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Anno I l - N. 9 Dicembre 1978
mensile dipolitica cultura attualità della zona17 Esce il primo di ogni= CRISI OSPEDALIERA
UNA COMMISSIONE AL MESE: LA COMMISSIONE CULTURA
Come funziona il San Carlo: è guarito? Consiglio di Zona In sintonia con le recenti scelte politiche sul decentramento ed in conformità con lo spirito che le ha promosse, le commissioni di lavoro in cui si articola il Consiglio di Zona, dovrebbero rappresentare il luogo privilegiato del coinvolgimento e della diretta partecipazione dei cittadini alle decisioni e alle iniziative riguardanti il quartiere o, più ambiziosamente, l'intero tessuto urbano. Corrispondenti nella nomenclatura e nelle competenze specifiche a quelle del Consiglio Municipale, esse, dal punto di vista giuridico - istituzionale, si delineano con caratteristiche consultive ed istruttorie: vero e proprio cordone ombelicale proteso tra il privato cittadino, le nuove strutture zonali e periferiche e la pubblica amministrazione; al loro interno si discutono e si vagliano proposte e delibere da sottoporre al necessario giudizio o all'approvazione del Consiglio di Zona; aperte a tutti e coordinate da un responsabile scelto tra i propri membri, esse si riuniscono con scadenze pressochè periodiche e dibattono ordini del giorno a volta a volta stabiliti secondo criteri di priorità o di più immediata attualità ed urgenza. Tra di esse particolare rilievo assume la commissione per la cultura, non perchè detenga speciali poteri e prerogative o segua diversi meccanismi di funzionamento, ma perchè ai fini di un positivo, equilibrato rapporto tra necessità del territorio e nuova politica del decentramento, vitale importanza rivestono le tematiche su cui è chiamata a discutere e a pronunciarsi. L'attuale disgregazione sociale, il drammatico scollamento tra istituzioni pubbliche e società civile, la contraddizione funesta tra prorompenti e sacrosante esigenze di democrazia allargata e spinte corporative, la crisi di identità e di credibilità delle nostre istituzioni repubblicane e dei loro valori e principi ispiratori, trovano origine, tra le altre cause, anche negli errori e nelle carenze di una politica culturale non pianificata, irresponsabile, approssimativa o colpevolmente subalterna alle esigenze del profitto e alla logica della sperequazione. La vera democrazia si costruisce educando alla partecipazione attiva e responsabile, suscitando la formazione di una robusta consapevolezza sociale e non certo propinando, come finora si è fatto, modelli di comportamento individualistici o messaggi pseudoculturali che stimolano l'apatia, l'indifferenza, o il qualunquismo. Su queste scelte di fondo, prima ancora di affrontare nel concreto problemi specifici, deve quindi esprimersi anche la commissione per la cultura della Zona 17, che, rinnovata quest'anno nel coordinatore e nei membri, è attesa da compiti e da problemi di non facile so-
luzione: ribaltare in un lasso ragionevole di tempo la logica tradizionale del quartiere - dormitorio, reperire luoghi adatti ad ospitare spettacoli e iniziative di ampio respiro (mostre, conferenze, dibattiti), contattare operatori culturali disposti a collaborare attivamente, promuovere, insomma, un complessivo piano d'intervento capace di suscitare l'interesse e la partecipazione dei cittadini e di creare le prerogative in zona per un nuovo e più democratico modo di fare e di proporre cultura. Molta carne al fuoco: La spinosa e delicata questione del Teatro Uomo e del suo ruolo _ nel quartiere. _ La disamina e l'eventuale ratifica delle delibere - quadro concernenti il nuovo regolamento comunale per la gestione dei centri sociali. Il censimento completo, in vista di una loro piena utilizzazione, delle organizzazioni, dei gruppi di animazione culturale e degli operatori presenti nella zona. La ristrutturazione ed il rilancio della Biblioteca Comunale di Via Odazio come luogo di produzione culturale, oltre che di prestito - libri e di lettura. L'analisi delle possibilità e delle modalità di intervento nelle strutture "private" (sale teatrali delle parrocchie, teatrino degli "inabili" in Piazza Giovanni delle Bande Nere ecc.) La creazione di un Cineforum (possibilmente nei locali del cinema Araldo, da tempo chiuso per restauri e di fatto inutilizzato) La riconversione a spazio pubblico della Cascina Corba, tutt'ora "appaltata" dal Comune ad un ristorante di lusso. Le occasioni per interventi e iniziative, come si vede, non dovrebbero mancare: più che sperare, sollecitiamo risultati concreti. Daniele Calvi
IINEERTO SPEC-AT Scuola media superiore testo della legge di riforma Nelle pagine centrali €
Come sosteniamo nell'articolo a fianco, le richieste degli ospedalieri - proprio perchè partono da una situazione oggettiva di disagio economico e normativo (retribuzione di 1.532.000 /annue per un operaio qualificato del 2° livello) - sono legittime. Le richieste sindacali si facevano carico di questo disagio e con la piattaforma contrattuale si è cerca-
