzione era, come pare, di dare un panorama completo e organico del processo di integrazione sociale in corso, il tentativo a mio avviso non ha avuto esito tra i migliori. Perchè non si può certo solo asserire che l'emarginazione è dovuta oa un pregiudizio», come sostiene Francesco Stanò nel suo artico' lo. Esistono, è ovvio, rilevanti forme di pregiudizio, ma la ragione princiale dell'emarginazione sta nel rilevante costo sociale dell'integrazione dei cittadini portatori di handicap. E in una società capitalistica come la nostra, dove si bada soprattutto al profitto economico, esiste un unico modo per pagare il meno possibile i costi sociali: la carità, l'assistenza, e norme che segreghino in caso o in istituti speciali dei cittadini considerati «inutili» e che hanno poca forza per sostenere i propri diritti. II che significa lavarsene le mani, risolvere con elargizioni in denaro quanto va risolto con un'ampia opera di studio, di convinzione, di revisione dei programmi scolastici e dele norme del collocamento al lavoro (a proposito, esiste una proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma del collocamento degli invalidi civili: «Il Dialogo» la conosce? A quanto sembra no). Ed è con l'assistenza, canale di tante clientele di marca prevalentemente dc, che finora ci si è «messi a posto la coscienza».

Nell'inserto de «Il Dialogo» si tace completamente sui problemi degli insegnanti di sostegno, salvo attribuire accuse peraltro sacrosante a non meglio specificati «organi competenti» come fa Grazia De Benedetti. E' stata approvata e significativamente nel periodo in cui PCI e PSI facevano parte della «maggioranza di solidarietà democratica», ma anche su questo «Il Dialogo» è muto la legge che prevede l'inserimento nella scuola, ma il governo non ha concesso e non concede i mezzi per mettere in atto: non provvede alle nomine, attraverso i provveditorati agli studi, degli insegnanti di sostegno, facendo dell'inserimento scolastico solo un «fiore da mettersi all'occhiello».

E ancora. Nel dicembre scorso a Milano si è svolta una manifestazione regionale contro la circolare Scotti e contro le Inadempienze della Giunta regionale, cui hanno preso parte ben 2000 persoue. Ebbene, della circolare Scotti, che impedisce l'inserimento lavorativo ,degli handicappati psichici su «Il Dialogo» non si è letta una sola parola. Sul Comune di Milano, invece, un sommario e lacunoso resoconto per dire che.. si è fatto poco e bisogna fare di più e presto. Convegno con voi che anche l'Amministrazione democratica di Milano ha agito con ritardo, ma l'attuale regolamentazione deliberata dalla giunta milanese — e anche qui silenzio assoluto — è tra le più avanzate in Italia (ma la concorrenza a Milano la fanno Genova, Torino, Roma, guarda caso amministrate dalle sinistre). Perché ad esempio non si dice che a Milano, da quando c'è la Giunta di sinistra, non sono più state progettate scuole cori «barriere architettoniche» (porte strette, scale ecc.)? E perché tacere sul contributo annuo di 300 milioni per sussidi didattici alla scuole freauentate da bambini gravati da handicap? E l'iniziativa delle borse di «lavoro»? I lettori del «Dialogo», grazie al lacunoso resoconto di Gigi Bianchi — il cui scetticismo non può portare ad omissioni di notizie — non sanno che la giunta comunale ha istituito borse di lavoro di 100.000 lire mensili per avviare al lavoro i portatori di handicap, grazie ad un accordo tra Comune, associazioni degli handicappati, degli industriali e sindacati dei lavoratori. E perché non dire che chi è impedito alla deambulazione paga 200 lire — come per il tram — ogni corsa in taxi se dispone di un reddito basso?

