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Fabbrica Lambro41

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A CURA DELLA "SEZIONE GRAMSCI „ P. C. I. FABBRICA INNOCENTI

GOVERNO E PADRONI PREFERISCONO LA CRISI ALLE RIFORME Se esaminiamo anche solo di sfuggita le scelte economiche e politiche che il grande padronato, attraverso il governo D.C. prima e centro-sinistra poi, fecero negli anni passati facilmente notiamo quanto grandi turono e sono i profitti intascati dal padronato e quanto miseri siano stati e sono i benetici che ne hanno avuto i lavoratori. Anzi possiamo dire che gran parte dei processi di ristrutturazione industriale, finanziaria, agricola, vennero fatti pagare aile classi lavoratrici, sfruttamento della mano d'opera occupata (ritmi) nella diminuzione dell'occupazione specie nel Sud (la mano d'opera femminile negli ultimi 10 anni è diminuita del 20 per cento), aumento dell'emigrazione di intere popolazioni del mezzogiorno grazie al voluto mantenimento delle aree sottosviluppate ecc. Sul piano dei capitali finanziari vi è stato, e permane in forme sempre più gravi, la tendenza alle speculazioni fondiarie e parassitarie (speculazione sulle aree edificabili, sugli affitti dei locali e su quelli agricoli, in un alto costo del denaro ecc.). Questo tipo di rendita viene calcolata negli ultimi dieci anni intorno ai 10-11 mila miliardi di lire. A ciò si aggiunga la continua esportazione di capitali all'estero. Siamo forse l'unico paese al mondo che esporta contemporaneamente disoccupati e capitali. Non migliore è la situazione dell'agricoltura. Il continuo esodo di mano d'opera dalla campagna, il mancato completamento della riforma agraria nel sud gli alti affitti parassitari e i vincoli associazionistici contratti con i grandi speculatori del MEC, hanno fatto sì, che in pochi anni si arrivi a dipendere per i prodotti alimentari per il 50 per cento dall'estero e dove oggi esiste abbondanza di produzione (frutta e verdura) invece di diminuire i prezzi incrementando gli ancora bassi consumi, il governo da una mano ai grossi speculatori della distribuzione, comprando (con i soldi delle tasse che i lavoratori pagano) l'eccedenza a 30-35 lire al Kg. distruggendone centinaia di migliaia di tonnellate ogni anno.

Ciò vale per gli allevamenti bovini e suini dove si da un premio di 170 mila lire a chi ammazza le bestie da latte — facendo così crescere i prezzi quando i prodotti derivati (formaggio, burro, insaccati, ecc.) tendono a scarseggiare, si prevede che se tali scelte non saranno modificate la carne bovina fra qualche anno costerà al minuto dalle 5-6 mila lire al chilogrammo. Questa situazione tende da qualche mese ad aggravarsi. La crisi economica americana e la crisi del dollaro dovuta alla guerra di aggressione del Vietnam e alle ingenti spese militari pesa direttamente sulla nostra moneta e quindi sulla nostra economia: così come siamo legati alla politica americana in Europa e al dollaro quale moneta di scambio, pagheremo di fatto una parte della crisi economica americana. A ciò fa seguito l'accentuarsi degli attacchi padronali, all'oc-

cupazione, con riduzioni d'orario da un lato (Pirelli, Fiat, Zanussi, ecc.) e minacce di licenziamenti nelle medie e piccole industrie tessili, abbligliamento, calzature, la stasi dell'edilizia ecc., e dall'altro con il continuo aumento del costo della vita (attacco ai salari). Ciò sta ad indicare che ci troviamo di fronte a nuove ristrutturazioni e a nuove scelte del padronato e ad un involuzione a destra del governo, soprattutto nella politica DC. Questo con io scopo, da un lato di aumentare e a far aumentare i profitti, dall'altro a contrastare e sottrarre quelle conquiste e quel potere che i lavoratori sono riusciti ad ottenere dalle lotte contrattuali e rivendicative e infine, a impedire a qualunque costo la realizzazione delle riforme sociali. Che dopo tali lotte fosse necessario ristrutturare lo sviluppo economico e sociale, nessun lavoratore dubita; le lotte stes-

se indicavano e indicano in quale direzione bisognava e bisogna andare. Ma su questa strada padroni e governo hanno cercato e cercano di non andare, ignorando la volontà e le necessità dei lavoratori. Si chiedeva e si chiede riforme sulla casa, trasporti, contenimento dei prezzi, sanità, fisco, scuole, nuovi investimenti, sviluppo del Mezzogiorno, una nuova politica agraria e ristrutturazione generale dell'organizzazione del lavoro, in fabbrica, oggi non più rispondente alle esigenze dei lavoratori. In tal senso qualcosa oggi sembra si stia realizzando grazie agli sforzi del PCI e della sinistra volti a migliorare la legge sulla casa, contrastando gli attacchi della DC e delle destre, tesi a svuotare ogni contenuto qualificante. E qui deve essere chiaro a tutti i lavoratori che per ottene(continua a pag. 4)

1911: PIO' AMPIA l'ADESIONE Al P.C.I. Con l'impegno di numerosi compagni e il contributo di decine di lavoratori, la nostra sezione ha raggiunto e superato l'obbiettivo della sottoscrizione (125 °o). Questo importante risultato, che non deve essere visto soltanto sul piano economico, ma in modo particolare sul piano politico, sta a dimostrare lo sviluppo qualitativo e quantitativo della organizzazione del Partito in fabbrica e la adesione dei lavoratori alla politica generale del Partito Comunista Italiano. Ecco perchè dalle colonne di questo nostro giornale, vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento del risultato. In questi giorni è iniziata la campagna di tesseramento e reclutamento al Partito 1972. Ciò avviene in un momento di particolare tensione politica, caratterizzata da un ulteriore spostamento a destra della D.C. da un attacco padronale all'occupazione e ai salari, con l'au-

mento dei prezzi e delle provocazioni reazionarie e fasciste. A questo, il nostro partito ha saputo con grande impegno, rispondere efficacemente assieme alle altre forze democratiche alle esigenze di pronta, vigorosa mobilitazione antifascista e di vigilanza democratica di massa. Ora si tratta non solo di mantenere, ma di accrescere questa forte tensione democratica che si è creata a Milano per respingere il disegno che viene da destra contro i lavoratori e le istituzioni democratiche. Indispensabile perciò, nel momento in cui si acutizza lo scontro di classe, rafforzare ancora di più il nostro partito e di far sì che i lavoratori, i giovani, i democratici, sappiano guardare ad esso con crescente fiducia. Oggi è il momento di un nuovo grande incontro fra il partito della classe operaia e le forze migliori della gioventù e dei lavoratori. E' ìl momento di una

leva straordinaria di nuovi militanti nella battaglia democratica e socialista, perché scelgano il loro posto di lotta nelle file del P.C.I. e traducano nell'impegno della milizia comunista ,la volontà di vedere avanzare in Italia e nel mondo il grande ideale rivoluzionario del Socialismo. I risultati conseguiti dalla nostra sezione sia a livello politico che organizzativo, stanno a dimostrare la giustezza della scelta politica di esserci costituiti in sezione. Questi risultati vanno ulteriormente rafforzati per rispondere sempre meglio alle nuove esigenze di lotta della classe lavoratrice che si batte per migliori condizioni di vita di lavoro e di potere nella fabbrica e nella società. Iscriversi in fabbrica, reclutare decine di nuovi iscritti è l'impegno che la nostra sezione si assume per adeguare le strutture del nostro partito alla battaglia per l'unità sindacale in difesa degli interessi generali dei lavoratori, per il socialismo.


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