Gennaio 1950
Bollettino N. 9
ilvanduardia proletaria Edito dal Comitato di Fabbrica del Partito Comunista Italiano Officine "E. Bianchi„ - Milano molto sensibili sia nel campo azienLavoiatoiii della "Illaachi,1 stati dale che in quello nazionale. Nell'azienda stati uniti nella C.G.I.L. i vantaggi sono
manifestate la vostra maturità sindacale votando in massa la lista F. I. 0. M.
Milioni di laomatoti cedeienii Sona otganinati nella gloiio5a. coml'unica oigani2,zazione sindacale che ha battioa, e unitaria .senioe dile», e dilendeW gli intere ti dei lauoiatoù metallogici l
Fra 11 '49 e H '50 Eravamo facili profeti nel prevedere un anno fa su queste colonne che il 1949 sarebbe stato un anno duro, un anno di lotta e di sacrifici. Ora, come allora, il governo De Gasperi persegue la sua politica di affamamento, di persecuzione, di repressione e di asservimento allo straniero. Addita alla pubblica compassione í disoccupati vittime della sua politica antisocial. e fa sparare sui contadini e operai che chiedono solo di lavorare e di vivere. Continua la politica di ostilità e di preparazione bellica contro i Paesi dell'Est e si lega mani e piedi al carro degli imperialisti guerrafondai. Con una politica diversa, con quella da noi indicata e già applicata nei paesi a democrazia popolare, la disoccupazione sarebbe totalmente eliminata e il benessere assicurato a tutte le famiglie con la aumentata produzione che ci darebbe tutto ciò che ci necessita, dalle case alla energia elettrica. L'amicizia e gli scambi con i Paesi Orientali ci darebbero lavoro e materie prime senza bisogno di elemo-
Elezioni della Commissione Interna Al termine del suo mandato la C. I. si dimette. I lavoratori sono chiamati ad eleggere i loro rappresentanti che ne sappiano interpretare e risolvere i problemi. Diamo un'occhiata al funzionamento della C. I. nell'annata decorsa, riferendoci particolarmente al lavoro svolto dai nostri CoMmissari. I rappresentanti della nostra corrente sindacate, appena eletti si trovarono di fronte a una considerevole mole di lavoro e particolarmente ai problemi dell'aumento dei cottimi e della rivalutazione salariale. E' stata una lotta lunga, dura, tenace, talvolta battaglia aperta che ha coinvolto tutte le maestranze. I nostri commissari (Bestetti e Benini in modo particolare) si sono battuti consapevoli del buon diritto che difendevano, cioè il diritto delle maestranze a un miglioramento delle loro condizioni di vita. La Direzione si è posta continuamente su una posizione di ostile intransigenza; ha costantemente chiuso gli occhi di fronte :.11e elementari necessità dei dipendenti Ha fatto di più: è scesa alla provocazione perseguitando personalmente i due compagni più sopra nominati nell'intento d'intralciarne o d'impedirne l'attività. Bestetti e Benini scontarono (e scortano tutt'ora) con migliaia di lire di trattenuta sulla paga l'attaccamento al loro dovere, al loro dovere di difesa e di valorizzazione dei lavoratori. Essi hanno ben
ri
sine d'oltre oceano che ci costano umiliazioni e la perdita dell'indipendenza. Ma, di fronte a questo spettacolo dannoso e indecoroso, sta la coscienza e la forza del popolo che dà ogni giorno prova di non volere seguire il governo su questa strada. La costituzione del Comitato dei Partigiani della Pace che raccoglie praticamente la maggioranza del popolo, l'azione energica ed efficace del partito Comunista, il risveglio del Sud, e — sul piano mondiale — l'avanzata irresistibile dell'idea Comunista, dànno piena garanzia che le forze dell'asservimento e della guerra questa volta non passeranno, e che i loro furiosi contrattacchi sono destinati a morire con loro. Essi sono prova della loro debolezza come le calunnie, le menzogne e gli insulti che quotidianamente scagliano contro di noi denunciano la loro sterilità morale: al nostro poderoso movimento che si estende e si afferma sempre più nel mondo non sanno opporre nessuna idea apprezzabile, ma ferocia e bassezze di ogni genere. L'esito di questa lotta non può essere dubbio. Tocca a noi, con la nostra forza, la nostra fermezza e la nostra azione affrettare l'esito di questa lotta. Il 1950 segnerà un altro grande passo in avanti su questa
strada.
