Impegni e lotte di un triennio
Sconfitto il tentativo di liquidazione della fabbrica, si tratta ora di continuare nella lotta per la concreta realizzazione del comparto Acciai Speciali che garantisca alla Breda Siderurgica serie prospettive produttive.
Lavoratori e lavoratrici della BREDA SIDERURGICA, in questo bollettino del CdF vorremmo tentare di fare un'analisi della situazione politico-sindacale che ha visto in questi ultimi tre anni impegnati i lavoratori della Breda ed il Movimento sindacale più complessivamente in uno scontro di classe fra il padronato, il blocco sociale dominante ed i lavoratori che non ha nessun precedente storico nel nostro Paese negli ultimi trent'anni.
Il tentativo è stato ed è quello di cancellare quanto è stato conquistato dalle masse popolari e dalla classe operaia sul terreno delle conquiste sociali, politiche ed economiche che hanno modificato i rapporti di forza a favore dei lavoratori.
In questo contesto, nel dicembre 1976 è maturata la decisione del gruppo dirigente dell'ex EGAM (e forse di qualche dirigente della Breda) di tentare la liquidazione di questa fabbrica, facendo poi subentrare un «padrone» privato FIAT-Teksid, quale «salvatore della patria».
La lotta che ha visto impegnati i lavoratori della Breda ed il sindacato contro questo disegno di privatizzazione di un settore così importante e strategicamente fondamentale come quello degli acciai speciali, è stata molto lunga e dura ed alla data attuale non è ancora definitivamente conclusa.
Certo, dei risultati importanti sono stati conquistati, come la costituzione di un comparto integrato degli acciai speciali
all'interno della FINSIDER, con una sua struttura produttiva, commerciale e di ricerca, in grado di far fronte alle esigenze della ristrutturazione impiantistica e finanziaria prevista dalla legge di scioglimento dell'EGAM; ristrutturazione e risanamento finanziario che dovrebbero avvenire entro il 1981.
È chiaro quindi che dobbiamo impedire che si arrivi a questa scadenza senza che i problemi aperti sia nella fabbrica che nell'attuale comparto -- comprendente le aziende BREDA, COGNE, ACCIAIERIA di PIOMBINO - abbiano trovato soluzioni adeguate, pena il pericolo che fra due anni si riaffacci il rischio o la minaccia di una nuova messa in liquidazione della fabbrica ed un nuovo tentativo di privatizzazione.
Diventa quindi di estrema urgenza definire con la FINSIDER, il piano di ristrutturazione accelerando i tempi per avere un confronto serrato su questi problemi sconfiggendo i tentativi di coloro che vorrebbero tirare per le lunghe e farci trovare di fronte a fatti compiuti.
In questo senso va visto il comunicato del Coordinamento del 5,9 che afferma “qualora entro il 20 di Settembre, non sia ancora fissata la data dell'incontro con la FINSIDER, bisognerà intraprendere iniziative di lotta, tendenti a rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono un serio e conclusivo confronto in sede FINSIDER.
IL PROCESSO DI RISTRUTTURAZIONE NELLA FABBRICA
L'urgenza di raggiungere un'intesa con la FINSIDER è motivata anche dal fatto che in sede aziendale vengono messe in atto modifiche e ristrutturazioni impiantistiche ed organizzative, che sebbene in linea con quanto indicato dal piano proposto dalla FINSIDER, tuttavia su di esse non sono coinvolti i lavoratori ed il C.D.F. e senza che sia così possibile comprendere e contrattare gli effetti che le stesse modifiche e ristrutturazioni producono sui lavoratori, sull'ambiente di lavoro, sugli accordi esistenti e sulle prospettive stesse della fabbrica.
DELLE TRATTATIVE il giorno 3 ott. alle ore 9 incontro con la FINSIDER a Roma
DALLA PRIMA
Nella fase di ristrutturazione che il comparto e le singole aziende - la Breda in particolare - attraversano, è assolutamente impensabile che sia possibile risolvere i problemi aziendali senza un programma coordinato.
