IL BATTISTRADA
LOTTA AD OLTRANZA O COLLABORAZIONE ?
La tradizionale tattica degli industriali italiani nell'affrontare le vertenze sindacali, secondo la quale, si deve dare il meno possibile ai lavoratori, evitando nel contempo perdite di produzione, prevenendo o eliminando scioperi in extremis, è stata stranamente abbandonata nelle recenti controversie sorte nelle aziende del Gruppo Pirelli (Sapsa, Clement, Lastex, etc.), non avendo badato la Ditta a notevoli perdite pur di piegare i lavoratori, perdite che, se fossero state evitate, avrebbero certamente coperto per anni i maggiori oneri derivanti dall'eventuale accoglimento delle richieste dei lavoratori.
La battaglia, così come si è svolta, è spiegabile soltanto sotto il profilo politico, come del resto abbiamo già sostenuto nel nostro foglio del luglio scorso.
ECONOMICAMENTE infatti non vi sono stati nè vinti nè vincitori, perchè al disagio subito dai lavoratori, ha fatto riscontro il non indifferente danno avvertito dalla Ditta.
MORALMENTE poi la lotta che ha tristemente appassionato Enti, giornali, Autorità civili e religiose nella gara di solidarietà verso i lavoratori, ha posto in una luce sgradevole quella Società che ama definire tutto l'assieme con il paternalistico « famiglia Pirelli ».
SOCIALMENTE infine tali fatti hanno fortemente aumentato nell'animo dei lavoratori il già pesante malumore verso la Società ed i suoi Dirigenti.
Il quadro, come si vede, è piuttosto critico, e diventa deprimente se si medita quanto ha scritto, tra l'altro, Egisto Corradi su « IL CORRIERE DELLA SERA » (non certo di fede operaia) del 30-7-62, sotto il titolo « In Svezia da 17 anni nessuno si mette in sciopero. È lecito farlo ma tuttavia non si fa. Sindacati e Datori di lavoro sono in piena armonia ». E secondo il Corradi ciò è possibile perchè attraverso il n Comitato del Mercato del Lavoro », a rappresentanza mista, le Società devono « rendere noto ai lavoratori le loro condizioni finanziarie » ...gli aumenti salariali sono legati all'aumento della produttività, ed a domanda del Corradi, i liberali Svedesi hanno risposto che se dovessero tornare al potere « lascerebbero quasi tutto intatto. Però cambierebbero il regime fiscale, lo renderebbero più leggero. Tutto qui! ».
Se è vero, come è vero, che il tenore di vita dei lavoratori svedesi è alto e che quel fisco è severissimo, a confronto di quanto avviene in Italia, dobbiamo proprio concludere che soltanto l'ingordigia del capitalismo nostrano rende impossibile un più sano equilibrio economico, sociale e politico nella vita del nostro Paese.
Quanto è avvenuto nelle nostre aziende non deve essere considerato un traguardo; sarebbe come pretendere di arrestare il progresso.
È pertanto augurabile che coloro che guidano le sorti della Società cerchino di risolvere le vertenze sindacali al tavolo della trattativa, prima che le parti passino all'azione.
La lotta per la lotta porta danno alle cose e troppo disordine nelle persone.
Impiegati, Q. Speciali, Operai ed Azioni Fondazione Pirelli
Gli impiegati che hanno lavorato in Ditta con altre categorie (operai, fattorini, capi squadra etc.) é bene che esaminino attentamente l'art. 14 del Regolamento della Fondazione Pirelli.
E' noto infatti che per gli operai e le Q.S. le azioni sono amministrate dal Consiglio della Fondazione; per gli impiegati invece le azioni sono state assegnate ed intestate agli interessati, come risulta dal « Conto Cassa di Previdenza » colonna « Fondazione », in base alla possibilità della copertura della relativa spesa esistente sul conto « Cassa di Previdenza » dell'impiegato alla data del 31-12-1945.
