ANNO 2 ° • N. 5
Milano - Maggio 1956
Redazione: Corso lodi, 58
Una copia L. 15
Abb. sostenitore L 300
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ANNO 2 ° • N. 5
Milano - Maggio 1956
Redazione: Corso lodi, 58
Una copia L. 15
Abb. sostenitore L 300
Votare contro la "Triplice„ perchè le cose cambino nel Paese e all'O.M.
Evidentemente, la lezione impartita dagli operai dell'O.
M. alla Direzione ed ai Sin-
dacati scissionisti, C.I.S.L. e U.I.L., nelle ultime elezioni di Commissione Interna, non è
Le prossime elezioni decide. ranno chi deve dirigere le amministrazioni comunali e provinciali. La contesa, prima ancora che tra le varie liste e i vari candidati, è tra due linee politiche fondamentali che corrispondono a due gruppi di interessi ben distinti. Da una parte i rappresentanti e gli agenti dei monopoli, degli agrari, dei grandi commercianti ; dall'altra i rappresentanti della gente minuta, degli operai del popolo che vive solo del proprio lavoro. I primi vogliono impossessarsi delle amministrazioni comunali e provinciali per fare, anche di esse, strumento di sfruttamento e di speculazione; i secondi voglio. no che i Comuni e le Province siano al servizio del popolo, quali centri di democrazia, di solidarietà popolare e di progresso civile e sociale.
Perciò le prossime elezioni amministrative, se interessano direttamente, com'è naturale, tutti gli amministrati, interessano in modo particolare gli operai, in quanto lavoratori e in quanto cittadini che i potenti vorrebbero tenere in condizioni di minorità politica e sociale.
In nome della discriminazione, padroni e governanti hanno privato e privano del lavoro, dell'assistenza, dei più elementari diritti, comunisti e socialisti e anche solo amici di comunisti e di socialisti. Costoro sono umi-' liati nella loro dignità umana e professionale, danneggiati nella loro carriera, licenziati. Sempre con il pretesto della discriminazione anticomunista e antisocialista, si sono esautorate le Commissioni interne nelle fabbriche, si è falsato il sistema della ro elezione, se ne impedisce il regolare funzionamento e si pretende ancora di trattare solo con i componenti di esse graditi ai padroni.
Questa divisione dei cittadini e dei lavoratori in eletti e in reprobi, in aventi diritti e in privi di ogni diritto, in tollerati e in perseguitati è di marca prettamente fascista. Non serve a nascondere questa realtà il dire che, in Italia, non si obbligano ancora tutti i cittadini a organizzarsi nelle file della Democrazia cristiana, ma solo a servirla in quadripartito o in tripartito d comodo; e che gli oppositori hanno ancora libertà di circolazione, ma come minorati, come peccatori in attesa di assoluzione.
E' per mantenere questa politica di divisione del popolo e di discriminazione politica che i magnati dell'industria, dell'agricoltura e del commercio hanno costituito la loro triplice intesa.
I loro uomini, gli uomini della FALK, della EDISON, della MONTECATINI, della FIAT, sono candidati nelle liste D. C.; Tambroni e Saragat si guadagnano gli applausi di Valletta, il P.L.I. a è ridotto ad una sezione della Confindustria », come ha affermato l'ex-ministro Villabruna, i monarchici e i missini si sa chi li paga.
La scelta che in queste elezioni deve fare ogni lavoratore è perciò facilitata dalla constatata presenza degli sfruttatori e dei privilegiati nelle liste.
Votare contro i fiduciari del padrone, per le liste democratiche di sinistra è un dovere per ogni Lavoratore, anche di colui che pur non simpatizzando per i socialisti o i comunisti, vuole però che le cose cambino nel senso indicato dalla Costituzione.
I lavoratori dell'O.M. neghino il voto ai partiti infeudati alla « triplice »; votino contro Valletta, per essi, per le loro famiglie, votino a sinistra.
servita a nulla. Non c'è peggior sordo, di chi non vuoi sentire! Gli operai, con il loro voto, hanno inteso condannare i eistemi instaurati da tempo dalla Direzione, nella nostra fabbrica. Hanno voluto, inoltre, dim o Arare esplicitamente, la loro severa condanna, all'attività ed ai sis'emi della maggioranza CISL-UIL in C.I., attività, questa, di permanente ricerca della rottura dell'organismo stesso e conseguente divisione tra i lavoratori, che in definitiva diede anche l'avvio al fenomeno della trattativa separata.
