CONSIGLIO di FABBRICA ceretti e tanfani
Questo breve intervento si propone di portare alla conoscenza ditutti i lavoratori il lavoro preparatorio e le linee generali che hanno orientato il C.d.F. verso la lavorazione della piattaforma aziendale che ormai a tempi brevi sarà portata al dibattito dei lavoratori.
La necessità di rilanciare il movimento all'interno dei luoghi di la voro ed in particolare nella nostra fabbrica nasce, sia dalla impostazione e dai propositi della linea generale del Sindacato espressa anche all'interno della piattaforma contrattuale nazionale conquista ta in primavera, sia più in generale dalla condizione politica economi ca del nostro Paese. Senza con ciò sottacere gli inviti che in tal sen so vengono anche dagli stessi lavoratori nella nostra fabbrica.
E' bene comunque chiarire che oggi di fronte ai sacrifici che alla classe operaia vengono richiesti,la nostra azione non vuole assolutamente essere una reazione meramente corporativa alle iniziative del go verno e dei padroai, bensì il rifiuto della logica che intende far pagare ai soli lavoratori i costi di una ripresa che così concepita resterà sempre una illusione, affrontare le tematiche aziendali che pre siedono ad un diverso modo di produrre e contribuire allo sviluppo al ternativo proposto al Paese.
E' necessario pertanto individuare i contenuti della piattaforma pri vilegiando gli interventi strutturali e cioè analizzando quali dovran no essere e in che modo dovranno esplicarsi le nostre richieste nel merito della organizzazione del lavoro nel suo più ampio significato. In pratica noi abbiamo sviluppato tale argomento dividendolo in tre punti.
Al primo punto abbiamo posto l'applicazione delle norme contrattuali che riguardano tutta una serie di "informazioni industriali" che ci danno in pratica la possibilità di intervento su problemi di grande
importanza che a tutt'oggi riguardano campi di intervento di compe— tenza delle sole direzioni.
In questo senso si è trattato di sviluppare tutta una serie di ri— chieste specifiche sugli investimenti, l'orario, gli organici, il lavoro dato all'esterno, gli orientamenti produttivi legati alla ri cerca ed alla progettazione.
Si è poi abbozzato un lavoro che abbisogna di tempi p±'J. lunghi e che riguarda il tentativo di intervenire sull'organizz5.ziene del la voro nei singoli reparti per affermare anche cu questi gli orientamenti ed in primo lucgo le L__genze della classe C7Q793a. Con questo earswu sicuri che daremo un zontribmto gerie n7--- al 77-)"91ema della produttività tanto ccEl3ressa eLgi szTprattutt la una ..tnizzazione del lavoro ce.otica, episodica e deprimente delle ca— cità e potenzialità del lavoro umano.
T1 secondo punto riguarda i problemi relativi all'ambiente di lavo— ro, all'igiene ed alla sicurezza.
La difesa della salute, dell'integrità fisica del corpo uruano è un valore primario della classe operaia, proprio perchè si contrappone al valore merce che il capitale assegna alla forza lavoro nel proces so produttivo.
Pertanto, muovendoci in unità con tutti gli altri problemi, abbiamo individuato alcune linee di intervento che con l'ausilio degli stru— menti esterni alla fabbrica (soprattutto gli S.M.A.L. — Servizio Me— dicina Ambiente di Lavoro) e soprattutto con l'autonomo giudizio dei lavoratori, realizzino l'istituzione dei libretti sanitari e di ri— schio individuale e i registri dei dati ambientali e biostatistici. Questo obiettivo, che ci vede seriamente impegnati, non si realizze— rà certamente nell'ambito della piattaforma, ma da essa dovrà pren— derne l'avvio.
Ciò non ci vieta comunque di chiedere la soluzione di alcuni proble mi forse secondari, ma certamente importanti come l'infermeria, il riscaldamento, i servizi igienici, la mensa, ecc.
L'ultimo argomento riguarda il salario e l'inquadramento. Questi problemi li abbiamo accomunati in funzione del fatto che le nostre richieste salariali, volendo muoversi con la grande battaglia, che a livello nazionale stiamo conducendo contro l'inflazione e in dife sa della scala mobile, non possiamo prescindere da un esame che ve— da in primo luogo se esistono sperequazioni da superare ed in tal senso intervenire.
Con l'applicazione dell'inquadramento unico, noi abbiamo cuaquis to una struttura del salario che pensiamo abbia superato almeno tra gli operai la maggior parte delle sperequazioni, ma tutto ciò a tre anni di distanza va verificato e bisogna comunque pensare di appro— fondire la conoscenza sulla struttura dei salari impiegatizi.
E' nostra intenzione proporre per i lavoratori richieste salariali che concordino con le scelte generali del sindacato, seppure biso— gna considerare che almeno due istituti (premio di produzione e premio feriale) non sono stati per il 1976 contrattati.
Nel merito specifico dell'inquadramento dovremo sottoporre a verifi ca e a critica l'impegno, sempre più elusivo, della direzione nel— l'impostare e facilitare continuamente una crescita professionale che resta alla base di una seria discussione sui passaggi di quali— fica che l'accordo stabilisce si contrattino ogni anno in riferimen to agli anni di verifica in esso stabiliti. Questi sono gli orienta menti che dovremo esaminare e tutti insieme giudicare per definire le richieste precise che formeranno poi il contenuto della piatta— forma.
CONSIDERAZIONI SULLO STATO ATTUALE DELL'AZIENDA
La situazione aziendale, in questi ultimi tempi, si stava facendo veramente difficile: in pratica non c'erano più commesse e il lavo— ro nei reparti produttivi — meccanica e carpenteria — stava ormai e saurendosi. Si defilavano prospettive assai poco allegre anche per la nostra rigogliosa Azienda, comunemente conosciuta come elargitri ce di lavoro straordinario. Ma, anche questa volta, la buona stella che sempre ci sta vicino è intervenuta e, quasi provvidenzialmente ecco concludersi un contratto che porta alla nostra Azienda una com messa consistente. Ma questa commessa ha dei tempi di consegna note volmente ristretti; per quello che sino ad ora ci è stato detto dal la Direzione i tre scaricatori per sfuso, l'uno per container e le tre gru a braccio devono essere montati in Jugoslavia entro la fine del prossimo anno pena, per ogni giorno di ritardo, forti penali. Sono così stati immediatamente avviati i lavori di progettazione e di studio di queste macchine: attualmente alcuni lavoratori al sesto livello sono impegnati oltre il normale orario di lavoro per fare fronte a questa impellenza e per poter iniziare, in questo modo, i disegni costruttivi al più presto per alimentare l'officina. Di fron te a questa situazione il C.d.F., dopo una discussione nel suo inter no, intende portare ai lavoratori i problemi che sono emersi: per co noscenza e per avviare una riflessione che coinvolga tutti i lavora— tori sull'organizzazione generale della ns. Azienda.
Il primo fatto che immediatamente ci ha portato dalla Direzione è il mancato rispetto dell'accordo che prevede la preventiva informazione e contrattazione con il C.d.F. dello straordinario e poi la preoccu— pazione che, data l'urgenza, si allarghi Mano a mano il numero di la voratori impegnati a dare prestazioni di lavoro straordinario. Su questi punti ci è stato detto che non si prevede la necessità di fa— re ricorso al lavoro straordinario, neanche nel caso che un'altra can messa, che al momento è in fase di avanzata contrattazione, venisse acquisita.
Per quel che riguarda poi quei lavoratori impegnati per lo studio e la progettazione con ore straordinarie, ci è stato detto da parte del la Direzione Tecnica, che ad essi è stato richiesto un impegno che a-
vrà la durata pari al tempo necessario per assolvere tale compito, circa due o tre mesi; inoltre ci è stato anche detto che non vi so no altre persone, oltre a queste (cinque o sei), in grado di svol— gere questi lavori. Questo è, per ora, tutto quello che la direzio ne ci ha saputo dire sull'argomento. Il C.d.F. ha allora avanzato la richiesta di avere il programma di lavoro con i carichi di ore lavorative per Reparto e per Operazioni singole. La Direzione si è impegnata per una riunione, da tenersi in settimana, nella quale, oltre a fornire questo programma, sarà in grado di rispondere con maggiore decisione alle nostre domande. Da tutto ciò scaturiscono una serie di interrogativi e di problemi su cui, riteniamo, i lavoratori debbano soffermarsi e svolgere una seria riflessione.
Ti C.d.F., in linea di principio, è contrari• all'uso dello stra ordinario, anche se questo coinvolge solo alcuni lavoratori del sesto livello, ma non si rifiuta di discutere di volta in volta la necessità di ricorrervi. Inoltre non si può dire cheil ricor so allo straordinario sia sempre la soluzione migliore, molte volte anzi non lo è; pertanto il rispetto dell'accordo non si— gnifica solo il volere riaffermare un principio ormai acquisito (della discussione e contrattazione preventiva con il C.d.F.), ma riafferma la volontà del contributo che i lavoratori voglio— no dare alla soluzione dei problemi dell'azienda. A questo si aggiunga che nell'ultimo periodo, non sono stati rimpiazzati i lavoratori dimissionari.