Di qui nasce il ruolo dei lavoratori e dei C.d.F. perché in questa fase siano sconfitti tutti i tentativi di predeterminare soluzioni tecnico-produttive che non siano coerenti con un piano organico dell'intero comparto.
Sui problemi accennati - trasformazione e potenziamento di impianti - è già iniziato un confronto di merito per il reparto Acciaieria, confronto che ancora una vol-
ta ha visto la direzione aziendale su posizioni che tendono a scaricare esclusivamente sui lavoratori il maggior peso dell'incremento produttivo senza nessuna considerazione per i problemi esistenti in quel reparto (strozzature produttive ed organizzative ecc.) che sono chiaramente indicati nella lettera del C.d.F. alla Direzione, che pubblichiamo a parte.
Analoghi problemi si profilano però in altri reparti ed aree dello stabilimento (al Treno 500 ed al TReno Demag dove sono attuate o previste modifiche di impianto e di carico di lavoro, ai trattamenti termici ed ai finimenti, alla manutenzione e particolarmente negli uffici tecnici ed amministrativi.
Mentre la Direzione, ancora recente-
Verso il rinnovo del C. di F.
Nel contesto dei problemi indicati, il rinnovo del Consiglio di Fabbrica, e la rielezione dei delegati deve essere visto non come un semplice momento burocratico nel quale i lavoratori ed il gruppo omogeneo delegano passivamente un proprio compagno a rappresentarli, ma come un momento di critica e di autocritica — anche spregiudicata — sull'operato del delegato e del Consiglio e del loro ruolo nel periodo del mandato, di fronte ai problemi delicati e complessi posti sia dal nuovo Contratto di lavoro, — la cui stesura vede il tentativo delle controparti padronali di stravolgere il senso ed il contenuto dell'accordo conquistato a luglio — sia dalla costruzione di un comparto pubblico degli acciai speciali, sia dai problemi della ristrutturazione nella fabbrica.
Ilrinnovo del C.d.F. deve essere quindi un primo momento di riflessione e di proposta sui problemi che sono aperti nel Paese oltre che nella fabbrica.
Questi problemi non sono certo di facile ed immediata soluzione ed esigono che, a partire dai singoli reparti ed uffici e dalla fabbrica complessivamente, scaturisca una riflessione ed un impegno di lotta — che comporta ed esige anche un aggiornamento di metodo e di contenuti — per una politica di sviluppo che investa il comparto e l'intero settore in funzione di un progresso generale del Paese.
mente, si è sostanzialmente rifiutata di affrontare nel merito la ristrutturazione degli Enti, Servizi ed uffici, ha già avviato un processo di ristrutturazione che non può essere ulteriormente trascurato.
La Direzione della Breda deve sapere che i lavoratori ed il C.d.F. non sono disponibili a rinunciare al ruolo di contrattazione che si sono conquistati con tanti anni di lotta.
Pertanto nei prossimi giorni saranno convocate le ASSEMBLEE GENERALI E DI GRUPPO OMOGENEO, per tutti i lavoratori per discutere complessivamente i problemi che si pongono in questa fase e per assumere decisioni di lotta nel caso che la Direzione continuasse con la politica dei fatti compiuti.
Contrattare le modifiche del processo produttivo
La Direzione svia il confronto di merito sull'acciaria
(testo integrale della lettera inviata alla Direzione il 149/79)
Facendo seguito all'incontro avvenuto ieri - 14979 - avente per oggetto i problemi dell'acciaieria, siamo a ribadire sinteticamente i punti essenziali della nostra posizione in proposito.