La CISL e la UIL sono sempre scesi praticamente sul terreno voluto dalla Direzione mirante ad escludere sistematicamente i rappresentanti della FIOM, da trattative che interessano indissolubilmente tutti i lavoratori. E così, oggi, la C.I., organismo unitario di tutti i lavoratori, si è trasformata in una palestra di concorrenti delle varie correnti sindacali, dove CISL e UIL sono sempre in attesa di un suggerimento direzionale che gli permetta di formulare alcune richieste, già concesse in partenza, miranti esclusivamente a valorizzare le due correnti predette, in un modo così palese, da suonare offesa al buon senso tradizionale dei lavoratori, i quali da tempo hanno accusato la CISL e la UIL di passività verso altri gravi problemi che continuano ad esistere nella nostra fabbrica.
I fatti avvenuti susseguentemente ci hanno confermato e ci confermano tutt'ora, che i nostri, non sono stati, giudizi errati. Difatti, dopo che in sede di riunione di C.I. si era stabilito di comune accordo fra le tre correnti FIOM - CISL UIL di indire un'assemblea dei lavoratori, al fine di metterli al corrente della posizione e dell'atteggiamento della Direzione, circa le richieste unitarie, presentate dalla stessa C.I. sulle questioni del premio
di produzione e del premio 6 x 6, nell'ambito dello stabilimento, sono subito serpeggiate (e non a caso) tra i lavoratori, certe voci falze e tendenziose, le quali (per scopi evidenti di rottura dell'unità della classe operaia dell'O.M. e per spirito propagandistico di parte) intendevano preparare, o comunque preordinare tale assemblea, affinchè scaturisse una fasulla risoluzione che desse la possibilità alle correnti CISL e UIL, di poter trattare separatamente con la Direzione, i problemi dei lavoratori, escludendone la FIOM e di conseguenza misconoscendo la volontà della maggioranza degli operai.
Nell'assemblea, avvenuta il 14 maggio u. s. si è constatato che i timori espressi in precedenza, non erano infondati. Per la cronaca, dobbiamo con rammarico, denunciare alla maestranza, il comportamento riprovevole di alcuni elementi i quali con facinorosità hanno letteralmente ostacolato ad altri lavoratori di poter esprimere il loro pensiero e la loro opinione. qualunque essa fosse stata, con modi evidentemente provocatori, sapendo di avere le e spalle » coperte dalla coltre dell'immunità, rappresentata dallo spiegamento di guardie aziendali, che con la loro costante presenza, indubcontinuazione in 4 pag.
Il lavoratore BOSIO BATTISTA, membro della C.I. si presenta candidato al Consiglio Comunale di Milano nella Lista del P.C.I. Tutti noi conosciamo l'attività del lavoratore Bosio in seno alla C.I. e siamo certi che dandogli il voto di preferenza i lavoratori dell'O.M. contribuiranno a portare in Comune un fiero difensore della classe lavoratrice e un operaio capace e onesto che saprà battersi per fare risolvere i problemi della nostra città.
« Questa direzione è venuta a conoscenza che in data 24 marzo si. s. Ella ha rifiutato di eseguire un lavoro che Le era stato ordinato in via di particolare urgenza ».
Così è motivato il licenziamento del lavoratore MIANO Sante o. s. collaudatore «concentrato» nel reparto Esperienze.
Ciò è falso, in quanto il lavoratore non si è rifiutato di eseguire un lavoro urgente, ma si limitò a fare presente all'ing. Calzolari che per far portare il pezzo in Fonderia (questo era il lavoro particolarmente urgente) avrebbe dovuto rivolgersi al manova-
le addetto alla bisogna e che egli, Miano, era un operaio specializzato.
Il lavoro era così urgente che l'ordine venne dato al Miano alle ore 11,55 circa di sabato 24 marzo e il 9 aprile (cioè oltre due settimane dopo il fatto) il pezzo in questione, considerato dalla direzione come particolarmente urgente, giaceva ancora allo stesso posto nel reparto!
Ciò prova in modo lampante che il lavoro da eseguire non aveva alcuna « particolare urgenza» ma servì solo dí fragile pretesto per colpire l'operaio Miano.
ELEZIONI
Occorre mettere in luce che il licenziamento applicato a chi non ha mai subito alcun provvedimento disciplinare è assurdo e non trova alcuna giustificazione obiettiva?
Vorremmo sentire il parere dei nostri ineffabili avversari i quali cianciano sempre di dign'tà e di democrazia ma quando arriva il momento di passare dalle parole ai fatti chi li sente più!
