L Dal Portello alla
PERIODICO SINDACALE
NUMERO DEDICATO ALLA ELEZIONE DELLA C. I.
A cura del Gruppo Az. UILM Redazione: Via R. Serra, 69 - Tel. 394.304 - Milano
—UN VOTO PER IL PROGRESSO...
Si chiude con il rinnovo della C.I. un anno di attività sindacale mentre già il nuovo anno si presenta denso di lotte contrattuali che permetteranno ai lavoratori di compiere un decisivo passo avanti per conquistare quel benessere che il miracolo economico ha fatto fiorire nel nostro Paese.
Prevediamo un anno di lotta sindacale perchè sappiamo con quale spirito reazionario la classe padronale italiana affronta i problemi del mondo del lavoro. Nel nuovo clima politico che si va diffondendo sempre più nel nostro Paese, i lavoratori dell'Alfa Rcmeo hanno un grande ruolo da giocare: portare l'azienda a quel posto di avanguardia fra le aziende nazionali, in primo piano, non solo nel settore produttivo, ma soprattutto nel campo economico e sociale.
I criteri che uniformano la conduzione dei moderni complessi industriali, devono trasformare la nostra azienda e la mentalità di coloro che si attardano su schemi arcaici superati dai tempi.
In questi ultimi anni la nostra D.G. troppo ha indugiato ad affrontare radicalmente i problemi di fondo che il sindacato sosteneva , pressato in ciò dallo stato di bisogno economico dei lavoratori e dalle regolamentazioni deficitarie di alcuni aspetti del contratto nazionale, come ad esempio i giorni di carenza in caso di infortunio e la disparità salariale tra uomo e donna, la regolamentazione dei cottimi che non corrisponde più alle moderne tecniche produttive, un salario infine che non è adeguato alle giuste esigenze dei tempi che corrono.
Tutti questi problemi che non hanno ancora trovato un'equa soluzione, unitamente ad una situazione interna preoccupante e sulla quale ritorneremo, determinano uno stato di disagio che fatalmente sfocia prima o poi in degenerazione e malcontento che non contribuiscono a quella graduale lievitazione di una sana e cosciente maturità democratica senza la quale non vi è possibilità di progresso sociale, civile e morale.
E' con questo spirito che la UILM intende operare: chiamando i lavoratori ad esprimere, attraverso il loro voto, il consenso ad una linea politico-sindacale che non vuole la lotta a tutti i costi, ma che la lotta sia il giusto strumento per vincere e superare le incomprensioni della controparte.
Esiste poi la necessità di modificare all'Alfa Romeo quel sindacalismo che va dall'estremo massimalismo al più vieto paternalismo. La realtà della febbrica è sotto i nostri occhi.
I lavoratori che guardano con occhio estremamente critico il preoccupante evolversi di una situazione che ricorda per troppi tratti un passato da dimenticare, sanno che la UIL è con loro nel condannare ciò che essi giustamente condannano e nel pretendere ciò che essi con diritto pretendono.
I lavoratori sanno che la UIL vigila e lotta affìnchè il trasformarsi dei mezzi tecnologici non si risolva solo in una nuova forma di schiavitù per l'operaio, ma affìnchè il progresso tecnico rappresenti, anche e soprattutto, un progresso nel « tenore di vita » del lavoratore.
Il lavoratore che si reca a votare per eleggere i nuovi rappresentanti, rifletta su queste cose essenziali; sulla scheda elettorale che gli verrà consegnata faccia la sua scelta; tale da determinare questo nuovo indirizzo.
1962
La linea della UILM sul problema contrattuale
La UILM ha avanzato alla Confindustria ed all'Intersind la richiesta di iniziare subito la trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale, al fine di dare al più presto ai vari settori produttivi un nuovo Contratto di Lavoro che sia adeguato alle mutate situazioni ed alle giuste esigenze dei lavoratori.
Quali le ragioni che hanno determinato la decisione della UILM? Sono ragioni che provengono dagli Organismi di fabbrica, dai Sindaenti Provinciali e che il comitato Centrale della Categoria ha saputo accogliere nel momento giusto ed indirizzare nella direzione più appropriata.
Si è partiti infatti dalla constatazione che il periodo produttivo che stiamo attraversando, essendo un periodo di alta congiuntura e di grande sviluppo, è certamente il più favorevole per porre richieste di miglioramenti qualitativi e quantitativi del Contratto; è quindi opportuno non correre il rischio di lasciarlo passare, per non ritrovarci magari nelle condizioni dell'ultima volta, quando i lavoratori ed i Sindacati dovettero condurre la lotta per il Contratto in fase di recessione.
E soprattutto la situazione sindacale è oggi grandemente migliorata, per lo spirito combattivo veramente eleva-
to esistente nei lavoratori, per -la loro migliorata capacità di resistenza anche sul piano economico e per la coscienza ormai largamente diffusa del buon diritto ad una sostanziale trasformazione del rapporto di lavoro, per adeguarlo in senso democratico alle nuove realtà economiche e sociali determinatesi nel nostro Paese.
Si tratta quindi di ragioni molto serie, veramente valide e profondamente sentite dai lavoratori.
Noi della UILM speriamo clic gli altri Sindacati , ai quali abbiamo rivolto l'invito più cordiale di associarsi alla nostra richiesta, finiranno per accoglierla, e non im'porta se magari poi, come al solito, scopriranno di averla scoperta prima loro!
Per ora la FIOM sta facendo del « quarantottismo » sparso, presentando come ultimo grido della tecnica sindacale il vecchio motivo dell'opportunità di attestarsi su posizioni avanzate in alcuni complessi.
Dalla FIN-CISL attendiamo che possa dare una indicazione unitaria al più presto, superando alcuni episodi ai quali abbiamo recentemente assistito.
