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Fabbrica Lambro36

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A CURA DELLA CELLULA P.C.I. FABBRICA INNOCENTI

UNITI NELLA LOTTA PER

SCONFIGGERE I PADRONI

Metalmeccanici, edili, chimici e farmaceutici, lavoratori del cemento e dei laterizi: sono il fronte di lotta operaia che si è spiegato in .queste settimane, che si allargherà nelle prossime 'di questo autunno, in cui scadono 56 contratti di categoria.

Le piattaforme rivendicative, scaturite da una vasta consultazione condotta dai sindacati tra i lavoratori, hanno la capacità e l'efficacia di porre all'ordine del giorno i problemi di profonde riforme di struttura, impongono la necessità di nuovi indirizzi di politica economica, di un diverso e più avanzato tipo di sviluppo, non più fondato sulla pelle e lo sfruttamento dei lavoratori,

Vi è il coincidere di un altissimo grado di unità tra i lavoratori con una unità tra le organizzazioni sindacali quali mai nel passato si era verificata, e strettamente intrecciata a questa unità, una autonomia ed articolazione del movimento, che diventa forza di ulteriore unità ed estensione delle lotte, perché nasce e si lega alla realtà, alla articolazione del processo produttivo.

Un altro dato nuovo di queste lotte è che l'autonomia e l'articolazione del movimento, appunto perché tali, appunto perché reali, non solo non escludono ma anzi portano a momenti di unificazione, di generalizzazione della lotta attorno ad obiettivi che già sono di riforma: ed è il caso dello sciopero di Torino per la casa, di quello che a Milano si va organizzadno sempre per una diversa politica della casa e contro il continuo aumento dei prezzi per il 15 di ottobre: appare in questo modo chiaro che le lotte condotte in Italia per la riforma delle pensioni, per il superamento delle forze salariali hanno introdotto fattori che tendono a mutare qualitativamente il tipo di coscienza delle masse; hanno cioè insegnato che la lotta per mutare profondamente la condizione del lavoratore si conduce su due fronti, dentro e fuori la fabbrica, che solo profonde riforme di struttura, che solo una svolta profonda nella direzione economica e politica del Paese possono salvaguardare le conquiste della lotta.

Vi è infine il fatto originale italiano, è che le organizzazioni sindacali, assieme ai lavoratori, respingono la richiesta padronale che con la firma del contratto nazionale si elimini la lotta articolata aziendale, consolidando così l'esperienza del 1968 ossia di imporre al padronato, il condizionamento della organizzazione del lavoro.

L'assemblea, i comitati unitari, i delegati di reparto o di squadra, sono gli strumenti nuovi che il movimento è venuto creando in questi ultimi tempi non per astratto disegno ideologizzante, ma nella lotta e per la lotta, come strumenti di reale democrazia sindacale, di potere nella fabbrica, di costruzione di una unità nuova e più avanzata. Ed è in questo contesto che si sono inseriti nella lotta, per la prima volta a livello di massa, con un loro contributo autonomo e originale, i tecnici e gli impiegati. Le piattaforme rivendicative e l'intreccio di lotte articolate e generalizzate indicano le direttrici di attacco di queste lotte: modificazione del tipo di sviluppo economico e sociale del Paese, diminuzione della possibilità per i padroni di rivalersi sulla intensità del lavoro di tutte le concessioni a cui sono stati costretti.

E' per questo che Agnelli e Pirelli sono passati all'attacco, non tanto e non solo per una scelta tattica, ma per mettere le carte sul tavolo, per richiamare il padronato italiano e le forze politiche alla durezza e alla portata dello scontro in atto.

La Pirelli e la FIAT sono state però isolate e battute, la serrata, le sospensioni ritirate: la forza unitaria, la capacità di mobilitazione di questo movimento, che è riuscito ad evitare ogni tentativo di isolarlo e di dividerlo, che si è presentato come protagonista di uno scontro che supera il limite stesso dell'azione sindacale, è riuscita a sconfiggere Agnelli e Pirelli anche perché incide profondamente sulle forze politiche, sul precario equilibrio dell'attuale maggioranza.

Noi comunisti affermiamo che oggi in primo luogo siamo impegnati a lavorare per estendere le lotte, per rafforzare il contenuto e la forma unitaria e per garantire il loro successo, ma nello stesso tempo è importante e decisivo che si estenda nei lavoratori la coscienza della necessità di una svolta profonda negli indirizzi economici e politici del Paese.

