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Megafono9

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Giornale sindacale del C. d. F. F.L.M. degli stabilimenti Metti

PENSIONI

I punti della riforma dal 1 - 1 - '79

Dopo gli incontri che la federazione CGIL-CISL-UIL ha avuto con il Ministro del Lavoro sui problemi pensionistici e previdenziali, le soluzioni possono essere raggruppate in tre filopi:

Misure tendenti ad avviare l'unificazione del sistema pensionistico dei lavoratori dipendenti; Aggancio delle pensioni alla dinamica salariale; Misure rivolte a combattere le evasioni contributive, a risanare i bilanci delle gestioni pensionistiche dei lavoratori autonomi e questioni varie.

Rimane inteso che detto accordo deve essere rettificato e trasformato in legge dal Parlamento. Pertanto ogni eventuale modifica sostanziale sarà immediatamente comunicata.

Quanto pubblichiamo è un riassunto dei punti più salieti dell'Accordo.

A) UNIFICAZIONE DEL SISTEMA PENSIONISTICO

Unificazione dell'età pensionabile e del pensionamento per anzianità.

L'età pensionabile è unificata, per tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati, a 60 anni, con possibilità per le donne di anticipazione a 55 anni.

Gli uomini che al 60esimo anno, non abbiano raggiunto i 40 anni di contributi, ha facoltà di continuare a lavorare purché non superi i 65 anni di età.

Quanto alla pensione di anzianità, rimane fermo il diritto dei lavoratori e conseguirla con 35 anni di contribuzione.

I pensionamenti anticipati su domanda, attualmente previsti per alcune categorie, dovranno essere progressivamente riassorbite (per le categorie del pubblico impiego) in un periodo di tempo da stabilirsi in sede di unificazione, da attuarsi con legge quadro, della contrattazione del settore pubblico allargato.

— Cumulo pensione - retribuzione e cumulo tra più pensioni.

Il cumulo pensione-retribuzione dovrà essere regolamentato in modo uniforme per tutte le categorie dl lavoratori dipendenti.

II cumulo pensione-retribuzione va interamente ammesso per le pensioni che sono al livello minimo dell'INPS.

Per quelle superiori a tale minimo sarà previsto un cumulo parziale che tenga conto congiuntamente dell'entità della pensione e del reddito da lavoro dipendente o professionale o autonomo; che operi secondo scaglioni di reddito e che (assicurando comunque i livelli minimi della pensione INPS) preveda una trattenuta progressiva sulla pensione che vada da un minimo del 25% (per lo scaglione di reddito più basso) ad un massimo dell'80°io (per lo scaglione di reddito più alto).

L'applicabilità del criterio congiunto pensione-retribuzione sarà verificato sotto il profilo degli strumenti tecnici di attuazione.

Il cumulo non è ammesso per le pensioni di anzianità e per quelle ad essa assimilabili.

Viene stabilito un nuovo criterio di cumulo tra più pensioni. Ulteriormente preciseremo a quali pensioni l'articolo fa riferimento.

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— Retribuzione massima pensionabile (tetto)

La pensione massima dell'INPS di 12.600.001ire lorde annue, rivalutata econdo le quote della dinamica salariale delle pensioni superiori al minimo maturate dal 1976 al 1979 compreso.

Essa pertanto sarà dal 1' gennaio 1979 di 17.424.000 e si applicherà a decorrere dalla stessa data, a tutti indistintamente i regimi dei lavoratori dipendenti privati e pubblici.

La retribuzione massima pensionabile così stabilita a partire dell'1/1/1980 beneficerà secondo le nuove norme che regoleranno l'aggancio alla dinamica salariale delle pensioni superiori al minimo.

In via transitoria per le pensioni che matureranno nei 5 anni successivi all'1/1/1979 potranno esere liquidate, qualora il calcolo sia più favorevole al lavoratore e in deroga alle norme che regolano i singoli regimi, sulla base della media delle 3 migliori retribuzioni annue pensionabili dell'ultimo decennio, fermo restando che dall'1/1/1979 le retribuzioni utili per il calcolo delle pensioni, non potranno superare il tetto.