Certo, bisogna fare di più, e presto, ma a tal fine è anche importante fare informazione nella maniera più corretta possibile. Chiunque è libero di ritenere — come traspare dagli articoli del «paginone» — che le iniziative del Comune abbiano il sapore della propaganda. Ma attenzione ad essere miopi fino a tal punto: si guardi ad Amministrazioni centriste di altre città, ad esempio Bergamo: la si che gli handicappati sono considerati «oggetti» meritevoli di carità, e basta. E ancora. Perché non si è parlato sul «Dialogo» delle resistenze padronali ai tentativi di inserimento al lavoro? Recenti fatti di cronaca — alla SitSiemens, alla Fren-Do Abex, alla IVI — forniscono materiale di indubbio valore allo scopo. E dell'ufficio di collocamento, dove avvengono strane «dimenticanze» nel trovare il lavoro agli handicappati? E perché tacere sulla assurda legislazione italiana, che porta molti genitori a rinunciare a tentativi di inserimento per non perdere diritto — come avviene automaticamente con l'assunzione — alle reversibilità della pensione per il figlio disabile? E' tutto dovuto forse al «pregiudizio?»

Cari saluti

Meglio partecipare criticamente o rimanere assenti criticando?

La lettera di Mario Amorese, che pubblichiamo ora in quanto giunta «fuori tempo massimo» per il numero di Aprile, presenta due aspetti differenti: dapprima propone una chiave di interpretazione del problema handicappati, lamentando il fatto che noi non l'abbiamo usata mentre sarebbe Pudica a permettere di affrontare correttamente la questione; successivamente lamenta un'in formazioneÇcarente e areaidizialmente sfavorevole sull'operato della giunta di Milano in questo campo. E' bene fare un po' di chiarezza: i paginoni centrali del Dialogo sono costruiti sommando i contributi di chi, interessato al problema, ci invia uno scritto o partecipa all'attività redazionale; inoltre, l'argomento del mese viene solitamente preannunciato o sul giornale o avvisando in altro modo gli interessati; infine, su tutti i paginoni è specificato che non si pretende di esaurire così i vari argomenti, ma si invitano i lettori a inviare scritti, notizie, ad arricchire la discussione. In questa luce sarebbe stato assai più utile che la lettera in questione avesse svolto in modo più completo gli argomenti cui accenna (per dare un contributo) o ci fosse pervenuta al tempo della preparazione del paginone (la sezione del PCI «Conca Zanuto» non si trova in capo al mondo e in contatti tra la redazione e rappresentanti del PCI sono frequenti, la mancanza di informazione non è quindi giustificabile).

Per quanto riguarda la supposta carenza d'informazione e lo scetticismo nei confronti della Giunta di sinistra che amministra Milano, credo che le interviste agli amministratori cittadini (tra cui l'intervista all'assessore Carlo Cuomo apparsa sul numero di Aprile del Dialogo e realizzata dal sottoscritto, autore anche dell'articolo incriminato) dimostrino l'assoluto contrario di quanto si vuol far rilevare. C'è piuttosto da aggiungere che il contatto con i cittadini che vivono quotidianamente il problema di avere figli handicappati porta a verificare che per ora la situazione è ancora grave e che quindi i progetti, per quanto innovativi e ben fatti, vanno valutati e verificati soprattutto nella loro realizzazione pratica. Senza scetticismo alcuno, ritengo che sia demagogico esaltare a priori ciò che verrà realizzato domani e sia meglio creare nei futuri utenti una aspettativa che possa essere di stimolo agli- amministratori pubblici per una realizzazione pratica ben fatta ed in tempi per quanto possibile brevi (ad esempio mi risulta che l'uso dei taxi a 200 lire da parte degli handicappati non è ancora iniziato).

Comunque l'opera di informazione del giornale su questo tema non si è fermata al paginone e siamo sempre aperti a nuove opinioni: il 24 maggio (come specificato in altro articolo) il Dialogo organizza un convegnò al teatro quartiere; è una occasione per partecipare, anche criticamente.

Gigi Bianchi

Abbiamo partecipato anche noi (come coordinatore della commissione trasporti e come componente della comm. distribuzione del C.d.Z.) alla discussione sul Preprogetto del Centro Alimentare svoltasi il 14 marzo in Commissione nistribuzione. Ci preme quindi ritornare sugli argomenti affrontati nell'articolo «Dalla parte del cittadino», per ristabilire la verità dei fatti e darne corretta informazione ai lettori.

