Skip to main content

Porta Venezia(8)

Page 1

PERIODICO

DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA

MENSILE

ANNO 2 - N. 9/10

Dicembre '78-Gennaio '79

Bilancio '79

Tra poche settimane il Consiglio Comunale dovrà discutere e approvare il Bilancio per il 1979. t questo un avvenimento non solo amministrativo ma di rilevante significato politico per le dirette implicazioni che ha sullo sviluppo della città, del suo Comprensorio e della Regione, sulla qualità della vita di Milano. Un Bilancio che vede un incremento delle entrate di circa 1'11% rispetto al 1978, pari circa a 22 - 23 miliardi, dopo l'accordo raggiunto dall'ANCI (Associazione nazionale dei Comuni) con il Ministro, con un parziale sollievo per la difficile sitùazione finanziaria degli enti locali.

L'approvazione del Bilancio è poi una importante occasione per verificare la condotta della Giunta e dell'opposizione, per coinvolgere diretamente i Consigli di Zona e i cittadini nelle scelte di fondo per il futuro di Milano. La decisione della Giunta, sin dall'inizio della sua elezione, di privilegiare gli investimenti produttivi sulle spese correnti ha già dato importanti risultati positivi, è necessario rafforzarla con alcune specificazioni. Infatti per le spese correnti è necessario privilegiare alcuni campi d'intervento. In particolare: l'assistenza, in rapporto specialmente alle nuove funzioni e compiti previsti per gli enti locali dal dpr 616; la cultura; ia scuola, particolarmente nel settore delle attività integrative.

Sono questi punti d'intervento verso i quali è necessario anche prevedere diretti investimenti (ristrutturazione del verde, nuova sede del Piccolo Teatro, asili nido, ristrutturazione scuole).

Per le spese in conto capitale (investimenti) gli stanziamenti previsti (circa 300 miliardi) dovranno insistere sui trasporti e sulla casa. Questi sono infatti i due settori prioritari per lo sviluppo della città e sono direttamente collegati alla possibilità di ripresa economica. È comunque necessario inserire nel piano - investimenti un ampio intervento per la difesa e il risanamento ambientale (sistemazione rete fognaria e disinquinamento pozzi, smaltimento rifiuti solidi) che ha subito negli anni dello sviluppo caotico e incontrollato della città un gravissimo deterioramento, con pesanti responsabilità per le passate maggioranze.

Il Bilancio dovrebbe quindi essere strutturato nel seguente modo: Investimenti di rilievo cittadino; investimenti interzonali; investimenti di competenza delle zone. (si calcola una somma a disposizione tra i 50 e i 70 miliardi).

Risulta quindi evidente il ruolo che i Consigli di zona potranno svolgere concretamente nella definizione dei progetti e nelle scelte di intervento. È questo impegno che il nostro CdZ deve pienamente assumersi in base al programma di sviluppo per la zona recentemente votato dalla maggioranza, coinvolgendo in un ampio e pubblico confronto i cittadini.

PORTA

VENEZIA

Si allarga nei luoghi di lavoro il dibattito sull'equo canone

Vivace confronto dei lavoratori con le forze politiche e sindacali all'Hotel Michelangelo

Una profusione di ampi ed eleganti saloni, qua e la colonne e pareti di legno, ovunque poltrone invitanti, divani e soffici tappeti, il tutto immerso in morbide pozze di luce diffusa: questo era l'aspetto dell'Hotel Michelangelo, uno degli alberghi più lussuosi di Milano, nel quale lunedì 20 novembre si è tenuto un dibattito sull'equo canone.

L'iniziativa, davvero inconsueta e piacevolmente profanatoria, in un simile ambiente, è stata organizzata e voluta dai lavoratori dell'Hotel stesso che hanno chiamato, su questo tema, forze politiche e sindacali a confrontarsi direttamente con loro.

L'importante manifestazione è stata aperta, in una sala congressi dell'albergo, da un rappresentante del consiglio di azienda che, brevemente, ha illustrato i fini della iniziativa e la soddisfazione per la sua riuscita, vista l'ampia partecipazione dei lavoratori.

Il rappresentante del consiglio di azienda ha rivolto però una ferma critica - che noi condividiamo - a tutta una serie di forze politiche che, nonostante i ripetuti inviti dei lavoratori, hanno disertato in massa il dibattito: assenti ingiustificati erano infatti la D.C., il P.S.I., il P.R.I. e il P.S.D.I., per cui l'unica forza politica presente era il Partito Comunista, rappresentato dall'onorevole Nadia Corradi.

Ripetiamo che condividiamo questa critica, non tanto perchè pensiamo che tutti o alcuni di questi partiti siano in blocco cotro gli interessi dei lavoratori, ma perchè riteniamo intollerabile il verticismo con cui alcune di queste forze credono, talvola, di poter risolvere i problemi della gente.

Il tono del dibattito tuttavia non ha risentito di queste assenze grazie soprattutto alla ampia e chiara introduzione di Daniela

Marabelli della Direzione Nazionale del sindacato inquilini S.U.N.I.A. e. anche, grazie ai ripetuti puntuali interventi dell'onorevole Nadia Corradi per il Partito Comunista: è risultato così un confronto ampio ed interessante di cui, per motivi di spazio ci limitiamo a riportare alcuni punti salienti.

Anzitutto è emersa una valutazione densamente positiva della legge di equo canone, una legge che nonostante alcuni rischi e pericoli che contiene, segna comunque la sconfitta di tutte quelle forze che volevano la liberalizzazione del canone e pone, per la prima volta nel nostro Paese, una regolamentazione pubblica degli affitti privati.

Va detto inoltre - come ha fatto notare la Marabelli - che questa legge non si pone come provvedimento isolato ma giunge ad integrare un insieme di altre leggi recentemente conquistate quali il "nuovo regime dei suoli" ed il "piano decennale per l'edilizia".

Nessuno ha voluto tuttavia nascondere la situazione disastrosa dalla quale partiamo la cui responsabilità è da attribuirsi - si è detto - a tutti i governi che hanno preceduto quello attuale: per rendersene conto basta pensare per esempio, che nel nostro Paese esiste una percentuale di edilizia pubblica del

7%, mentre negli altri paesi europei questa percentuale è del 40% da questa situazione è possibile però risalire - ha fatto notare la Corredi - servendosi dell'insieme di leggi di cui oggi disponiamo, realizzando così la

giusta tendenza volta a considerare finalmente le case alla stregua di qualsiasi altro fondamentale servizio sociale.

Sunia e Partito comunista hanno però a questo punto messo in guardia i lavoratori riguardo ai limiti di questa legge: carenze gravi, nella parte normativa e nello scarso potere attribuito agli Enti Locali, contro le quali occorre battersi fin d'ora, visto che la legge è rivedibile ogni anno. Con l'attuale testo di Legge si ha infatti - e questo è positivoun prolungamento del contratto da 1 a 4 anni ma, allo scadere del quarto anno, il prolungamento a meno del rapporto di locazione è lasciato all'arbitrio del padrone di casa.

(segue in ultima pagina)

Sull'esproprio a P. Dateo:

Intervista all'assessore Rossinovich

Sul precedente numero di novembre abbiamo riportato la notizia della decisione dell'Amministrazione comunale di espropriare lo stabile di piazza Dateo 5 che fa parte di un lotto di 167 già approvato dalla Regione. È questo un fatto di estrema importanza che dimostra da parte della Giunta, che pur deve operare in una difficile situazione finanziaria,

una particolare attenzione nei confronti del problema della casa. così urgente in una grande città come Milano.

In questi giorni abbiamo avuto modo di parlare con l'assessore all'edilizia popolare Gianfranco Rossinovich che ci ha fornito informazioni più dettagliate sulla questione. (segue in ultima pagina)

Recuperata l'area di via Venini

Approvato il progetto per l'asilo nido

Si avvia a soluzione il problema dell'uso dell'area di via Venini. La Giunta Comunale ha deciso di stipulare per il 1979 un mutuo per costruire sull'area un asilo nido, come da molto tempo hanno richiesto cittadini e Consiglio di Zona.

L'asilo nido, il cui progetto è stato approvato qualche settimana fa in Consiglio di Zona, occuperà un'area di circa 2.400 mq e sarà costruito per ospitare 60 bambini. Sarà il primo asilo-nido pubblico di Porta Venezia.

Questa decisione è stata presa in forza dalla legge n. 1 del 1978 che permette ai Comuni di procedere all'acquisizione di aree 'destinate a servizi sociali di pubblica utilità. Cosi si sono superate le molte troppe, difficoltà opposte dalle questioni burocratiche connesse alla proprietà ECA dell'area, allo scioglimento dl

questo ente avvenuto pochi mesi fa. L'area di via Venini è però assai più vasta dei 2.400 mq che saranno utilizzati per l'asilo nido. Infatti ne conta 6700. Il Consiglio della Zona, interprete delle più elementari necessità dei cittadini, soprattutto ragazzi ed anziani, ha chiesto la sistemazione degli altri 4.300 mq a verde attrezzato con un campo giochi, panchine ed alberatura. il progetto di questa nuova ed interessante sistemazione è già stato discusso in Consiglio di Zona ed ora è nelle mani degli uffici tecnici competenti. Ricuperare a verde un buon numero di mq di area, oggi libera è, per Porta Venezia, la zona di Milano più povera di verde, quasi un... avvenimento. Ci auguriamo che I tempi concreti di realizzazione dei lavori per l'Asilo Nido e per ll verde attrezzato siano i più... brevi possibili.

IN QUESTO NUMERO a pag. 2 Intervista al presidente del Consiglio Regionale a pag. 8 Distretto in lotta a pag. 9 I problemi dei caseggiati 2.cu xeciaAioine xuAixotgu Ä Ä Ä
r

Intervista al presidente del Consiglio Regionale, Carlo Smuraglia

Avviciniamo la Regione alla Gente

Si sente dire da più parti che le Regioni sono in crisi, non funzionano; cosa ne pensi? So bene che ci sono molte critiche nei confronti delle Regioni; ma bisogna distinguere tra quelle fondate ed in buona fede e quelle puramente strumentali. Le Regioni sono "giovani" ed hanno avuto dallo Stato i poteri necessari solo sporadicamente e con gravi ritardi; e sono ben note le resistenze di alcuni organi centrali a prendere atto della nuova realtà istituzionale del Paese. Per di più, istituire le Regioni senza riordinare l'intero sistema delle autonomie crea difficoltà assai gravi, anche per ciò che riguarda i rapporti con i Comuni e con gli altri Enti locali. Che poi, oltre a queste ragioni oggettive di disfunzionamento, vi siano anche cause politiche, è un fatto evidente: anche le Regioni vivono lo stato di emergenza, ma si stenta - da varie parti - a prendere atto dell'esigenza di affrontare la situazione senza discriminazioni e preclusioni. La formazione di maggioranze che comprendono anche il P.C.I. ma lo escludono dall'esecutivo, è una contradizione che va rapidamente sciolta, se si vuole davvero cambiare strada. Ed è certo che molti schemi del passato, molti clientelarismi, lo stesso metodo degli interventi "a pioggia", vanno eliminati, per dar luogo ad interventi programmati ed a linee di sviluppo serie e coerenti. La partecipazione è stata uno dei temi più originali e fondamentali della nascita della nostra Regiona, ma, nella pratica, sono numerose le critiche alla Regione per la scarsa sensibilità verso le istanze delle forze sociali e verso gli stessi Enti locali. Dunque, un fallimento della partecipazione? Non parlerei di fallimento, anche perchè non è vero che la Regione non sia sensibile, in modo sistematico, alle istanze delle forze sociali e degli stessi Enti locali. Facciamo molte consultazioni, ad esempio; ma

spesso le facciamo male o senza adeguata preparazione. Dunque, c'è un problema di riorganizzazione della partecipazione, che, evidentemente; non nasce da se, ma ha bisogno di essere correttamente intesa e soprattutto correttamente organizzata.

Per me, la partecipazione non è la raccolta del consenso, ma elabora. zione collettiva dei progetti, dei programmi e dei provvedimenti, fondata su una completa informazione e su reali rapporti di confronto e di discussione. È su questo terreno che occorre muoversi con decisione. E bisogna attribuire le deleghe agli Enti locali, dopo averle discusse con loro. Infine, bisogna essere più sensibili a tutti i fermenti che vengono dalla realtà sociale e riuscire a coglierne l'essenza ed il fondamento, tenendo conto della nuova complessità dei rapporti e del crescente pluralismo sociale.

La tua Presidenza del Consiglio è nata con la formazione della nuova maggioranza in Regione, comprendente i comunisti e l'approvazione di un programma avanzato. Ci sono già dei risultati?

La nostra Regione si trova in una di quelle situazioni contraddittorie cui accennavo prima; se i comunisti possono far parte della maggioranza, perchè devono restare fuori dall'esecutivo? Ma anche a voler restare nella logica delle scelte compiute nel marzo scorso, è certo che l'attuazione dei programmi allora formulati incontra continue difficoltà e ci sono ancora troppi nemici della nuova maggioranza, più o meno apertamente dichiarati. Così, se è vero che alcune cose sono state fatte, è anche vero 'che altre - e sono le più importanti - stentano ancora a trovare attuazione: alludo ai progetti di legge sull'organizzazione degli uffici della Regione, sulle vaste aree, sui riordinamento dei servizi di zo-

Le attività del Centro Culturale e Sociale: Corsi di animazione teatrale

na; ed alludo al piano di sviluppo. Su questi provvedimenti si misurerà la forza della nuova maggioranza e la sua capacità di realizzarsi. Per quanto riguarda la mia Presidenza, posso solo dire che si è cercato di rivalutare al massimo il lavoro dell'Assemblea e dei suoi Organi, di istruire rapporti proficui con l'esecutivo, di realizzare contatti più frequenti con gli organismi elettivi, con le stesse Autorità locali e con gli organi di stampa. Su questo piano, credo che qualche risultato sia stato già ottenuto; ma è ovvio che non spetta a me formulare un giudizio complessivo.

La Lombardia è la Regione più europea del nostro Paese; e con le prossime elezioni per il Parlamento europeo, il suo inserimento nella CEE sarà ancora più accentuato. Cosa sta facendo la Regione per favorire questa integrazione senza perdere di vista i problemi del Mezzogiorno?

