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Il Diciassette10

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Spedizione in abbonamento postale gr. III - (70%

Anno III - N. 2 Febbraio 1979

mensile di politica cultura attualità della zona17

Esce il primo di ognii.r2e0se

Per una informazione corretta: PER NON Cosa succede al Villaggio dei Fiori? MORIRE Come le cose possono cambiare e cambiano in meglio Dal settembre 1977 il giornale della zona 17 è regolarmente in edicola. Mese dopo mese, la redazione ha fatto grandi sforzi per capire la realtà della zona, per proporre prolemi e soluzioni, per informare e discutere. Mese dopo mese il giornale si è aperto alla collaborazione e agli stimoli provenienti da ogni forza sociale e politica. Nato per iniziativa del P.C.I. "il Diciassette" ha dato ampio spazio agli interventi degli altri partiti, i recenti servizi sulle parrocchie testimoniano l'apertura del giornale, attento alla pluralità degli organismi che operano nel-soriate-.--- --A livello di argomenti, ogni mese si è cercato di focalizzare le questioni fondamentali della vita dei quartieri, non solo seguendo l'attività del Consiglio di Zona, ma occupandoci anche dei giovani, degli emarginati, degli anziani, delle donne. La struttura produttiva ed urbanistica della zona è stata oggetto di studio e di riflessione; dalla pubblicazione del piano regolatore all'atlante di zona, "il Diciassette" ha offerto ai suoi lettori stimoli ed elementi di conoscenza del territorio. L'atteggiamento del giornale nei confronti della zona è stato di massima apertura: più volte abbiamo invitato insegnanti e studenti a collaborare, mettendo a loro disposizione le pagine del giornale. È stato faticoso conquistarsi degli

spazi, penetrare tra la gente, conquistare simpatia e fiducia, ma ci siamo in parte riusciti. Ora "il Diciassette" rischia di chiudere per due motivi. Il primo è di ordine economico: "il Diciassette" non ha alcun finanziamento alle spalle. Vive esclusivamente di pubblicità e del contributo degli abbonati e dei lettori. Ora però la pubblicità scarseggia e pochi dei vecchi abbonati hanno rinnovato l'abbonamento. L'altro motivo si fonda sull'insufficiente risposta dei collaboratori al giornale. Poche sono le lettere che arrivano in redazione, ancor meno gli articoli. Eppure, l'abbiamo sempre detto: questo deve essere un giornale vivo, fatto per la gente del nostro quartiere. La redazione, formata da pochi volonterosi che dedicano interamente il loro tempo libero al giornale, ha bisogno di nuova linfa, di. nuovi collaboratori, di nuovo entusiasmo. Per questo rivolgiamo questo appello ai nostri lettori: fateci sentire la vostra simpatia, abbonatevi; collaborate. Solo così "il Diciassette" potrà continuare a vivere ed a migliorare i propri contenuti.

Cosa succede al Villaggio dei fiori. Su questo problema tutti i giornali della stampa cittadina hanno sfornato articoli, anche più di uno, non sempre, anzi quasi mai, esattamente ancorati alla realtà dei fatti. Riconduciamo quindi le cose, alla loro effettiva consistenza. Dopo decenni di vita di baracche di legno, finalmente, è stata costruita la casa nuova, parte della quale, destinata alla abitazione degli inquilini delle casette a schiera "finlandesi" cioè quelle in legno. Questo fatto concreto se lo dimenticano in tanti, in troppi, e per motivi intuibili facilmente, che sono la conseguenza del tentativo di nascondere le responsabilità e le colpe di chi ha governato nel passato, cioè, delle giunte a partecipazione democristiana.Va questo non è l'unico fatto concreto perchè ve ne sono almeno altri due: alla richiesta da parte della_ amministrazione comunale alla regione Lombardia di riservare più di ottanta appartamenti sui centoventi costruiti agli inquilini delle casette finlandesi e alla successiva risposta positiva dell'ente regione si è aggiunto lo stanziamento di circa trecentosettanta milioni nel bilancio preventivo "1979" dal comune di Milano per la realizzazione delle manutenzioni straordinarie delle casette a schiera in muratura. Questi interventi non sono dunque fumo negli occhi, ma la espressione

della concreta volontà di risolvere il problema; semmai è necessario anche riflettere sulla necessita da parte delle organizzazioni sindacali degli inquilini dei partiti democratici, di non delegare in Modo esclusivo all'ente locale e al decentramento la scelta delle priorità di intervento. A questi fatti concreti, che costituiscono un salto di qualità, rispetto alle gestioni passate, si sono sovrapposte difficoltà e ostacoli di varia natura che sono sorti: da un lato della presenza di un decreto del presidente della Repubblica, il "1035", che vincolava l'assegnazione delle abitazioni ad una speciale 'graduatoria articolata sulla base di livelli massimi di reddito irrisori e dalla sua elaborazione da parte di