Il sovappasso sulla Via 'ombroso, stando a quanto dichiarato dai progettisti, non dovrebbe divenire «parte interna della città annonaria» come sostiene il Sig. Boldrini, ma fungere da asse di scorrimento veloce per il traffico cittadino non inerente i mercati. La barriera di Viale Molise, se per essa si intende l'incrocio Molise-Lombroso, non viene ignorata dalla progettazione, ma viene sgravata dal traffico dei mercati. Le valutazioni successive del sig. Boldrini sono quindi del tutto opinabili e non corrispondono minimamente a ouanto emerso dalle comande e risposte al Consiglio di Zona. 11 parcheggio autotreni è presentato in maniera distorta. Ci corre l'obbligo di precisare che: attualmente esso non esiste, o meglio è rappresentato dalle soste incontrollate nelle vie del quartiere con i noti disagi; i 150 posti previsti dal progett comunale (semplicemente recepito dai tecnici della SoGeMI) da ricavare tra lo scalo ferroviario dell'Ortomercato e la linea ferroviatia Milano-Rogoredo, dovrebbero agevolmente smaltire il fabbisogno della zona, anche in previsione dell'aumento previsto con il centro alimentare; bisogna tener presente che, secondo le affermazioni dei progettisti, la maggior parte di questi automezzi trasportano carichi non destinati ai mercati all'ingrosso. Le aree di parcheggio, a differenza di quanto affermato dal Sig. Boldrini, non sono destinate a diminuire, ma verranno, al contrario, ridistribuite ed aumentate, ed in parte messe anche a disposizione del quartiere (ad esempio per il parcheggio sotterraneo da 500 macchine posti sotto gli edifici delle borse). L'area di recupero delle cassette rappresenta un problenia che verrà risolto con interventi di razionalizzazione del sistema di trasporto e carico merci, liberando l'area del futuro parco Alessandrini da questi depositi.

Gli alloggi per le 60 famiglie da sfrattare costituiscono un motivo di preoccupazione reale ma è falso che non si stiano studiando soluzioni adeguate. Sono state prospettate infatti, nell'incontro con i progettisti, due ipotesi: l° il reperimento di alloggi di risulta nel patrimonio di edilizia popolare della zona Il° preferibilmente, la costruzione ad opera della SeGeMI, su area messa a disposizione-dal Comune, di un apposito edificio per abitazioni. Tanto ci sembrava opportuno precisare per amore di obiettività. Infine vorremmo respingere l'invito (o la pressione) del sig. Boldrini al Consiglio di Zona, perchè dia parere sfavorevole al progetto. A fronte anche dello sforzo unitario del consiglio comunale dove tutte le forze, esclusi il MSI e DP, hanno approvato la ristrutturazione e la costruzione del centro alimentare all'ingrosso. Trattandosi di una realizzazione di tale importanza, ci sembra molto più corretto da parte del CdZ procedere ad un esame approfondito degli elaborati. in

uno spirito di collaborazione costruttiva, per armonizzare il progetto con le altre scelte compiute dalla zona e con le esigenze della comunità locale.

Rizzardi Guido Coord. Comm. Trasp. Giandrini 110 Membro della Comm. Distribuzione

