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Impegno unitario24

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marzo '79 n. 1

Affermare con la lotta il ruolo della Breda Siderurgica

Nella giornata di martedì 27 Febbraio dopo continui rinvii, si é tenuto un incontro tra il Coordinamento nazionale degli acciai speciali, la F.L.M. nazionale e la FINSIDER per discutere il piano di ristrutturazione delle aziende ex EGAM nell'ambito di quanto previsto dalla legge di scioglimento del gruppo che risale al giugno 1978.

La controparte ha presentato alla delegazione sindacale un documento nel quale é previsto un progetto di ristrutturazione del le aziende ex-EGAM: BREDA-COGNE-TECNOCOGNE all'interno di una logica che prevede l'istituzione del comparto degli acciai speciali nelle P.P.S.S. con la presenza delle acciaierie di Piombino.

Questa proposta, anche se rappresenta un passo in avanti rispe4 to al documento consegnatoci nel mese di maggio 1978, in quanto dimostra almeno sulla carta la volontà di coprire una quota di mercato interno ed estero degli acciai medio alti legati; e il tentativo di costituire un gruppo integrato per la produzione degli acciai speciali e le seconde lavorazioni con un rapporto più organico fra le varie aziende del gruppo,ha, a giudizio del C.d.F. della Breda Siderurgica alcuni limiti di fondo che mettono in forse la possibilità di raggiungere quei risultati per la copertura quantitativa e qualitativa del mercato. Se la proposta di ristrutturazione per la Cogne di Aosta può essere una positiva base per il confronto, per quanto riguar da le acciaierie di Piombino prevedono una diminuzione produttiva di 300.000 t. di acciaio e per quanto riguarda la Breda Siderurgica si prevede la fermata di un forno MARTIN SIEMENS

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unpeg n o , u ttarto

entro il mese di luglio-agosto 1979, con la prospettiva di fermare anche l'altro forno Martin entro poco tempo, senza la sostituzione con un forno elettrico, passando poi ad una maggiore utilizzazione degli impianti nel reparto acciaieria. Per compensare la produzione mancante, per l'alimentazione ai treni di laminazione è previsto per ora un approvvigionamento da Cogne e da Piombino di circa 130.000 t. fra lingotti e semilavorati che può raggiungere il 50 % se dovesse passare que_ sto programma di ristrutturazione; il che vorrebbe dire perdurare all'interno della fabbrica di una gestione assistita e non risanata finanziariamente come indicano i lavoratori e il sindacato.

A giudizio del C.d.F. della Breda Siderurgica e della FLM di zona questa proposta viene considerata punitiva nei confronti della fabbrica, dei lavoratori e del Sindacate perchè non considera le capacità professionali e produttive di quetti lavo ratori,.tenuto conto anche ddlle strutture impiantistiche esis tenti e gli investimenti fatti in questi ultimi anni finalizza ti alla sostituzione dei due forni Martin con un forno elettri co.

I lavoratori della Breda Siderurgica assieme al Consiglio di Fab brica e al Sindacato ritengono quindi che la fermata dei forni Martin e la sostituzione con un forno elettrico sia da attuarsi in tempi molto rapidi onde evitare che i costi di costruzione dell'acciaio ai forni Martin (+ 20 £/Kg rispetto ai forni elet trici) vada ad aumentare ilpassivo del bilancio aziendale, pas sivo determinato dalle scelte politico - finanziarie dei gruppi dirigenti. All'interno di questi problemi si è impostata la dis cussione con la Commisione Interparlamentare che si è tenuta lu nedì 5/3/79 nella sede del C.d.F. Per la Commissione Interparla mentare era presente il senatore Milani, quale presidente della Commissione a nome anche del rappresentante del gruppo socialista e democristiano e Margheri quale rappresentante del gruppo P.C.I.

Il C;d.F. e la FLM di zona e prOvinciale ha posto alla Commissio ne le nostre valutazioni sui contenuti del documento FINSIDER e sulla situazione di congelamento nei quali si trova la discus sione del piano nazionale siderurgico e sui piani di settore, valutazioni che hanno trovato concorde la Commissione stessa.

Alla fine della riunione è stato consegnato un documento ela borato dal CdF quale primo elemento di riflessione sulla pro posta della FINSIDER che pubblichiamo per intero più avanti. Al fine di avere una valutazione e un confronto più approfondi to e serrato sul documento FINSIDER è convocata a Roma una riu nione del coordinamento astieme alle Segreterie provinciali, regionali e nazionali della FLM per il giorno 14/3/79 in pre parazione di un nuovo confronto con la FINSIDER fissato per il 15/3/79.

