DALLE ASSEMBLEE E DAL CDS
IL TESTO DEI DUE DOCUMENTI
Questo numero della Virola riporta due documenti:
il primo: la mozione approvata dalle assemblee al termine del dibattito sul documento Confederale riguardante le posizioni del Sindacato sui problemi economici.
il secondo: la. ricerca effettuata dal C.d.F. in ordine alle pressanti richieste della Azienda di effettuare straordinari al sabato per ovviare ai ritardi di consegna.
IL CONTRIBUTO DELLA BREDA TERMOMECCANICA AL DIBATTITO SUL DOCUMENTO CONFEDERALE.
L'assemblea generale dei lavoratori della Breda Termomeccanica intende, con que sto documento portare il proprio contributo originale al dibattito apertosi sul docu— mento della Federazione C.G.I.L. C.I.S.L. U.I.L.
Mozione approvata dalle assemblee
I lavoratori approvano questa risoluzione convinti che non è un conformismo aprio ristico ed acritico che si serve lo spirito democratico, ma esprimendo anche posizioni diverse, critiche propositive del pensiero e delle opinioni espresse dall'insieme dei lavoratori.
Le iniziative di lotta, in questi ultimi anni, non sempre hanno trovato pieno consenso tra i lavoratori e gravi perplessità destano soprattutto riflussi da iniziative di lotta necessarie e concretamente finalizzate. La non sufficiente continuità con cui il Movimen to Sindacale ha portato avanti le iniziative di lotta in questi anni, ha rischiato e ri schia di apparire agli occhi dei lavoratori come una rinuncia a portare avanti gli ob— biettivi generali.
In una proposta assolutamente positiva si è posta, invece, l'iniziativa della FLM de 2 Dicembre che va presa ad esempio per una radicale reimpostazione della lotta per una politica di sviluppo e di piena occupazione.
E' necessario quindi ribadire che lo sciopero di due ore non è sostitutivo dello scio— pero generale che sola ha significato di fronte al continuo attacco cui sono sottoposti i lavoratori.
Ma il movimento deve uscire dalla difensiva anche su quelle questioni che fino ad oggi non ci hanno visto sufficientemente impegnati e che alla lunga possono portare ad un preoccupante calo della credibilità, del consenso e della partecipazione.
In questa direzione vanno quelle iniziative che noi auspichiamo e che si pongono come obbiettivo il recupero in conto ferie delle sette festività lavorate, il rifiuto della introduzione dei nuovi turni di lavoro, una consistente riduzione dell'orario di lavoro ed il blocco degli straordinari.
Nel merito del gli obbiettivi di un durevole giudizi.
MEZZOGIORNO.
documento espresso dalle Confederazioni, i lavoratori, pur condividendo generali di piena occupazione, rilancio degli investimenti, realizzazione tasso di crescita, esprimono le seguenti puntualizzazioni ed i seguenti
Il problema del mezzogiorno deve essere risolto partendo dalla originalità geografica del suo territorio. Industrie doppioni non risolvono il proble— ma della occupazione nel mezzogiorno ed aprono un pericoloso conflitto di interessi tra lavoratori del nord gli investimenti in settori nuovi
e lavoratori del sud. Occorre orientare o in quelli che hanno scarsa presenza al nord.
AGRICOLTURA. Ogni iniziativa attuata in questo settore deve essere orientata alla rimo— zione di quegli impedimenti che fanno del lavoro agricolo una attività scar samente produttiva e poco remunerata: occorre un piano agricolo altamente integrato nelle esigenze economiche del paese. La ristrutturazione della rete distributiva ed una migliore e più qualificata assistenza alle coope— rative, sono un elemento indispensabile.
POLITICA ENERGETICA. La scelta nucleare non è in assoluto una scelta saggia e deve esse— re limitata al medio termine. Il decollo del programma nucleare deve essere associato a consistenti investimenti nella ricerca di risorse energetiche alternative, escludendo l'aumento massiccio delle tariffe come unica via di finanziamento e salvaguardando le fasce sociali.
COSTO DEL LAVORO. Porsi il problema del costo del lavoro come problema di contenimento della spinta salariale è quanto meno limitativo. E' difatti facilmente di— mostrabile che non è a causa del salario diretto (che invece è tra i più bassi d'Europa), che il costo del lavoro in Italia è tra i più alti d'Euro pa. Pertanto il problema andrebbe, al limite, risolto con interventi sulle atre voci che concorrono alla composizione del costo del alvoro. Tra l'al. tro, la lievitazione dei prezzi riduce continuamente il potere di acquisto dei salari (che la contingenza non copre integralmente) e un suo ulteriore contenimento, o peggio, una sua ulteriore contrazzionelanno gravi riflessi sulla domanda interna.
