minano 19 Anno VI - N. 11 - Novembre 1982
Mensile di informazione politica e cultura
Trasporti, viabilità, illuminazione
Ancora tre problemi Milano dal fascismo non risolti per Trenno a piazza Fontana 11
Quartieri cronaca
La posta di Sebastiano del Piombo
Risparmiare il 20% sulla spesa Manutenzioni per scuole e strade I mestée de la Milan de semper
Facendosi interprete delle esigenze dei cittadini, emerse anche dai risultati di un sondaggio condotto recentemente, a mezzo di un questionario, dal Comitato di Quartiere, la sezione Luglio 60 del P.C.I. ha presentato al Consiglio di Zona 19, in apertura della seduta del 18 ottobre scorso, una serie di richieste relative alla sistemazione della viabilità e dei trasporti a Trenno. Per quanto si riferisce al problema dei trasporti attualmente Trenno è collegato al resto della città da una sola linea di autobus, la 72, che per via Gorlini, via Novara, via Rembrand e via Rubens raggiunge la stazione della MM di piazza De Angeli con un lungo tragitto, notevolmente rallentato nelle ore di punta. Per questo i cittadini del quartiere chiedono che venga al più presto attuato un collegamento automobilistico pubblico con la più vicina (e più facilmente accessibile dato il minor traffico) stazione M M Bonola suggerendo che la linea 72 proveniente da via Novara lungo la via Gorlini venga fatta proseguire, oltre piazza Scolari per via Lampugnano, via Angioletti, via Torrazza, via Cilea fino a piazza Bonola, con ritorno da via Cilea, via Torrazza, via Rizzardi, piazza Scolari e quindi lungo l'attuale percorso. Per quanto riguarda la viabilità i cittadini di Trenno lamentano che non si sia ancora provveduto all'installazione di un semaforo all'incrocio tra le vie Ratti, Rizzardi, Lampugnano e Gorlini, che risulta essere molto pericoloso — come testimoniano i numerosi inci-
denti, anche gravi, verificatisi — specie per i veicoli provenienti da via Lampugnano e da via Ratti, che hanno la visuale impedita sulla sinistra ed ai quali gli specchi attualmente installati offrono ben poco aiuto ad avvistare in tempo utile i veicoli che percorrono, a velocità spesso sostenuta, la direttrice via Gorlini-via Rizzardi.
Ultima, ma non meno importante, è la questione dell'illuminazione pubblica che risale ancora ad una sessantina di anni fa e che risulta attualmente ampiamente insufficiente per le esigenze del quartiere. Nella foto l'incrocio tra le vie Ratti, Rizzardi, Lampugnano e Gorlini.
Una spirale di rincari presto bus a 700 lire? Il governo pretende l'applicazione di tariffe a livello europeo per servizi a livello sudamericano. Il prezzo del biglietto dell'autobus, del tram e del metrò rischia di lievitare a dismisura. Dall'anno prossimo salire su un mezzo pubblico urbano potrà costare anche 500, 600 o 700 lire. Più di quanto non indichi la stessa legge finanziaria (400 lire la corsa e abbonamenti maggiorati del 50%). Se il provvedimento del governo resta così com'è non ci saranno alternative: ai cittadini toccherà subire quest'altro pesantissimo salasso. E vediamo perché. Quest'anno il fondo nazionale trasporti è stato previsto in 2.900 miliardi di lire (ma a fine esercizio non saranno meno di 3.150). Per il 1983 invece di garantire la stessa cifra, più il 13/0 (che è il tasso di inflazione programmato), Palazzo Chigi ha tagliato i fondi con la mannaia: solo 2.600 miliardi. Il resto — si
Trenta metri quadrati per sopravvivere Tre casi personali veramente unici nella propria esperienza umana. Ce ne è abbastanza per sconvolgere equilibri familiari e psichici "Ecco! vedi dove abitiamo! è tutto qui! trenta metri quadrati una sola stanza con un angolo cottura e un bagno microscopici. Ti sembra possibile andare avanti così?'. Stiamo parlando con Luigi, un nostro lettore che lo scorso mese ha inviato una lettera al nostro giornale denunciando la propria situazione abitativa. Con lui abitano la madre settantacinquenne e la moglie Concetta. L'appartamento al quarto piano di uno stabile IACP senza ascensore di S. Siro, è veramente piccolissimo. Sembra impossibile che tre persone riescano ad avere una vita regolare in uno spazio tanto angusto. Che vita può avere una cop-
Secondo PIACP
Handicappata? Troppo grande un monolocale Una storia che riguarda ancora lo IACP (Istituto Autonomo Case Popolari). A raccontarla è stata la stessa sfortunata ed involontaria protagonista. Si chiama Consiglia Principe, trent'anni, di professione grafico. Poliomelitica, si muove grazie alle stampelle od alla carrozzina. Abita in uno stabile dell'IA C P in via Ricciarelli 22, a San Siro, in un monolocale
Per effetto della legge finanziaria
La casa non è solo un tetto
pia in un monolocale dove la presenza continua di una terza persona ostacola ogni tipo di rapporto. Ce ne è abbastanza da sconvolgere equilibri familiari e psichici solidissimi. Ma in questo caso si sta parlando di tre casi personali veramente unici nella propria esperienza umana. Luigi, 42 anni, è stato dichiarato invalido civile in quanto soffre da almeno un decennio di handicaps psichici. Per questo suo problema ha perso il lavoro e non riesce a trovarne stabilmente un altro. Inviato dall'Ufficio di Collocamento in diverse aziende è sempre stato respinto o messo in condizioni tali da rinunciare al lavoro.