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Esistono persone a cui fa piacere che certe cose possano andare male, soprattutto quando a dirigerle non sono loro, ma altri che non gli piacciono. Il motto di simili personaggi è sempre lo stesso: «tanto peggio — tanto meglio», senza alcuno scrupolo se poi a rimetterci sono tutti i cittadini ed anzi chi più ne risente sono i meno abbienti. Mi riferisco ai giudizi sommari quanto imprecisi espressi nell'articolo «Un colosso: saranno d'argilla i suoi piedi?», pubblicato dal Dialogo nel mese di marzo 1980. Che esistano certi deserti nei mercati all'ingrosso, e che possano per qualche tempo aumentare, sarà forse vero, ma è anche vero che dal deserto, con l'irrigazione ed altri accorgimenti si può creare un terreno fertile; certamente occorrono denari e nel caso della città annonaria vi è la possibilità di limitare al minimo l'esborso di denaro pubblico e di attirare capitali privati ricorrendo alla vendita dei posteggi, con conseguente recupero degli investimenti fatti in precedenza. Si potrebbe sostenere che per non allargare il deserto sarebbe necessario far abolire la legge 125 che prevede la liberalizzazione dei mercati. Essa però può avere un valore fondamentale solo che venga affiancata da strutture mercantili tali che gli operatori e gli acquirenti, e di conseguenza la cittadinanza possano avere la convenienza e la ragione di operarvi. D'altra parte è assai importante che i futuri investimenti non vengano buttati al vento a causa di un sistema commerciale che attualmente presenta molte lacune (produzione indiscriminata di ortaggi quando il mercato può accettarne solo una parte o, viceversa, carenza degli articoli e quindi prezzi da vertigine; intermediazione, che molte volte serve unicamente a far lievitare i prezzi favorendo grosse speculazioni).

Occorre che gli enti pubblici, assieme alle organizzazioni dei commercianti, si uniscano in una impresa che, con il finanziamento, ad esempio, della Regione, e con capitali propri, assuma iniziative di programmazione delle produzione orticole concordate con gli ortofrutticoli (patate, pomidoro sanmarzano, cipolle, ecc.) ed arrivando poi ad accordi che soddisfano le parti; ad esempio ai produttori si potrebbero fornire le sementi a prezzo di costo, assistenza tecnica per la coltivazione ed il raccolto, per avere alla fine un prezzo equo e quindi competitivo. In tal modo si giungerebbe a ridurre sia gli sprechi di prodotti (vedi AIMA), sia gli alti costi di produzione con un conseguente contenimento dei prezzi a favore dei consumatori.

Occorre infine procedere alla razionalizzazione dei trasporti, dei servizi, compreso logicamente quello della movi.mentazione delle merci, con l'obiettivo del contenimento dei costi e del soddisfacimento delle esigenze dei lavoratori.

Per quanto riguarda i 20 miliardi buttati al vento, saranno invece almeno 100 i miliardi destinati alla costituzione di un centro alimentare dal quale tutta la cit-

tadinanza otterrà dei benefici, mentre altri progetti da 500 miliardi ne prevedevano lo spostamento fuori città. ed aprivano la strada all'intervento dei grandi gruppi monopolistici per il finanziamento a scopo speculativo dell'impresa. Ciò sarebbe andato a danno non solo di operatori commerciali, acquirenti, ecc., ma anche e soprattutto, dei consumatori.

Per quanto riguarda la viabilità ed i parcheggi sembra sia stato adottato dai progettisti il criterio più opportuno per una maggiore agibilità dei mercati e per un alleggerimento del traffico che congestiona la zona. Evidentemente ci vorranno anche altre misure di ordine generale da parte dell'Amministrazione Comunale.

Ci si lamenta, nell'articolo citato, che non sono state interpellate le varie componenti dei mercati in fase di elaborazione del progetto delle opere cui si dovrebbe dare inizio prima della fine dell'anno.

Questo non è vero e semmai l'esperienza di questi ultimi anni fa fede che, delle varie componenti non era certo necessario interpellare quella degli azzeccagarbugli, bravi solo a criticare gli altri, mentre dal canto loro non consultano mai gli associati degli organismi che dirigono.

Certe cose si tinge di non saperle per comodità, diversamente i lavoratori dei mercati dovrebbero esigere da questi signori critiche ed autocritiche costruttive e non la demagogia che sono soliti smerciare.

Solo rinnovando i propri comportamenti, costoro potranno saggiamente rappresentare i propri associati, il cui preminente interesse occupazionale ha certo da guadagnare dalla realizzazione del centro alimentare.