Non solo, ma che già l'urgenza dei problemi reali, la crescita del movimento, l'azione del Partito Comunista, hanno prodotto alcuni risultati, il più evidente dei quali è il disfacimento del centro sinistra, il crescere della crisi all'interno della DC, l'emarginazione dei socialdemocratici. Le lotte dei lavoratori sono intanto riuscite ad imporre un ordine dei lavori se pure dimostra la forza del movimento e l'urgenza dei problemi reali, ancora e di per sè non basta: si riuscirà ad andare (continua a pagina 4)

STRUMENTI DI DEMOCRAZIA

E DI LOTTA

La battaglia per il contratto di lavoro che vede tutta la categoria dei metalmeccanici, protesa alla conquista di questo significativo obiettivo per imprimere al paese uno spostamento dell'asse politico verso sinistra, trova nella sua unità ed efficienza riscontro nei nuovi strumenti sindacali di base che i lavoratori applicano per dare meglio organicità e slancio nella conduzione e nella gestione della lotta stessa.

Questi strumenti non sono frutto dell'inventiva spicciola dettata dalla necessità del momento, sono strumenti che tutti i lavoratori hanno saputo conquistare attraverso esperienze di lotta che nel passato hanno visto spesse volte confusione o incertezza tra i lavoratori.

Sulla base di tutto ciò prevale quindi la necessità per tutto il movimento operaio di impugnare questi validi strumenti per una maggiore democrazia nella partecipazione alla discussione di tutti i lavoratori attraverso la quale individuare le scelte di lotta di classe che sono alla base del movimento operaio.

E' chiaro quindi che tutti i lavoratori esprimendo la volontà di lotta attraverso le assemblee

di fabbrica e di reparto debbano accentrare tutta la tematica ed i contenuti politici necessari per far sì che le condizioni di vita e di lavoro nel nostro paese abbiano a modificarsi sviluppando nello scontro non soltanto gli aspetti di carattere economico ma affrontando al tempo stesso tutti quei problemi di riforma che riguardano tutta la classe lavoratrice come il problema della casa, del caro vita, della riforma sanitaria, della riforma assistenziale, dei trasporti, della scuola e del tempo libero.

Questi problemi quindi sono strettamente collegati tra loro e trovano perciò la loro naturale collocazione dello scontro di classe, è per questo estremamente assurdo pensare di affrontarli separatamente essendo essi tutt'uno tra lotta per una politica generale delle riforme e lotta contro la politica dei grandi monopoli come Agnelli, Pirelli, Innocenti, Pesenti. Capitalisti dell'impero economico contro i quali stiamo battendoci.

Perciò dimostra che la posta in gioco è alta e che la resistenza delle forze politiche conservatrici e del padronato sarà dura.

(continua a pagina 4)

Questo giornale viene scritto e diretto dai compagni della Cellula Innocenti. Perciò invitiamo tutti i lavoratori, anche di altre tendenze politiche, ad inviarci lettere o collaborare con articoli. Il materiale deve essere recapitato a mano o spedito in Via Saccardo, 39. Sezione Campegi del P. O. I. Le riunioni si tengono tutti i mercoledì alle ore 18.30.

La Cellula

t S. R. M, e, Sesto S. G. -Ameno

DALLA FABBRICA LA VOCE DI TUTTI

LA FACCIA DEL PADRONE

I lavoratori stanno assistendo, in questi ultimi tempi, ad un'operazione che nell'uso comune si definisce « cambio della guardia » tra le alte sfere della Gerarchia Direzionale della Innocenti.

In parole povere si verifica che qualche « stella » precipita e con lui tutti i satelliti che gravitano intorno alla sua orbita finiscono con il disintegrarsi, in sintesi cade il birillo capofila e di conseguenza cadono tutti gli altri.

E' ovvio che i più anziani, che hanno vissuto tutti gli episodi della vita aziendale e che conoscono più a fondo questo o quel personaggio, ne siano più interessati e che diano il loro spassionato giudizio, favorevole o meno, su questa o quella persona. A noi comunque non interessa la vicenda di questo o quel Direttore, se è più bravo chi va oppure chi viene, noi vogliamo invece porre in evidenza quanto sempre abbiamo detto e che i fatti di questi ultimi tempi ci confermano, cioè che il padrone ha una sola logica, quella del « suo » profitto, alla quale nessuno, sia questi operaio o dirigente, può sfuggire.

