AFFRONTARE E RISOLVERE I PROBLEMI CONCRETI DEI PAESE
L'on. Rumor ha ri-evuto il mandato per formare un nuovo governo. Nelle intenzioni vuole la continuazione del centro-sinistra. Pur con orientamenti diversi restano ancora di questo parere la DC e il PSI, di contro e per una soluzione a monocolore democristiano si sono pronunciati il PRI ed il gruppo sàssionistico socialdemocratico.
Fanno corona a que_ta proposizione la Confindustria e gli uomini della destra i quali auspicano un « governo d'ordine ». Non sappiamo su quale piattaforma uscirà il nuovo governo.
Fin d'ora chiamiamo i lavoratori ad una costante mobilitazione e vigilanza per impedire ogni soluzione conservatrice e reazionaria, che tenda a rigettare indietro le conquiste ed il movimento unitario costruito con la lotta in questi duri anni.
La crisi attuale ha le sue profonde radici nel contrasto sempre più evidente con le richeste di fondo per cui si battono uniti gli operai, contadini, masse popolari e nuove generazioni e la politica conservatrice del centro sinistra e dei precedenti governi padronali, i quali alle nuove esigenze del paese hanno sempre risposto con una linea conservatrice, arretrata che negli ultimi tempi ha assunto anche il volto della repressione poliziesca e padronale ed anche li: aperta provocazione di destra.
Questa linea non è passata finora, e ben difficilmente potrà passare, in quanto ha ricevuto l'immediata risposta della lotta unitaria delle masse, lotte che scaturite sul terreno sociale, per dare una soluzione democratica a tutti i problemi, hanno messo in causa l'assetto della società, dello Stato, i vecchi equilibri politici, le vecchie e logore barriere ideologiche.
La coscienza della neressità di un cambiamento In senso progressivo della politica italiana, ha fatto ampia strada non solo tra i lavoratori in lotta, ma anche nelle stesse file dei partiti che hanno finora governato il paese. Lo stanno a dimostrare le richieste che sgorgano, anche se ancora sul terreno equivoco, dal PSI, dalla sinistra DC, soprattutto dal congresso delle ACLI e dal processo in atto tra lavoratori organizzati nei sinda-
cati che vogliono raggiungere una unità organica del monco del lavoro. Ma è appunto per impedire il realizzarsi di questo cambiamento nella politica italiana e frenare questo processo unificatore delle masse lavoratrici, che con fredda determinazione un gruppo di socialdemocratici legato alle centrali americani, ha provocato la scissio ne nel PSI, e che oggi le forze conservatrici e di destra sviluppano la loro manovra per dare alla crisi di governo uno sbocco con involuzioni autoritarie. Questo giuoco può essere portato avanti, apertamente o con artefiil, anche al fatto che all'interno della DC nel gruppo « doroteo » si è opposta una chiusura alle proposte di revisione della •politica avanzate dalla sua stessa sinistra, aprendo invece verso una linea di suggestione « al comando » e dell'efficienza dell'esecutivo forte, scoprendo così un gioco che prevede, probabilmente, di spostare l asse politico del paese sempre più a destra, a tempi più lunghi. Di qui, quindi, anche la manovra azzardata dei scissionistici socialdemocratici, i quali sfoderando i motivi anticomuni della guerra fredda cercano di passare alla controffensiva per portare avanti la linea della scissione, della divisione fra le forze di sinistra, la linea per la capitolazione definitiva del PSI e delle sinistre della DC al ricatto delle destre e padronale per integrarle nel cosiddetto « blocco d ordine », reagendo e colpendo drasticamente le ragioni e !e forze che animano e spingono avanti il movimento un tarlo e democratico dei lavoratori.
L•idea, quindi di ricer-are un clima adatto per questi obiettivi reazionari e conservatori è rischiosa, ma non impossibile. Essa potrà avere successo solo se il movimento unitario dei lavoratori, rallenta la sua vigilanza e la sua marcia di lotta.
L'Italia non (vuole sohntioni reazionarie, ha bisogno di cambiare politica.
Le forze che sono contrarie a sbocchi di destra sono più numerose e prevalenti nel paese. Perciò, in questa fase interlocutoria, occorre creare un sempre più vasto legame unitario non (Continua in quarta pagina)
Come era stato annunciato il 19 giugno a Robbiate si è tenuto il convegno politico e organizzativo dei compagni dell'Innocenti che hanno partecipato numerosi. Era presente il comp. on. Giuseppe Sacchi.
La relazione introduttiva del segretario politico e l'appassionato dibattito hanno tracciato un quadro complessivo della situazione politica interna ed internazionale, in modo particolare delle condizioni di vita e di lavoro degli operai della fabbrica.
Dal dibattito è emerso che all'Innocenti la repressione padronale, realizzata negli anni '54-55 e perpetuata in seguito attraverso le assunzioni decise dal padrone, le discriminazioni, il paternalismo e i licenziamenti era riuscita a limitare lo sviluppo della lotta e della presa di coscienza dei lavoratori.
Questo stato di cose, durato per anni all'Innocenti, oggi è saltato e i lavoratori hanno intrapreso la loro marcia in avanti incalzando con la lotta lo strapotere padronale, per la soluzione dei problemi che la direzione ha sempre negato,, quali il problema dei diritti sindacali effettivi, la eliminazione dello spionaggio con guardie nei reparti, la difesa della salute, le qualifiche e il salario.
Come hanno sottolineato numerosi interventi, esiste oggi una continua crescita nella volontà di lotta di tutti i lavoratori della fabbrica, per la soluzione di importanti problemi come il salario, la riduzione dei ritmi di
lavoro, la riduzione dell'orario di lavoro a 40 ore settimanali in 5 giorni, la terza settimana di ferie a partire dal primo anno di lavoro, le pause nel lavoro a catena, i diritti costituzionali all'interno della fabbrica attraverso l'approvazione dello statuto dei lavoratori.
I lavori del Convegno hanno messo in evidenza che questi problemi non si pongono soltanto a livello sindacale ma investono problemi politici di potere e di libertà dentro e fuori la fabbrica.
Per portare avanti queste grosse questioni, per superare ostacoli e limiti, è necessario che il Partito Comunista Italiano si organizzi e si rafforzi dentro la fabbrica, che penetri sempre più con l'orientamento della sua politica fra tutti i lavoratori con iniziative autonome e unitarie, onde impegnare le forze politiche democratiche per fare dei lavoratori i protagonisti dello sviluppo democratico e civile del Paese verso una società socialista.
Le conclusioni del compagno Sacchi sono state seguite con vivissimo interesse, sia per il contenuto politico che per le indicazioni di lavoro e sono state salutate da calorosi consensi,
Il Convegno si è concluso con l'elezione del Comitato Direttivo della cellula di fabbrica, che ha stabilito di riunirsi ogni mercoledì; alle riunioni del comitato possono partecipare tutti i compagni dell'Innocenti.
CONVEGNO A ROBBIATE DEL P.C.I. Indicazioni di lavoro
lotta I. S. R. M. O. Sesto S, G.-Milano fondo-LA.52214, ifq 6 '9 A CURA DELLA CELLU LA P. C. I. FABBRICA INNOCENTI
e di
LA VOCE DI TUTTI
STATUTO DEI LAVORATORI
Delegazione operaia milanese al Parlamento
Grazie al contributo finanziario dei lavoratori dell'Innocenti due operai della nostra fabbrica sono andati a Roma in delegazione con altri lavoratori delle fabbriche milanesi: Falk, Breda, Ercole Marelli, Borletti, Ferrotubi, Magnetofoni Castelli, Fiar, Siemens, per consegnare le migliaia di firme raccolte a sostegno della legge sullo Statuto dei diritti dei lavoratori.
La delegazione, a nome di tut ta la classe operaia milanese, ha sollecitato presso ministri, parlamentari e il presidente del Senato, sen. Fanfani, che il Parlamento approvi senza altri ritardi lo Statuto.
Riteniamo importante questa nostra esperienza perché abbiamo direttamente espresso alle forze politiche e alle autorità dello Stato che i lavoratori vo gliono che lo « statuto » corrisponda veramente alle esigenze di libertà e dignità sui posti di lavoro, e inoltre che i lavoratori sono stanchi di vedere che questa legge, come tanti altri provvedimenti che li riguardano, attendono da anni la appro vazione e vengono continuamente rinviati per compromessi di vertice o per interesse di parte.
