u darlo
n• 3 1979
Bollettino del Consiglio di fabbrica della Breda Siderurgica
RIELEZIONE DEL CONSIGLIO DI FABBRICA
In previsione della rielezione del Consiglio di Fabbrica è necessario riprendere una rim flessione intorno al ruolo ed ai problemi che il futuro Consiglio di Fabbrica dovrà afe. frontare nei prossimi mesi.
Il primo dato da cui si deve partire e richiamare l'attenzione dei lavoratori è costitui to dal calo dell'occupazione alla Breda Siderurgica.
NEL 1976 I LAVORATORI OCCUPATI ERANO OLTRE,3.600; MENTRE NEL 1979 SONO SCESI A POCO PIU' DI 3.150.
Già questo dato da solo è sufficiente per rendersi conto dell'insieme di problemi e di difficoltà oggi sul tappeto per tutti i lavoratori.
Purtroppo però non c'è soltanto il calo di occupazione tra i problemi da affrontare alla Breda Siderurgica. Al calo di occupazione si deve aggiungere il sistematico tentativo di aggravare le condizioni dei lavoratori.
Da parte dell'I.R.I. e della FINSIDER, dopo il tentativo di cedere la fabbrica alla PIA?, è stato predisposto un "piano di ristrutturazione" (che sembra quasi una: ripicca) che 01. tre a prevedere un netto ridimensionamento della fabbrica, punta ad aggravare le condizio ni di lavoro dal punto di vista dela carico di lavoro, della mobilità , delle turnazioni,. In corrisponednza con tale disegno generale dell'IRI e della FINSIDER, c'è un costante tentativo della Direzione aziendale di raggiungere più elevati livelli di produzione `aggravando il carico e le condizioni di lavoro.
Di fronte a tali problemi i lavoratori sono chiamati a dare risposte unitarie soprattut• to in questa fase di rinnovo del Consiglio di Fabbrica.
Occorre infatti uno sforzo ed un impegno comune per valutare in termini unitari e comples sivi i problemi della fabbrica, superando e sconfiggendo ogni forma di corporativismo o di chiusura nel proprio gruppo omogeneo o nel proprio reparto.
Occorre quindi preparare fin da ora l'elezione di un Consiglio di Fabbrica che sia in gra do di dare una risposta efficace ed unitaria sia agli indirizzi del piano di rigtruttura o-. zione che ai tentativi della Direzione.
E' necessario che dalle Assemblee dei gruppi omogenei scaturiscano anche contributi posi tivi alla lotta che il MovimSnto Sindacale ha aperto su. Fisco, Pensioni, Tariffe e Pressi
che consentano al nuovo Conhiglio di Fabbrica di svolgere un positivo ruolo di stimolo nella Federazione Unitaria CGIL, CISL, UIL.
Infatti in concomitanza con l'elezione dei nuovi Consigli di Fabbrica in tutte le fabbri che della zona di Sesto S.G. si procederà anche al rinnovo di tutti gli organismi dirigenti del sindacato di zona che saranno chiamati ad affrontare i problemi generali di tutti i lavoratori.
IL NUOVO STATUTO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA
I compiti, le responsabilità , il ruolo del Coysiglio di Fabbrica, sono regolati da uno "STATUTO" che qui proponiamo all'attenzione dei lavoratori e che sarà sottoposto all'ad provazione delle assemblee generali.
Il testo che qui pubblichiamo introduce alcune significative modifiche rispetto al prece dente. Tali modifiche sóno ricavate dagli orientamenti e dalle Jcelte emersi dal 2° Convegno Nazionale di Organizzazione della F.L.M. Nazionale e dalla 4° Conferenza Provincia le dei'Delegati FLM di Milano, oltre che dalle indicazioni della federazione unitaria CGIL, CISL, UIL di Milano.
IL CONSIGLIO DI FABBRICA
ARI . 1
Il Consiglio di Fabbrica, struttura di base del Sindacato nei luoghi di lavoro, realizza la politica globale della FLM e della Federazione unitaria CGIL, CISL, UIL ed ha poteri di iniziativa e di contrattazione dentro e fuori la fabbrica.
Imposta l'azione rivendicativa e la gestisce, dirige la politica sindacale nella fabbri ca.
Ricerca la sintesi unificante dei problemi che riguardano tutti i lavoratori, risponde a quelli specifici di reparto od ufficio, li affronta decidendo e coordinando le azioni di mobilitazione dei lavoratori.
Promuove le iniziative necessarie per la sensibilizzazione e la crescita polica dei la" voratori e contribuisce efficacemente per la concreta partecipazione degli stessi alle scelte politiche ed alle decisioni dell'azione del sindacato sui problemi generali.