Perchè auspichiamo questa convergenza di tutti i lavoratori nella battaglia per il rinnovo del Contratto? Perchè. se è vero che le condizioni nelle quali iniziamo la Segue in 2a pag.
MAGGIO
VOTA VOTA UILM
Impiegati... luci ed ombre
La necessità di un riesame generale della questione Impiegati è stato l'argomento messo in evidenza dal nostro periodico del dicembre 1961 e l'oggetto di discussione tra i rappresentanti impiegati dell& Ci. e la Direzione Gen. prima della distribuzione delle lettere degli aumenti e passaggi del marzo scorso.
Esistevano Sfasaturee sperequazioni che ,biosgnava eliminare e di ciò sembrava che la Direzione Gen. se ne fosse resa conto.
Dopo le lettere, da un'obiettiva valutazione sulla scorta dei dati in nostro possesso, doverosamente dobbiamo riconoscere che per - quanto riguarda il criterio retributivo per il personale diplomato e laureato di recente assunzione si è provveduto, forse anche perchè costretti da un'emorragia di dimissioni preoccupante ad un aggiornamento retributivo abbastanza soddisfacente, ma con la stessa obiettività dobbiamo purtroppo lamentare che per il personale in servizio da anni (anche laureati e diplomati) in tale senso si è fatto ben pocd.
Non solo, me talune spereqùazioni si sono accentuate a tal punto da rovesciare addirittura il rapporto che deve esistere tra la retribuzione, la capacità e l'espérienza.
Sia ben chiaro, non perchè si è dato a chi non meritava, ma perchè non si è dato nella giusta misura a chi meritava ancora di più.
In alcuni casi tipici il livello retributivo ultimamente applica-• to ha neutralizzato gli scatti biennali d'anzianità di dipendenti con parecchi anni di servizio e pertanto con un bagaglio di esperienza non facilmente misurabile e valutabile.
Così tutt'oggi esistono numerose zone d'ombra che sono la conseguenza del non aver voluto da tempo e per tempo affrontare il problema retributivo degli impiegati con criteri razionali.
Pur prendendo atto che come percentuale d'impiegati e come cifra, in fatto di aumento si è fatto un discreto passo avanti, in confronto agli anni precedenti, passo che può permettere a diversi di ritenersi quasi soddisfatti, a nostro avviso molti altri meritano ún trattamento ben diverso.
E' un problema che ci siamo impegnati di risolvere ed è un
1§_no,s,„t4a..... 91.9222‘ ad arrivare alla soluzione completa del pro b lema ed piu presto Fa'-tibile, visto che la celerità, più che le intenzioni, non è propria degli organi burocratici prèposti a tale compito.
OPERAI, IMPIEGATI
il non votare o il voto "per dispetto„ non risolve i vostri problemi.
Pensionati .
Ai lavoratori collocati in pensione, viene offerta dalla Società quale ricordo, una radiolina del valore commerciale di L. 18.000.
Considerato che l'oggetto è ormai posseduto da molte famiglie, noi saremmo del parere chg la Società trasformi tale ricordo. in un buono da lire 18.000 che possa essere tramutato nell'acquisto della stèssa radiolina, se qualche anziano la volesse, ma anche di altro, magari presso lo Spaccio della Coo. aziendale, a piacere degli interessati e con loro completa soddisfazione.
... e integrazione pensione
Parlando con qualcuno dei lavoratori collocati in pensione, non può sfuggire lo stato di difficoltà in cui, questi nostri ex compagni di lavoro, talvolta si dibattono.
E' fuori di dubbio che il contributo d'integrazione-pensione erogato dalla Cassa Mutua Soccorso del Gruppo anziani è di valido aiuto ma riteniamo che in questo senso si debba fare un ulteriore sforzo per maggiorare questa integrazione, maggiorazione che può avvenire da un riesame sulle possibilità della Cassa, ma anche e soprattutto da un maggior contributo da parte della Società per la quale, questi nostri anziani, hanno dato le loro migliori energie.
E' un compito che la nuova C.I. in collaborazione col gruppo Anziani deve assumersi, ponendo la questione, per un senso di dovere che abbiamo fatto nostro, specialmente verso coloro che avendo lasciato l'azienda da qualche anno, godono di pensioni ancora più basse di quelle attualmente assegnate.
Segue daW1 1,pay.
LA LINEA DELLA U. I. L. M. SUL PROBLEMA CONTRATTUALE
lotta sono abbastanza favo revoli, è però altrettanto ve ro che gli obiettivi da rea lizzare investono tali aspetti del rapporto di lavoro che richiederanno i I massimo sforzo della intera categoria dei Metalmeccanici.
Intendiamo realizzare il Contratto di settore, e cioè il Contratto dell'automotoristica, .della siderurgia, . dell'elettromeccanica ecc., rompendo la bardatura del vecchio contratto che ha impedito ai -settori più produttivi di avanzare più speditamente.
Si tratta di una impostazione che abbiamo avanzato a suo tempo tra l'ostilità di coloro che da un lato l'avversavano perchè toccava i loro interessi e dall'altro lato perchè, come al solito, erano incantati nei rituali degli schemi precostituiti. Ora l'esigenza di arrivare al Contratto di settore si è fatta strada, i lavoratori appartenenti a qualsiasi organizzazione sindavale l'hanno accolta e fatta accogliere ai loro organismi, e sembra che anche
minsi ad avvertire che questa volta i lavoratori non si lasceranno più sfuggire l'occasione del rinnovo per mettere in archivio il vecchio Contratto di categoria e realizzare i nuovi contratti 'aderenti alle esigenze ed alle condizioni produttive, i Contratti di settore.
