Sezione Sindacale Aziendale
F. I. O. M. -CGIL
giugno 1969
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Sezione Sindacale Aziendale
F. I. O. M. -CGIL
giugno 1969
I metalmeccanici italiani, assieme a grosse categorie come gli edili ed i chiniicì, sono alla vigilia del rinnovo del proprio contratto. Il l'innovo avviene. dopo che in questo ultimo anno i lavoratori italiani e gli stessi lavoratori della Falck e della Breda Siderurgica hanno condotto e risolto con successo molte vertenze aziendali attraverso piattaforme e lotte articolate aziendali e di gruppo. Tuttavia la nostra esperienza, come lo dimostrano i due ultimi contratti del 1963 e del 1966, indica che quando la nostra categoria si muove per questo grosso obbiettivo, dall'altra sponda si mettono in moto tutte le forze del nostro Paese: dai padroni al governo ed alla stessa opinione pubblica.
Certamente il fatto che il problema interessa un milione e mezzo di lavoratori e le loro famiglie, diventa naturale e ne siamo convinti che questo investe non solo la politica sindacale della categoria ma anche indirettamente tutti i lavoratori del nostro Paese e quindi la politica economica e sociale della stessa nazione. Senza dubbio tale politica rende sempre in ogni momento più dura la nostra battaglia e meno facile la nostra conquista.
E' in questo quadro, consci della prdpria responsabilità, che gli organismi dirigenti nazionali della FIOM-CGIL, FIM-CISL e UILMIJIL hanno creduto opportuno pre-
sentarsi di fronte ai lavoratori cOn delle proprie proposte unitarie, affinchè gli stessi, con il senso critico e responsabile che sempre in . tutti i momenti ha distinto la classe operaia del nostro Paese, siano direttamente impegnati nell'elaborare una giusta e concreta piattaforma rivendicativa che rispecchi i bisogni economici e formativi dei lavoratori, al di fuori del fatto che questi siano occupati in grandi complessi od in medie e piccole fabbriche.
Detto questo, allora, se il peso della nostra categoria, le nostre responsabilità come lavoratori' ci indicano una scelta precisa importante anche per la stessa piattaforma rivendicativa, ed a propo-
sito ricordiamo che il parere di tutti i sindacati è ' che la piattaforma rivendicativa sia concentrata in pochi punti, concreti ed im-jortanti, che in questo momento deve interessare tutti i lavoratori e li impegni per la conquista di una piattaforma che comprenda, ad esempio, un forte aumento salariale, la riduzione dell'orario di lavoro a 40 ore settimanali, il pagamento al cento per cento quando si è infortunati, l'aumento della indennità di malattia con la sparizione dei tre giorni di carenza, i diritti sindacali come l'assemblea ed i delegati di reparto, una nuova politica sindacale in direzione dei giovani e degli impiegati che senza dubbio interessa
come si vede tutti i- lavdratori, mentre altri numerosi prbblemi che sono più acuti in questo oAue,i ..settore, in questa .categoA quella fabbrica, li riteniamo non omogenei e i sindacati li, indicano come problemi da risolvere dove si pitsentano con più urgenza nelle sedi naturali di azietidg o di settore.
Pertanto riteniamo che da iene dei sindacati sia stato giusto proporre ai lavoratori delle proposte concentrate e non dispersive certamente per quanto riguarda la Falck e la Breda Siderurgica occorre portare avatiti la soluzione di alcuni grossi problemi nell'interno dello stabilimento rimasti insoluti.
Comunque è in corso la consultazione ed il referendum ed a tale proposito invitiamo tutti i lavoratori a discutere serenamente e responsabilniente, respingendo ogni falsa demagogia, da qualsiasi parte questa venga, dando così il proprio contributo nell'indicare le rivendicazioni da sottoporre al padronato prima delle ferie.