Abbiamo scritto con chiarezza anche nello Statuto che non concepiamo uno sviluppo della nostra Regione che non sia legato allo sviluppo complessivo del Paese. E dunque, se accettiamo la proiezione europea della nostra Regione, con le sue particoalri caratteristiche, non dobbiamo dimenticare mai che non avrebbe senso una Lombardia "Regione d'Europa" piuttosto che "Regione d'Italia". Nell'elaborazione del piano di sviluppo stiamo cercando di tenere conto di questa esigenza e di questa realtà.

D'altronde, su tutti i problemi che nascono - anche a livello istituzionale - dall'elezione diretta del Parlamento europeo, vogliamo mantenere contatti continui e profondi con tutte le altre Regioni. A gennaio dedicheremo una seduta del Consiglio a queste tematiche e non dubito che il problema dello sviluppo complessivo del Paese e dello scioglimento del nodo del Mezzogiorno sarà al centro della discussione.

Il mese di novembre è stato, per i giovani del Gruppo promotore del Centro, ricco di avvenimenti. Innanzitutto si è tenuto giovedì 9 novembre, nella sede del Consiglio di Zona 3 un importante incontro tra l'assessore Novella Sansoni e le forze politiche e culturali del quartiere per discutere dell'assegnazione dei locali dello stabile di via Settembrini 4. Era già stato deciso che parte di questo edificio avrebbe ospitato l'Istituto tecnico Schiaparelli, carente di strutture. Rimanevano però disponibili alcuni locali al pianoterra, che la Provincia ha deciso di affidare ai gruppi culturali della zona che ne avessero fatto richiesta e ne avessero realmente bisogno. L'assessore ha quindi proposto la seguente divisione dello spazio disponiile: un locale verrà dato all'Oratorio Femminile della Parrocchia di San Gregorio; un altro locale verrà assegnato al Collettivo del Teatro del Sole; tre locali verranno adibiti a biblioteca aperta al quartiere; e un locale verrà affidato ai giovani del Centro. Inoltre ci sarà una serie di spazi di uso comune, che verranno utilizzati a turno da tutti i gruppi: si tratta di due palestre, di un ampio locale che verrà utilizzato come sala di musica e forse anche di proiezioni cinematografiche, e di una spaziosa aula magna dove si potranno tenere spettacoli, dibattiti, ecc.

I giovani del Centro, oltre ad avere una sede stabile dove potersi riunire, potranno perciò usufruire anch'essi per le loro iniziative dei locali comuni, a di-

sposizione di tutti, la cui gestione verrà affidata al Consiglio di zona. Purtroppo non è posiile insediarsi stabilmente fin d'ora nell'edificio, perchè devono essere prima intrapresi e ultimati i lavori di riadattamento degli spazi e di arredamento dei locali. L'assessore prevede che i locali saranno disponibili verso maggio. Evidentemente la battaglia portata avanti dal Gruppo promotore per il Centro, in collaborazione con il Consiglio di Zona e con tutti i cittadini del quartiere ha conseguito un risultato di grande importanza per la zona: abbiamo finalmente una sede, dove tutti i cittadini e i giovani potranno trovarsi per elaborare attività culturali, sportive, ricreative, per discutere e risolvere insieme i problemi della zona.

Senza aspettare di potersi insediare in via Settembrini, i giovani hanno però deciso di continuare il lavoro nella zona con nuove iniziative di coinvolgimento del quartiere. Durante questo mese, dopo molte riunioni di dibattito e organizzazione, si sono elaborate in collaborazione con due gruppi teatrali, due iniziative che oggi il Centro propone agli abitanti della zona. Si tratta di:

-

Un seminario teatrale realizzato dal Teatro del Sole, che si terrà due volte alla settimana per la durata complessiva di circa un mese: un breve ciclo di incontri sulle tecniche di liberazione e di decondizionamento della voce e della gestualità, che potrà dar vita in seguito a un (segue a pag. 11)

100 e più sostanze nutritive nel latte fresco

Tante sono le sostanze nutritive contenute nel latte fresco, anche se il più delle volte vengono elencate solo le più importanti per quantità e valore nutritivo.

Che il latte sia "il re degli alimenti" non deve meravigliare, se si pensa che è l'unica sostanza nata come alimento per la continuazione della vita e che non ha altra ragione di essere nell'economia della natura.

Ma, questo primo ed importantissimo elemento della vita, l'unico vero alimento completo, è troppo spesso considerato semplicemente "un liquido bianco", ideale solo per bambini e malati. Contenendo tutti i principi nutritivi fondamentali (proteine, zuccheri, grassi, sali minerali e vitamine) in giusta proporzione, il latte fresco è indicato per tutte le

età quale importante integratore della dieta giornaliera.

Il consumo del latte fresco, però, deve essere accompagnato da piccoli ma precisi accorgimenti.

Innanzitutto il latte va tenuto in frigorifero (chiuso nella sua confezione, una volta aperto, e mai travasato in un recipiente che non sia sterilizzato): solo così può mantenere inalterate le sue preziose caratteristiche organolettiche.

C'è poi un'operazione, tanto diffusa e radicata, da evitare: la bollitura. Questa operazione risulta inutile, poichè la pastorizzazione cui è stato sottoposto il latte lo rende già sicuro.

Dunque il latte chiede pochi ma precisi accorgimenti e in cambio dà molto.

Un litro di latte contiene un valore proteico pari

a: 190 g di carne di manzo, 6 uova di gallina, 180 g di prosciutto crudo, 350 g di pesce (sarde), 120 g di parmigiano, ma costa molto meno.

Detto questo, va ricordato che il latte fresco, oltre che particolarmente indicato per la prima colazione, costituisce un'ottima bibita dissetante che può essere bevuta anche sotto forma di frappè o di frullati.

"Chi beve mezzo litro di latte fresco al giorno, ha bevuto metà della sua salute" affermano alcuni scienziati: non resta che seguire questo suggerimento.

Pag. 2 4 n. 9-10 Dicembre '78-Gennaio '79
Ü
A cura dell'Ufficio Pubbliche Relazioni della Centrale del Latte di Milano. Centrale del Latte di Milano

La storia di Porta Venezia

Nel tentativo di allargare il discorso sul "Liberty" già affrontato dal punto di vista architettonico nei due numeri precedenti, sarà opportuno considerare innanzitutto la novità di tutta la produzione stilistica dell"'Art Noveau". Novità non significa solo scoperta, totale cambiamento o rivoluzione in un determinato modo di pensare o di vivere di un'epoca ma anche conquista di particoalri aspetti che proprio in quel momento si rivelano di importanza e forza insospettata.

La conquista della trasparenza e della luce diventa quindi in questo periodo l'innovazione più significativa del Liberty in tutte le sue manifestazioni, in primo luogo nell'architettura e nell'arredamento. L'aderenza a precise regole imposte, tipica nella mobilia delle case borghesi più convenzionali dove l'arredamento era costituito da mobili pesanti, massicci, dal tono uniforme, viene ribaltata in una ricerca di l'erta e di trasparenza in cui il colore assume una importanza diversa.

Già si era visto come l'architetto liberty assumesse in prima istanza l'esigenza di considerare tutti gli aspetti della vita dell'uomo, disegnando di una casa, per dirla come Adolf Loos, tutto, dalla facciata alla maniglia, fino alle ... pantofole del padrone di casa.

Alle nuove esigenze corrisponde quindi la riconquista dello spazio della casa, l'abbandono dei mobili dalle vecchie e ingombranti strutture, il ridimensionamento degli oggetti nella prospettiva di una diversa funzione, più lineare e pratica. Esigenza soprattutto di luce: per creare un contrasto con il grigiore della strada, per dare l'impressione di leggerezza, per poter riempire però questo stesso spazio di vetri o oggetti ugualmente trasparenti, rifrangenti, nei quali la ricerca del particolare e della decorazione diventano gli elementi essenziali.

Però, osservando il fenomeno dal punto di vista sociologico, appare subito evidente come, salvo poche eccezioni, assai raramente gli architetti del liberty abbiano affrontato edifici a scala cittadina, o rivolti ad un pubblico minimamente diverso da quello dell'alta borghesia che aveva recepito le novità del nuovo stile. Infatti, senza voler approfondire maggiormente l'argomento bisogna riflettere su come ogni singolo pezzo di qualsiasi elemento architettonico liberty abbia alle spalle un

Arti e mestieri della vecchia Milano

L'è quel di gamber!

Un capolavoro era di certo il grido del venditore di gamberi

Gamberi! Gamberi!

L'è quell di gamber, salati e boni!...

parte terza

rt

lavoro preciso, attento, particolare di scuola artigiana in contrapposizione, ad esempio, alla produzione industriale che sta dietro al moderno designer. Anche i colori nell'arredamento liberty rispondono a queste esigenze di luce, trasparenza, leggerezza: il viola pallido accostato al verde, all'avorio, al bianco del vetro, o le sfumature più tenui di colore, sono le tonalità più ricercate e in voga. Il vetro acquista una importanza fondamentale; la luce, attraverso il vetro, si riflette, si rifrange, sfuma obliquamente in un gioco di linee e colori. Le superfici metallizzate dall'effetto cangiante ottengono un successo particolare. Ma è soprattutto il colore indefinito indeciso, quello che più si adatta al gusto liberty, sempre nella direzione di quella esigenza di trasparenza di cui si è parlato all'inizio. Allo stesso modo la natura è rappresentata in funzione dei sentimenti che riesce a risvegliare in chi la guarda. Per questo motivo I Art Noveau" genera spesso incroci, innesti, forme diverse ma che si ricollegano tra loro, decorazioni sinuose ed avvolgenti. Il Liberty quindi, proprio per le caratteristiche enunciate prima, si può intendere come "stile di vita": come ricerca di sensazioni ovattate, di un impatto sempre delicato e smussato della realtà. Contrapposizione quindi alla pesantezza del "tutto pieno" precedente ma ricerca del particolare, del fronzolo, della decorazione non più come affastellamento disordinato di oggetti d'ogni provenienza, ma creazione di un "tutto armonico". In un arredamento liberty, i pezzi non sono solo addossati alle pareti: in uno spazio rispondente alle note esigenze di luce e trasparenza i mobili sono dispositi con libertà, sulla diagonale, occupando gli angoli e vivificando lo spazio. Il campo della tappezzeria è in particolare quello in cui maggiormente eccelle il gusto liberty. Le stoffe sono trattate coll'eleganza e il dinamismo date dal particolare rifluire della linea. Il fascino dell'intreccio, della disordinata fusione di figurazioni diverse, porta alla riscoperta di motivi straordinariamente vivaci, ricchi, vari. Le linee nei tappeti, tende, coperte diventano vibranti, scomposte, contorte in un ritmo sempre diverso. Si riscopre l'importanza del "vaso", soprattutto come oggetto in sè più che come contenitore: il vaso va-

a cura di Diva Bedogni

le come forma evocatrice di fiori e natura. Le linee che lo compongono vogliono rievocare un'idea di natura che la trasparenza del vetro rende estremamente suggestiva per chi guarda. Le superfici sono increspate, iridescenti, i colori tenui, di una gamma sfumata smorzata. Le insegne di negozi, ristoranti, locali pubblici si presentano allo stesso modo disegnate con gli stessi criteri: la luce evocativa e trasparente si dispone nei modi diversi per attirare gli sguardi e suggerire un mondo di raffinatezze e colori.

Di questo passo le lampade, le posate, gli oggetti per la tavola, sono reinventati dalla fantasia in un ordine di delicatezza e ritmo che li segna con un'impronta indelebile. A questo stile di vita l'uomo e la donna rispondono con una serie di oggetti estremamente indicativi: per lui saranno il portasigarette, il bocchino, il reggicravatta; per lei l'incanto di stoffe sempre più leggere e abbondanti, di sciarpette annodate delicatamente, di una moda che non opprime ma lascia libero il corpo di muoversi. Ma il campo in cui il liberty ha la maggior diffusione è la grafica manifesti pubblicitari, testate di giornali, fregi vignette, sono all'insegna di un'arte così dominata dal sentimento dallo slancio gioioso, dell'ironia.

Oggi il Liberty è tornato di moda e conta molti estimatori, proprio forse per l'apparente paradosso della ricerca contemporanea di linearità e decorazione (sempre che la corsa dissennata all'accaparramento dell'oggetto liberty sia definibile come frutto di un interesse estetico e non speculativo).

In parole povere, si può dire che l'oggetto liberty non è tanto lineare da poter sostituire un funzionante e arido componente moderno, ma neppure tanto pesantemente arzigogolato da frapporre una barriera tra sè e le esigenze estetico - funzionali dell'uomo di oggi. Mi pare inoltre che alcune istanze espresse dal Liberty (ricerca del colore ovattato, del vetro filtrante, della personalizzazione dell'ambiente e dello spazio in genere) siano ancor oggi attuali e riproponibili, se è vero che la contrapposizione degli ambienti interni con il grigiore esterno pare diventata una necesità non più solamente estetica ma soprattutto psicologica.

Cotti col saa e l'erba bonnal...

L'è quel! di gamber pescaa in del Lamber!

E non era tanto una questione di rima. Il lambro forniva ai milanesi gamberi gustosissimi. Odoardo Ferrari scrisse apposta la famosa canzone "Quell di gamber" addirittura per Gaetano Sbodio, maestro del grpnue Ferravilla

E quel! di gamber và in su la fera con la stadera, con la stadera e quell di gamber hià in su la fera con la stadera e col borsin

E quel! di gamberi, gamberi... e quell di gamberi salati e bon

L'è quel! di gamber pescaa in del Lamber...

ERRATA CORRIGE

nel numero scorso

A pag. 10

Articolo "Cala nella zona la vendita dei medicinali'

La frase ultima esatta è: "Una

speranza che non condividiamo"

A pag. 9

Articolo "I dati per eseguire il calcolo"

Al punto

A) esattamente: "Il costo unitario (per mq.) dello immobile 300.000 è il costo di base per la città di Milano".

Le richieste di centinaia di cittadini

Assemblea popolare per il recupero del verde

Nella nostra zona ormai tutta congestionata è sempre più urgente e necessario soddisfare la necessità dei cittadini residenti di poter usufruire con maggior ordine e tranquillità di tutti gli spazi pubblici attrezzati e non che la zona offre.

A questo proposito "Porta Venezia" ha raccolto e consegnato al C.d.Z. più di 700 firme per la riqualificazione e un migliore uso del verde in zona.

Il Consiglio di Zona 3 aveva affrontato già da tempo il problema con l'indicazione precisa di progetti e con incontri con gli assessorati competenti. Ma l'ordine dei problemi, che un uso corretto del verde implica, è molto grande, tanto da richiedere una maggiore spinta popolare per poterli risolvere.