Innanzitutto dobbiamo ribadire ulteriormente la nostra disponibilità a discutere i problemi da Voi prospettati e cioè le innovazioni tecnologiche sugli impianti, le innovazioni nei processi produttivi, le innovazioni organizzative, così come non siamo pregiudizialmente contrari alle sperimentazioni che ci avete illustrato con Vs. nota e nel corso degli incontri avvenuti.
Ciò premesso, e premesso che non riteniamo che gli incrementi di produzione e di produttività possano verificarsi con
esclusivo effetto di aumento del carico di lavoro e delle saturazioni degli uomini addetti al processo produttivo, ci preme ribadire nello specifico il nostro punto di vista che corrisponde a quello dei lavoratori e si colloca nella linea della FLM.
1 ) La situazione attuale della fabbrica e del comparto degli acciai speciali FINSIDER, presenta una serie di «nodi» strutturali non sciolti, un eccessivo margine di ambiguità ed incertezza - artatamente creato - mantenuto ed alimentato - che tolgono credibilità tanto alle affermazioni ed alle proposte, I quanto alle iniziative specifiche. Pertanto le stesse iniziative di
innovazione adottate e prospettate non si sottraggono al sospetto che anche per questa via si tenda a porre il C.d.F. e la FLM di fronte ai fatti compiuti, al di fuori degli impegni e dei vincoli derivanti dal CCNL testé rinnovato ed in fase di stesura e derivanti dagli impegni assunti in sede di trattative con la FINSIDER, oltre che da accordi aziendali mai «protestati» da parte vostra. In questo senso riteniamo che le innovazioni all'H3 (forno di produzione scorie n.d.R.) e l'utilizzo dei forni MARTIN come forni fusori, oltre ad apparire contradditorie con le affermazioni verbali e scritte di FINSIDER ed IRI sull'uso dei MARTIN, abbisognano per lo meno di molte precisazioni e spiegazioni di dettaglio, in quanto potrebbero essere comprese solo se si inquadrano nell'attuale contingenza energetica; ma non sarebbero né condivise né accettate se apparissero come uno dei modi per evitare di affrontare il «nodo» del terzo forno elettrico (in sostituzione dei forni MARTIN n.d.r.).
Da parte nostra abbiamo già sottolineato e qui vogliamo ribadire che gli effetti di maggior carico di lavoro - da valutare e misurare tra le parti - si concentrano in modo disomogeneo nell'area interessata ed a nostro avviso hanno effetto di rielivo in particolare nella zona del forno BB2, nel reparto fossa di colaggio, nel reparto fossa di preparazione.
Di conseguenza una trattativa in proposito, mentre deve avere un'ampiezza tale da rendere comprensibili e trasparenti i processi innovativi ed i loro effetti deve toccare specificatamente i problemi di organico in funzione del carico di lavoro nelle aree indicate.
2)
L'esame dei processi innovativi già avviati ed attuati (potenziamento trasformatore del forno BB2, l'utilizzo di cariche selezionate, del preridotto e della ghisa granulare, così come l'insufflazione dell'ossigeno e le affinazioni in secchia, non possono essere valutare esclusivamente sotto il profilo economico-produttivo (certamente presente alle nostre valutazioni), ma esigono un esame anche sotto il profilo dell'aumento del carico di lavoro per i lavoratori. Appare infatti innegabile che un'accelerazione dei tempi di fusione, una marcia accelerata degli impianti comporta comunque un effetto di maggior carico di lavoro, che va preso in esame dalle parti e rende incomprensibile ed ingiustificato il Vs. atteggiamento di rifiuto e di su bordi nazione di tale esame dopo una fase di sperimentazione (e di fatti compiuti).
Nel reparto fossa di preparazione si pongono anche problemi di strutture e di attrezzature che consentano di superare le strozzature che si traducono troppo spesso in «attesa dei carri di colata» da parte de; torni e consentano dall'altro di eliminare la rischiosità ed attenuare quantomeno la faticosità del lavoro e la concentrazione dello stesso.
