La fabbrica
liebbralo 1974
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liebbralo 1974
La lotta per il rinnovo del contratto gomma-plastica si è fatta più incisiva e pressante a dimostrazione della volontà dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali di non cedere ai ricatti padronali volti ad arrestare e mortificare le giuste aspirazioni dei lavoratori ed i loro obiettivi rivendicativi.
In tutte le fabbriche i lavoratori hanno dato vita a significativi momenti di lotta: accanto agli scioperi articolati, sono state tenute importanti e riuscite assemblee aperte alla Bicocca, a Settimo, a Tivoli ed in altre fabbriche del settore.
I padroni hanno tentato di fiaccare la combattività dei lavoratori facendo uso della repressione: licenziamento di operai alla Manuli, alla Bicocca e a Settimo Torinese, sospensione a zero ore di 69 operai della Sapsa ( compreso llEeecutivo del C.d.F. ). I lavoratori hanno però capito la natura di questi atti repressivi ed hanno risposto alle
provocazioni con unità e fermezza.
Nell'ultimo incontro tra la segreteria della FULL e le organizzazioni padronali, queste ultime hanno confermato il loro atteggiamento ài chiusura su tutti i punti qualificanti della piattaforma nonostante la conclamata disponibilità a parole di dare risposte soddisfacenti alle richieste dei lavoratori.
PER COSTRINGERE I PADRONI AD UN CONFRONTO SERRATO E SERIO AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE E' NECESSARIO UN IMPEGNO DI
LOTTA CHE VEDA OPERAI ED IMPIEGATI UNITI A SOSTENERE CON LA MASSIMA MOBILITAZIONE LA PIATTAFORMA CONTRATTUALE.
Si è svolta a Genova nei giorni 5-9-10 febbraio, la 6a conferenza nazionale degli operai comunisti, che ha visto la partecipazione di oltre 4000 delegati provenienti da tutte le parti d'Italia e di 1500 invitati.
Centro del dibattito stato il ruolo della classe operaia per una più avanzata condizione nella fabbrica e nella società, per le riforme di struttura e per una nuova direzione politica del Paese.
Dalla 5a conferenza tenutasi a Milano nel 1970, che aveva visto l'approfondimento dell'analisi sulla condizione operaia nella fab-
brica, le lotte dei lavoratori hanno creato nel nostro Paese, saldando gli obiettivi della fabbrica a quelli più generali, le premesse con
crete per un diverso sviluppo economico e sociale e hanno posto al centro la "questione dello Stato" come momento di sbocco e di realizzazione politica degli obiettivi delle loro lotte.
I lavoratori comunisti della Pirelli hanno portato il loro contributo al serrato dibattito svoltosi nei tre giorni, hanno portato l'esperienza e i risultati della loro lotta per un diverso sviluppo economico concretizzatasi nello accordo di gruppo sugli investimenti, per l'occupazione, per nuove scelte produttive
nella piattaforma contrattuale, logica continuazione di tale accordo. Si è rilevata leimportanza che hanno assunto, per uno sbocco vincente della lotta, i rapporti intra presi con le forze politiche
le istanze elettive ( comune, Provincia, Regione) chiamate di volta in volta a pro-
nunciarsi e a confrontarsi sui contenuti delle piattaforme e poi ad operare nel conoreto perchè le giuste rivendicazioni trovassero sbocco e realizzazione. Si è sottolineato infine, come sia oggi necessario arrivare ad un confronto continuo delle forze politiche,organizzate allo interno dei luoghi di lavoro, sugli aspetti molteplici della condizione operaia. Inoltre è stato affermato lo impegno per una continuazione di quanto già intrapreso in questa direzione, ritenendo tappa fondamentale per la conquista di una diversa direzione politica del Paese, un sempre più stretto legame delle altre forze politiche democratiche, presenti nella fabbrica, con la propria base operaia.
E' su queste basi che le lotte operaie potranno dare un forte contributo allo sviluppo civile e democratico del Paese.
mensile degli operai e degli impiegati del gruppo Pirelli
UN NUOVO STRUMENTO DEI LAVORATORI PER LOTTARE MEGLIO, PER RAFFORZARE L'UNITA', PER SVILUPPARE LA DEMOCRAZIA, PER RINNOVARE Le ITALIA.
LEGGETELO!
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ABBONATEVI!
A FEBBRAIO ESCE IL PRIMO NUMERO DEL LAVORATORE PIRELLIall'abroga Ione della legge sullo scioglimento del matrimoni falliti
perché il divorzio à un diritto, una facoltà, non un obbligo
perché esso à consentite solo nel casi di comprovato fallimento dell'unione matrimoniale, sempre dopo ~orazione reale di 5-7 anni, o In presumi di gravissimi reati commessi da un coniuge
perché esso serve a dare un nome al flgll avuti fuori del matrimonio, a tutelare economicamente la prole e ll coniuge più deboli
perché siamo per una famiglia unita, fondata sulla comunità del sentimenti e degli affetti • non su imposizioni esterne
perché siamo per la libertà: non si può impedire a chi lo voglia di ricostruirsi una famiglia e una vita nuova (come si può pretendere di tenere unita una coppia quando uno dei coniugi, ad esempio, si é macchiato di incesto o di violenza carnale verso I figli?)
perché siamo rispettosi della libertà di coscienza: Il sacramento dei matrimonio indissolubile, chi nessuno minaccia, appartiene alla coscienza dei cattolico, non può ~ore Imposto per legge a chi la pensa diversamente
parchi vogliamo salvaguardare la pace religiosa del popolo Italiano, evitando una spaccatura ideologica fra le masse popolari • un conflitto fra le
perché siamo antifascisti e sappiamo che il referendum à stato voluto da fascisti e clericali per dividere i lavoratori • spostare a destra la situazione politiu e sociale del Paese
perché siamo democratici europei e non vogliamo trovarci In compagnia dei sanguinario regime fasciata spagnolo
perché vogliamo respingere II tentativo dl privare gli Italiani dl una conquista civile • democratica già In vigore da anni • chi ha mostrato la sua efficacia a livore della stabilità della famiglia
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