Per , i " guardiaciurma „ Fiat: ing. CALZOLARI, cav. VANETTA, dottor SIMONDI, rag. VESCO, ing. MAROLLI, proponiamo un regalo: — un orbace a testa! —, Così, tanto per distinguerli!
C. I.
PROSELITISMO
La UIL aziendale, se ne sono accorti anche quelli della CISL, sollecita e raccoglie adesioni usando i metodi di certi « sindacati » americani dominati dai gangsters.
L'offerta della tessera viene accompagnata da certe delucidazioni veramente convincenti.
Un lettore impiegato ci scrive segnalandoci la coppia:
CAMPANI-BARILATI i quali gli hanno appioppato la tessera UIL e l'abbonamento a «IL LAVORATORE 0.M.».
Ci scrive tra l'altro: — Non ho potuto dire no, ho provato lo stesso terrore di quando, nel 1936, fui «convinto» ad iscrivermi al Fascio-. per me si tratta di fascismo, della peggior specie, quello della «tessera del pane»... Quando finirà?...
Ma bravi Ducetti in sedicesimo. veramente bravi! Continuate così e papà Valletto ve ne sarà grato e sopratutto non abbiate timore, non è detto che sempre chi semina vento riceverà tempesta, siate sereni, su con la vita, a volte arriva solo il diluvio...
Uno scrutatore della CISL, interrogato dal cav. Torre sull'andamento degli scrutini per le elezioni di C. I., rispondeva contrariato:
— Ha visto cavaliere? A furia di tagliare, tagliare, tagliare i tempi di cottimo... —
NOI INGENUI CI CHIE-
DIAMO: — Che i voti della CISL diminuiscano e ciò dispiaccia ad un suo scrutatore, sta bene; ma perchè lo stesso dispiacere lo debba provare un « uomo della direzione» non lo comprendiamo.. A meno che...
2 operai licenziati per rappresaglia
3 operai licenziati per futili motivi
3 impiegati costretti a « dimettersi » Imperversano sospens:oni e multe infortuni in continuo aumento tagliano le tariffe di cottimo supersfruttamento aumenta aumentano i miiiardi della FIAT esiste il « campo di concentramento » vorrebbero toglierci i « premi » cercano di distruggere la C.I.
si
(Dopo la notizia che la FIOM aveva vinto le elezioni tra gli operai)._
UNO SCRUTATORE: — Oggi a Valletta ho mangiato: due panini; due Coca-Cola e... un seggio!
Durante gli scrutini per le elezioni della C. I., quando già si profilava, attraverso i primi conteggi dei voti, la vittoria della FIOM, un membro del Comitato elettorale della UIL, si rammaricava con un operaio dicendo queste precise parole: — La direzione ha sbagliato a non dare il premio prima delle elezioni... — E' una frase, questa, che è tutto un programma.
E' come dire: — gli operai non hanno votato per la direzione perchè questa non ha dato il premio! —
A noi risulta che la Direzione non ha presentato la propria lista poichè si trattava di eleggere i rappresentanti dei lavoratori e non quel .'i del monopolio.
E allora, chi dovevano votare gli operai per «ringraziare» la direzione della concessione?
Può darsi che la UIL abbia scocciato dal suo seno i partiti, (anche il PRI e il PSDI?) quelli dei lavoratori certo, ma solo per fare posto al partito della « Triplice Intesa Padronale ».
Con buona pace del sig. Campani questa è la realtà!
La direzione ha impedito la diffusione del volantino della FIOM nel quale si esponevano ai lavoratori i l'unti di un programma unitario proposto alle altre organizzazioni sindacali.
La direzione ne impediva la diffusione perchè esso conteneva una frase che ricordava il noto intervento della stessa nelle elezioni dei, le scorso anno.
Che tale denuncia non fosse di gradimento dei dirigenti dell'O.M è comprensibile! Ma è un fatto però che l'accordo fra la Commissione elettorale e la direzione in proposito si limita a stabilire che « ... i manifesti di propaganda verranno presentati alla direzione ». Presentati soltanto, non censurati.
E che i volantini di una crganizzazione sindacale dicano quello che non piace al padrone è ovvio; solo dei cervelloni al servizio del monopolio possono fingere meraviglia o forse si tratta di cattive abitudini dato che sono abituati a leggare quelli della CISL e della UIL?
