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Fabbrica Lambro40

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I. S. R. m, o . G.-Miiano fondo_cA.zà -bc. Sesto S.

GENNAIO 1971

PERIODICO DELLA SEZIONE «GRAMSCI» DEL P.C.I. DELL'INNOCENTI

LA LOTTA PER Un colosso dai piedi d'argilla LE RIFORME « Se guardiamo alle posizioni dei grandi gruppi industriali e del governo, appare chiaro che la prospettiva che essi propongono è, in sostanza, quella di un semplice ripristino del meccanismo economico secondo i ritmi, i modi e le finalità che lo hanno caratterizzato finora. Tutto dovrebbe ridursi — secondo certi esponenti del Governo — a raggiungere un certo tasso di aumento del reddito nazionale, come se tutta l'esperienza di questi anni non ci avesse dimostrato che un tasso, anche elevato, di aumento del reddito non risolve né avvia a soluzione i problemi della società italiana, e non assicura nemmeno il necessario salto qualitativo nell'attrezzatura dell'industria italiana. In questa direzione vanno sia le misure predisposte dal Governo, sia i tentativi di alleggerire, in un modo o nell'altro, la pressione sindacale, per realizzare quella "tregua sociale" che essi ritengono necessaria a garantire la piena ripresa dell'attività industriale. « Le riforme, come le concepisce il Governo, assumono insomma il significato di una serie di parziali aggiustamenti e correzioni di certi "vizi" del sistema, lasciando però intatte nel complesso, le strutture della vita economica e produttiva: sono in sostanza, aggiuntive e correttive, e non invece sostitutive delle forme e del tipo di sviluppo in atto. « Forse ha qualche peso, in questa visione che l'on. Colombo ha delle riforme, la sua lunga permanenza al ministero del tesoro; le riforme sono viste, cioè, solo come una spesa, da evitare rinviare, o anche da fare con cautela, e non come un modo nuovo e diverso di formazione delle risorse, come un mezzo, dunque, per mutare profondamente, gli attuali modi di produrre e di consumare. Ecco perché il Governo, quando parla di "riforme", le riduce a meri im• pegni della spesa pubblica in determinati campi, a condizione però che il generale meccanismo economico, così com'è oggi, non venga in alcun modo "turbato" trasformato. Tutt'al più — ecco la grande concessione — si potrà far ricorso allo strumento fiscale, ma utilizzandolo, ancora una volta, come sempre, a senso uni-

co, e cioè colpendo essenzialmente i redditi e i consumi popolari. « Noi pensiamo invece che siano da mutare e da rovesciare proprio i dati che vengono considerati intoccabili; e che bisogna lottare per uno sviluppo di qualità nuova, che abbia a propria base una trasformazione dei rapporti sociali e di quelli politici. Non facciamo, perciò, un elenco, più o meno lungo, di riforme da fare. Siamo per certe priorità, e le indichiamo: ma soprattutto ci battiamo per una politica di trasformazione della CONTINUA A PAG. 4 •

La notizia che ormai da mesi è sulla bocca dei lavoratori della Innocenti, e che fa cronaca giornaliera, è il passaggio della società al gruppo IRI. Sul caso sono state stampate fiumi di parole da innumerevoli rotocalchi, settimanali e mensili che hanno riferito la notizia, ognuno, secondo la propria convenienza. I nostri massimi dirigenti, dall'ing. Innocenti in persona, all'ingegner Fusaia, al dott. Rodocanachi, si sono alternati in interminabili interviste ai vari giornali senza peraltro precisare niente e lasciando tutto nel vago.

O IL DISCO O Tutte le volte che parla il governatore della Banca d'Italia Carli, il mondo trattiene il fiato. Questo uomo non mormora mai, non sussurra, non parlotta, non conversa e, Dio guardi, non chiacchiera: eleva dei moniti, pronuncia degli avvertimenti, scandisce delle esortazioni, declama degli inviti, lancia degli allarmi, alle sue prediche seguono silenzi attoniti e pascolianamente estatici: « ... quando pare che l'ora s'arresti — in attesa di ciò che sarà ». I giornali benpensanti riferiscono i detti del signor governatore col tono di chi si sente infine vendicato, e ci guardano come se dicessero: « Così parlò Certi. E voi adesso che farete? ». Noi siamo scossi, naturalmente. Ma non abbastanza da non notare che il signor governatore (ovvero: in principio era il Verbo) scende sempre in campo per difendere chi possiede. Le sue esortazioni, le quali sembrano procedere, il più delle volte, da uno stato d'animo di impaziente irritazione, non sono mai rivolte alla difesa degli operai, ma dei loro padroni. Ispirato grave, ammonitore e severo, non si dà mai il caso che perda la pazienza per i lavoratori, e anche quando, per spiegarsi meglio, si esprime con le parole altrui, sono sempre parole affettuosamente rivolte a lor signori. Questa volta il signor governatore ha citato il prof. Andreatta, un altro campione dell'armata padronale, il quale dice che « la generazione degli imprenditori formatasi nel dopoguerra è invecchiata e si lascia tentare dal desiderio di passare la mano... ». Dobbiamo scoppiare in lacrime? Quando un Valerio invecchia e si stanca che fa? « Passa la mano », povero infelice, va in pensione con un miliardo e mezzo di buona uscita. Ma quando invecchia un metalmeccanico dove finisce? Provate a figurarvelo, se vi riesce, il figlio di un tornitore che dica ai suoi compagni: « Mio padre è invecchiato ». « E ora cosa fa? ». « E' in riviera. Ha passato la mano ». Perché il prof. Andreatta non ci procura un elenco di braccianti che hanno « passato la mano » e non ci dice in quale albergo alloggiano a Montecarlo? Ma non ci sperate neanche per un momento: i padroni, i Certi e gli Andreatta prima se li fanno e poi li ascoltano dicendo « sì, sì, sì » con la testa. Bella forza: il disco è stato inciso in case nelle quali il signor governatore è sempre stato un ospite devoto.

Fortebraccio

Al momento in cui scriviamo (salvo clamorosi annunci dell'ultima ora) anche noi non siamo in possesso di notizie precise sull'operazione finanziaria che vedrà l' IRI compartecipe alla Società Innocenti e sul futuro della fabbrica e dei suoi lavoratori che è quanto più ci interessa. L'unica cosa che per ora appare chiara è il fatto che gli stabilimenti si divideranno in due: il meccanico passerà con il gruppo Finsider, l'auto e la « lambretta» col gruppo Finmeccanica. Altra cosa che appare chiara più di altre è che per il meccanico vi sarà una certa tranquillità per gli anni a venire e vi sarà uno sviluppo nella sede attuale. Per l'auto, invece, finita la convenzione esistente con la BLMC inglese, l'avvenire sembra meno roseo; in particolare, per chi non volesse o non potesse spostarsi dalla zona di Lambrate. Infine per la «Lambretta », che è già in fase di smantellamento,

Ferri . del mestiere •

per cui i lavoratori pagano già

le prime conseguenze con trasferimenti che spesso si trasformano in secche perdite di salario, e coi doppi turni per una scelta unilaterale della direzione che ha deciso di aumentare la produzione dell'auto senza investire nuovi capitali, vi è una emorragia di lavoratori che sono costretti ad andarsene perché impossibilitati a fare i turni e di altri che subiranno gli effetti negativi di questi nuovi orari. CONTINUA A PAG. 4 •


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