Annoni Erminio

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Caro Maggi, chiedo a mezzo del giornale IL DIALOGO di pubblicare questa mia lettera. Lo stabile di Viale Premuda, 46 - Milano, è stato costruito circa 100 anni fa, (di ringhiera) e vi abitano circa 50 famiglie; di queste 50, 40 sono pensionati, le altre 10 circa sono stranieri (terzo mondo, NERI). La proprietà ha ottenuto dagli Uffici competenti il permesso di eseguire i lavori di manutenzione ordinaria e ha messo lo stabile in vendita frazionata. Gli inquilini, non avendo la possibilità economica di acquistare l'appartamento, sono terrorizzati dalla prospettiva di dover lasciare l'alloggio. In stragrande maggioranza sono nati in detto stabile, ove ci sono plafoni cadenti, pavimenti che presentano un dislivello di circa 10, 15 centimetri, tanto è vero che il giorno 22/3/1980, un pezzo di plafone è caduto: sono intervenuti i vigili urbani i vigili del fuoco, e un tecnico del Comune, Ing. Ferrari. Gli inquilini chiedono che intervenga il Comune e applichi l'esproprio dello stabile.

In viale Puglie, da Piazzale Cuoco a Piazza Bologna, c'è una aiuola, ora irriconoscibile, perché sia autotreni che macchine la usano come parcheggio e il verde non esiste più: perchè non si provvede a chiuderne l'accesso con archetti di ferro come in Piazzale Cuoco?

Per il S.U.N.I.A. Molise 5 Mario Fava

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Mario Amorose Sezione PCI «Conca Zanuto»

Continuano a giungere in redazione gli abbonamenti a IL DIALOGO per il 1980. La massiccia adesione dei lettori alla campagna abbonamenti ha permesso di raggiungere e superare il traguardo dei 6 milioni. E' una concreta dimostrazione della fiducia che gli abitanti della zona 4 ripongono nei redattori de IL DIALOGO. li nostro impegno è per ricambiare questa fiducia. Con il sostegno dei lettori il giornale diventerà sempre più il portavoce dei problemi degli abitanti la zona 4. Mentre pubblichiamo di seguito l'elenco degli abbonamenti giunti in redazione sino al 18 aprile (i versamenti fatti a mezzo posta ci giungono con notevole ritardo) ricordiamo che i versamenti possono essere effettuati sul conto corrente postale n° 57644205, oppure presso la redazione (Viale Molise 5 scala E piano terra) tutti i pomeriggi dalle ore 15 alle 18, il martedì sera dalle 21 alle 23 e la domenica mattina dalle 10.30 alle 12.30.

L. 20.000: Maggi G.

L. 10.000: Papini G.; Munari A.; Piccioni V.; Giardina F.; De Biasi; Crea; Libro Libero; Fava; Borroni G.

L. 5.000: Finotto V.; Baldini I.; Matarrese E.; Bestazzi M.; Vazzoler I.; Giacomino G.; Torri Clerici V.; Bertoloni A.; Cestari U.; Bernardoli E.; Saggese S.; Brambilla; Vercesi E.; Brocca; Pettinari Antici M.; Bardelloni; Praghin F.; Checchi A.; Giordani R.; Artoni I.; Mugno F.; Di Taranto; N.N.; Rognoni; Mirchi; Poletto V.; Gavina R.; Fusaro R.; Ciocala E.

L. 4.000: Biancir Giuseppini.

L. 3.000: Tonetti M.; Piccinini R.; Scodellaro E.; Montalescot M.; Daverio

A.; Porrini G.; Balducci M. ved. De Vita; Cuccia L.; Zerbo G.; Brondi S.; Maggi G.; Bianchi Di Lavagna V.; Salvini F.; Ceretti R.; Donelli A.; Bosatra

I.; Visani M.; Donzelli V.; Ferretti M.; Curioni; Pasinato A.; Gastoldi P.; Chiesa C.; Roscio B.; Marcovati C.; Banf i A.; D'Eri R.; N.N.; Boneschi; Porcu E.; Mazzucchelli L.; Secondi T.; Carretta.