E' noto che i risultati delle elezioni della Commissione Interna alla Fiat sono divenuti di pubblico dominio solo nella tarda serata di giovedì 29 marzo: eppure la mattina successiva i muri di Via P. Leoni erano già tappezzati di manifesti anonimi. Interpellato, il funzionario di P.S. assicurò che i manifesti erano regolarmente autorizzati.
Sì, è ora di fìnila, bisogna ribellarsi. Scrivo subito un articolo sul « Lavoratore O.M. » dal titolo: — La F.I.O.M. minac:ia la democrazia nella fabbrica — —
Quando e come ciò abbia potuto avvenire è domanda che attende ancora una risposta, poichè normalmente ella Fiom occorrono alcuni giorni prima di avere l'autorizzazione per i propri manifesti
Perciò, o i manifesti anonimi sui risultati elettorali della FIAT non erano tintorie. zati, oppure per autorizzarli, i funzionari della Questura si sono dovuti alzàre nel cuore della notte, in ogni caso dopo l'orario d'ufficio. Quanta premura!
Il "Popolo di Milano,. E LE CIFRE
L'anno scorso alcuni solerti attivisti della CISL si precipitarono al « Popolo di Milano » per annunciare la « vittoria democratica » all'O.M. e in seguito si fecero anche fotografare, tutti sorridenti, per festeggiare la vittoria di Valletta ottenuta con i ben noti sistemi.
C'era poco da ridere, ma tant'è, sono fatti così certi individui, sempre pronti quando si tratta di dire una parola di cristiana concordia, e il « Popolo » ne profittò
Quest'anno i solerti non si sono recati al « Popolo » Questo sembra evidente se esaminiamo i risultati pubblicati dal ben informato organo d.c. il 7/4/1956. CISL 588 (567); UIL 283 (286); CGIL 921 (972). I risultati tra parentesi sono i veri risultati. Cosa è successo? Si vede che i solerti sono andati al « Popolo », ma non hanno segnalato i voti ottenuti dalle varie liste!
Concediamo l'assoluzione per il peccato di omissione. Amen.
« Ho sentito Crippa e Birolini, gli operai eletti nella lista CISL; sono malcontenti per l'esito delle elezioni, mentre A1bertalli, l'im• piegato, si dice soddisfatto.
In merito ai voti ottenuti afferma: «Sono quelli degli impiegati che la CISL ha conquistato e convinto con la sua giusta linea di lotta sindacale »
Che coraggio! Come se non conoscesse il contenuto del discorsetto che i capi servizio ci hanno fatto perchè sospettati simpatizzanti della FIOM:
— La direzione vi ha schedati e attende il responso delle urne, se non votate contro la FIOM sarete licenziati... —
Questo discorsetto ha influito sulla mia decisione, altro che « giusta linea » della CISL . E' proprio uno di quei ragionamenti che conquistano e convincono!
Il mio capo-ufficio mi ha detto: — Non siamo la UIL, i voti della CISL sone tutti conquistati democraticamente.
Ho approvato col capo, per forza, sono in attesa dell'aumento di merito!
Le teorie americane della « comunità aziendale », della « produttività aziendale », delle cosidette « relazioni umane » e altre simili vengono infine utilizzate per esercitare tentativi di corruzione ideologica e di divisione tra la classe operaia così da distorglierne alcuni gruppi dalla lotta di classe e dalla lotta politica generale per il rinnovamento democratico e sociale del Paese.
Ad esse si assegna sopratutto il compito di ostacolare la presa di coscienza da parte degli operai e dei laccratori in genere, non soltanto dallo sfruttamento cui sono sottoposti ma anche dalle loro condizioni di « alienazione umana » che i più recenti metodi di produzione, in un ordinamento capitalistico, tendono, come Marx aveva indicato, ad accentuare ed a portare all'esasperazione.
"
La « coscienza aziendale », nos è che un espediente e laborato di fronte allo sviluppo moderno delle forze produttive per offrire ad una classe operaia non più riducibile a condizioni di bruta animalità, un diversivo che la allontani dalla conquista di una coscienza di classe.
Le « relazioni umane » tra sfruttatori e sfruttati nella fabbrica, l'illusoria partecipazione ai vantaggi della « comunità aziendale », vengono offerte alla classe operaia in cambio della rinuncia alle sue cspirationi di classe dirigente di tura la nazione.
Le « relazioni umane »ì Un termine molto simpatico. Chi potrebbe essere contrario alla esistenza di relazioni umane all'inte-no c'e'le fabbriche ed ovunque?
