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Il Compagno1

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Istruitevi che avremo bi sogno di tutta la nostra intelligenza. Organizzate vi che avremo bisogno di tutta la nostra organizza zinne. Agitatevi che avre mo bisogno di tutto il no stro entusiasmo. (GRAMSCI)

,,il compagno,'

Pubblicando questo giornalino aziendale, vogliamo creare uno strumento di collegamento non solo tra Consigli di Fabbri ca e lavoratori, ma anche tra i lavoratori stessi.

Riteniamo che di questo strumento ne sia sentita l'esigenza, non solo per avere un collegamento con quanto avviene nel la nostra e nelle altre fabbriche, ma anche per sapere e discutere che cosa avvie ne dentro e fuori la fabbrica.

Mentre siamo già impegnati nella lotta per l'occupazione, fra poco saremo impegna ti nella lotta per il contratto nazionale di lavoro. Se teniamo presente che il tut to avviene in una situazione di grave cri si economica„che investe tutti i paesi capitalistici, riusciamo a capire la neces sità di avere il massimo di chiarezza di idee e la massima unità, non solo tra gli operai, i tecnici e gli impiegati, ma tra questi e tutti gli altri strati popolari (contadini, pensionati, studenti, disoccu pari). E' a tutto questo crediamo, che se ben utilizzatoliquesto giornalino può dare un contributo, anche se modesto.

Dicevamo all'inizio che questo giornali no, oltre ad essere uno strumento di colle gamento tra il Consiglio di Fabbrica e i lavoratori, vuole essere anche di collegamento tra i lavoratori stessi, nel senso

che su questo giornalino possono scrivere e far conoscere le loro idee tutti i lavo ratori dell'Autobianchi, e già in questo numero pubblichiamo una lettera di un impiegato che ei fa conoscere come lui vede gli impiegati di fronte alle prossime lot te. E questo crediamo che non é solo per democraticismo, ma é un modo di far nascere le idee, e in seguito anche le decisio ni collettivamente, con il contributo di tutti.

Il titolo di questo giornalino, "IL COMPAGNO", l'abbiamo ripreso dal giornali no che fu pubblicato dal C.d.F. nel 1972, di cui fu fatto solo un numero; il titolo se lo lasciamo uguale é perché crediamo che resti valida la motivazione che i com pagni gli avevano dato allora e cioé ".... é solo da un caro compagno che vi possono essere dette parole esatte e giuste".

Questo numero provvisoriamente, viene stampato a spese della FLM di zona, ma do vremo poi trovare una soluzione finanziaria definitiva.

Chiudiamo dicendo che questo giornalino può vivere e migliorare solo se clé il con tributo e la critica costruttiva di tutti, ed é questo che noi chiediamo e speriamo di avere.

Il

ILCOMPAGNO Ottobre 1975 n°0
Bollettino del C.d.F. e dei lavoratori dell'Autobianchi UNO STRUMENTO DI COLLEGAMENTO Consiglio di Fabbrica

SPAGNA : IL BOIA FRANCO UCCIDE ANCORA

Ancora una volta il Regime Franchista, che ormai sente crollare giorno dopo gior no il terreno sotto i piedi vuole dare una prova di "forza" e sfoga la sua rabbia su giovani appartenenti all'ETA e al FRAP (fronte rivoluzionario antifascista patriot tico) accusati di aver ucciso un ufficiale &ella Guardia Civile. Cinque sentenze di morte, nonostante gli appelli e le mobili tazioni che ci sono state in tutta Europa, sono state eseguite. Questo nuovo crimine ha destato reazioni da parte dei Governi di molti paesi, ma soprattutto si é avuto ancora una volta la dimostrazione dello spirito antifascista e del sentimento di solidarietà presente nella classe operaia che si é subito mobilitata e ha manifestato il suo appoggio ai compagni Spa gnoli che lottano per la libertà.

L'importante, davanti a un fatto di que sto genere, non é stare a discutere sulla colpevolezza degli imputati, ma riflettere e capire finalmente che cos'é un regime fa scista e soprattutto un regime al tramonto, perché questo é un chiaro esempio di come un sistema dittatoriale, più é debole più sente il bisogno di farsi sentire forte.

