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Fabbrica Lambro39

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I. S. R. m, O. Sesto S. G.-Milena

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A CURA DELLA CELLULA DEL P. C. I. FABBRICA INNOCENTI

GIUGNO 1970

APPELLO AI LAVORATORI DELL' INNOCENTI Dopo le grandi lotte vittoriose di quest'autunno per il rinnovo del contratto e le lotte attuali per le riforme, i lavoratori e cittadini italiani sono chiamati il 7 GIUGNO a dare con il voto il proprio giudizio alle forze politiche del nostro Paese. Noi che abbiamo già fatto la nostra scelta riteniamo nostro dovere rivolgerci a quanti come noi hanno pagato e pagheranno il prezzo di una politica antioperaia e anti-sociale fatta dal padronato e dalle forze politiche del governo che mai hanno scelto la strada degli interessi sociali delle masse lavoratrici. L'esperienza delle nostre lotte per conquistarci una migliore condizione di vita e di lavoro ha sempre trovato nello Stato e nelle forze governative, al pari del padronato, una resistenza caparbia e rabbiosa che ha utilizzato l'apparato dello Stato Polizia e articoli di Codici Fascisti per reprimere e denunciare i lavoratori. Il Governo di centro-sinistra ha adottato quindi nei confronti della lotta operaia una linea di contenimento che vedeva i suoi punti di forza negli interventi della polizia, dei prefetti, dell'apparato repressivo dello Stato e che non ha disdegnato provocazioni, come la ingiustificata carica della polizia contro gli operai che uscivano dal teatro Lirico il giorno dello Sciopero Generale del 19 novembre. Anche gli uomini che in questo Governo avevano adottato una linea meno rigida nei confronti delle rivendicazioni operaie, come il ministro Donat Cattin, oggi sono costretti a far quadrato attorno alla linea anti-operaia e anti-sindacale espressa da Rumor - Ferri - La Malfa, e dai più conseguenti servi di Agnelli, di Pirelli e di Innocenti. Di fronte alle rivendicazioni di riforma: casa, tasse, sanità, caro-vita portate avanti dalla nostra lotta, il centro-sinistra, dopo aver mentito per 8 anni sostenendo di essere il Governo delle Riforme, risponde seccamente di NO! Tutti coloro che si erano illusi, come i socialisti e la « sinistra » D.C., che si potevano fare le riforme a favore dei lavoratori nel governo dì centro-sinistra, strumento dei padroni, oggi mostrano chiaramente di aver sbagliato politica ma non hanno il coraggio di ammetterlo, di abbandonare la « barca » di Rumor, per riprendere il loro posto nello schieramento di lotta dei lavoratori. Solo una imponente avanzata del PCI, della forza che più conseguentemente ha saputo sostenere i contenuti della lotta operaia, metterà definitivamente in crisi il governo fallimentare di centro-sinistra e aprirà nuove vie alla lotta operaia sbarazzando il campo dagli intralci delle forze conservatrici. Votare per il P.C.I. significa cioè far avanzare anche sul piano politico la soluzione di quei problemi per cui, con tanta decisione e tanti sacrifici si battono gli operai dell'Innocenti, e di tutta Italia. Votare per il PCI vuol dire anche rifiutare la politica di asservimento del nostro Paese all'imperialismo americano, rifiutare di essere complici dell'assassinio di migliaia di uomini, donne, bambini del Vietnam e della Cambogia, battersi perché ai giovani italiani non sia riservata l'amara sorte che manda i giovani americani a morire nel Vietnam. Hanno sottoscritto l'appello: G. lucchetto, E. Sartirana, T. Salvi, F. Fumagalli, E. Bellini, M. Rurale, D. Noiosi, F. Granata, R. Bernardi, L. Merceri, L Merlini, G. Favara.

ANDARE AVANTI La conquista del contratto di lavoro è una battaglia vinta ma la lotta continua. I padroni restano, hanno perso una fetta del

loro potere ma già lavorano per riguadagnarla. L'ondata di repressione e provocazioni reazionarie in atto è un loro disegno concentrato con gli uomini annidati nei gangli vitali dell'apparato statale, della economia, della politica, del Diritto, dell'Insegnamento, della stampa, della TV. L'obiettivo è di ricacciare indietro il movimento, affossare le riforme, ricostruire i margini di profitto persi, mantenere l'Italia nel ruolo di supporto dell'Imperialismo americano' e delle sue guerre di rapina (vedi Vietnam e la Cambogia). I grandi padroni portano miliardi in Svizzera, nel 1969 circa il 32% rispetto ai capitali esportati nel '68. Felice Riva sverna tranquillo e beato nel Libano dopo aver messo sul lastrico ben 8.000 lavoratori tessili, l'industriale sparatore, Sindaco DC di Vanzago è libero mentre sono stati denunciati i lavoratori da lui presi a fucilate e sono stati condannati a 1 anno di pena i quattro operai milanesi rei di avere partecipato alla manifestazione contro la RAI-TV e la Fiat. I ricchi contestano le aliquote di « tassa » famiglia fissate dai comuni e non pagano. I lavoratori a fine mese si vedono taglieggiati parte dei miglioramenti contrattuali dalla

«Ricchezza mobile» e della «Complementare» senza possibilità di appello, perché lo Stato affida ai padroni privati, l'esazione (e manipolazione) dei loro quattrini. Pirelli e Agnelli, potenze super nazionali hanno alzato d'imperio il prezzo dei pneumatici e delle auto, è aumentato l'acciaio e tutto il materiale da costruzione edile, Pesenti vende il cemento a « borsa nera » e quindi salirà ancora il prezzo della casa. Rincarano gli elettrodomestici e la Ignis, assorbita dalla Philips monopolio internazionale del settore, la E. Marelli si fonde con la Westinghouse e così via. Intanto la polizia, specie a Milano, viene scatenata contro ali studenti e i cittadini che chiedono la fine delle repressioni e la piena libertà di espressione e di manifestazione. Il Governo che riconosce l'esistere di circa 17 mila denuncie si trincera dietro la Magistratura e la Polizia, mentre si sa che molte denuncie siano partite dai Pubblici Ministeri (lunga mano del potere esecutivo) e che la polizia non è né autonoma né indipendente dal Ministero degli Interni e dal Governo. Dai conciliaboli dei quattro partiti di centro-sinistra arrivano solo parole incomprensibili, non si risponde alla domanda di riforme posta dai lavoratori con gli scioperi, riguardanti la casa, la piena occupazione, la riforma fiscale e quella sanitaria. Le Direzioni aziendali cercano (condiamo a pag.4)


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