Riteniamo giusto anche affermare che ormai siamo nel clima del contratto, spetta a tutti noi conquistare un buon e sostanziale contratto di lavoro. Rafforziamo quindi la nostra unità, impegnamoci tutti con volontà e spirito di sacrificio per la nost, a. causa.
0, Angelo Fumag lli (Segretario Sind. Si erurgici)
di sciopero in Agosto, lo sappia l'azienda e lo sappiano i lavoratori.
L à politica i prepotenza che viene attuata a portata avanti dai dirigenti responsabili della Siderugica ha avuto ed ha una nuova dim9strazione con l'affissione dei calendari delle ferie, fatta in grave vdolazione del contratto di lavoro, dell'accordo aziendale sulla garanzia degli organici. Questo fatto, assieme alle gravi condizioni di lavoro e di sfruttamento ( infortuni gravi e mortali , maicanza di organici, ecc;;; ) ha determinato un forte malcontente, e una violenta reazione fra tutti i lavoratori dimostratasi con lo sciopero di 24 ore e con le
Preso atto della Direzione Breda Sidèrurgica nell'effettuare il calendario feriale in più scaglioni nel mese di Agosto, nel reparto ( trafila ).
Noi lavoratori dello scaglione dal 14 al 27/8 protestiamo all'unanimità contro tale decisione, nei confronti della Direzione e in quella delle tre Organizzazioni Sindacali, in riferimento al volantino unitario del giorno 12/6/69 dove si prende solo in considerazione i reparti acciaieria e Larninatoio.
Programmando una settimana di sciopero nel mese di Agosto.
Vogliamo invitare le sud-
contieue proteste. Per questi dirigenti , i lavoratori e i lpro bisogni ed esigenze nod-tAntano niente contano meno delle macchine per le quali si continua a provvedere alla manutenzione. Costoro si preoccupano solo della produzione, del massimo sfruttamento dei lavoratori. • La vita civile e sociale dei lavoratori e delle loro famiglie non conta e non viene tenuto in nessuna considerazione.
A lle prepotenze della direzione non rimane altra strada che l'azione e lo sciopero. Conseguentemente mentr.e riconferrniamo la settimana
dette Organizz azioni sindacali a prenderne atto delle condiz,ioni di cui si vanno a trovare i lavoratori del reparto TRA, di tutti i sacrifici e i disagi a cui la direzione Breda Siderurgica ci sottopone, a non godere le ferie uniti con la propria famiglia e a dover pagare un abbonamento di viaggio settimanale usufruendo solo di tre giorni. Siamo fermamente decisi di volere superare la C. I. , e le tre Organizzazioni unendosi agli altri lavoratori dell'acc. e lam. quando questi scenderanno in sciopero.
Ossequi
I lavoratori del reparto trafila.
Quindi invitiamo i lavoratori dei vati reparti, delle varie squadre a respingere le imposizioni della direzione ad andare in ferie, e a protestare con lo sciopero di reparto di squadra, qualora la direzione, non riveda la propria posizione. Anostro avviso il problema può essere risolto , come è stato risolto in tutte le fabbriche, dipende dalla direzione che, assieme all'intersind, se vuole sa come trovare la via per la positiva soluzione del problema.
Una lunga e delicata controven sia sindacale è sfociata sul terreno penale. Una legge — la numero 1369 del 1960 — stabilisce che un'azienda deve portare a termine soltanto con propri dipendenti il ciclo produttivo. Una parte, sia pure leggera, dell'intero ciclo, non può essere cioè ceduta in appalto ad altra ditta. La Breda siderurgica avrebbe violato tale legge affidando a una società genovese diretta dal ragioniere Luigi Salatti lavori complementari quali la molatura, la smerigliatura e la scalpellatura di « billette » in acciaio e lingotti greggi. La Camera del Lavoro di Sesto sollecitò quattro anni fa la Breda ad assumere i duecento dipendenti dell'impresa ligure. Ma la società rispose negativamente. La FIOM così denunciò i fatti alla magistratura ed all'ispettorato provinciale del lavoro.