Infatti esaminando come si é svolto il processo, si nota immediatamente come per $1 regime franchista non fosse importante trovare i colpevoli ma dare un esempio e ,una prova di forza a tutti i lavoratori antifascisti Spagnoli che lottano contro il regime che li opprime.

Lavoratori, la lotta che - conducono é una lotta che interessa anche noi non solo perché sono operai anche loro, ma per ,ché molto spesso é comune anche il padrone (Agnelli, Pirelli ecc.). Per questo ai lavoratori e antifascisti Spagnoli' alla lotta che essi conducono giorno dopo gior nojesprimiamo la nostra piena solidarietà.

Qualche settimana fa c'é stato all'Autobianchi un altro dei tanti licenziamenti per assenteismo. E' stato licenziato un operaio del montaggio 126.

Quello che vogliamo denunciare con que sta nota non é il licenziamento, che é già stato contestato alla direzione aziendale, ma il metodo che l'azienda usa e i personaggi che si prestano a questo gioco. Ci troviamo di fronte da un lato alla direzio ne, che magari fa anche pedinare i propri dipendenti, anche se loro sono pronti a sostenere che é stato un puro caso, e dall'altro a gente, che magari per "trenta de nari", come Giuda, é pronta a vendersi.

Certo non é la prima volta che la FIAT usa metodi illegali; basta ricordare che qualche tempo fa fu scoperto che la FIAT schedava i suoi dipendenti in base alle lo ro idee politiche.

E tutto questo con l'aiuto di alti gra di dei carabinieri.

Non ci troviamo di fronte, nel nostro caso, ad un affare così grosso, però quan do un operaio viene licenziato perché il "colonnello" Derrico fa la "spiata" credia mo che non é un caso. E crediamo anche che questo dimostri come il lupo cambia il pe lo, ma non il vizio.

Per ciò avvertiamo l'azienda che non siamo disposti a subire cose di questo e nere.

Per quanto riguarda i personaggi che si prestano a questo gioco della direzione, se da un lato li compatiamo per la pena che ci fanno, dall'altro non possiamo fare a meno di dirgli: "Vergogna, kiffiani".

" LO SBIRRO "

Lotte contrattuali e occupazione

E' cominciata, in queste settimane, la consultazione di fabbrica per arricchire o modificare la bozza di piattaforma con la quale i metalmeccanici si apprestano a scendere in lotta per rinnovare il CCNL.

La piattaforma per il rinnovo contrattuale non é ancora definitiva e già vedia mo gli On.li La Malfa, Moro, insieme ad Agnelli, mettere le mani avanti, infatti é già da tempo che questi "signori" non perdono una occasione per ribadire i loro obbiettivi, e come vorrebbero che gli ope rai si comportassero.

Detto molto in breve, questi affermano che:

in percentuale il costo del lavoro non deve aumentare più del 10%; bisogna aumentare la produttività (che vuol dire sfruttare di più chi lavora e non assumere nuovo personale); anche se non lo dicono chiaramente, per ora di nuovi investimenti e di riconver sione industriale, non se ne parla.

Infatti tutta la politica del Governo Moro, e di quello precedente, va nella di rezione di non cambiare il tipo di svilu2 po economico che l'Italia ha avuto ma di riconfermarlo anche se ridimensionato dal la crisi. Ed é proprio in questo senso che vanno le ultime m-isure prese dal Governo contro la crisi e specificatamente il pacchetto dei 4.000 miliardi. Questi miliardi infatti, non sono destinati a quei settori che necessitano di una spinta pro duttiva, ma vanno ad aiutare le industrie già esistenti per potere esportare di più dove intendano esportare, non si é ancora capito, visto che anche tutti gli altri paesi dell'area Occidentale puntano come l'Italia su un aumento delle esporta zioni e su una diminuzione delle importazioni.