Si tratta di chiudere delle strade, ricavare parcheggi, deviare una linea tramviaria anche se porta solo in rimessa. problemi quindi che in

una zona congestionata diventano enormi.

A queste proposte del Consiglio di Zona, l'Amministrazione comunale ha risposto con una serie di proposte minimali che devono essere discusse in zona, così come devono essere discusse le scelte che il Consiglio di Zona 3 ha posto nel programma pluriennale di attuazione del prossimo triennio una serie di spazi pubblici da recuperare, per un migliore uso di questi da parte dei cittadini.

e9ticdflye 1/k Pag. 3 n. 9-10 Dicembre '78-Gennaio '79 PORTA n VENEZIA u

164.4147A9'

1/4/W.2., f fal4aini

ancie%

Ç M/adii/i/io/ne ~-ct (Pailianah

I. .22.aos Ç
petsticeeria gelateria
A questo proposito Porta Venezia propone al C.d.Z. di organizzare al più presto una assemblea pubblica per il recupero del verde in Zona, invitando gli assessorati competenti, per verificare che cosa è stato fatto fino ad ora, quali sono i problemi da risolvere e che possibilità concrete esistano per realizzare gli obbiettivi proposti.

n. 9-10 Dicembre '78-Gennaio '79

Cronache del CALI

Ristrutturazione dell'Amministrazione comunale La seduta del C.d.Z. tenutasi come sempre nella sede di V. Boscovich, 42 il giorno 8.11.78 ha visto la presenza dell'Assessore Costa, invitato per mettere a conoscenza i Consiglieri di Zona 3 su un aspetto importante della vita del Comune di Milano, attualmente in discussione in Consiglio Comunale, e precisamente sulla "Ristrutturazione dell'Amministrazione Comunale". Purtroppo dobbiamo notare come su una questione così importante che interessa non solo i dipendenti comunali ma tutti i cittadini che o perchè vivono o lavorano a Milano, o perchè gravitano nell'area di interesse della città, utilizzano i servizi che l'Amministrazione Comunale fornisce, l'interesse pare si sia limitato ai soli rappresentanti comunisti, democristiani e repubblicani. Vogliamo credere che si trati di un caso isolato.

Riassumiamo brevemente quanto esposto dall'Assessore Costa evidenziando lo spirito di questa proposta di riforma dell'apparato comunale che viene posta all'attenzione del C.d.Z.: diverse possono essere le logiche di riforma di una amministrazione come quella comunale (2500 dipendenti); la logica del decentramento, della programmazione (ogni potere decentrato opera su programmi ben precisi) e dell'informatica. La Giunta ha fatto una scelta che è la sintesi tra queste 3 logiche di riforma. Chi volesse entrare nel merito delle proposte anche tecniche di ristrutturazione che la Giunta intende effettuare crediamo possa consultare la documentazione relativa presso la sede del C.d.Z.. A noi preme soprattutto informare il lettore di questa importante innovazione che è caratterizzata da una dichiarata disponibilità alla modifica a seguito di verifiche sperimentali. Nell'ambito della Riforma si tiene conto oltre che della struttura dell'apparato comunale, anche dell'elemento fondamentale che è l'uomo che opera nella struttura. Pur contestando il giudizio negativo generalizzato che si è soliti dare sull'impegno dei lavoratori del pubblico impiego (ha fatto l'esempio degli 800 addetti alla Refezione scolastica che garantiscono 80.000 pasti al giorno nelle mense scolastiche a partire dalla prepara-

Dopo il sommovimento elettorale del 15 giugno che vede i comunisti diventare partito di maggioranza relativa nella città, e la costituzione di una giunta di sinistra, si assiste ad una intensificazione della partecipazione dei cittadini alla vita del decentramento e si fa più diffusa tra le forze democratiche cittadine la consapevolezza che il carattere specifico delle 20 zone in cui è suddivisa la città (che con i loro 84.000 abitanti in media hanno le dimensioni demografiche dei Comuni medio grandi) impone di considerare e di trasformare i Consigli di zona in veri e propri livelli orizzontali di amministrazione complessiva degli affari locali, senza per questo diventare Comuni autonomi.

La configurazione dei distretti scolastici, dei comitati sanitari di zona, in corrispondenza delle zone del decentramento, così come la formazione di consorzi intercomunali fra i piccoli Comuni per la gestione delle cosiddette "unità locali dei servizi", si pone infatti nella prospettiva di una rifondazione del sistema delle autonomie locali, nel quadro del potenziamento delle Regioni, della formulazione dei comprensori di programmazione e pianificazione territoriale, come l'unica via per una indispensabile e urgente riapprbpriazione dei poteri e delle risorse alle Collettività locali.

La realtà milanese del decentramento e della partecipazione si viene così caratterizzando in modo originale rispetto ad altri Comuni dove il decentramento rimane un fatto essenzialmente di partecipazione e di gestione sociale dei singoli servizi.

Il dibattito che precede e accompagna la elaborazione del nuovo regolamento dei Consigli dl zona a Milano, dopo l'approvazione della legge n. 278, s'incentra perciò sulla necessità di coniugare la partecipazione popolare alle prerogative amministrative e deliberative dei Consigli di zona. Il regolamento predisposto dall'amministrazione di sinistra, le posizioni dei Consigli di zona e di un largo schieramento delle forze politiche e sociali cittadine,indicano negli organi del decentramento un momento qualifican-

Zione per finire alla distribuzione)

l'Assessore riconosce l'esistenza di alcuni problemi quali la partecipazione, la volontà, la qualificazione degli operatori, problemi che possono risolversi anche con un nuovo rapporto contrattuale con i lavoratori.

Centro Sociale di Zona

Alla seduta del 20.11.78 è presente un gruppo di giovani del Centro Sociale di zona che chiede al C.d.Z. di appoggiare l'iniziativa teatrale che ha organizzato fornendo la somma di denaro necessaria per stampare e diffondere i manifesti del programma nel quartere.

Il C.d.Z. è favorevole a tale iniziativa che è sia un fatto culturale interessante sia un'occasione per stimolare l'incontro tra i giovani.

P.P.A.

Primo punto all'ordine del giorno è la presentazione da parte della Commissione territorio del documento preliminare sul "Piano particolareggiato di attuazione". Il documento, presentato dal Consigliere Brighi del PCI. la cui impostazione viene approvata da tutti i gruppi, descrive in particolare gli interventi indicati dalla zona come necessari e prioritari che il Comune deve inserire nel P.P.A.: l'asilo nido di V. Venini, la casa di P.A. Dateo, le aree di V. Morgagni e Benedetto Marcello, la piscina Cozzi.

Manutenzioni

Il consigliere Girardi (PSDI) riferi-

Intervista al capogruppo PSI, Renzi:

Indispensabile una direzione collegiale del Consiglio di Zona

Nel giro di interviste alle forze politiche del nostro C.d.Z. pubblichiamo in questo numero l'intervista con il capogruppo del PSI, Emilio Renzi

- Quanti consiglieri ha ll PSI e con quali incarichi?

- In questa tornata del decentramento la rappresentanza socialista è formata da tre consiglieri: Antonio Cazzato, che ricopre la carica di presidente della Commissione Casa; Giuseppe Leone, responsabile della Commissione Commercio; e lo scrivente, che assolve la funzione di capogruppo.

- L'accordo tra le forze politiche è positivo, e quali risultati potrà conseguire?

matrice politica. Vuoi dire insomma ricercare, analizzare, risolvere le cause e i problemi in termini politici e di partecipazione dei cittadini tutti alla reinvenzione di un tessuto democratico. Anche il Centro sociale che stiamo mettendo in piedi in via Settembrini oltre a contenuti propri di politica del decentramento culturale presenta appunto un interesse primario di rinformazione di un ruolo di confronto democratico nella zona. A questo proposito, va aggiunto tra i problemi principali quello del giornale di zona: gli impegni programmatici sottoscritti da tutti i partiti ne fanno un obiettivo prioritario.

te delle interpretazioni dei bisogni collettivi con la loro traduzione esplicita e formalizzata in domanda sociale. La partecipazione popolare, individuata in forme ben definite di organizzazione facenti capo alla fabbrica, ai luoghi di lavoro, alla scuola, al quartiere, si viene a porre come il momento della formulazione dei "bilanci sociali di zona" che preparano la futura "unità locale dei servizi sociali e sanitari" di cui i Consigli di zona si Propongono (attraverso le deleghe di alcune competenze assessorili di Giunta e di Consiglio comunale) come gestori politici. I Consigli di zona tendono perciò a divenire momenti di sintesi della articolata e complessa vita della società politica e civile dei quartieri della città. Una realtà che esprime la profonda esigenza di partecipazione che prende corpo nella città, della scuola, con i suoi nuovi organismi democratici ai consigli sindacali di zona, ai comitati di lotta per la casa, ai movimenti femminili e giovanili, al mondo religioso. In questo quadro, sottoposto a spinte a vonte contrastanti e di natura corporativa, i Consigli di zona vengono a svolgere sempre più una importante funzione di coordinamento e di indirizzo in cui prevale una forma di partecipazione permanente e organizzata,legata ad interessi settoriali di tipo collettivo e non ad interessi minuti, quasi privati. Una forma di partecipazione che si esprime più nel lavoro delle commissioni dei Consigli di zona che nelle assemblee popolari. E' un dato che rivela una concreta attenzione ai problemi legati allo sviluppo della città, alle scelte di priorità nella programmazione, che indica una obiettiva possibilità di realizzare un nuovo modo di governare che abbia come referente una rigorosa politica di austerità. Questa linea di tendenza positiva per lo sviluppo e il rafforzamento del decentramento e della partecipazione a Milano trova però alcuni ostacoli e difficoltà. Le residenze, che provengono da una parte della burocrazia e di alcuni settori politici, alla realizzazione di

sce al C.d.Z. la situazione soddisfacente dei lavori di manutenzione in programma per la zona, rilevando un avanzo di 3,5 milioni dal bilancio 77 che verrà utilizzato quest'anno per la realizzazione di alcuni lavori alla scuola di P.a Bacone.

Commissione Cultura

Il coordinatore della Commissione Gramolelli (PCI) riferisce su alcune iniziative culturali interessanti la zona: sull'iniziativa teatrale del gruppo promotore del centro sociale di cui abbiamo già detto; sul concorso fogografico organizzato presso il C.d.Z. che si è concluso e la proposta di distribuire presso le scuole di zona le fotografie espressioni della vita e dello stato del quartiere; sul centro culturale di V. Settembrini i cui lavori stanno per finire e il cui arredamento sarà completato dal Comune dopo che il C.d.Z. gli farà pervenire gli elementi necessari per la scelta delle suppellettili. La Commissione viene incaricata di questo.

Licenze edilizie concesse

V. Piave, 2 Concordia, 5 Gaffurio, 2 P. Tricolore, 3 Settembrini, 18 Morgagni, 24 Scarlatti, 20 Sirtori, 4 Concordia, 12 Manunzio, 17 Tadino, 15

una profonda riorganizzazione della macchina comunale collegata agli ostacoli frapposti per una rapida approvazione delle delibere quadro con cui dotare i Consigli di zona di poteri deliberativi, rischiano di logorare questi organismi e di alimentare la sfiducia tra i cittadini. Ma è soprattutto dall'atteggiamento delle forze politiche che può venire un duro colpo alla vita dei Consigli di zona. Le aumentate difficoltà che si sono verificate in alcuni casi nel rapporto tra i Consigli di zona e i cittadini e nel funzionamento di questi stessi organismi, hanno origine nel minor impegno di alcune forze politiche incapaci talvolta di svolgere un ruolo nuovo quale è quello loro richiesto dopo la formazione di una diversa maggioranza di governo a Palazzo Marino. Si è spesso operato per trasferire meccanicamente le posizioni assunte dai rispettivi gruppi in Consiglio comunale e ciò può essere in parte vero anche per i rappresentanti comunisti, i quali pure sono convinti dell'esigenza di una permanente e responsabile sollecitazione critica verso la civica amministrazione. In modo particolare la vita dei Consigli di zona ha risentito della posizione assunta dalla DC spinta da una parte a riconoscere nei Consigli di zona strumenti di rigida opposizione alla Giunta cercando una rivincita al 15 e al 20 giugno e dall'altra, attraverso la sua componente più ideologizzata, a individuare nei "Soggetti popolari" operanti nel quartieri, chiusi in se stessi e senza una visione complessiva dei problemi, i protagonisti in esclusiva del decentramento e della partecipazione. Una posizione pericolosa che ha trovato all'interno stesso della DC fermi oppositori e che attualmente pare in fase di evoluzione positiva dopo il rinnovo dei consiglieri di zona.

Il rinnovo dei CdZ e la delega a questi di reali poteri rappresenta perciò una importante occasione da non perdere per puntare con vigore e senza strumentalizzazioni sul decentramento e sulla partecipazione, per riannodare più saldamente i collegamenti tra istituzioni e società civile.

- L'accordo tra le forze politiche nel nostro Consiglio di zona è e sarà positivo se e in quanto gli accordi programmatici sottoscritti all'inizio dei lavori, lo scorso settembre, saranno attuati, rispettati, sviluppati da tutti insieme e da ognuno per le proprie responsabilità. I risultati saranno appunto quelli che deriveranno dalle volontà e capacità di concretizzare gli accordi, politici e programmatici, nei tempi e modi giusti: innanzitutto, una direzione politica dei problemi zonali chiara, responsabile, democratica, antifascista e antiterroristica, in dialettica aperta con l'amministrazione centrale, nello scambio con i cittadini.

- Quali sono i principali problemi?

- La casa, l'ordine democratico, il Centro sociale, l'emarginazione e la droga. Questo elenco non va inteso rigidamente. Il problema della casa è drammatico in una zona come la nostra in cui gli stabili vecchi, malsani, sono tanti, le persone anziane pure numerose. Per questo abbiamo bisogno di veder sorgere i cantieri di 167e in generale di una attenta, continua salvaguardia del territorio. L'ordine democratico vuol dire oggi antifascismo, vuol dire lotta alla delinquenza comune. vuol dire ruolo attivo delle istituzioni democratiche contro il "terrorisamo diffuso" di

ODG DEL CDZ

- In una intervista al giornale democristiano "Milano tre" il presidente del Consiglio di zona Muzio afferma che i comunisti di zona stanno mutando atteggiamento, con "segni di nervosismo". Che ne pensi?

