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El Caminun10

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MILANO — Aprile 1956

Redazione: Corso Lodi, 58

Una copia L. 15

Abbon. sostenitore L. 300

M 1 N Lily_

EPERiODICO

in attivo solo per il padrone

Dobbiamo rinsaldare 1' unità di tutti i lavoratori condizione necessaria per difendere i nostri diritti.

Al lavoratore che in questi giorni legge i programmi, presentati dalle organizzazioni sindacali per le elezioni della nuova C.I., sorge spontaneo questo interrogativo: « Perchè non presentare un programma. comune che rifletta la volontà di tutti i lavoratori? ». '

Questo interrogativo tanto elementare e pieno di buonsenso corrisponde al concetto naturale dell'operaio il quale ha imparato dalla vita che « l'unione fa la forza » e « la divisione fa la forza del nemico ».

Ma allora perchè non si è uniti e chi trae vantaggio dalla divisione dei lavoratori?

Tutti ricordano gli interventi sostenuti da Valletta in questi ultimi tempi con lo scopo di frazionare l'unità della classe operaia.

Dall'attacco frontale contro la C.I. due anni or sono, all'intervento massiccio nella campagna per il rinnovo della C.I. avvenuto lo scorso anno, con i noti sistemi del ricatto, della fame e delle minaccie, esiste il filo conduttore che sta a dimpstrare il fine a cui miravano queste azioni del padronato.

Dividere il fronte operaio per creare le condizioni favorevoli al padrone.

E in questo ultimo anno dove più manifesto è stato questo fenomeno di divisione noi abbiamo sperimentato sulla nostra pelle cosa significa presentarsi divisi.

La divisione in fabbrica teorizzata e portata alle estreme conseguenze vuole costringere il lavoratore a rinunciare alla difesa collettiva e presentarsi da solo a trattare e discutere con il padrone.

L'esempio tipico è quello del procedimento a cui deve sottoporsi l'operaio nella trattazione del cottimo, il quale deve da solo contrattare con la direzione.

I miglioramenti ottenuti con il Premio di Produttività ecc. rappresentano soltanto la minima parte di quello che ci spetta.

I nostri diritti sono ben più vasti di quelli che oggi ci vengono riconosciuti nella fabbrica. Questi diritti si scontrano con

i privilegi del padrone ecco per' chè noi dobbiamo esser tutti uniti nel far valere le nostre ragioni.

In pari tempo dobbiamo condannare l'opera che taluni conducono per cercare di approfondire ancora di più la divisione tra i lavoratori come è avvenuto alcune settimane orsono quando l'indignazione generale. aveva maturato la protesta contro l'assassinio di braccianti nel Sud.

E' bastato il richiamo della direzione ai dirigenti dell'UIL aziendale Campani e C perchè questi si facessero sostenitori delle tesi del padrone contro la linea indicata dalla loro organizzazione.

Dobbiamo invece riconoscere la coerenza e la tenacia con la quale la FIOM si è sempre battuta per rinsaldare i vincoli dell'unità operaia in funzione degli interessi di tutti i lavoratori dell'O.M.

L'iniziativa di questi giorni della FIOM che ha proposto alle altre organizzazioni sindacali di presentarsi con una piattaforma unitaria nelle prossime elezioni della C.I. non può essere salutata che con soddisfazione e gioia da tutti i lavoratori, . perchè qualora questo obiettivo si realizzasse è certo che a guadagnare saranno i lavoratori tutti e a perdere sarà Valletta.

Come difendere il posto di lavoro

C'è la preoccupazione per il posto di lavoro, oggi: giusta predccupazione.

Ma come garantirselo il lavoro? La FIAT ha fatto delle promesse quando, l'anno scorso, si dovevano eleggere le Commissioni Interne: se volete lavoro, votate come voglio io, che son il più forte perchè sono il padrone.

Ebbene, le cose sono cambiate nelle Commissioni Interne, dopo quelle elezioni, ma le promesse non sono state mantenute. Alla Lingotto di Torino centinaia di lavoratori sono stati licenziati, eppure non vi era nessuna crisi produttiva. La FIAT ha licenziato e insieme aumentato la produzione alla Lingotto, chiedendo più lavoro a meno operai.

Per almeno ridurre il numero dei licenziamenti, i lavoratori uniti hanno preso iniziative, hanno manifestato nella città, hanno chiamato in Causa Sindaco e Ministri, permettendo di mantenere così il posto di lavoro a 180 dei 550 lavoratori che la FIAT voleva licenziare.

Ecco come i fatti dimostrano

che, per garantirsi il posto di la 'Toro, non bisogna lasciare fare al padrone tutto e soltanto quello che vuole lui. Il padrone non dà lavoro perchè ha a cucre la sorte delle nostre famiglie, ma per avere dal nostro lavoro del profitto; la FIAT cinquanta anni fa era una bottega, e oggi è quello che è, ma niente altro l'ha fatta tanto ingrandire se non il lavoro dei suoi operai, tecnici, impiegati e i profitti che i padroni ne hanno ricavato.

Oggi la FIAT-OM vuole produrre di più con sempre meno operai., E per garantirci il posto di lavoro non ci si può abbandonare all'arbitrio del padrone; ,bisogna, come lavoratori, prendere una posizione, difenderci mettendoci tutti insieme, perchè la minestra che mangiamo è la stessa per tutti. , Ma in questo posto di lavoro alla OM poi come ci troviamo?

C'è chi dice che siamo dei privilegiati. A dire il vero se alla OM ci sono dei privilegiati, questi sono i padroni, che si mangiano in poche famiglie parecchi milioni all'anno di « dividendi ». Noi lavoratori ci dividiamo sempre più lavoro, invece.

L'anno chiesto dalla CISL e

dalla UIL è finito, e mai come in questi giorni alla. OM le condizioni di lavoro. sono state tanto incerte, Un « tempo » non è mai definito, chi rende bene subisce un « taglio », chi non ce la fa viene tacciato di scarso rendimento, i rendimenti che regolano i guadagni di cbttimo sono come una lotteria: ogni mese una sorpresa.

L'anno che volevano Campani e soci è stato dedicato al tentativo di spezzare la resistenza dei lavoratori al taglio dei tempi, all'intensificazione del ritmo di lavoro. A questo è servito l'accordo separato sui tempi, per come è formulato e viene applicato. Resta il fatto che il ricatto fondamentale posto ai lavoratori un anno fa: « Se volete conservare il posto di lavoro votate contro la FIOM » si è rivelato un espediente vergognoso per vincere la resistenza dei lavoratori alla politica di «sfruttamento del monopolio ».

In sintesi un anno di maggioranza CISL-UIL in C.I. alla O.M. ha aumentato nel modo più grava la precarietà delle condizioni di lavoro, e il padrone si è valso di questa situazione per fare una politica di contenimento dei salari.

Concludendo è che sulla via della scissione in C.I. dei lavoratori, di trattative segrete e accordi separati col padrone al di fuori di ogni controllo dei lavoratori (che è poi la sostanza della famosa « collaborazione ») non si fa che rompere la forza dei lavoratori per metterli nelle mani del padronato. Questo è quello che insegna un anno di maggioranza CISL-UIL in C.I. alla O.M.

Un augurio dalla Pirelli

A nome dei lavoratori della Pirelli Bicocca, legati ai loro compagni di lavoro della OM da vincoli di fraterna solidarietà, la Redazione di FABBRICA UNITA (giornale di fabbrica dei lavoratori della Pirelli) invia a tutti gli operai e impiegati della OM un caloroso augurio perchè le elezioni della Commissione Interna affermino la loro volontà di progresso e di giustizia e segni un monito per la Direzione della OM e per gli amici di Valletta.

La Redazione di • FABBRICA UNITA

2" E N. 4
ANNO
DEI LAVORATORI DELL' „OM" - MILANO L' ANNO E ' TRASCORSO.. BILANCIO DI UN ANNO
UNA GIUSTA PREOCCUPAZIONE

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il lavoratore "O M „ parla il linguaggio di chi lo paga

Caro Caminun, sono un vecchio operaio e ti scrivo per dire a mezzo tuo due parole ai « giornalisti indipendenti » del LAVORATORE O.M.