L. 2.000: Mazzoleni M.; Quatrida G.

L. 1.500: Barisotto F.

L. 1.000: Maggioni L.

L. 500: NN.

Eccoci ormai a primavera inoltrata; gli abiti di lana usati durante l'inverno hanno lasciato definitivamente il posto a quelli primaverili più leggeri e'dai colori più vivaci.

I balconi e le aiuole sono in fiore, il cielo è più sereno e l'aria è più tersa, tutto sembra più fresco e più «pulito».

E noi? Abbiamo pensato a dare una bella «spazzolata» al nostro organismo, oppure come spesso accade, ci siamo curati solamente dell'aspetto esteriore? Ebbene, se non ce ne siamo preoccupati fino ad ora, siamo ancora in tempo per provvedere. Innanzi tutto è indispensabile abbandonare le abitudini alimentari sbagliate, ricche di insaccati, cibi conservati e farinacei e seguire, per un periodo di tempò limitato, anche per un solo giorno alla settimana o addirittura per un solo dei due pasti della giornata, una dieta ad effetto depurativo e disintossicante, latteo-vegetariana in senso strettittimo. La dieta consta di 1/4 di litro di lat-

te, un panino raffermo di due giorni e una grossa banana di due etti per ogni pasto. Il latte va bevuto molto lentamente, il pane e la banana vanno masticati molto accuratamente. Tale regime può, come detto, essere seguito per uno solo dei due pasti, ad esempio d'estate a mezzogiorno, per mantenersi freschi tutto il giorno e d'inverno, veloce e duraturo si ottiene abbinando alla dieta una cura radicale a base di infusi e decotti ad effetto depurativo, atti ad agevolare il ricambio organico e a conferire un senso di benessere e di freschezza derivanti dall'eliminazione delle scorie. Eco per chi desidera servirsene, la ricetta di un depurativo primaverile che si prepara lasciando in infusione per dieci minuti 1 cucchiaio di miscela in una tazza di acqua calda: Borragine, Crescione. Tarassaco, Fumaria, Cicoria. La cura completa è per un mese, nella dose di una tazza calda di infuso il mattino a digiuno.

il dialogo

Periodico della zona 4

Vittoria - Romana à Molise

Viale Molise 5 20137 Milano

Telefono 5.460.880

c/c Postale 57644205

EDITRICE 11 dialogo Ä Infomiazione e cultura

Cooperativa a r.l.

Viale Molise 5 - 20137 Milano

Autorizzazione del Tribunale di Milano n° 200 del 11-5-1973

DIRETTORE RESPONSABILE

Gian Mario Maggi

COMITATO DI REDAZIONE

Luigi Bianchi, Massimo Gallo, Fabio Malgaretti, Maurizio Rebutti, Alfredo Varesi,

SEGRETERIA Lunedì Mercoledi Venerdi al pomeriggio

à Cambierei due locali più servizi con bagno e pavimenti rifatti zona molise con tre locali sempre in zona. Tel. 59.45.51

à Studente lavoratore cerca moà nolocale o camera ammobiliata. Telefono 687511. o

25 Maggio 1980 Km. 41

Partenza da Piazza Castello ore 9,30

SOTTO L'ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITINERARIO

PARTENZA DAL CORTILE D'ARMI DEL CASTELLO SFORZESCO: via Gadio - viale Alemagnavia Canova - via A. Sangiorgio - piazza Giovanni XXIII - via Reggimento Cavalleria Savoia - via Pallavicino - via Burchiello - piazza Buonarroti - viale Monte Rosa - piazzale Lotto - viale Caprilli - piazzale Sport - via Schlieber - via Patroclo - via Harar à via Novara - via L.C. Silla.

RHO: via Canova - via Fiume - via C. Porta - corso Europa - via S. Bernardo - via Ratti - attraversamento variante SS. 11 - via Cantù - via Casati - via Sirtori.