Ma la prima condizione per l'esistenza di relazioni umane nelle aziende è il riconoscimento delle libertà e della personalità del lavoratore da parte dell'imprenditore, e l'affermazione della differenza tra i profitti astronomici e la « bella vita » del padrone con la misera vita e la dura fatica dell'operaio. Ma già abbiamo visto, e potremmo ahimè scrirere per ore e ore sull'argomento, che proprio le aziende monopolistiche dove le « relazioni umane » sono maggiormente in auge
proprio queste aziende, sono quelle dove la libertà e la dignità del lavoratore vengono meno rispettate e dove, qualunque sia il salario dell'operaio, esso rappresenta una parte più piccola del reddito dell'azienda. Questa anche la politica del monopolio Fiat, che gli operai ogni giorno subiscono all'O.M. La forza fondamentale antagonistica dei monopoli è la classe operaia. Per questo essa deve essere al centro della resistenza e della lotta, cercando di contrastare e di limitare il potere del monopolio sul luogo «esso del lavoro, portando questa lotta fuori della fabbrica; e trascinando al suo seguito tutti gli strati lesi dal peso e dall'invadenza del monopolio, e tutti i democratici preoccupati dei pericoli che il concentramento del potere economico fa correre alle libertà ed alla democrazia italiana. Non è inutile qui ricordare il peso eccezionale che la Fiat esercita sull'economia nazionale e su tutta l'economia del Paese.
In quale condizioni operano i lavoratori dell'O.M.-
FIAT?
C'è una leggenda da sfatare, ed è la leggenda del « privih gio ». Certo in confronto ai due milioni di disoccupati, i dipendenti dell'O.M. sono dei « privilegiati ». Ma nel Paese dei miliardari monopolisti e degli evasori fiscali, dei Marinotti e dei Montagna, delle crocere sugli yacht e delle nobili « dame », sarebbe ora davvero di finirla di parlare di privilegio a proposito di operai costretti a un lavoro sfibrante e senza respiro, sottoposti ad un vergognoso regime di violazione delle libertà umane, e mal pagati!
C'è infine, e questo sta alla base di tutto, la spada di Damocle, la minaccia esplicita o subdola urlata o sussurrata, della perdita del posto di lavoro.
Non è sempre il licenziamento di rappresaglia, a volte è il trasferimento; il declassamento, il passaggio a lavori più umili e non qualificati, non è sempre la violazione palese degli accordi sindacali, a volte è l'invio di candidati o membri di C.I. e attivisti del sindacato di classe nei « reparti confino ».
Ciò accade quotidianamente, con tutti i pretesti e con nessun pretesto, in uno sforzo
costante di isolare il lavoratore, di scavalcare l'intermediazione del sindacato e della CI., di porre l'operaio solo davanti alla direzione ed ai suoi agenti, che è poi l'aspetto e lo scopo prevalente di tutta l'ideologia delle « relazioni umane ».
Parlando di instabilità del posto di lavoro si mette il dito su una delle piaghe principali esistenti alla Fiat e alla O.M. Senza la garanzia della stabilità non può esserci libertà. Stizza la garanzia della stabilità, il ricatto dominerà sovrano all'O.M.
La lotta contro i 550 licenziamenti della « Lingotto » ha insegnato molto a questo proposito. Valletta si sforza di fare della Fiat e degli altri complessi aff igliati delle « isole » nella situazione al riparo dai contraccolpi della situazione politica, sociale, economica generale.
E' interesse della democrazia italiana che questo isolamento venga spezzato.
Gli operai della O.M. hanno un compito importantissimo nella lotta contro lo strapotere del monopolio Fini. non rassegnarsi quindi, occorro muoversi dall'in'erno e dall'esterno. L'organizzazione e la lotta delle maestranze della O.M. sono insostituibili.
Le elezioni per il rinnovo della C.I. rappresentano per-
De'i eleriun, gh'é finì l'avventura! Cun Ossee tenacia, se mitivum, anca se, la lotta znmò diira cun'el Vallétta, a l'O M. ritròvum. Un ann faa, el na battii sci traguard; I'é scattaa cun la mila e rifiv cent; piirtropp nunch, sémm rivaa un pu' in ritard! Ricuoussum che sémm staa poch attent.
Lisi « sémm a perché i lavuradur hann pagaa ce saccoccia (e murai) rcss e bianch o de alter culur.
EI « padrun a, l'ha v:nciiiu!... e I'é un mal.
Fa' nagott, se un guai v:in in:uscient, rinnò el tenta, de rump l'iinitaa, cun'el speggiét de « indipendent » e de chi el dipend... el se sa'.