Alla fine del predetto periodo transitorio, e cioè a decorrere dal 1/1/1984, nessuna pensione di qualsiasi regime pensionistico dei lavoratori dipendenti potrà essere liquidata su retribuzioni superiori a quelle massime pensionabili, stabilite a partire dall'1/1/1979 quali che siano le singole posizioni maturate e i criteri di calcolo.

— Periodi di malattia da considerare utili ai fini del pensionamento.

A partire dall'1/1/1979 saranno considerati utili ai fini pensionistici tutti i periodi di malattia, senza più limiti temporali e purché regolarmente indennizzati.

B) AGGANCIO ALLA DINAMICA SALARIALE

Per quanto attiene al sistema di perequazione automatica delle pensioni, non vengono posti in alcun modo in discussione i princìpi sui quali si fonda l'aggancio delle pensioni alla dinamica salariale e da quella del costo vita. Tuttavia, al fine di rimuovere alcune anomalie presenti nel

vigente sistema vengono apportate le seguenti modificazioni:

Pensioni al minimo

Nessuna modifica è previta per le pensioni al minimo, le quali continueranno ad essere indicizzate secondo le norme attuali in modo da essere pari al 27,75% delle retribuzioni minime contrattuali dei dipendenti dell'industria. Pertanto, i minimi di pensione passeranno, a decorrere dal 1/1/1979 da L. 102.500 a L. 122.300 mensili.

Pensioni superiori al minimo

Anche qui nessuna modifica è prevista per il calcolo dell'aumento della pensione relativamente al costo vita, che si tradurrà in un aumento della quota in cifra fissa, a decorrere dall'1/1/1979 di L. 32.566 (19 punti per un valore punto di L. 1.714).

Per quanto attiene invece l'aumento della pensione relativamente alla dinamica salariale pura (cioè depurata dalla contingenza) dei laveoAtori attivi l'indice di riferimento a partire 1/1/1980, sana determinato sulla base delle retribuzioni medie di tutte le categorie dei lavoratori dipendenti, privati e pubblici, anziché sulla base delle retribuzioni minime contrattuali degli operai dell'industria. Ciò in quanto non è più giustificato il riferimento alla dinamica salariale di una particolare categoria in un sistema di aggancio delle pensioni che è ormai generalizzato a tutti i lavoratori dipendenti. In attesa che si costruisca un nuovo indicatore statistico, si procederà per il solo 1979 ad una correzione di 3 punti della dinamica salariale degli operai dell'industria, essendo accertato che quest"ultima considerata al livello delle retribuzioni minime è più veloce della dinamica salariale generale di tutti i lavoratori dipendenti considerata al livello delle retribuzioni medie. In conseguenza di ciò, a partire dal 1/1/1979 l'aumento della quota in percentuale sarà pari al 2,9°/o anziché al 5,9%.

Inoltre la predetta percentuale sarà applicata, non già sulla intera pensione dell'anno precedente, ma su questa depurata delle quote in cifra fissa corrisposte dal 1976 in avanti. E ciò al fine di evitare che le pensioni superiori al minimo abbiano a ricevere a titolo di costo vita, una seconda volta applicando l'aumento in percentuale anche sulle CONTINUA IN 3

ti$10fi ni FAME ;t 1»:1/17 44/1491"111111 ‘741P4S4 pe 41 C, E' da anni che le lotte dei lavoratori hanno posto con forza il problema della riforma dell'assistenza: questa è una manifestazione del 1973

quote in cifra fissa già godute.

— Abolizione dell'anno di attesa per il primo scatto di pensione

Per tutte le pensioni, e come elemento migliorativo del sistema attuale, il primo scatto di pensione si avrà dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di decorrenza della pensione.