Il Consiglio di Fabbrica è il solo organismo cui spetta di eleggere o nominare: il Comitato Esecutivo o di Coordinamento del Consiglio, la delegazione ufficiale che -unitmente all'Esecutivo- partecipa alle trattative ed agli incontri con la Direzione, i propri rappresentanti negli enti sociali aziendali, nei vari organismi o comitati ove è prevista la partecipazione dei rappresentanti sindacali (FAS ecc.)
Il Consiglio di Fabbrica deve garantire l'attività del Patronato, anche attraverso la no mina di appositi incaricati e deve promuovere altre iniziative di interesse collettivo (tempo libero, cultura ecc.).
Il delegato, ESPRESSIONE DIRETTA E DEMOCRATICA del gruppo omogeneo, ha il compito di di. rigore la POLITICA SINDACALE NEL GRUPPO OMOGENEO che lo ha elettó, tutelandone gli interessi nell'ambito della linea unificante decisa dal Consiglio, concorrendo nel contempo a determinare ed a realizzare la politica sindacale di tutta l'azienda, della Zona, della Categoria, della Federazione unitaria CGIL,CISL,UIL.
In APERTURA E CONCLUSIONE DELLE VERTENZE AZIENDALI, prima di sottoporre la bozza di piat taforma rivendicativa e quella di accordo, all'Assemblea dei lavoratori, il Consiglio di Fabbrica deve riunirsi per una valutazione e discussione ed è a nome del Consiglio di Fab brica che devono essere avanzate tutte le proposte all'Assemblea dei lavoratori, la qua. le resta comunque la MASSIMA ISTANZA DECISIONALE IN FABBRICA.
I Delegati hanno il dovere di convocare con sistematica regolarità e periodicità Passammo blea del gruppo omogeneo dei lavoratori da cui sono stati eletti.
L'assemblea è un momento democratico essenziale del rapporto Sindacato-Lavoratori e va um tilizzata in modo da consentire al maggior numero di lavoratori di prendere la parola per discutere e partecipare effettivamente alle decisioni.
ART2
Il Consiglio di Fabbrica viene convocato di norma una volta al mese su decisione del pro prio Comitato Esecutivo, delle Organizzazioni Sindacali e su richiesta al ComitatO esecu tivo da parte di almeno il 30% dei componenti il Consiglio.
I componenti del Consiglio devono essere preventivamente informati dell'O.d.G.
Alle riunioni possonn partecipare tutti i lavoratori dell'azienda con il solo diritto di parola e non dà voto.
Le riunioni del C.d.F. sono presiedute e dirette dal Comitato Esecutivo o dai dirigenti sindacali. Il relatore sull'O.d.G. verrà designato, di volta in colta, dall'Esecutivo. In apertura della riunione del C.d.F. si procede all'appello c1m componenti dialo stesso: La tiunione è valida -in prima convocazione- quando sono presenti almeno il 50% più uno dei componenti, in seconda convocazione -in giorni successivi- qualunque aia la percenm tuale dei presenti.
Le decisioni del C.d.F. vengono assunte a maggioranza semplice riferita al 50% più uno dei presenti, fermo restando il diritto di .chiedere la convocazione dell'Assemblea dei lavoratori.
ART. 3
Alla luce del verbale di accordo del 1974, il monte-ore di permessi sindacali ammonta a 12.600 ore.
Detto monte-ore viene gestito collegialmente dal C.d.F. e deve essere utilizzato oltre che per riunioni collegiali, anche per interventi di singoli delegati. In questo secondo caso la successiva convalida delle richieste di permesso è a carico': dell'Esecutivo.
In relazione alle riunioni collegiali del C.d.F. si precisa che: per permettere un'attiva presenza di tutti i delegati, la copertura -con permesso sinm dacale- dell'assenza dal lavoro nella nottata precedente la riunione, viene imputata al monte ore sopracitato$ al termine della riunione, i delegati in turnor.raggiungono i gruppi omogenei di ap. partenenza, costituisce accezione rispetto al punto precedente, il caso di riunioni che si tenga'. all'esterno dell'azienda. In tal caso il rientro dei delegati presso i rispettivi , gruppi omogenei di appartenenza è posticipato di due ore dal termine della riuniob ogni forma di distacco permanente deve essere evitata.
411T.4
La sede del C.d.F. è prega° l'azienda, nei locali che la stessa mette a disposizione a norma dell'art. 27 legge 300/1970 -"Statuti dei Lavoratori".