to di sanare in parte sperequanzioni economiche e si è tentato una omogeneizzazione delle categorie del pubblico impiego. In sintesi le richieste erano: - contenuti economici perequati - valorizzazione della professionalità - nuova struttura del salario
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MAGAZZINI FRIGORIFERI
SEMPRE PILE SCOTTANTI Nel numero Ili ottobre - "La zona 17 sulla stampa" - avevamo sollecitato i lettori a segnalarci articoli apparsi sulla stampa e riguardanti la nostra Zona, magari commentandoli. E' dunque con vero piacere che ospitiamo questa lettera su un tema di così "scottante" (è proprio il caso di dirlo, anche se riguarda...il gelo) attualità. Questa lettera, molto polemica, solleverà un dibattito? Ce lo auguriamo, nell 'interesse dei nostri lettori. Sull'ultimo numero di Ghiaccio Sport, rivista della Federazione Italiana Sport su Ghiaccio, ho letto articoli che mi hanno immediatamente riportato ad una burrascosa seduta del Consiglio di Zona 17. In questa seduta, a proposito del possibile insediamento nella nostra Zona dei nuovi Magazzini Frigoriferi con annesso Palazzo del Ghiaccio, i rappresentanti democristiani e socialisti si sono ritrovati paladini ad oltranza del verde e feroci nemici sia dell'industria del freddo (secondo loro puramente speculativa: non importa se poi manca la possibilità di immagazzinare le carni congelate importate dalla CEE, che l'Amministrazione Comunale dovrebbe poi distribuire) sia dello sport su ghiaccio (che deve continuare a rimanere sport dei ricchi). Nell'articolo titolato l'Assessore vuole 6 palazzi del ghiaccio l'Assessore del PSI Paride Accetti - oltre appunto a dichiarare "a Milano occorrono almeno sei piste di ghiaccio" (almeno forse perchè si esclude la pista olimpionica? Infatti quando i socialisti hanno proposto le Olimpiadi a Milano, col tacito assenso dei democristiani, pensavano anche a quelle invernali!), ebbene Accetti dichiara all'intervistatore: "Guardi giù... Se fosse per me farei pattinare la gente anche lì.".. e indica il Sagrato del Duomo. Poi il nostro Accetti si lamenta della scarsità dei mezzi del Comune, quindi divaga, si distrae, parla dei problemi relativi all'insediamento di un nuovo Palazzo del Ghiaccio a Milano (quello in Zona 17). Il vortice rischia di travolgerci, scrive l'articolista: ma forse la "distrazione" è causata dall'Assessore più dalla "corrente" che dal "vortice". In un altro articolo si può leggere: La Legge n. 62, nota come Legge Stammati, promulgata nel 1977 con l'obiettivo di contenere l'inde-
bitamento degli Enti Locali, ha di fatto paralizzato il settore dell'impiantistica sportiva e non consente agli Enti pubblici locali di impegnarsi come la domanda di sport vorrebbe, anzi... e da qui l'articolista prende spunto per invitare l'Ente Locale a trovare sostegno per certe realizzazioni nell'opinione pubblica, certo, ma anche nel CONI e nei privati. Nella stessa pagina di questo articolo il capo redattore della rivista, Franco Ascani, sostiene analoghi concetti: ma Franco Ascani fino all'estate scorsa non era il Coordinatore del PSI per la nostra Zona? OH BELLA, OH BELLA, OH BELLA: ma allora come mai i socialisti da una parte vogliono piste su ghiaccio a iosa e (giustamente) non con i soldi del Comune; e poi, dall'altra, in Consiglio di Zona 17, fanno fuochi e fulmini al solo sentir parlare di ghiaccio? Un problema di sdoppiamento della personalità? Mah!!! Caro Diciassette, a questo punto dobbiamo chiederci: non sarà per caso un problema di "correnti"... o meglio di "vortici" interni al Partito Socialista? Quanto poi al fatto che il pattinaggio sia uno sport popolare o borghese, non sarebbe forse ora che un impianto per gli sport su ghiaccio, sotto il rigoroso controllo dell'Amministrazione Comunale (proposta, questa, che se non erro venne avanzata dai consiglieri di i zona del PCI), si rivolgesse anche a quei ceti a basso reddito che, per ora scarsi fruitori del Palazzo di Via Piranesi, non mi sono parsi minimamente rappresentati da quei democristiani vocianti contro un nuovo Palazzo del Ghiaccio in Zona. Forse perchè costoro non hanno difficoltà a raggiungere Via Piranesi in taxi... o no?
U.T.
PUBBLICO IMPIEGO VERTENZA APERTA
Le posizioni espresse dalla stampa di informazione erano tutte puntate a drammatizzare il quadro dello sfascio degli ospedali ed a chiedere alle forze politiche e sindacali perchè non si siano accorte di quello che si veniva determinando negli ospedali. Ma noi ci chiediamo: perchè tanti organi di stampa e tanti "attenti osservatori" si accorgono solo ora di questa grave condizione che da oltre 10 anni è una costante della denuncia del P.C.I.? Poco più di 10 anni fa si concludeva una battaglia parlamentare nella quale il P.C.I. era rimasto solo a combattere contro una legge
(segue a pag. 2)
CULTURA 81 DEMOCRAZIA PAG.3
Ancora sul P.R.G. PAGA
CENTRO
Teatro Uomo PAG 9 SPAZIOR'" APERTO Fusiope Farmrtalia ErUL11