Lavoratori della Breda Siderurgica, è indispendabile in ques to momento avere gmassimo di unità e partecipazione per sconfil gere le posizioni della controparte e indurla' ad accettare le. proposte del Sindacato e dei Lavoratori.

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GLI AMICI DELL' AVVOCATO

Il comportamento della direzione aziendale è di passivo allineamento rispetto alle ultime posizioni emerse a livello Finsider.

Mentre infatti i lavoratori e le loro organizzazioni sono impegnati in questo decisivo confronto per battere ogni disegno di ridimensionamento della fabbrica e di marginalizzazione della presenza delle

PP.SS. nel campo degli acciai speciali, per garantire alla Breda Siderurgica un futuro produttivo ed una sua presenza più qualificata all'interno di una strategia che deve vedere l'ir - rvento pubblico quale punto trainante nella produzione degli acciaio speciali,questi " dirigenti " sembrano non essere minimamente interessati al problema.

Come sempre indifferente alle sorti dell'azienda, la direzione continua tranquillamente nella sua ottusa logica nel produrre fine a se stesso senza alcune preoccupazione per il livello qualitativo della produzione, senza una politica precisa che determina una mancanza di coordinamento tra i reparti lasciati all'iniziativa personale dei responsabili.

Al perdurare degli attacchi sugli accordi di mobilità e crescita professionale con cui l'azienda cerca un impossibile rivincita sulle conquiste dei lavoratori e di far pesare su di loro la ormai intollerabile situazione di carenza degli organici, un nuovo elemento si aggiunge a conferma dell'adesione di questi " responsabili " ad un ipotesi di ridimensionamento della fabbrica.

Pare infatti che sia intenzione della direzione smembrare e distruggere ulteriormente il ruolo del servizio QUA, con l'impiego dei lavoratori della Qualità in produzione.

Questa pericolosa ipotesi dimostra coèe si tenda ad aggravare ancora più la posizione dell'azienda sul mercato, portando avanti un processo, l'eliminazione dei controlli qualitativi, che già ha causato negli anni scorsi un netto calo della qualità della produzione. Perseguendo questa assurda e parassitaria gestione aziendale preoccupata soltanto di raggiungere obiettivi di produzione sempre più alti con livelli di organico sempre più bassi, questi dirigenti da Monopdai sperano forse in un impossibile attenuazione della peessione provocata dall'indebitamento, rientrato della loro illuminata " manageriosità " unicamente riducendo il sosto del lavoro.

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Impessibile infatti è pensare che risolvere i problemi economici e produttivi di questa azienda che può avere un futuro solo se recupera e consolida il proprio, livello qualitativo oltre che quantitativo applicando una mobilità indiscriminata del personale anzichè riapiazzare•il Turn-over, impedendo l'addestramento necessario per i lavoratori e provocando una netta caduta delle capacità professionale media nella fabbrica, con un uso antieconomico e spesso irresponsabile degli impianti lasciati senza una adeguata manutenzione esponendoli ad un logorio eccessivo e quindi a guasti di notevole entità, con riflessi inevitabilmente negativi sulla qualità dei prodotti.

L'obiettivo che emerge da questa provocatoria conduzione del " giorno per giorno ", di riduzione degli organici e di attacco alle condizioni di lavoro, è perfettamente coerente con il disegno e gli interessi dei potenti gruppi privati che non hanno certi rinunciato ai loro propositi di ridimensionare la presenza delle aziende a PP.SS. nel mercato degli acciai speciali, operazione a cui la Finsider mostra ancora di aderire, per una sua completa egemonizzazione.

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DOCUMENTO DEL C.d.F. PRESENTATO ALLA

COMMISSIONE PARLAMENTARE NELLA

RIUNIONE DEL 5 - 3 -'79 TENUTASI PRESSO LA

SEDE DEL C.d.F. DELLA BREDA SIDERURGICA

Il settore degli acciai speciali nel nostro paese è caratteri? nato da una -truttura produttiva estremamente fram-entaria da una incidenza della produzione di acciaio spciale di uso generale nettamente squilibrato ed inferiore a quella esistente e consolidato negli altri paesi europei. La stessa quantità di acciaio prodottò è situato per la maggior parte nella quota medio bassa. La quantità di acciai speciali prodotti è insuffi dente a coprire il fabbisogno nazionale e si è inoltre in presenza di un tasso di sviluppo a breve termine nell'ordine del 5-95: •