ART.5
Il Consiglio di Fabbeica è composto unicamente dai delegati eletti dai vari gruppi dazi: geni dell'azienda.
L'unico criterio per_ individuare il gruppo omogeneo è quello del riferimento al processo produttivo ed all'organizzazione del lavoro.
A questo livello va realizzata l'elezione del delegato o dei delegati quale espressione del gruppo omogeneo, indipendentemente dalla qualifica di appartenenza.
Spetta al C.(1.04, uscente, d'intesa con la'FLM, proporre, sulla base delle esperienze ma turate, la quantità e la composizione dei gruppi omogenei ed il N° dei delegati da Cova
gene.
L'assemblea discute e decide sulle proposte del C.d.F. uscente.
L'unico punto di riferimento, quindi per la suddivisione dei gruppi omogenei deve essere l'organizzazione del lavoro, con l'esclusione di criteri ghe tendano ad introdurre mecct, nismi garantisti in quanto la scelta della F.L.M.. è quella della rappresentatività uni= taria di ogni delegato.
Per le aziende con oltre 1000 dipendenti si elegge 1 delegato ogni 45 4. 60 dipendenti.
ART. 6
Ne elezioni del C.d.F. sono organizzale e curate dal Comitato Elettorale designato dal C.d.F. uscente, comunque rappresentativo delle forze sindacali realmente presenti in Fab ricce.
L'elezione dei delegati, da parte dei gruppi omogenei, avviene su scheda bianca, sulla il lavoratore scriverà il nome od i nomi di preferenza.
Hanno diritto al voto e sono eleggibili tutti i lavoratori* iscritti e non iscritti al Sindacato, apparteneti al gruppo omogeneo.
ART. 7
Il gruppo omgeneo procede, su scheda bianca, all'elezione del delegato.
Questo per essere eletto, dovrà aver raggiunto almeno il 50% +1 dei voto validi.
Nel caso che nessuno raggiunga il 50%+1 dei voti, si procederà al ballottaggio fra i due lavoratori che hanno ottenuto il maggior numero di voti.
Nei casi in cui, per ragioni oggettive di carattere tecnico—produttivo* si devono elegge re più delegati, ogni lavoratore potrà esprimere —su scheda bianca... un numero massimo di preferenze nella misura dei 2/5 dei delegati da eleggere fermo restando un "quorum" minimo di voti così determinato: 100 + 1 nr. delegati x 2
Esempio:
Nel caso in cui nessuno oq qualcuno non ottenga il "quorum" si procederà ad una ulterio. re votazione di ballottaggio fra i primi non eletti in numero doppio a quello dei delega gati da eleggere, fermo restando che il N° delle preferenze da esprimere è quello prefis salo e risulteranno eletti i lavoratori che hanno ottenuto il maggiore N° di preferenze. Il lavoratore eletto ha il dovere, qualora non lo fosse, di iscriversi al sindacato:
ART. 8
La durata del mandato del C.d.F. viene indicata, salvo eccezioni, in due anni, al termine dei quali si procederà alla rielezione di tutti i delegati.
ART.9
Il delegato eletto —sulla scorta di quanto indicato ai commi 5 e 7 dell'art. t— il delem gato è tenuto a partecipare alle riunioni del C.d.F. salvo impedimento giustificato. Dopo tre assenze consecutive ingiustufucate, il Comitato Esecutivo sottoporrà al gruppo omogeneo che lo ha eletto, la necessità di sostituirlo.
ART:10
Qualora il delegato risolva il rapporto di lavoro, rassegni le dimissioni, dal mandato oppure per sopravvenuti impedimenti a svolgere il mandato richiede di essere sostituito, 4
si dovrà procedere alla rielezione , entro trenta giorni; coy nuove elezioni nel caso che si tratti dell'unico delegato di gruppo omogeneo, con l'inserimento del primo dei non eletti purchè abbia raggiunto il "quorum" necessario, nel vaso di un gruppo omogeneo che preveda più delegati, attraverso il ballottaggio dei primi non eletti, con i criteri precedentemente illustrati, Qualora le sostituzioni da effettuare siano pari o superiori al 50%, si procederà alla rielezione di tutti i delegati del gruppo.
ART. 11
Il delegato-del gruppo omogeneo può essere revocato in qualsiasi momento, dopo ampio di= battito nell'Assemblea che lo ha eletto e con una votasione palese che sancisca la revoca con una maggioranza pari almeno ai 2/3 degli aventi diritto al voto, nei gruppi omogenei con più delegati; e del 50% +1 nei gruppi omogenei con un solo delegato.
