Skip to main content

Porta Venezia(7)

Page 1

PERIODICO DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA MENSILE ANNO 2 - N. 8 Novembre 1978 LIRE 300

1301:11-k2 VENEZIA

GIANFRANCO PAGLIARULO Federazione PCI Via Volturno 33 MILANO

Il polverone Il comune espropria lo stabile di pia Dateo elettorale Con un articolo intitolato "Dispute a Palazzo", "Milano tre" dell'8 ottobre scorso, ha iniziato, con abbondante anticipo sulla scadenza del 1980, la campagna elettorale.

Il giornale, così facendo, si accoda alla politica del gruppo DC a Palazzo Marino che, sin dal giorno dopo il voto del 15 giugno del 1975, non ha pensato ad altro che alla rivincita elettorale. Non ci pare basti qualche virtuosa considerazione che, anche, al tempo del centro - sinistra vi erano delle polemiche in Giunta per nascondere il succo dell'articolo. Certo che tra socialisti e comunisti ci sono state nei mesi scorsi delle polemiche, ma poi si è trovato un più solido accordo per il lavoro della Giunta. Così non basta citare a sostegno della propria tesi il caso dell'Ospedale Fatebenefratelli o dell'area di via Venini. Dell'area ne parla in altra parte il nostro giornale. Per il Fatebenefratelli ci pare interessante proporre a 'Milano tre' di chiedere al presidente di quell'Ospedale come sono andate in realtà le cose o di illustrare ai propri lettori quella che è stata la posizione del Consiglio della zona 1 su tutta la vicenda. L'agitazione sui dissidi che "fatalmente" minano la Giunta di sinistra ci sembra davvero strumentale. Ad un certo punto dell'articolo "Milano tre" scrive, dopo aver tentato un recupero politico dell'assessore Sirtori,..." ci sia consentito di esprimere la nostra preoccupazione per la inerzia, l'assenteismo, la paralisi dell'amministrazione comunale". Saremo testardi e non democratici ma non lo consentiamo. Correttezza vuole che le affermazioni vadano dimostrate. Soprattutto quando si è legati ad un partito come la D.C. che, per anni dominando le Giunte comunali, ha lasciato - ecco un esempio concreto Milano preda della speculazione edilizia più sfrenata. Milano per oltre vent'anni è rimasta, di fatto, con un Piano Regolatore vecchio e superate. Soprattutto modificato a colpi di variante secondo quello che fu definito "rito ambrosiano". Cosa è accaduto in quegli anni? Quali interessi hanno prevalso su quello generale della città? Milano è stata per anni senza alcun piano organico per la costruzione di asili, scuole materne, elementari e medie, senza una programmazione dei servizi sociali fondamentali. Un Piano Regolatore preparato anni fa e tale da impedire la speculazione sulle aree fabbricabili e lo sviluppo abnorme del terziario avrebbe reso più facile la soluzione del più drammatico problema milanese: quello della casa! In soli tre anni, dal 1975 ad oggi, la Giunta di sinistra ha preparato un nuo-

vo Piano Hegolatore, ampiamente dibattuto nella città; ha avviato la ristrutturazione del servizio dei trasporti pubblici (ATM e MM) nel quadro dei collegamenti con la Regione e con la Provincia; ha organizzato il piano di sistemazione della rete dei semafori affidando alla AEM l'incarico della gestione e della manutenzione di tutta la rete.

Così ha dato il via alla ristrutturazione della rete fognaria ed alla sistemazione del canale scolmatore per eliminare le piene del Seveso. Per quanto riguarda il problema della casa e dell'edilizia popolare si è dato inizio alla costruzione di 552 alloggi secondo la legge 513; sono stati assegnati 3500 alloggi popolari; sono in corso di realizzazione, oltre alle case parcheggio, interventi di edilizia popo'are per 23.400 vani di cui il 50% nel risanamento. È questa inerzia o burocrazia? A Porta Venezia la nuéva scuola di piazza Bacone ha aperto i battenti per l'anno scolastico 1977/ 78 mentre, per contratto, doveva essere consegnata per il 1979. E potremmo continuare. È certo che i guasti provocati dalle Giunte comunali degli anni scorsi non si eliminano in poche settimane. Ci vuole un lavoro duro e paziente, che tenga anche conto che occorre modificare e rinnovare nelle sue strutture la "macchina comunale" per metterla all'altezza dei compiti di governo di una grande città come la Milano degli anni ottanta. Su questa strada marcia la Giunta di sinistra che ha presentato ai Consigli di zona interessanti proposte di rinnovamento, già da varie settimane. "Milano tre" chiude il suo articolo invocando una D.C. unita, all'altezza del ruolo di opposizione democratica... "in cui le critiche si collegano responsabilmente a proposte alternative". Fa bene ad invocare questa D.C., che potrebbe davvero dare un contributo costruttivo a risolvere i problemi più scottanti di Milano. Sinora non l'abbiamo nè vista nè sentita. Abbiamo sentito i De Caroti, i Borruso, i Passani, i Carlo Bianchi schierati sul fronte delle polemiche senza costrutto e preconcette. Che giudizio dobbiamo esprimere sulla posizione del gruppo D.C. a proposito delle zone per l'applicazione dell'equo canone e dell'individuazione degli stabili degradati? Chi intende difendere? I più deboli o forse altri? Per dirla con "Milano tre" sinora non abbiamo sentito "responsabili" proposte alternative. Ma l'articoletto, tutto intero, così come è stato scritto vuole davvero questa D.C. diversa o si limita a sollevare un polverone elettorale?