Questo insieme di fatti deve essere alla. base di ogni orientamento per la soluzione delle aziende ex egam e per il ruolo delle PP.SS. nel settore degli acciai speciali. Si tratta di tener conto di una situazione produttiva deficitaria per circa 700.000 t./anno al 1981 e di una produzione di acciai speciali di uso generale di poco inferiore al 75 contro il 12/141 degli altri paesi europei. Un altro elemento da valutare riguarda i criteri di sviluppo futuro dell'economia emergente, in relazio ne alle decisioni della. CEE, che non possono essere accettate positivamente. E' all'interno di queste indicazioni che il C.d.F. e il sindacato intendono contrattare con la Finsider e l'IRI un programma generale per _questo settore produttivo che interessi non solo le aziende ex egam, ma anche le aziende pub bliche in esse operanti.

Pur ribadendo la necessità di un superamento del sistema delle finanziarie nelle PPSS per assegnare una maggiore responsabili tà manegeriale alle imprese, il C.d.F. della Breda'Siderurgica ritiene comunque che, in questa fase, la gestione assegnata dalla legge di scioglimento alla Finsider delle aziende produt trici di acciaio speciale, debba costituire un primo fondamentale momento per la costruzione di un comparto comprendente tutte le aziende pubbliche produttrici di acciai speciali. A Questo scopo va sostanzialmente modificato l'intervento della Finsider che per le aziende ex egam si è limitato ad una pura e semplice attuazione burocratica dell'inquadramento previsto dalla legge di scioglimento, prospettando programmi tecnico produttivi tesi soprattutto a realizzare un sostanziale ribes so degli obiettivi di presenza dell'impresa pubblica in un set tore strategico come quello degli acciai speciali.

Il progetto di ristrutturazione prospettato dalla Finsider, an cora non coglie la necessità di dare al comparto degli acciai speciali una struttura articolata (che comprenda tanto la produ zione di acciai speciali in tutta la gamma qualitativa e dimensionale, quanto le finiture e le seconde e terze lavorazioni) ed organizzatiVamente significativa e robusta, quale era stata rivendicata ed indicata dal sindacato con la proposta di integrare fra loro le aziende di produzione primaria: TERNI, COGNE, PIOMBINO, BREDA SIDERURGICA e le aziende di seconde e terze la vorazione: ITALSIDER DI CAMPI, DI LOVERE, ecc. Infatti il progetto di ristrutturazione prospettato dalla Finsider si limita ancora ad inquadrare la Breda Siderúrgica, la Cogne, le Acciaierie di Piombino non affrontando adeguatamente e correttamente nè i nodi della ricerca, dell'impiantistica, del coordinamento degli approvigionamenti e dei prodotti alternativi, della commercializzazione, del rapporto fra impresa pub blica e privata, nè affronta correttamente e adeguatamente i problemi dell'espansione degli investimenti e dell'occupazione. In relazione al risanamento della Breda Siderurgica, la proposta Finsider non af-7ronta e non indica soluzioni adeguate per quei nodi che impediscono un rilancio economico dell'azienda ma anzi esprime la volontà di ridimensionare la capacità produt tiva dell'azienda andando a costituire situazioni che pongono seri dubbi sullo stesso futuro della Fabbrica. La proposta infatti di graduale chiusura dei forni 7artin-Siem.eas, la cui obsolescenza ed antieconomicità sono certamente indiscutibili, senza prevedere l'istallazione di un nuovo forno elettri co, realizzazione peraltro già decisa da tempo e per cui sono già state predisposte e realizzate sia le necessarie infrastrut ture che il potenziamento delle capacità energetiche, pone gros si interrogativi sulla possibilità per questa azienda di garantire il proprio ruolo nel mercato degli acciai speciali, ruolo che ha mantenuto nonostante il susseguirsi di gestioni allegre ed i saccheggi operati dall'EGAM come dimostrano la netta cadu ta negli anni scorsi del prezzo medio dei prodotti)soio in par te mascherata dall'inflazione, e la tendenza che tuttora perdu ra, di abbassamento della qualità media della produzione.

La proposta Finsider di secco ridimensionamento della capacità fùsoria non farebbe che aumentare la tradizionale sfasatura esistente tra produzione dell'acciaieria e la potenzialità del laminatoio che insieme alla insufficiente capacità degli impianti finitori e di trattamento dei prodotti, costituisce uno dei nodi strutturali da sciogliere per un utilizzo dell'intiero potenziale produttivo dell'azienda.