Ciò dovrebbe essere di monito a tutti, da quelli che sono ai livelli più bassi e che con metedi subdoli e sleali tentano la scalata a mete più alte al solo scopo di sentirsi più sicuri, più vicini al padrone e quindi in un certo qual modo più protetti, a quelli che sono già arrivati che spesso si accaniscono contro i loro subalterni intimidendoli dall'alto della loro carica per poter dimostrare di essere servi del padrone che li ha creati, e così li vuole mantenere.

In questi ultimi tempi pci, in occasione degli scioperi, certi personaggi si comportano in modo inconcepibile, compiono azic ni sconsiderate, tentano di difendere dei principi che sono addirittura in contrasto con i loro interessi, pur di non perdere le grazie del padrone.

Ma chi ve lo fa fare, ci domandiamo noi, proprio alla luce di questo cambio della guardia, di servire così umilmente, viscidamente, strisciando il padrone?

Perché vendere la propria personalità, il proprio orgoglio, il proprio prestigio in cambio di una vaga speranza di avanzamen-

UNITÀ DELLE SINISTRE PERTRASFORMARELASOCIETY

Le tesi di sempre del padronato, secondo cui le rivendiCazioni salariali e normative avanzate dalle organizzazioni dei lavoratori se accettate finirebbero per provocare a breve scadenza una crisi economica con conseguente aumento dei prezzi e della disoccupazione è un argomento ormai logoro che viene però rispolverato con rinnovato vigore dalla stampa padronale (Corriere, Stampa, ecc.) ogni qualvolta si presenta la lotta dei lavoratori per conquistare maggior potere e benessere nella fabbrica e nella società. L'intendimento padronale con questa campagna di stampa è quello di isolare politicamente i lavoratori nei confronti dell'opinione pubblica, creare nel paese un clima di tensione e di disordine (vedi le provocazioni orchestrate alla FIAT e alla PIRELLI) per giustificare il tentativo di imporre un governo forte atto a ripristinare l'ordine, ciò che farebbe comodo ai padroni e alle forze reazionarie del nostro paese e dei gruppi imperialisti americani.

Per la prima volta l'azione unitaria dei lavoratori investe quelle che sono le troppo facili fonti di ricchezza per gli speculatori: l'aumento dei prezzi e degli affiit ti, ci si batte inoltre perché cessi finalmente la sistematica rapina cui è sottoposta la busta paga.

La prospettiva di qualcosa che sta cambiando fa paura ai padroni, i privilegi e i troppo facili guadagni accumulati sulle spalle dei lavoratori, vengono messi in discussione, le polemiche che hanno diviso per anni i lavoratori si stanno emarginando.

to di grado in funzione al servilismo padronale?

Il padrone, ve lo ha dimostrato chiaramente, se volete con una certa diplomazia, in guanti gialli, senza dare scandalo, senza popolarizzare il fatto, ha allontanato anche chi, fino a ieri aveva fatto particolarmente i suoi interessi.

Il padrone ha una sola faccia uguale ver tutti, siano questi operai o dirigenti, anziani o nuovi, della Ditta.

PROVOCATORI IN FABBRICA

Di fronte alla compattezza, all'unità, sin qui dimostrata dai lavoratori nelle lotte contrattuali il padrone come era del resto prevedibile, ha cercato e cercherà anche in futuro di rompere tale unità, facendo agire elementi di rottura all'interno dei vari settori della fabbrica. Non a caso capi e scagnozzi vari, elementi questi che fecero carriera non certo per capacità tecniche, ma per professata fede antisindacale sono sguinzagliati nei reparti con il chiaro intento di fiaccare e persuadere i lavoratori dell'inutilità della lotta.

ma rivendicativa e sviluppando la lotta per conquistare sempre più potere in fabbrica e nella società garanzia questa di proteggere e di far avanzare le conquiste dei lavoratori.

LACRIME DA

COCCODRILLO

Scompaiono per lasciare il posto all'unità che nasce dalla lotta comune e dalla volontà di tutti. Appare chiaro in questa situazione il richiamo del P.C.I. a tutte le forze di sinistra socialiste e cattoliche che intendono realmente portare avanti una radicale politica di rinnovamento a favore delle classi lavoratrici, l'esigenza immediata di dare a questa unità e a questa lotta il suo giusto orientamento nell'unità di tutte le forze democratiche e socialiste per una radicale trasformazione delle strutture di questa società, fondata sul massimo profitto, in una società democratica e socialista.