La richiesta di assemblea per la revoca, avanzata al C.d.F. deve essere sottoscritta da un numero di lavoratà ri del gruppo omegeneo, almeno pari al quor richiesto per l'elezio ne.
ART. 12
Il C& allo scopo di coordinare i propri lavori e per dare pratica attuazione alle pro• prie decisioni, nomina nel proprio ambito, un Comitato esecutivo di coordinamento compo• sto da 9 delegati.
Nelle grandi fabbriche il CdF, dopo dibattito politico e su proposta unitaria formulata da una commissione elettorale rappresentativa del CdF, eleggerà , con 'Voto palese, il Comi tato Esecutivo.
Questo organismo non può essere sostitutivo del CdF al quale unicamente spetta la responi sabilità collegiale della direzione sindacale della fabbrica; ma ne è invece l'organo com ordinatore delle diverse-attività .
I componenti dell'esecutivo possono essere sostituiti in ogni momentò dal CdF.
Si riafferma il criterio della rotazione periodica, preceduta da una valutazione politica di 1/3 dei componenti ogni semestre, in modo da realizzare una più ampia responsabilizza. dei delegati.
Il Comitato esecutivo a fronte dei problemi riguardanti settori, reparti uffici, pfficine può convocare riunioni specifiche dei delegati, articolate secondo necessità , come pure i delegati di settore, reparto, officine, uffici possono richiedere partibolari riunioni con il Comitato esecutivo.
E' compito del C.E. garantire la presenza di un membro dello stesso nella sede del CdF dalle ore 12,30 alle 14,30 e dalle ore 21 alle 22,30. Di fronte a problemi sollevati o riguardanti singoli lavoratori o gruppi, durante le per menenze nel corso della settimana, l'Esecutivo li esamina e successivamente li affronta collegialmente settimanalmente con la direzione.Nel caso in cui detti problemi si riferiscono ad interi gruppi di lavoratori, alla riuâ– nione partecipa ancge il delegato.
Settimanalmente l'Esecutivo si riunisce per preparare il piano dei lavori.
ART. 13
Applicando la decisione della Conferenza Nazionale FLM con cui viene superata ogni forma di cooptazione, nelle grandi e medie fabbriche i CdF daranno vita a Commissioni di lavo* ro su temi specifici a cui possono partecipare lavoratori non delegati, disponibili a col laborare alla eleborazione ed all'attività stessa del sindacato nella fabbrica.
ART. 14
Il CdF, per sviluppare tra i lavoratori la formazione, il dibattito, la ricerca si dà un proprio organo di stampa "IMPEGNO UNITARIO" garantendène l'autofinanziamento. Esso deve essere una tribuna aperta al confronto con tutti i lavoratori.
La responsabilità politica del giornale spetta al CdF il quale procede a nomina di una redazione che, in collaborazione col C.E. provvede alla regolare pubblicazione del giornale. La redazione è impegnata a svolgere una funzione di stimolo verso i lavoratori affinchè collaborino alla stesura di articoli e notizie da pubblicare.
Il CdF, al fine di rendere effettiva una se.:Tre maggiore partecipazione dei delegati e di tutti i lavoratori all'iniziativa politico-sindacale, cura la promozione di corsi di fora orazione sindacale.
ART.15
Il CdF è responsabile dell'amministrazione di un fondo finanziario per far fronte alle spe se che deve sostenere, cui tutti i lavoratori sono chiamati a contribuire.
ART. 16
Il CdF risponde dei suoi atti e delle sue scelte all'Assemblea dei lavoratori. All'Assem blea deve essere attribuito il significato politico di un più sostanziale collegamento con i lavoratori, con conseguenze sul piano della formazione, degli obiettivi rivendicativi, dell'organizzazione della lotta nella fabbrica.
L'assemblea va utilizzata come fondamentale momento democratico decisionale e di crescita politico-sindacale dei lavoratori, soprattutto attraversò articolazioni nei reparti che consentano una maggiore partecipazione dei lavoratori ed una più significativa presenza dei delegati.
PER IL SINDACATO DEGLI ANNI '80
1~1~ 4ee111911== MMMMM =====i===~91~ MMMMMM
Il Comitato Direttivo della FLM di Sesto S.G. riconferma che le attuali strutture della FUI; ,quali unici centri cui spette elaborare, definire e decidere le scelte politico-sin» dacali, i rapporti con le strutture di base, con le altre categorie, con la Federazione CGIL, CISL, UIL oltre alla politica dei quadri, nell'ambito della linea politico-sindacale decisa a livello provinciale e nazionale, sono le seguenti:
CONSIGLIO GENERALE
COMITATO DIRETTIVO COMITATO ESECUTIVO
Il CONSIGLIO GENERALE, massimo organo deliberante a livello di Zona, è costituito da tutti i delegati dei Consigli di Fabbrica o delegati d'azienda della zona.