Pertanto se l'impiegato aveva una buona disponibilità su tale conto, ha potuto ottenere un certo numero di azioni, ed aderendo ai vari aumenti di capitale, si trova ora in vantaggio, come numero di azioni, a confronto dell'operaio e del Q.S. Se invece tale conto era modesto (passato da poco impiegato, da poco riassunto etc.) può verificarsi il caso contrario. Per questa seconda ipotesi l'impiegato ex operalo o ex Q.S. potrà avere, a carico della Fondazione, il 50% della differenza tra le azioni possedute e quelle che avrebbe ricevuto se fosse stato sempre in Ditta con la categoria operaio o Q.S.
LA C. I. S. L. CHIEDE TRATTATIVE A LIVELLO AZIENDALE
La lunga e laboriosa stesura del « contratto », il non meno complesso accordo della « parità salariale » ancora aperto per la parte operai ed intermedi che non ci ha ancora permesso la distribuzione del fascicolo ai lavoratori che hanno aderito alla ben nota sottoscrizione, non hanno distolto la nostra attenzione dalla necessità di dare corso ad una contrattazione integrativa a livello aziendale per il miglioramento ed il potenziamento concreto delle retribuzioni dei lavoratori.
Tale trattativa tiene conto dell'incremento produttivo dell'Azienda, proprio per l'attività dei dipendenti, e dell'aumentato costo della vita, parzialmente adeguato dall'aumento della contingenza, il cui scatto è però sempre ritardato a confronto del momento in cui i prezzi subiscono il rincaro.
Ora i Sindacati dei lavoratori, sollecitati dagli stessi aderenti, debbono stringere i tempi per passare alla soluzione dei problemi già posti sul tappeto, almeno per quanto riguarda la Federchimici-CISL, fin dal marzo 1962, studiati e dibattuti dalla stessa Sezione Aziendale Sindacale Cisl con incontri periodici con i lavoratori aderenti, ed illustrati a tutta la maestranza attraverso « Il Battistrada ».
Eccone il riassunto:
FONDO SPECIALE OPERAI E Q. S., realizzato nel 1959 per la riduzione dell'orario di lavoro e la gratifica pre-feriale (accordo CISLUIL), ed ora assorbito per le condizioni di miglior favore contrattuali, riproposto perchè continui per la gratifica pre-feriale o la 14' mensilità, o ulteriore riduzione d'orario di lavoro.
PREMIO DI PRODUZIONE, per il quale si rende necessario il riesame per: il calcolo ad ore anzichè giornaliero; per la parità tra uomo e donna, sul piano dell'accordo della «parità salariale »; per una maggiore partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori nella elaborazione dei dati produttivi sui quali si basa lo stesso premio; ALTRI PROBLEMI: Tabelle di còttimo; distribuzione degli orari di lavoro per impiegati e Q. S. su 5 giorni; esclusione del sabato dal calcolo delle ferie; esame problemi orari-ferie-13a mensilità per discontinui; regolamentazione delle gratifiche e dei meriti; trattenuta delle quote sindacali su delega dei lavoratori.
Sono tutti obiettivi già presentati alla Società e trattati ampiamente sui precedenti numeri de « Il Battistrada ».
Come si vede la Federchimici-CISL tiene fede alla sua linea. Ha indicato le vie della contrattazione, ed ora preme per una seria trattativa, pronta, come sempre, ad analizzare le posizioni degli altri Sindacati, con la ferma volontà di promuovere atteggiamenti solidali ed univoci, desiderosa di pervenire a positive conclusioni valide e volute dai lavoratori.
I sudati soldi
tuoi o dei tuoi colleghi di lavoro, con i quali io vengo stampato e diffuso, possono essere moltiplicati se tu, dopo avermi letto, vorrai passarmi ad altri lavoratori.
Avrai così supplito alla scarsa tiratura delle copie per ovvie difficoltà economiche, contribuendo inoltre alla lodevole divulgazione di importanti ed interessanti notizie sindacali.