In tal modo, da una parte, si abolisce l'anno che, nel regime pensionistico INPS, il pensionato deve attendere per vedere rivalutata, la prima volta, la sua pensione; dall'altra, si evita che una pensione inizialmente superiore al minimo (rimanendo per un anno ferma) sia « risucchiata nei minimi che nel frattempo sono aumentati.

C) RISANAMENTO DELLE GESTIONI DEGLI AUTONOMI E RISTRUTTURAZIONE I.N.P.S.

— Retribuzione pensionabile.

Dalla retribuzione pensionabile saranno escluse le in-

dennità di missione, di rappresentanza, il ccntributo alloggio, le diarie e le ore di straordinario eccedenti le 250 ore annue e gli uno a tantum.

— Pensioni sociali

E' prevista la revisione della indicizzazione dei limiti di reddito per il godimento della pensione sociale quando sono in vita entrambi i coniugi. Ciò al fine di evitare che l'aumento della pensione (per ogni coniuge) comporti la perdita dell-a pensione sociale (per l'altro coniuge).

Inoltre è previsto il condono delle sanzioni nei confronti di chi denuncia all'INPS l'irregolare titolarità di una pensione sociale.

Sono inoltre previsti una serie di provvedimenti per l'aumento delle quote contributive dei lavoratori autonomi, al fine di attenuare il deficit della loro gestione con le relative conseguenze su tutta la gestione INPS.

Sono inoltre previsto provvedimenti organizzativi per il migliore funzionamento dell'INPS.

Importanti note previdenziali dall' apprendista al lavoratore anziano

Il Consiglio di Fabbrica rilevato lo stato di incertezza e di disinformazione in merito ai diritti e ai conseguenti comportamenti dei lavoratori in materia previdenziale ha deciso una serie di iniziative onde affrontare in modo organico e meglio organizzato la stessa attività previdenziale a livello aziendale.

E' fuor di dubbio che la situazione generale politica ed economica, le prese di posizione del Ministro Scotti in materia di pensioni, le controproposte delle Organizzazioni Sindacali sono a tutt'oggi materia di valutazione e di indispensabile- riordino generale e nazionale.

Al momento che scriviamo queste note gli incontri GovernoSindacati per le pensioni sono appena iniziati e pertanto non possiamo aduentrarci nella materia specifica salvo il fatto di richiamare l'attenzione dei lavoratori sulla piattaforma Sindacale evitando di prestarsi alle versioni della stampa in genere non sempre. intesa alla più sincera obiettività ma più portata al carattere informativo senza addentrarsi nelle reali ragioni dei singoli problemi.

Riteniamo pertanto più utile oggi riaffermare alcuni elementi della vigente legge sulle pensioni riservandoci di ampliarli, aggiornarli e perfezionarli a seconda dei futuri sviluppi.

Per prima cosa affermiamo l'errata interpretazione di coloro che ritengono la data del 1, 1:1980 la data massima per usufruire della dinamica della contingenza e del-

l'aggancio alla media salariale, intendendo in questo modo un blocco sulle future pensioni.

Questo modo di pensare è errato per due ordini di ragioni. La prima, perché l'attuale legge afferma il diritto alla dinamica sopraccitata; la seconda, perché la presenza Sindacale nei confronti del Governo è proprio quella del mantenimento dei principi su cui si fonda l'aggancio delle pensioni alla dinamica dei salari ed alla scala mobile.

Come pure, da parte Sindacale, non si mette in discussione il diritto delle Pensioni d Anzianita (35 anni pari a 1.820 marche settimanali).

Fatte queste premesse di carattere generale che naturalmente non escludono la necessità di ulteriori chiarimenti e precisazioni ritorniamo alle attuali disposizioni.

Per le Pensioni di Vecchiaia (55 anni donne - 60 anni uomini); Pensioni di Invalidità (per cui sono necessari almeno 5 anni di contributi) e la Pensione d'Anzianita il lavoratore operaio o ex-operaio deve munirsi della eventuale documentazione dei periodi di malattia.