Il fatto che la direzione dica che oltre all'urgenza non vi sia no altre persone oltre a quelle cinque o sei in grado di svolge re determinati lavori di progettazione e di studio, per cui la necessità di un loro sovraccarico di lavoro, pone almeno due do mande importanti:
A parte il riconoscimento di capacità di questi lavoratori c'è da chiedersi se veramente non ve ne sono altri che, an— che potenzialmente, possono svolgere determinati lavori. Se fosse veramente così viene da domandarsi che cosa succede— rebbe se costoro si ammalassero quasi tutti in questo perio— do. E' un'evenienza che non auspichiamo, ma deve fare riflet tere.
Oltre ai soliti discorsi relativi all'entusiasmo che, secon— do la direzione manca nei giovani, che cosa realmente si fa per mettere in condizione i giovani, ma più in generale tutti quei lavoratori che già sono in possesso di conoscenze e di esperienze tecniche, di svilupparsi maggiormente fino ad es— sere, per così dire, in grado di svolgere lavori di progetta zione e di studio di impianti come quelli che ci accingiamo a costruire?
Una azienda come la nostra, che lavora esclusivamente su Mmmessa, dovrebbe, crediamo, avere ormai maturato una cultura complessiva tale da progredire speditamente verso la scientificizzazione della programmazione del lavoro; non pare che le cose stiano cos': che cosa si aspetta?
questa commessa dovrebbe impegnare l'azienda per un periodo di tem po non sufficientemente lungo per cui c'è da chiedersi se dopo ave re premuto a più non posso sul pedale dell'acceleratore, qualora non intervenga la nostra buona stella, si riproponga il problema della mancanza del lavoro:che torni ad aleggiare il pericolo della cassa integrazione. àe così fosse si può capire come sia estremamente illusorio ricorrere continuamente allo straordinario oppure al decentramento per risolvere i problemi. Quindi, per noi, resta una soluzione precaria continuare ad acquisire commesse tampone senza porsi seriamente nell'ottica di un'azienda che, consapevole di essere in un'economia di mercato, svolge indagini rigorose sul l'andamento dello stesso, cercando di prevedere e anche di trova= re soluzioni nuove a momenti di stasi.
In questi ultimi anni si è assistito ad un restringimento della gamma dei nostri prodotti; in base a quali criteri sono state fat te queste scelte? E come mai settori come quello dei blondins pri ma e funiviario ora sono stati abbandonati? E proprio quando i primi avevano un forte sviluppo e i secondi sono per noi il ricostituente per il mal di mancanza di lavoro.
Le osservazioni che qui abbiamo posto hanno un senso problematico per chè come C.d.F. crediamo che questi argomenti, che interessano il pre sente e il futuro dell'azienda, debbano trovare soluzione nella maggiore consapevolezza dei lavoratori che lo sviluppo dell'azienda non riguarda soltanto un Consiglio di Amministrazione, ma tutti coloro che dal proprio lavoro ricavano alimento per la loro vita e soffisfazione per il proprio operato.
DEL LAVORO DEL REPARTO TECNICO
La premessa indispensabile all'analisi del problema deve riguardare certamente le motivazioni generali che ci hanno indotto a questa scelta particolare.
sinteticamente possiamo affermare che se con gli anni '68-'69 il mo vimento operaio ha cominciato ad intervenire sull'organizzazione dgl lavoro, è anche vero che ci si è limitati ad aggredire gli aspetti più pesanti della stessa (ritmi, qualifiche, ambiente, struttura ge rarchica).
D'altra parte il nostro cresciuto potere in fabbrica ci porta sempre più a misurarci con le scelte palesi od occulte che il padrone fa, anche per eludere proprio queste nostre conquiste.
:lesta un dato di fatto comunque che a più riprese nelle lotte di questi anni abbiamo visto rispecchiata la nostra impotenza proprio di fronte al fatto di non potere o sapere incidere al profondo delle scelte dell'impresa.
Da questa coscienza, insieme agli effetti amplificatori che la crisidava a questo fenomeno (lavoro nero, decentramento, ecc.) nasceva no le conquiste relative al primo punto della piattaforma contrattuale, dove le aziende sono tenute a fornirci una serie di informazioni industriali ai vari livelli. In sè e per sè comunque, pensiamo siamo tutti convinti, che l'essere in possesso di una serie di dati, ancora non ci consente un uso efficace degli stessi se non siamo preparati e soprattutto armati da un'analisi critica complessiva de2l'organizzazione aziendale.
Struttura e sovrastruttura dell'azienda devono ovviamente essere ac comunate come oggetto di questa analisi che solo può fornirci le logsi di partenza per l'allargamento del potere dei lavoratori nei luo ghi di lavoro, in dialettica risonanza con le nostre scelte a liveT lo nazionale.
Il C.d.F. nel predisporre un piano di interventi su questa linea ri scontrava enormi difficoltà, soprattutto dalla mancanza di conoscere. ze che riguardavano, sia un elementare conoscenza dell'intero ciclo produttivo, sia la totale ignoranza dei meccanismi economici finanziari.
E' in questo contesto che maturava la scelta di privilegiare a tito lo di esperienza un singolo reparto. Avere poi deciso di intervenir re nel reparto tecnico, è stato frutto di una valutazione politica che individuava come elementi prioritari insieme alla capacità di lotta i momenti di analisi e di gestione. Infatti si può affermare che in questo specifico reparto le capacità e le conoscenze specifi che sono più rilevanti che in altri.
A questo si aggiunga (senza volerne giudicare le reali intenzioni) la pressione del capo ufficio per volere nel merito nostre indicazioni.
Fatta questa premessa ci sembra utile, per affrontare questo problema, dovere fornire un piano minimo di lavoro che come delegati ci proponiamo e che vogliamo con i lavoratori verificare. questo piano, che vede come primo atto questi documenti, dovrà essere ela borato complessivamente da gruppi di lavoro da istituirsi fra i tee.nici e confrontato costantemente con l'assemblea degli stessi.
In linea di massima e per fornire alcuni elementi per una eventuale discussione si possono individuare i seguenti punti di analisi:
i) Ricostruzione dell'attuale organizzazione del lavoro negli uffici nel suo divenire "storico":
nei suoi riflessi sulle scelte produttive - nei suoi riflessi sulla divisione del lavoro líe suoi rapporti sul processo produttivo a valle nei suoi rapporti con 7.e scelte direzionali
Analisi del processo produttivo oggi: la divisione del lavoro
la struttura gerarchica
la struttura salariale i rapporti con l'ufficio commerciale i rapporti con 7.a produzione
3) Il problema della ricerca e della progettazione
E' da prefiggere che l'analisi avrà come obiettivo l'elaborazione di richie.Ae specifiche che vadano da un lato ad intervenire in termini positivi sulle carenze e contraddizioni che si riscontreran no e dall'altro innalzare il livello di intervento e di potere dei lavoratori.
I due articoli che seguono, che non hanno la presunzione di un'analisi profonda, vogliono cominciare a stimolare l'avvio di un dibattito, che vogliamo franco,aperto e costruttivo, attraverso la valutazione di alcune problematiche.
LC JTATO 300.10-0'.1GANIZZATIVO DELL'UFFICIO TECNICO
Constatato che i rapporti sociali e organizzativi attuali si riper cuotono negativamente sulle condizioni di lavoro dei tecnici, questo articolo ha lo scopo di evidenziare sia gli aspetti involutivi del "metodo di lavoro", sia quelli inerenti alla problematica dei rapporti socio-umani, che sono alla base, a nostro avviso, di una armonica e leale vita di lavoro.
L'ufficio tecnico è caratterizzato da un'acuta forma di diffidenza fra la maggior parte dei componenti che lo costituiscono, che non trova confronti in nessun periodo degli anni trascorsi; questo vuol dire che sono intervenuti alcuni fattori degradanti. Il nostro impegno è quello di cercare di rimuoverli, ma per fare ciò è necessaria un'ampia e chiara analisi critica.
Innanzitutto è inammissibile che mentre da una parte si usa il "ba storie" dall'altra si sollecita la collaborazione dei Delegati del Consiglio di Fabbrica per cercare unitariamente la strada della "normalizzazione".
La ormai nota abitudine del Capo Ufficio di "colpire a caso" con il risultato che spesso soccombe il Lavoratore che solo in quel momento si concedeva un certo respiro al "lavoro usato" non è certo la
strada per la soluzione del problema. Purtroppo il fiscalismo dei Capo Ufficio si riduce a questo, ignorando nel contempo l'esistenza di uno strument come i "ilevo Tempo", attraverso il quale egli può valutarrealmente il lavoro che ciascuno di noi svolge durante il mese; non è forse sufficiente questo "grosso" strumento di controllo.... e di pressione?
La ricerca del rapporto "leale" con il lavoratore va trovata ogni giorno in fabbrica, stando attenti al perchè di certi atteggiamenti dei lavoratori, richiamandoli se necessario, ma anche cercando di chiarirsi e rimuovere le cause dove possibile.
