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Milano domani6

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ANNO II - n. zyxwvutsrqponmlkjihgfedcbaZYXWVUTSRQPONMLKJIHGFEDCBA 8 DICEMBRE 1976

L150 Esce il 15 del mese (luglio e agosto esclusi)

MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'

Come migliorare la scuola materna (a cura di Adriano Zagato) Nostra intervista a Dino Bonzano, Assessore all'Educazione zyxwvutsrqponmlkjihgfedcbaZYXWVUTSRQPONMLKJIHGFEDCBA

D.: Quali interventi sono stati finora attuati nelle scuole materne dalla nuova Giunta comunale per quanto concerne il miglioramento delle strutture (fabbisogno di scuole, orario del personale insegnante, trasporto e refezione)? R.: La nuova Amministrazione sin dall'apertura dell'anno scolastico 1975/76 ha attuato il passaggio di tutte le educatrici di scuola materna ad un unico orario di 30 ore settimanali. Successivamente, nei primi mesi del 1976, l'Amministrazione Comunale ha introdotto nell'impegnativa oraria delle educatrici di scuola materna anche 20 ore al mese per la gestione sociale

e l'aggiornamento professionale: infatti, contemporaneamente, l'Amministrazione provvedeva alla realizzazione degli organi di gestione sociale per le scuole materne.

l'anno scorso e sta programmando un più complesso discorso di aggiornamento con un piano biennale che dovrebbe mettersi in moto entro il 1976. Per quanto riguarda problemi più precisi, come il trasporto e la refezione, sin dall'anno scorso l'Amministrazione Comunale ha anticipato l'inizio del servizio di refezione nelle scuole materne cercando di renderlo praticamente coincidente con l'apertura delle scuole stesse e quest'anno ha per la prima volta impostato un piano organico di trasporti usufruendo dell'ATM. Sono perfettamente a conoscenza delle "polemiche" che in questi due settori (gestiti in termini funzionali dalla Ripartizione Economato) sono sorte nella città sia per quanto riguarda il costo del servizio di refezione, sia per quanto riguarda il taglio di alcune linee tradizionali di trasporto alunni.

Queste "novità" nell'orario del personale educativo non vanno viste solamente sotto il profilo contrattuale perché costituiscono una condizione indispensabile, anche se da sola non sufficiente, per un salto qualitativo e di metodologia didattica nelle scuole dell'infanzia della nostra città. Sempre a tale scopo l'Amministrazione Comunale ha realizzato, in forma puramente sperimentale, un primo tentativo di aggiornamento professionale

Credo però che, passata la fase calda e la strumentalizzazione politica che si è inserita nelle polemiche ricordate (non è un caso, a mio parere, che in particolare la polemica sulla refezione scolastica abbia visto all'avanguardia i gruppi di Comunione e Liberazione che nel convegno ideologico di Rimini avevano rispolverato il concetto di pluralismo scolastico al solo scopo di attaccare le strutture pubbliche), i dati reali abbiano sostanzial-

A cosa serve un giornale di zona problemi - difficoltà - prospettive A cosa serve un giornale di zona? E' una domanda che il Comitato di Redazione di "Milano domani" si è posto e si pone spesso. L'essere infatti giornale di zona pone di per sè problemi e difficoltà peculiari, ma anche stimoli e prospettive nuove. -Milano si sta ormai, sia pure lentamente, abituando a "vivere" la dimensione della zona. "Milano domani" è nato, quindi, da una reale, anche se molto spesso latente, necessità di avere uno strumento di informazione e un veicolo di partecipazione all'interno della zona. Noi oggi sappiamo che questo obbiettivo non è stato completamente raggiunto: siamo nella fase in cui lo strumento esiste ma non abbiamo ancora imparato, nè noi della redazione, nè le forze politiche, nè i cittadini, ad usarlo correttamente. Non nascondiamo che ci aspettavamo una maggior collaborazione da parte soprattutto delle forze politiche. In questo senso i partiti hanno, a parere nostro, il bisogno, e perchè no, l'obbligo, di rinnovarsi

meglio di rinnovare il loro tradizionale modo di far politica. Con questo discorso non vogliamo certamente fare di ogni erba un fascio, perchè sarebbe scorretto se non riconoscessimo che il PCI e militanti del PSI e cattolici ci hanno dato in più occasioni il loro contributo (e deve essere chiaro che non stiamo parlando di contributo economico, perché il giornale è ormai da parecchi mesi autosufficiente) Intendiamo invece parlare di contributi di idee, articoli, segnalazioni di fatti e di cose che avrebbero meritato spazio nel giornale e che le forze politiche, chi più chi meno, non sempre hanno sentito il bisogno di farci pervenire. Siamo convinti, invece, che sarebbe utile e anche doveroso, da parte dei partiti far conoscere ai cittadini le loro idee anche soltanto le loro impressioni su tutto ciò che in qualche modo riguarda la zona. Forse se il dibattito attorno al Piano Regolatore o ai nuovi poteri dei Consigli di Zona, tanto per fare un esempio, fosse arrivato direttamente sulle pagine di "Milano

