milatto Mensile di informazione politica e cultura
Anno VIII - N. 1 - gennaio 1984
È un problema di agibilità
Milano dal fascismo a piazza Fontana
IACPM Risparmio energetico addio! Il mercato di via Osoppo Una ludoteca in via Stratico Monitor per l'inceneritore
Lo sport nella nostra zona I mestée de la Milan de semper
L. 500
Ma questa società è libera?
di Comiso Se mancano le strutture L'esperienza e del carcere militare non si può fare cultura
Nella lettera di un obiettore di coscienza della nostra zona incarcerato per aver sostenuto il diritto a lottare per la pace
La grave situazione della nostra zona denunciata dal Consiglio di Zona 19 alla Giunta Comunale Sulle difficoltà, se non addirittura sull'impossibilità, di promuovere nella nostra zona iniziative culturali, il Consiglio di Zona 19 ha recentemente fatto pervenire alla Giunta municipale milanese una mozione in cui è scritto: "Il Consiglio di Zona 19 desidera portare a conoscenza dell'intera Giunta la gravissima situazione venutasi a creare in Zona 19 in seguito alle restrizioni introdotte dall'Amministrazione comunale nei confronti delle iniziative culturali deliberate dal Consiglio di Zona con il fondo programma 1983 a causa dell'inagibilità premano delle sedi". "La nostra zona, come risulta anche da una recente indagine del quotidiano "La Repubblica", è, tra le venti zone milanesi, quella più carente di attrezzature culturali, di spettacolo e di ritrovo: in realtà essa è completamente priva di sale cinematografiche e di teatri, se si escludono il Teatro Tenda (che può essere richiesto dalla zona solo nei mesi estivi) ed alcune sale di parrochie e di cooperative locali, anch'esse senza certificato UIL ficiale di agibilità". "L'unico Centro Sociale di Zona - continua la mozione — si trova in via Lampugnano 145 a Trenno e, a tutt'oggi, è privo dei necessari certificati di agibilità, benché le pratiche necessarie siano state inviate dal Consiglio di Zona 19 fin dall'aprile scorso. Nella stessa situazione si trova il Centro Anziani di piazza Segesta Il, che è in attesa di una ristrutturazione che lo renda agibile per le varie attività degli utenti. Anche in questo caso le pratiche sono state avviate, ma non si conoscono i tempi di attuazione. Dal quadro sopra delineato emerge con chiarezza che il Consiglio di Zona 19 si trova nella totale impossibilità di dare una risposta alle numerose richieste degli anziani, dei giovani e di tutta la cittadinanza (composta da ben 107 mila abitanti) per organizzare corsi per l'educazione permanente, ritrovi per la socializzazione degli utenti dei vari servizi, feste o manifestazioni culturali di qualsiasi genere". Rilevato che "nelle aree centrali le iniziative culturali e di spettacolo procedono a ritmo serrato, non ultime le numerose conferenze di "Milano per Voi" (tutte in sedi agibili?)" la mozione prosegue constatando che "solamente le grandi aree desolate della periferia rimangono inattive e silenziose. Tutto ciò appare profondamente ingiusto perché tutti sanno che l'isolamento e la solitudine sono le cause principali del disadattamento, della depressione, delle tossicodipendenze e delle malattie sociali delle aree metropolitane. È assolutamente necessario creare anche nelle zone periferiche centri di aggregazione permanente che costituiscano punti di riferimento per il tempo libero di chi non ha risorse alternative". Infine la mozione si conclude con la richiesta alla Prefettura di eseguire al più presto dei sopralluoghi per concedere almeno l'agibilità per i corsi di edu-
cazione permanente ed al Comune di accellerare l'esecuzione dei lavori necessari nei centri di via Lampugnano 145 e di piazza Segesta I 1.
Successivamente, in occasione della seduta del Consiglio comunale del 5 dicembre scorso dedicato alla cultura, una dele( segue in ultima)
Carissimi amici e compagni, vi scrivo queste righe quando da 14 giorni sono stato scarcerato dal carcere militare di Forte Boccea a Roma. Un'esperienza dura quella del carcere militare, soprattutto se pagata per il semplice fatto di essere andato l'estate scorsa al campo I. M.A.C. di Comiso come obiettore di coscienza. La mia scelta partì abbastanza lontano nel tempo. in questi mesi vissuti così intensamente, perché intensa ed affascinante è la lotta sostenuta con convinzione a favore della pace. Nel maggior scorso, quando ero già in servizio civile presso l'Opera Don Calabria di Milano, chiesi ufficialmente al Ministero della Difesa di essere distaccato per alcuni mesi a
I lavori in corso da un anno
Necessaria una variante al deviatore dell'Olona
le e pertanto avrà alcuni servizi prioritari quali ambulatori di prima necessità, servizi amministrativi e servizi socio sanitari. Le aspettative e le necessità dei cittadini sono tante, come pensate di affrontarle? È chiaro che noi non possiamo risolvere tutto e tutti i pro-
Successivamente, con rultimazione del Canale scolmatore Nord-Ovest l'opera di presa è stata oggetto di particolare attenzione da parte di tutti gli enti interessati (Regione Lombardia, Magistrato del Po, Consorzio Parco del Ticino, Amministrazione provinciale di Milano, Comune di Pavia, ecc.). Quindi ha assunto grande importanza la corretta gestione dell'opera di presa, che rappre-
