Skip to main content

Milano 19(59)

Page 1

milano 119 Anno VI - N. 12 - Dicembre 1982

Mensile di informazione politica e cultura

Milano dal fascismo a piazza Fontana

Ore 9 lezione in cascina

Se in ospedale mancano letti Sconfiggiamo la mafia dei combustibili Nuove case in via Quarenghi?

La licenza di inquinare Costo del lavoro: un tema di moda

Un investimento non utilizzato

Circa 4 miliardi nella nostra zona

Da tre anni vuota la Casa Albergo

Parliamone un po' di questa morosità

Programmata nel 1974 per gli studenti della Cattolica ora non la vuol gestire nessuno. Perché non viene utilizzata per servizi sociali o trasformata in minialloggi? Nel luglio 1977 Milano 19 dedicava l'intera prima pagina e parte della seconda alla questione della Casa-albergo di via Borsa al q.re Gallaratese ospitando una lettera dell'allora presidente del Consiglio di zona ing. Sciarrone, il parere dei progettisti e un documento comune dei partiti comunista e socialista in risposta ad un articolo apparso sul Corriere della Sera del 24 giugno. Siamo andati a rileggere quanto pubblicato e, per i lettori che non fossero a conoscenza, ci pare opportuno riportare alcuni brani per una maggiore comprensione del problema: "La Casa è

stata inserita nel piano particolareggiato del Quartiere Gallaratese fin dal 1974; tale struttura è finanziata con fondi della legge 865 e riguarda un pensionato per studenti dell'Università Cattolica. La richiesta di inserimento nel piano particolareggiato è stata fatta fin dal 1973 dal Consorzio Regionale degli IA C PM". Inoltre, cosa interessante a rileggerlo oggi, nella nota dei progettisti si avverte una perplessità che riportiamo:

"Resta il nodo dell'opportunità di una precedenza della casa albergo rispetto ad altre attrezzature (...) per un verso è un problema di programmazione degli interventi, la cui corretta soluzione è sempre in Italia ostacolata dal carattere settoriale dei finanziamenti pubblici e, dall'altro, una questione politica che attiene le responsabilità di molti anni di politica urbanistica (...) Oggi revisionare il piano particolareggiato non significa soltanto perdere un anno di tempo, ma per contemporaneo effetto dell'inflazione sciupare una parte consistente dei finanziamenti disponibili". Con questi appunti non intendiamo riaprire vecchie polemiche che sarebbero solo sterili: avevano ragione gli abitanti delle case limitrofe a volere una diversa collocazione della casaalbergo oppure i progettisti? La risposta a questo quesito non ci interessa; ciò che ci sta particolarmente a cuore -- nell'attuale situazione di crisi del paese — è

segue in ultima

I mestée de la Milan de semper

L. 400

milano 19 L 300

M.. I N th LUGLIO/AGOSTO len SISMSILE DI INFORMAZIONE POLITICA CULTURA

La questione della casa-albergo al Gallaratese € '.-,r=t,mr=r..--zLettera del presidente della zona 19 al "Corriere della Sera"

it;"it

/C

Ccenoiii mi

e.u.

€€€€€€ Sem.

-•••••

—.

mora i= ,11:2=121: . .". .o l ~me SI 0€€€€€ €€€ €€€€€€€€€-€

OSSA OSSISIS.

Parliamo un po' di questa maledetta "morosità". Se un inquilino di San Siro, del Gallaratese o del San Leonardo si fa avanti per rivendicare manutenzioni e miglioramento dei servizi si sente rispondere dalla presidenza, o da qualche funzionario dell'IACPM (Istituto Autonomo Case Popolari di Milano), che se gli assegnatari della nostra zona avessero pagato i 4 miliardi di cui sono "morosi" manutenzioni e servizi avrebbero potuto essere già stati fatti. È quanto è stato detto anche nel corso di un recente incontro avvenuto tra rappresentanti del Consiglio di Zona ed una commissione della Terza zona decentrata (quella che riguarda la nostra zona) dello IACPM,

E gli inquilini pagano gli sprechi

Risparmio energetico: ma l'IACP sa cos'è È adeguata la gestione del calore nei quartieri popolari? Le assurdità di una politica che distribuisce i sacrifici e penalizza gli impianti più economici La questione del riscaldamento non è secondaria all'interno della problematica energetica nazionale, visto che almeno il 40% degli sprechi energetici avvengono a livello edili7J0. Di nuovo, ad ogni inizio inverno, ci si accorge, magari sotto la spinta degli immancabili aumenti, di un certo numero di "inadeguatezze" (se non vogliamo chiamarle con altri nomi) nella gestione della fornitura del calore da parte dello IACP, che rappresenta una grossa fetta del patrimonio edilizio milanese. Limitiamoci a farne un elenco schematico: - mancati investimenti in coibentazioni degli edifici e regolazione degli impianti e adeguamento degli impianti vecchi; -- impossibilità a risalire alle reali diseconomie dei singoli impianti a causa del tipo di gestione; - anomala situazione tariffa-

Solo tre metri in più Insufficiente proposta della sezione decentrata IACP alla famiglia di handicappati psichici di S. Siro Nello scorso numero di Milano 19 abbiamo parlato dei problemi di una famiglia di handicappati psichici, i coniugi Luigi 42 anni e Concetta 29, e la madre di Luigi settantacinquenne, che vivono in un monolocale di 32 mq. in una casa IACP di S. Siro. Per migliorare la situazione

