la nostra realta MENSILE Di INFORMAZIONE • POLITICA • CULTURA ANNO II APRILE 1977 NUMERO 4 LIRE 250
In questo numero
LA MAPPA DELLA ZO\A CO\ LE \OVITA DEL PIA\O REGOLATORE
I NUMERI CIVICI DELLE CASE CHE PER LEGGE DOVRANNO ESSERE RISTRUTTURATE p. 3 LA TRIELINA NELL'ACQUEDOTTO
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I PIDOCCHI INVADONO LE SCUOLE CALCIO IN ZONA: 6 CAMPI PER OTTOMILA ATLETI
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P.
SALUTE: I COLORANTI ALIMENTARI CHE CI AVVELENANO p.13
difendere la democrazia iniziativa del consiglio di zona per stabilire un contatto tra amministrazione e forza pubblica "Siamo arrivati al punto che le - stesse forze dell'ordine necessitano di adeguata protezione da parte dello stato. Spesso capita che i nostri uomini, uscendo di casa il mattino per prendere servizio, trovino l'automobile bruciata o con le gomme tagliate, quando non si tratta di aggressioni o peggio". Queste parole• pronunciate poco tempo fa dal capo dei vigili urbani della zona di Crescenzago, signor Monferroni, durante una riunione tenuta al Consiglio di Zona, acqui-
stano tutta la gravità di una denuncia alla luce dell'attentato messo- a segno nei giorni scorsi da ignoti criminali politici ai danni della stazione dei carabinieri di Crescenzago, attentato che solo per una serie fortuita di circostanze non ha avuto vittime. Indubbiamente in questo periodo le forze dell'ordine (polizia, c.a. rabinieri e, anche se in misura minore, vigili urbani) stanno pagando un altissimo prezzo nella lotta contro la criminalità politica e comu-
Una manifestazione di operai e agenti di PS.
ne. Questo non soltanto, è bene sottolinearlo, per la spaventosa facilità con cui i criminali fanno ricorso alle armi, ma anche per la scarsa dotazione di mezzi e di uomini impegnati a combatterli. In Italia poliziotti e carabinieri non mancano, anzi, in rapporto alla popolazione il loro numero è fra i più alti d'Europa, tuttavia la stragrande maggioranza degli effettivi è adibita a lavori burocratici (che potrebbero benissimo essere svolti da civili) o impiegata in qualità di autista per personaggi illustri o altri
gradi della burocrazia statale. Fra le tante disfunzioni di cui soffre il nostro paese, questa è una delle più assurde. A questo problema, se ne aggiunge un altro, che ha ben più gravi ripercussioni sulla vita civile: il divario che sotto certi aspetti esiste tra cittadini e forze dell'ordine, che, in qualche caso, raggiunge la diffidenza. Questo non è il risultato, come si vorrebbe far credere, di un'orchestrata campagna di stampa da parte di gioinali "sovversivi" (bisogna includere forse fra questi anche il "Corriere"?) ma dell'impiego fatto in molte occasioni di polizia e carabinieri in funzione antioperaia o, comunque, repressiva dei movimenti popcilari. Di questo si sono resi conto i settori più democratici della polizia, quelli più impegnati nella battaglia per la riforma della Pubblica Sicurezza, .come dimostrano le sempre più numerose manifestazioni e gli episodi come quello del volantinaggio fatto da alcuni agenti davanti ad una fabbrica e dell'incontro successivo con i rappresentanti degli operai. Anche fra i carabinieri, pur chiusi in una più ferrea disciplina, il disagio è presente e cresce. Ora molti episodi significativi dimostrano 'che le forze dell'ordine sotto impegnate nella difesa non solo dei cittadini tua anche delle stessi• istituzioni democratiche. Conscio dt•Ila gravità del problema, il C(insiglio di Zona ha indetto una riunione alla quale erano stati invitati polizia, carabinieri e vigili urbani per studiare il problema della criminalità nella zona e per stabilire un rapporto di coopera
zione tra il Consiglio stesso e i tutori dell'ordine. Purtroppo hanno potuto intervenire soltanto i vigili urbani, che sono i meno colpiti dalla diffidenza dei cittadini (il "ghisa", a Milano è sempre stato visto come una figura piuttosto simpatica), tuttavia un primo passo nella direzione auspicata è stato fatto. Il "vigile" non deve essere solo quello che dà le multe per divieto di sosta "ha affermato il comandante della zona Venezia (che ha sotto la sua giurisdizione la zona 10), signor Si Stadio "ma deve costituire un trai( d'union tra i cittadini e l'amministrazione comunale, ma per svolgere bene questo lavoro hanno bisogno della collaborazione di tutti". Nel corso della discussione si è parlato di un esperimento estrema-. mente interessante che è in corso nella zona 3: il vigile di quartiere, che occupandosi sempre delle stesse vie, finisce per conoscere ad una ad una le case e ad essere conosciuto dalla maggior parte degli abitanti, costituendo un validissimo punto di riferimento. Sarebbe futile 'illudersi che con l'istituzione del vigile di quartiere il problema della criminalità possa essere risolto, tuttavia in questo modo si potrebbe realizzate più facilmente quella funzione di trait-d'union di cui il Sig. Di Stadio ha parlato. Anche per risolvere questi pro- Noni è urgente realizzare in pieno il decentramento amministrativo, trasferendo ai consigli di zona parte dei poteri dell'amministrazione comunale, in modo che diventino reali strumenti di partecipazione. Ugo Siciliano