Il COMITATO DIRETTIVO, organismo dirigente a livello di Zona, viene eletto dal Consiglio Generale in occasione del 4° Convegno di Zona. Esso è formato da 123 componenti (pari ad uno ogni 225 iscritti alla FUI, che sono -nella Zona di Sesto S.G.- 27.800.
Il Comitato Esecutivo, organismo operativo ed esecutivo a livello di Zona e di Coordina» mento dei CdF e delle Leghe, viene eletto direttamente, con voto palese, dal Comitato Direttivo di Zona ed è composto da 19 componenti.
Per la FORMAZIONE DEL DIRETTIVO DI ZONA, viene eletta -da parte del Direttivo uscente- una Commissione Elettorale composta da 13 lavoratori. Tale commissione viene proposta all'Assemblea dei delegati di zona da parte del Direttivo uscente e deve essere approvata con una maggioranza qualificata di 4/5. Essa deve gerenti: re la corretta e completa applicazione delle norme elettorali stabilite.
Alla Commissione elettorale vengono avanzate: N° 86 proposte di candidature (pari al 70% dei delegati da eleggere) dai CdF e dalle leghe di cui:
N° 33 candidature dalle leghe 6
N° 53 candidature dai CdF delle grandi fabbriche. Le candidature da parte dei CdF e Leghe —nel N° indicato— devono avvenire dopo una discus rione ed approvazione nella riunione plenaria dei singoli CdF e delle Leghe, con voto pam lese.
La Commissione elettorale elabora infine la proposta complessiva (123 candidature) sulla base delle proposte dei CdF e delle Leghe e completata con altre 37 candidature (pari al 30%) tenendo conto delle capacità dei singoli candidati e secondo criteri politici. Tra questi 37 candidati sono compresi i funzionari di Zona.
La lista così composta, viene sottoposta al dibattito ed all'approvazione del Coysiglio generale. La lista delle Candidature deve essere approvata con una maggioranza qualifica• ta di 4/5.
CANDIDATURE ATTRIBUITE AL C.d.F. BREXA SIDERURGICA:
N° DIPENDENTI 3.170
N° ISCRITTI FLM 2.220
N° CANDIDATURE 7
Nel contesto dei problemi indicati, il rinnovo del Consiglio di Fabbrica, e la rielezione dei delegati deve essere visto non come un semplice momento burocratico nel quale i lavoratori ed il gruppo omogeneo delegano passivamente un proprio compagno a rappresentarli, ma come un momento di critica e di autocritica — anche spregiudicata — sull'operato del delegato e del Consiglio e del loro ruolo nel periodo del mandato, di fronte ai problemi delicati e complessi posti sia dal nuovo Contratto di lavoro, — la cui stesura vede il tentativo delle contro parti padronali di stravolgere il senso ed il contenuto dell'accordo conquistato a luglio — sia dalla costruzione di un comparto pubblico degli acciai speciali, sia dai problemi della ristrutturazione nella fabbrica.
Il rinnovo del C.d.F. deve essere quindi un primo momento di riflessione e di proposta sui problemi che sono aperti nel Paese oltre che nella fabbrica. Questi problemi non sono certo di facile ed immediata soluzione ed esigono che, a partire dai singoli reparti ed uffici e dalla fabbrica complessivamente, scaturisca una riflessione ed un impegno di lotta — che comporta ed esige anche un aggiornamento di metodo e di contenuti — per una politica di sviluppo che investa il comparto e l'intero settore in funzione di un progresso generale del Paese.
e.lnorrn) 2 6 A d (A - ìut,izia - k)e-iSA O 0.iclho i e- FafforiA.,_ kic;cielli Rep. .'i
- - oPE- thir.
LAY- Opr._ tHP,(1 - turni,i-...wor
ce- ntro - Veksci a.. rb) ( A Tlit e 22-ERI q
QUA- OPE- ideielvrniSh e., 1\i0RhAl-isri) LAI, 2 11RP/1 - MOU oPE -itip, (1,rn:sf; e N orrylea,,st-;) 4 3
gqP 2-3-24 OPE - i ii P
I. 3
eTvrnish; 42. mormalish) ÃŒI 3
tiAG 4- a- 3 f Riti bel,-
O PEI - I M P_ L r n i 5 t. e Itior nNIL si,