A ciò vanno aggiunte la manovre provocatorie di alcuni individui operai che, come si è visto nel settore dell'auto, che indicano forme di lotta diverse da quelle indicate dai compagni dei sindacati tentavano di far scadere la giusta lotta dei lavoratori in degenerazioni e contrasti che porterebbero le attuali lotte contrattuali verso scontri in cui soltanto il padrone ne trarrebbe profitto.

Questo deve essere un richiamo alla coscienza di tutti i lavoratori nel respingere e far fallire qualsiasi tentativo padronale di rompere l'unità dei lavoratori e di far degenerare le manifesta. zioni mantenendo fermo l'obiettivo della conquista del contratto di lavoro così come i lavoratori, liberamente hanno scelto attraverso le consultazioni aziendali sul contenuto della piattafor-

ASSEMBLEAPROVINCIALE

DEILAVORATORICOMUNISTI

Sabato25Ottobre-Ore14.30

Teatrolirico-Milano

Concluderà i lavori il compagno

AMENDOLA

della Direzione del P. C,

Continua sui giornali padronali (e, manco a dirlo, sulla stampa dei socialdemocratici, che sono i maggiordomi della bor ghesia) la campagna intesa, come si usa dire, a « responsabilizzare » i lavoratori. Ultimo in ordine di tempo, ieri, 24 Ore esortava gli operai a evitare « rivendicazioni e agitazioni che minar ciano seriamente l'evoluzione economica e la stabilità mone taria a danno, anzitutto e so prattutto, dei lavoratori ». Ecco una antica tattica dei padroni, i quali vogliono i lavoratori derubati e pensosi. Prima li sfruttano e poi cercano di suscitare in loro un senso di colpa che, possibilmente li immobilizzi. I giorni di lotte operaie che stiamo vivendo sono stati preceduti da anni interi di profitti padronali crescenti e incontrollati. Gianni Agnelli intasca più di un miliardo all'anno di redditi; a Milano i Pirelli, i Crespi, i Pesenti, i Monti e compagnia delle cucine economiche, guadagnano (diciamo meglio: arraffano) centinaia di milioni. Ebbene, avete mai letto su 24 Ore, sul Corriere, sulla Stampa, sul Carlino, un monito a loro rivolto, perché stiano attenti a non mandarci tutti in malora? Ah, mai. Quando c'è da incassare, i padroni sono sempre i primi a farsi la parte, ma quando c'è da perdere si metta no sempre in coda e non viene mai il loro momento. E fanno anche le prediche: « Badate — dicono agli operai — che se le cose andranno male, non solo ne sarete le prime vittime, ma anche i primi responsabili ». Affamati e colpevoli: così quei timorati di Dio della Confindustria sognano i lavoratori.

SIAGGRAVANO IPROBLEMI DELLASCUOLA

In questi giorni si sono riaperte le scuole e molti compagni ci hanno scritto lamentando la carenza di aule e l'eccessivo affollamento cui spesso sono costretti a studiare i nostri figli. Taluni ci scrivono che l'affollamento arriva a punte di 45 o 50 alunni per aula, ciò avviene nella cerchia dei paesi intorno a (continua a mio. a)

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LÀ NATO E LA PACE

E' una vera menzogna che VitaHa non può essere neutrale. Con questa menzogna l'Italia è stata portata per due volte al massa-

CHE COSA

ero e al disastro. Questa menzogna non può e non deve ripetersi per la terza volta. Nessuno. minaccia la frontiera italiana. L'Italia confina con paesi neutrali e non impegnati, con la Svizzera, l'Austria, la Francia, è anch'essa uscita dalla organizzazione militare del Patto Atlantico, ed ha allontanato dal suo suolo tutte le basi straniere ».

VOGLIONO

Non è certamente per iniziare qui polemiche politiche o d'altro tipo che scriviamo ciò, ma col proposito di prendere una chiara posizione politica. Essa vuole mettere in guardia i lavoratori sul contenuto propagandistico di Parecchi volantini distribuiti davanti ai cancelli della fabbrica da giovani che spacciandosi per studenti o per gruppi comunisti sembrano avere scopi ben diversi da quello di sensibilizzare i lavoratori su problemi direttamente politici.

Anzi, come ognuno può constatare facilmente, il loro contenuto mira spesso a creare confusione ed incertezza, vi si nega validità alle lotte contrattuali in corso, sia nei tempi e mezzi impiegati dai sindacati, vi si nega validità agli obiettivi che i sindacati e noi lavoratori abbiamo liberamente scelto e per cui duramente ci battiamo. Chiamano integrati al potere capitalistico i 'sindacati con la pretesa di giudicare la realtà di fabbrica e dando consigli non richiesti da alcuno sulle necessarie prassi scavalcando coloro che nella fabbrica ci vivono da anni, e da anni vi operano.