La soluzione prospettata di notevole aumento del volume di approvigionamenti di semiprodotti (blumi e lingotti) da altre realtà del gruppo per sopperire alla manc-,ta produzione dei forni Martin-Siemens, non appare credibile per la particola rità del mercato in cui la Bredn Sidnrurgica è collocata. Nel mercato degli acciai speciali il numero vastissimo delle qualità e delle lavorazioni dei prodotti offerto, le possibili 6

tà di particolari analisi e quantitativi minimi ordinabili mol to bassi, 'ono insieme:ad una costante ricerca, alcuni elementi indispensabili al raggiungimento di quel rapporto tra produttore ed utilizzatore che caratterizzano questo particolare settore e l'organizzazione tecnico produttiva delle aziende produttrici di acciai speciali che sono tali non solo per la quantità di ferroleghe utilizzate nella propria produzione ma anzitutto per la loro capacità di rispondere in modo adeguato alla sempre maggiore qualificazione della domanda con prodotti dalle caratteristiche meccaniche sempre più specifiche e diffe renziate in rapporto alla propria utilizzazione. A tale scopo è necessaria una struttura impiantistica flessibi le, in grado di fornire su tutto il ciclo produttivo una adeguata elasticità di programmazione ed il massimo di integrazione. La sostituzione dei vecchi forni Tartin-Siemens, incapaci di produrre acciai di alta qualità e quindi non adattabili all'intera gamma di produzione, con un nuovo forno elettrico, oltre a garantire la necessaria produzione, aumenterebbe la capacità dell'azienda di rispondere alla evoluzione del mercato con una maggior integrazione tra gli impianti.

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Un aumento dell'approvigionamento di semiprodotti dalle altre aziende del gruppo oltre il normale volume necessario a garanti re le auspicate integrazioni tra le varie realtà del comparto, in sostituzione della produzione dei 7artin-Siemens, introdurrebbe inevitabili rigidità di programmazione e dipendenze incompatibili con la organizzazione produttiva dell'azienda ed innanzitutto con il suo tradizionale mercato.

La necessità infatti di programmare su tempi più lunghi e du un ventaglio di qualità inevitabilmente più ristretto una parte co sì consistente della propria produzione, costringerebbe l'azien da ad avere un'offerta notevolmente più rigida, inadatta al mer cato di acciai speciali e spingendola sempre più verso un mercato di acciai di massa in cui sarebbe condannata all'improduttività ed all'assistenza.

La rr;n,cata realizzazione quindi di un nuovo imIdanto di fusione in acciaieria capace di ga2-antire un'adeguata autonomia Azienda,le comprometterebbe le stesse po:sibilita' di un futuro produttivo di questa fabbric,, già gravemente'segnata dalle note vicende dell'Egam e dall'odierno clima di incertezza e mancanza di drezione . La situazione in fabbrica è grave e molti sono i probblemi che attendono una risposta.

Il mancato rimpiazzo del tournover ha causato la riduzione degli organici di oltre 300 unità . In questa situazione la direzione aziendale, al di là delle dichiarazioni, mostra d_ voler sempre seguire la vecchia via del giorno per giorno senza una reale politica di riferimento, e calndosi dietro al.blocco del assunzioni imposte dall'IRI sino a pochi mesi fa, impone ai lavora ratori una mobilità indiscriminata con gravi danni alle condiz ni di sicurezza del lavoro nei reparti ed uno scadimento della professionalità globale dei lavoratori.

L'attacco della direzione è diretto con maggior forza contro accordi stipulati con il Consiglio di Fabbrica che stabiliscono flussi preferenziali di mobilità per garantire a tutti i lavora tori oltre a condizioni di lavoro più sicure,una crescita professionale con adeguati periodi di addestramento. E' evidente il tentativo di recuperare una sempre maggiore flessibilità neil'utilizzo della forza lavoro per sopperire alla mancanza di 300 persone, unicamente basata sul maggior sfruttamento dei lavoratori e contemporaneamente esasperare i rapporti con i lavoratori per coprire con la tesi dell'ingovernabilità incapacità e inefficienza che caratterizzano larga parte dell'attualze gestione. Questa scelta ha come risultati concreti una generale caduta della qualità della produzionze ed il deterioramento degli impianti il cui uso intensivo impedisce spesso gli adeguati interventi di manutenzione. a

Lavoratori della Breda Siderurgica, sono ormai (plagi 5 milioni di lavoratori in lotta ner il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro e fra auesti assume particolare importanza ouello dei metalmeccanici.

