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Milanodieci10

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Lire 100 Anno 60

€ II

PERIODICO MENSILE DELLA ZONA io

N. 4 Aprile 1974

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Rinasce peggiorato e indebolito il governo Rumor dopo lo sciopero del 27 febbraio

Mentre il nostro giornale va in macchina, il nuovo governo Rumor ha giurato nelle mani del presidente della Repubblica di servire la Costituzione e il popolo italiano. Simile formula di giuramento sarebbe umoristica o addirittura grottesca se non si trattasse di un organismo tanto importante per la vita del paese. Infatti, questo governo « a termine » (sicuramente non durerà molto dopo il referendum, qualunque sia il risultato di esso) nasce con due compiti primari: affossare il più rapidamente possibile, dopo aver trovato un accordo sui due capri espiatori (on. Valsecchi e Ferri), lo scandalo dei finanziamenti avuti dai petrolieri negli ultimi sei anni, allo scopo di aumentare il costo dei prodotti petroliferi. E la benzina è salita da 162 e 260 lire nel giro di sei mesi. Arrivare, facendo dell'ordinaria amministrazione, al referendum per l'abrogazione della legge sul divorzio. Referendum promosso da Gabrio Lombardi, Gedda e la parte più retriva dello schieramento ecclesiastico (le firme venivano raccolte in molte chiese, anche a Milano) ma voluto soprattutto da Almirante che vede attraverso questa battaglia, la possibilità di inserire il MSI nel gioco politico dal quale era stato emarginato dopo il giovedì nero (12 Aprile 1973, uccisione di un poliziotto da parte dei fascisti, in via Bellotti a Milano) e da Fanfani, che vede in questo scontro ingigantire le possibilità di divisione del quadro democratico e quindi un ulteriore passo verso la repubblica presidenziale da lui vagheggiata nel sogno di diventare il De Gaulle italiano al di là delle differenze abbastanza evidenti di statura fisica. Certo che in queste condizioni la partecipazione del PSI al nuovo governo ha maggiore senso di cedimento e di compromesso (nel senso più deleterio del termine). Anche perché la soluzione delle più importanti vertenze operaie che si stanno ottenendo in questo periodo aprono degli spazi per un'estensione della lotta in vista di grandi obiettivi unificanti che incidono sul livello di vita e il potere delle masse occupate e disoccupate. E' molto importante e positiva la decisione del PCI di tornare ad una linea di opposizione netta nei confronti del centro sinistra. Uno sviluppo coerente di questa linea favorirebbe la ripresa di un dibattito all'interno della sinistra, sulle prospettive della costruzione di una opposizione politica e sociale al potere borghese. Resta però da sviluppare una strategia di offensiva che consenta al movimento operaio di esprimere una risposta anticapitalistica, e di alternativa alla DC, seria e positiva nel quadro della crisi economica e della aggravata involuzione istituzionale.

NO DI PILLITTERI (Psdi) Al SERVIZI SOCIALI NEI QUARTIERI Concesse due licenze edilizie, contro il parere del Consiglio di zona 10, a Galimberti e a Condor Scuole e servizi sociali nella nostra città non servono, oppure sono più che sufficienti! Questo, per lo meno, sembra essere l'illuminante parere del Comune, visto che in questo periodo, tramite l'assessore socialdemocratico Pillitteri, continuano ad essere concesse licenze edilizie per la costruzione di case di lusso su aree che il minimo buonsenso (oltre che il parere del Consiglio di Zona, che Milanodieci febbraio 72 pag. 2) avrebbe consigliato di destinare a servizi sociali. Una di queste licenze ha dato la possibilità agli speculatori della « Condor » di mettere finalmente gli artigli sull'area di via LeoncavalloConegliano. Eppure già da due anni i lavoratori della zona avevano espresso decisamente la volontà di sottrarre questa area alle mire della speculazione edilizia per destinarla alla costruzione di una scuola o di un asilo. Tale volontà si era concretizzata in azioni dirette e clamorose quali assemblee popolari, occupazioni dell'area, con l'organizzazione di giochi per bambini e raccolta di firme per il suo utilizzo pubblico. Proprio questa pressione popolare aveva spinto il Consiglio di Zona 10 a esprimere, per ben tre volte, parere sfavorevole alla richiesta di costruzioni di case di lusso e ad includere l'area di via Leoncavallo tra quelle che nel suo più generale piano di ristrutturazione della zona dovevano essere destinate a servizi sociali, che la situazione del quartiere richiede urgentemente. Infatti, se prendiamo in considerazione il territorio compreso tra piazzale Loreto, via Porpora, via Padova e la ferrovia, notiamo che vi abitano, all'incirca, 60.000 persone con i maggiori indici di affollamento riscontrati nel tratto compreso tra via Padova e via Leoncavallo. A questo elevato numero di abitanti corrisponde un elevato indice di affollamento nelle aule scolastiche: si pensi che nel '73 le statistiche davano una media, nei tre tipi di