I gruppi parlamentari democristiani e socialisti, anche se timidamente e con qualche riserva sul contenuto delle richieste della delegazione, hanno assicu rato il loro interessamento.
I gruppi del Partito Comuni sta, del PSIUP e degli indipendenti di sinistra, oltre che essere pienamente d'accordo con le nostre richieste, hanno garantito che opereranno affinché la
legge sia approvata al più pre sto.
Il gruppo del PCI inoltre, nel le persone di Terracini e Perna, ha sollecitato che incontri e iniziative come queste avvengano più spesso, in modo da far prendere impegni precisi alle forze politiche che dicono di richiamarsi alla Costituzione e che nella pratica di Governo non la rispettano quando si tratta degli interessi dei lavoratori.
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I problemi della salute e della mensa nella lotta dei
lavoratori d'Innocenti
A scuola ci insegnarono che la salute dell'uomo è un bene prezioso, da difendere.
Anche i giornali padronali, la TV, la radio dicono e ripetono il medesimo e giusto principio, (peccato si limitino solo a questo). Poi nella realtà quella dura, amara, quella che si vive ogni giorno nella fabbrica, si nota e si comprende che la salute di coloro che lavorano conta relativa• mente molto poco sulla bilancia delle scelte padronali, in cui l'unico metro di scelta resta il ricavo del maggiore profitto possibile dalla fabbrica o dalla società da essi gestita, anche se questo maggiore profitto va a detrimento della maggioranza dei lavoratori. L'insensibilità padronale, le sue linee di chiusura e i tentativi di dilazionare all'infinito problemi che riguardano la salute e il genessere dei lavoratori questa politica e i suoi effetti li sentiamo e li paghiamo tutti sulla nostra pelle. Sono i problemi che riguardano gli ambienti di lavoro malsani, fumosi, male aereati, troppo caldi d'estate, dei ritmi vertiginosi di lavoro e della mensa. Su tutto questo diciamo che è tempo che la direzione dell'Innocenti mantenga e rispetti alla lettera le impegnative contrattuali da essa stipulate nel marzo di quest'anno e non si continui nella politica delle dilazioni e dei rinvii sotto i più vaghi ed inconsistenti pretesti che demY -ano la volontà di non risolvere nulla. Nulla di fatto è cambiato nei reparti indicati come malsani. Nulla è cambiato nella mensa: essa rimane scadente per la qualità del vitto, per la sua preparazione, per la sua quantità '(e per quantità intendiamo « quantità proteica » cioè più carne, più pesce, formaggi, salumi, ecc.) Il cibo attualmente è per noi scarso e di infima qualità e per di più mal cucinato.
Una prima risposta la direzione l'ha ricevuta da uno sciopero unitario compatto di 2 ore e dal rifiuto dei lavoratori di consumare il pasto in mensa.
Ciò dimostra chiaramente la volontà dei lavoratori di difendere la propria salute e integrità fisica sapendo che l'unico capitale in possesso del lavoratore, con la lotta, che nei èiorni scorsi si è portato di nuovo la Direzione a trattare il problema raggiungendo l'accordo che speriamo, oltre ad essere soddisfacente, sia rispettato da parte della direzione.
Più mezzi per "1' UN TA'„
più potere per i lavoratori
In tutti questi anni e ancora oggi più di ieri, i detentori del potere politico ed economico in Italia, nulla hanno trascurato pur di togliere di mezzo dalla scena politica e della informazione, anche il giornale l'UNITA' Se ciò non è avvenuto, nonostante le denunce, le condanne, le provocazioni e mille altri espedienti, lo si deve in gran parte ai lavoratori, al loro attaccamento al giornale, sostenendolo con sacrificio finanziario e partecipando a migliaia di feste indette dall'UNITA' — creando concretamente le condizioni per il giornale di portare avanti la battaglia di ogni giorno, in difesa della classe operaia e degli strati popolari più disagiati.
E' soprattutto la esistenza e presenza del giornale l'UNITA', alla sua instancabile azione ci'. denuncia, che i fogli borghesi sono costretti molte volte a tenere conto della realtà e obiettività
nella informazione e mettere in luce ciò che loro vorrebbero nascondere alla opinione pubblica.
Deve essere denunciato con forza dai lavoratori il fatto che il padronato italiano così tirchio e sordo, alle legittime e giustificate richieste dei lavoratori per aumenti salariali, stanzia ogni anno centinaia di miliardi, che poi fa pagare ancora a chi lavora, per finanziare i loro giornali, per distorcere la verità per disinformare la opinione pubblica sui problemi essenziali della vita interna e internazionale.
Nella situazione politica ed economica italiana movimentata e contestata ogni giorno dalla lot di milioni e milioni di lavora tori, per migliori condizioni di vita, e per una effettiva democratizzazione delle nostre istituzioni, diventa sempre più importante e insostituibile il ruolo del giornale « l'Unità », nella informazio• ne e nell'orientamento verso le
masse lavoratrici, ma per adempiere pienamente a questo compito, il giornale ha bisogno di più mezzi, più lettori, più abbonati e più diffusori.
E' quindi evidente che ogni la voratore che in buona fede legge il Corriere o altri fogli borghesi diventa, come diceva Gramsci, un sostenitore del padrone e un diffusore di notizie false.
Davanti a tutto ciò noi lavoratori dell'Innocenti non possiamo e non dobbiamo venire meno dal sottoscrivere e dall'impegnarci a far sottoscrivere per sostenere l'unico giornale il quale attraverso le sue righe ritroviamo noi stessi i nostri problemi ed il suggerimento per risolverli.
Solo così col contributo di ognuno di noi, la classe operaia potrà sempre più disporre di questo importante strumento capace di incidere profondamente nell'indirizzo politico del nostro Paese.
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DALLA FABBRICA
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anche se lo dobbiamo vedere sotto l'aspetto rivendicativo a carattere salariale.
Iniziative parlamentari e lotte congiunte dei lavoratori la lotta dei lavoratori cresce
e si rafforza
E' indubbio che il 1968 è stato l'anno della impetuosa crescita delle lotte delle masse lavoratrici, di una profonda ed estesa presa di coscienza sa. della propria condizione di classe che delle proprie necessità.
I lavoratori della Innocenti nell'aprile-maggio del 1968 hanno contribuito a questa crescita del movimento con una lotta che ha visto ogni operaio scioperare per più di cento ore e che ha imposto ai padroni la ccnclusione della trattativa con gli operai in lotta., indicando che le regole di sospendere la lotta per poter trattare erano faccende superate. Al di là delle conquiste economiche, i lavoratori con quella lotta hanno diMO3 irato che i tempi erano cambiati, che la volontà di ottenere miglibri condizioni di vita era ormai entrata nella coscienza della massa dei lavoratori e che bisognava tenere conto delle loro opinioni.
I risultati della nuova presa di coscienza dei lavoratori l'abbiamo verificata in questo 1969, anno di lotte aziendali integrative e di lotte per la riforma delle pensioni, per l'abolizione delle zone salariali e per un maggiore potere degli organismi rappresentativi sui luoghi di lavoro. Il 1969 è anche Vango dell'ingresso nella lotta della categoria degli impiegati che come in tutte le aziende, anche alla Innocenti ha avuto un „suo ruolo particolare anche se questo si è verificato con limiti che in altre aziende non si sono riscontrati.
Mentre nelle altre aziende non si è avuto paura di parlare fran. camente del ruolo delle organizzazioni sindacali e del rapporto padrone lavoratore, alla Inno-centi ci si è mantenuti su una linea estremamente prudente di impostazione.
Pur con tutti •i limiti che si sono manifestati, gli impiegati hanno dimostrato di sapere anch'essi lottare e di lottare bene accattivandosi la simpatia degli operai, tanto è vero che parecchi operai chiedevano che si facesse qualcosa per aiutare gli impiegati nella loro lotta contro Innocenti.
Si può obiettare che la solidarietà tra lavoratori è un fatto naturale ma se consideriamo l'atteggiamento degli impiegati della Innocenti negli anni scorsi, dovremmo convenire che quanto di nuovo è accaduto nei mesi scorsi non è cosa da poco,
Non si può comunque trascurare il valore politico di questa nuova volontà di tutti i lavoratori di essere maggiormente considerati, di voler contare sia dentro che fuori della fabbrica, come parte viva ed essenziale della società, di non essere strumenti in mano al capitale adoperati solo in funzione del profitto.
Non v'è dubbio che questa cre. scita delle lotte e della volontà di lotta dei lavoratori ha messo in crisi i vecchi concetti e la vecchia politica dei nuovi santoni nostrani: è di questi giorni la nuova crisi scoppiata nell'ambito del centro sinistra appunto perchè non si è voluto e non si vuo:e accettare il nuovo che viene dalle masse lavoratrici; e si tenta invece di spostare su posizioni più conservatrici l'asse politico governativo.
Comunque a questi «fossili » nostrani ci penseranno i lavora. tori a far sentire, in autunno, con le lotte per il rinnovo dei contratti, cosa vogliono e •perchè vogliono modificare la loro attuale condizione di cittadino di seconda categoria.
Informiamo i lavoratori dell'Innocenti di alcune proposte di legge che i gruppi parlamentari del Partito Comunista Italiano hanno presentato alla Camera ed al Senato per promuovere, difendere e tutelare gli interessi e i diritti dei lavoratori, contro lo strapotere delle classi dominanti e delle forze politiche che ne fanno gli interessi nel governo dello Stato, la Democrazia Cristiana, la Socialdemocrazia, le destra eversiva.
I progetti di legge presentati sono i seguenti: Progetto di legge per lo sgravio fiscale dei lavoratori. Si chiede l'esenzione della ricchezza mo. bile sino ad un reddito « vita le » di 1.200.000 lire annue.
Progetto di legge sullo « statuto » dei diritti di libertà e dignità sui luoghi di lavoro. Progetto di legge sul collocamen. to della mano d'opera.
Progetto di legge per la medicina del alvoro e per la tutela della salute dei lavoratori. Prcgetto di legge sulla riforma della giustizia.
Progetto di legge sulla regolamentazione dei fitti, per un giusto canone, e per l'edilizia popolare.
Progetti di legge per la riforma scolastica, dell'università e per la formazione professionale. Progetto di legge per la tutela della maternità e dell infanzia. Dopo la grande battaglia per i miglioramenti pensionistici e per la riforma previdenziale, che deve essere portata a compimento, le iniziative legislative su esposte, accanto ad altre interessanti altre categorie sociali, (contadini, artigiani, esercenti, ecc.) sono e saranno sempre più alla base delle lotte congiunte dei lavoratori italiani e dei parlamentari comunisti.
Limiti e contraddizioni del progetto governativo sullo statuto dei lavoratori
I principi essenziali, cui si ispira il disegno di legge presentato dai comunisti al Senato della Repubblica sono fondati sul precetto costituzionale della eguaglianza dei cittadini e su quello che il diritto di proprietà privatata non può svolgersi in contrasto con l'interesse della colletti. vita.
Compito di una legge di tutela dei diritti di libertà e dignità dei lavoratori sul luogo di lavoro è innanzitutto quello di rimuovere gli ostacoli che il padronato frappone al libero esercizio di questi diritti inalienabili, per tutti i lavoratori. Ogni limitazione è perciò illegittima perché anticostituzione, e ogni violazione del libero esercizio di riunione, di manifestazione del proprio pensiero con la parola, lo scritto, la propaganda deve essere punito, come puniti ed eliminati devono essere gli abusi ai potere, gli arbitri, le discriminazioni e le persecuzioni padronali.
Non si può consentire che que-
sti diritti siano oggetto di contrattazione, di deroghe, di rinunce, e non possono essere limitate, come invece prescrive il disegno di legge presentato dal governo, soltanto nella sfera dell'attività sindacale.
Basterebbe infatti che il padronato possa considerare non s-ndacale una attività democratica del lavoratore per qualificarla illecita e conseguentemente colpire con sanzioni disciplinari.
La proposta governativa ol treché introdurre limiti, confusioni e contradditorietà anche nel libero ed autonomo esercizio della contrattazione sindacale in questo campo così delicato, attribuisce eccessivi poteri discrezionali all'az:one degli ispettorati del lavoro, e offre naturali scappatoie al padronato per trovare, come già avvenuto con la legge di « Giusta Causa », possibilità di « arrangiamenti » e di « ricatti » sul lavoratore.
Dal campo di applicazione sono inoltre praticamente esclusi
i lavoratori delle piccole aziende industriali, commerciali, dell'edilizia e dell'agricoltura.
Vengono poi escluse importanti questioni riguardanti: i lavoratori, studenti; la gestione delle attività sociali; il divieto di indagini politiche e sindacali sui lavoratori; la obbligatorietà della istituzione delle C.1., ecc.
Ora il dibattito parlamentare, dopo essere stato lungamente ostacolato dalla opposizione governativa è stato bruscamente bloccato dalla crisi politica di governo e dei parti di centro-sinistra.
Il dialogo, il dibattito deve però andare avanti tra i lavoratori, per la ricerca di una unità e la necessaria pressione dalle fabbriche, per imporre una rapida ripresa dell'azione parlamentare e per la conquista di uno « statuto » che sia veramente uno strumento di potere democratico nelle mani dei lavoratori per il rispetto dei propri diritti costituzionali di libertà e dignità.
3 PROPOSTE DI LEGGE
Manifestiamo ancora una volta la nostra piena solidarieta ed unità con l'eroico popolo vietnamita, con il Governo del Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam del Sud e con il governo della Repubblica Democratica Vietnamita. Dal 20 al 24 luglio giornate di lotta mondiale per chiedere la cessazione della guerra imperialista e la piena libertà per il popolo vietnamita. Intensifichiamo la nostra lotta contro l'imperialismo per far uscire l'Italia dalla NATO.
Lotta sindacale e lotta politica
In questi ultimi anni un vasto movimento rivendicativo si è sviluppato in tutte le categorie lavoratrici nel Paese. Alla base di queste rivendicazioni sono salari-condizioni di lavoro-potere in fabbrica, problemi sociali (pensioni, case, ecc.). Tutto questo ha scosso la struttura economica e politica del nostro Paese, ma con questo non tutte le aspirazioni e problemi della classe lavoratrice sono stati risolti.
Nei mesi prossimi altre importanti scadenze come i contratti di lavoro vedranno impegnati grandi categorie di lavoratori.
A questo punto però sorgono degli interrogativi fra i lavoratori e cioè se si dovrà continuare a lottare oltre che per conquistare migliori condizioni di vita e di lavoro anche perché le stesse conquiste acquisite siano rispettate da parte padronale o non siano assorbite dall'aumento dei prezzi.
Noi comunisti riteniamo di poter rispondere a tali domande
e invitiamo i lavoratori a riflettere su questo. La lotta rivendicativa sindacale, per i suoi limiti di contrattazione non può e non potrà risolvere i problemi connessi allo scontro fra classe padronale e classe lavoratrice, perché la controparte tenterà sempre nel momento più favorevole di riprendersi ciò che è stata costretta a dare, se non si modificherà la politica di asservimento degli interessi capitalistici della D.C. e del centrosinistra con una politica diversa, che potrà essere fatta soltanto con una nuova maggioranza di forze democratiche e di sinistra che si ispirino alla difesa degli interessi dei lavoratori.
La lotta rivendicativa, la lotta sindacale non sono né inutili né superate: noi comunisti le appoggiamo e le sosteniamo perché siamo • convinti che essa rappresenta un elemento importante ed insopprimibile attraverso il quale la elesse operaia e i lava ratori migliorano le proprie condizioni di vita e di lavoro.
E' per questo che i comunisti favoriscono e sostengono la crescita dell'unità e dell'autonomia sindacale, elementi indispensabili per un ulteriore sviluppo del movimento, per la presa di coscienza, da parte di masse sempre crescenti di lavoratori, di essere la rorza protagonista della battaglia per costruire una nuova società.
Di questa forza il padronato è cosciente, ed allarmato quando essa cresce ed intacca il suo potere ed allora risfodera le armi di sempre, attraverso i suoi uomini più autorevoli e di governo si chiede una limitazione e regolamentazione del diritto di sciopero, con la sua abbondante occulta forza propagandistica fatta dai numerosi giornali (Corriere della Sera, Nazione, Stampa, Tempo, per citarne qualcuno; e T.V.) cerca di orientare e convincere l'opinione pubblica delle sue scelte e della necessità di mantenere « l'ordine pubblico » anche con la repressione nelle piazze e l'intimidazione e la rappresaglia nelle fabbriche. Dall'altra parte si presentano proposte (offerte Pirelli) che tentano di ridurre la battaglia su problemi rivendicativi che i lavoratori da tempo rivendicano ma che sono stati sempre aspramente negati.
In questo quadro, anche l'ultimo accordo aziendale che ha dato maggiori aumenti salariali e normativi non deve essere visto come concessione aziendale ma frutto delle precedenti e combattive lotte sostenute dai lavoratori e dalla loro predisposizione ad andare avanti anche attualmente.
Quanto scritto sopra deve mettere in guardia i lavoratori a vigilare perché la storia non si ripeta. Già nel passato il grande padronato agrario italiano adottò tale politica del bastone e della carota portando l'Italia al fascismo. Per questo noi comunisti diciamo ai lavoratori di organizzarsi sindacalmente e di condurre le battaglie su questo piano per problemi rivendicativi ma che la lotta su questo terreno non deve arrestarsi ma avanzare nella coscienza politica di contare di più nella fabbrica e nel Paese per la conquista di una società socialista.
Per fare ciò occorre organizzarsi e militare in un organismo politico che abbia per fine questi obiettivi, questo organismo politico è il Partito Comunista Italiano che si batte per i bisogni delle masse, per cambiare questa società in una società socialista.
(Continuazione dalla prima pagina) solo tra le forze di sinistra, ma anche con quelle cattoliche e sa cialiste che vogliono far progredire la situazione politica del nostro paese, ponendo al centro dei problemi da affrontare e risolvere le questioni dell'affermazione dei diritti e di nuovi poteri democratici dei lavoratori; ci profonde riforme di struttura; del consolidamento del regime democrat:co; di una autonoma iniziativa — sul piano della politica estera — a favore della distensione e della pace. Insomma l'Italia ha bisogno di un governo che accolga queste rivendicazioni e sia capace di muoversi per realizzarle, stabilendo un nuovo rapporto con le forze che più rappresentano le masse e la volontà popolare.
Occorre quindi, per fare maturare questa svolta, al di là delle procedure ministeriali, che la classe operaia, le forze popolari, le nuove generazioni, portino avanti con la massima unità e decisione la battaglia per il lavoro, contro lo sfruttamento padronale, per migliori condizioni di vita, per la difesa e lo sviluppo della democrazla e della pace. Lotte che debbono essere portate avanti con la più larga partecipazione di massa, con il senso di responsabilità e di organizzazione che sempre ha distino il movimento dei lavoratori, .mpedendo qualsiasi provocazione — da qualunque parte essa venga — a chi sono interessate soltanto le forze reazionarie dell'apparato statale e del padronato.
Il PCI è disposto a dare il suo contributo per la soluzione di ciascuno dei vari problemi che sono nell'interesse delle masse operaie e popolari e per le quali, ogni forza politica si pronunci perché gli stessi problemi vengano affrontati e risolti. Nel medesimo tempo affermiamo, senza nessun /timore, di batterci con tutte le nostre forze per impedire che all'attuale crisi venga dato uno sbocco involutivo e reazionario.
I comunisti, come più volte hanno affermato, sanno che per raggiungere obiettivi di riforma di rinnovamento del paese, per soddisfare le esigenze dei lavoratori, occorre la massima unità delle forze. Siamo propugnatori dell'unità sindacale, dell'unità politica di tutte le forze di sinistra e democratiche, le quali, con piena autonomia, portino avanti la lotta capace di giungere a quei successi che mantengono aperta la via sul terreno democratico verso il socialismo.
- ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI
GARANZIAPREVIDENZIALE "LAVORO FAMIGILIA3,3
Una nuova previdenza appositamente studiata dall' I. N. A. per i lavoratori e le loro famiglie
CAPITALE a scadenza;
CAPITALE in caso di premorienza;
CAPITALE aggiuntivo in caso di morte per infortunio;
ESONERO dal pagamento dei premi in caso d'invalidità permanente;
Per informazioni rivolgersi: Agenzia Generale
GARANZIA assicurativa anche in caso di sospensione del pagamento dei premi;
INDENNIZZO in caso di premorienza del coniuge;
PREMIO DI NATALITA in caso di nascita di un figlio almeno terzogenito.
I.
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