Fa' nagott! el ripéti, perché la cuscienza ghe da' semper turment e ghe viir minga tropp per savé scunfessal, in di ti soo argument a.
Ma, parlémm del nost iinich nemiss, lassémm pérd i pulemich, de mézz.
Chi travaja, I'é noster amiss.
A chi ne sfriitta, el nos'er disprézz.
L'é stada assee, una prtiva d'iinitaa a l'O.M., tra impiegaa e uperari che i a padrun » s'en sentilu isulaa e de la rabbia, hann biitaa el cu a l'arii!
Licenziand un invalid de guérra perché (in diritt) la faa i soo resun..
Ma, se creden de mé:ten a terra, hann faa mal i sco ci:nt ! ! ! ... ma de bun!
E, vuialter de la D:reziun, che cieli de fa' el temp, briitt e 13:11, propri fieni, v'ha insegnaa i eleziun?...
Al ses aprii, gh'é sunaa un capanéll! incuscient, injman, sfrcttadur, a I'é ura de sbassà i volt baldans!
E ben prést, ve farémm anca curr.
Niinch, intant a... « tirumm innanz ». « tirumm innanz » per rivà a fin de magg, ai eleziun del Comò', e pruvincia.
E altura... se g'avariì anmò curagg, feves avanti! «La vita comincia»
U.1 cunsili, al « veloce a Vailetta :
— A Milan. ciapa pii de impégn!
Te se e calaa giu » tropp cun la fretta;
adéss va' a Tiirin, ma... in e gamba de régn » —.
DAL N. 3 del "Caminun„
ciò una tappa di un cammino che sarà lungo e faticoso ma è certo che le forze che si battono per la ricostruzione dell'unità tra i lavoratori dell'O.M. possono guardare con serenità all'avvenire.
I MONOPOLISTI FIAT = I fuorilegge.
LA PRESIDENZA O.M. = Una mano nell'ombra.
L'Ing. MAROLLI - mentre fi.-ma le lettere di Ecenziamento = Sono un sentimentale.
IL RAG. VESCO NEO VICE-DIRETTORE = La sete del potere.
IL DR. SIMONDI = Muso duro.
IL CAV. VANETTA = Fermi tutti, arrivo io.
L'ING. CALZOLARI = Criminale di turno VALLETTA, LA FIAT, LA UIL-OM, LA CISL-OM Papà, mammà, la cameriera ed io.
CAMPANI candidato P
SDI a Milano = La campana dcl convento.
CRIPPA candidato D.C. a P,ho = Un eroe dei nostri tempi.
... e intant 't irumm innanz„
Cont. della l pag.
biarnente, volevano dimostrare che l'occhio della Direzione è sempre vigile, ovunque, contro chiunque avesse osato pronunciarsi apertamente per la difesa dei propri interessi e di tutti i lavoratori.
Ed in questa azione antidemocratica i membri CISL e UIL in C.I., non solo han. no lasciato fare, ma hanno alimentato questa specie di gazzarra, con le loro espressioni, usate nelle relazioni all'assemblea arrivando infine ad omologare (ed era questo il loro fine) una risoluzione approvata in tutta fretta, da une trentina di lavoratori (precedentemente imbeccati) per alzata di mano, la quale risoluzione dava mandato alle correnti CISL e UIL in C.I., di poter trattare separatamente con la Direzione aziendale.
Lo scopo di tutto ciò è apparso ed appare tutt'ora, evidentemente chiarissimo: dividere la C.I. e di conseguenza i lavoratori, come temevamo, riuscendo od almeno tentando di riuscire ad imbastire oltre tutto, una manovra a carattere prettamente propagandistico in prospettiva delle prossime elezioni amministrative.
Ecco perchè la Direzione non ha voluto trattare con la Ci. unita, sul premio di produzione e sul premio 6 x 6, accampando il motivo del carattere di « liberalità » su tali « concessioni » da parte del Consiglio di Amministrazione della FIAT.
Ecco perchè poi, dopo pochi giorni (e cioè dopo la auspicata e voluta rottura dell'unità della C.I.) la Direzione non trova più ostacoli nel concedere il premio di lire 17.000.
La risposta a tali metodi i lavoratori della O.M. la conoscono, votare e far votare il 27 maggio contro la triplice alleanza padronale perchè le cose cambino nel Paese e nelle fabbriche. Perchè venga consolidato il principio che a ugnal lavoro ci sia ugual paga, perchè il salario non divenga una concessione di «libeinlità padronale », ma bensì un 'diritto dei lavoratori.