Abbiamo impostato la richiesta della « settimana corta » e la consideriamo un traguardo raggiungibile entro un ragionevole periodo di tempo. Lo sviluppo tecnologico realizzato nell'industria metalmeccanica e le condizioni di applicazione al lavoro conseguentemente determinatesi nelle fabbriche la rendono possibile dal punto di vista economico e necessaria dal punto di vista . sociale. Si tratta quindi di un obiettivo di allineamento al livello « europeo » esistente nell'industria metalmeccanica, tanto più giustificato in un Paese come il nostro che non ha i problemi di scarsità della mano d'opera t
esistenti altrove e deve ancora risolvere quello della disoccupazione.
Allo stesso modo la UILM considera indilazionabile il problema dell'adeguamento dei salari allo sviluppo produttivo dei vari settori, sviluppo che ha assunto un andamento veramente imponente, passando da quello dell'Auto a quello della Siderurgia, dell' Elettromeccanica, della Macchina Utensile, della Macchina d'Ufficio, ecc. Non c'è nessuna valida ragione perchè a parità di capacità produttiva, ormai generalmente realizzata, l'industria italiana non debba poter sopportare una parità di oneri salariali.
Rientra in questo quadro anche la richiesta del diritto del Sindacato alla contrattazione dei premi di produzione, cottimi, qualifiche ecc., affinchè questi istituti siano veramente adeguati allo sviluppo della produttività.
Un altro problema che bisognerà affrontare è quello della cosiddetta « armonizzazione » delle condizioni normative dell'o eraio con i nel- _ re irlrimpiega o, anc pure queste ultime abbisognano di miglioramenti. Alcuni aspetti di questo problema andranno affrontati in sede contrattuale, altri più opportunamente in sede di riforme previdenziali e mutualistiche, perchè non bisogna mai dimenticare che tutto ciò che viene dato in sede previdenziale non è che una forma di spesa indiretta del nostro salario. •
Il semplice accenno a questi soli problemi di fondo che si pongono sul tappeto della trattativa per il rinnovo del Contratto, dimostra sufficientemente la entità dell' impostazione e I 'impegno che si rende necessario per affrontarli.
La UILM ha posto il problema tempestivamente e nel momento più opportuno. Siamo convinti che la validità dell'impostazione finirà col prevalere sui tanti ostacoli che si frappongono e, ancora una volta, la UILM ha indicato alla categoria dei mealmeccanici la strada giuta.
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PROBLEMI NSOLUTI
Mensa
Purtroppo e nostro malgrado, siamo costretti a ritornare ancora una volta su un argomento che avremmo visto volentieri chiuso e che poteva esserlo se la D.G. avesse ascoltato i pareri più volte espressi sulla questione Mensa.
La gestione diretta da parte dell'azienda a nostro avviso l'abbiamo ritenuta e la riteniamo il mezzo più idoneo perchè questo avrebbe permesso di spendere .sino all'ultimo centesimo per il miglioramento del vitto, anche il guadagno che immancabilmente il gestore deve avere.
La gestione diretta che sembra debba far paura alla D.G. è stata promessa, ma ,rimandata ad Arese, eludendo il problema di fondo che resta anche col cambiamento di gestore e nonostante l'aumento del contributo, come restano le lamentele sul vitto, alle quali si aggiungono quelli dello « speciale ».
Però anche in questa situazione, noi riteniamo, come da tempo sosteniamo, che il vitto può comunque essere migliorato; è solo questione di buona volontà. Ci sono esempi che io dimostrano.
M questo caso noi rivendichiamo un intervento deciso per modificare fin dove è possibile, questa situazione, affinchè andare alla mensa, lo ripetiamo, finisca da sembrare una pena da scontare.
Che il gestore ci rimetta? Noi siamo convinti del contrario e non tralasceremo di sottoporre con decisione il problema a • chi se ne deve interessare.
Anche l'organizzazione dei posti mensa necessita di un coordinamento, perchè è penoso dover osservare dei lavoratori litigare fra di loro per il posto, problema che bisogna affrontare subito e con decisione, perchè lo spazio attualmente disponibile finirà con le assunzioni in corso, per rivelarsi insufficiente.
In quel momento dove potranno andare a mangiare? La Direzione Generale ha valutato bene il problema, prima di dare il
viaalle assunzioni?
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RIVALUTAZIONE DEJA rAL-11ARRAt. -- • - —
E DELLA MANCATA MENSA
L'atuale entità della barra di L. 4, di L. 3,50, di L. 3, resiste ormai da troppo tempo. Infatti da parecchi anni tali quote non hanno subito nessun ritocco per cui, stando allo spirito con cui vengono date, queste quote sono un premio troppo misero e di scarsa incidenza sul guadagno del lavoratore.
Rivendichiamo inoltre l'aumento della quota per il mancato consumo del pasto (L. 100) che è ormai superata dagli indici del costo della vita e rappresenta meno della metà del costo del pasto consumato alla mensa aziendale.
CATEGORIE E QUALIFICHE
Non siamo minimamente soddisfatti di come è stato risolto il problema degli operatori e controlli pur riconoscendo che qualcosa si è fatto.
Rimane, però, l'esigenza di affrontare definitivamente, con criteri più razionali, tale problema; in altre parole affrontare decisamente l'aspetto dell'inquadramento della categoria speciale.
E' evidente che noi non ci riterremo soddisfatti fino a quando questo non avverrà.
APPLICAZIONE PARITA'
SALARIALE OPERAIE
L'assorbimento della barra alle operaie non doveva essere fatto in quanto la barra rappresenta un assegno di merito e non un super-minimo. A questo proposito esiste comunque una richiesta di convocazione all'Intersind per la vertenza.
APPLICAZIONE ACCORDO
21-4-1962
Chiediamo alla Direzione Generale che sia subito applicato al personale trasferito a Saronno quanto è stato riconosciuto ai lavoratori trasferiti ad Arese.
Perchè la UIL M insiste nel "Premio di produttività„
La UILM all'Alfa Romeo ha per prima sottoposto all'attenzione dei lavoratori l'esigenza dell'istituzione di un « premio di produttività ».