una commissione presieduta da un magistrato, e dall'altro lato dalle megéTajpart-e resistenze -c-h7;-Ono e— degli IACP di Milano. In conseguenza di questi nuovi fatti è stata elaborata una graduatoria provvisoria, secondo la quale, solo una parte degli inquilini delle casette finlandesi avrebbe avuto il diritto all'assegnazione di una casa nuova e civile. Ciò ha creato una situazione di tensione che è sfociata in forme di lotta spesso discutibili e sbagliate, come l'occupazione della sede del consiglio di Zona, ma d'altra parte in una iniziativa giusta e concreta da parte del consiglio di zona che ha chiesto, al comune, allo IACP, alla regione, di risolvere il problema assegnando a tutti gli in-

quilini delle casette finlandesi la casa nuova a condizione di un regolare contratto con l'Istituto. Alla volontà positiva del comune si è aggiunto il decisivo impegno della Regione che ha, in sede di giunta, approvato una leggina composta di un articolo unico nel quale-si ribadisce il diritto stabilito dalla legge nei confronti della regione, di riservare parte dei nuovi alloggi di edilizia pubblica alle famiglie indicate dai comuni perchè comprese in programmi di risanameno e ristrutturazione e si estende a tutti i quartieri degradati compresi nelle aree di "recupero" i diritti che la legge 457, piano decennale per la casa, riconosce agli abitanti dei quartieri degradati dei centri storici. Questa leggina potràsoddisfare le esigenze non soltanto del comune e degli inquilini delle casette finlandesi di eliminare la piaga delle case minime, ma anche consentirà di intervenire in altre realtà simili, come quelle di Brezzano, Baggio, Forze Armate, Vialba. Ora si tratta, da parte della regione di ratificare questa legge in consiglio regionale, da parte del Commissario governativo, di consentire la rapida applicazione, e da parte dello IACP, di abbandonare atteggiamenti assurdi, dando concrete risposte ai diritti degli inquilini. Luigi Torelli

INTERVENTO DELL'U.D.I. SULL'ABORTO

re UNA LEGGE DIFFICILE o pAG3 P rArkeanincl PERCHE' VUOLE PREVENIRE

o ore inA IL PSI E LA ZONA PAG.5

SPAZIO APERTO

IN SETTIMA

1) - L'aborto c'è sempre stato,: da secoli esso è lo strumento più diffuso di controllo delle nascite. Esso è il frutto amaro e terribile pagato da noi donne all'irrisolto rapporto sessualità - procreazione del genere umano. La scoperta della contraccezione e il nostro rifiuto a subire l'aborto hanno reso non utopica la possibilità che l'aborto possa essere sconfitto in quanto tale. Con le nostre lotte abbiamo ottenuto che nella legge fosse al fine riconosciuto il diritto non formale alla contraccezione — quindi alla sessualità — e alla maternità come libera scelta. La società, i governi, la chiesa, hanno posto e pongono fortissimi ostacoli a questo diritto forti del fatto che il risvolto negativo di questa situazione e la diffusione dell'aborto era fin qui sepolto da leggi inumane, nella clandestinità, nella speculazione, nella sofferenza, nella morte del sesso oppresso: le donne. Siamo scese nella piazze gridan-

do che l'aborto è un dramma, non un reato e che volevamo sconfiggere l'aborto clandestino per ridurre progressivamente la piaga dell'aborto fino a eliminarlo. Abbiamo avuto il coraggio, esponendo il nostro dramma segreto, di chiedere alla società il diritto alla vita, alla salute e all'assistenza. Abbiamo lacerato i veli dell'ipocrisia e dell'oppressione ponendo la collettività tutta di fronte alla propria coscienza umana e civile. Il Movimento delle Donne ha così portato nella società valori nuovi ed elementi di una nuova morale: la solidarietà sociale come fatto non assistenziale e ipocrita e la solidarietà tra donna e donna al di là delle diverse condizioni culturale e sociali. 2) - Il Parlamento Italiano dopo lunghi e approfonditi dibattiti, ha approvato una legge — la 194 — che, abolendo l'aborto come reato, sancisce il diritto all'assistenza della donna in caso di aborto sulla base dell'autodecisione entro limiti temporali e stanzia 50 miliardi per i

Consultori. Questa legge, nonostante alcuni seri limiti (facoltà di obiezione di coscienza di medici dipendenti senza nessuna regolamentazione ed esclusione delle minorenni dall'autodecisione) e nonostante carenze delle strutture sanitarie pubbliche, ha cominciato a funzionare; le donne, numerose, hanno avuto il coraggio di uscire dalla clandestinità e affrontare l'ospedale, il rapporto con la società, attraverso i medici e i Consultori. Decine di migliaia di donne sono così sfuggite al rischio di morire nella clandestinità. Tutte le istituzioni e le organizzazioni di qualsiasi carattere e tendenza avrebbero dovuto impegnarsi fino in fondo per sostenere questo coraggio a far faresprnemporaneamente a tutta la società un poderoso passo in avanti per assicurare, attraverso la contraccezione e l'educazione sessuale una vera prevenzione dell'aborto. Al contrario una parte delle isti-

(segue in 2


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