Detta documentazione va richiesta alla propria Sezione INAM per un periodo di 5 anni e non oltre i 10 anni sotto la voce « Estratto dei periodi di malattia degli ultimi 5 o 10 anni per uso pensione ».

CONTINUA IN 4

qui

Sezione Territoriale di 0(, (,o

A richiesta ng)iltervasatir",si t certifica nato a a

è stato assistito da questo Istituto, per malattia comportante incapacità al lavoro, nei seguenti periodi: , dal • i4 9-1- al 211X 11 51-• (numero nosologico

dai 41,,h0 al D5)(11< (numero nosologico Ao xb2,

degli ultimi 10 anni di salario o stipendio si possono far valere (oltre le marche pagate) i periodi di malattia e di infortunio con le documentazioni sopraccitate.

DECORRENZA DELLA PENSIONE E DELL'AGGANCIO

Le pensioni citate (Vecchiaia - Invalidità - Anzianità) decorrono dal mese successivo alla domanda. Ne consegue che le stesse, corredate dalle documentazioni necessarie dovranno essere sempre presentate prima del giorno 30 di ogni mese.

L'aggancio alla scala mobie e alla dinamica salariale avverrà dopo lo scorrimento dei mesi dell'anno della domanda più i 12 mesi dell'anno successivo. Esempio:.

Una domanda presentata il 25 novembre 1978 decorrerà dal 1t dicembre 1978 e beneficerà dell'aggancio il 1- gennaio 1980.

Una domanda presentata il 30 dicembre 1978 farà decorrere la pensione il 1- gennaio 1979 e beneficerà dell'aggancio il 1- gennaio 1981.

PERIODO BELLICO 1943 -1945

Nel merito delle richieste per il periodo bellico dall'8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 (sbandati — renitenti alla leva — colpiti da rappresaglia per lo sciopero del 6 giugno '44 — liberazione di Roma, ecc.) dobbiamo richiamare l'attenzione degli eventuali interessati sulla urgente necessità di consegnare ai delegati tutte le eventuali documentazioni al fine di valutare la possibilità di una loro definizione quali perseguitati politici.

Nel caso di mancata documentazione e premessa, la disponibilità dellAzienda per una dichiarazione in merito, si procederà con un ulteriore passo tramite le Organizzazioni Sindacali per una eventuale definizione delle marche mancanti, derinizione che rimane attualmente ancora negativa.

Alla situazione attuale rimane negativo, ai fini dell'accreditamento delle marche figurative anche il periodo di sbandamento pur essendo registrato nel foglio matricolare. •

Premesso che l'INPS non conteggia i periodi di malattia inferiori agli 8 giorni e non riconosce gli eventuali succeshivi periodi se vi è una integrazione dell'Azienda è opportuno all'atto del licenziamento o della presentazione della domanda di pensione richedere all'Ufficio Manodopera la dichiarazione della mancata integrazione prima del 1970, e per i periodi successivi per effetto di una prolungata malattia con la conseguente interruzione integrativa dell'Azienda stessa.

Lo stesso tipo di dichiarazione va richiesta all'INAIL nel caso di prolungato infortunio.

In questo caso è bene richiedere di volta in volta la singola dichiarazione per poi allegarle alla domanda di pensione.

PENSIONE DI ANZIANITA' (35anni)

Dalle attuali disposizioni risulta che hanno diritto a detta pensione tutti i lavoratori che non siano occupati alle dipendenza di un datore di lavoro al momento della domanda di pensione e che possono far valere contributi obbligatori e figurativi per almeno 35 anni anche non continuativi.

Per periodi figurativi s'intende solamente i periodi di maternità o di servizio militare o assimilati e il periodo di partigiano combattente riconociuto nel foglio matricolare rilasciato dalle autorità militari nonché i periodi di persecuzione politica o razzialè e l'eventuale periodo di cura per TBC avvenuto dopo il 1952.

Superati con questi periodi le 182Q marche settimanali pari al 70P. della media dei 3 anni migliori nell'ambito

Per le numerose altre informazioni ci rimandiamo ai prossimi bollettini con l'invito a tutti i lavoratori di farci pervenire eventuali domande onde permetterci una maggiore chiarezza e puntualizzazione sui singoli problemi.