Vanno quindi mantenuti i diversi livelli di contrattazione salariale nei quali si esprimono quelle politiche salariali, che cogliendo la specifi— cità delle varie situazioni, consentono di perseguire una linea egualita— ria e perequativa. In ogni caso, eventuali modifiche della busta paga non debbono significare decurtazione di salario complessivo delle diverse fa— sce di lavoratori e debbono essere decise con una larga consultazione di base.
SCAGLIONAMENTO. Non ci sembra il caso di ipotecare oggi le modalità di erogazione dei benefici contrattuali. Il Sindacato ha sempre saputo ponderare le sue scel te che debbono risultare coerenti agli obbiettivi generali che il Sindacato si pone. Limitarne aprioristicamente ed in modo predeterminato i contenuti, potrebbe portare seri limiti ai vari livelli di contrattazione che vanno
mantenuti; la eventuale gradualità nel raggiuntimento delle conquiste dei contratti di lavoro deve in ogni caso essere rapportato alla qualità e alla quantità degli obbiettivi e sempre comunque garantendo la partecipazione dei lavo*atori nelle decisioni.
CONTINGENZA. Si deve impedire qualsiasi ipotesi di rinvio del blocco della contingenza. Con l'abolizione delle scale anomale è opportuno studiare modifiche al paniere, sostituendo beni obsoleti, scarsamente indicativi, con altri che meglio rispecchiano l'attuale situazione economica e sociale. Anche il peso di alcune voci va rivisto perchè troppo contenuto rispetto al reale peso economico del bene.
EQUO CANONE. L'ordine del giorno approvato dal direttivo nazionale della FLM, ci sembra incisivo. Vogliamo solo richiamare la necessità di promuovere iniziative di mutualità per coloro che a causa delle proprie condizioni economiche non riuscissero a pagare l'affitto.
MOBILITA'. Il fenomeno della mobilità ha molti aspetti.
E' opportuno ricordare che il boom economico degli anni '50 è stato indotto da una politica di bassi salari. Questa poltica è stata possibile grazie a sacche di sotto occupazione o di disoccupazione da cui le industrie attingevano mano d'opera a basso costo. Quindi, una mano d'opera assolutamente elastica, motivò una. industrializzazione a bassa intensità di capitali, fondata su costi ridotti e basso contenuto tecnologico. Questo fenomeno ha determinato anche una progressiva degradazione dei livelli professionali ed un certo gonfiamento di alcuni settori produttivi.
La crisi ha drammaticamente evidenziato questa disarmonica espansione, con la lievitazione dei salari il costo per unità di prodotto è salito consistentemente.
Ora, pensare di risolvere questi problemi con una intesa sulla mobilità quanto meno superficiale.
Riteniamo comunque, che la mobilità interaziendale deve essere valutata sulla base della salvaguardia e dello sviluppo dei settori decisivi per lo sviluppo economico.
Per rendere effettiva una mobilità da posto di lavoro a posto di lavoro, come noi la intendiamo, essa deve essere inserita nella ripresa dello Evi-
luppo produttivo e nell'aumento dei posti di lavoro. In caso contrario, se non riusciamo a battere la linea recessiva finora perseguita dal governo , la mobilità in realtà significherebbe un aumen— to della disoccupazione e la impoesiblità di dare sbocco ai giovani e ai disoccupati. Respingiamo, perciò, fortemente l'ipotesi della Agenzia del lavoro che servirebbe a scaricare le responsabilità dei padroni e offri— rebbe limitatamente a un periodo di tempo più o meno lungo, solo assisten za.
Ricerca del C.d.F. sui ritardi di consegna
'La premessa al documento del C.d.F. sui ritardi di consegna è stata estratta da un volan tino già distribuito ai lavoratori e che non stampiamo integralmente perchè nel suo con= plesso sintetizza le posizioni espresse nel documento che pubblichiamo.
Premessa
Nel corso di due incontri svoltisi nei mesi scorsi all'Intersind la Breda Termomeccanica ha richiesto lo straordinario per decine di lavoratori del reparto nucleare al sabato per diversi mesi.
Il C.d.F. e la F.L.M. hanno respinto questa impostazione dell'azienda che motivava la richiesta con la necessità di recuperare i ritardi accumulati da alcune lavorazioni.
Infatti tali ritardi hanno una serie di cause che in grande parte non sono imputabili alla officina (ritardi dei fornitori esterni e dei clienti, disorganizzazione negli uf= fici tecnici e programmazione etc.) e, quelli dovuti alla officina sono causati dalle ca renze organizzative più volte denunciate dal C.d.F.