Infine, come tutti sanno, nel nostro quartiere, manca il Centro Sociale, un pronto soccorso, cose essenziali in qualsiasi paese che voglia chiamarsi civilizzato. Il Centro sociale potrebbe essere una forma di alternativa alle squallide serate passate davanti alla televisione ed al bar a dir stupidate. D'altra parte sono 15 anni che in zona non si costruisce una casa popolare, non solo, ma le case dei proletari vengono volutamente lasciate andare in rovina per poterle abbattere e poterci costruire al loro posto case di lusso. E' quello che è stato fatto alle case che sorgevano appunto sull'area di via Leoncavallo, è quello che viene fatto con tutte le case vecchie di via Fanfulla, Chavez, Arquà, ecc. che, nella testa dei padroni, sono destinate alla stessa sarte. Ora è ovvio che a questo punto, o si hanno i soldi per andare a spendere 60-70.000 lire, per due stanze con servizi, di fitto mensile o ci si organizza per lottare tutti insieme e contrastare fin da ora il piano dei padroni. E' per questo che nei giorni 9 e 23 marzo un gruppo di abitanti del quartiere si è ritrovc.to sull'area Leoncavallo per ricordare al Comune gli impegni presi e per far capire ai padroni che non possono più pensare di fare e disfare a loro piacimento ma che anche noi esistiamo e siamo capaci di farci sentire. Vogliamo che la licenza edilizia venga revocata, che tutte le aree libere del quartiere, come quella di via Padova 25 vengano destinate ad uso pubblici per costruire quei servizi che ci sono necessari e che infine tutte le case proletarie del quartiere siano rimesse in ordine perché siano abitazioni decenti per i lavoratori stessi che già ci abitano. C.D.Q. Leoncavallo

Un'altra area, già alberata, che il Comune non vuole dare al quartiere.

Nel numero di marzo avevamo pubblicamente posto all'Assessore PiIlitteri (Edilizia privata, subentrato dopo la crisi di 4 mesi, al socialista Baccalini) una precisa domanda per quanto riguarda l'area di via del Ricordo angolo via Cascia, sulla quale il nostro « benefattore » Galimberti ha iniziato i lavori per la costruzione di una casa di lusso, infischiandosene (lui fa il suo lavoro, no?) della mancanza di servizi sociali e di case con affitto popolare nel quartiere.

FINORA NESSUNA RISPOSTA. Se ciò fosse semplicemente causato dal fatto che l'Assessore non abbia ricevuto il nostro giornale di marzo (ma l'abbiamo consegnato a mano alla sua segretaria) ci premureremo di spedirglielo con questo di aprile a mezzo raccomandata. Il fatto (la concessione della licenza) è gravissimo, non solo perché si permette ancora al Galimberti di costruire case di lusso mentre i servizi sociali e le case popolari sono completamente assenti nel quartiere, ma anche perché la licen-

za edilizia era stata per ben tre volte bocciata dal Consiglio di zona, spinto a ciò dalle masse dei quartieri interessati. E l'assessore Pillitteri non può prendere sotto gamba queste indicazioni. Da ultimo la licenza edilizia concessa è al di fuori delle norme legali stabilite il 20 dicembre u.s. dal Consiglio Comunale, il quale vieta il rilascio delle licenze di costruzione per tutte quelle aree che il vecchio Piano Regolatore destina ad altri usi, diversi da quelli dell'edilizia privata. Ora l'area di via del Ricordo angolo via Cascia è di queste aree e quindi è chiaro che l'Assessore deve revocare la licenza. E' ora di finirla con questo saccheggio di aree a vantaggio dei soliti speculatori. Sabato 23 e domenica 24 marzo una manifestazione di cittadini si è avuta davanti all'area di via del Ricordi, per protestare contro tali sopraffazioni.

a pag. 3

scuole dell'obbligo (materne, elementari e medie), di 35 alunni per clas-

VOTARE « NO » AL

se. Alla scuola elementare Tito Speri si è tentato di risolvere il problema dell'affollamento costruendo delle aule prefabbricate nel cortile, ma questa operazione non è valsa ad eliminare, come si è visto lo scorso anno, i doppi turni.

REFERENDUM

Quest'anno, poi, si è ricorsi all'espediente di sopprimere l'attigua scuola per cartellonisti onde assegnare quelle aule alla scuola dell'obbligo: nonostante ciò si sono sì eliminati i doppi turni, ma si è aumentato nuovamente l'affollamento. Per quanto riguarda, poi, la scuola materna, si assiste ormai da un paio d'anni al triste spettacolo dei « bambini pendolari » costretti ad essere trasportati ogni mattina in asili dall'altra parte della città, a causa dell'insufficienza di quelli esistenti nella nostra zona.

a pag. 4-5 PROSSIMA DELEGAZIONE DA BONATTI

pag. 8 LA NUOVA LEGGE SUL LAVORO A DOMICILIO L'area di via Leoncavallo-Padova dove CONDOR ha cominciato a costruire.


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