IL BATTISTRADAIn via di massima, gli interessati possono fin d'ora rendersi conto della loro reale posizione, confrontando le azioni attualmente possedute (che vanno raddoppiate per l'aumento di capitale in corso) con la tabella che segue, deliberata dal Consiglio della Fondazione per operai e Q.S. appunto a seguito dell'aumento dí capitale del 10-7-1962 (indicheremo tra parentesi il numero delle azioni cui avevano diritto gli interessati prima del predetto aumento di capitale':
1° GRUPPO assunti sino al 9-9-1926: raddoppio delle azioni individualmente attribuite fino al luglio 1962, dietro assorbimento dei dividendi 1959, 60, 61; inoltre 6 azioni per ogni anno di anzianità successiva al 1962 e reinvestimento in azioni Pirelli S.p.A. dei dividendi 1962 e successivi.
In pratica agli interessati a tale gruppo viene riconosciuto l'integrale raddoppio delle azioni indicate tra parentesi nel 2° gruppo, piú altre azioni derivanti dall'utilizzo dei dividendi e per la partecipazione ad altri aumenti di capitale precedenti delle due Pirelli er C. ed S.P.A., il cui conteggio é per il momento impossibile.
2° GRUPPO assunti dal 10-9-1926 al 9-9-1936: n. 60 azioni (30) per i primi 20 anni di anzianità, n. 4 azioni (2,5) per ogni anno dai 21 ai 30, n. 6 azioni (3) per ogni anno dopo i 31 di anzianità.
3° GRUPPO assunti dal 10-9-1936 al 9-9-1946: n. 35 azioni (20) per i primi 20 anni di anzianità, n. 1,5 azioni (1) per ogni ulteriore anno di anzianità.
Eventuali interruzioni di servizio (militare, fatti politici o razziali, trasferimenti presso consociate, malattia etc.) durante le quali non c'é stato altro rapporto di lavoro extra Pirelli, non diminuiscono o soltanto minimamente l'anzianità Ditta.
La U.I.L.-Pirelli ha la mania di introdurre in fabbrica notizie che non riguardano il nostro settore, e mentre sulla stampa.., ufficiale (La Bicocca) tiene un atteggiamento lineare e che sa di... difesa di tale attività (caso Fiat), su quella... ufficiosa cerca invece di farsi strada, commentando, non sempre a proposito, l'operato altrui.
Ci riferiamo al Bollettino n. 4, dove la UIL facendo il punto della «situazione sindacale », accomuna la CISL alla CGIL, ritenendoci incapaci di « vedere oltre la punta del nostro naso » e — predicendo il futuro — afferma che essa « sa come vanno a finire le agitazioni della CISL »... e che « non si può fare sciopero per ottenere niente », fino a meravigliarci quando finalmente scopre che « gli industriali cedono solo quando sono costretti, non dallo sciopero in sé, ma dalle esigenze di mercato, e quando il mercato é favorevole, hanno paura dello sciopero », per concludere affermando che «i sindacati dovrebbero rendersi conto che se, per odio al Governo di centro-sinistra, il partito comunista vuole fare cagnara, faccia pure »...
Ora, reso pubblico quanto forse era stato fatto per... rimanere privato, rispondiamo: Grave, sebbene prevista, l'assoluta mancanza di commento e di condanna per l'intransigenza usata dalla Ditta nelle vertenze Sapsa-Clement etc., pure trattate nel bollettino sopra menzionato; quando la CISL nell'azione sindacale é impegnata, con o senza la CGIL là c'è certamente l'interesse del lavoratore da difendere, La natura delle due organizzazioni non può far invocare le ragioni « politiche » a mo' dí dubbio;
Le condizioni di mercato pretese dalla UIL per dare mano agli scioperi, erano ottime prima, durante lo sciopero e dopo, nelle consociate Pirelli. I dirigenti della UIL faranno cosa buona a studiarsi il contenuto dell'articolo pubblicato in prima pagina, sotto il titolo « Lotta ad oltranza o collaborazione »; circa la politica governativa del centro-sinistra, non è da oggi che la CISL ha uomini nella maggioranza, ma ha sempre tenuto e tiene una condotta di difesa dei lavoratori anche nei momenti politicamente delicati. La preoccupazione della UIL dí oggi verso il governo, sia pure socialmente piú qualificato degli altri, non ci piace, specialmente se la colleghiamo al diretto ed infelice intervento di Saragat nella polemica di Torino contro la CISL. Concludendo diremo: 1°) è chiaro che se il potere ín Italia dovesse cadere nelle mani della CGIL e simili, dovremo ubbidire senza discussione ai commissari politici del partito comunista, brutta copia degli attuali dirigenti confindustriali; 2°) Dopo questi recenti atteggiamenti di certa socialdemocrazia pirelliana siamo costretti a porre dubbi sulla possibilità di muovere liberamente i nostri passi sul terreno sindacale se dovesse farsi strada una tale teoria nella vita politica del nostro paese. Chiudiamo ritenendolo un involontario infortunio!