Vediamo quindi che mentre il Governo parla di rilancio dell'agricoltura, nei fatti avviene che ogni anno migliaia di tonnellate di frutta e di pomodori, ven- 3

gono distrutti, tutto questo per permette re la speculazione alle industrie che agi scono nel settore alimentare, ed é anche per questo che oggi, per gli operai muse popolari. la frutta é diventata un lusso che non sempre ci si può permettere.

Questo tipo di politica, che é stata riassunta in due parole, ha portato e con tinua a portare come conseguenza, una gros sa caduta dell'occupazione, e il più alto aumento dei prezzi che si sia avuto nei paesi capitalisti negli ultimi anni.

Questa secondo il governo e il padrona to sarebbe la via per uscire dalla crisi che investe non solo l'Italia, ma anche i paesi molto più forti economicamente come gli U.S.A., Giappone, Germania ecc.

Questa via invece nome abbiamo visto non porta ad altro che a una riduzione della produzione, quindi a un aumento del la disoccupazione e a un peggioramento del tenore di vita degli operai e delle masse popolari, per questo dobbiamo combat tere questa linea politica portata avanti dai padroni e da quelle forze politiche che ne difendono gli interessi.

Durante la lotta per il contratto dobbia mo avere la capacità di portare avanti congiuntamente, la lotta per la difesa e l'ampliamento dell'occupazione insieme ai miglioramenti salariali e normativi,e anche cercare di imporre uno sviluppo econo mico che soddisfi le esigenze e i bisogni reali delle masse popolari, e non il profitto di Agnelli e soci.

Per ottenere questo bisogna che si arri vi anche a concretizzare, sia col governo che col padronato, le vertenze di settore (trasporti, agricoltura ecc.) che si erano aperte prima delle ferie, cercando di superare anche quei limiti di gestione che queste vertenze hanno avuto sino ad ora; non si può infatti portare avanti una ver tenza facendo ogni tanto quattro ore di sciopero. >>

Se non vogliamo ripetere l'esperienza negativa delle lotte per le riforme, biso gna che questi obiettivi diventino pratica di lotta quotidiana erltre a questofse si vuole avere una maggiore forza contrattua le é necessario avere un rapporto di allean za con le altre categorie e gli altri stra ti sociali E' illusorio pensare di vincere questo tipo di battaglia che ci at tende, se gli operai e gli strati popola-

ri non combattono uniti, sugli obiettivi e sul programma, oltre che sulle piazze.

Questa battaglia si può vincere perché riteniamo che oltre alla forza degli operai e delle masse popolari c'é una grossa spinta nel paese al cambiamento, per un mo do diverso di vivere e di lavorare, che ha avuto una grossa espressione nel voto del 15 giugno.

Sta per concludersi il secondo corso di recupero della scuola media dell'obbligo hell'aiabito delle 150 ore, e già si può va lutare positivamente anche questo corso, che non é ancora caduto negli errori del primo, anzi, si é basato sull'esperienza di queste per impostare un programma più legato agli interessi dei corsisti. Il pro gramma é stato impostato e discusso dai la voratori che frequentano il corso, dagli in segnanti e dal sindacato.

Si é cercato di partire dalle esigenze dei lavoratori, i quali vogliono avere in mano strumenti culturali che permettano di migliorare le loro conoscenze e che diano una maggiore espressione sia scritta che parlata. Per far questo i lavoratori hanno parlato della propria esperienza di vita e così si sono notati fattori comuni fra tutti loro come: l'abbandono della scuola, il la-i voro e per molti l'emigrazione.

Passare dalla somiglianza delresperien sa ai bisogni comuni é stato un passo breve e ha comportato per alcuni la scoperta che se i bisogni di uno sono i bisogni di tutti, il modo di risolverli é quello di unirsi agli altri.

Ecco che nasce allora il desiderio Oi sapere e di studiare come si sono organiz zati i lavoratori dalla rivoluzione industriale ad oggi, passando dalle società di mutuo soccorso all'occupazione delle fabbriche, dalla lotta durante il fascismo alla resistenza ecc.