Il fascicolo processuale è stato istruito: il dibattimento in aula è fissato per il prossimo 3 luglio. Lo ha deciso ieri il pretore di Monza, dottor Alfonso Marra.
Gli imputati sono tre: l'ex-direttore generale della Italsider, ingegner Adamo Adami, di 49 anni, e il suo successore, ingegner Cesare De Franceschini, di 47 anni, nonchè lo stesso ragionier Luigi Satatti, tutti e tre residenti a Genova. Devono rispondere in concorso di violazione di due articoli della legge n. 1369. La sentenza del pretore di Monza è attesa con particolare interesse negli ambienti sindacali: sono diverse difatti le aziende di Sesto e provincia che utilizzano personale di altre ditte per lavori complementari, ma connessa al proprio ciclo produttivo.
I dirigenti della Breda siderurgica in fase istruttoria hanno respinto ogni addebito, sostenendo che i lavori affidati all'impresa Salatti non sono continui e che non fanno parte del ciclo produttivo. Si tratta, sostengono i dirigenti dell'azienda, di lavori di rifinitura di billette e profilati che presentano grossolani difetti superficiali
dopo la fusione e la laminazione.
Il Ministero del Lavoro ha fatto proprio il punto di vista della Breda mettendo in rilievo anche il fatto che i dipendenti dell'impresa Salatti ricevono identico trattamento economico riservato dalla Breda al suo personale. La relazione dell'Ispettorato provinciale del lavoro, trasmessa alla magistratura monzese contiene però diversi punti dissenzienti. L'Ispet-
torato, inoltre, citò due volte la Breda e l'impresa Salatti.
Per il Ministero del Lavoro, però, « il contratto di appalto è lecito in quanto la ditta Salatti ha assunto il compimento della lavorazione con organizzazione di mezzi necessari e con gestione a proprio rischio ». Le tesi del Ministero e del suo organo periferico divergono nella sostanza.
(da « Il Giorno » del 13-6-1969)
Un grave infortunio sul lavoro alla Breda Siderurgica: il 18 giugno un operaio di 36 anni, dei terzo turno, Giuseppe Zanni, mentre attendeva alle proprie mansioni, è stato investito da un sollevatore di carichi. Una gamba è stata schiacciata sotto la macchina e altre parti del corpo sono state gravemente ferite. Ricoverato all'istituto Traumatologico dí viale Sarca, l'operaio è stato ingessato.
La Breda sta riempiendo la cronaca con una lunga serie di infortuni più o meno gravi. Il fatto è che la Breda non ha ancora approntato quelle misure di sicurez-
BISOGNA RIFORMARE EMPIE INA IL
Ancora un infortunio alla Siderurgica.
Sabato 21 Giugno nel reparto acciaieria un lavdrt-, tore anziano della Breda, il fonditore annoobio, ha perso le dita di una mano che gli sono state portate via in modo netto mentre era al lavoro.
Il numero degli infortuni nella fabbrica nei•primi 5 mesi del 1969 toccato
za sul lavoro che da anni operai e sindacati reclamano. Alla Breda, come in decine e decine di altre fabbriche, ogni giorno sí lavora sotto l'incubo delle persistenti minacce alla propria incolumità. Il numero degli infortunati, alla Breda, tocca ogni giorno decine di operai; le infermerie sono costantemente al lavoro.
Purtroppo, spesso questi infortuni, non vengono denunciati all'INPS, in violazione delle leggi vigenti e si utilizzano i lavoratori infortunati all'interno della tabbrica sfruttandoli anche quando sono fisicamente menomati.
la cifra impressionante di circa 900 lavoratori che hanno subito menomazioni alla loro salute, causa la condizione di lavoro esistente.
Facendo la media ogni giorno di lavoro sono 8 i lavoratori che alla Siderurgica vengono colpiti dagli infortuni e ne debbono patire tutte le conseguenze che gli stessi si portano dietro.