- Onestamente, non me ne sono proprio accorto. Vero è invece che non è la prima volta che, in fatto di altri partiti, "Milano tre" fornisce notizie e giudizi assai, come dire. fantasiosi.

- Qual' è la partecipazione dei cittadini nella vita del Consiglio di zona? - É questo un punto dolente, per la verità non solo nella nostra zona ma in tutta la città (e nel paese: ma questo ci porterebbe lontano). Se ne è parlato molto in sede di formulazione dei programmi ma i frutti ancora non si vedono. In breve, la partecipazione è fievole, decrescente. La mobilitazione meno deludente si ha sui problemi della scuola, anche se non mancano componenti egoistiche. Ma insomma bisognerà lavorare molto. E bene: non ogni soluzione si equivale a ogni altra. Bisognerà riavviare una dialettica sociale, culturale e politica autentica (e quindi anche aspra, se occorre) perchè il pluralismo è espressione delle differenze e dei conflitti, non loro composizione affrettatamente verticistica e burocratica

CENTRO SOCIALE E HAZON

Il Consiglio di zona ha preso atto con viva preoccupazione del la presa di posizione del l'Assessore regionale all'Istruzione Filippo Hazon avverso alle decisioni dell'Amministrazione Provinciale relative all'apertura al quartiere di spazi, situati al piano terreno dello stabile di via Settembrini 4, necessari per lo svolgimento di attività sociali e ricreative.

Il Consiglio di zona rileva come l'articolo 1. della legge 412 riconosca espressamente la possibilità di aprire alle comunità locali gli spazi scolastici in orari extrascolastici, e pertanto, richiamandosi a tale articolo, chiede che l'Amministrazione Provinciale mantenga la concessione dell'utilizzo degli spazi concordati, nello stabile di via Settembrini 4, indispensabili allo svolgimento delle attività sociali e culturali della zona, in modo da non interferire nell'attività scolastica.

Venerdì 15 dicembre, alle ore 21, presso la sede del CdZ, via Boscovich 42, Conferenza pubblica del PCI della Zona

"MILANO VERSO GLI ANNI '80: LE IDEE, L'IMPEGNO, LE INIZIATIVE DEL PCI".

Introdurrà A. Pedroni (Capogruppo in CdZ), concluderà G. Andreini (Vice presidente del Gruppo Consiliare regionale del PCI).

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

5
Pag.
-3 A, 1{41 z
4-F
Continua dal Il decentramento a Milano numero scorso: di Carlo Montalbetti

Pag.

Drogheria BASSANI FRANCO

VASTO ASSORTIMENTO: Surgelati, Biscotti, Vini, Profumeria Liquori e altre specialità

BASSANI FRANCO - Via P. Castaldi, 17 - tel. 278.451

Accurato Servizio a domicilio

MAGAZZINI ITALIANI

Corso Buenos Aires, 52

PER RINNOVO NEGOZIO VENDITA STRAORDINARIA di tendaggi, tappeti, cretonnes, broccati, tessuti per la casa APPROFITTATENE!!!

ISTITUTO DI BELLEZZA

DINA E. MERI

C.so Buenos Aires, Nei reparti troverete quel tocco particolare che cercate da sempre. Telefonateci 22.58.71

Cooperativa popolare di garanzia per gli artigiani di Milano e provincia via Sabaudia 3 Milano.

ARTIGIANI FATEVI SOCI

I Vigili del Fuoco, lavoratori statali (dipendono direttamente dal ministero degli Interni) hanno da tempo aperto una vertenza propria della categoria, sfociata anche in scioperi nazionali (durante il quale veniva comunque assicurato il soccorso) per: - la riforma del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco - il piano finanziario per il potenziamento dei mezzi e delle attrezzature di soccorso - l'adeguamento degli organici - rivalutazione dell'indennità di rischio e rivalutazione dell'istituto risarcitorio in caso di morte.

Rivendicazioni quindi che tendono prioritariamente a qualificare il servizio ad adeguarlo alle moderne esigenze della cittadinanza ed a renderlo più sicuro per una migliore tutela della vita dei cittadini, dei loro beni e della vita stessa dei Vigili del Fuoco.

Quanti sono Su tutto il territorio nazionale i Vigili del Fuoco sono 3.000, ogni città ha il suo comando provinciale.

Quelli di Milano quindi hanno anche tutta la provincia da controllare e sono soltanto 150-160 uiomini che si muovono a turni.

Una parte di questi uomini sono impegnati in pratiche burocratiche d'ufficio, un'altra parte è in congedo, in ferie od in malattia, un'altra è occupata nella prevenzione e nel controllo di fabbricati, stabilimenti, ecc.. pochi sono quindi gli uomini che rimangono disponibili per gli interventi. In Milano le sedi dei Vigili del Fuoco sono 5 di cui una nella nostra zona, in via Benedetto Marcello. Lo stabile che fa angolo con la via Boscovich è monumento nazionale ed è sede dei "pompieri" sin da quando le pompe per lo spegnimento del fuoco erano montate sui carri trainati da cavalli. Il Vicecaporeparto della sede, arch. Mario Gregotti, da più di 20 anni nel Corpo dei Vigili del Fuoco, ci ha parlato lungamente del suo lavoro, delle difficoltà e dei rischi che ogni giorno incontrano.

Come operano I Vigili del Fuoco sono dei veri soccorritori, oltre che in caso di incendio intervengono in qualsiasi situazione di emergenza: allagamenti, crolli, esplosioni, cattura di alienati.

Il personaggio del mese:

Abbiamo incontrato Nicola D'Amico nel suo appartamento di via Settala 10 dove il giornalista ci ha cortesemente concesso una intervista.

D. Visto che Lei è un giornalista, se dovesse intervistare Nicola D'Amico quale prima domanda gli rivolgerebbe?

R. Gli chiederei se nell'ambiente della stampa si è capito sufficientemente l'importanza delle comunità di quartiere e se i giornali dedicano a esse la dovuta attenzione. La probabile risposta è che ancora le zone, pur essendo da qualche anno istituzionalizzate, sono agli inizi, in rodaggio e che non è ancora accaduto un fatto clamoroso di intervento sulla vita della comunità che proponga il quartiere all'attenzione della stampa.

D. Come mai in Italia I lettori dei quotidiani sono relativamente pochi rispetto agli altri Paesi?

R. Ritengo che una delle cause della impopolarità dei giornali sia la impossibilità dei giornalisti di abbandonare un certo linguaggio; io stesso uso per comodità un certo codice che senz'altro è più comprensibile ai miei colleghi che all'uomo della strada, ma ciononostante mi sento ripetere continuamente che i miei articoli sono chiari. Devo ammettere che, comunque, ho dovuto rinunciare alle citazioni, al volere sembrare colto, oltre che informato, sull'intero scibile umano o, per fare un esempio, sulla storia della scuola (settore di cui mi occupo all'interno del "Corriere"). Cerco sempre di non usare parole che non siano seguite da una spiegazione precisa, anche se ciò richiede uno sforzo notevole. La scarsa lettura dei quotidiani non è certo completamente da addebitarsi alla difficoltà di linguaggio: conosco, nel quartiere, anziane persone con titoli di studio a livello elementare che leggono puntualmente il giornale, lo capiscono e intervengono ai dibattiti. Noi vendiamo un numero di copie inferiore a quello che si vendeva durante la guerra mondiale quando gli analfabeti erano la metà, quasi, della popolazione italiana (fra analfabeti completi e di

n. 9-10

Fanno turno di 12 ore alternate a 24 ore di riposo, se il turno è diurno, se invece il turno è notturno il riposo è di 48 ore. Quanti interventi siete chiamati a fare in un turno? "Due o 3, alle volte anche 4, dipende" ci dice il Vicecaporeparto Gregotti, "la tensione è comunque sempre viva, in particolare di notte; molti incendi si sviluppano di notte, nascono in maniera subdola e si sviluppano rapidamente proprio mentre la gente dorme tranquilla. Dalla richiesta di intervento, in 30 secondi dobbiamo essere pronti per uscire".

Le chiamate che pervengono alla Centrale, il cui numero telefonico è bene ricordare è 34.999, vengono immediatamente smistate ai vari settori. Per ogni via della città esiste un cartellino che riporta l'itinerario più breve per arrivare al luogo ove è richiesto l'intervento, questo è un vanto del Corpo di Milano, pare sia il solo ad averlo. Quando succede qualcosa molti anzichè chiamare direttamente i "pompieri" chiamano il 113, è sbagliato perchè il 113 chiede spiegazioni, verifica se la chiamata è vera o falsa, poi fornisce il numero dei Vigili del Fuovo e magari li chiama: è un enorme perdita di tempo e i minuti nelle situazioni di emergenza sono preziosi. "Il fatto deprecabile" ci dice il Vicecaporeparto Gregotti" è che alle volte riceviamo delle false chiamate, spesso riusciamo ad individuarle e siamo in grado di risalire a chi le fa ma, alle volte si presentano in maniera tale che interveniamo, arriviamo sul posto è non troviamo nulla. E pensare che ogni volta che noi usciamo rischiamo la vita, a cominciare dal tragitto fatto in velocità con la sirena spiegata che ci fischia nelle orecchie, in mezzo al traffico che costringe l'autista a manovre difficili, il tutto con la tensione di arrivare in fretta. E poi durante l'intervento vero e proprio incidenti lievi e gravi sono sempre in agguato. Solo nel 1977 in Italia, i Vigili del Fuoco morti per incidenti sul lavoro sono stati 16. Lo scorso settembre, un collega della nostra sede" continua Gregotti, mentre usava la scala a ganci posta tra il 3° ed il 4° piano, per cause non ancora accertate è precipitato al suolo ed è morto. Il Vigile del Fuoco, Giuseppe Quartieri

aveva 24 anni e lascia la moglie ed un figlio".

Prevenzione

L'opera di prevenzione che i Vigili del Fuoco potrebbero svolgere è preziosa specialmente nei luoghi di ritrovo, negli stabilimenti, nei casegg iati.

Invece, proprio per l'esiguità dell'organico, i controlli che devono compiere per verificare che le norme di sicurezza antincendio vengano rispettate, spesso avvengono con ritardo con conseguente aumento di irregolarità e abusi. Anche nell'ambito familiare alle volte basterebbero pochi accorgimenti e semplici precauzioni per evitare tragedie. Basti pensare alle centinaia di ustionati che ooni anno devono ricorrere alle cure degli specialisti presso il Centro Ustionati dell'Ospedale Maggiore(ed un buon numero sono bambini) per incidenti che con meno leggerezza potrebbero essere evitati. Per esempio attizzare il fuoco del barbecue con l'alcool, fumare coricati a letto, non controllare mai l'efficienza dell'impianto elettrico od il buon funzionamenio dei molti elettreodomestici che ormai sono in tutte le case, maneggiare alcool, trielina, benzina, acquaragia e altri liquidi infiammabili, senza alcuna precauzione, allontanarsi da casa lasciando pentole sul fuoco; sono tutte cose da non fare ma si potrebbe fare un lunghissimo elenco di cose da evitare e altre da fare per ridurre al minimo la possibilità di incidenti. Campagne di informazione in questo senso, su scala nazionale sarebbero auspicabili. Convinti dell'importanza fondamentale della prevenzione un gruppo di Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Milano tra cui il Vicecaporeparto Mario Gregotti stanno preparando un fascicolo indirizzato soprattutto agli alunni delle elementari e delle medie. Partendo dalla propria esperienza accumulata in lunghi anni di lotte contro i sinistri in generale ed il fuoco in particolare hanno individuato le nozioni elementari che se osservate scrupolosamente, possono certamente evitaree la perdita di molte vite umane e di ingenti beni materiali. Loredana Vincitorio

ritorno).

La televisione e la radio, infine, coprono da tempo un parte notevole del bisogno di informazione di massa.

D. Sappiamo che la Sua attività richiede molte ore di lavoro al giorno: Lei come concilia il giornalismo, il tempo libero e la famiglia?

R. Per i giornalisti questo è un problema tragico; molte sono le famiglie dissestate, alta è la percentuale dei giornalisti che non si sposano, ma soprattutto sono molti i giornalisti che divorziano o che fanno pesare sulla moglie questa esistenza non disordinata ma estremamente impegnata.

Naturalmente sono coinvolti sia gli inviati speciali sia coloro che "cucinano" il giornale tutti i giorni. lo, ad esempio, non riesco ad avere altre attività al di fuori del giornale, sto pagando duramente la debolezza di aver accettato l'incarico di scrivere un libro di educazione civica, dopo sei anni di completa astensione da qualsiasi attività estranea al giornale; è un lavoro che avevo iniziato con entusiasmo, anche perchè sono presidente del Coordinamento nazionale dei genitori democrtatici. Difficilmente riusciro ad ultimare questo lavoro per la data stabilita. È un'esperienza che non ripeterò.

Il giornalista è incapsulato dalla notizia che può giungere in qualsiasi momento della giornata e che spesso lo strappa anche dal meritato riposo.

D. Ma questo prezzo si paga In cambio di che cosa?

R. Il senso della notizia, che fa nascere giornalisti, ha come contropartita la soddisfazione di poter essere più informati degli altri o almeno di non farsi mai superare dagli avvenimenti; c'è sempre la paura, infatti, che un altro colga una notizia che tu non hai. Quest'ansia, quest'incubo, ci seguono giorno per giorno tenendoci sempre all'erta.

D. Quando Lei ha iniziato la carriera di giornalista, sapeva ciò che l'aspettava?

R. Non sapevo niente di tuttcf questo; la vita del giornalista era per me seminata dl bellezze e e di felicità.

Decisi a nove anni di fare il giornalista ed il Mio mostro sacro era Mario Appelius, un giornalista fascista che mi entusiasmava non per il suo aspetto politico ma per i suoi romanzi in cui narrava la sua vita avventurosa, ma anche un po' ridicola, di giornalista in giro per il mondo.

Oggi un giornalista così non sarebbe assunto da un giornale serio, sarebbe considerato un provinciale.

D. Che rapporto ci deve essere fra quotidiani e cultura?

R. Il rapporto deve essere strettissimo. Perchè un quotidiano, per quanto popolare, deve, secondo me, avere un minimo di attendibilità culturale.

I grossi quotidiani hanno la responsabilità di fare cultura nelle terze pagine, in quelle speciali ed oggi anche in prima pagina, coinvolgendo nei fatti della vita gli scrittori più in vista e più capaci di interpretare il momento.