Questa storia del permesso di fare, in scusse e scritte sui rati e in matematica mia ecc.

movimento operaio ha italiano relazioni di vari periodi conside di studiare l'econol

Questa scuola perciò é diversa dalla scuola tradizionale, anche se poi alla fi ne rilascia lo stesso diploma. Per questo é stata subito attaccata dai settori conservatori della Pubblica Istruzione, i quali vedono ancora la scuola come una tor re d'avorio dove esiste un patrimonio cul turale che si deve dispensare ai fortunati col contagocce. Invece la scuola deve diventare, e i corsi delle 150 ore ne sono un esempio, un luogo di formazione e di a.2 profondimento culturale per tutti i cittadini di tutte le età.

In particolare in un periodo come que4 sto di transizione da una società capitali

UES1A ORIA ►ELLE I O ORE NON RIESCO PROPRIO A MANDARLA GiO! MA CHE bi5OGNO CE DI MANDARE A SCUOLA GLI OPERAI ? DOPO ItittO QUELLO CH FACCIAMO PER BOCCIARE I LORO FIGLI !!7

stica a una società socialista, l'acquisizione degli strumenti che permettono di con quistare come classe lavoratrice quell'ege monia culturale che é sempre stata proprie tà della borghesia, ci aiuta a costruire meglio l'immagine ideale di quella società minore per la quale lottiamo.

Ecco perché, come lavoratori, dobbiamo far si che il discorso iniziato con le 150 ore non si esaurisca, ma porti a una rifor ma reale della scuola e la renda più lega. ta alla società e ai suoi problemi.

Il nostro impegno é quello di far crescere l'esperienza delle 150 ore frequan tando in massa la scuola. Un obiettivo del

la mia opinione:

Le scadenze contrattuali d'autunno sono ormai vicine e viene logico chiedersi come si comporteranno gli impiegati. Pensare che tutto quanto andrà come prima é difficile perché vorrebbe dire che tutto quanto é avvenuto ultimamente, dall'aggravamento della crisi economica con il conseguente pericolo per l'occupazione, ai mutamenti del 15 Giugno cui pure una parte degli impiegati ha contribuito, é passato sulla testa degli impiegati senza mutare nulla.

Nessuno può oggi negare che fra gli impiegati esiste un movimento che comincia ad interrogarsi sul proprio ruolo economico e politicto, spinto anche e soprattutto dai mutati rapporti operaio-impiegato e dai pericoli della vistrutturazione. L'impiegato si rende conto che il rapporto fra lui e l'azienda non é quello di una grande famiglia, ma un rapporto fra un padrone che ha come fine il profitto e un qualunque prestatore d'opera (sempre più dequali ficata).

Così succede (vedi filiali di Milano) che gente di 6^ livello con 25 anni di an zianità, venga usata per fare l'archivista e questo solo perché la forza del sindacato impedisce i licenziamenti che altrimen

sindacato é quello di superare i 100.000 iscritti, obiettivo realizzabile se teniamo conto che circa il 65% dei lavorato ri non possiede il diploma di scuola media.

Invitiamo quindi tutti i lavoratori in teressati ad iscriversi al corso che avrà inizio alla fine del mese di ottobre, chie dendo maggiori chiarimenti ai delegati o ai lavoratori che hanno frequehtato o stan no frequentando il corso.

Gli orari di lezione sono:

Per il 1° Turno - dalle 15 alle 18 " " 2° turno 14 " 17,15

Per il Centrale - 16 19,15

ti (vedi Germania, paese modello) sarebbero puntualmente arrivati.

Ecco che allora l'impiegato, dhe da anni i macina rabbia perché non arriva la cate goria, perché non arriva l'aumento, perché svolge un lavoro stupido e ripetitivo, per ché si rende conto che l'intelligenza e l'impegno sul lavoro sono subordinati ad altre cose nella considerazione dei "supe rioni", scopre che l'unico modo per salva re la sua dignità non é quello di entrare come si suol dire, nella manica del capo con varie manovre personali, ma quello di confrontare il suo problema personale con quello dei suoi colleghi di lavoro.