A proposito degli ANZIANI
A commento ed a critica del nostro articolo pubblicato sul numero del luglio scorso, ci è pervenuta una lettera scritta a mano a nome di un gruppo di anziani, ma non firmata, e che pertanto non possiamo pubblicare integralmente per ovvie ragioni di correttezza, ma che accettiamo a titolo di suggerimento. La lettera in parola così si esprime: lamenta il mancato rinnovo del Consiglio Anziani ormai in carica da alcuni anni ed incompleto, consiglio già ritenuto « accomodante » e tenuto in vita a titolo di semplice rappresentanza; lamenta il nostro « disinteresse » per gli anzianissimi, e cioè, per coloro che avendo superato il 40° anno di anzianità Ditta, sono praticamente dimenticati per aver raggiun_tu il « massimo » traguardo; Lamenta che in occasione del- miglioramento dei premi (anno 1959), nulla sia stato previsto per coloro che avevano raggiunto i traguardi di anzianità previsti negli anni precedenti, per cui, ad esempio, uno che ha compiuto il 25° anno nel 1958 ha ricevuto 25 mila lire mentre l'altro che tale anzianità l'ha raggiunta l'anno dopo ne ha percepito 50 mila. Si sarebbe dovuto fare una « revisione » con quote « una antum » a titolo di e arretrato ».
segnala migliori trattamenti in atto presso Ditte come la nostra ed anche di importanza minore, frutto forse di una maggiore vivacità dei rappresentanti della categoria.
Ecco alcuni esempi: Ceramica Pozzi: il premio che a 25 anni è di L. 200.000,— sale progressivamente fino a raggiungere Lire 500.000,— al 40° anno di anzianità.
Ditta Falk: in occasione del decennale dell'associazione ha messo a disposizione complessivamente 300 milioni per aumentare: il premio di anzianità; le pensioni integrative Ditta; il raddoppio, per il solo anno del decennale, dei 15 premi speciali riservati a coloro che nell'anno lasceranno l'azienda con la maggiore anzianità.
Obiettivamente dobbiamo precisare che il Consiglio degli Anziani non ha veste sindacale rivendicativa. Forse una più vivace azione sociale ed una migliore azione informativa degli associati potrebbe giovare meglio agli scopi per i quali l'associazione è costituita.
Con altrettanta obiettività dobbiamo ammettere che il trattamento riservato agli anziani della Ceramica Pozzi è di una generosità encomiabile, diremmo « fuori concorso ».
Da parte nostra insistiamo per la revisione dei premi alle varie scadenze senza per altro sottovalutare la proposta di chiedere la creazione di altri scatti per gli e anzianissimi » che hanno superato il 40° anno.
NAZIONALIZZAZIONE ED ANZIANI
Da « COLLOQUI » n. 92 del luglio 1962, rivista mensile della Edison per gli utenti, sotto il titolo:
gli anziani elettrici e la nazionalizzazione » viene pubblicato, in prima pagina, un ordine del giorno votato all'unanimità dai Delegati dei Gruppi Aziendali anziani delle varie Ditte elettriche, che si dichiara contrario alla nazionalizzazione dell'energia elettrica, adducendo i soliti motivi sostenuti dai Liberali e che nulla hanno a che fare con l'attività dei Gruppi lavoratori Anziani.
Se fosse stato impostato alla sola attività anzianale poteva passare. Così com'è l'ordine del giorno porta acqua al mulino di chi sostiene che questi « Consigli Anziani » sono manovrati dall'alto.