Dicevo a dei giovani dell'ultrasinistra che se soltanto approfondissero il tema, potrebbero avere una delle più splendide terze pagine che oggi si possa avere nei giornali in quanto esiste un pensiero dell'ultrasinistra che noi possiamo rintracciare in filoni storici che hanno posto nella letteratura. Faccio l'esempio degli Scapigliati, veri pionieri dell'antimilitarismo.

D. A Milano esistono nove giornali di quartiere: secondo Lei, che ruolo hanno?

R. Il ruolo dei giornali di quartiere è una presenza continua che valorizza anche le piccole cose; è una lente di ingrandimento che mette in risalto cose che sembravano sepolte.

Credo inoltre che se vogliamo salvarci, in una grande città, dobbiamo ritornare a vivere insieme con quelli che ci sono più vicini anche fisicamente.

Il giornale di quartiere può avere la funzione di legare le nostre realtà. lo credo in essi e vorrei da loro tante cose in più, che mi interessino, che mi servano, cose che il quotidia-, no di città, se non addirittura nazionale, non può darmi.

Fabio Albanese

6
potrete ottenere prestiti fino a 4.800.000 restituibili in due anni ad un tasso agevolato con contributo regionale del 5% in conto interesse con la sola garanzia della cooperativa. Dicembre
'78-Gennaio '79 PORTA VENEZIA/)
I vigili del fuoco di via B. Marcello

Pag.8

Un libro per tutti, e qualche problema

"C'è qualcosa che parli dei deserti?" - oppure: "C'è qualcosa sui pesci d'acqua dolce?' - Le domande vengono da studenti, molto giovani, che si presentano generalmente a due a due, e il "qualcosa" che viene richiesto, fuori dal gergo, significa: libro. Altre persone, di ogni età, si valgono con sicurezza del collaudato sistema del self - service: entrano, guardano con attenzione, scelgono e portano via. La differenza fondamentale al fai - da - te della spesa quotidiana non sta soltanto nel fatto che in questo caso, si tratta di libri, ma è soprattutto rappresentata dal fatto che, qui, alla fine, non si paga.

A Porta Venezia, dunque esiste questo luogo, dove non solo sono gratuite le informazioni, ma gratuita è anche la "merce". Si tratta della biblioteca rionale (o "periferica" come vuole la terminologia del settore), che - all'insaputa di molti, e, sino a pochissimo tempo fa, anche di chi ve ne sta scrivendo - è situata nel casello di sinistra della vecchia porta che apre corso Buenos Aires al 2° piano. E una biblioteca organizzata a "scaffali aperti', nella quale, cioè, il lettore può avvicinarsi direttamene agli scaffali, scegliere liberamente il libro (o i libri) che desidera, controllarlo ed infine portarlo a domicilio dopo averlo mostrato al bibliotecario per la registrazione del prestito. La quota annuale di iscrizione, che consente di valersi del presito a domicilio, è di cinquecento lire per gli adulti e di trecento lire per i ragazzi sino a quindici anni di età. L'orario di apertura della biblioteca, durante il quale è possibile anche la consul-

tazione in sede dei volumi, va dalle 14 alle 20 di ogni giorno feriale (escluso il sabato).

Per facilitare la ricerca, il materiale librario è non solo tradizionalmente catalogato per autori e per soggeti, ma anche diviso in due reparti principali, quello per adulti e quello per ragazzi, a loro volta suddivisi in due grandi sezioni: narrativa e scientifica. Per non dire, poi, di quell'utilissimo strumento di ricerca che è la persona stessa del bibliotecario, pronta a indirizzare nella scelta dei libri (dei "qualcosa che parli di ...")con una competenza ricca di lunga esperienza dei libri e delle persone.

La biblioteca di Porta Venezia, gestita dal Comune a partire dal 1932, dispone di circa cinquemila volumi, oltre che delle copie più recenti di un certo numero di quotidiani (L'Unità, il Corriere della Sera, il Giorno, il Giornale) e di riviste settimanali (da Panorama ad Annabella). Le cifre relative agli iscritti (circa 2.400 nel 1977) ed alle consultazioni insede (una decina al giorno, in media, nello stesso periodo) inducono a qualche riflessione. Se si pensa che, per la sua ottima ubicazione (è adiacente all'uscita Venezia della MM 1 ed alla fermata di diverse linee Atm che attraversano la città), la biblioteca è frequentata in buona misura anche da perone che abitano fuori zona (una studentessa che abiamo incontrato veniva "dal Naviglio, sa, quello per andare fuori Milano..."), bisogna ritenere che, entro la zona, è ancora troppo poco conosciuta o, per lo meno,

MACELLERIA DEL "BUONGUSTAIO"

Vasto assortimento:

vitello nostrano manzo piemontese - polli agnelli, maiale fresco e fritture tagli pregiati di carne congelata

Bianchi Giovanni

Via L. Palazzi (ang. via Lecco 10) tel. 27.6446

Accurato servizio a domicilio

n. 9-10 Dicembre '78-Gennaio '79

Distretto in lotta col Provveditorato

li nostro come quasi tutti gli altri distretti di Milano e provincia è in agitazione. È privo del personale di segreteria, cioè di una persona che si occupi di tutta la parte organizzativa, senza la quale è la paralisi!

troppo poco utilizzate, e che, dunque, sarebbe opportuno pubblicizzarne più adeguatamente l'attività. Soprattutto il comodo sistema del prestito a domicilio può accostare alla lettura molte persone che ne rimangono escluse per via del costo sempre più alto della carta stampata.

Inoltre, se ci si riferisce alla consultazione in sede, salta agli occhi il problema della mancanza di spazio di cui la biblioteca soffre: nella saletta di consultazione, ricavata quasi a fatica dagli ottanta metri quadrati complessivi del locale, possono trovare posto otto, o, al massimo, dieci persone, e neppure comodamente. Questo appare anche il motivo fondamentale per cui la biblioteca di Porta Venezia non è in grado di ospitare quelle manifestazioni culturali (mostre, conferenze, ecc.) che pure costituiscono un compito statutario ed integrativo dell'attività bibliotecaria.

Ci sembra che chiunque avverta l'importanza della lettura come tale, della necessità di una sua sempre maggiore diffusione popolare, e, quindi, della valorizzazione del sistema bibliotecario pubblico, che di tale diffusione costituisce uno strumento essenziale, non possa sottovalutare questi primi grossi, basilari problemi. È auspicabile che, particolarmente in collegamento con il Consiglio di Zona, si attiri su di essi un'attenzione dalla quale possano scaturire prospettive concrete di miglior utilizzazione di questo servizio sociale.

Situazione alla media Tadino

Una palestra alla piscina Cozzi?

Al LETTORI DI "PORTA VENEZIA"

Al MAGAZZINI CASORETTO

DI PIAZZA SAN MATERNO E DI VIA PACINI 66, TROVERETE

UN ASSORTIMENTO INCREDIBILE

DI MAGLIERIA, BIANCHERIA, CAMICERIA, MAGLIERIA SPORTIVA

E IL CASUAL PER I GIOVANI.

TUTTO A PREZZI INCREDIBILI!

PER I VOSTRI REGALI NATALIZI RICORDATE

MAGAZZINI CASORETTO

DI PIAZZA SAN MATERNO E DI VIA PACINI 66.

Martedì 21-11 c'è stata una vivace riunione straordinaria durante la quale è venuta fuori, ora in un modo, ora in un altro, da parte di tutti una cosa: la volontà di lottare per funzionare. Chi proponeva di fare la richiesta in Provveditorato e di dare le dimissioni in massa in caso di risposte negative (o in caso di ... nessuna risposta), chi di occupare, chi di collegarsi ad altri distretti subito o di organizzare una forte protesta di massa. Le dimissioni sono state scartate, giustamente, perchè non sono un mezzo di lotta costruttivo: "... lavoriamo senza bloccare tutte le attività e per non sprecare il lavoro svolto.... e semmai dovremmo chiedere le dimissioni di chi è incompetente (il Provveditore)...".

In effetti bisogna dire che di tentativi ne erano stati fatti molti prima di aprire le ostilità: delegazioni, lettere con richiesta di sostituire la segreta-

ria che era stata inizialmente designata, ma che era andata via dopo aver ottenuto l'incarico in un'altra scuola. Addirittura, mi diceva la signora Annoni, che da quando è andata in Provveditorato come delegata per fare ulteriori pressioni, non solo ha verificato che le molte lettere inviate erano sparite, ma che in carico al nostro distretto risulta ancora la segretaria di cui parlavamo prima.

Al di là di tutte le facili polemiche sul funzionamento del Provveditorato, già sotto inchiesta giudiziaria, guarda caso, per l'assegnazione degli incarichi per il personale docente e non, bisogna davvero essere solidali con coloro che sono stati eletti o designati nel nostro distretto perchè non si tratta sicuramente di una svista, o di un elemento di disorganizzazione.

I distretti stanno correndo gli stessi rischi che hanno corso gli Organi Collegiali: diventare anzichè strumento di partecipazione e rinnovamento nella scuola, strumento di svilimento della aspirazione, della volontà di partecipare e di cambiare.

L'autogestione del doposcuola alle elementari di Piazza Bacone

Dallo scorso anno scolastico, grazie alla costruzione del nuovo complesso di p.le Bacone, la scuola media Tadino ha potuto eliminare i doppi turni che da decenni erano imposti dall'inadeguatezza delle strutture edilizie. Anche se un passo avanti è stato fatto, la situazione non è ottimale e ancora esistono dei problemi.

Uno di questi è la carenza di aule speciali, in particolare di una seconda palestra che permetta di effettuare l'educazione fisica in uno spazio adeguato e attrezzato.

Infatti l'unica palestra esisten te è in comune con la scuola elementare Casati dunque assolutamente insufficiente (la si può usare 15 ore alla settimana contro le 54 necessarie).

Una soluzione potrebbe essere quelle di usufruire delle future palestre che verranno ricavate dagli spazio inutilizzati dalla piscina Cozzi.

Ma in prospettiva è importante una programmazione scolastica di zona attenta e precisa " che crei le condizioni affinchè il complesso scolastico CasatiTadino risponda ad un effettivo ciclo dell'obbligo visto come 8 anni di scuola continui, nella massima unità pedagogica per gli allievi nel senso di una riforma della scuola di base.

Si potrebbero così avere dati precisi che permettono una ristrutturazione e delle soluzioni edilizie tali da ricavare quegli spazi attrezzati per le attività didattiche che rendano la scuola più rispondente alle reali esigenze dei ragazzi.

C.R.

Anche quest'anno alla scuola elementare di piazzale Bacone sono state necessarie la mobilitazione e la lotta dei genitori per ottenere un corretto funzionamento del doposcuola. Ma raccontiamo i fatti dal principio! Con l'inizio dell'anno scolastico ci si accorge che per circa 170 bambini iscritti al doposcuola il provveditorato ha inviato solo quattro insegnanti, è evidente che i conti non tornano: con quasi 50 bambini per docente qualsiasi attività integrativa è impossibile, ed anche la semplice custodia comporta rischi non trascurabili. I genitori però sono decisi a non subire questa situazione. Si riuniscono in assemblea e discutono i modi e i tempi per ovviare a questo stato di cose. Una nutrita delegazione di genitori si reca il sabato successivo al provveditorato. Il funzionario che li riceve in nome del provveditore (naturalmente assente), dopo averli fatti a lungo attendere, risponde in modo evanescente alle loro precise richieste: le insegnanti per il momento non ci sono... è il ministero che deve decidere... molte scuole sono nella stessa situazione... e via dicendo. A questo punto ai genitori non resta che una via da battere: l'occupazione e l'autogestione del doposcuola. Tale decisione è approvata all'unanimità. Si compila un elenco dei genitori che offrono la loro disponibilità; vengono divisi per giorni e per orari.

Mamme e papà hanno approfittato della pausa di lavoro tra l'orario mattutino e quello pomeridiano per dare un'aiuto (quanto mai indispensabile) nel periodo della refezione; e non sempre c'era il tempo di mangiare almeno un panino! Altri genitori davano il cambio ai primi verso le ore 14 e rimanevano con i bambini fino all'ora di chiusura.

Questa autogestione si è protratta per circa venti giorni poi sono arrivati i risultati: continuando il silenzio del Provveditorato è intervenuta l'Amministrazione comunale e ha inviato prima un'insegnante poi altre due in totale 3.

Adesso la situazione si può considerare normale: ogni maestra deve badare a circa 25 bambini; in queste condizioni si possono realizzare validi programmi che integrino l'apprendimento e le conoscenze del bambino.

Papà e mamme sono ora tornati a coprire il loro ruolo naturale di genitori, ma forti questa esperienza hanno pensato bene di mettere le mani avanti.... Si è stabilito infatti di promuovere uno studio e un'analisi del bacino d'utenza della scuola per inter meglio prevedere quali saranno le necessità per l'anno prossimo e di conseguenza formulare le richieste da avanzare per evitare le difficoltà che si sono manifestate in questi primi due anni.

Anche questo è un esempio di democrazia partecipativa.

Costituito il CIDI

Si è costituito in maggio il CIDI: Centro di Informazione Democratica degli Insegnanti.

La sede è in corso di Porta Romana, 2 - tel. 874558.

Si tratta di un'associazione culturale che ha lo scopo di aprire il dibattito e dare quindi strumenti di lavoro sui vari temi che interessano gli insegnanti dal punto di vista professionale: didattica, programmi scolastici,valutazione, legge 517,....

Il lavoro è organizzato in gruppi di studio aperti. Per ricevere il materiale d'informazione o per partecipare basta telefonare o scrivere all'indirizzo indicato sopra.

Il programma di dicembre è il seguente:

2.12 ore 16 - Seminario sulla scuola dell'obbligo - legge 517 nella realtà della scuola dell'obbligo.

2.12 ore 15.30 - L'insegnamento della letteratura nella scuola media superiore riformata.

4.12 ore 16,30 - L'educazione fisica nei nuovi programmi.

5.12 ore 16 - Nuovi programmi nella scuola media - L'educazione tecnica

5.12 ore 16 - Varietà, Funzioni e Situazioni linguistiche - Ipotesi di programmazione didattica - Nuovi programmi della scuola media.

6.12 ore 16 - Programmazione dell'attività didattica nella scuola elementare e media.

13.12 ore 16 - Attività integrative e di sostegno nella scuola dell'obbligo.

18.12 ore 15,30 - L'educazione artistica nei nuovi programmi della scuola media.