Le tr- tt,tive iniziate ner i metalmeccanici da circa un mese, anche nella seonda tornata tenutasi la scorsa settimana, hanno fatto registrare un'atteggiamento estremamente negativo da parte del padronato pubblico e Privato, con Posizioni di assurdo ed ingiustificato rifiuto a sconfiggere nel merito le richieste avanzate con atteggiamentiriflesso di una precisa scelta politica tendente a prolungare nel tenno la trattativa, con l'obiettivo di logorare le richieste avanzate e constrincerci a soluzioni di basso livello.

A nuesto atteggiamento al tavoro delle trattative, corrisponde da una rarte nuello più generale della Confindustria che per divergenze radicali sai temi delle festività; mobilità, occupazione giovanile, ha portato la. Federazione C.G.I.L.-C.I.S.L. U.I.L. a rompere le trattative e dall'altra nuello delle Direzioni Aziendali e di organizzazione territoriali del radronato di ri-nresa di iniziative antisindacali di nrovocazione - licenziamenti dei delegati, arresti, divieto ai sindacalisti di tenere assemblee in fabbrica ecc.

T'obiettivo del Padronato è chiaro ed è politico: NO al confronto di merito ner risolvere le richieste Per il rinnovo del contratto, SI alla iniziativa che determini divisione fra i lavoratori, rottura fra i lavoratori e sindacato, isolamento dei lavoratori nel paese.

Questo ner indebolire il fronte di lotta, e farlo rinunciare alla lotta. Per ulteriori migliora enti delle condizioni di vita e di lavoro per i lavoratori e per il paese, e all'impegno ner risolvere i drammatici problemi del mezzogiorno.

Questa volontà si ritrova anche nelle valutazioni generali fatte al tavolo delle trattative dal nadronato pubblico e privato, sui "filoni" della piattaforma contrattuale e così sintetizzabile:

1 ^ Parte (forme di controllo e democrazia industriale)

il padronato rifiuta qualsiasi allargamento delle possibilità di confronto da Parte dei lavoratori, del sindacato, sui temi degli investi• menti, del decentramento; produttivo, dell'organizzazione del lavoro, al fine di contrattare certezze e garanzie per il lavoro, l'occupazio. ne, le condizioni di lavoro, la Professionalità.

Il Padronato ribadisce il concetto della libertà di impresa, come scelta ner cui spetta unicamente al padronato decidere ed ai lavorato: eseguire, anche se questo, come è nella pratica di oggilsignifica ridi re la produzione e l'occupazione.

Oltre a ciò si dichiara l'impossibilità ad indirizzare nel mezzogiorni l'attività produttiva, in modo tale da permettere la creazione di nuo' posti di lavoro.

ORARIO DI LAVORO

La richiesta della riduzione dell'orario di lavoro avanzata dalla P.L.M. stretto rapporto con la politica di intervento per settori produttiviA l 9

UNA RISPOSTA AI NO DEL PADRONATO UN'T.TEGNO PER RISOLVERE T PROBLETI DEL PAESE

nalizzata al mantenimento dell'occupazione e per il riequilibrio produttivo tra nord e sud; il padronato ha definito questa richiesta inaccettabile ed inopportuna in questa fase, ed ha rivendicato invece la nossibilità di un uso elastico dell'orario con straordinari senza vincoli.

INQUADRAITNTO PROFESSIONALE E SALARIO

Queste richieste devono essere rapportate alle comoatibilità economiche aziendali, che secondo il padronato, sono oggi inesistenti, in virtù della situazione generale e nazionale ed internazionale d della contrattazione articolata svilunpata in ouesti anni.

Per questo non esistono margini e si reputa comunque inacettabile il ranporto parametrale 100-200 occorre rivalutare professionalmente i quadri intermedi impiegatizi, i tecnici, e per questo la pratica degli aumenti di merito è quella Più opportuna, è quella su cui si orien±eranno le asiende(cosa del resto già abbondantemento in atto nelle aziende, smentendo così palesemnte le dichiarazioni che non esistono margini economici).

Stare a guardare, e non partecipare aiuta il padronato e le forze conservatrici.

La classe operaia, il sindacato, lotta ner una ripresa economica e Produttiva qualificata ner un nuovo eouilibrio occupazionale tra Nord e Sud, per risolvere i Problemi dell'agricoltura, dell'edilizia popolare, dei trasporti, dell'eversione fiscale, dei. Prezzi.

Solo con la lotta dei lavoratori, come è sempre stato, è possibile fare avanzare il Paese nella democrazia e nel progresso.

TESSERAMENTO

Firma la delega Entra nel sindacato
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