La paura di essere Socialisti
Quella che era la straordinaria azione di attrazione del comunismo sui lavoratori, fatta di promesse divulgate con organizzazione capillare e con metodo di imposizione, é andata lentamente scemando, anche se non ha ancora raggiunto proporzioni <li aperta crisi.
Rimane ancora incantata dalle note staliniane o crusceviane una parte della base dei socialisti della C.C. I.L., piú per la paura di essere se stessa, e cioé, socialista, che per altri motivi validi sul piano politicosindacale.
Precisiamo subito che, a nostro avviso, essere socialisti significa avere una propria Organizzazione oltre che politica, anche cooperativistica, culturale e sociale che possa stare autonomamente in piedi, senza dover ricorrere ad altri sostegni (a volte comodi), nonché una forza sindacale tale da meritare dagli altri lavoratori, con i quali é logico collaborare, un onorevole rispetto, senza essere costretti ad invocare favori o comprensioni all'atto della divisione degli oneri e dei meriti per quanto si deve o é stato fatto.
Una prova dello strapotere comunista nella CGIL, in seno alla stessa Azienda è stata fornita anche durante le elezioni per la Commissione Interna. Nel 1961 socialisti hanno ottenuto l'elezione di 1 membro in C.I. contro i 7 comunisti; nel 1962 è stato stabilito tra loro che dovevano risultare eletti 3 socialisti e 5 comunisti, cosa avveratasi e che dimostra il condizionamento assoluto cui è sottoposta la CGIL da parte dei comunisti.
Il rinnovamento politico accennato in sede nazionale dal P.S.I. che ha portato tale partito a sostenere l'azione governativa, non ha insegnato proprio nulla ai Dirigenti del Nucleo Aziendale Socialista della Pirelli, i quali si sono limitati a farsi una sede propria, ma in sostanza sono rimasti ben allineati alla condotta comunista, se quanto pubblicato da « Fabbrica Unita a recentemente è frutto del pensiero ufficiale della Sezione.
Aumento pensioni N. P. S.
Quelle « minime » sono elevate a L. 12.003 fino al 65° anno di età ed a L. 15.000 dopo il 65° anno per le tre categorie di vecchiaia, invalidità e superstiti.
Quelle superiori sono aumentate del 30% circa (rivalutazioni di 70 volte la base).
Per i pensionati che lavorano l'aumento delle « minime » viene trattenuto dal Datore di lavoro; per quelle superiori continua la trattenuta del 33% della quota mensile aumentata.
Per coloro che hanno due pensioni «minime » una « minima » ed un'altra superiore, il calcolo è più complesso: di massima viene concesso un solo minimo quando le due quote spettanti per i .contributi versati risultano inferiori; se risultano superiori ad un minimo, viene pagato quanto maturato per i contributi versati.
Per informazioni o svolgimento di pratiche, rivolgersi al Patronato INAS della CISL, Via Tadino 21 Milano. Decorrenza 1-7-1962
NUOVI MASSIMALI DEI REDDITI PER ASSEGNI FAMILIARI di sola di lavoro pensione o misto Moglie o
1 genitore 18.000 13.000
2 genitori 33.000 20.000
Non vengono conteggiate quelle di guerra e dell'Inail se « dirette ». Per questi nuovi massimali molte persone a carico dei lavoratori, prima escluse, potranno avere diritto agli assegni familiari e quindi anche alla Mutua Pirelli.
Si consigliano gli interessati a presentare i loro quesiti ai Reparti Manodopera e Impiegati.
QUOTE DI CONTINGENZA ORARIE OPERAI IN VIGORE PER IL TRIMESTRE Agosto, Settembre, Ottobre 1962
A 17 anni dalla liberazione e dopo tante esperienze è ora che i socialisti trovino la forza di scrollarsi dalle spalle l'umiliante tutela dei compagni di viaggio, per dare inizio ad una rinnovata e piú moderna azione sindacale e sociale.