Dicevamo allora che con l'estendersi del sistema di produzione in catena ed a linea a flusso a rendimento fisso, sarebbe venuta meno per l'operaio la possibilità di incrementare il proprio guadagno con quella escursione nella curva di rendimento che il cottimo libero permetteva.
Non vogliamo qui condannare o sostenere né l'uno né l'altro sistema, solo vogliamo puntualizzare gli effetti di quel sistema.
L'effetto che se ne ottiene è il costante incremento produttivo in funzione dei programmi che ovviamente preludono ad un maggior fatturato per l'azienda, incremento produttivo a cui non ha corrisposto fino ad ora un adeguato incremento retributivo per le maestranze.
Ora che il sistema di retribuzione a cottimo libero tende gradualmente ad essere sostituito da nuove forme retributive, a nostro parere, limitative nel guadagno per l'operaio, sorge l'esigenza di quello che viene definito il « premio di produttività », premio che, tenendo conto di tutti i fattori concorrenti ad incrementare la produttività, equamente distribuisca l'aumentato reddito aziendale.
Noi già ne avvertiamo l'esigenza in tempi che non erano ritenuti maturi, ma oggi riteniamo non si debba più indugiare oltre. Le basi di partenza esistono già nella quota mensile di 2.800 lire, occorre ora studiare il meccanismo che porti ad un adeguamento automatico di questa cifra iniziale.
Centro Sociale
CONCOTTIMISTI ED ECONOMISTI
Per rendere giustizia dal punto di vista economico agli operai concottimisti ed economisti, durante le trattative per l'accordo del 21-4-1962, la Delegazione UILM aveva richiesto. come miglioria retributiva per questi lavoratori un aumento del 10 %, .non ritenendo giustificata la attuale differenza di paga percepita.
In quella sede, questa nostra richiesta non è stata accolta, ma non intendiamo abbandonarla perchè se è vero che i concottimisti e gli economisti non sono vincolati al lavoro alla stessa stregua dei cottimisti o di chi lavora alle catene, è altrettanto vero che la differenza retributiva tra gli uni e gli altri è troppo alta.
per queste ragioni, ci assumiamo l'impegno di porre tramite i nostri rappresentanti in C.I. il problema con la dovuta energia per la sua soluzione.
CATEGORIE SPECIALI
Per questa categoria, la U1LM, in sede di rinnovo del C.C,L.L. ha già deciso di rinnovare la richiesta per l'eliminazione di detta categoria che permette alla classe padronale di avere un ottimo rifugio, una scappatoia per eludere il giusto inquadramento sindacale nella categoria impiegati di questi lavoratori che finiscono per non essere nè carne nè pesce cioè nè operai nè impiegati, senza i relativi benefici, mentre svolgono mansioni di indubbia classificazione sindacale.
SALARIATI D'UFFICIO
Ancora silenzio sull'esame della posizione dei salariati negli uffici per la definizione di un più giusto e equo inquadramento.
La Direzione del Personale si era impegnata di esaminare la questione a, suo tempo posta. A quando la risposta da parte della Direzioné del Personale...? Sarebbe ora di decidersi, si "aspetta ormai da troppa tempo.
Da mesi si protrae la discussione tra C.I. e Direzione'attorno ai compiti e le funzioni del costituendo Centro Sociale di _fabbric F' — 1,,,,C11 C re ragioni cne tuttora ne hanno impedito l'accordo: ciò che a noi preme è che le attività assistenziali e ricreative vengano ampliate e migliorate aggiungendosi a quelle già in atto, concretizzando così sempre di più le aspirazioni e le esigenze dei lavoratori che da tempo attendono i frutti di tale accordo.
E' chiaro che una trattativa quasi sempre porta a delle soluzioni di compromesso tra due opposti interessi, ma è pur vero che comunque permette di fare sempre ulteriori progressi.
Al punto in cui siamo arrivati con la sopraccitata trattativa ci dobbiamo comunque rammaricare di una cosa: a nostro parere l'accordo sul Centro Sociale avrebbe già dovuto trovare la sua pratica applicazione fin dal gennaio scorso.
Il sostenere ora che l'acquisizione dell'integrazione malattia è frutto dell'accordo testè firmato il 21-4-62 non è esatto; tant'è vero che già dal novembre 1961 la C.I. era in possesso delle proposte qui sotto enunciate: PROVVEDIMENTI ASSISTENZIALI A FAVORE DEI DIPENDENTI ALFA ROMEO SEDE IN VIA DI ATTUAZIONE
Il trattamento di malattia per gli operai verrebbe ad essere il seguente:
a) malattia la cui durata non superi i 10 giorni: trattamento 'attuale (cioè L. 150 giornaliere a partire dal 4° giorno):
h) malattia la cui 'durata superi i 10 giorni: L. 500 complessive giornaliere per i primi 3 giorni. A partire dal 4° giorno: L. 350 complessive giornaliere in aggiunta al trattamento INAM.
L'erogazione giornaliera di L. 350 proseguirà sino al limite di conservazione del posto.
Trattamento di malattia operai licenziati
- corresponsione, a partire dall'il' giorno di malattia e per un massimo di 3 mesi, di una indennità giornaliera complessiva di L. 350.
Trattamento di infortuni operai
- identico a quello riservato, per malattia, agli operai in forza, con la esclusione, però, del 1° giorno.
Trattamento T.R.C. operai
--- identico a quello riservato, per malattia, agli operai in forza.
Pacco viveri
--- resta immutata la condizione attuale.
Il trattamento di malattia per gli impiegati verrebbe ad essere il seguente: corresponsione dell'importo complessivo giornaliero di L. 350, a decorrere, però, soltanto dalla data in cui interviene, per effetto della norma contrattuale, una riduzione della retribuzione.
Trattamento di malattia impiegati licenziati
- identico al trattamento di malattia per gli operai licenziati.
Cure climatiche e termali
- -- operai: la misura del sussidio attualmente concesso (L. 6.000) viene portata a L. 12.000.
- impiegati: il trattamento attuale resta immutato.
Assegni di natalità (operai ed impiegati): L. 10.000 con abolizione del corredino.
Assegno di nuzialità (operai ed impiégati):
L. 10.000 sino a 5 anni di anzianità
L. 15.000 da 5 a 10 anni di anzianità
L. 20.000 oltre 10 anni di anzianità
Assegni funerari (operai ed impiegati): 3 giorni di permesso retribuito.
La U.I.L.M. ribadisce il suo intendimento di battersi per eventualmente migliorare le sopra esposte proposte indipendentemente da chi le deve applicare, in altre parole una questione di sostanza e non di principio.
«m! e 3
1) FINCO Enrico
2) ABBIATI Mario
3) ARZENTON Ugo
111 4) CAROBBIO Antonio
F-1 V ricrocnirrzn (n...nne
CI 6) FERRARI Bruno
7) GIORDANO Pasquale
8) GHIRINI Amneris
9) LEASI Angelo
10) LUNGHI Francesco
11) MASTROTOTARO Pietro
!XI UILM
CANDIDATI IMPIEGATI
1) GHIOLDI Giuseppe
2) CAPELLI Otello
LI 3) COLLI Giuseppe
4) MELLONI Giuseppe
5) ZANICHELLI Giuseppe
I PUNTI CONTRATTUALI DELLA UILM
Consistente aumento salariale come adeguamento delle condizioni dei lavoratori al progresso produttivo dei vari settori.
Riduzione dell'orario di lavoro per raggiungere la settimana lavorativa di cinque giorni.
Contrattazione e revisione delle forme di incentivo, qualifiche, categorie e valutazione delle mansioni nei vari settori produttivi, secondo le moderne esigenze determinate dal progresso tecnologico ed organizzativo.
Armonizzazione delle condizioni normative Operai - Impiegati.
Aumento del periodo feriale.
Scatti biennali di anzianità, ecc
Un forte Sindacato democratico e classista al servizio dei lavoratori italiani.
111/0114TORI
! VO T
DIAMM/COGE DIACU/MAPO DIPRO/ATEM DIPRE/CARR DICOP/TENO
1111•51M1
UILM
CANDIDATI OPERAI
12) MORISCO Vito Domenico
13) PIZZI Dante
Gest. n » 50 11 80 50 86 21 47 8920 88 88 49 10
14) SIRONI Pietro
Suppl. a "Il Lavoro Italiano" Dir. Resp. C. Benevento Tip. G. Zacchetti - Corso lod., 68 - Milano
Portello alla
PERIODICO SINDACALE
NUMERO DEDICATO ALLA ELEZIONE DELLA C. I.
MAGGIO 1963
A cura del Gruppo Az. UILM
Redazione: Via R. Serra, 69 - Tel. 394.304 - Milano
IEMMOIENIMII0
Momento fondamentale
Abbiamo firmato un buon contratto, che sarebbe stato ottimo se non fosse costato 40 giorni di sciopero. Per questa ragione, la UILM esprime la propria soddisfazione per i risultati raggiunti, che sono positivi e Importanti, ma non ritiene si debba esagerare in « peana » di vittoria: si tratta di fare un bilancio ponderato ed obiettivo dei risultati che si sono raggiunti, dei sacrifici che sono stati necessari, e di quello che forse si sarebbe potuto fare meglio.
Un contratto collettivo di lavoro, e di una così grande categoria come quella dei metalmeccanici, è certamente un momento fondamentale e rappresenta un aspetto di particolare evidenza, nella dinamica della trasformazione deì rapporti di lavoro e di classe esistenti tra imprenditori e lavoratori ed è certo che con Il nuovo contratto alcuni dei « sacri principi » tradizionali del padronato sono stati intaccati: tuttavia, la conclusione di un contratto pur importante come questo non è la conclusione di una specie di battaglia ideologica, roba quest'ultima che va dimostrandosi sempre di più un genere da Paesi sottosviluppati.
Si tratta, piuttosto, della conclusione di una grande e coraggiosa lotta condotta da alcune delle categorie più importanti dei lavoratori dell'industria, In un settore produttivo che ha ormai raggiunto un alto livello di modernizzazione e di produttività, per migliorare i salari, l'orario di lavoro, per ottenere un certo grado di intervento del sindacato nella contrattazione dei premi e dei cottimi, per abolire certe incongruenze come la differenza di paga per età e per sesso, ecc.
Esaminando i risultati raggiunti possiamo dire che questi obiettivi sono stati realizzati in misura certamente notevole, considerata la situazione economica che stiamo attraversando, che è ancora di considerevole espansione produttiva e di elevato incremento dei redditi imprenditoriali. Alcuni di questi miglioramenti, particolarmente la riduzione di orario a parità di salario, avranno una vadilità sempre integra nel tempo ed anzi costituiranno la premessa per ulteriori passi avanti. Altrettanto può dirsi per la introduzione di una « intesa sulla contrattazione per settore », principio tenacemente perseguito dalla UIL e che consentirà un maggiore adeguamento dei livelli retributivi all'andamento economico ed allo sviluppo tecnologico dei vari settori della produzione metalmeccanica.
La lotta che abbiamo condotto per realizzare questo contratto è stata la più efficace e la meno dispendiosa possibile per i lavoratori?