Allora ci si rende conto che i problemi personali sono risolvibili nella misura in cui si risolvono tutti i problemi persona_ li, istituendo modi diversi di lavorare e modi diversi di organizzare il lavoro.

Per questo é importante che ogni impie gato partecipi alle lotte per un contratto che é per tutti e che porta a più progrediti e più giusti modi di lavorare e di vivere e non solo per la nostra azienda ma per tutta la società.

GLI IMPIEGATI DI
ALLE
FRONTE
SCADENZE AUTUNNALI
UN IMPIEGATO

IL PUNTO DELL' ACCORDO RELATIVO ALLE ROTAZIONI SULLE LINEE

Nell'ambito dell'accordo é stata affron tata dal Comitato Qualifiche la problematica inerente alle rotazioni, sulle linee a catena per accedere al 3° livello dell'inquadramento unico.

Premesso che la rotazione ha come scopo quello di trovare lo sbocco al terzo li vello per tutti i lavoratori addetti alle linee abbreviando di fatto il periodo pre visto dal CCNL, ed in questo senso l'accor do é una sanatoria del contratto stesso, 'si é andati alla definizione delle aree di rotazione e dei criteri di massima da seguire.

Sono state definite le seguenti aree di rotazione:

montaggio - tutti i lavoratori di linea e lato linea

finizione - tutti i lavoratori di linea e lato linea

giostre selleria - tutti i lavoratori di linea e lato linea

Sellerie ovest - giostre impianti e tavoloz ze

verniciatura - tutti i lavoratori delle li nee

lastratura - linee, giostre, mascherone, tapparelle lato linea 126

Alla rotazione sono interessati tutti i lavoratori di 2° livello che fruiscono del la pausa-rimpiazzo di 40 minuti.

I criteri di rotazione sono: non superare ne avvicinare la professionali tà del rimpiazzo

Inizio rotazione 1.10.1975

Considerazione delle stazioni già lavora te

Rotazione da effettuarsi nella propria squa dra

Esclusione di questi lavoratori da qualsia si tipo di mobilità

La rotazione interessa tre lotti di lavt ratori:

1° lotto - i lavoratori assunti fino al 31.12.69 che ruoteranno per 3 mesi

Accordo 4.7.1975

ɰ lotto - i lavoratori assunti dal 70 fit, no ai primi mesi del 73 che ruo teranno per 6 mesi.

3° lotto - i lavoratori assunti nel 73 che matureranno da un minimo di 7 a un massimo di 9 mesi./

Il 2° e il 3° lotto sono interessati al la rotazione del 30% dei mesi intercorrenti tra la data di inizio rotazione e la scadenza dei 52 mesi prevista dal CCNL per i lavoratori con anzianità di linea inferio re ai tre anni alla data del 1.1.1973 o in seriti in linea dopo tale data. La consid razione delle lavorazioni già svolte dai lavoratori prima della data di inizio di ro tazione, é fondamentale perché l'azienda tende a strappare il maggior numero possibi le di stazioni e rotazione, al fine anche di poter utilizzare poi i lavoratori su più posizioni di lavoro.

La rotazione deve essere gestita contem poraneamente fra operaio interessato, dele fiato di gruppo e capo squadra, i quali si accorderanno su quante e quali stazioni de ve essere fatto il periodo di rotazione.

Stabilito questo e tenendo conto delle lavorazioni già effettuate, l'operaio lavo rerà periodicamente in ogniuna delle stazioni a lui assetate per il oompletamento della rotazione stessa. (es. 4 stazioni di rotazione in 8 mesi, 2 mesi per ogniuna del le 4 stazioni).

Poiché é impensabile che le rotazioni previste dall'accordo possano in qualche mo do intaccare la monotonia e la ripetitività delle lavorazioni a catena (per far questo bisognerebbe arrivare ad una rotazione pro grammata ed organica che interessi tutti i lavoratori di una linea contemporaneamente) si ritiene di considerare le rotazioni stzs se come un metodo per il raggiungimento in. breve tempo del 3° livello, più in linea quindi con un criterio di parziale automatismo nei passaggi di categoria.

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