meritato della fiducia riposta in loro dagli operai. Ben diversamente si potrebbe dire dei rappresentanti saragattiani e democristiani. Non intendiamo entrare in polemica; i lavoratori hanno buona memoria e sono in grado di giudicare quale è stato l'apporto che questi signori hanno dato per la risoluzione dei loro problemi. Assenteismo e disfattismo, nient'altro. Nello scorso numero del nostro giornale avevamo posto l'attenzione sulla situazione economica degli impiegati della nostra fabbrica in relazione alla « attività » svolta dai loro rappresentanti in seno alla C. I. Corti Pandaro « filone » e Bonfiglio Umberto « liberino » anzichè svolgere una azione unitaria nella C. I. con gli altri rappresentanti dei lavoratori, hanno fatto opera di divisione e di servilismo verso il padrone. Senza volere fare dei pettegolezzi intendiamo chiarire — nelYinteresse dei lavoratori — l'azione svolta dai commissari sopraindicati. Essi hanno operato la divisione fra le due categorie indebolendo così l'azione generale della C. I., eseguendo in tal modo l'indirizzo dato loro dai padroni. Se a qualcuno sembrasse esagerata o demagogica questa affermazione, siamo in grado di specificare con dati di fatto la fondatezza della nostra accusa. Continuiamo. Ci risulta che i due elementi in parola hanno avuto, durante il loro mandato, vantaggi e promozioni; cose incompatibili, in quanto ciò da adito a sospetti di corruzione. Fino a quando tutti i lavoratori sono
abbiamo ottenuto migliorie economiche, igieniche, ecc. (e gli impiegati ne sanno qualche cosa); nel campo nazionale delle buone affermazioni (ferie, 13' mensilità, contingenza, feste infrasettimanali, ecc.). Per gli impiegati la loro retribuzione era calcolata, in generale, sulle 200 ore mensili; ora è stata portata sulle 180 ore, rappresentando così un primo vantaggio della lotta che la C.G.I.L. sta conducendo a favore degli impiegati. L'anticomunismo è stata l'arma di cui si è servita la classe padronale per creare dei sindacati spurii che, in definitiva, hanno frenato lo slancio sociale della classe lavoratrice. Alla luce di questa esperienza viva non sarà difficile agli impiegati comprendere la necessità di essere uniti nell'unica organizzazione che difende effettivamente i loro interessi, la C.G.I.L., sindacato F.I.O.M.
ColliroliolnusioulA padronale riosAltliumorvoncipilAyorgori L'ultimo soprt so consumato dalla direzione in spregio alle libertà sindacali, è stato quello del a sospensione del presidente della C I compagno Bestetti (fatto che ha già avuto due precedenti) per il comizio tenuto da Cine]li, segretario della F.I.O.M, giovedì 12 corr. Premettiamo subito che l'accesso dei dirigenti sindacali nelle fabbriche è un diritto acquisito con la lotta e col sacrificio dei lavoratori e sul quale i lavoratori non sono disposti a transigere, sotto pena di venir meno ai lori elementari diritti stessi. I dirigenti industriali, invece, intendono svuotare l'mportanza dei dirigenti sindacali impedendo loro di svolgere la propria attività e di prendere contatto con le maestranze che hanno con i loro voti posto tutta la fiducia in essi. I comunisti hanno il compito preciso di avvicinare, spiegare e chiarire a tutti i lavoratori l'importanza della difesa di queste posizioni e del valore del sindacato unitario. Devono chiarire anche che cosa sono, da chi sono stati creati e che funzione hanno gli altri sindacati che svolgono esclusivamente una attività tendente a dividere e ad indebolire la classe lavoratrice, che allo spirito combattivo dimostrato dai nostri rappresentanti oppongono una posizione di capitolazione continua di fronte al capitalista. Questi orientamenti non devono rimanere lettera morta, ma devono essere raccolti dai comunisti per spiegarli capi la rmente in mezzo ai lavoratori affinchè si abbia ad elevare la coscienza sindacale di tutti. * * *
In questi giorni è stato diffuso il programma della lista F.I.O.M. che noi appoggiamo perchè risponde a una situazione economica e sindacale interna che deve essere risolta con l'applicazione, appunto, di detto programma. I comunisti dovranno essere i più attivi nella popolarizzazione dei punti di questo programma in modo che i lavoratori abbiano un orientamento chiaro nelle elezioni della C. I., dall'esito delle ouali, com'è ovvio, dipenderà la realizzazione del programma stesso.