La CGIL non sa rispondere
Fondo speciale operai
Ci meravigliamo come mai alcuni operai abbiano scritto a Fabbrica Unita per avere chiarimenti sul « Fondo Speciale Operai » assorbito dalla Ditta nell'applicare la riduzione dell'orario di lavoro prevista dal nuovo contratto. Probabilmente lo hanno fatto per scherzo, perchè è chiaro che tale foglio, come gli stessi membri di C.I. della CGIL, non potevano dare una risposta esatta, in quanto al momento della firma di quell'accordo aziendale, essi non sedevano al tavolo della trattativa con la CISL e la UIL, ma anzi stavano lavorando perchè le trattative stesse fallissero.
Rispondiamo noi:
L'accordo aziendale del e Fondo Speciale » ha avuto in primo luogo il merito di anticipare di oltre due anni la riduzione dell'orario di lavoro alla Pirelli, facendo in un certo senso da battistrada all'entrata di tale beneficio nel contratto nazionale.
Tale accordo inoltre non è dimenticato, ma è tra le rivendicazioni aziendali della CISL, perchè anche se l'assorbimento era previsto, possa ora continuare a soddisfazione della richiesta gratifica pre-feriale, come del resto già avveniva in occasione della liquidazione del conto per le quote di fondo non utilizzate come effettivo riposo. In attesa, la CISL rammenta ai lavoratori il giusto indirizzo perchè possano ricevere giuste risposte.
Premi antisclopero alla SAPSA
Dalla cronaca di Sesto S. G. del settimanale « LUCE » n. 32 del 12 agosto '62, riferendosi al recente sciopero della SAPSA riportiamo: « a coloro che non hanno scioperato è stata assegnata una " indennità " variante a seconda dell'anzianità e della categoria dei singoli lavoratori da 5 a 25 mila lire. Inoltre il prestito di 45 mila lire concordato nelle trattative con il Prefetto in favore degli scioperanti è stato dalla Società, con " molta generosità " esteso anche ai dipendenti che hanno lavorato ».
Alla famiglia del collega
SIGNORELLI Carlo
già Membro della Commissione Interna, deceduto il 5-8-1962, porgiamo le più sentite condoglianze.
LO SCIOPERO NON t « FORZA MAGGIORE »
Con una sentenza del Tribunale di Milano è stato sancito che in caso di inadempienza contrattuale di una Ditta verso i suoi clienti, non può essere invocata la « forza maggiore », se il ritardo di una consegna è stata determinata da uno sciopero del personale astenutosi dal lavoro nell'intendimento di ottenere legittime rivendicazioni sindacali.
Si tratta di un principio assai importante, perchè se fosse stata accolta la tesi contraria, lo sciopero sarebbe stato svuotato della sua efficacia, che consiste appunto nel danneggiare il Datore di Lavoro perchè non possa rispettare i patti stipulati per le forniture ai clienti, per indurlo ad accettare la contrattazione sindacale.
Ci rallegriamo al riguardo ed apprezziamo la decisione del Magistrato che ha collocato un altro importante « mattone» nella edificazione della diga posta ad argine della sempre più crescente pressione padronale.
Come si vede - aggiungiamo noi - la SAPSA ha voluto toccare il fondo della più degradante condotta sindacale! Di ciò siamo spiacenti perchè la Pirelli non era mai entrata con metodi riprovevoli nella lotta sindacale.
SERVIZIO SANITARIO PIRELLI
Il noto problema del ventilato assorbimento delle Mutue Aziendali da parte dell'INAM, è avviato a soluzione con una decisione che permette l'esistenza delle Mutue Aziendali, purchè si verifichino i seguenti requisiti:
La Mutua Aziendale deve essere costituita con accordo tra le Organizzazioni Sindacali dei Datori di Lavoro e dei Lavoratori; deve offrire garanzie economiche per l'assunzione della gestione dei servizi; deve assicurare più favorevoli prestazioni rispetto a quelle dell'INAM; deve includere nell'amministrazione anche un Funzionario dell'INAM predetto.
L'importante decisione, la cui esecuzione è affidata al Presidente dell'I.N.A.M., è stata sollecitata dalle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori. A parte qualche aggiornamento all'attuale funzionamento del Servizio Sanitario Pirelli, il problema appare risolto.