Oggi, per merito dello "statuto dei diritti dei lavoratori", le possibilità di repressione nei confronti di essi si sono sensibilmente ridotte. Al lavoratore gli è stata riconosciuta, e giustamen te, la determinante funzione che esso ha nel processo di sviluppo socio-economico-politico della Nazione.
E' questo un altro aspetto che il Capo Ufficio deve assimiare: l'assenza dal lavoro non è solo per motivo di salute; in numerosi casi la legge dà il diritto di assentarsi per esigenze connesse al la vita familiare, culturale, politica e sociale del Lavoratore, come i permessi per gli esami scolastici, le aspettative ed i permessi per chi è chiamato a cariche pubbliche locali o nazionali, le assemblee nei luoghi di lavoro, i permessi sindacali.
In conseguenza di ciò il primato delle esigenze della persona umana soppianta le esigenze della produzione: il Lavoratore non è più tutelato in quanto strumento di produzione, ma anche e soprattutto come persona umana con tutte le esigenze inerenti alla sua vita.
Il Capo Ufficio deve inoltre abbandonare la prassi degli aumenti di "merito", che hanno il solo scopo, a nostro avviso, di meglio manovrare e dividere i lavoratori; ciò non esclude che ci possono essere degli aumenti differenziati quando si devono correggere eventuali dislivelli retribuitivi pur conservando l'esigenza di non disperdere la nozione della realtà dei valori professionali, là do ve è collettivamente riconosciuta.
Per quanto riguarda il"metodo di lavoro", le osservazioni partono dalla constatazione che oggi il lavoro dell'Ufficio Tecnico è caratterizzato dalla parcellizzazione dei compiti e dalla conseguen te dequalificazione del Lavoratore.
.uesto porta a non trascurabili fenomeni di frustazioni che deter minano una caduta dell'attaccamento all'ufficio, e qualche volta. anche a casi di esaurimento nervoso.
t Vedi : io taccio ct.nve I s iper kt ma, che dipende dalla Nr 9m2/e...
... produce per kt
••• che /avori ì (ecco... secondo rne' e. Per /0_ /5.... ... che A capo questo il... taia MONTE. D1.5.0.N. i decentramento del padro»ef
Necessita quindi una diversa organizzazione, distribuzione e divisione del lavoro tecnico: non c'è cosa più alienante del disegnare o progettare un pezzo senza la conoscenza del COMPLESSO immediatamente superiore a cui esso appartiene.
Fatta questa premessa si può ricavare un'indicazione così riassumi bile: _LI lavoro deve essere distribuito al Tecnico o al Gruppo Tecnici SALVAGUARDANDO L'UNITA' DEL COMPLESSO CHE SI DEVE DISEGNARE C PROGETTARE.
Se il COMPLESSO è relativamente piccolo può essere affidato anche ad un solo Tecnico il quale effettuerà sia lo studio che i disegni costruttivi.
Se il COMPLESSO è relativamente grande verrà affidato ad un Gruppo di Tecnici, dei quali il più esperto in quel lavoro specifico effet tuerà lo studio, e durante l'esecuzione dello stesso farà partecipe gli altri della soluzione adottata e del criterio di massima del calcolo di progetto, dando così ad essi la possibilità di assimilare il COMPLESSO e di formulare eventuali osservazioni per il suo miglioramento; lo stesso Tecnico avrà inoltre il compito di esegui re il disegno d'insieme del COMPLESSO, il controllo dei disegni co struttivi eseguiti dal GRUPPO, la stesura del "Fabbisogno di commessa".
Gli aspetti positivi di questo "Metodo di lavoro", pur nella sua poca approfondita esposizione, si possono così sintetizzare:
Ciascun Tecnico è direttamente corresponsabilizzato dell'andamen to generale del lavoro.
Ciascun Tecnico è professionalmente edotto di ciò en.: sta (1isegnando o progettando.
L'esperienza dell'Ufficio Tecnico ha più possibilità di trasmet tersi tra i suoi tecnici, con gli ovvi benefici sulle nuove e zio vani leve.
Ogni Tecnico, senza alcun privilegio categoriale, partecipa allo sviluppo dei disegni costruttivi del COMPLESSO, con gli ovvi bene fici sulla produttività generale.
La salvaguardia dell'unità del COMPLESSO riduce al minimo i difet ti e le interferenze che spesso si lamentano in fase di montaggio sia in officina che sul cantiere.
In conclusione, le critiche che abbiamo mosso e le proposte che ab biamo formulato non significano sostituirsi a chi è preposto ad or ganizzare e risolvere i problemi dell'Ufficio Tecnico, ma piuttosto muovere verso la soluzione dei problemi mediante la più ampia partecipazione dei lavoratori.