In altri volantini si negano le scelte politiche fatte dal partito nel portare avanti rivendicazioni sociali come lo Statuto dei lavoratori, ecc. ecc.

Nulla dunque va bene per costoro! Probabilmente sarà solamente il padrone a soddisfarli, dato che nei loro scritti attaccano e criticano tutto e tutti fuorché (guarda caso) la borghesia padronale, la socialdemocrazia, la D.C. o la Nato.

Noi compagni di fabbrica abbiamo rotto il silenzio non perché costoro meritino una qualunque attenzione, ma per chiarire ai lavoratori che ben poco essi hanno in comune col partito comunista. Dubitiamo fortemente che costoro, ripetiamo, abbiano come fine l'edificazione di una società socialista. Anzi, leggendo ciò che scrivono, siamo pervenuti alla certezza che il loro fine è quello di seminare sfiducia e divisione tra i lavoratori nella lotta ma soprattutto quello di minare la crescente coscienza di classe e il crescere della fiducia nel nostro partito e nell'unità sindacale che i lavoratori sempre più dimostrano.

E' altrettanto chiaro che da questa sfiducia il capitalismo solo ne trarrebbe vantaggio. Cellula Innocenti

Queste sono le parole tratte dal rapporto del compagno Luigi Longo al congresso del P.C.I. e chiaramente sottolineano il problema della NATO e la conseguente politica italiana sin qui seguita dai partiti di potere e in prima linea la politica D.C., ferma sostenitrice di una politica degli armamenti in barba al tanto sostenuto umanesimo cattolico, e sorda ad ogni protesta popolare. Tale politica di braccio armato viene a trovarsi al servizio di quel potere imperialistico americano che mascherato dietro fini apparentemente pacifici si erge in realtà gendarme ben armato, contro l'evoluzione sociale dei popoli, contro ogni libera volontà di autodeterminazione, ostacolando così i grandi movimenti sociali che sempre più tendono a rendere totalizzante e universalistica l'azione storica della classe e dell'uomo in primo luogo. Basti considerare i fatti di Corea prima, e dopo quel tremendo massacro che è stato ed è tuttora il Vietnam. Qui muoiono e sono morti migliaia di uomini, donne e bambini sotto le bombe al napalm e le cannonate dei pacifisti americani, che negano il diritto di libere scelte, di vita e lavoro a questo popolo. Altro esempio è la Grecia dove il feroce dominio dei colonnelli ha sofiocato nelle prigioni ogni libertà democratica.

Tutto questo fu orchestrato e diretto con la collaborazione della NATO, come ebbe e dichiarare alla stampa italiana in una sua recente conferenza Papandreu mettendo in guardia il popolo italiano dalle mire politiche della NATO.

Un avvertimento del pericolo di una ingerenza nei fatti politici del nostro paese l'abbiamo avuto anche recentemente, quando tale organizzazione rimase in stato di allarme e di mobilitazione permanente per tutto il periodo della crisi di governo da vuto alla rovinosa caduta del centro sinistra. La stampa borghese e il governo interpellato giustificò tutto questo facendo credere che tali misure servivano a proteggere il paese da eventuali colpi di mano militari o fascisti. Ciò è falso perché ad arte si è voluto ignorare che proprio dando eccessivi poteri in mano dei militari si accresce il pericolo di un loro interVento in accordo con forze della destra politica. Inoltre si evidenzia la funzione intimidatoria e ricattatoria della NATO, nel paese; funzione che non è certo di salvaguardia contro fantomatici quanto inesistenti nemici esterni, ma serve alle forze conservatrici del capitalismo nostrano ad assicurare il potere del massimo profitto contro ogni movimento democratico delle grandi masse popolari,

che oggi duramente si battono. Questa politica serve insomma a tutti coloro che del privilegio ne fanno la propria bandiera (ricordiamoci dei continui appelli della stampa borghese e delle destre per governi forti ed autoritari). Ma vi è un altro aspetto che va considerato, In Italia tramite la NATO entrano indisturbati forti capitali stranieri che nel tempo possono divenire fattori di asservimento eca nomico ad opera e beneficio di altri paesi. L'Italia spende inoltre circa 150 miliardi di lire l'anno, soldi questi che vengono di stolti e detratti da tutti quegli investimenti di carattere sociale di cui l'Italia ha oggi tanto bisogno come: asili, scuole, edilizia popolare, trasporti, INAM, ecc. (per la riforma delle pensioni il governo aumentò il prezzo della benzina). Eppure quei 1500 miliardi sono stati guadagnati e versati allo Stato col sudore di milioni di lavoratori che ogni anno pagano quella taglia che si chiama ricchezza mobile. I capitalisti i loro soldi li mandano al-

l'estero (1100 miliardi in soli 7 mesi di quest'anno).