20.12 ore 16- L'inserimento degli handicappati nella scuola dell'obbligo. Con data da destinare: Problemi metodologici e psicopedagogici per l'insegnamento della storia nella scuola elementare.

L'educazione linguistica nella scuola media superiore riformata Tutti i venerdì - l'insegnamento del latino e del greco nell'indirizzo classico della media superiore riformata.

La Biblioteca del Casello

n. 9-10 Dicembre '78-Gennaio '79

P. Castoldi 15

Possibile un accordo per il risanamento

Martedì 21 Novembre si è svolto presso la sede del Consiglio di Zona un incontro tra una delegazione di inquilini di P. Castaldi, 15, uno dei proprietari, alcuni rappresentanti della Commissione Casa ed il coordinatore della Commisione Territorio della Zona 3. Gli inquilini che si trovano in una condizione abitativa e igienica veramente grave e insopportabile avevano sollecitato questo incontro, con una lettera al Consiglio di Zona, per conoscere dalla proprietà le intenzioni circa un eventuale risanamentó dello stabile e dal Consiglio di Zona le possibilità urbanistiche a norma del Piano Regolatore Generale. I rappresentanti delle suddette commissioni del Consiglio di Zona hanno chiesto, e vi è stato il consenso dagli inquilini, al rappresentante della proprietà per arrivare ad un accordo che comprenda oltre alle parti direttamente in causa anche l'Amministrazione Comunale, per il risanamento del caseggiato.

Il rappresentante della proprietà ha dichiarato una positiva volontà di principio circa questo accordo e si è impegnato ad un successivo incontro entro le prossime settimane in cui si dovranno cominciare a discutere le modalità dell'accordo ed anche alcune grandi linee del progetto di risanamento dello stabile. Tutta la cosa, se dovesse andare in porto, rappresenterebbe un grosso successo per la zona visto che esiste la possibilità di ricavare altre abitazioni da mettere a disposizione dei cittadini.

Che fine farà la palazzina liberty di via Melzo?

La palazzina di via Melzo che oggi ospita la Croce di S. Rita, è stata un tempo sede del Cinema Dumont.

Il locale, costituito ai primi del secolo, cessò di essere un cinema con l'arrivo delle truppe alleate a Milano.

Fu in seguito utilizzato come salone per automobili, poi come officina.

La costruzione, che rappresenta un tipico esempio di liberty vincolato e protetto dalle Belle Arti, rientra in un lotto di 167 già adottato dal Cimep, che sta per avere la definitiva approvazione dalla Regione.

L'edificio per la sua ampiezza e la sua posizione (al centro del quartiere più popolare della zona), potrebbe essere recuperato ad uso sociale e culturale, particolarmente significativo per Porta Venezia.

In questi ultimi tempi dei privati paiono interessati all'acquisto della

Associazionismo artigiano:

palazzina.

Una richiesta nel senso di una ristrutturazione generale dello stabile è giunta proprio in questi giorni alla competente commissione del Consiglio di Zona.

Come cittadini di Porta Venezia riteniamo improponibile qualsiasi operazione che comporti una ulteriore terziarizzazione nella nostra zona, con 1a trasformazione dell'intero edificio in nuovi uffici. In tal modo verrebbe definitivamente compromessa qualsiasi possibilità di un eventuale utilizzo sociale della palazzina.

Una soluzione invece, che pure è possibile ricercare con gli operatori privati, non può non tenere conto delle aspettative e dei bisogni legittimi della cittadinanza.

Via Settala, 45: riprendono le vendite frazionate

Sono riprese le vendite frazionate in via Settala, 45.

Un primo tentativo era stato bloccato un anno e mezzo fa dalla combattiva difesa degli inquilini che si erano organizzati nel sindacato SUNIA ed avevano ricevuto anche la solidarietà attiva della Commissione Casa.

Ora il problema si ripresenta e, come sempre in questi casi, non è di facile soluzione.

Gli inquilini che abitano le case vendute dopo qualche anno sono sfrattati e non si sa dove possono trovare un altro alloggio.

Molti finiscono poi per fare clipmanda all'assessorato all'Edilizia

Il ruolo del CNA

Diventa sempre più difficile per un artigiano o, come si suol dire, un'impresa artigiana gestire la propria attività in un contesto socio economico come quello attuale.

L'insorgere di sempre più nuove imposizioni (registrazione trimestrale dell'IVA, acconto e saldo dell'IRPEF e dell'ILOR, codice fiscale, bolletta di accompagnamento delle merci) mettono l'artigiano nella condizione di tenere un'amministrazione severa e precisa e di adeguare la propria organizzazione, naturalmente con ulteriori ricarichi di spese.

C'è sempre meno spazio per l'individualismo, per l'artigiano abituato alle prestazioni cosiddette volanti. Oggi tutti vogliono le fatture; il sistema giustamente l'impone.

Non ottemperare a tutte queste nuove regole e leggi, significa rischiare pesanti sanzioni pecuniarie, non esclusa la prigione.

per la tua personalità a

Franco Petrolla via Vitruvio, 39 tel. 200130

zona Venezia

Santino Calderone Via Lazzaroni, 10

Tel. 6893934

Zona Stazione Centrale

Filippo Falzone via F.11i Campi, 2

tel. 576751

zòna Vittoria

Gianni De Matteis via Fauchè, 37

tel. 342468

zona Sempione

Creare dai tuoi capelli una personalità. Dare al tuo volto un "qualcosa dí diverso"... quel tocco di classe.

E' il concetto di VIP, Parrucchieri Professionisti, stilisti dell'Accademia SAASMAM

Popolare per avere una casa del Comune.

Il Comune, purtroppo, con gli alloggi che ha a disposizione non riesce a far fronte che a una piccolissima parte dei casi veramente più urgenti e gravi.

Bisognerebbe anzitutto evitare che gente che abita una casa da tanto tempo fosse costretta ad andarsene.

Ma esiste anche il problema di trovare un alloggio agli sfrattati.

Sarebbe necessaria una legge o una disposizione del governo che permettesse ai comuni di occupare, almeno per un certo periodo di tempo, gli alloggi tenuti sfitti a prezzo di "equo canone".

(ROSA-D

L'individualismo quindi, a volte persino morboso, non paga più e porta come conseguenza l'estrema difficoltà a risolvere tutti i problemi sopra elencati e che gravano pesantemente sulla categoria.

L'adesione quindi ad una associazione di categoria può dare tutti quei servizi indispensabili all'impresa moderna.

Non è mai consigliabile rivolgersi a professionisti privati, sia per motivi di competenza che di costi.

La Confederazione Nazionale dell'Artigiano (C.N.A.) mette a disposizione dei propri associati un sindacato combattivo e capace, con tecnici di primo ordine in grado di risolvere tutti i problemi della categoria. Ma non è tutto. Ecco anche farsi strada nella nostra città l'esigenza ad unirsi insieme, categoria per ca-

Viale Tunisia angolo via Lecco 12 tel.: 27.81.37 MATERASSI A MOLLE reti di ogni genere - ortopedichecuscini - letti in ottone - lettini per bambini - mobili letto

tegoria, senza perdere naturalmente la propria indipendenza economica, la propria personalità, la propria struttura organizzativa; viene quindi avanti l'esigenza di creare dei consorzi d'acquisto e produzione fra imprese artiqiane.

L'acquisto collettivo delle materie prime necessarie alle nostre imprese ci da la possibilità di un migliore e maggiore potere contrattuale nei confronti dei nostri fornitori, traendo conseguentemente dei rilevanti vantaggi economici.

Per il lavoro, il consorzio, disponendo di più imprése associate, può acquisirsi appalti di rilevante dimensione per poi ridistribuirli alle imprese associate.

Il consorzio, non avendo scopi di lucro, tratterrà dalla operazione economica solo ed esclusivamente le spese di segreteria ed assistenza. Gli scopi del Consorzio sono rivolti anche verso altri settori come: la conoscenza del mercato, la ricerca, l'assistenza tecnologica e creditizia. Promossi dal C.N.A. milanese sono sorti nella nostra città due significativi Consorzi dell'Edilizia e dell'Impiantistica:

CEAM - Consorzio Edili Artigiani Milanese;

CARTIEM - Consorzio Artigiani Riparatori Televisioni Idraulici Elettricisti del Milanese.

Essi operano da circa due anni ottenendo ottimi risultati nel campo dell'associazionismo artigiano, dimostrando che la strada intrapresa, anche se non priva di difficoltà, è quella giusta e insostituibile per una moderna concezione dell'artigianato.

Ettore Uggeri Vice Presidente C.N.A. Milanese

Mimmo Santarpia via Tartini, 2

tel. 3762208

zona Affori

I Noviello via Vallazze, 102

tel. 292882

zona città Studi

v.le Famagosta, 2

tel. 819424

zona Barona

Michele Laurita

p.zza VI Febbraio, 16

Tel. 381623

zona Fiera

EQUIPE MODA SAASMAM I PROFESSIONISTI DELL'ACCONCIATURA
IMA1 Pag, 9

Pag.

CONSULTORIO DI PODOLOGIA

Prevenzione e cura di disturbi locali dei piedi Podologia preventiva e podologia geriatrica.

20129 Milano

Via Melzo 8 - Tel. 20.41.738

ARREDAMENTI D'INTERNI

ARTICOLI REGALO

Presentando questo buono sconto 10%

Tutto per il regalo Bigiotterie - Quadri

Tavolini - Lampade

Vassoi - Serv. fumo

MILANO

Viale Tunisia angolo Via Settala, 9 Telefono 20.46.567

J00 B 1877-1977

BRAMBILLA LA CARTOLERIA che ha cento anni via F. Casati, 4 - 20124 Milano Telefono 222729

LEGATORIA

LIBRERIA

TIPOGRAFIA

TUTTO PER LA SCUOLA FORNITURE COMPLETE PER UFFICIO STAMPATI DI OGNI GENERE

PALTO' SOPRABITI - GIACCONI - GIACCHE

TAILLEURS - GONNE E TANTI ALTRI ARTICOLI

DIRETTA VENDITA DAL PRODUTTORE

LABORATORIO ABBIGLIAMENTO ARTIGIANO

pronto e su misura

VIA LECCO, 10 (ANG. LAZZARO PALAZZI) TEL. 2711465

n.

La piattaforma rivendicativa del SUNIA Facendo seguito all'articolo pubblicato sul numero precedente del giornale, riteniamo utile proporre ai lettori la piattaforma rivendicativa per l'applicazione della legge 392, nell'intento di riuscire ad instaurare un rapporto chiaro con la proprietà per la soluzione di tutti i problemi relativi alla casa. Deve essere anche un momento di mobilitazione per arrivare a migliorare la legge di equo canone Il SUNIA, ritiene che l'applicazione della nuova legge 392 di regolamentazione degli affitti, assieme all'utilizzo degli strumenti offerti dalle altre nuove leggi sulla casa - legge 457 e legge 10 - possono offrire la possibilità di un rapporto chiaro e corretto tra inquilini e proprietà, rapporto capace di risolvere nella tutela dei reciproci interessi sia le controversie in corso, sia i problemi connessi all'applicazione delle nuove leggi.

Riteniamo che condizione fondamentale allo sviluppo di tale rapporto sia la ricerca di soluzioni applicative delle Leggi vigenti capaci di:

1 - garantire la stabilità del rapporto di locazione e la sicurezza all'abitazione;

2 - rendere omogenea l'applicazione delle leggi;

3 - permettere una gestione chiara e partecipata del patrimonio immobilire;

4 - assicurare condizioni abitative decenti e adeguate in collaborazione con l'Ente Locale nella tutela degli interessi dell'inquilinato.

A questo fine, condizione preliminare per l'attuazione di tale rapporto è il riconoscimento, quali interlocutori primi, dell'organismo sindacale dell'inquilinato - il Comitato Inquilini. Richieste per una giusta applicazione della legge 392

A) Contratto di locazione La legge 392 determina un diverso rapporto di locazione che deve essere sancito con un nuovo contratto di locazione. Tale contratto riteniamo debba contenere tutti gli elementi capaci di garantire un rapporto corretto e democratico tra proprietà e inquilini organizzati. Si richiede perciò:

1 - una durata uguale per tutti gli inquilini e quindi una omogeneità delle scadenze contrattuali. In questo

senso si richiede il rientro degli sfratti per finita locazione;

2 - la definizione nel contratto di motivi di "giusta causa nella possibilità alla scadenza di risoluzione dei contratti ed altri elementi di tutela degli interessi dell'inquilinato;

3 - la specificazione nel contratto degli elementi che concorrono alla determinazione del nuovo affitto e le forme di gradualità nel pagamento il più possibile omogenei negli stabili;

4 - la definizione nel contratto delle spese accessorie a carico dell'inquilino e delle spese a carico della proprietà oltre che delle modalità di controllo e di partecipazione alla definizione di tali spese.

B) Definizione dei nuovi affitti e delle modalità di pagamento Al fine di ricercare un preventivo accordo sul tipo di parametri da applicare negli stabili e sulle modalità di pagamento, richiediamo innanzitutto di conoscere su quali elementi la proprietà intenda basarsi (categoria catastale, anno di costruzione, ubicazione, valutazione dello stato manutentivo, misure degli alloggi), facendoci da parte nostra impegno di comunicare i livelli di reddito degli inquilini.

Riteniamo necessario:

1 - definire criteri omogenei nell'immobile e nelle singole unità immobiliari, specie per quanto riguarda lo stato manutentivo;

2 - per gli inquilini che hanno diritto al fondo sociale per il basso livello di reddito definire il ricorso comune di proprietà e inquilini al Fondo Sociale in via di applicazione da parte della Regione e del Comune;

3 - controllare le cauzioni e definire le modalità di pagamento degli interessi maturati annualmente sia passati che futuri;

C) Le spese per i servizi accessori Per quanto riguarda la specificazione delle spese per servizi accessori a carico degli inquilini e a carico della proprietà e le modalità di controllo da parte degli inquilini come definite dagli artt. 9 e 10 della legge

392, si richiede:

1 - la specifica delle spese a carico dell'inquilino o meno nel contratto di locazione, avendo presenti sia gli accordi precedentemente raggiunti tra inquilini e proprietà, sia gli accordi intercorsi fino ad oggi tra SUNIA, ANAI e UPPI, sia le nuove indicazioni presenti nella legge 392 (vedi portierato);

2 - l'impegno di convocare annualmente negli stabili l'assemblea degli

Intervista al segretario cittadino del PCI, Canzi

Entro la fine di dicembre avranno luogo in ogni zona del decentramento comunale delle pubbliche assemblee sulla situazione amministrativa e saranno indette dalle zone di Partito.