íl pwib Pensioni tra mito e realtà
L. 400
"che per me — spiega - è troppo piccolo". "Qui —aggiunge sono costretta a trascinarmi per terra, perché con la carrozzina non mi posso girare e con le stampelle finisco con l'inciampare ovunque, perché è tutto troppo stretto. Neppure in bagno riesco ad arrivare...". Per questo, per qualche metro quadrato in più che le consenta di muoversi con la carrozzina o segue in ultima
Anche sua moglie Concetta, 29 anni, è in trattamento psicoterapeutico e farmacologico da alcuni anni presso la stessa struttura dove è assistito il marito cioè il Centro di Psicologia Clinica della Provincia di Milano. Lavora come impiegata all'INPS e il suo reddito è quello che sostanzialmente consente alla famiglia di vivere inquanto sia Luigi che sua madre, anche lei invalida civile, hanno solo due pensioni minime di invalidità. La madre settantacinquenne ex malata di TBC e con alle spalle numerosi ricoveri in sanatori e ospedali psichiatrici "è parzialmente autosufficiente e quindi costretta in casa tutto il giorno limitando così la libertà segue in ultima
dice -- lo trovino le aziende aumentando il prezzi (ai livelli accennati). Una prima stima riconduce a 500 miliardi il maggiore introito delle aziende. Ma questi conti sono fatti immaginando che resti invariato il numero degli utenti. Invece a questi aumenti corrisponde sempre, statistiche mondiali alla mano, una diminuzione dei passeggeri del 1520%. Ne consegue che, per ottenere quei 500 miliardi, i prezzi dovranno essere aumentati ancora, appunto a 500, 600 o 700 lire. E questo lasciando per un attimo da parte l'aspetto non meno drammatico dell'appesantimento del traffico privato. Abbiamo visto a quali condizioni sarà possibile coprire per 1'83 la spesa dei trasporti pubblici. Ma questi 500 miliardi risparmiati dallo Stato alla fine faranno aumentare di 1.600 miliardi il costo del lavoro, per via degli scatti di contingenza (2,5 punti) provocati dal rincaro degli abbonamenti inseriti segue in ultima
Progetto casa:
Il C.d.Z. 19 chiede una sospensione Con una delibera approvata il 18 ottobre scorso il Consiglio di Zona 19 ha chiesto all'Amministrazione comunale di sospendere l'approvazione del "Progetto casa" per quanto si riferisce all'intervento previsto a nord di via Quarenghi, perché sull'area interessata vi sono una cultura agricola pregiata, impianti sportivi (2 campi di calcio e 4 di tennis della società La Vedetta), un'area a bosco ed un'area già sfruttata come cava e pertanto di difficile utilizzo. Ha quindi proposto uno studio fra Amministrazione centrale e Zone 19 e 20 e chiesto un incontro a breve termine per valutare gli insediamenti aggiuntivi ipotizzati ed eventuali fra via Cilea e Trenno e fra Molino Dorino ed il San Leonardo-G2, assieme ad una verifica del Piano Particolareggiato della Spina del Gallaratese rispetto alle esigenze ancora insoddisfatte ed a quelle nuove che insorgono o si modificano. (a Pagina 5)
Il nemico numero uno
Parole come sdegno, indignazione, orrore ci paiono limitative per esprimere ciò che abbiamo provato, e tuttora proviamo, di fronte all'orrendo crimine consumato a Roma, davanti alla Sinagoga, contro cittadini italiani di religione ebraica. Si è trattato di un crimine che non possiamo che definire nazista, commesso non soltanto contro la comunità ebraica, ma contro tutto il popolo italiano, contro la libertà, contro la democrazia conquistate in questo nostro paese con il sangue e con immensi sacrifici di tutti. E tra questi tutti parte importante sono indubbiamente gli ebrei. Nomi ebrei fanno parte della cultura, della storia, del lavoro, della Resistenza su cui la nostra Repubblica fonda le sue basi. Chi, dietro qualsiasi etichetta cerchi di na-
scondersi, ha lanciato bombe, sparato, ferito ed ucciso davanti alla Sinagoga di Roma non ha certo operato nell'interesse della legittima aspirazione del popolo palestinese ad avere una patria, ma ha mirato soltanto ad approfondire il fossato già esistente tra ebrei e palestinesi ed a scavarne uno nuovo che dividesse gli italiani di religione ebraica dagli altri, per isolare i primi in un "ghetto" e seminare Ira i secondi i germi nefasti dell'antisemitismo. È un disegno al quale tutti dobbiamo opporci, perché l'antisemitismo ed ogni altra forma di razzismo non colpiscono soltanto gli ebrei od altri popoli che ne siano vittime, ma sono il nemico numero uno di tutta l'umanità. Un nemico che dobbiamo combattere e sconfiggere tutti uniti.