domani", ne sarebbe derivato un vantaggio per tutti: per i cittadini che sarebbero stati così informati direttamente dai loro rappresentanti più vicini, per i partiti che avrebbero avuto l'occasione di parlare ai loro elettori in modo diverso e più immediato, per il giornale che avrebbe potuto svolgere meglio la sua funzione. Per quanto riguarda il giornale visto come veicolo di partecipazione dal basso, si può dire che le cose stanno migliorando. Dopo i primi mesi avevamo paura di aver fatto un buco nell'acqua; a partire da quest'estate, invece, qualcosa si sta muovendo. Abbiamo ancora molto da fare per stringere rapporti più stretti con la gente dei nostri quartieri, però, già da ora, possiamo dire che i momenti di collaborazione esterna stanno aumentando di mese in mese: pensiamo comunque di dover fare uno sforzo per spiegare meglio che il giornale è aperto a tutti e che tutti possono dare il loro contributo. Dovremo inoltre riuscire a tesegue a pag. 2

mente confermato la validità delle scelte operative dell'Amministrazione Comunale. Per quanto riguarda la costruzione di scuole, nel corrente anno sono stati realizzati o sono in fase di completamento alcuni interventi abbastanza rilevanti che, tuttavia, sono stati più che altro una "razionalizzazione" dello sviluppo edilizio precedente, scarsamente coordinato sul piano territoriale. Il problema però degli interventi dell'Amministrazione Comunale va inquadrato nel più generale problema degli interventi degli Enti Locali per opere pubbliche in un momento in cui - senza un definitivo chiarimento dei rapporti con lo Stato e la Regione - tutti gli Enti Locali, anche i meglio amministrati, si trovano praticamente paralizzati per una ormai intollerabile carenza di disponibilità finanziaria. D.: Per quanto riguarda l'attuazione degli organi collegiali delle scuole materne, gradiremmo conoscere la sua opinione sulle caratteristiche diverse, e a nostro parere migliorative, rispetto agli analoghi organismi della scuola dell'obbligo, ad esempio per quanto riguarda la pubblicità delle sedute, il collegamento con i Consigli di zona, ecc. R.: Il regolamento che ha attuato gli organi collegiali nelle scuole materne, come ho ripetu-

tamente dichiarato in pubblico, è abbastanza carente: ricordo anzi che nella seduta del Consiglio Comunale che approvò il testo attualmente in vigore, io, come indipendente, insieme al collega Prof. Carlo Cuomo, fui firmata. rio di almeno una trentina di emendamenti per la più parte respinti. Nonostante questa riconosciuta carenza, abbiamo ritenuto di attuare lo strumento regolamentare perchè, comunque, introduceva un principio certamente valido, cioè quello della gestione sociale all'interno delle nostre scuole comunali e quindi favoriva l'istituzionalizzazione della partecipazione dei genitori al processo educativo. Il regolamento, inoltre, introduceva anche un principio di collegamento con la realtà territoriale (attraverso i rappresentanti dei Consigli di Zona che dovrebbero essere un primo elemento di sintesi tra il momento del microcosmo della scuola e il più aggregato momento del territorio). Nel corso dell'anno, inoltre, abbiamo deliberato la pubblicità delle riunioni dei Consigli di Scuola come ulteriore elemento di apertura della scuola alla società. D.: Sotto l'aspetto pedagogico-didattico che valutazione dà della dotazione media di attrezsegue a pag. 2

Crisi al Consiglio di Zona Dimissioni del Presidente (di Democrazia Proletaria) che non accetta la condanna dei gravi fatti di violenza successi a Milano il 7 dicembre. Nel corso della riunione del Consiglio di zona del 9 dicembre è successo ciò che ormai ci si attendeva da alcune settimane: Fuso Nerini, Presidente del Consiglio di zona, ha dato le dimissioni. Le motivazioni, oltre che nel dissenso del suo partito con le scelte della Giunta di Milano (ma cosa c'entra questo col nostro Consiglio di zona?), vanno ricercate soprattutto nella sua non accettazione dei documenti di condanna dei gravi fatti di violenza, verificatisi a Milano nei giorni scorsi, presentati uno dal PCI, PSI, PSDI, PRI e l'altro dalla DC. Tutti i partiti hanno accettato le dimissioni, prendendo atto della radicale differenza di opinioni esistente fra l'ex Presidente e tutto il Consiglio di zona. Per quanto ci riguarda non possiamo che fare nostre le parole che concludono il documento unitario prima citato: "Il Consiglio di zona respinge e condanna ogni tentativo di strumentalizzare e stravolgere le rivendiéazioni e la protesta contro l'emarginazione nella quale sono costretti i giovani, con atti di inconsulta e immotiva_violenza giustificati solo da una logica \..avventurista e irresponsabile".

La redazione di MILANO DOMANI si stringe ai cari amici Carla e Mino Grassi nel momento di sconfinato dolore per la perdita dell'adorato figlio MAURO strappato al loro affetto e alla vita a soli nove anni. Milano, 24 novembre 1976


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