Ci preme inoltre riaffermare che i problemi assistenziali e previdenziali non sono riservati ai lavoratori anziani ma devono, nei comuni e sociali interessi, essere patrimonio dal primo apprendista al lavoratore più anziano indipendentemente dal ruolo che occupano nella produzione.

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DALLA COMMISSIONE QUALIFICHE

In merito alla applicazione dell'accordo sugli 11 profili professionali:

Erano interessati, per il passaggio dal 3° al 4° livello 289 lavoratori e lavoratrici (è un dato molto vicine alla verità) di cui hanno ricevuto il passaggio: con decorrenza 15.12.77 146 Lavoratori con decorrenza 1. 2 .78 8 Lavoratori con decorrenza 1. 5 .78 16 Lavoratori mancavano alla fine di questa prima fase operativa dell'applicazione dell'accordo sugli 11 profili. La definizione del passaggio di altri 19 lavoratori, in termini di data per necessità di arricchimento.

Il nostro giudizio alla fine di questa fase è stato articolato; partendo innanzi tutto dal fatto che, tutti questi risultati, non possono essere coniderati definitivi né da noi, e né dall'azienda.

Possiamo considerare però soddisfacente ed attendibile tutto quello fatto per 9 degli 11 profili, mentre per il 1° e il 2° profilo l'esame era stato eseguito in modo decisamente molto superficiale.

LA PRIMA RISPOSTA SULLA SPEREQUAZIONE

Giovedì 12/10 si è svolta la prima riunione in cui è stato discusso il problema degli sperequati.

In questo incontro l'Azienda ha comunicato le risposte ai casi di sperequazione dal 2. al 3" e dal 3. al 4. liv. (per operai ed impiegati di tutti gli stabilimenti).

Ha inoltre motivato il criterio con il quale ha eseguito questo esame ed eseguirà quello successivi (40-50 e 5°-6°).

Pensiamo sia importante fare un punto su questo criterio che la commissione ha decisamente respinto.

Infatti l'Azienda, ribadendo completamente il concetto della sperequazione contenuto nell'accordo di dicembre 77, ha considerato sperequati esclusivamente i casi di mancata applicazione dell'inquadramento contrattuale.

La commissione ha invece ribadito il concetto di sperequazione contenuto nell'accordo e cioè che LAVORATORI DI UFFICI O REPARTI CHE ESEGUONO LO STESSO TIPO DI LAVORO NON POSSONO AVERE CATEGORIE DIVERSE.

E' chiaro che i risultati di questa prima indagine, con l'impostazione data dall'Azienda, sono stati decisamente limitati. Infatti su 69 casi esaminati:

42 SONO RISULTATI NEGATIVI

25 M POSITIVI

MENTRE PER 1 Caso l'Azienda non ha concluso 1"esame

CASI AFFERMATIVI

La data di passaggio è stata stabilita dal 10 giugno 78.

Tale data sarà valida anche per i passaggi degli sperequati degli altri livelli (4°-5° e 5°-6°) ed inoltre anche per quei casi (sempre contenuti nell'elenco) che hanno ottenuto il passaggio dopo tale data.

CASI NEGATIVI

La commissione qualifiche del C.d.F. analizzando attentamente le risposte negative date dall'Azienda ha deciso di fare una analisi più approfondita di tutti quei casi presentati che hanno avuto esito negativo.

Per far questo si è aeciso che alcuni membri di questa commissione vadano a verificare caso per caso tutte le risposte negative.

Dove si riscontrerà che effettivamente esiste un discorso di sperequazione la commissione si impegna a ridiscutere tali casi con la direzione.

DA CANEGRATE

Canegrate - Stabilimento Borletti: al 31 maggio 78 la

forza occupata risulta formata da 274 persone; 37 uomini, 237 donne.

Nel 1975 i dipendenti erano 350; agli inizi del 76 circa 50 persone venivano trasferite a S. Giorgio di Legnano.

Dal 1973 sono state effettuate solo 3 assunzioni contro una trentina di persone uscite per dimissioni o pensionamento.

Da questo quadro si può definire lo stabilimento Borletti in Canegrate una azienda che lentamente si spegne.

La Borletti agisce in questo Stabilimento da circa 35 anni situata in un fabbricato non di proprietà ma in affitto. Un fabbricato antichissimo costruito per ospitare una filanda. Dagli anni dell'ultima guerra al 1951 fu usato dalla Bocletti come deposito; nel 1951 iniziò la produzione che ancora oggi si fa (i cosidetti prodotti per la difesa).

Per far fronte alla produzione e con la scusante del prodotto su commessa fino al 63 circa si è proceduto col sistema delle assunzioni in massa e ai licenziamenti in massa. Dopo il 63, con la conquista di nuovi poteri contrattuali e con lo sviluppo dell'unità sindacale fra i lavoratori degli stabilimenti Borletti, la situazione si stabilizzava dal punto di vista della sicurezza occupazionale mantenendo però una certa vivacità padronale nell'uso della Cassa Integrazione. Arriviamo così a questi ultimi anni.

raiasciamo il discorso inerente la situazione antinfortunistica che riveste un carattere particolare, dato il tipo di produzione, che è stata causa di notevoli scontri tra C.d.F. e direzione per poterla sistemare in modo decente; parliamo solo di occupazione e ambiente.

La caratteristica del prodotto (lavoro a commessa) e una certa diminuzione della capacità concorrenziale rispetto ad altre ditte sono, a detta della direzione, cause che determinano in parte la situazione di incertezza esistente a Canegrate.

Tralasciando anche il discorso sulla diminuita capacità concorrenziale peraltro discutibile, poniamo l'a ccento su quanto il U.d.i . va da tempo richiedendo alla direzione, e cioè una diversificazione della produzione, una presenza di produzioni organizzate in modo da offrire garanzie più a lungo termine.

Per l'ambiente invece si è assistito ad un completo disinteressamento della direzione. E non bastano certamente gli interventi tampone eseguiti negli ultimi tempi sempre su esasperanti richieste e anche lotte del C.d.f. e dei lavoratori.

DA S. GIORGIO

Continua l'intervento sullambiente di lavoro.

La prima indagine svolta dai tecnici dello SMAL sul personale del Reg. STACCAVLNTOLA ha dato degli importanti risultati, perché con essa si sono potute rilevare allergie che avevano colpito lavoratori che mai avevano espresso sintomi dal punto di vista patologico.

Questi risultati ci hanno ancor più convinti della necessità di approfondire ed estendere l'indagine iniziata all'interno del reparto in modo da dare inizio alla realizzazione del registro dei dati ambientali, registro che deve essere una fotografia esatta del reparto, con la raccolta dei dati sulla disposizione delle macchine e dei posti di lavoro. In esso devono risultare anche con la massima precisione dati sulla areazione, sull'illuminazione, sulle posizioni di lavoro, sulle nocività evidenti (fumo e polvere) e non evidenti (stress da ritmo di lavoro).

La compilazione di questo registro verrà fatta con l'intervento diretto dei lavoratori del gruppo omogeneo, dando così ad ognuno lo spazio per esprimere il proprio parere sulle condizioni di lavoro.

Questo primo passo deve essere l'inizio per realizzare il concetto di « Medicina preventiva «.

Non dobbiamo più delegare ad altri la difesa della nostra salute, ma esserne in prima persona i gestori.

RIMBORSI FISCALI DEL 1974

-Un anno fa l'allora Ministro delle Finanze Pandolf i assicurava gli italiani che l'operazione di rimborso dei tributi pagati a causa del cumulo sarebbero avvenute automaticamente, non precisando che ciò sarebbe stato limitato al 1975.