Eccoli dunque i motivi per cui noi comunisti (ed oggi non siamo soli ma anche le ACLI o ACPOL e altre forze democratiche insieme) si battono perché l'Italia debba uscire dalla NATO. 11 pololo italiano vuole solo vivere onestamente in pace con tutti e sa che nessuno lo minaccia perciò quando diciamo neutralità intendiamo dire « no » ai missili con testata atomica, nel nostro paese, intendiamo dire no alla proliferazione di tutte quelle armi che sono strumenti non di lavoro o di vita, bensì di distruzione totale, intendiamo dire no ad una società carcere di ispirazione fascista.

Ecco perché noi lavoratori dobbiamo sempre più prendere coscienza di questi problemi politici e agire in conseguenza se veramente vogliamo costruire una società di lavoro e di vita, una società dove l'uomo non J. -ja oggetto da sfruttare, non mezzo ma fine nella soluzione dei suoi problemi economici e sociali.

I GIOVANI E IL P. C. I.

Compagni dell'Innocenti, è un giovane comunista che vi scrive, sulle esperienze fatte nel partito e insieme ai giovani.

I collegamenti che esistono fra il nostro partito e i giovani sono molteplici. Basti pensare ai molti giovani che sono nel nostro Partito ed ai molti che ne sono parte attiva. Una partecipazione che altri partiti non hanno.

Come e quali sono i rapporti fra il partito e i giovani?

Innanzitutto i contatti che esistono sono caratterizzati dalla fiducia che vecchi militanti hanno in mezzo alle masse giovanili, dalla linea politica del P.C.I. e dalle alternative poste dal Partito ai vari governi che si sono susseguiti dimostrandosi incapaci di dare soluzione ai problemi delle classi lavoratrici.

Ma oltre a ciò come giudicano i giovani la società italiana?

Si sono visti i giovani in questi ultimi anni scendere in lotta nella fabbrica e nelle piazze in gran numero e porre a conoscenza dei lavoratori nuovi problemi: come, ad esempio, la libertà nella scuola, e l'esigenza che la scuola non sia più uno strumento in mano ai borghesi, e non sia solo la scuola dei ricchi.

I giovani chiedono che nelle fabbriche non ci sia più l'oppressione dei padroni, ai Rumor e ai Tanassi dicono che non sono le belle parole che possono, risolvere i problemi della nostra società.

Con il P.C.I. chiedono vere libertà ed un serio rinnovamento, che ponga fine a tutte le ingiustizie.

I giovani vengono nel P.C.I. perché è il partito di Gramsci, di Togliatti, delle classi lavoratrici, di tutti coloro che giovani o meno giovani, sono ansiosi di vivere nella libertà.

Giovane che lavori ne11INNOCENTI che non hai ancora fatta una scelta politica e che sei in ansia per i problemi della classe operaia vieni nel nostro partito! Troverai interesse ed impegno per i tuoi problemi, darai concretezza ai giusti ideali in cui credi. GIOVANE! ISCRIVITI AL PARTITO COMUNISTA ITALIANO.

SI AGGRAVANO i problemi della scuola

(continua da pop. 2)

Milano dove più alta è la percentuale dei lavoratori milanesi e degli immigrati.

I soldi non ci sono o sono pochi, o mancano i terreni per costruirvi scuole: queste sono le risposte degli assessori comunali.

Eppure i soldi in Italia per costruire le super autostrade, ve-

diamo che non mancano come non mancano i capitali per finanziare gli armamenti della NATO 1500 miliardi l'anno. Ce n'è persino per mandarne all'estero 1100 miliardi. Ma per i figli lavoratori i politicanti dalla facile retorica umanistica ne hanno pochi, oppure siamo noi, con il nostro lavoro che produciamo i suddetti capitali, ma purtroppo solo i figli dei ricchi ne godono i benefici dovuti agli ingiusti privilegi di classe tipici di questa società capitalistica.