Io non li conosco, nè ci tengo a conoscerli, specie dopo aver letto quanto hanno scritto contro la FIOM, contro i socialisti e comunisti, contro l'Unione Sovietica. Voglio dire da vecchio antifascista che chiacchiere uguali alle loro le sento ormai da quarant'anni e ne sono disgustato. Questa volta più delle altre volte perchè a raccontarle sono individui che non dicono la verità su quanto avviene all'O.M. e pretendono di dirla su cose che accadono a migliaia di chilometri di distanza.

... Io non sono nè socialista, nè comunista, eppure come tanti altri voto CGIL nelle elezioni della C.I. e per i partiti di sinistra in quelle comunali e politiche.

. Quello che è avvenuto in Russia io non lo so con precisione, so soltanto che là c'è un regime che è condannato dai capitalisti di tutto il mondo e da quelli che mi sfruttano dalla mattina alla sera, dunque va bene per i lavoratori.

... Non posso poi ignorare che 17 milioni di russi sono morti per sconfiggere Hitler e Mussolini e la sconfitta del nazifascismo ha significato libertà e democrazia per l'Italia e questo va bene per i lavoratori. Non dico altro, queste due cose per me ne spiegano molte altre, possono ben chiacchierare quelli del « Lavoratore O.M. » fin che vogliono ma non parleranno mai come vogliono loro, ma come chi li paga. Questo è il mio parere. Cosa ne dici?

Come vedi abbiamo pubblicato parte della tua lettera, speriamo tu sia contento, non abbiamo potuto fare di più, e contento sarà anche tuo nipote che, dici, ti ha aiutato a scrivere.

Avremmo voluto aggiungere qualche cosa di nostro ma la scarsità di spazio ce lo vieta; pensiamo sia utile invece renderti noto un passo del discorso che l'on. De Gasperi pronunciò al Teatro Brancaccio di Roma il 22-7-1944

BASTA COL taglio dei cottimi

La CISL e la UIL hanno fatto un accordo sui tempi; è uno strano accordo, a dire la verità perchè i tempi continuano a tagliarli, sempre di più. Così si lavora di più e si guadagna di meno.

Anche qui a lasciare fare al padrone le cose non possono che peggiorare. Dicono che possiamo reclamare, ma quei pochi che lo fanno, trovano poi tanti papaveri della direzione quanto basta per dimostrare che hanno torto, che loro tempo è comodissimo. Se vogliamo un lavoro che non sia massacrante, se vogliamo discutere, contrattare i tempi e i cottimi, anche in questo caso, bisogna dunque prendere una posizione, difenderci tutti insieme, non isolarci, ma unirsi.

« Quando vedo che mentre Hitler e Mussolini perseguitavano degli uomini per la loro razza e inventavano quella spaventosa legislazione antiebraica che conosciamo e vedo contemporaneamente i russi, composti di 160 razze cercare la fusione di queste razze, questo tentativo, questo sforzo verso l'unificazione del consorzio umano, lasciatemi dire. questo è eminentemente universalistico nel senso del Cattolicesimo. E cristiano è anche il formidabile tentativo di accorciare le distanze tra le classi sociali ».

Come vedi, caro lettore, a quell'epoca anche l'on. De Gasperi « chiacchierava » tenendo conto dei fatti, fu qualche anno dopo che cominciò a trascurarli e... ma questo sarebbe un altro discorso. Coi tempi che corrono vi saranno forse anche altri che prima o poi avranno dai fatti ottimi elementi per una attenta riflessione.

UN ARBITRIO che deve cessare

In aperta violazione di ogni norma legislativa vigente in materia di libertà personale, la direzione provvede saltuariamente a sottoporre i lavoratori a perquisizione all'ingresso dello stabilimento (come è noto la perquisizione, semmai, è lecita all'uscita).