Dopo 7 mesi di lotte unitarie e di trattative fra le parti, è stato firmato tra i rappresentanti delle organizzazioni sindacali: CGIL, CISL e UIL e quelli per la Confindustria, l'accordo, per la computabilità dell'indennità di mensa negli istituti contrattuali.
La soluzione della vertenza, oltre ad essere stata influenzata dalla costante ini: ziativa della CGIL e della FIOM e dalla lotta dei lavoratori milanesi, prima fra
Risultati elezioni C. I.
Sul significato della vittoria dei lavoratori della O.M. contro i sistemi di Valletta, il segretario responsabile della FIOM milanese, Giovanni Brambilla, ha rilasciato una dichiarazione che in parte riportiamo:
« Alla O.M. il prof. Valletta, la CIST, e la UIL hanno voluto « provare per un anno », e la risposta degli operai non si è fatta attendere. La capacità di ripresa non è mancata e non vi è alcun dubbio che proseguirà anche per l'avvenire.
Il voto degli operai viene a confermare la giustezza della posizione unitaria, sempre affermata dai rappre-
sentanti della FIOM ed il 'ero fermo atteggiamento a difesa dei diritti delle masse operaie ed impiegatizie. Questo orientamento che rappresenta l'elemento decisivo di forza del movimento sindacale unitario continuerà a guidare l'opera della nostra organizzazione unitaria. Le altre correnti sindacali saranno chiamate a mantenere fede agli impegni assunti nella loro propaganda elettorale, perchè si realizzi la più larga unità di azione che consente ai lavoratori di conquistare migliori condizioni di vita e di libertà, Su questa via non mancheranno ulteriori successi ».
Il popolo italiano, i lavoratori, hanno celebrato due date, non solo vicine tra loro nel calendario, ma che si compenetrano per il loro contenuto ed il loro significato.
Il 25 aprile chiude le pagine più belle della lotta per la libertà, la pace, l'indipendenza nazionale aprendo nel contempo nuove prospettive, alimentando nuove speranze che si sono compendiate nella Carta Costituzionale della Repubblica Italiana. Il fenomeno del « partigianesimo » fu un fenomeno di massa, il risultato della rivolta morale e concreta di tutto un popolo, generoso e ricco di illuminate tradizioni, che scindeva irrevocabilmente le sue responsabilità da quelle di un regime retrogrado e reazionario.
I fatti epici sono ormai patrimonio della storia. Quello che oggi conta è stabili. re se quella grande eredità
che la lotta unitaria di Liberazione ha lasciato al popolo italiano è stata raccolta, se gli ideali di giustizia, di libertà, di pace si sono trasformati in una realtà operante.
E forse ci sarebbe motivo di sconsolarsi nel vedere ritornare agguerrite quelle forze che il fascismo partorirono e che vogliono ancor oggi perpetuare il previlegit; ed il sopruso, alleandosi tra loro per costituire il consorzio politico degli sfruttatori, ci sarebbe da sconsolarsi di fronte alla schiera dei denigratori, dei predicatori dell'odio e della divisione tra gli italiani, ci sarebbe da sconsolarsi perchè su molte pagine della nostra Costituzione si accumula la polvere.
Ma se questi fatti sono veri e gravi è altrettanto vero, che nella coscienza del popolo, dei lavoratori gli ideali di libertà, di progresso di pace si sono radicati
essi i metallurgici, è stata indubbiamente influenzata anche da tre fatti che vale la pena di ricordare.
Primo fatto è la circolare del Ministro del lavoro on, Vigorelli, con la quale, anche centro il parere del Consiglio di Stato che affermava il carattere retributivo della intera indennità di mensa, si dichiarava soggetto a contributo soltanto il 40% della indennità stessa.
Il secondo fatto è stabilito dalla trattativa clandestina e dal clamoroso accordo separato con la quale le organizzazioni dei metalmeccanici, facenti capo alla CISL alla U1L; concordavano con l'ILV A che aveva appena allora perso una causa condotta dalla FIOM, di limitare il computo dell'indennità di mensa all'80% per ferie e festività, al 40% sulla gratifica e gli arretrati a soli 85 giorni.
Questo fatto ha gravemente pregiudicato per mesi e mesi l'andamento delle trattative, poichè gli industriali proprio su tale accordo si basavano per negare il calcolo dell'intera indennità soprattutto sulla gratifica natalizia e per corrispondere gli arretrati in modo giusto perchè le stesse CISL e UIL erano imbarazzate a realizzare un accordo migliore che smentisse quello dell'Ilva.