A questo proposito abbiamo rivolto alcune domande a Virgilio Canzi, Segretario cittadino del PCI.

D. "Come intende il PCI affrontare i temi della politica amministrativa?"

Cooperativa s.r.l. Libreria

GIOCHI DIDATTICI

LIBRI PER RAGAZZI

VASTA SCELTA DI

NARRATIVA E SAGGISTICA IL PONTE TRE

la libreria inserita nella vita del quartiere

R. "Avvertiamo in primo luogo, la necessità di condurre un esame franco ed approfondito della attività svolta dal Comune e dagli organi del decentramento negli ultimi 3 anni. E di condurlo alla luce del sole; quindi, non soltanto tra i comunisti, ma anche insieme ai cittadini e con il concorso della critica e della proposta delle organizzazioni sociaii e politiche. Consideriamo, in secondo luogo, la fase attuale del decentramento amministrativo una fase qualitativamente nuova, dopo la nomina dei consigli di zona e mentre si avvia a conclusione il trasferimento delle deleghe dal Comune agli organi decentrati. La gestione dei poteri attribuiti e lo sviluppo della partecipazione dei cittadini alle scelte publiche sono, a nostro parere, il terreno sul quale misurare nel concreto e fin dai prossimi mesi la capacità del sistema democratico milanese. Riteniamo, in terzo luogo, il prossimo bilancio di previsione del Comune, il Bilancio 1979, decisivo nella realizzazione del programma amministrativo che la Giunta si è dato con la sua formazione nel 1975".

D. "Qual'è ll quadro di riferimento all'azione amministrativa?"

R. "Il quadro dì riferimento dl cui Milano mancava, per l'inefficienza e la permanente crisi che hanno caratterizzato il centro - sinistra, è stato predisposto e sta per essere completato dall'attuale Giunta democratica: il PRG, il regolamento del decentramento, il Bilancio di ve-

inquilini per la verifica del consuntivo e del preventivo delle spese di gestione; 3 - per il riscaldamento, laddove ci sia, si richiede la convocazione dell'assemblea deliberante secondo i termini della legge 841 al termine di ogni gestione.

D) Manutenzioni Diverse controversie sono sorte nel passato per quanto riguarda le manutenzioni ordinarie, straordinarie ed il risanamento degli immobili. Riteniamo sia necessario in sede di attuazione della nuova legge sugli affitti definire una linea di impegno in questo senso da parte vostra in grado di garantire condizioni abitative decenti e adeguate all'inquilinato nella tutela dei reciproci interessi. Certamente la nuova legge 392 intende in questo campo ratificare con livelli ,di affitto diversi situazioni manutentive esistenti. Noi riteniamo però che lo spirito della legge sia anche quello di promuovere un intervento da parte della proprietà di mantenimento degli stabili in condizioni decenti e normali attraverso il riconoscimento di parametri e coefficienti diversi.

Noli ottica perciò di assicurare agli inquilini condizioni decenti, secondo anche gli obblighi che permangono validi, sanciti dal Codice Civile, richiediamo:

1 - un programma di manutenzioni ordinarie sulla base delle maggiori entrate previste dall'applicazione della legge 392;

2 - un programma di manutenzioni straordinarie là dove sono necessarie concordando preventivamente i nuovi livelli di affitto che possono derivare o dal passaggio di "stato manutentivo" o dal riconoscimento del 5% sul capitale investito;

3 - un programma di risanamento degli stabili nel medio - lungo periodo definito sulla base degli strumenti nuovi offerti dalla legge 457 e dalla legge 10.

Riguardo a ciò potrà essere aperto un positivo confronto tra la proprietà, il Comune e l'organizzazione dell'inquilinato

E) Uso degli alloggi sfitti Di fronte alla forte domanda di alloggi in affitto e di fronte alle stesse richieste di cambio alloggio che potranno pervenire dai nuclei con reddito basso, riteniamo necessaria da parte della proprietà la disponibilità ad utilizzare gli alloggi sfitti al fine di soddisfare tale domanda.

Per questo richiediamo un confronto costante per l'utilizzo dello sfitto e in generale del vostro patrimonio immobiliare.

Direttivo Sezione Venezia - Buenos Aires

rità, con l'accertamento delle reali disponibilità finanziarie, il Piano dei trasporti, il programma ecologico, il riordino del settore socio - assistenziale.

È oggi possibile accelerare gli interventi nella estensione dei servizi e delle opere civili e sociali, e nella gestione decentrata ai Quartieri di una quota rilevante del Bilancio stesso.

Pensiamo infine, sia oggi più che mai necessaria una seria riflessione sul futuro di Milano e dell'area metropolitana milanese e sul ruolo in Lombardia, nel Paese, nella comunità eiropea. Una riflessione non sulle formule del futuro governo, come usa fare la DC per sfuggire alla realtà, ma sui problemi acuti di ogni ordine che sono posti e sempre più si porranno in un tessuto urbano e sociale così compromesso come il nostro dalla politica miope seguita proprio dalla DC e dai suoi alleati prima del 1975. A questa riflessione le nostre assemblee pubbliche intendono dare avvio e chiamare a contribuirne l'energie grandi di cui Milano non manca".

D. "Con queste vostre iniziative formalmente aprite la campagna elettorale?"

R. "Con le assemblee pubbliche di dicembre non apriamo la campagna elettorale nè politica, nè amministrativa.

Il partito della crisi nel Paese è formato da quei gruppi che ritardano l'applicazione delle intese raggiunte e ne rimettono continuamente in discussione il significato di solidarietà di fronte alla emergenza. Il partito che a Milano ha già aperto la campagna elettorale è la DC, per sfuggire al confronto sui problemi, per puro spirito di rivincita e per recuperare le lacerazioni al proprio interno sul terreno del patriottismo di partito".

D. "Cosa pensa Il PCI della discussione Interna alla DC?"

R. "Noi siamo attenti alle vicende

interne alla DC milanese, alle differenziazioni esistenti nelle valutazioni delle cose nazionali e locali, ma non possiamo non sottolineare che il volto che la DC milanese presenta è solamente quello della contrapposizione frontale per un interesse di bottega.

Una posizione, questa, che indebolisce la stessa linea della DC nazionale di intesa fra le forze dell'arco costituzionale e di rinnovamento interno portata avanti da Zaccagnini. È un atteggiamento che ha accentuato l'isolamento della DC milanese negli schieramenti politici e sociali nella città, conquistando simpatie solamente nei settori delle nuove e vecchie forze della conservazione mentre non ha scalfito la proficua collaborazione in atto fra le forze che hanno dato vita alla Giunta democratica.

Questo sfuggire della DC dal confronto sui problemi di oggi e dello sviluppo della città, marcato in modo particolare al convegno di Bruzzano e dalle successive interviste rilasciate da Frigerio e da Garocchio, è un punto di debolezza e non di forza".

D. "Quale può essere il futuro di Milano?"

R. "Senza dubbio il futuro di Milano non può essere ridotto alla ripresentazione di una formula logora come quella del centro - sinsitra. O si andrà ad una soluzione più arretrata del quadro politico milanese, ad uno spostamento a destra, comunque venga camuffato lo schieramento - ed è questa la soluzione per cui lavora la DC milanese - oppure si dovrà percorrere la strada avviata con la formazione della Giunta democratica nel '75, la strada cioè della estensione della solidarietà fra le forze politiche e sociali per dare continuità e consolidare il governo democratico di Milano. Ed è questa la proposta che noi al; anziamo".

10
Milano, via Lecco 16, tel. 20.38.83 9-10 Dicembre '78-Gennaio '79
Applicazione dell'equo canone
Discutiamo dello sviluppo di Milano

n. 9-10 Dicembre '78-Gennaio '79

Campagna di tesseramento del PCI della zona:

Primi risultati positivi

È dall'inizio di novembre che i comunisti della nostra zona sono particolarmente attivi. Si sono svolte, o si stanno svolgendo, numerose assemblee, attivi nelle sezioni e abbiamo partecipato a diversi incontri pubblici che il PCI ha organizzato con i cittadini sui temi e i problemi più acuti del momento.

Questo particolare fervore è legato alla campagna per il tesseramento e il proselitismo 1975, che si apre tradizionalmente in novembre.

In un periodo in cui si sente dire, da più parti, che il PCI sta attraversando una profonda crisi interna e di colregamento con gli elettori, è interessarne verificare come stanno concretamente vivendo le sezioni del Pci di P.ta Venezia la campagna del tesseramento, uno dei momenti più inpegnativi e qualificanti per questo partito.

Abbiamo perciò rivolto alcune domande al responsabile di Zona Carlo Montalbetti e ai segretari alle 3 sezioni, eccoli: G. Bimbatti per la Banfi; P. Grillo per la Engels e R. Fidenzi per la Russo. - Come procede la campagna di tesseramento e reclutamento C. Montalbetti - Per quanto riguarda la città molto bene: abbiamo, in un mese, abbondantemente superato il 60% dell'obiettivo. Anche nella zona i risultati sono buoni. Si è superato il 60% dell'obiettivo con 7 reclutati e la forte presenza di donne. Anche la media tessera è piuttosto alta, superiore alle tredicimila lire. Questo è un fatto importante perchè esprime

l'elevata coscienza politica dei nostri iscritti, permettendo al partito, diversamente da tutti gli altri, di reggersi sull'autofinanziamento.

Vi sono stati degli iscritti che non hanno voluto rinnovare la tessera?

P. Gillo - Per ora non si è verificato nesun caso. Vi sono comunque stati degli iscritti che nel ritessererarsi hanno sollevato alcuni problemi sull'orientamento politico e sul modo di muoversi del partito che non possiamo sottovalutare. In modo particolare è forte la esigenza che il partito riesca a rendere più chiara e concreta la linea politica, anche nella realtà locale.

- Nonostante alcune iniziative pubbliche abbiamo osservato una difficoltà delle sezioni a coinvolgere direttamente la gente.

G. Bimbatti - In effetti vi sono dei problemi nel modificare il modo tradizionale di lavorare delle nostre sezioni aprendole maggiormente alla società civile. I positivi risultati conseguiti con riunioni di caseggiato, assemblee pubbliche durante questa campagna di tesseramento sono una giusta indicazione per portare direttamente tra la gente il lavoro delle sezioni colleggabili ai concreti problemi che vivono i cittadini.

- P.ta Venzia non ha grosse fabbriche, è una zona prevalentemente di uffici, attività commerciali e artigianali, quali risultati avete raggiunto nei luoghi di lavoro?

R. Fidenzi - La mancanza di grosse fabbriche rende obiettivamente più difficile la nostra iniziativa. Co-

Pochi gli istituti pubblici per odontotecnici: I problemi dell'istituto

Nelle nostre città ci sono poche scuole pubbliche che insegnano odontotecnica, e che naturalmente non riescono a contenere una massa di studenti in continuo aumento, per cui la maggior parte è costretta a iscriversi a scuole private. Le quali presentano notevoli svantaggi sia dal punto di vista didattico che da quello economico. Una buona parte di coloro che si iscrivono a scuole private frequentano corsi serali, e sono appunto questi che risentono dei disagi maggiori, dato che la rimanente parte degli studenti che sono iscritti ai corsi diurni don posson sentire questi problemi perchè non li vivono in prima persona. lo sono uno dei tanti che frequenta il corso serale all'Istituto Casati e mi sento in dovere di informare quanti ne sono all'oscuro dei disagi che incontriamo.

In prima analisi vorrei far conoscere alcune cifre che siamo tenuti a pagare per frequentare questo, corso nel 1977 la tassa dì iscrizione era di L. 100.000 e le rette mensili di L. 60.000. ora a distanza di un anno la tassa di iscrizione è salita a L. 150.000 e la retta e L. 65.000. (Cifre corso serale) Ora io mi chiedo se è giusto che gente che lavora e vuole imparare a costo di sacrifici debba pagare così caro un insegnamento scolastico che dovrebbe essere nei suoi diritti.

Le aule di questo Istituto trovandosi in un normale stabile sono dislocate in vari punti dell'edificio per cui se gli studenti devono recarsi in laboratorio o in segreteria devono attraversare lo stabile o addirittura uscirne per recarsi in un'altra sede, dato che oltre alla sede di corso Buenos Aires, ne ha altre in Milano e fuori.

Oltre a quanto detto le aule sono inadatte a contenere una scolaresca di venticinque persone quali siamo, perchè sono state progettate per uso condominiale e non per uso scolastico quali vengono adibite.

Fra circa un mese il Cesati si traferirà in via Murzton (zona Romana) e la direzione ci ha informato che la parte didattica si svolgerà nella nuova sede, mentre la pratica di laboratorio si farà in viale Padova, ciò creerà degli scompensi d'orario enormi che si sommeranno ai notevoli problemi esistenti a cui la direzione non ha saputo e non ha voluto provvedere.

Tengo a precisare che noi studenti siamo vincolati da una clausola dell'atto di iscrizione a pagare fino alla fine dell'anno scolastico anche qualora non frequentassimo più l'Istituto, per tutto ciò all'attimo dell'i-

munque si sono fatti grossi passi in avanti nel settore terziario. Abbiamo cosolidato la presenza delle nostre cellule alla Foster, Aci, Hotel Michelangelo, Fidenza Vetraria, Lepetit, Bassetti e abbiamo costituito una nuova cellula all'Italturist. Il partito si sta inoltre dotando di un organismo, il coordinamento dei lavoratori comunisti che permetta una nostra più efficace presenza tra i lavoratori. Giovani, donne, emarginati sono grosse questioni anche per la zona 3, che rapporti il partito ha stabilito con loro?