Ig merito ai compiti ed alle funzioni che competono ai .C.T.P. (Comitati Tecnici Paritetici) e soprattutto alla elaborazione e stesura dei verbali sulle mansioni, si è registrato il permanere in alcune aziende dell'Intersind, taluni orientamenti, non consoni sul piano sindacale e giuridico allo spirito dell'accordo contrattuale che regola la materi3.
E' doveroso affennare che in questo breve Periodo di attività dei C.T.P., regigtriamo in senso generale la positiVità di questo organismo.
E' più che naturale, come in tutti gli organismi o strumenti sindacali appena nati, senza una specifica esperienza alle proprie spalle, se anche il C.T.P. porti nel suo seno alcune carenze, le stesse devono essere affrontate ed eliminate a livello aziendale o sindacale.
Nel merito, ed a mio giudizio, voglio segnalare alcune di queste carenze nella stesura dei verbali:
1) Unanimità nel giudizio Non c'è alcuna contraddizione se il C.T.P. riconosce all'unanimità il passaggio alla categoria superiore del singolo, o gruppo dí lavoratori.
Mentre è un errore bocciare all'unanimità il riconoscimento della richiesta avanzata dai lavoratori, inquantochè, esprimendomi in senso giuridico, non possiamo escludere al lavoratore o lavoratori ricorrenti la possibilità del ricorso in appello, -le in questo caso, deve avvenire nella sua sede naturale, a livello sindacale ed in caso di mancato accordo in sede giudiziaria.
E' ovvio, che se i rappresentanti dei lavoratori membri del C.T.P., hanno espresso parere negativo, ciò è pregiudizievole al proseguo della procedura
Pertanto è opportuno nell'eventuale impossibilità di un accordo positivo all'unanimità, nel passaggio di categoria. che i membri del C.T.P. debbano esprimere il loro dissenso differenziato. Sarà poi competenza delle organizzazioni sindacali pronunciarsi nel merito.
2) Eccezioni delle parti Nella registrazione delle mansioni espletate dal' lavoratore, sarà bene valutare oltre alle reali mansioni anche:
a) l'arco di tempo preso in esame sulle reali ed effettive mansioni svolte dal lavoratore;
h) i vari posti di lavoro occupati dal lavoratore in relazione ad esigenze tecniche.
Da questo accurato esame sul posto di lavoro, sentito il lavoratore interessato, nonché il proprio superiore diretto, si possono avere due conclusioni da verbalizzare:
unanimità sulle mansioni di fondo registrate; codificazioni differenziate da parte dei membri del C.T.P. su alcuni elementi non risultanti concordi, fra l'operaio interessato ed il proprio superiore diretto.
In questo caso si possono sentire come testi alcuni operai che lavorano a fianco del lavoratore ricorrente.
Parcellizzazione delle mansioni Sarebbe inoltre un grave errore includere nel verbale del C.T.P. le seguenti percentuali di riferimento, esempio:
mansioni svolte da OS.: 10% mansioni svolte da 0.0.: 30% -- mansioni svolte da 0.C.1: 40% mansioni svolte da 0,C.2: 20%
Con questo errato criterio di valutazione, ben pochi sarebbero i riconoscimenti alle categorie superiori, siano esse nel campo impiegatizio che operaio.
Il concetto della prevalenza non va inteso in questo senso, quello che è determinante è rilevare, se in un certo arco di tempo, in modo prevalente e non occasionale, detti lavoratori eseguiscono costantemente lavori di categoria superiore a quella loro assegnata, a prescindere se nella esecuzione, l'incidenza di tempo sia maggiore come tempo il lavoro qualificato, dall'azienda, nella categoria inferiore a quello della categoria superiore richiesta.