Infatti l'art. 8 della legge n. 751 del 12.11.1976 relativa alla dichiarazione per l'anno 1974 stabilisce:

- Il credito conseguente alla riliquidazione dell'IRPEF effettuata in applicazione della presente legge risultante dalla cartella esattoriale, è computato in diminuzione dell'imposta dovuta per l'anno 1976 è rimborsato per la eventuale eccedenza ». Per tutti quelli che hanno ricevuto la cartella esattoriale nel 1977 o, pur avendola ricevuta per tempo non hanno detratto il rimborso spettante dalla dichiarazione per l'anno 1976, la legge precisa:

- Rimborsi spettanti devono essere richiesti con istanza da presentare a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del 2° anno successivo a quello in cui è stata notificata la cartella esattoriale .. Viene di conseguenza da pensare: quanti lavoratori dipendenti, seguendo in buona fede le parole del Ministro Pandolfi avrebbero perso i propri soldi.

Per evitare ciò occorre fare domanda in carta semplice al proprio Ufficio distrettuale lmp. Dirette secondo questo modello:

Fac simile per gli aventi diritto di rimborso fiscale alla dichiarazione dei redditi per l'anno 1974:

Uff. Distr. Imp. Dir. di Il sottoscritto nato a il residente a in

Via titolare della cartella esattoriale (numero del contribuente) n. del non avendo detratto il credito d'imposta della dichiarazione per l'anno 1976.

Fa istanza a questto spett. Ufficio, ai sensi della legge n. 751 del 12.11.76, per la liquidazione del rimborso indicato nella cartella esattoriale sopra citata.

In fede

N.B. - Per Ufficio distrettuale si intende il proprio (Milano - Abbiategrasso - Monza - Desio - Rho - Magenta - ecc.).

In redazione ci è pervenuto questo articolo regolarmente firmato che noi pubblichiamo quale contributo al dibattito sulla ripetitività delle catene di montaggio invitando i lavoratori ad ulteriori contributi su questo od altre problematiche.

DA SEDRIANO

Accogliendo con piacere l'invito all'intervento formulato dalla C.d.F. Stampa Borletti sul « Megafono • del mese di maggio '78 desidero esprimere il mio parere sull'articolo da Sedriano • come rompere la monotonia sulle catene di montaggio •.

Sebbene la rotazione delle mansioni fa parte di una nostra conquista contrattuale (mai fatta applicare seriamente e con un periodo ben determinato) non la ritengo una torma di svincolo dalla monotonia e dalla ripetitività.

Dietro una mia personale esperienza, posso dire che ogni cambiamento di mansione che avviene quasi ogni gior,:o, mi sottopone ad uno sforzo psico-fisi':o fino a quando raggiungo l'automazione del nuovo ritmo; inoltre non bisogna dimenticare che ad ogni cambiamento c'è una diversa disposizione dei macchinari e della fornitura ed è ovvio il disagio iniziale.

Quindi con la rotazione si torna alla ripetitività e

alla monotonia e molto più disagio e fatica.

Non è certo ingannando noi stesse che si deve partecipare per cambiare l'organizzazione del lavoro.

Secondo me, per rompere la monotonia della catena di montaggio e cambiare le disumane condizioni in cui ci si trova, la donna deve lottare e deve essere guidata ad una crescita facendo abolire lo strumento capitalistico che è la catena di montaggio sostituendola con isole di lavoro (non come alcune esistenti oggi a Sedriano).

Sulle isole di lavoro verrebbero svolte da ogni lavoratrice tutte le operazioni che occorrono per costruire un pezzo completo in ogni sua parte fino al collaudo.

Quindi in ogni isola dovrebbe esserci un numero variabile di posti fissi di lavoro ad ognuno dei quali verrebbe addetto una lavoratrice.

Questa proposta non è nuova, ma è certamente l'unica alternativa alla monotonia e alla parcellazione del lavoro in catena.

Secondo me è verso questi obiettivi che le lavoratrici della Borletti di Sedriano devono essere indirizzate anche per un avanzamento professionale.

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