C. Montalbetti - Direi che la nostra iniziativa tra i giovani e le donne è molto migliorata. L'impegno in particolare della FGCI, assieme ad altre forze giovanili, per il centro culturale e sociale di via Settembrini ha permesso un collegamento importante con numerosi giovani che sta dando buoni risultati. Le nostre compagne, dopo un periodo difficile, hanno ripreso l'iniziativa sui problemi essenziali per la nostra realtà (asili nido, consultorio) e abbiamo registrato tra i reclutati una presenza più forte di donne. Siamo in ritardo invece nel collegarci ai settori di emarginazione e in particolare sottoproletariato e immigrati stranieri che pure sono presenti nella zona più vecchia di P.ta Venezia. Conosciamo troppo poco i loro problemi, i loro bisogni. È questo un campo dove il partito deve assolutamente intervenire al più presto per evitare l'esplosione di fenomeni di disgregazione e disperazione.

privato Casati

scrizione non ci è stato comunicato nulla di questo futuro trasferimento, pertanto se uno studente avesse scelto l'itis per ragioni di comodità di mezzi dato che alcuni provengono da fuori Milano e prendono il treno si ritroveranno in grande disagio e senza poter cambiare istituto. Altra cosa importante da dire sono gli orari, delle lezioni che hanno continuato a spostarceli fino alla metà di novembre, e pare che debbano cambiarceli ancora facendoci perdere tempo nell'inquadrare il programma delle lezioni, siamo an-

AL kttAU10

di PER ICO ANNAMARIA

zyxwvutsrqponmlkjihgfedcbaZYXWVUTSRQPONMLKJIHGFEDCBA

VENDITA AL DETTAGLIO RIPARAZIONE ACCURATA DI TAPPETI LAVAGGIO

20124 Milano - Via A. Tadino n. 13 - Telefono n. 20.37.42

Per i vostri acquisti di Natale vi aspettiamo alla

LIBRERIA

BUENOS AIRES

TEL. 222.987

C.so Buenos Aires 42/3 (di fronte al Cinema Puccini)

SERVIZIO AUTORIZZATO REMAINDERS'

VASTO ASSORTIMENTO

LIBRI

AL 50% DI SCONTO

ARTE, SAGGISTICA, NARRATIVA, LETTERATURA PER L'INFANZIA

CONDIZIONI PARTICOLARI PER STRENNE AZIENDALI

dati a parlare col preside che ci ha sommersi di scuse e di prossimi cambiamenti, però quando uno di noi ritarda nel pagamento gli mandano subito l'avviso di pagamento e ritengo che la cosa parli già da sé.

Spero di essre riuscito a dare un quadro abbastanza chiaro della situazione di questa scuola che in pratica cerca sostanzialmente di spillare più soldi possibili da gente che lavora e si sacrifica per imparare un mestiere, per il proprio avvenire. Michele Russo

da pag. 2/"CORSI DI ANIMAZIONE TEATRALE"

nuovo gruppo teatrale. Il seminario avrà inizio martedì 5 dicembre dalle ore 20 alle 22, in via Settembrini 4. La quota d'iscrizione è per la frequenza dell'intero seminario di L. 5.000.

- Un laboratorio permanente realizzato dal Gruppo Immaginazione, che si terrà una volta alla settimana per circa sei mesi: una lunga serie di incontri di animazione teatrale, che potrà sfociare quest'estate in uno spettacolo. Il primo incontro si terrà sabato 9 dicembre, dalle ore 15 alle ore 18, sempre in via Settembrini al n. 4. Si è stabilita una quota di L. 3.000 mensili. Le iscrizioni per entrambi i corsi si ricevono dal 28 novembre al 5 dicembre ogni giorno dalle ore 17 alle ore 19, presso la sede del Consiglio di Zona, in via Boscovich 42: i ritardatari avranno ancora la possibilità di iscriversi, durante i primi incon-

GREGORIO E-EEi-9

tri del seminario o del laboratorio permanente. Invitiamo tutti i giovani a partecipare a queste iniziative, per usufruire di un nuovo spazio culturale offerto al quartiere.

Per un concreto intervento nella realtà territoriale, il Centro proporrà inoltre al più presto altre attività atte a valorizzare la socializzazione e il dialogo tra i giovani: spettacoli, cicli di film, dibattiti, sui temi e i problemi di più generale interesse. Chiunque avesse bisogno di ulteriori informazioni sui corsi di teatro, o volesse prendere contatto con i giovani del Centro per dare il suo contributo al lavoro di elaborazione e organizzazione delle prossime attività può come al solito rivolgersi alla redazione di Porta Venezia o al Consiglio di Zona 3.

Giovanni Paolo II: un Papa nuovo

Lunedì 27/11 si è svolto, presso il CdZ, un pubblico dibattito sul tema: "Giovanni Paolo II: un Papa straniero". Un fatto nuovo per la Chiesa e per la società. Alla conferenza, organizzata dal nostro giornale, Acli, Nuova Corsia dei servi, Centro Studi Muzio, sono intervenuti: Nangeroni, Tornai, Cumi netti e Muzio. Tutti i relatori e gli interventi del pubblico hanno sottolineato la novità positiva dell'elezione di un Papa straniero. Mentre si attende di valutare se questo avvenimento rappresenterà un passo in avanti per la Chiesa, sulla via indicata dall'ultimo Concilio.

CL
regi')
Pag. 11
‘e

Dibattito sull'equo canone

È questa - si è detta - una norma sbagliata che apre immediatamente uno spazio di lotta per l'ottenimento della "giusta causa", per il rinnovo cioè automatico del contratto in assenza di giusticato motivo di interruzione. Su tutte queste valutazioni si è aperta spontaneamente una interessante e chiara discussione tra i lavoratori che in modo pacato hanno chiesto ed ottenuto chiarimenti e precisazioni: si è così, senza fatica, fatto piazza pulita del polverone che alcune forze irresponsabili, servendosi di una propaganda disinformante tentano di creare intorno a questa legge. Al dibattito serrato, ai numerosi interventi, sono seguite le conclusioni del sindacato. La Marabelli ha invitato i lavoratori a considerare il padrone di casa come il datore di lavoro: anche se non è possibile da parte degli inquilini il ricorso allo scioperoha detto per spiegarsi megliooccorre, in ogni caso, che il rapporto col proprietario non sia un rapporto di uno a uno perchè in questo caso vince sempre il proprietario. Occorre invece -

ha proseguito - che gli inquilini si organizzino, caseggiato per caseggiato, sindacalizzandosi, unendosi nella difesa di un interesse comune, creando più in generale quella mobilitazione unitaria che è oggi indispensabile per mettere tutte le forze politiche dinnanzi alle loro responsabilità.

A noi sembra che questo i lavoratori alla Michelangelo lo abbiano ben compreso: anzi, ci sia consentita un'ultima considerazione.

Mentre la riunione si scioglieva, tra il rumore, delle sedie smosse, ci siamo guardati intorno: c'era nell'aria la soddisfazione per il dibattito che si era appena concluso.

A nostro avviso questo stato d'animo non dipendeva certo dalla visione di un roseo futuro ma, piuttosto, dalla affiorante consapevolezza della propria forza, dalla determinazione alla lotta, da quella volontà di partecipare e di determinare dal basso il governo del Paese, dinanzi alla quale "Porta Venezia" e il sottoscritto diventano ottimisti.

P.G.

AMERICAN Å SISTEM

Lavaggio

Piazza Bacone (ang. Via Morgagni, 39)

Telef. 22.88.06 Milano

Colorificio Zinnì

Abbiamo innanzitutto chiesto come mai l'Amministrazione comunale abbia scelto la via dell'esproprio dello stabile e non altre.

L'assessore ci ha risposto che era stata presa in considerazione l'ipotesi di una convenzione con la proprietà, ma che i costi prospettati si erano rivelati troppo alti.

Si sarebbe verificata una ripercussione negativa sui livelli dei canoni che avrebbero subito un aumento troppo elevato per il tipo di inquilinato che vi abita.

Quindi, tenuto soprattutto conto della composizione sociale del caseggiato, si è deciso di seguire la via dell'esproprio.

È bene precisare comunque, che al momento attuale siamo nella fase di una decisione di esproprio da parte della Giunta; esso per diventare operante deve avere una approvazione definitiva.

A questo proposito, osserva Rossinovich, per evitare un iter burocratico estremamente lungo, caratterizzato da una serie di ricorsi da parte della proprietà (la Bolchini - Bonomi), che allungherebbero di molto i tempi dell'esproprio, l'Amministrazione comunale ha scelto una via: quella di andare ad una acquisizione bonaria dell'immobile ma sempre sulla base di un valore di esproprio.

La linea della ricerca di un accordo consente senz'altro un accorciamento dei tempi.

Nel frattempo sarà necessaria una particolare attenzione e vigilanza da parte di inquilini e Consiglio di Zona, indispensabile per poter superare eventuali ostacoli ad una rapida conclusione dell'esproprio.

Intanto, continua Rossinovich, gli uffici tecnici del Comune, in collaborazione con il Consiglio di Zona 3, stanno compiendo una valutazione sulla natura dell'intervento da realizzare sullo stabile.

Si e a tal fine orientati verso un intervento che sia al tempo stesso utile e non troppo oneroso, ma in ogni caso consistente.

Abbiamo chiesto quali problemi

si porranno per gli inquilini una volta iniziati i lavori.

L'assessore ha precisato che i lavori avverranno con la permanenza dell'inquilinato nel caseggiato.

Avremo quindi un intervento consistente con inquilini. Questa scelta è dettata dall'esigenza di non allontanare gli inquilini dal quartiere anche per la mancanza nelle immediate adiacenze, di case parcheggio in cui fare temporaneamente abitare intere famiglie in attesa della ultimazione dei lavori.

Difficile per ora dire con precisione i tempi di inizio di questi lavori, legati da una parte ai tempi di espropriazione dell'immobile e dall'altra alle effettive disponibilità di bilancio.

Obiettivo dell'Amministrazione comunale è quello di poter comunque mettere mano all'operazione entro il primo semestre del 1980.

Sul significato di questa decisione a livello cittadino, Rossinovich ci ha ricordato che quello su piazza Dateo non è il primo intervento nelle zone di 167. Basti ricordare quello operato sul quartiere Garibaldi.

Indubbiamente questa decisione è molto significativa per la zona 3, soprattutto in considerazione della consistenza dello stabile che ospita oltre 250 famiglie. Bisogna quindi rendersi conto, sottolinea l'assessore. che questa dell'Amministrazione Comunale non è una scelta insignificante. ma una iniziativa grossa e costosa che comporta l'investimento di una parte cospicua di quanto il Comune ha messo a bilancio per l'edilizia popolare.

Ma se questa è la linea decisa dall'Amministrazione comunale per piazza Dateo, cosa si intende fare per gli altri caseggiati vincolati a 167? L'assessore ci ha risposto che, a questo proposito, è in corso una riflessione generale alla luce della legge n. 457, meglio conosciuta come piano decennale, approvata nell'agosto di quest'anno.

Nell'ambito del nuovo quadro legislativo in cui si trova ad operare, l'Amministrazione comunale sareb-

be del parere, salvo le diverse soluzioni suggerite dalle singole situazioni, di intervenire direttamente sui lotti di 167 vigenti, cioè già approvati dalla Regione.

Per quanto riguarda invece i lotti non vigenti, che non hanno ancora terminato il loro lungo iter di approvazione, l'orientamento della Giunta è di riconvertirli in piani di recupero in base all'art. 4 della legge n. 457. L'inserimento di uno stabile degradato in un piano di recupero impone al proprietario il compito di procedere in prima persona al risanamento. In caso di inerzia della proprietà subentrerebbe l'Ar~inistrazione comunale con l'espropriazione.

È evidente a tutti l'importanza di disporre di un simile strumento per una città come Milano, dove l'Ente locale da solo, con gli scarsi mezzi finanziari di cui dispone, non riuscirebbe mai a risanare tutti gli stabili degradati disseminati sul suo territorio.

Di qui la necessità di coinvolgere anche le risorse private nella gigantesca operazione di risanamento, anche perchè è giusto che la grande proprietà che per decenni ha speculato e lucrato sulla rendita parassitaria e di posizione, venga adesso chiamata a pagare per il recupero del patrimonio edilizio che ha lasciato degradare solo preoccupata del profitto.

L'assessore ci informa inoltre che è già in corso. presso gli uffici tecnici del Comune. un esame approfondito sullo stato degli stabili in 167 (tipologia, carenze, composizione sociale, assetto proprietario), per avere una fotografia precisa del degrado cittadino e per decidere di conseguenza il tipo di intervento più opportuno, a seconda dei casi. In questo ambito è stato deciso un primo programma di interventi sugli stabili in 167, tra cui rientra appunto quello su piazza Dateo 5.

cartoleria libreria bisoni

Mini Austin Morris Triumph l'aver Hai # nuovo salone Via Morgagni Angolo Piazzale Bacone i tt PAINCICENTI) (INNOCENTI) CAR.MO Tel 02 204.6838 DALLA PRIMA: Sull'esproprio a piazza Dateo Intervista all'assessore Rossinovich
1MILIMUI1 11~INP CONCESSIONARIA SEDE - CENTRO ASSISTENZA - RICAMBI MILANO - Via Mamiani, 3a - Tel. (02) 2893774-2894591 ESPOSIZIONE - VENDITE MILANO - Via Padova, 17 - Tel. (02) 2846140 INNOCENTI EQUO CANONE 279 CONSULENZE PER: 1 RILIEVI APPARTAMENTI 2 CALCOLI DI AFFITTO 3 CATEGORIE CATASTALI coordinatore arch.LUIGI LEMME TEL. 203438-278193 telefonateci
R. C.
Viale Tunisia 15 - Tel. 276522 (Angolo Largo Bellintani) Tutto per il "FAI DA TE" Tappezzerie di ogni tipo a partire da L. 1.500 il rollo Tutti i colori per la casa -Vernici speciali per la nautica
PENNE STILOGRAFICHE - PENNESFERA DELLE MIGLIORI MARCHE milano - c.so buenos aires, 9 - tel. 27.15.288 AK) n. 9-10 Dicembre '78-Gennaio '79 Pag. 12
PRIMA:
DALLA
a secco a peso in giornata SI ESEGUONO RIPARAZIONI *
CAMBIO
DI SARTORIA
FODERE
Redazione: F. Alberti, R. Cenati, E. Glannasl, C. Montalbettl, L. Pagani, C. Oldrini, L. Vincitori°, M. Sparacino, A. Capelli, S. Lotto, B. Negroni. Hanno collaborato: S.U.N.I.A. Zona 3, R. Ponti, A. Pedroni, A. Strik Lievers, G. Brighi, L. Celiberti, C. Ruffa F. Albanese, Brunasti, A. Capelli, E. Uggeri, P. Grillo, C. Blancardi, ivi. Fiorillo, M. GiannInl, G. Delle Monache - Direttore resp.: Luciano Capitini - Suppl Ticlnia NotiziarioAut. Trib, di Milano n. 232 del
4.6.73 - Redazione e Amministrazione: via S. Gregorio, 48 Milano - Stampa: Coop. Guado 20020 Robecchetto con I nduno. (Milano) - Tel. 0331/881475.

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook