quartiere e • olitIca zona 2
Periodico dei Quartieri IsolawFontanaffilstria GrecomPonte Seveso Anno IV - Nuova serie - N. 1 - Dicembre 1977 - L. 200
Il giornale TRE ANNI DOPO I DECRETI DELEGATI diventa A piccoli passi grande Con questo numero il nostro giornale cambia anche l'"abito": ma questo è solo l'aspetto esteriore di un processo ben più ampio di rielaborazione e di riorganizzazione al nostro interno. Alcuni obiettivi ce li siamo già chiariti. Vogliamo essere un giornale di informazione e di dibattito su ogni avvenimento (politico, sociale, culturale) che possa interessare la nostra zona. Terremo informati i lettori sull'attività del Consiglio di Zona, allargando comunque lo scambio di idee, valutazioni e stimoli fra cittadini e Amministrazione. Svilupperemo nuove occasioni di confronto fra le forze politiche democratiche della zona. Ospiteremo con continuità nelle nostre pagine la voce di tutti gli organismi di base e di tutti i cittadini democratici impegnati nei vari ambienti ,della realtà sociale. Lavoreremo molto più fra la , gente e molto meno a tavolino, cercando non solo di "informare" ma soprattutto di "essere informati" dai cittadini. Saremo, insomma, un giornale "aperto" proprio perché la nostra è una linea di apertura, di unità, di avanzata pluralistica verso una società più giusta e democratica. I problemi da risolvere, però, sono molti. Ne accenneremo solo alcuni: allargare la collaborazione, diretta o indiretta, al giornale a più amici; individuare con certezza ciò che i lettori si attendono da noi; rendere più massiccia e continua la diffusione; far fronte ai costi sempre crescenti della carta stampata e ad alcune difficoltà tecniche. Su quest'ultimo problema già abbiamo imboccato la strada buona. Ci siamo accorti che non eravamo l'unico giornale di zona di Milano, e che, già prima di noi, decine e decine di testate democratiche avevano risolto alcuni grossi problemi economici e organizzativi coordinandosi e centralizzando certi servizi. Ora ci siamo anche noi: ed il risultato esteriore d'essere passati da una gestione "casalinga" ad una più avanzata è di venir stampati in "offset" e con un formato più grande. Ecco dove nasce il nostro nuovo "abito": in un processo di ristrutturazione, di riqualificazione, di rilancio del nostro giornale, nel quale crediamo, e che intendiamo portare avanti con l'aiuto di tutti quanti con noi vogliono collaborare.
La Redazione
in questo numero Il Consultorio
pag. 2
Circolo, distretto, Consiglio Provinciale pagg. 3-4-5 Le liste dei candidati
Pa9. 6
Lotto 46
pag.
la scuola cambia Si torna a votare nelle scuole tre anni dopo l'arrivo dei Decreti delegati. Alcune speranze sono andate deluse, in molte scuole le volontà di rinnovamento e le energie disponibili sono state logorate e scoraggiate dalla diffidenza di presidi e direttori, dalla chiusura a riccio di insegnanti timorosi di perdere le loro esclusive, da muri invalicabili fabbricati con i regolamenti, con le leggi buttate a ogni passo tra i piedi di chi cercava di dare un apporto per aprire la scuola al quartiere, alla città, alla società che cambia. Vengono in mente certi "scioperi bianchi" nei quali si riesce a paralizzare un servizio con il ricorso esasperato ed ostruzionistico al labirinto delle norme. Le assemblee si sono impoverite, scarsa partecipazione, disimpegno; qua e là vampate episodiche sull'onda di emotività massimalismi sterili. Gli organi collegiali spesso si sono dovuti arrendere alla burocrazia. Chi li ha frequentanti ha avuto l'impressione di partecipare a consigli di amministrazione chiamati a mettere il timbro su decisioni prese da altri anzichè ad autentici organi di governo della scuola. È sembrato quasi che il fronte rinnovatore, libero e forte quando premeva