In realtà la richiesta di straordinario è originata da fattori più di fondo:
- L'azienda sostiene che; per riuscire a essere presente sui mercati internazionali, dove si confronta con concorrenti molto agguerriti, ha la necessità di lavorare, sulle lavorazioni nucleari anche nella giornata del sabato.
- Che, se potesse prevedere l'utilizzo anche del sabato, non solo si potrebbero ave= re costi inferiori sull'ammortamento degli impianti, ma si potrebbe programmare me glio i cicli di lavorazione e ridurre i rischi tecnici connessi col prolungarsi di certe lavorazioni "critiche".
3. - Che, ■e si riusoisse a trovare un accordo sullo straordinario l'azienda potrebbe concorrere con buone probabilità alla acquisizione di nuove commesse in particola re K ii U oh* garantirebbero una certa tranquillità per il carico di lavoro nel me dio periodo.
Il C.d.F. e la F.L.M., dopo aver valutato questa situazione, sono giunti a delle propo= sto che sottopongono alla discussione dei lavoratori.
IL DOCU101120
E' da mesi che la Direzione della Breda Termomeccanica e l'Intersind insistono sulla richiesta di lavoro straordinazio al sabato nel reparto Nucleare.
Sui pezzi considerati "critici", l'Azienda ha sempre previsto come unica soluzione al problema, il ricorso allo straordinario utilizzando una "squadrette di lavoratori (esperimento già applicato per un periodo continuativo di sei mesi nel '74)
Questa bgica del ricorso facile allo straordinario, non ha trovata applicazione negli ultimi mesi, salvo l'eccezionalità di qualche caso.
Il mancato rispetto dei tempi di consegna, le difficoltà ad acquisire nuove commesse di lavoro sul mercato estero dipendono da una serie di fattori non certamente imputabili ai lavoratori e al C.d.F.
Il ruolo che la B.T. svolge sul mercato esterno, e su quello estero può essere determinante solo se la Direzione elimina tutte quelle disfunzioni attualmente riscontrabili negli uffici progettazione, programmazione, organizzazione del lavoro,etc.
A tale scopo e sulla base della nostra contrarietà allo straordinario e alla monetizzazione del sabato, il C.d.F. è impegnato ad elaborare proposte significative che devono essere approfondite nel dibattito in assemblee di Gruppo Omogeneo da tutti i lavoratori interessati.
Sono stati quindi esaminati i motivi di carattere generale e quelli pertinenti a commesse attualmente in lavorazione, che hanno causato ritardi nelle fasi di costruzione e nella consegna dei componenti nucleari.
Tali motivi sono imputabili a:
Ritardi dovuti al cliente; Ritardi dovuti all'organizzazione del lavoro.
1) Ritardi dovuti al cliente:
La maggior parte dei ritardi, nella consegna dei prodotti finiti e che sono imputabili al cliente KWU, raggiungono percentuali del 60-70% e le cause che determinano tali ritardi sono:
Ritardo di consegna materiali
Richieste addizzionali
Modifiche di documenti
Richieste di nuove qualifiche.
Tutte queste cause comportano ritardi, per i vari componenti, variabili da uno a undici mesi.
2) Ritardi dovuti all'organizzazione del lavoro:
Le cause che provocano ritardi sono individuabili nei punti seguenti:
2.1) Progettazione e programmazione
2.2) Costruzione in officina.
2.1) Esiste uno scollegamento tra i vari uffici di progettazione che comporta sovente l'emissione di documenti in contrasto tra loro. Come conseguenza di questa caren za di programmazione accade spesso, ad esempio, che un ufficio prepari un documento senza avere tutti gli elementi conoscitivi necessari (che non sono arrivati in tempo utile) per una stesura corretta oppure sia costretto a rinviare la stesura del documento.
Questi fattori sono causa di ritardi nell'acquisto dei materiali, nelle qualifiche di procedimenti e quindi nelle lavorazioni in officina. Affinché le disfunzioni esposte in precedenza vengano superate è necessario che l'organizzazione della fabbrica sia in accordo a quanto descritto nel manuale di qualità dell'azienda. E' inoltre necessario, al fine di risolvere i problemi dell'ambiente di lavoro e per rendere più snello ed organico il ciclo produttivo delle lavorazioni dal repar to nucleare, che l'ufficio nuovi sistemi di produzione sia in grado di conoscere con buon anticipo le esigenze dell'officina e realizzi le attrezzature e i macchinari necessari per il conseguimento degli obbiettivi sopra citati.
A questo proposito l'Azienda deve provvedere, per quanto le compete, a non favorire la dilatazione dei tempi approviggionamento dei materiali necessari.
E quindi indispensabile la collaborazione tra l'ufficio nuovi sistemi di produzione, ufficio preventivi, ufficio tecnico di officina e sezione lavorazioni nucleari.