L'accordo firmato il 20 a-
prile supera notevolmente quello separato dell'Rva, e oltre a rendere giustizia a questi lavoratori della lotta da essi condotta, condanna in modo inequivocabile il comportamento dei dirigenti delle altre organizzazioni, Il terzo fatto è costituito dall'accordo clandestino e separato che, a meno di una settimana dalla trattativa nazionale, nello stesso mese di aprile, le correnti di minoranze delle C.I. dello stabilimento Terni firmavano, limitando il computo dell'indennità a circa 100 giornate. Questo ultimo fatto, accompagnato dalle proposte unilateralmente fatte in sede di trattative dalla delegazione della CISL di limitare gli arretrati a 100 giornate, quando ancora esistevano larghi margini per ottenere maggiori riconoscimenti dei diritti dei lavoratori; ha impedito che la trattativa potesse avere un contenuto più largo. Malgrado queste difficoltà malgrado che la Confederazione del Lavoro si sia trovata a dover rimuovere una condizione resa aspra dalla concomitanza di interessi economici per il padronato e di maleintese ragioni di prestigio per il Governo le organizzazioni CISL e UIL, che già avevano concordato accordi inferiori, l'accordo interconfederale può, essere considerato nel complesso, una positiva soluzione della vertenze
UNA VITTORIA DEI LAVORATORI E DELLA F. I. O. M. La Fiat riconosce la necessità di ridurre l'orario Oltre dodici miliardi di profitti glielo permettono senza ulteriori ritardi
e non possono essere abbattuti nemmeno col piombo sparato a Barletta. Così il 1' maggio è stata una nuova riconferma di forza e di maturità del mondo del lavoro sul quale poggia il divenire di ogni popolo civile, di questo mondo del lavoro che è il legittimo erede dell'epopea partigiana alla quale egli diede vita.
Il mondo del lavoro urge alle porte. Disse nel suo appello al Paese, il Presidente della Repubblica, che il mondo del lavoro deve cessare di rimanere sui pianerottolo, ma che deve entrare con la linfa vitale nel corpo della nazione. A questa affermazione debbono seguire i fatti. E per questo noi operiamo, opponendoci alla discriminazione, al sopruso, per condizioni di vita più umane e dignitose, per abbattere e modificare strutture che impediscono una vigorosa marcia in avanti, che mortificano lo slancio creatore dei lavoratori.
Nel corso dell'assemblea degli azionisti della FIAT che ha avuto luogo a Torino il Consiglio d'amministrazione ha riconosciuto per bocca di Valletta la necessità di affrontare il problema della riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario.
« I progressi tecnici, a grandi passi — ha dichiarato Valletta — portano a dare sempre più rilievo al problema dell'occupazione, in Italia ancora tanto doloroso per la sempre ingente massa di disoccupati, piaga tutt'ora aperta nel corpo della nazione. E' indubbio che la riduzione delle ore di lavoro senza ridurre il salario potrà contribuire a fronteggiare la situazione ».
La dichiarazione di Valletta costituisce una vittoria della tesi sostenuta, in polemica con la FIAT e con gli altri sindacati, dalla FIOM.
E' già da un anno che la FIOM ha posto come attuale e realizzabile e necessaria la rivendicazione della riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario. E' sotto la guida della FIOM che il problema ha cominciato a trovare soluzione all'Olivetti ed è soprattutto per iniziativa della FIOM
che negli scorsi giorni ha avuto, luogo a Torino un convegno internazionale per la riduzione dell'orario.
Il fatto che, dopo tanti dibattiti, polemiche e di lotte la FIAT abbia dovuto riconoscere giusta la rivendicazione e attuabile costituisce indubbiamente un grande successo per la classe operaia.
Le stesse cifre date dal Consiglio di amministrazione nella sua relazione dimostrano d'altra parte quanto grande- sia l'aumento dei profitti da parte del monopolio FIAT e quale margine abbia oggi il monopolio per accogliere la richiesta degli operai senza ulteriori ritardi.
Il fatturato della FIAT è salito a 310 miliardi di lire con un aumento di 35 miliardi su quello del 1954. Gli utili denunciati a favore degli azionisti sono per l'anno 1955 di 12 miliardi 656 milioni.
Direttore Resp. L Banfi
Autoriz. Trib. Milano 3763
Tip, S. Clerici - Milano