ARESt: strada «Alta Romeo» - stabilimento «Alta Romeo».

GARBAGNATE MILANESE à frazione S. Maria Rossa: viale Kennedy - via Garibaldi (SS. 233 «varesina»), lungo la quale si ritransita nei territori Comunali di Arese e Bollate.

BOLLATE - frazione Ospiate: via Ferraris - via Marconi.

RHO à frazione Mazzo: via Ospiate - via T. Grossi - via N. Sauro - viale De Gasperi - via Cristina Belgioioso - via Stephenson - via Palizzi - via Varesina - via Bicetti da Buttinoni - via Console Marcello - piazzale Pompeo Castelli - via Mac Mahon - piazza Diocleziano - via Losanna - corso Sempione - piazza Sempione - via Bertani - viale Elvezia - viale COrnizi di Lione (dove si compierà il periplo dell'Arena Civica e si raggiungerà il TRAGUARDO posto dinnanzi all'Entrata del Pulvinare).

ASSISTENZA TECNICA

KM. 41

L'Erborista di via C. Visconti à Signora sola cerca due locali vuoti in affitto, possibilmente in zona 4. Tel. 58.58.67 ore serali.

PUBBLICITA'

Massimo Gallo

Maurizio Rebutti

Mary Rinald i

STAMPA Rotografica Via Ciovasso 4 Milano

TIRATURA 25.000 copie

Costo unitario L. 300

Associato all'U.S.P.I. Unione Stampa Periodica Italiana

Questo numero è stato chiuso in tipografia martedì 6 maggio 1980

Cari Sportivi, il 25 maggio p.v. prenderà il via la MILANOCICLOTURISTICA. giunta ormai alla sua 42 edizione. Il successo ottenuto negli anni precedenti ci ha indotto a scegliere per la 4' edizione un percorso, che, pur avendo la città di Milano come punto di partenza e di arrivo, tocca alcune località della provincia: Rho - Arese - Bollate, diverse tra loro dal punto di vista ambientale; dalla Milano che lavora rappresentata dall'Alfa Romeo, ad altre località a carattere agricolo in mezzo al verde. Ciò consentirà di sviluppare la partecipazione dei gruppi familiari, nonohé l'adesione di giovani e veterani del territorio della circoscrizione provinciale.

La MILANOCICLOTURISTICA, manifestazione sportiva unica nel suo genere in Italia sia per la novità che per la partecipazione, vuole essere soprattutto un'occasione per stare insieme attraverso la pratica sportiva.

Lo sport, con la MILANOCICLOTURISTICA diventa servizio per la collettività, un sano impiego del tempo liberd, un'Occasione per riscoprire la città ed paesi dell'hinterland.

Con questa iniziativa si vuol offrire un contributo al superamento dell'agonismo esasperato, incentivando cosi la partecipazione attiva allo sport dì una sempre più larga fascia di cittadini.

Desideriamo ringraziare il Vice Presidente Mariani unitamente ai colleghi della Giunta, Sindaci dei Comuni interessati, Vigili Urbani, l'Arma dei Carabinieri, la Polizia Stradale e quanti con il loro contributo daranno la possibilità di svolgere l'iniziativa nel migliore dei modi.

Un ringraziamento particolare va al Ministero Turismo e Spettacolo, all'Assessore Regionale

El Turiamo, Orazio Picciotto Crisafulli, all'Assessore allo Sport e Turismo del Comune di Milano, Paridà Accetti, al Presidente dell'E.P.T. Giovanni Pini ed infine alla Federazione Ciclistica «Mena Mia con l'Udace ed il contributo della CARIPLO hanno permesso di realizzare questa inIrIoNee. Arrivederci a tutti alla IV edizione della MILANOCICLOTURISTICA.