La libertà e la Democrazia Dalle parole ai tatti

—Si sente spesso parlare in fabbrica di libertà e democrazia e tutti, a parole, si dicono difensori dell'una e dell'altra, ma la realtà invece è ben diversa: alle parole molti non fanno seguire i fatti.

Guardate in questo periodo; siamo alla vigilia delle elezioni per il rinnovo della C.I.; « libertà e democrazia » sono sulla bocca dei rappresentanti padronali come su quelle dei sindacalisti di tutte le tendenze.

Gli uomini della direzione parlano di libertà e democrazia, ma come la intendono? Forse è in ossequio alla libertà e democrazia che intervengono nella battaglia elettorale a favore di liste gradite al monopolio?

Forse si tratta di eleggere i difensori degli interessi padronali e non quelli dei lavoratori? No! Le prossime elezioni sono evidentemente una competizione tra le varie organizzazioni sindacali e allora di che s'impiccia la direzione?

E' evidente che l'intervento della parte padronale non avviene a sostegno della libertà e della democrazia, eppure vi è chi afferma il contrario. Costoro, è inutile dirlo, sono del parere che i diritti del cittadino cessano di fronte ai cancelli delle fabbriche e che il padrone può tutto. Noi non siamo di questo parere, nè erano di questo parere i rappresentanti del popolo italiano che approvarono la Costituzione.

Le elezioni debbono essere libere e oneste

cosa nostra, dei lavoratori, il padrone non c'entra e non deve entrarci.

E' così che come giornale ci rivolgiamo a voi, nostri compagni di lavoro, con fiducia. Perchè fra noi non ci sono differenze, siamo tutti lavoratori.

I nemici sono comuni: sono i padroni e gli amici dei padroni, che ricattano i lavoratori coll'arma della fame, che costringono magari i lavoratori a prendere una tessera per trovare lavoro. Costoro non devono prevalere in queste elezioni di Commissione Interna. Queste elezioni devono essere libere e oneste, i lavoratori devono potere esprimere liberamente il loro voto.

Il provocatore di turno: l'Ing. Calzolari

Da vari giorni l'ing. Calzolari si è messo a provocare gli operai addetti al reparto Esperienze (il confino dell'O.M.).

Cominciò col comandare a fare straordinarie diversi lavoratori e dopo che questi gli fecero notare che non potevano fermarsi, lui continuò a provocarli affinchè rispondessero che si rifiutavano, Sabato, 5 minuti prima di mezzogiorno, avvicinava un altro operaio del reparto, operaio specializzato pretendendo da questi il trasporto di un modello di legno fino in Fonderia.

L'operaio rispondeva che non era nelle sue mansioni e che essendo il manovale lì presente, era il caso di rivolgersi proprio a lui.

L'ing. insisteva anche in questo caso per ottenere come risposta il rifiuto di non eseguire il trasporto. Risulta da questi fatti evidentemente che all'ing. Calzolari non importava affatto di ottenere l'adesione degli operai alle straordinarie nè di

fare trasportare il modello ma solo di provocarli per prendere poi provvedimenti.

«BUON COSTUME» ?

Tempo fa diversi operai messi a disposizione si rifiutarono di andare a lavorare in Fonderia date le loro precarie condizioni di salute, alcuni erano anche minorati in modo evidente.

L'addetto all'ufficio « movimento » preso nota del rifiuto era costretto a constatarne la giustezza.

Ma aveva fatto i conti senza il « colonnello » Guastoni, l'ingegnere della Fonderia, il quale volle personalmente constatare. Si fece inviare gli operai e li passò in rivista. Constatato anche lui che il rifiuto degli operai era motivato scioglieva la fila congedandoli bruscamente. Vorremmo chiedere all'ing. Guastoni se tutto questo è l'effetto delle lezioni sul « buon costume » tenute dall'ing. Luggiato.

' TEMPO DI ELEZIONI

— Cosa c'è da meravigliarsi? Sto uscendo di qui perchè Valletta mi vuole per fare il capolista.

OiLlEY
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Storia quasi vera ...