IN QUESTO NUMERO:

Da pochi giorni è arrivata la notizia che l'Amministrazione comunale intende acquisire, nell'ambito della realizzazione del Piano di Edilizia Popolare secondo la legge 167, lo stabile di piazza Dateo 5. Si tratta di uno stabile in cattive condizioni igieniche ed edilizie che per essere sistemato richiederà importanti lavori di ristrutturazione.

abitato da varie centinaia di famiglie. Diamo per ora la notizia, ripromettendoci di affrontare, con ampiezza di informazioni l'argomento, che è di estremo interesse per la nostra zona e, soprattutto, per coloro che vi abitano, nel prossimo numero. Chiederemo all'assessore all'Urbanistica ed all'Edilizia popolare,

Gianfranco Rossinovich come intende operare là Amministrazione comunale. Cosa analoga faremo con gli esponenti del Consiglio della Zona e naturalmente con gli inquilini di piazza Dateo. Infatti da anni gli inquilini ed il Consiglio della zona lottano per il risanamento dello stabile allo scopo di ottenere più civili condizioni di abitazione e di vita.

Centinaia di firme er il verde ed i servizi Dai primi di ottobre "Porta Venezia" ha lanciato tra i cittadini una petizione per il recupero a verde e servizi di alcune aree della zona: via Venini, via B. Marcello, via Morgagni. Ogni sabato mattina presso ciascuna delle tre aree viene allestito un banchetto per la raccolta delle firme. Diverse centinaia sono ormai i cittadini che hanno sottoscritto la petizione, accogliendo con simpatia e interesse questa nostra iniziativa. Altrettanto positivi sono stati i risultati conseguiti tra i genitori delle scuole, doSie copie della petizione sono state inviate ai Consigli di istituto e di circolo. La rispondenza che abbiamo riscontrato nella cittadinanza ha rappresentato una ulteriore conferma di un fatto: che su determinati problemi, quali il verde in una grande città come Milano, così priva di spazi ricreativi e di momenti di svago

a pagina 8:

a pagina 3:

a pagina 6:

La storia di Porta Venezia

I problemi delle nostre scuole

a pagina 5:

a pagina 7:

a pagina 11:

Cronache del C.d.Z.

Malavita d'assalto

La salute in zona

Il pittore Veronesi a pagina 9: L'equo canone

per chi vi abita, esiste una particolare sensibilità nella cittadinanza. Il bisogno di verde è poi sentito in modo particolare in una zona come quella di Porta Venezia, che, tra le zone di Miano, presenta la più bassa percentuale di verde per abitante. Uno dei problemi infatti che genitori e cittadini, con i quali abbiamo avuto modo di parlare durante questo mese, più frequentemente mettevano in rilievo, riguarda la assoluta mancanza di spazi sui quali i bambini possano giocare in condizioni decenti. Attualmente i giochi dei bambini si svolgono tra le auto in sosta che hanno ormai invaso ogni angolo libero, e tra la terra mista ai tanti "regali" lasciati dai cani di passaggio. Ma non è solo chi ha dei figli ad avere firmato. Numerosi sono stati i commercianti, gli esercenti della zona, le persone anziane che finalmente vor-

rebbero vedere meglio utilizzate queste aree, magari con la sistemazione di qualche panchina tra il verde. La raccolta di diverse centinaia di firme e il movimento di opinione che attorno al problema del verde e dei servizi si è creato nella zona, costituisce un primo importante risultato. Occorrerà ora che su questa questione, già oggetto di studi e proposte da parte del Consiglio di Zona, segua un positivo intervento da parte del Comune. Il 30-10 abbiamo consegnato la petizione al C.d.Z. che si è impegnato a concordare un incontro con gli Assessorati competenti e a convocare poi un'assemblea popolare per verificare i tempi e i mezzi per realizzare gli interventi sulle aree. Ci impegnamo a vigilare attentamente perché a queste promesse seguano i fatti. R.C.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Porta Venezia(7) by fondazioneisec - Issuu