Sia chiaro, che lo stesso operaio attrezzista riconosciuto 0.S.P., se dovessimo dividere il suo lavoro
e dare dei valori allo stesso, potremmo avere:
sgrossatura del pezzo: 80% (0.C.I.)
finitura del pezzo: 20% (0.S.P.)
La qualifica viene data in base al valore globale della attività svolta, alle capacità teoriche-tecniche richieste per la sua esecuzione.
4) Decorrenza retroattiva
Il C.T.P« non ha solo il compito di registrare le mansioni al momento della richiesta avanzata dal lavoratore, ma anche quello di verbalizzare il periodo a cui è adibito a quelle mansioni con prevalenza. Perchè precludere un diritto retroattivo con relative differenze salariali a chi lo avesse acquisito?
Anche su questo punto, in caso di mancato accordo all'unanimità sulla decorrenza, i membri del C T.P. possono in modo differenziato verbalizzare il loro giudizio sul merito.
Ernesto Martini (Ufficio Vertenze FIOM-CGIL - Milano)Qual'e l'atteggiamento degli impiegati nella Breda Siderurgica, che peso ha la loro presa di coscienza nelle rivendicazioni, nei fatti che agitano la realtà del mondo del lavoro nel nostro paese?
Dalla loro partecipazione si po, trebbe dire indifferenza e a volte anche ostilità.
E' mai possibile che alla Breda Siderurgica sia ancora così diffusa la figura dell'impiegato vecchio stampo che vuole identificarsi individualmente con l'interesse del padrone.
Fautore della soluzione individuale dei problemi, rappresentante all'interno delle fabbriche di una piccola borghesia ordinata, subordinata, leccapiedista e crumira, gonfio della presunzione di sentirsi tutore e portatore di benessere e progresso, convinto che con la scienza e la tecnica si risolvano tutti i problemi sociali.
L'analizzare quale sia effettivamente il rapporto tra progresso sociale e progresso tecnologico non ha per lui molta importanza.
Soprattutto l'efficienza: « durante il lavoro bisogna pensare a la9orare, durante il tempo libero a distrarsi per poter poi lavorare meglio ». Il mito della tecnica come strumento « neutrale »; lo studio dei mezzi senza mai metterne in discussione i fini.
La politica degli uffici del personale ha sempre teso essenzialmente sulla creazione di un artificiale « clima familiare » tendente a fortificare il processo di identificazione dell'impiegato con l'azienda ed i suoi interessi.
L'organizzazione, la razionalizzazione del lavoro si realizza in parcellizzazione, dequalificazione, sotto-utilizzazione professionale.
Al lavoro viene sottratto ogni margine di iniziativa ponendo quindi pesanti remore ad ogni contrattazione.
Per ristabilire l'equilibrio, la gerarchia si fa divenire sempre più capillare e strutturata, con l'intento di compensare l'insoddisfazione del lavoro svolto, con una illusoria dotazione di potere, che è potere disciplinare, potere di fare
verso i subordinati da controllare.
Da qui la tendenza sempre più evidente a promuovere ed a gratificare individui dalla formazione mentale ottusa e asociale con una particolare predisposizione ad accettare rapporti di lavoro di tipo autoritario, l'efficienza riduttiva del pensare che ne deriva sono la realtà sociale che interessa.
Non verrà così messa in discussione la realtà dell'organizzazione del lavoro in fabbrica e i valori e i criteri che sono alla base di questa organizzazione.
E' necessario partire dalle contraddizioni di classe nella produzione, le contraddizioni tra chi produce e chi determina gli scopi e le condizioni del produrre e farle svolgere fino in fondo.
La divisione del lavoro: si passa dall'alto verso il basso della piramide gerarchica, da funzioni con alto grado di identificazione tra individuo ed azienda a funzioni con alto grado di esclusione; da funzioni che usurpano la funzione politica che dovrebbe spettare alla totalità dei lavoratori a funzioni che consistono nell'ese-
guire i dettagli materiali, faticosi e ripetitivi di scelte fatte' da altri, secondo i loro interessi, e dagli esecutori materiali non solo non controllate ma ignorate. 5
Allo sfruttamento implicito nellà divisione del lavoro Si aggiungono le stratificazioniinnumeeevoli dei privilegi passati.
L'alto dirigente d' azienda è o può divenire percettore di dividendi oltre che detentore di potere e percettore di stipendi dell'azienda che dirige; anche il dirigente intermedio avrà modo di assicurarsi un alto livello di consumi che compenserà la subordinazione cui è costretto e ne farà un difensore dell'ordine costituito e della burocrazia di cui è parte.
Esiste però una larga fascia di impiegati per i quali non esiste compensazione possibile.
Per loro il mito della carriera e l'identificazione con l'azienda è fasullo. Esistono funzioni impiegatizie peggio retribuite e con minor potere di quelle operaie, 'la diversità solo nella funzione me-, no gravosa, ma che richiede mag, giore fedeltà e provoca quindi più pressioni e controlli (da ciò il lotti' disimpegno sindacale).
Numerosi sono i motivi oggettivi perchè gli impiegati si schierino con gli sperai per rovesciare contro la classe dirigente gli strumenti stessi del suo dominio, le contraddizioni del sistema ci offrono gli strumenti.
"'DISARMIAMOLAPOLIZIA!
Vi sono degli operai che lavorano sulla gru 9/A, questa gru si trova in mezzo la gru 85 e 86. Essi lavorano nella campata fra il Demach e il laminatoio di conseguenza fanno lo stesso lavoro, respirano la stessa aria, vogliamo dire la stessa polvere, sopportano gli stessi rumori, calore e non si capisce bene perchè le duegru laterali, cioè la 85 e la 86, fanno parte del laminatoio con tutto il personale che vi lavora: gruisti e il personale che lavora a terra. Al contrario í lavoratori della gru 9/A: gruisti e personale che lavora a terra fanno parte del MAP/1. Quello che abbiamo capito bene é che fra i lavoratori della gru 9/A e delle altre gru vi è una
differenza di paga che si aggira dalle 50 alle 70 lire orarie. Questi lavoratori hanno sempre reclamato col loro capo reparto. Sapete come lui risolve questi problemi? Cambiando sempre il personale, come del resto fa con tutti gli operai del MAP/1. Noi ci domandiamo se questa è serietà e rispetto anche verso i lavoratori. Non solo si fa lavorare sempre con l'organico ridotto, ma fanno anche discrimi-. nazioni salariali Negli scorsi anni alla gru 9/A l'organico era di 6 persone così suddivise: un gruista, uno addetto alla consegna del materiale e 4 imbragatori.
Questo è l'organico giusto che ci vuole per lo svolgimento rego-
lare del lavoro; invece oggi l'organico non si capisce più di quante persone sia composto e gli imbragatori una volta lavorano in due, una volta in tre, ma mai più in 4 e già una fortuna essere in tre, sempre reclamando.
Tenendo conto di quanto è aumentato il lavoro, da allora ad oggi, ognuno di voi si rende conto in che condizioni si trovano questi lavoratori in cambio però continuano ad aumentare i capi. Ecco perchè alla Breda Siderurgica i nuovi assunti vanno via subito e non solo loro, anche gli anziani, soldi pochi e li fanno girare continuamente come le trottole. E' una vergogna!
Nel febbraio '69 la direzione della Breda Siderurgica si è impegnata ad assumere un certo numero di operai da collocare nei reparti produttivi per poter far fronte alle esigenze di lavoro. A quanto sembra per l'azienda ha fatto i « conti senza l'oste » perchè a distanza di qualche mese l'organico operaio è aumentato « forse » di qualche unità.
Dopo una lunga e minuziosa indagine i nostri dirigenti hanno capito che gli operai residenti o domiciliati nella Lombardia e settentrione non rimangono nella Breda perchè le paghe sono troppo alte?, quindi prima di venire a lavorare nella Breda, dove la vita media di un operaio si aggira sui 50 anni, preferi,zrono andare a fare gli spazzini perchè prendono di più, oppure nelle fabbriche di caramelle, dal momento che la retribuzione è quasi uguale.
A questo punto i nostri dirigenti hanno preferito prelevare degli operai dal meridione (dalle
zone sottosviluppate) pensando che questi lavoratori si accontentassero di percepire qualche mille lire in più e quindi al momento la Breda Siderurgica sembrava che avesse risolto il problema e fosse la salvatrice di questi lavoratori. Gli si andava a dire che venendo a Milano avrebbero risolto certi problemi finanziari e quanto gli offrivano, 90-95.000 lire al mese (includendo premio di produzione e accantonamento) sembrava una bella cifra, però una volta arrivati a Milano, visto. com'è il caro-vita, visto il sistema di lavoro di una fabbrica siderurgica, hanno preferito (molti) tornarsene alle proprie famiglie. La direzione pensava forse di risolvere il problema. organici importando quel gruppo di operai, i quali inesperti dei lavori siderurgici e abituati a lavorare in ambienti puliti e arieggiati si sono lasciati convincere momentaneamente perchè a parole di può far credere una cosa per un'altra, ma
quando hanno visto la realtà dei fatti, le cose cambiano.
Vogliamo quindi augurarci che la Breda Siderurgica abbia capito che se si vuole sistemare il discorso organici e se non vuole continuare a mantenere il malcontento che vi è in quasi tutto lo stabilimento si deve rivedere tutto, a cominciare dalle paghe, alle condizioni di lavoro esistenti in fabbrica, ecc.
(segue la firma)
La legge n. 153 del 30 aprile '69 sulle pensioni ha riaperto i termini per la presentazione di nuove domande; pertanto:
entro il 30 aprile 1972 si devono presentare le domande di pensione di reversibilità per i superstiti dí assicurato deceduto anteriormente al 1° gennaio 1940; entro il 31 dicembre 1975 si devono presentare le domande di pensione di reversibilità per i superstiti di assicurato o pensionato deceduto fra il 10 gennaio 1940 e il 1° gennaio 1945;
entro il 30 aprile 1971 si devono presentare le domande di pensione di reversibilità per i superstiti di assicurato deceduto dopo il 31 dicembre 1944 e il 1° gennaio 1968;
le domande di pensione di reversibilità a; favore dei fratelli e sorelle inabili di deceduto prima del i° gennaio 1965 devono essere presentate entro il 31 dicembre 1975;
le persone di ambo i sessi che abbiano già compiuto alla data del 1" gennaio 1969 i 65 anni di età e che non abbiano nè redditi, nè pensioni entro il 30 aprile 1970 possono chiedere il pagamento della pensione sociale la quale avrà decorrenza dal 1° maggio 1969; entro il 30 aprile 1971 possono ripresentare domanda di prosecuzione volontaria le donne che abbianb già compiuto i 45 anni di età e gli uomini che abbiano già compiuto i 50 anni alla condizione che abbiano versato almeno 250 contributi settimanali pari a 260 marche;
entro il 31 ottobre 1969 i titolari della pensione di vecchiaia che abbiano avuto liquidato la pensione in base alle norme vigenti anteriormente al 1° maggio 1968 (pensione contributiva) e che abbiano continuato a lavorare alle dipendenze di terzi ininterrottamente e che alla entrata in vigore della legge n. 153 lavorino ancora possono chiedere la riliquidazione
della pensione stessa, che avverrà al momento della cessazione del rapporto di lavoro con l'agganciamento alla media del 74% della retribuzione pensionabile. Per li disbrigo e l'assistenza nella trattazione di tali pratiche invitiamo i lavoratori a rivolgersi all'Ufficio INCA di Sesto S. G. - Via Villa 6, nei giorni sottosegnati: — lunedì, martedì e giovedì dalle ore 9 alle 12 e dalle 16 alle 18;
mercoledì dalle 16 alle 18; sabato dalle 9 alle 12;
oppure:
al mercoledì dalle 14 alle 15 e dalle 17 alle 18,30 presso il Circolo Progresso, via G. d'Arco - Sesto;
al venerdì dalle 16,30 alle 18,30 presso il Circolo Albero'di Via E. Breda - Sesto.
Emiliana Garavaglia (dell'INCA-CGIL di Sesto 5.G•)
VARIAZIONI PERCENTUALI DEI SALARI DI FATTO (esclusi pagamenti per ferie, festività, gratifiche e assegni familiari)
Nel corso del 1969 scadranno -I contratti di tutte le più importanti categorie. E' dunque abbastanza logico che le centrali propagandistiche dei capitalisti italiani siano già in attività frenetica per contrastare, anche con una informazione distorta fornita all'opinione pubblica, le lotte operaie. Già si comincia a parlare del presunto pericolo di aumenti salariali • eccessivi ». Per l'occasione viene anche riesumato un cadavere. mummificato: la politica del redditi.
Diciamo riesumato perché infatti chi ne parlava più negli ultimi tre anni! Ma la tabella che qui pubblichiamo dà una spiegazione semplice di questo silenzio: i salari sono aumentati in maniera irrisoria e, comunque, molto al disotto della produttività dal 1964 in poi. E' evidente, ancora di più ora, che tutti i discorsi teorici che accompagnavano la proposta della politica dei redditi servivano semplicemente da paludamento accademico nuovo al sa lito squallido interesse della classe borghese teso a limitare il potere e le rivendicazioni della classe operaia.
(•) Dati a stima - provvisori.
FONTE: Elaborazione sui dati del ministero del Lavoro pubblicati nella Relazione generale sulla situazione economica del paese ».
*Abbastanza spesso i giornali riportano da un po' di tempo in qua notizie su treni o autobus fermati per protesta contro il disagio dei trasporti. Cosa succede in pratica? Succede che i lavoratori che tutti i giorni sono costretti a usare treni e autobus per andare a lavorare passano dal mugugno alla lotta.
Tutti parlano di trasporti moderni, di treni a 300 Km. all'ora, di elicotteri, monorotaie e così via, ma in effetti attorno a Milano ogni mattina centinaia di migliaia di lavoratori si acdalcano sui treni locali della Ferrovia dello Stato o delle Nord o sugli autobus dell'ATM e delle infinite aziende concessionarie con disagi che è inutile qui richiamare ancora una volta.
La cosa che ci interessa di niù credo sia quella di vedere negli episodi di protesta che oggi si verificano non dei momenti occasionali, ma specie di scatti d'ira collettivi, ma le prime esperienze di una coscienza che matura verso una lotta diretta sui trasporti.
E quali sono i metodi di questa ljtta? L'azione diretta per modifi-
care concretamente le condizioni di trasporto.
Abbiamo imparato a lottare nei reparti e nelle officine per modificare le condizioni di lavoro, i ritmi, l'ambiente stesso in cui si lavora.
Gli operai della Pirelli ci dicono: abbiamo lottato contro la fatica anche fuori della fabbrica, facendo precise richieste alle autorità pubbliche responsabili della politica di trasporto, ma intervenendo direttamente con la lotta su tutte quelle specifiche cose che non vanno.
Su questo terreno oltre tutto possiamo anche consolidare una
concreta unità di azione fra i lavoratori trasportati e i lavoratori addetti ai trasporti che si realizza sulle condizioni concrete di disagio di questo sistema di trasporti.
Per questa strada si può ricostruire dal basso una politica sindacale sui trasporti che non sia soltanto l'affermazione astratta di uno schema teorico più coerente e razionale, ma esprima concretamente le esigenze espresse dal disagio dei lavoratori.