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tore del fiume Olona dalla Cascina Figinello (a Figino) allo scolmatore Nord-Ovest per una spesa complessiva di un miliardo 620 milioni e 930 mila lire. In esecuzione di tale delibera le opere vennero aggiudicate,
In via Ojetti 20
Distretto sanitario: prossima l'apertura Quali servizi fornirà ai cittadini? - Nostra intervista al presidente del comitato di Gestione dell'USSL 75/19 Intervistiamo Stefano De Molli, presidente del Comitato di Gestione dell'Unità SocioSanitaria Locale 75/ 19 (quella della nostra zona), il quale ci conferma che è prossima rapertura del Distretto socio sanitario e della Sede provvisoria del Comitato di gestione della USSL in via Ojetti 20, così come ne avevamo dato notizia nel nostro numero di novembre. Perché prossima e non subito? Perché la sede è una ex scuola materna e per diventare Servizio Socio sanitario deve essere ristrutturata, le aule devono essere trasformate in uffici ed ambulatori (non specialistici). Come operate in attesa della sede provvisoria? Ci riuniamo presso il Consiglio di Zona, il coordinatore Sanitario, dr. Felice Pagani, opera presso la SA UB di via Novara 1, mentre il Coordinatore Amministrativo opera presso la sede della USSL 75, in corso Italia 17. Il Distretto sanitario, quando sarà pronto, quali servizi darà ai cittadini? Prima di tutto devo specil'icare che il primo distretto che si aprirà in via Ojetti è sperimenta-
Mobilitata per la pace la Zona 19 Sì! C'e l'abbiamo fatta, malgrado il brutto tempo c'e l'abbiamo fatta a collegare con una catena umana, anche se con maglie un po' larghe, il consolato U.S.A. con quello sovietico per protestare contro il proliferare delle terribili armi atomiche. Certo, chi si fosse trovato alrora prestabilita alla stazione Pagano della MM. I, punto di partenza della manifestazione per la nostra zona, si sarebbe scoraggiato ma col passare del tempo, e quasi alrimprovviso, una folla si è composta per dare forma alla manifestazione. Finalmente l'unità politica della classe lavoratrice per la Pace e contro l'installazione di tutti i missili stava iniziando il suo cammino. Fiaccole, torce elettriche e slogan pacifisti sono stati gli unici accompagnatori della lunga fila indiana. Il traffico, già intenso per le feste natalizie, ha subito un ulteriore rallentamneto e l'uso prolungato dei clakson è stato il "leit-motiv" di questa marcia. Agli automobilisti impazienti i marciatori per la Pace rispondevano: "Soffrite in pace per non morire in guerra". E qualcuno rha capita.
Comporterà una maggior spesa di circa 573 milioni di lire - L'opera dovrebbe essere completata entro quest'anno È stata recentemente presentata in Consiglio comunale una proposta di variante tecnica delle opere approvate con deliberazione consiliare del 3 dicembre 1979 ed indicate nel progetto esecutivo del Canale scolma-
Comiso, con la motivazione che un obiettore di coscenza non può sottrarsi al gravoso compito di lottare e vivere in prima persona l'esperienza politica del rifiuto delle scelte di guerra e di morte. Non ebbi mai alcuna risposta ufficiale, sebbene il mio ente avesse comunicato al Ministero di non essere contraro alla mia scelta. Alla data fissata e comunicata con largo anticipo (8 luglio 1983) partii per Comiso. Il lavoro che io e tutti i compagni pacifisti, non violenti ed antimilitaristi svolgemmo fu immenso e defatigante. Vissi 2 mesi e mezzo a Comiso un'esperienza indimenticabile. Ciò che ricordo con maggior piacere è (segue in ultima)
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previo esperimento di gara a licitazione privata, all'impresa Lucchini, con la quale il 17 gennaio 1982 rAmministrazione comunale milanese ha stipulato il relativo contratto di appalto di un miliardo, 799 milioni 980 mila lire, comprensivo dell'aumento d'asta. I lavori sono iniziati il primo febbraio 1982. Nel progetto originario ropera di presa del Canale deviatore sul Canale scolmatore NordOvest in località Vighignolo, subito a valle della congiunzione dei fiumi Olona e Seveso con il canale stesso, era stata prevista come semplice manufatto munito di due paratie.
Soltanto un'analogia?
Le motivazioni che in questi ultimi tempi abbiamo udito o letto a sostegno della necessità di installare in Sicilia ed in altre zone dell'Europa occidentale i missili americani Cruise e Pershing 2 per garantire la pace hanno fatto riaffiorare alla nostra mente il ricordo del tristemente famoso patto anti Comintern (antisovietico) di mussoliniana, hitleriana e nipponica memoria, firmato nell'ormai lontano 25 novembre 1936. Subito dopo la firma il ministro degli esteri tedesco Von Ribbentrop, che di tale patto era stato il principale artefice, dichiarò: "La conclusione dell'accordo odierno è un evento storico: è una svolta nella lotta di tutte le nazioni che amano l'ordine e la civiltà. Questo patto è
una garanzia per tutto il mondo". A sua volta l'organo nazista "Vtilkische Bebachter" scrisse: "L'accordo tripartito (ossia il patto anti Comintern, n.d.r.)è un baluardo di pace. Una diga di duecento milioni di esseri umani formata per proteggerci dalla distruzione bolscevica". Strana analogia con quanto detto e scritto da certi uomini politici, commentatori radiotelevisivi e giornali nostrani a sostegno della necessità di installare sul nostro territorio i missili USA. Ma si tratterà soltanto di un'analogia? Il patto anti Comintern ci portò alla seconda guerra mondiale. Non vorremmo che...