ANNO III -n.2 FEBBRAIO 1977
L.200 Esce il 15 del mese (luglio e agosto esclusi)
MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'
L'azione della Giunta per dare a Milano un volto piir umano Nostra intervista a Carlo Tognoli sindaco di Milano Signor Sindaco, quale pensa debba essere il maggior merito da attribuire nella sua attività di Sindaco? Non spetta a me attribuirmi dei meriti. Dedico tutta la mia attività al Comune e a Milano, cerco di sentire molta gente, a tutti i livelli, per avere orientamenti e per assumere decisioni rispondenti alle necessità oggettive dei milanesi, indipendentemente da considerazioni di parte.
Quali pensa siano state le realizzazioni più significative della Giunta comunale che governa Milano dopo il 15 giugno 1975? Indubbiamente l'adozione del piano regolatore e l'avvio concreto della politica della casa. In entrambi i settori i risultati verranno in un prossimo futuro, cioè non sono immediatamente misurabili. Tuttavia riteniamo di aver compiuto delle scelte fondamentali per il futuro della città, tali da consentire a Milano un volto più umano e meno convulso.
E' nota la sua opinione critica riguardo al decreto governativo
che, invece di risolvere i problemi dei Comuni, li aggrava. Crede che questo decreto faccia parte di un programma precostituito per mettere in difficoltà le Amministrazioni comunali? E' sempre difficile fare il processo alle intenzioni. Saremo in grado di dire se il decreto governativo sulla finanza locale è stato assunto anche con finalità politiche, oppure se alcune misure proposte derivano solo da una valutazione grossolana e superficiale della situazione, quando verranno (o non verranno) altre misure del governo.
Che cosa pensa di fare concretamente per far fronte alle difficoltà finanziarie di Milano? Innanzi tutto, malgrado il bilancio preventivo del '77 venga presentato in deficit, l'Amministrazione comunale ha, in base alla legge comunale e provinciale, sempre notevoli margini per contrarre mutui e quindi ci muoveremo per ottenere questi finanziamenti; in secondo luogo cercheremo, oltre che di manovrare sulle entrate, di contenere
(a cura di Mimmo Casucci
le spese al fine di rendere maggiormente produttivi i finanziamenti, purtroppo condizionati dalla politica nazionale del credito.
Come pensa, vista questa situazione finanziaria, che si possano realizzare i programmi da lei annunciati per il 1977 e quali sono i più significativi impegni futuri? Malgrado che la situazione finanziaria sia difficile mi auguro che la situazione dei Comuni d'Italia, associati nell'ANCI, possa portare a risultati concreti al fine di poter disporre di maggiori risorse, sia pure nei limiti determinati dalla crisi generale. Gli impegni prioritari riguardano il settore della casa, nel quale la Amministrazione comunale interverrà in modo diretto, e non solo attraverso l'IACP e le cooperative, quello dei trasporti e quello dei servizi sociali, culturali e ricreativi.
Quando pensa che si terranno le elezioni dirette dei Consigli di Zona? Suppongo entro il 1977.
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Il sindaco Carlo Tognoli
AI LETTORI Da questo mese "Milano domani" aumenta da 8 a 12 il numero delle sue pagine. Questa decisione dimostra la "crescita" del giornale ed esprime la volontà della redazione di dare ai citta-lini della zona uno strumento di informazione migliore e più ampio. Siamo però costretti ad aumentare il prezzo a L. 200, anche per far fronte ai continui rincari tipografici; resta invece invariato (L. 2.000) l'abbonamento annuo, con la conferma dell'omaggio librario per chi lo sottoscrive. Siamo certi che i nostri lettori comprenderanno queste decisioni e per questo li ringraziamo.
In questo numero CASE, SCUOLA, SANITA': I NOSTRI MAGGIORI PROBLEMI. A colloquio con Sergio Poggio, Presidente del Consiglio di zona
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LE ELEZIONI DIRETTE DEI CONSIGLI DI ZONA DEVONO SVOLGERSI ENTRO IL 1977. Le dichiarazioni dei rappresentanti di DC, PCI, PSI, PSDI.
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UNO STIMOLO ALL'INDOLENZA E ALL'INCAPACITA'. Un intervento nel dibattito su: "A cosa serve un giornale di zona".
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DIMINUISCONO A MILANO GLI EPISODI DI DELINQUENZA NEL 1976
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LE 150 ORE. Un corso nella nostra zona
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LE SETTIMANE DELL'AMICIZIA ITALIA CUBA PROMOSSE DAI CIRCOLI CULTURALI DELLA ZONA
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TORNEO DI SCACCHI IL 13 MARZO
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IL POSTER DI MILANO DOMANI
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LA POSTA DEI LETTORI
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Austerità: un momento difficile, una occasione da non perdere "Austerità, una parola triste, che ricorda brutti momenti di epoche oramai passate, dalle quali pensavamo di esserci definitivamente allontanati, un termine che significa nuovi sacrifici che gravano ancora su chi fino ad oggi in austerità ha sempre vissuto, sui lavoratori, sulle masse popolari. Il sistema economico su cui per molti decenni ha poggiato il nostro sviluppo, è entrato in crisi, trascinando con sé, alcuni dei valori e dei miti che aveva creato. Ricercare le cause di questo decadimento è forse, per certi aspetti, fin troppo semplice, in un paese come il nostro, la cui economia per troppo tempo si è basata sui bassi salari e sul basso costo delle materie prime, con un sistema produttivo incapace di reagire di fronte alla crisi con nuovi investimenti, con un deficit del bilancio dello Stato appesantito dalla mancata attuazione delle principali riforme sociali, prima fra tutte la riforma sanitaria. C'è chi afferma, forse a ragione, che per troppo tempo abbiamo vissuto al di sopra delle nostre reali possibilità. In questi giorni nel paese si sta sviluppando un grande dibattito sulla necessità di fare dell'austerità uno strumento attraverso il quale introdurre nella nostra società alcuni nuovi valori alternativi. Questa riflessione nasce dalla
convizione che, non necessariamente ad un restringimento del livello di vita nel paese debba corrispondere un decadimento sociale e culturale. C'è invece in molti la convinzione che nuovi valori possano essere introdotti nel sistema, attraverso un maggior rigore murale, una più estesa uguaglianza sociale, una più grande solidarietà umana. Non è infatti vero che attraverso l'automobile sia possibile misurare il grado di avanzamento di una società. Il superamento dei vecchi valori e dei falsi miti, di cui l'automobile è forse il più significativo, impone nuove priorità, per costruire un diverso modello di vita che premi le aspirazioni naturali dell'uomo; l'esigenza di cultura e di partecipazione di comprensione e di solidarietà, di salute fisica e psicologica. Questo significa concretamente un grande impegno per imporre lo spostamento delle risorse verso nuovi investimenti che premino i consumi pubblici rispetto a quelli privati. Significa impegnarci per un concreto inserimento dei giovani e delle donne nella vita sociale, per una nuova scuola che risponda alle esigenze di lavoro e di cultura, per una giusta tutela della salute e dell'ambiente, per un ampliamento della democrazia. Per costruire dunque una società "a misura d'uomo".