Il lupo e lo scoiattolo

Era stato lo scoiattolo a scoprire il fuoco. C'era stato un temporale furioso e un fulmine aveva incendiato un albero. Tutti erano scappati ma lo scoiattolo si era avvicinato al fuoco e aveva scoperto che scaldava.

Tutta la foresta fu messa in

subbuglio da questa scoperta; gli animali ballavano felici pensando che il prossimo inverno lo avrebbero trascorso al caldo.

E venne anche il lupo che era stato avvertito immediatamente della scoperta. Disse che per poter mantenere acceso il fuoco bi_

Lascia o raddoppia?

Una barzelletta che circola fra i lavoratori della O.M.

A una trasmissione di « lascia o raddoppia » si presenta un candidato che vuol essere interrogato sulla OM. Mike Bongiorno gli domanda se sa tutto sulla OM. Il candidato dice di sì. Mike si prepara a fargli la prima domanda, quando dalle quinte si presenta un signore, che si rivolge al candato e gli dice: «E'

sicuro di saper tutto sulla OM?». «Sicurissimo », risponde il candidato. « E lei spera di guadagnare, così, i 5 milioni della TV? ». « Sì », risponde il candidato. Il signore gli dice di aspettare un momento, si precipita al telefono; poi ritorna, mette mano al portafoglio e dice: «Dieci milioni se rinuncia ». Chissà perchè...

€... adedd ?...

EI par minga vera; ma un'ann l'è passaa !

E, ( men un quai sém viv ammò tiicc.

Femm un giudizi su quii ch'émm vutaa, anca se gh'émm i saccocc che in succ?...

La CISL e la UIL in Cummissiun Intérna cunt la maggiuranza, hann purtaa di vantagg?

Me par de no! ( E vincium un térna se la pròva d'un'ann, l'é mal temp de passagg !... )

Grazie a i accord, ( che g'hann del « penai ») a fin de giurnada, te ghe i oss rott per el lavurà a « ritmo » infernal, cume « Tempi moderni » el film de Charlot. Du lavuradur, gh'é mort in poch mees, vittim del cottim a pien sfriittament.

E alter sang, ne a faa i spees in tanti infurtiini, de e nostra » gent.

Gh'é pii i malaa, per mutiv divérs che aumenten in fabbrica, a pii nun poss.

Cercà cumprensiun?... l'é tiitt temp pera!

Te lassen marscì, fin dent'in di oss.

Prémi a bizzeff e... rianee a pien man ve regala la FIAT... gh'e n'avì mai assee !

Inscì disen la CISL e la UIL. — Tuaiann I

Pruvee a parlaghen ai noster miee !...

Ma disen minga, che la libertaa

l'é mettuda in cadéna l'é mettuda al « cunfin !

Oh ! Poer lur, che g'hann pii dignitaa I

Se creden gigant, e... in ridott a tapin.

Sbraiten tantu su quel c'ha concéss. la direziun de l'O.M. — Panettun e iiséll !

E l'é merit soo... se l'acqua di pés la g'ha el giist saurìi, de brudin de vitél.

D'una part te da' el ziiccher, de l'altra di sberla, la te fa' el cine « gratis »; pii te sfiacca el fìrun.

( La cuscienza gelada cume i di de la mérla, g'hann vérs chi lavura, i sciuri padrun.)

E se piir cuntra viiia, 'na quai volta conceden, ( certament che ne dànn... minga el Domm ! ) l'é perché l'esistenza, la veden, d'una forza incrullabil !... la

MEMORIA PER LA DIREZIONE

LA DIREZIONE O.M. DEVE PAGARE A TUTTI I

LAVORATORI :

per arretrati indennità mensa circa L. 27.000 in più con i Lavoratori ai quali essa ha negato il « Premio di Bilancio » del 1° semestre 1955, ha un altro debito di L. 12.000

DE CARLI

sognava metterlo al riparo e che egli si sarebbe sacrificato per la collettività mettendo a disposizione la sua caverna. Gli scoiattoli protestarono e dissero che una cosa così utile doveva essere di proprietà di tutti. Il lupo digrignò i denti, alcuni animali si spaventarono, altri scoraggiati se ne andarono.

Uno scoiattolo si gettò contro il lupo in un impeto di rabbia e rimase ucciso sul prato davanti agli occhi di tutti.

Gli scoiattoli capirono subito che il lupo avrebbe potuto essere battuto solo se tutti gli animali della foresta si fossero uniti. phi fosse andato da solo contro il lupo sarebbe stato sbranato inutilmente.

Così in una assemblea memorabile gli scoiattoli decisero di organizzare la lotta contro il lupo organizzando l'unione di tutti gli animali della foresta. La lotta tra il lupo e gli animali, che erano costretti a lavorare tutto il giorno per riempirgli la pancia e portare rami secchi per aumentare la scorta della legna per l'inverno, divenne una necessità vitale.

Ma il lupo non dormiva e allevò, con i cibi che gli animali della foresta erano costretti a portargli una muta di mastini chiamata « la veloce » la quale doveva difendere l'ordine e la libertà. La sua naturalmente.

Alla volpe e al gatto diede l'incarico di fare la propaganda della collaborazione e di dividere gli animali della foresta.

Il lupo sapeva bene che se tutti si fossero uniti, lui e la sua muta di mastini, avrebbero dovuto scappare a gambe levate.

La volpe nel suo giro per la foresta continuava a ripetere:

Chi vuol mettere il disordine, sono gli scoiattoli rossi.

Rossi — ripeteva il gatto facendo mostra di rabbrividire.

I lupi ci sono sempre stati e sempre ci saranno — affermava con gravità la volpe.

Sempre ci saranno — miagolava il gatto facendo l'inchino.

Così qualche animale cadde nell'inganno e appena sentiva parlare degli scoiattoli rossi diceva che quelli volevano mettere il disordine ed eliminare la libertà.

Ma il lupo era furbo sì ma era anche stupidamente ingordo e così anche gli animali che erano caduti nell'inganno si accorsero che tutto quello che si diceva degli scoiattoli rossi erano storie inventate perchè il lupo potesse continuare indisturbato a gonfiarsi la pancia e d'inverno stare al caldo con la legna che gli animali della foresta dovevano faticosamente raccogliere per lui.

E dal giorno in cui tutti si accorsero dell'inganno, il lupo cominciò a tremare e a pensare alle strade che portavano al bosco poco distante chiamato Erasvizz.'

Cine scopa

IL SINDACATO DI CHICAGO:

La UIL di Stroppa e Campani all'O.M.

AMAMI O LASCIAMI:

Valletta ai sindacati « liberi »

IL PIU' COMICO SPETTACOLO DEL MONDO:

Il corso del « buon costume » tenuto dall'ing.

Luggiato

LA GRANDE RAZZIA :

Quella che hanno subito le tariffe di cottimo durante l'anno « provato »

ALL'INFERNO E RITORNO:

L'operaio disponibile che dopo due giorni di Fonderia ritorna al proprio

reparto

GRISBI' ( il malloppo ):

Gli arretrati mensa che la direzione non molla

LA CONGIURA DEL SILENZIO: Il comportamento dei membri di C.I. della UIL in Direzione.

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VIVO MALCONTENTO IN FONDERIA

L'ambiente è sempre disagiato, i tempi non sono mai definiti - L'ing. Guastoni e i suoi "illuminati„ consigli - Stroppa preferisce minacciare che convincere.....

La Fonderia è un settore che pur avendo subìto una radicale trasformazione (impianti e fabbricati) ancora permane un ambiente disagiato, tale da indurre gli operai ad agitazioni, particolarmente nei reparti sbavatura e animisti.

Naturalmente anche in questo settore la Direzione conduce come in tutta la fabbrica una spietata opera di intimidazione tramite i suoi « arnesi » del tipo di Stroppa in un clima di vera e propria caccia all'iscritto o al simpatizzante del sindacato unitario di classe.

Al fine di poter ottenere sempre un maggiore « rendimento » l'ing. Guastoni non esita a ricorrere al tipico atteggiamento offensivo di pretta marca antioperaia, proprio per facilitare una progressiva decurtazione delle tariffe di cottimo in ispregio a qualsiasi norma contrattuale ma con .la benevola compiacenza del signor Rosati.