2.2) Le disfunzioni, cause di ritardo, che sono individuatili in modo macroscopico presso il reparto nucleare possono essere elencate nei seguenti punti:
La mancanza di un magazzino in cui può essere reperito tutto quanto deve servire per la costruzione di postazioni mobili (per saldatura, molatura, controlli).
Tale mancanza o:attrezzamenti di reparto obbliga molto spesso chi deve predispor re la postazione o l'attrezzamento ad utilizzare materiali che sono reperibili solo dallo smontaggio di altre postazioni (obbligando in tal modo quanti lavorano su tali postazioni a ricorrere allo stesso metodo per poter continuare a lavorare), oppure intraprendere attività di ricercatore nella fabbrica con la speranza di recuperare quanto gli può servire per piazzare la postazione.
La mancanza di mezzi idonei di produzione dovuta soprattutto alla inesistenza di manutenzione preventiva e alla insufficiente celerità nelle riparazioni di macchinari guasti (saldatrici automatiche, rivolutori etc.).
Carenza di spazio (cattivo utilizzo). La superficie di tutto il reparto, già insufficiente per il carico di lavoro attuale, è occupato per il 50% da macchinari non utilizzati e per deposito di materiali non in produzione.
Il modo in cui, poi, i lavoratori vengono usati come jolli è quanto di più mortificante e dequalificante può avvenire in una azienda; se si considera inoltre che gli spostamenti da una postazione all'altra possono verificarsi, per un lavoratore, anche 2 o 3 volte al giorno, evidenti sono le perdi te di tempo che tali spostamenti comportano tenendo conto che per spostarsi e organizzarsi è necessario ad ogni lavoratore un tempo medio di 40'. Tutte queste carenze hanno un peso determinante sui ritardi registrati sulle commes se nucleari. Il C.d.F. ritiene che tutte queste cause devono essere rapidamente rimosse. Non può essere accettata, infatti, l'impostazione dell'azienda la quale dà una interpretazione molto riduttiva della questione facendo credere che il tutto po trebbe essere risolto con un allargamento dell'orario di lavoro dell'officina. Al con trario noi crediamo che devono essere affrontate e risolte in via preliminare tutte le questioni da noi sollevate sin qui. Va detto con forza che qualora l'azienda dimostrasse una mancanza di volontà ( e anche di capacità) di affrontare queste cause fon damentali, noi non saremmo disponibili a proseguire oltre il confronto.
Ciò detto va riconosciuto che per il tipo di lavorazione ■ per il tipo di im-
pianti il problema di una distribuzione dell'orario di lavoro effettivamente si pone.
A questa conclusione si perviene considerando che:
Gli impianti utilizzati hanno un alto costo;
il mercato internazionale impone tempi di consegna ristretti; alcune fasi di lavorazione implicano tempi tecnici di esecuzione che comportano attesa lavoro per i lavoratori addetti alle fasi successive.
Partendo da queste considerazioni, per favorire la discussione all'interno del C.d.F. e tra i lavoratori, si avanza la seguente proposta.
Ogni turno viene diviso in tre squadre chiamate A, B e C ognuna costituita da 1/3 dei lavoratori del turno.
Ogni sabato verranno effettuati due turni adoperando su ciascuno di loro una squadra di lavoratori come definita precedentemente.
Ogni squadra, che si compone di 1/9 di tutta la forza del reparto, comprende— rà in proporzione tutte le mansioni del reparto.
Il turno che durante la settimana ha lavorato di notte non lavorerà il sabato mentre lavoreranno una squadra del primo turno ed una squadra del secondo turno.
La tabella allegata indica il calendario delle turnazioni.
I lavoratori presenti in fabbrica di sabato effettueranno un giorno di ripo— so compensativo il lunedì o il venerdì successivo, per questo motivo la forza lavo— ro, nei giorni interessati, risulterà ridotta e occorrerà quindi ristabilirla cori delle nuove assunzioni, da valutare anche in rapporto alle soluzioni date per rimuo— vere le cause dei ritardi nella consegna delle commesse nucleari.
Dato il particolare orario di lavoro e lo stress che ne deriva è necessario, per i reparti interessati, una sostanziale riduzione dell'orario di lavoro settima,-.nale e conseguentemente-una verifica dei livelli occupazionali.
L'azienda dovrà comunicare all'inizio di ogni anno, seguendo lo schema della tabella allegata, il calendario dei sabati lavorativi per ogni lavoratore.
Legenda tabella: 1 2} turno da lavorare di sabato.
Tenendo conto che con questa proposta l'utilizzo degli impianti aumenterà del 13%, se ne ricava che vi sono i margini per una congrua riduzione dell'orario di lavoro. Un ulteriore riduzione dei costi potrà essere ottenuta eliminando le disfunzioni da noi denunciate.
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