Nel pieno della lotta, anzi in alcune fasi cruciali della stessa, altri, che magari oggi inneggiano all'unità, ci hanno attaccato deliberatamente e scopertamente. Noi, oggi che la lotta si è conclusa, possiamo responsabilmente affermare che essa sarebbe stata comunque molto dura e molto impegnativa dato il peso delle richieste avanzate ed il momento politico caratterizzato da una particolare posizione di intransigenza assunta dalle destre nei confronti della svolta politica realizzatasi nel Paese. Ma possiamo anche affermare che se, ad esempio, non ci fossero state azioni sindacali dispersive a livello aziendale nella prima fase della lotta, avremmo perso meno tempo ed avremmo creato meno inutili prevenzioni, così come se la azione di rottura verificatasi alla FIAT fosse stata valutata all'inizio come si arrivò a valutarla tre mesi dopo, si sarebbe evitata una pericolosa tensione nei rapporti sindacali e si sarebbe potuta approfondire maggiormente la crepa nella Confindustria, portando avanti l'iniziativa dei « protocolli », che avrebbe cominciato a sortire assai prima i suoi effetti.
E' comunque anche da questa esperienza che il mondo del lavoro trae materia dì valutazione per le lotte future.
I metalmeccanici hanno ora dinnanzi un periodo di vigilanza per l'esatta applicazione del loro contratto e per realizzare interamente gli sviluppi che esso prevede. La loro lotta si è conclusa positivamente, e possiamo considerare con legittima soddisfazione Il contributo da essi recato alla lotta comune per il miglioramento delle posizioni di tutte le altre categorie di lavoratori.
Automazione e indici di rendimento
E' cosa risaputa della quale si ha la conferma ogni giorno, che con il costante sviluppo dell'automazione, con l'introduzione di nuovi macchinari e di nuove tecniche produttive, l'indice di rendimento, cioè di quel coefficiente .a cui corrisponde la percentuale utile di cottimo, si va comprimendo.
Mentre prima il tempo necessario a compiere una operazione e il corrispondente tempo cottimo, erano in stretta relazione all'efficacia e allo sforzo del lavoratore, questo, con la sua assiduità e abilitazione,• a compiere tale lavoro, poteva concorrere in una certa misura a incrementare il suo guadagno orario.
Oggi il lavoratore, adibito alla stessa lavorazione o ad altra, eseguita su macchina o complessi, funzionanti con fasi e tempi vincolati, dove poco o nulla è lasciato alla sua volontà e abilità vede il suo in-dice di rendimento diminuire in misura notevole.
Non si tratta di taglio dei tempi, ma evidentemente di una realtà insita nelle nuove tecniche produttive.
Come affrontare e risolvere il problema?
La tematica è tale che il di-
scorso si farebbe lungo ed è evidente non lo si possa fare sui fogli di ún notiziario; qui vogliamo solo tracciare gli aspetti di un problema.
Bisogna parlare di sforzo 'fisico e psicologico: si dice che l'automazione concorre a diminuire lo sforzo fisico e; in parte questo è vero. E' però altrettanto vero che l'aumentato ritmo di lavoro, costringe il lavoratore a stare al passo della macchina o del complesso che gli sono affidati, facendolo diventare egli stesso una macchina e trasformandolo in un automa, quindi quello che può Aver speso i ,n meno conig, sforzo, gli costa di più come ritmi e debilitante monotonia.
Bisogna parlare di incrementata produttività e, se è vero che questa serve ín parte ad ammortizzare macchine e impianti, è altrettanto vero che di questo incremento il lavoratore non trova nella busta paga nessun beneficio.
Bisogna dire che l'attuale sistema di lavorò a cottimo, di determinazione delle tariffe, nella realtà di una produzione automatizzata, non concorre più ad incentivare il guadagno del lavoratore, ma concorre a comprimerlo.
segue a pag. 2
COMUNICATO
La delegazione composta dai rappresentanti sindacali' e dai membri di C.I. che ha avuto un incontro presso l'Intersind di Roma è rientrata dopo una prima riunione nella quale si è discusso in merito alle modifiche delle tariffe assestate della Giulietta.
Dopo ampia discussione durante la quale i rappresentanti dei lavoratori hanno constatato una sostanziale diversa interpretazione in merito alla formulazione del nuovo contratto riferita al periodo di assestamento dei cottimi; le parti hanno convenuto di promuovere un ulteriore incontro fissato per il giorno 29 p.v.
Tale incontro sarà preceduto da un esame di merito da parte dei Segretari Nazionali con l'Intersind centrale.
ARENZA NUMERICA DEI MANOVALI PIANO CARRIERA
Quello dei manovali è una deficienzcì che rischia di diventare cronica.
Nello stesso interesse dell'azienda bisogna affrontarlo e risol-verlo subito. Forse qualcuno si è illuso che con i trasportatori meccanici si potesse ridurre il numero dei manovali, ma questa innovazione tecnica, unita all'applicazione di un sistema più razionale di lavoro, sta dimostrando il contrario.
Infatti hq finito coll'accentuare l'esigenza dei manovali, perchè l'operaio, specie il cottimista,^ncrn può perdere del tempo per compiti diversi dal suo. Deve essere assistito con continuità e non solo quando è oggetto di rilievo tempo da parte dell'analista, per dovere poi arrangiarsi da se subito dopo.
Siccome non possiamo accettare che esistano motivi o cause che possano rappresentare per l'operaio una possibile decurtazione di guadagno, lo ripetiamo, la questione manovali deve essere con urgenza affrontata e risolta.
Intanto che ci siamo poi non possiamo fare a meno di esprimere sulla questione manovali un nostro parere, e cioè che la D.G. dovrebbe tenere presente che fra costoro ci sono persone che hanno captato quanto visto ,che conoscono ormai molti sistemi di lavoro, che sono giovani, capaci, ormai assuefatti all'officina, e pertanto potenzialmente idonei per essere inseriti come operai nella produzione.
• Esamini la D.G. la possibilità di questo inserimento sostituendoli attraverso le assunzioni che vengono fatte; alla fine si accorgerà non sola di avere svolto una funzione sociale nel valorizzare questi lavoratori, ma di averne anche un vantaggio produttivo.