La voce comprende tutti i crediti accumulati dall'IACPM nei confronti degli inquilini Un'azione burocratico - legale non basta per una soluzione definitiva

psichica generale di queste tre persone è indispensabile un alloggio di dimensioni confacenti alle esigenze di una famiglia dove sia possibile condurre una vita coniugale normale. Di questo parere sono anche i medici che hanno in cura la famiglia. Nel nostro articolo avevamo ri-

segue in ultima

ria (che ha raggiunto livelli equivalenti, se non superiori, al mercato "privato"), mutualità estesa a tutto il patrimonio che, se da una parte distribuisce equamente i "sacrifici" dall'altra penalizza in modo idiota gli impianti più economici e moderni e disincentiva gli investimenti per modificare guai vecchi che sprecano energia. A ciò si aggiunge ormai il sospetto di una "mutualità" dei passivi accumulati a causa dele varie morosità (e ciò sarebbe intollerabile sia da un punto di vista etico che sociale); — il problema dei finanziamenti per gli investimenti, la nuova legge 308 sul risparmio energetico offre molte occasioni, qual'è la posizione degli organi competenti dello IACP sulla questione?

p—

Sanno che esiste questa legge? Intendono utilizzarla? per quanto riguarda la situazione al Gallaratese G-2, ci è giunta voce che l'estate prossima verrà interrotta l'erogazione di acqua calda centralizzata per quattro mesi (per lavori), ciò obbligherebbe gli stabili a dotarsi di impianti autonomi a gas; ciò prelude forse all'interruzione definitiva del servizio estivo? Gli impianti di quartiere infatti, continuerebbero, secondo lo IACP, a fornire acqua calda solo d'inverno. Ma ciò cozza contro le già espresse indicazioni programmatiche delI'AEM, di andare, nel mediolungo periodo alla trasformazione di t utit i grossi impianti di quartiere in impianti di "cogenerazione" (elettricità+ calore),

su cui abbiamo già avuto modo di riferire nel nostro numero di ottobre, ed è la gran colpa che viene rinfacciata agli inquilini ogni qualvolta questi hanno dei diritti da far valere nei confronti dell'istituto. Certo, il problema non è da poco. La cifra iscritta a bilancio sotto la voce "morosità" è di dimensioni sicuramente preoccupanti: 4 miliardi circa, lira più o lira meno, per quanto riguarda la nostra zona ed oltre 50 miliardi di lire per ciò che si riferisce a tutto il patrimonio immobiliare gestito dall'IACPM. A tanto ammontano i crediti che l'istituto ha accumulato, nel corso degli anni, nei confronti degli inquilini delle case popolari. Una cifra che pe-

segue in ultima

Un piccolo sacrificio In occasione delle festività per II Natale e per il nuovo anno vogliamo porgere i nostri auguri a tutti i lettori, che ci hanno sin qui seguito e che ci auguriamo vorranno seguirci anche in avvenire. Purtroppo assieme agli auguri siamo costretti a dare un annuncio che avremmo preferito non dare: a causa dell'aumento dei costi di carta e stampa (che costituiscono la quasi totalità delle nostre uscite in quanto la redazione presta la sua attività a titolo assolutamente gratuito) ci vediamo obbligati ad aumentare, a partire dal mese di gennaio prossimo, Il prezzo di vendita da 400 a 500 lire per copia e quello dell'abbonamento da 4 a 5 mila lire l'anno. Questo perché il nostro giornale non ha altre entrate al di fuori di quelle provenienti dalle vendite e dalle inserzioni pubblicitarie. che gli hanno sin qui consentito una completa autosufficienTa economica. Confidiamo che i nostri lettori accetteranno il sacrificio di questo piccolo aumento e continueranno a sostenere Milano 19, che, vogliamo ricordarlo, è aperto alla collaborazione di tutti. La Redazione

segue in ultima

Poi arrivarono le br

La testimonianza resa il mese scorso al processo Moro da Corrado Guerzoni sul duro ammonimento che nel 1974 Kissinger, allora segretario di stato degli USA, si permise di rivolgere ad Aldo Moro toglie ogni residuo dubbio che abbia potuto esserci su tale episodio e disegna con estrema nettezza il dramma politico e personale del leader democristiano nel momento in cui (si era a pochi mesi dal referendum sul divorzio) egli stava passando dall'intuizione alla vera e propria azione politica per aprire una fase nuova in Italia. Rozzamente, senza tanti giri di parole, Kissinger, in quella occasione, ingiunse al nostro ministro degli Esteri (tale era l'incarico che Moro al momento ricopriva) di pensare ai casi italiani soltanto nell'ottica degli interessi statunitensi. Se una tale ingiunzione fosse stata fatta,

anche in modo meno rozzo, dal rappresentante di un altro stato, magari nei confronti di un'altra nazione, molti di quelli che amano sciacquarsi ogni giorno la bocca con la parola "libertà" sarebbero insorti, appellandosi, giustamente, al principio della non ingerenza e del diritto dei popoli all'autodeterminazione. In questo caso invece tacquero, anzi, forse qualcuno chinò la testa mormorando "signorsì". Chi invece non piegò la testa fu, evidentemente, proprio Moro, che, ignorando o fingendo di ignorare l'ingiunzione del potente ed arrogante alleato, continuò a portare avanti il suo disegno politico fino alla stipulazione, nel 1978 dell'accordo programmatico e di maggioranza nazionale. Poi arrivarono le brigate rosse.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook