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PERIODICO DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA MENSILE ANNO 2 - N. 9/10 Dicembre '78-Gennaio '79
Bilancio '79 Tra poche settimane il Consiglio Comunale dovrà discutere e approvare il Bilancio per il 1979. t questo un avvenimento non solo amministrativo ma di rilevante significato politico per le dirette implicazioni che ha sullo sviluppo della città, del suo Comprensorio e della Regione, sulla qualità della vita di Milano. Un Bilancio che vede un incremento delle entrate di circa 1'11% rispetto al 1978, pari circa a 22 - 23 miliardi, dopo l'accordo raggiunto dall'ANCI (Associazione nazionale dei Comuni) con il Ministro, con un parziale sollievo per la difficile sitùazione finanziaria degli enti locali. L'approvazione del Bilancio è poi una importante occasione per verificare la condotta della Giunta e dell'opposizione, per coinvolgere diretamente i Consigli di Zona e i cittadini nelle scelte di fondo per il futuro di Milano. La decisione della Giunta, sin dall'inizio della sua elezione, di privilegiare gli investimenti produttivi sulle spese correnti ha già dato importanti risultati positivi, è necessario rafforzarla con alcune specificazioni. Infatti per le spese correnti è necessario privilegiare alcuni campi d'intervento. In particolare: l'assistenza, in rapporto specialmente alle nuove funzioni e compiti previsti per gli enti locali dal dpr 616; la cultura; ia scuola, particolarmente nel settore delle attività integrative. Sono questi punti d'intervento verso i quali è necessario anche prevedere diretti investimenti (ristrutturazione del verde, nuova sede del Piccolo Teatro, asili nido, ristrutturazione scuole). Per le spese in conto capitale (investimenti) gli stanziamenti previsti (circa 300 miliardi) dovranno insistere sui trasporti e sulla casa. Questi sono infatti i due settori prioritari per lo sviluppo della città e sono direttamente collegati alla possibilità di ripresa economica. È comunque necessario inserire nel piano - investimenti un ampio intervento per la difesa e il risanamento ambientale (sistemazione rete fognaria e disinquinamento pozzi, smaltimento rifiuti solidi) che ha subito negli anni dello sviluppo caotico e incontrollato della città un gravissimo deterioramento, con pesanti responsabilità per le passate maggioranze. Il Bilancio dovrebbe quindi essere strutturato nel seguente modo: Investimenti di rilievo cittadino; investimenti interzonali; investimenti di competenza delle zone. (si calcola una somma a disposizione tra i 50 e i 70 miliardi). Risulta quindi evidente il ruolo che i Consigli di zona potranno svolgere concretamente nella definizione dei progetti e nelle scelte di intervento. È questo impegno che il nostro CdZ deve pienamente assumersi in base al programma di sviluppo per la zona recentemente votato dalla maggioranza, coinvolgendo in un ampio e pubblico confronto i cittadini.
PORTA VENEZIA Si allarga nei luoghi di lavoro il dibattito sull'equo canone Vivace confronto dei lavoratori con le forze politiche e sindacali all'Hotel Michelangelo Una profusione di ampi ed eleganti saloni, qua e la colonne e pareti di legno, ovunque poltrone invitanti, divani e soffici tappeti, il tutto immerso in morbide pozze di luce diffusa: questo era l'aspetto dell'Hotel Michelangelo, uno degli alberghi più lussuosi di Milano, nel quale lunedì 20 novembre si è tenuto un dibattito sull'equo canone. L'iniziativa, davvero inconsueta e piacevolmente profanatoria, in un simile ambiente, è stata organizzata e voluta dai lavoratori dell'Hotel stesso che hanno chiamato, su questo tema, forze politiche e sindacali a confrontarsi direttamente con loro. L'importante manifestazione è stata aperta, in una sala congressi dell'albergo, da un rappresentante del consiglio di azienda che, brevemente, ha illustrato i fini della iniziativa e la soddisfazione per la sua riuscita, vista l'ampia partecipazione dei lavoratori. Il rappresentante del consiglio di azienda ha rivolto però una ferma critica - che noi condividiamo - a tutta una serie di forze politiche che, nonostante i ripetuti inviti dei lavoratori, hanno disertato in massa il dibattito: assenti ingiustificati erano infatti la D.C., il P.S.I., il P.R.I. e il P.S.D.I., per cui l'unica forza politica presente era il Partito Comunista, rappresentato dall'onorevole Nadia Corradi. Ripetiamo che condividiamo questa critica, non tanto perchè pensiamo che tutti o alcuni di questi partiti siano in blocco cotro gli interessi dei lavoratori, ma perchè riteniamo intollerabile il verticismo con cui alcune di queste forze credono, talvola, di poter risolvere i problemi della gente. Il tono del dibattito tuttavia non ha risentito di queste assenze grazie soprattutto alla ampia e chiara introduzione di Daniela
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Marabelli della Direzione Nazionale del sindacato inquilini S.U.N.I.A. e. anche, grazie ai ripetuti puntuali interventi dell'onorevole Nadia Corradi per il Partito Comunista: è risultato così un confronto ampio ed interessante di cui, per motivi di spazio ci limitiamo a riportare alcuni punti salienti. Anzitutto è emersa una valutazione densamente positiva della legge di equo canone, una legge che nonostante alcuni rischi e pericoli che contiene, segna comunque la sconfitta di tutte quelle forze che volevano la liberalizzazione del canone e pone, per la prima volta nel nostro Paese, una regolamentazione pubblica degli affitti privati. Va detto inoltre - come ha fatto notare la Marabelli - che questa legge non si pone come provvedimento isolato ma giunge ad integrare un insieme di altre leggi recentemente conquistate quali il "nuovo regime dei suoli" ed il "piano decennale per l'edilizia". Nessuno ha voluto tuttavia nascondere la situazione disastrosa dalla quale partiamo la cui responsabilità è da attribuirsi - si è detto - a tutti i governi che hanno preceduto quello attuale: per rendersene conto basta pensare per esempio, che nel nostro Paese esiste una percentuale di edilizia pubblica del
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7%, mentre negli altri paesi europei questa percentuale è del 40% da questa situazione è possibile però risalire - ha fatto notare la Corredi - servendosi dell'insieme di leggi di cui oggi disponiamo, realizzando così la
giusta tendenza volta a considerare finalmente le case alla stregua di qualsiasi altro fondamentale servizio sociale. Sunia e Partito comunista hanno però a questo punto messo in guardia i lavoratori riguardo ai limiti di questa legge: carenze gravi, nella parte normativa e nello scarso potere attribuito agli Enti Locali, contro le quali occorre battersi fin d'ora, visto che la legge è rivedibile ogni anno. Con l'attuale testo di Legge si ha infatti - e questo è positivo un prolungamento del contratto da 1 a 4 anni ma, allo scadere del quarto anno, il prolungamento a meno del rapporto di locazione è lasciato all'arbitrio del padrone di casa. (segue in ultima pagina)
Sull'esproprio a P. Dateo: Intervista all'assessore Rossinovich Sul precedente numero di novembre abbiamo riportato la notizia della decisione dell'Amministrazione comunale di espropriare lo stabile di piazza Dateo 5 che fa parte di un lotto di 167 già approvato dalla Regione. È questo un fatto di estrema importanza che dimostra da parte della Giunta, che pur deve operare in una difficile situazione finanziaria,
una particolare attenzione nei confronti del problema della casa. così urgente in una grande città come Milano. In questi giorni abbiamo avuto modo di parlare con l'assessore all'edilizia popolare Gianfranco Rossinovich che ci ha fornito informazioni più dettagliate sulla questione. (segue in ultima pagina)
Recuperata l'area di via Venini
Approvato il progetto per l'asilo nido Si avvia a soluzione il problema dell'uso dell'area di via Venini. La Giunta Comunale ha deciso di stipulare per il 1979 un mutuo per costruire sull'area un asilo nido, come da molto tempo hanno richiesto cittadini e Consiglio di Zona. L'asilo nido, il cui progetto è stato approvato qualche settimana fa in Consiglio di Zona, occuperà un'area di circa 2.400 mq e sarà costruito per ospitare 60 bambini. Sarà il primo asilo-nido pubblico di Porta Venezia. Questa decisione è stata presa in forza dalla legge n. 1 del 1978 che permette ai Comuni di procedere all'acquisizione di aree 'destinate a servizi sociali di pubblica utilità. Cosi si sono superate le molte troppe, difficoltà opposte dalle questioni burocratiche connesse alla proprietà ECA dell'area, allo scioglimento dl
questo ente avvenuto pochi mesi fa. L'area di via Venini è però assai più vasta dei 2.400 mq che saranno utilizzati per l'asilo nido. Infatti ne conta 6700. Il Consiglio della Zona, interprete delle più elementari necessità dei cittadini, soprattutto ragazzi ed anziani, ha chiesto la sistemazione degli altri 4.300 mq a verde attrezzato con un campo giochi, panchine ed alberatura. il progetto di questa nuova ed interessante sistemazione è già stato discusso in Consiglio di Zona ed ora è nelle mani degli uffici tecnici competenti. Ricuperare a verde un buon numero di mq di area, oggi libera è, per Porta Venezia, la zona di Milano più povera di verde, quasi un... avvenimento. Ci auguriamo che I tempi concreti di realizzazione dei lavori per l'Asilo Nido e per ll verde attrezzato siano i più... brevi possibili.