6I Ribadiamo ancora che oltre alle indicazioni ed affermazioni ; dei punti precedenti riteniamo necessario pervenire al superamento dei provvedimenti a carico dei fonditori, così come non riteniamo non più protraibile un esame approfondito in merito ai problemi dei lavoratori di menomate condizioni fisiche.»
Fisco, inflazione, prezzi, pensioni, politica energetica
Necessaria la mobilitazione
Al ritorno dalle ferie i lavoratori si sono trovati di fronte a una «scarica» di aumenti dei prezzi dei generi essenziali al tenore di vita dei lavoratori e dei ceti popolari.
Il consiglio di Fabbrica in proposito ha inviato un ordine del giorno alle Confederazioni Sindacali per un intervento immediato ed efficace.
«Il Consiglio di Fabbrica della Breda Siderurgica, di fronte all'aumento generalizzato del costo della vita - aumento dei prezzi dei generi di largo consumo e delle tariffe dei servizi pubblici, rileva innanzitutto che l'attuale politica del governo sulla problematica dei prezzi e delle tariffe è da condannare non solo perché vengono colpiti i lavoratori so-
prattutto quelli a più basso reddito, non solo perché non sono adeguatamente affrontati i problemi della spesa pubblica e dei servizi pubblici senza un'adeguata politica di recupero dell'evasione fiscale e contributiva; ma soprattutto perché le recenti decisioni in materia di prezzi e tariffe sono stati adottati al di fuori di una politica complessiva e programmatica che impostasse ed avviase a soluzioni i problemi dell'approvvigionamento energetico e della politica alimentare ed agricola sia a livello internonazionale, che a livello internazionale, comunitario soprattutto.
Per sconfiggere il tentativo di scaricare sui lavoratori a reddito fisso le conseguenze della politica del governo in materia di prezzi e tariffe, che coinvolge tanto la politica energetica che quella fiscale, diventano indispensabili una mobilitazione ed una iniziativa — unitaria e tempestiva — di tutto il movimento sindacale ed in collegamento stretto con l'intero movimento operaio.
Diventa infatti urgente un confronto stretto sulla base di proposte capaci di difendere il tenore di vita e le conquiste dei lavoratori.
In particolare diventano necessari una difesa senza esitazione della scala mobile ed una revisione delle quote di reddito da lavoro da esentare dal carico fiscale in considerazione degli effetti prodotti dall'inflazione sui salari monetari.
Sul piano della politica alimentare ed agricola, il C.d.F. della Breda Siderurgica sollecita le Confederazioni ad un'azione al livello di Confederazione Europea dei Sindacati tendente a rompere i vincoli di subordinazione politica agli interessi delle multinazionali che operano in tali settori».
Il "caso" delle quattro lavoratrici a cui la Direzione ha vietato l'ingresso in Breda.
Noi donne nella fabbrica e nei reparti produttivi
Noi donne nella fabbrica e nei reparti produttivi.
Il giorno 14 Luglio 1979, il pretore del Tribunale di Milano, ha emesso sentenza positiva rispetto all'assunzione di quattro donne presso la Breda Siderurgica, condannando l'azienda alla rimozione della discriminazione nei confronti delle donne ed ingiungendo all'azienda medesima l'immedita assunzione delle stesse.
Nello scorso Aprile la Breda Siderurgica richiedeva all'ufficio di collocamento di Sesto S.G. l'assunzione di 10 operai generici per il reparto acciaieria, a questa richiesta rispondevano anche quattro donne.
L'azienda, con il pretesto di non poterle impegnare nell'area di lavoro indicata, che prevede il lavoro su tre turni, le respingeva motivando questo rifiuto con il pretesto della legge che tutela il lavoro delle donne che prevede il divieto al lavoro notturno delle stesse. Ciò nonostante la disponibilità espressa dalle lavoratrici in quanto decise ad affrontare il lavoro nel reparto indicato e da anni in attesa di occupazione negli elenchi dell'ufficio di collocamento di cui occupavano i primi posti in graduatoria.
La sentenza del pretore ha riconfermato la validità dell'art. 1 della legge di parità, il quale vieta discriminazioni nelle assunzioni tra uomo e donna, mentre la definizione dei regimi di orario è immediatamente conseguente alla creazione del rapporto di lavoro e rinviata alla contrattazione sindacale Spetta indatti al Sindaco ed ai C.d.F. valutare nel merito l'opportunità di derogare al divieto di lavoro notturno delle donne, fatta salva ovviamente la loro decisione.
Tra il C.d.F. e la direzione è stato raggiunto un accordo (con l'approvazione delle donne interessate) che deroga al divieto di lavoro notturno e che pubblichiamo interamente a fianco.
Questa sentenza è di grandissima importanza e di valore politico fondamentale in quanto è la prima emessa in Milano su iniziativa promossa dal C.d.F. e dal
sindacato e riconferma il principio della parità nel lavoro tra uomo e donna.
La sentenza è immediatamente esecutiva e pertanto la Breda ha dovuto auumere le quattro lavoratrici.
Con una procedura inconsueta, la direzione ha inviato le quattro lavoratrici ad una visita di idoneità presso la Clinica del Lavoro dell'Università di Milano (ma perché non usa, la direzione, analoga procedura per l'assunzione di lavoratori maschi?), ed ha chiesto alla stessa Clinica del Lavoro un sopralluogo ai posti di lavoro che le lavoratrici dovrebbero occupare all'atto dell'assunzione e nel successivo sviluppo professionale.
Tale sopralluogo è stato effettuato ai primi di settembre ed ora se ne attendono i risultati.
Si apre a questo punto per noi (lavoratori, C.d.F., Sindacato) un problema di
valutazione del significato e dell'importanza di questo fatto, cui sono connessi problemi di contrattazione e di verifica delle condizioni di ambiente e di lavoro che non sono affatto trascurabili.
Oltretutto non si può e non si deve considerare l'assunzione di queste quattro lavoratrici come un fatto isolato o puramente occasionale, se si tien conto che la maggioranza degli iscritti al collocamento sono donne e che la legge da un lato e l'azione sindacale dall'altro non possono tollerare discriminazioni in proposito.
Ciò comporta, oltre ad una radicale azione di risanamento e bonifica degli ambienti di lavoro (necessaria in ogni caso), ragion per cui l'inserimento delle donne deve risultare un motivo di sviluppo e di miglioramento delle condizioni di lavoro.
Deroga aziendale al divieto di lavoro notturno delle donne
(Testo Integrale dell'accordo)
in data 2679, si sono Incontrati la Direzione della Breda Siderurgica S.p.A. ed I rappresentanti della R.S.A. (leggi C.d.F. n.d.r.) in seguito all'assunzione ed alla Immissione nei reparti produttivi di personale femminile.
Avendo preso in esame quanto previsto dall'art. 5 della legge 90377 sulla parità Uomo-Donna e, tenuto conto della distribuzione aziendale dell'orario di lavoro su tre turni giornalieri di otto ore, le parti concordano di derogare dal divieto di adibire le donne al lavoro dalle ore 24 alle ore 6 per tutto il personale femminile che dovesse essere assunto entro 1131.12.79.
Rendiconto della sottoscrizione
Comunichiamo il risultato della sottoscrizione a sostegno della manifestazione dei TRECENTOMILA METALMECCANICI svoltasi a Roma il 22 Giugno a sostegno della lotta contrattuale, alla quale hanno partecipato oltre 100 lavoratori della Breda Siderurgica
La somma raccolta dal C.d.F. ammonta a L. 4.155.000
Alla F.L.M. sono stati versati L. 3.809.000.
Le restanti 346.000 lire sono state messe a disposizione delle spese sostenute e delle esigenze dirette del C.d.F.