Convinti di questo, non mancheremo, attraverso i nostri rap- presentanti in C.I., di sostenere questo problema nel senso auspicato.
segue da pag. 1
Automazione e indici di rendimento
Li realtà è che un lavoratore'adibito a lavorazioni su macchine non vincolate o a lavorazioni manuali, con la sua capacità e assiduità, realizza nn rendimento medio R. 1.40, il giorno che viene adibito a lavorazioni v incolate vede il suo rendimento scendere. a R. 1.30 ed anche a meno, che in sostanza significano per lui 15 lire 'in meno per ogni ora di lavoro.
Di queste cose bisogna parlarne urgentementè, parlarne non per fare dell'accademia o delle discussioni teoriche, ma per affrontare il problema e trovare una soluzione.
Affrontarlo in modo urgente perehè l'automazione avanza come un rullo compressore e quello che oggi è una esigenza avvertita da una parte di lavoratori, domani, e un domani molto vicino, ne interesserà la grande maggioranza.
Il Contratto di lavoro dà il diritto al Sindacato di intervenire responsabilmente nella questione.
Ai lavoratori l'invito all'apporto della loro esperienza per la soluzione del problema.
TRASPORTATORI MECCANICI E SICUREZZA
Che i trasportatori meccanici dei pezzi da lavorare, siano come tali una soluzione razionale, pratica, moderna, è fuori discussione. La nostra preoccupazione sorge quando si considerano i limiti dello spazio fra le varie linee. entro il quale sono stati installati perchè col loro movimento rappresentano un serio pericolo per l'operaio al quale può capitare di sentirsi portare via il tondo dei pantaloni, o strappare la tuta la schiena.
Come può un operaio prestare la doVuta attenzione al suo lavoro e nello stesso tempo preoccuparsi del come si muove per evitare il peggio dato l'angustia della sua posizione quando è praticamente privo di una sicura libertà di movimento?
Risulta che ci sono già stati incidenti. Sia chiaro che non siamo contrari all'applicazione di impianti moderni, ma questi però non devono rappresentare un pericolo per chi lavora.
Ha provato qualcuno del servizio di sicurezza a trascorrere un'intera giornata di lavoro nella posizione di un operaio?
Non vorremmo che qualcosa di spiacevole dovesse dare ragione a questa nostra preoccupazione.
Era proprio impossibile attendere il loro impiego nel tempo e luogo adatti?
Molti giovani diplomati o laureati, assunti dall'Alfa Romeo con un piano di carriera, in questi ultimi mesi lamentano che non gli è stato riconosciuto lo scatto di stipendio maturato.
La D.G. in un primo tempo giustificava questo fatto con l'affermare che l'aumento ultimo contrattuale ha eguagliato o addirittura superato lo importo dello scatto.
Questa tesi cade poi nell'assurdo perchè trova applicazione cinque mesi dopo la decorrenza dell'aumento contrattuale, creando un ulteriore squilibrio di trattamento economico tra gli stessi colleghi legati al piano carriera.
Se si dovesse accettare il concetto della cifra fissa, gli interessati non dovrebbero neppure godere degli aumenti di contingenza, o dovremmo parlare allora di assegno mensile e non di stipendio.
Se poi oggi la D.G. si accorge che il piano carriera è uno strumento difettoso, lo modofichi pure nel futuro ma per il presente deve tenere fe-
de agli impegni assunti nei confronti degli interessati. E' una questione di serietà.
E ancora, se la D.G. ritiene che qualcuno di questi giovani per capacità professionali non meriti il riconoscimento dello scatto visto che l'aumento contrattuale non lo può negare, abbia il senso di responsabilità di farlo presente all'interessato senza sacrificare gli altri.
Interpellata in proposito, la D.G. si è impegnata a risolvere la questione con soddisfazione degli interessati, ma che questo dipenda dal merito, e da altre cose la D.G. responsabilmente lo deve rendere noto cosicchè gli interessati possano 'sapere con esattezza come regolarsi.
E' una risposta che abbiamo sollecitato, è una risposta che deve essere data perchè nessuno si possa adagiare su promesse fatte o si preoccupi di promesse non mantenute.
Nello stesso interesse della Azienda è bene che la D.G. dimostri il più presto possibile la sua volontà nel volere risolto questo problema.
In merito all'accantonamento di ore straordinarie che gli impiegati hanno riscontrato, riteniamo doveroso informare gli stessi che in sede di rinnovo del Conratto, nell'orario di lavoro Impiegati, tra Organizzazioni sindacali e Intersind il 1° febbraio 63 è stato siglato il seguente accordo:
Per quanto concerne l'orario di lavoro degli impiegati in relazione a quanto previsto dall'accordo 20 novembre 1962, si conviene che per ogni ora lavorata oltre le 44 settimanali sarà corrisposta all'impiegato una quota oraria della retribuzione mensile globale di fatto che verrà determinata sulla base di 1/180 della retribuzione mensile stessa, con facoltà dell'azienda, in relazione alle esigenze tecnico-produttive di accantonare le quote stesse al fini del godimento durante l'anno di corrispondenti ore di riposo retribuite (riposi di conguaglio) ».
Ora se su scala nazionale questo accordo è senz'altro positivo, per gli impiegati dell'Alfa Romeo, dato l'orario base di 40 ore settimanali, l'accantonamento, causa anche i diversi orari che al effettuano, ha creato disigio o 'confusione sui quali è necessario portare precisazioni e chiarimenti.
L'argomento è già stato oggetto di discussione ha C.I. e DIPER con la conclusione che per h 1963 il limite di accantonamento sarà di 32 ore.
Riteniamo anche che sia definita con chiarezza la posizione di quegli impiegati che non arrivano ad effettuare accantonamenti dl ore o che non abbiano accantonato la quantità necessaria fermo restando la salvaguardia delle ferie.