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HO CI MIN

LA BATTAGLIA CONTRO IL CARO

VITA INCOMINCIA DALLA CASA

Nel momento in cui, 5 milioni di lavoratori, sono in lotta per ottenere miglioramenti salariali adeguati alle esigenze di una vita civile, si fà sempre più chiara la coscienza che bisogna nello stesso tempo, condurre la battaglia per difendere il potere d'acquisto dei salari, evitando che ogni conquista, strappata con grandi sacrifici, venga verificata dall'aumento del costo della vita.

UN GRANDE RIVOLUZIONARIO COMUNISTA

Su questo nostro giornale di fabbrica vogliamo ricordare l'uomo Ho Ci Min, il compagno Ho Ci Min. La potenza tecnologica, le valanghe di napalm ed esplosivo, la potenza distruttiva dei giganti che non hanno abbattuto la fiera resistenza di chi fortemente ha creduto nella vittoria finale e nella libertà per il popolo vietnamita. La scienza disumana e disumanizzante è crollata di fronte ad un uomo che in ogni occasione ha rappresentato il suo popolo; la sua gente forte ed umana come lui. Abbiamo voluto, dicevamo, ricercare nel messaggio di Ho Ci Min, la sua umanità, la sua forzo e consapevolezza politica che ne fa uno dei più grandi uomini del nostro tempo. Questo amorelotta non provoca in lui l'odio ma la riprovazione di chi vorrebbe che in altro modo andassero le cose, che spera che ad un certo punto la parte umana abbia il sopravvento sul cieco interesse e sulla rabbia indispettita di chi si vede sfuggire la preda. Questo è il profilo di un uomo utile, vivo, umano: è il profilo di un uomo che può godere le bellezze della vita e della natura senza isolarsi dalla realtà che lo circonda.

Ho Ci MM è stato un autentico rivoluzionario e perciò aperto 111111111111111111111111111111111111111111111111111111

STRUMENTI DI DEMOCRAZIA E DI LOTTA (continuazione da pag. 1)

Tenderanno a giocare tutte le carte per dividere il movimento e sconfiggerlo per cui l'esigenza di una sempre maggiore partecipazione dei lavoratori alle decisioni attraverso strumenti di base per un permanente contatto, fra lavoratori e sindacati è indispensabile.

Questi strumenti a cui abbiamo dato vita nella nostra fabbrica sono: le assemblee di fabbrica e di reparto, i comitati unitari sindacali di reparto e di linea.

La partecipazione dei lavoratori alla assemblea e ai dibattiti sta a dimostrare la crescita della coscienza e la volontà di essere protagonisti della lotta contro la classe borghese e padronale per risolvere i problemi della condizione operaia per avere più potere in fabbrica e nella società facendo di questa società una società dove non ci sia posto per gli sfruttatori, per gli speculatori e per gli esportatori di capitali ma facendola progredire in uno sviluppo economico democratico nell'interesse dei lavoratori.

ad ogni dialogo e ad ogni incontro, purché questo contribuisse alla causa della pace e l'indipendenza per il popolo vietnamita, egli è stato il centro ed il simbolo dello scontro tra il vecchio e il nuovo, tra l'imperialismo e il socialismo. Espressione della necessità di una superiore forma di unità di cui la civiltà ha bisogno per superare il passato e costruire il futuro.

Ho Ci Min h aspostato dalla parte del socialismo potenti energie nuove, ha dimostrato, in modo inconfutabile, l'impellente necessità della trasformazione socialista della società, il nesso tra rivoluzione come esigenza nazionale e solidarietà internazionale per l'unità di tutte le forze antimperialiste. E' proprio in questa visione nazionale ed internazionale della lotta di liberazione del Vietnam che hanno preso risalto ed hanno acquistato tanta forza e tanto prestigio il fermo impegno di lotta di Ho

Ci Min e del suo popolo, contro gli aggressori americani, la loro indistruttibile fede nelle proprie forze e in quella del movimento operaio e democratico interna• zionale.

La sua volontà di parlare a tut• ti e farsi intendere da tutti, ha fatto sì che il suo nome divenisse ogni giorno, anche negli Stati Uniti, molto popolare.

Traggano ora da questa esemplare vita insegnamento tutte le forze politiche e tutti gli uomini, che non basta liquidare le proprie responsabilità e il proprio dovere a favore della pace, della libertà, dell'indipendenza nazionale e del progresso sociale ed economico con le solite frasi convenzionali, ma che occorre fare il proprio dovere con fatti concreti che incidano per una reale svolta politica nell'interesse della classe operaia e di tutti i lavoratori.

Tutti coloro, in particolare i comunisti, che hanno visto in Ho Ci Min l'onestà e la serietà del combattente rivoluzionario senza risparmio di energie con spirito di sacrificio per contribuire alla causa del proprio popolo e di tutti i proletari del mondo, si devono impegnare con sempre più forza a lottare per dare al nostro paese un avvenire di pace e di progresso sociale sconfiggendo le forze reazionarie, aprire la strada alla costruzione di una società socialista, contribuire in modo efficace alla causa del popolo vietnamita 'e di tutti i popoli del mondo che si battono per la propria libertà e il proprio avvenire.

E' in questo contesto che, la lotta contro il caro affitti, per una casa concepita come servizio sociale a prezzi economici e popolari, rappresenta l'aspetto più importante di questa battaglia.

Il problema della casa è uno degli aspetti più drammatici della condizione operaia: in tre anni gli affitti delle case private sono aumentati del 13 per cento, incidendo per la maggioranza dei lavoratori, oltre il 40 per cento sul salario, rappresentando una delle maggiori componenti dell'aumento generale del costo della vita, diminuendo fortemente il potere d'acquisto delle masse popolari.

Il movimento unitario di lotta dei lavoratori, gli scioperi generali di Torino, Firenze e Milano, il largo schieramento di forze sociali e politiche che si è realizzato per la casa, è già approdato ad un primo successo: il governo democristiano trovatosi più volte isolato. è stato costretto a modificare il proprio disegno di legge ed a bloccare gli affitti, su tutto il territorio nazionale, sino alla fine del 1970.

Dopo questo risultato, mentre la battaglia è ancora aperta per ottenere il blocco dei contratti e la regolamentazione e dell'equo

canone, togliendo alla speculazione privata altre forme di ricatto verso gli inquilini, per portare a completa soluzione il prqblema di una casa ad affitti popolàri per tutti, occorre sviluppare la lotta per modificare le cause di fondo che determinano il caro-casa. Queste cause, principalmente sono: il settore dell'edilizia in mano alla speculazione privata (negli ultimi 5 anni l'edilizia privata ha costruito il 94 per cento delle abitazioni, contro il solo 6 per cento dell'edilizia pubblica ;

il costo del danaro, oggi, i vari enti pubblici che devono acquisire mutui per costruzioni ediliize, pagano alle Banche un tasso di interesse dell'8 per cento;

il prezzo delle aree, oggi l'incidenza del costo dei terreni grava mediamente nella misura del 20-30 per cento sul costo globale delle abitazioni.

Per superare questa realtà, occorre conferire alle battaglie sin dacali uno stretto collegamento tra lotte rivendicative e lotte per le riforme, realizzando un preciso sbocco politico, creando attraverso la sollecitazione possente ed unitaria delle masse popo lari, le condizioni per la costituzione di una nuova maggioranza politica, animata dalla volontà di realizzare uno sviluppo economico, sociale e democratico di tutta la società, che abbia come scopo fondamentale il miglioramento della condizione operaia.

Questo è il significato più ampio che assume oggi la lotta per la casa, una lotta contro il caro vita e per una concreta politica di riforme.

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UNITI NELLA LOTTA PER SCONFIGGERE I PADRONI (continuazione da pag. 1)

a sbocchi politici avanzati, a soluzioni prese nell'interesse delle masse lavoratrici, se si riuscirà a dar vita ad una nuova maggioranza nella misura in cui dal concreto sviluppo delle lotte, dalla loro estensione, dalla crescita delle alleanze attorno alle classe operaia, i problemi della casa, dei trasporti, dell'orario di lavoro, della riforma sanitaria, della scuola, di un nuovo sistema tributario, ecc. verranno imposti come terreno di confronto delle forze politiche, come terreno su cui realizzare nuovi rapporti tra le stesse forze politiche per consentire soluzioni nell'interesse dei lavoratori.

Questo è l'impegno dei comunisti, l'impegno di sostegno delle lotte e di difesa della loro unita autonomia ed articolazione; l'impegno di battere la linea di Agnelli e di Pireli, di cacciare questo fantasma di governo e di impedire la ricostituzione del centro sinistra, l'impegno di imporre che la lotta politica avvenga sui problemi posti dal movimento, per far avanzare il processo di formazione di una nuova maggioranza, fondata sulla crescita della unità dei lavoratori e della sinistra italiana

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Garanzia previdenziale "LAVORO E FAMIGLIA„

Una nuova previdenza appositamente studiata dall'I.N.A. per i lavoratori italiani e le loro famiglie

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