Col pretesto del materiale portato sul posto da un carrello a motore anzichè a mano vengono riviste e regolarmente tagliate tariffe già da tempo assestate. '

Per quanto riguarda invece le tariffe nuove .fissate ogni quindici giorni ricevono un taglio

senza che nessuna variante sia intervenuta.

I richiami per scarso rendimento vengono invece « riservati » a quei lavoratori che provenienti da altri reparti in sbavatura senza tener conto delle loro condizioni fisiche si pretende dopo un insufficiente periodo di pratica un uguale rendimento dei vecchi operai.

Mentre come abbiamo detto gli impianti e i fabbricati sono stati rinnovati non si è provveduto a proteggere i lavoratori dal freddo di questo inverno, tanto è vero che sono stati costretti a passare all'agitazione per richiamare l'attenzione' di chi di dovere. Durante l'estate invece oltre alla polvere e al fumo che circola si crepa d'al caldo.

Vi è sempre però tra tutti i guai qualcuno che ci pensa e quella mente « illuminata » dell'ing. Guastoni ad alcuni operai che si lamentavano per il freddo consigliava di mettere il paletò.

Certo che i consigli dell'ingegnere sono sempre molto utili (per Valletta). ed essendo prossime le elezioni per la C.I. l'ing. Guastoni si dava da fare presso tutti i lavoratori della Fonderia per « consigliare » di non vota-

Chi serve il padrone

In questi giorni corrono sempre con più frequenza sulle labbra dei lavoratori i nomi ,di Campani, Stroppa, Serina, Andrau, Servida e ancora qualche altro e ognuno ha nei confronti di costoro un atteggiamento di disprezzo o di diffidenza per il ruolo che il padrone fa svolgere loro. In tutto;il loro comportamento appare una cosa sola: sono pagati dal padrone soltanto per il servizio che rendono alla sua politica antioperaia. Si comisce anche il loro « fiorito » e provocatorio linguaggio nei confronti di lavoratori onesti che chiedono rispetto dei propri diritti ed anche la facilità con la quale distribuiscono minaccie a chi non « ubbidisce » ed ancora si conosce che sono fonte di informazioni per la direzione.

Molti si chiedono: Perchè simili uomini usciti dalla famiglia dei lavoratori devono diventare strumenti senza pensieri, senza, fantasia nelle mani del ricco, del padrone?

Ecco a quale quesito si deve rispondere e al perchè il padrone si serve di tali uomini, li finanzia, li paga; li fa divertire, da loro libertà di movimento ed importanza. •

Non è nuovo per nessuno che il movimento dei lavoratori va avanti in tutto il mondo e nel mondo vi è l'Italia ove sempre più fortemente i lavoratori chiedono lavoro, pane, e un salario dignitoso, chiedono una vita felice e tranquilla e la sicurezza di un avvenire di pace.

E' noto che in queste lotte vi è vittoria quando vi è unità fra i poveri, fra i lavoratori in primo luogo.

E il movimento operaio avanza Mi alla testa la sua organiz-

re F.I.O.M. anche e perchè se lui dovesse votare non la voterebbe mai al che i lavoratori sanno che votando F.I.O.M. non possono più sbagliare.

Essendo tempo di elezioni vi è qualcuno in Fonderia che penserà già di portare i lavoratori a votare nello stesso modo che fa il tesseramento del tutto indisturbato per la U.I.L. Vi sono infatti molti che si lamentano perchè Stroppa preferisce minacciare invece che convincere per ottenere l'iscrizione alla U.I.L. Invece per gli operai turnisti che si trovano a disagio per la mancanza di mezzi di comunicazione la Direzione O.M. ha risposto che poichè la fabbrica si trova a Milano non rimane loro che arrangiarsi

Sempre in fonderia'e ancora in materia di cottimi si usa fissare

Col progresso anche l'op. Rossi avanza ...