Inoltre è stato richiesto che sia fatto conoscere, tramite foglio paga, l'entità delle ore che l'impiegato ha accantonato.
O IMPIEGATI
ORARIO LAV
PRASSI E CONTRATTAZIONE ARTICOLATAiiii+ILIFICHE e CATEGORIE
Spesso capita di sentire ne e secondo le procedure spe- , chiamare in causa, nel porre cificatamente indicate: problemi rivendicativi, il ri- Ne scaturisce una disciplispetto della « prassi sindaca- na per i casi di attuazione in le ». Ora in considerazione del sede aziendale di criteri di orfatto che molti lavoratori ci • dine generale prefissati a liinvitano a documetarli sui cri- vello nazionale. Competenti teri previsti dalla contratta- per questo livello di contratzione articolata ci premuria- tazione saranno da un lato i mo di renderli edotti di quan- sindacati provinciali di cateto stabilisce in materia il con- goria e dall'altro le aziende, tratto di lavoro. rappresentate e assistite dalla
« Art. 3 - La contrattazione loro associazione sindacale sul piano aZiendale Verrà svol- salvo, in ipotesi da concordarta solo per le materie per le si, l'intervento delle organizquali la negoziazione a livello zazioni nazionali.
nazionale avrà previsto una Art. 3 - Lettera C) - Conpossibilità di regolamentazio- trattazione di rinvio a livello
Inquadramento delle categorie
Per quanto riguarda l'inquadramento effettuato dalla Direzione dell' Alfa Itomeo, esprimiamo forti dubbi sulla obiettività dei criteri usati, in quanto troviamo lavoratori adibiti a medesime mansioni ma in categorie diverse.
La punta massima dello squilibrio è data nelle categorie 0.C.1 e 0.C.2 dove il fenomeno è tanto evidente da
trovare inquadrati diversamente lavoratori che occupano uguale posto di lavoro e con uguali mansioni....
Il nostro Sindacato chiede alla D.G. una revisione che determini il giusto inquadramento sindacale di questi lavoratori.
Ci impegniamo formalmente, qualora in sede aziendale il problema non trovasse adeguata soluzione, di discuterne in sede provinciale.
aziendale. - Le materie per le quali è prevista la possibilità di negoziazione a livello aziendale — al fine di dare attuazione ai criteri di ordine generale predeterminate dallo stesso contratto nazionale — sono le seguenti:
a) modalità di applicazione della disciplina sui cottimi;
sistemi di classificazione sostitutivi di quelli concordati a livello nazionale;
forme incentivanti collettive.
Qualora le trattative in sede aziendale relative ai punti di cui sopra non conducessero a positive conclusioni, le parti, allo scopo di evitare turbative all'ordinato svolgimento dei rapporti di lavoro nell'azienda convengono sull'opportunità di esperire un tentativo di conciliazione a livello nazionale entro un periodo di tempo da definirsi con l'intesa che fino all'avvenuto esperimento di tale tentativo non si farà ricorso alla azione diretta ».
Esistono da troppo tempo presso gli uffici competenti vecchie proposte di passaggi di categoria o di qualifica le quali non hanno ancora trovato risposte nè affermative nè negative, malgrado le proposte siano partite dagli uffici o dai reparti.
Sono lungaggini intollerabili e che creano, nelle lunghe attese, profondi malcontenti.
La critica a questo sistema sarà portata a fondo anche dai nostri rappresentanti in C.I. pretendendo un preciso impegno da parte della D.G. Non. tralasciamo di far notare che tali passaggi non devono avvenire necessariamente ad ogni fine anno, ma ogni qualvolta il lavoratore ne con-segue il diritto.
Categorie speciali
Purtroppo in sede contrattuale non si è potuto ottenere il trasferimento della Categoria Speciale in quella impiegatizia.
Tuttavia l'esemplificazione delle mansioni ci permette di chiedere, in sede aziendale, la revisione della posizione di questi lavoratori in rapporto alle loro effettive mansioni.
Ne consegue che molti di questi lavoratori, di fatto, dovrebberó passare alla categoria degli impiegati.
Una cosa comunque, la D.G. dovrebbe fare subito. Riconoscere a questa categoria il pagamento dalla 44' alla 48' ora, le cure termali ed altro ancora.
Non costerebbe molto alla Società e sarebbe una notevole prova di buona volontà.
Più forti nelle provincie Più efficenti nella categoria Più uniti nell' Europa VOTA UILM 3
Vota UILM
a.
CANDIDATI IMPIEGATI
CAPELLI Otello DIACU/MAPO
CASTELLI Rag. Cesare DIAMM/COGE
Ei COLLI Giuseppe DIPRO/ATEM
MANTOVANI Umberto DICOP/PROA
ZANICHELLI P.I. Giuseppe DICOP/TENO
OGGI, nei turni di mensa
COMIZIO UILM
parleranno SERGIO DONELLI e ANTONIO RAIMOLD1
CANDIDATI OPERAI FINCO Enrico ARZENTON Ugo ex Gest. 20 80 BONFANTI Angelo 10 CIRIANNI Antonio » 19 DE LIA Michele 89 FUSTO Antonio 86 GIORDANO Pasquale 24 IUCULANO Domenico 21 LEASI Angelo 89 LOVISON Angelo 15 LUNGHI Francesco 20 MORISCO Vito Domenico 88 MORGANTI Antonio 75 PIZZI Dante 49 PREZIUSO Silvio 54 PROSERPIO Umberto 20 SCABARI Giuseppe (Arese) 11 D El ~ C= ~ El ElD D E= D DEI
iXIUILM
SEGRETARI PROVINCIALI UILM Tip. G. Tacchetti - Corso Lodi, 68 - Milano Suppl. Lavoro itaihkrbo„ Dir. iiesP. C. Benevento
UILM
Un forte Sindacato democratico e classista al servizio dei lavoratori italiani.