da fuori la scuola con iniziative e proposte, si trovasse impotente e sconfitto appena varcata la soglia dell'istituzione, soverchiato dalle incrostazioni del passato, dalla corporazione, dai fondi che mancano, dalla divisione. In qualche caso è stato difficile perfino far accettare nelle scuole le regole più elementari della democrazia, la tolleranza delle opinioni diverse, il diritto al confronto. La paura delle parole è giunta talvolta a livelli impensati. È stato già un successo convincere certi interlocutori che chi parla di una scuola antifascista rivendica una scuola in cui ragazzi e insegnanti siano legati da un rapporto di stima e fiducia, in cui non esista discriminazione verso chi è meno bravo o parla in dialetto o è handicappato, che incoraggi il dialogo, che favorisca il confronto delle idee educando al rispetto dei diritti e delle opinioni altrui, in cui autorità e ordine siano conquiste di ogni giorno ottenute con il
inserto ECIALE L
consenso e non con l'imposizione, che insegni il rifiuto della violenza fisica e morale e che educhi i bambini e i ragazzi (e anche gli adulti) ai valori di democrazia, di libertà, di giustizia, fondamento della nostra Costituzione. C'è una certa stanchezza dunque. È vero, le resistenze della vecchia scuola ci sono e sono forti. Ma non sono poi maggiori di quelle che esistono in altri "corpi separati" della società italiana. Nel momento in cui anche nella scuola, come nei Comuni, in Parlamento, in tutto il tessuto del Paese, fanno il loro ingrosso a pieno titolo forze e principi innovatori, di trasformazione, sarebbe stato ingeRaffaele Fiengo (segue in seconda)
FRUMENS OCCUPATA, RIVI - SAN MARCO IN CASSA INTEGRAZIONE, PHILIPS LICENZIAMENTI
Che cosa succede nelle fabbriche della zona Per parlare della realtà occupazionale e della situazione lavorativa della zona è necessario porre alcune premesse sulla natura e sulle caratteristiche particolari che essa contiene. Nella Zona 2 è presente il Centro direzionale, realtà questa di concentrazione dei momenti "decisionali" delle maggiori imprese italiane e delle più grosse multinazionali presenti nel nostro Paese che è unica rispetto al resto dell'Italia. Nella Zona 2 c'è una grande presenza, data la particolarità che dicevamo prima, di impiegati e tecnici, a tutti i livelli. Notevoli sono i fenomeni di pendolarismo e comunque la quasi totalità dei lavoratori abita fuori dalla zona. Queste particolarità si ripercuotono decisamente sulla realtà occupazionale e sul modo di affrontare i problemi inerenti a questa da parte sia del sindacato, sia delle forze politiche, sia del padronato. Ma vediamo più nel dettaglio alcune realtà:
La "Frumens" di via Stelvio è da mesi occupata dai lavoratori in lotta contro la chiusura decretata dal padrone del noto pastificio. In un'altra fabbrica della zona, la "Rigamonti e Villa" di via Timavo, 32 operai e impiegati, da otto settimane in assemblea permanente, lottano per salvare la fabbrica dalla minaccia di fallimento e chiusura a causa della "allegra" amministrazione praticata da anni dai proprietari.
R.I.V.I. - S. MARCO VIA TIMAVO 32: 300 dipendenti impiegati nelle aziende di Bergamo e di Milano. Da cinque mesi in cassa integrazione a zero ore. Da due mesi la fabbrica è occupata dai lavoratori riuniti in assemblea permanente. Tutta la zona si è mobilitata per sostenere le lotte della R.I.V.I. anche attraverso una sottoscrizione per il sostegno concreto dei lavoratori. ILPADO (ex Fioravanti) VIA LUCINI 19: ha visto in due anni dimezzato il proprio personale (da 180 a 95) di cui la maggior parte donne. FRUMENS VIALE STELVIO: da mesi in lotta per l'occupazione contro la minaccia, da parte della proprietà, di massicci licenziamenti.
Riccardo Valentino (segue in seconda)