IL CAV. LUNGHINI ( capo officina ): Vede, caro Rossi, affinchè si crei una reciproca simpatia tra il capo ( che sarei io) e l'operaio, è bene che lei si allinei con il progresso della produzione, il quale, con le « relazioni umane » avanza...

zazione unitaria, con alla testa le proprie organizzazioni sindacali e politiche fedeli alle tradizioni, alle lotte e al sangue versato dai suoi figli migliori. Potrebbe il nemico dei lavoratori operare senza cercare di rompere il fronte, di rompere l'unità degli sfruttati, della famiglia dei lavoratori?

Eccoli quindi alla ricerca di altri strumenti.

Mentre i padroni si uniscono contro i lavoratori, i lavoratori devono essere divisi. Gli strumenti sono i più diversi. Qualche lira al traditore, un po' di importanza, qualche promessa accompagnata quando è necessario alle minacce. Il padrone poi li indica 'a noi operai dicendo: « Ecco i vostri difensori, i vostri rappresentanti».

No, grazie! Noi non vogliamo simili difensori!

I nostri difensori sono coloro che mantengono fede all'unità di tutti noi lavoratori, operai ed impiegati, stretti attorno agli ideali di giustizia e di libertà e di una vita più dignitosa.

Per questo dobbiamo guardare all'organizzazione sindacale che sempre è stata con noi, alla vera organizzazione unitaria nella quale convivono e operano uomini di tutte le tendenze, uniti dallo stesso ideale, e che ha sempre cercato l'unità con tutte le altre correnti sindacali.

La nostra scelta è fatta di sentimento, di coscienza, di fiducia e certezza nel futuro, daremo con questa fiducia il voto nelle elezioni per il rinnovo della C.I. a coloro che nulla hanno in comune con Stroppa, Campani, Rosati, Serina, Andrau e Servida.

parte della tariffa a programma, se si ha diritto a 100 minuti per una determinata lavorazione, 80 vengono fissati e 20 pagati a parte con bolla supplementare. Inutile dire che questa) bolla col tempo non verrà più emessa poichè l'operaio costretto ad accelerare il suo ritmo di lavoro raggiungerà una percentuale ritenuta sufficiente e soddisfacente e allora addio alla bolla supplementare. Questo sistema viene ripetutamente usato perchè la decurtazione dei minuti fissati a programma comporterebbe in ogni caso la revisione arbitraria della tariffa in questione.

1.400.000 Trattori per la CINA

Nel corso di un ricevimento offerto in onore degli industriali inglesi presenti alla Fiera, di Lipsia, il presidente della delegazione governativa di Pechino, Nan Han Cen, ha reso noto che il suo governo ha bisogno di un milione e quattrocentomila trattori per condurre a termine la meccanizzazione della . agricoltura. Nan, ha anche sottolineato la intenzione di Pechino di estendere il commercio con tutti i Paesi del mondo e ha invitato un gran numero di industriali inglesi a recarsi in Cina e per informarsi su tutti gli argomenti che li possono ittere,s•are ».

L'OPERAIO ROSSI : Caro Cavaliere, lei non se ne è accorto, ma anch'io da un po' di tempo avanzo... 12.000 lire dall'O.M. per il premio di produzione che non mi hanno dato, più L. 27.00G per l'indennità mancata mensa! E' proprio come dice lei, con le « relazioni umane » si avanza.., la prova è che io avanzo...

L. 39.000!

L'OPERAIO (un po' duro d'orecchio ) : Come mai signor Capo, mi è stato fatto l'aumento di paga di una sola lira all'ora, mentre qualcuno ha avuto, persino sei lire?

IL CAPO REPARTO ( un po' imbarazzato):

— ... Eh, eh... probabilmente la Direzione ha tenuto conto che lei è operaio... Cottimista... e...

L'OPERAIO ( accartocciando l'orecchio ): Come, come?... perchè sono COMUNISTA?...

IL CAPO REPARTO (con un sorriso significativo ): No! ho detto « cottimista »... non faccia confusioni e non mi faccia avere delle grane...

qualdicato

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non deve avere la fiducia dei lavoratori

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