MILANO DODICI FELTRE -CIMIANO LAMBRATE ORTICA
ANNO II - N. 25-26 SETTEMBRE/OTTOBRE 1979
faCE A FINE MESE
L. 300
MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'
Con questo governo? Dopo l'estate l'autunno. Aspettando un inverno su cui è minacciosa l'ombra lunga della crisi energetica. Dopo la lunga crisi governativa ecco il governo Cossiga. L'Italia ha bisogno - scrivevamo mesi fa - di un governo che governi. E questo? Un governo senza maggioranza che si regge solo grazie all'astensione socialista. Un governo che hanno chiamato di tregua per dire che serve ad aspettare il congresso democristiano, e a prendere tempo per vedere se domani i socialisti saranno disponibili per un centro - sinistra vecchia maniera. Cosa fa questo governo mentre l'inflazione è tornata all'altissimo livello di oltre il 15. ? Mentre scuole e università riaprono coi vecchi problemi irrisolti e aggravatisi? Mentre su mezzo milione di famiglie pende la minaccia dello sfratto e case in affitto non se ne trovano? Mentre gli investimenti calano e si restringono le possibilità di occupazione? Mentre il delitto 'diviene sempre più strumento abituale nello scontro politico? Abbiamo visto cosa ha fatto per il problema dell'energia che richiede scelte rigorose .e un piano organico di lungo periodo: aumenti di prezzi, nuovi oneri per le classi popolari, ma nessun provvedimento di fondo. Ha aumentato il prezzo della benzina del gasolio, dell'olio combustibile, dell'elettricità. Abbiamo visto i provvedimenti economici adottati sabato 29 settembre, rispetto ai quali la federazione unitaria Cgil - Cisl - Uil ha espresso subito forti critiche. Lievi le detrazioni di imposta a favore dei lavoratori, e solo dall'anno prossimo, nuovi aumenti delle tariffe (telefoni, poste, trasporti), fiscalizzazione degli oneri contributivi, ovvero 2.700 miliardi a favore degli imprenditori Provvedimenti spesso pesanti per i lavoratori, che, soprattutto, ancora una volta non affrontano in modo organico le necessità di rilancio dell'occupazione e di sviluppo del Mezzogiorno. Niente di nuovo. E del resto chi poteva aspettarsi qualcosa di diverso da un governo ancora una volta costituito dai Bisaglia, dai Vittorino Colombo, dai Preti, dai Nicolazzi; in cui l'unica ventata di novità è il recupero dei liberali? La Dc ha posto per mesi, con arroganza, i suoi veti. Veto all'ingresso dei comunisti al governo, veto agli indipendenti di sinistra. Veto anche a un governo senza comunisti e indipendenti ma a presidenza socialista. Questi sono i risultati. Non è dunque «ora di cambiare»? Pierfranco Ravotto
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