L'ASSESSORE ALLO SPORT IL PRESIDENTE Remo Sozzi Roberto Vitali

PUNTI DI DISTRIBUZIONE

ENTE PROVINCIALE PER IL TURISMO DI MILANO

VIA MARCONI, 2 - MILANO (aperto il sabato)

UFFICIO INFORMAZIONI DEL COMUNE DI MILANO IN GALLERIA V. EMANUELE - MILANO

COMITATO REGIONALE LOMBARDO DELLA FEDERAZIONE CICLISTICA ITALIANA

VIA PIRANESI, 44 (PALAZZO CONI) - MILANO (solo il mattino, aperto il sabato)

COMITATO REGIONALE DELLA U.D.A.C.E.

VIA METASTASIO, 5 - MILANO

DONISELLI CICLI

VIA PROCACCINI, 11 - CORSO VERCELLI, 31 - VIA ROGOREDO 119 - MILANO

REDAZIONE DE: IL DIALOGO - PERIODICO DELLA ZONA 4

VIALE MOLISE, 5 - MILANO (dalle 20:3Q alle 22 lunedi, mercoledì, venerdì - sabato tutto il giorno)

DIRETTAMENTE ALLA PARTENZA, IL 25 MAGGIO, SINO ALL'ESAURIMENTO DEI PETTORALI IN PIAZZA CASTELLO - MILANO

(11011%*,9 ILCON.I. COMITATOREGIONALELOMBARDO ,r0ENAZIONEzyxwvutsrqponmlkjihgfedcbaZYXWVUTSRQPONMLKJIHGFEDCBA ITALIANA CICLISMOCONREO LOMBARDO UA u. IL SERVIZIO D'ORDINE VIENE SVOLTO CON LA COLLABORAZIONE DE il dialogo Periodico della zona 4 Vittoria - Romana - Molise 11 il dialogo DISINTOSSICARSI
CON LE ERBE ABBONAMENTI
Totale del presente elenco L. 380.000 Totale precedente L. 5.664.000 Totale generale 18 aprile 1980 L. 6.044.000
PICCOLA PUBBLICITA' LAPROVINCIADIMILANO-mute ASSESSORATO SPORT-TURISMO TEMPO LIBERO ORGANIZZA CON IL PATROCINIO DE MINISTERODELTURISMOEDELLOSPETTACOLOILCOMUNEDIMILANO-ASSESSORATOSPORTàTURISMOLAREGIONELOMBAROIAASSESSORATOSPORTTURISMO LENTEPROYMICIALEPEPILTURISMO01MIU1NO La 4a MILANOCICLOTURISTICA U.D.A.C.E. DOMENICA
reparabile,
potrà caricare la bicicletta sul camion di coda, e lo stesso poi potrà prendere posto sul pullman a disposizione. ASSISTENZA SANITARIA Alla partenza posto fisso con medico Via Gadio ang. Alemagna Piazza Giovanni XXIII Via Eginardo ang. Silva Imbocco Via Novara Via Silla Comune di Rho Comune di Arese Comune di Bollate Comune di Novate Via Lessona ang., Amoretti Via Oroboni Via Fermi Via Mac Mahon Piazza Lugano Via Losanna ang. C.so Sempione All'arrivo postazione fissa con medico Un'ambulanza al seguito della manifestazione
In caso di guasto, il concorrente dovrà accostare alla destra della strada ed attendere i mezzi di assistenza, situati presso la coda, nel caso eventuale di guasto tecnico ir-
il concorrente

r

S:11Ä12,1

Viale Molise 56 - Tel. 59 28 51

Mercato rionale (vicino alla pescheria)

CHIUSURA LUNEDI' POMERIGGIO

PER UN ACCURATO SERVIZIO

SI CONSIGLIA IL MERCOLEDI' E GIOVEDI'

Fesa di vitello scelta L. 6.490 pezzo solo

Polpa per bisteccheL. 6.380 pezzo solo

Bollito magro

Spezzatino magro

Pizzaiola

Arrotolato magro

Magatello vitellone

Polmone bovino

Coppa a pezzi

Crudo a pezzi

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L. 3.790 al kg.

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L. 590 all'hg.

L. 298 all'hg.

L. 3.490 al kg.

L. 1.490 al kg.

L. 780 all'hg.

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